Cividale, ammirazione e stupore per le “mitiche” Alfa Romeo esposte in centro dal Club friulano veicoli d’epoca

Ammirazione e stupore, fra i turisti e i passanti, ha destato a Cividale l’annuale appuntamento con eccezionali vetture d’epoca dei collezionisti friulani denominato “mitiche in castello” che, giunto alla 20ma edizione, ha assunto connotati diversi dal solito. L’iniziativa di punta del Club friulano veicoli d’epoca di Udine è stata interamente dedicata alle “mitiche” Alfa Romeo nel 115° anniversario della fondazione della casa automobilistica del Biscione che negli anni 60 a Udine aveva la propria squadra corse, l’Auto Delta.


Pochi ricordano che il 5 marzo 1963, alla Camera di commercio di Udine, venne registrata una società destinata a lasciare un segno profondo nell’impegno dell’Alfa Romeo nel mondo delle corse, l’Auto Delta. A dare vita a questo progetto furono due ingegneri, il toscano Carlo Chiti e il friulano Lodovico Chizzola, che stabilirono la sede dell’impresa a Feletto Umberto. Da allora e per molti anni il nome di questa società fu sinonimo di competizione e vittoria su molti circuiti automobilistici europei.
Il Cfve aveva dato appuntamento ai proprietari di eccezionali modelli di Alfa in Largo Boiani, nel cuore di Cividale. Si sono potute, così, ammirare una trentina di vetture d’epoca magnificamente conservate, prevalentemente degli anni 50 e 60, che sono rimaste esposte in mostra statica per un’intera mattinata. Mentre i partecipanti al raduno erano in visita ai musei cividalesi e al restaurato sito Unesco del tempietto longobardo, turisti e passanti si sono aggirati tra prestigiose vetture quali la A. R. Villa d’Este, la A. R. 1900 Touring, la Giulietta Sprint, la GTA, e varie spider come mitico duetto A. R. Osso di seppia.
Il raduno cividalese è avvenuto all’indomani dell’assemblea del sodalizio udinese che conta 650 collezionisti di veicoli d’epoca e che, come è noto, ha riconfermato alla presidenza l’inossidabile Italo Zompicchiatti, leader storico del Club.

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In copertina e all’interno due immagini delle bellissime Alfa Romeo storiche esposte a Cividale fra la curiosità di passanti e turisti.

Certificazione di parità, un percorso trasformativo per l’imprenditoria femminile: primo incontro il 30 giugno

La certificazione della parità di genere, introdotta nel quadro del Pnrr, rappresenta oggi non solo un riconoscimento formale dell’impegno aziendale verso l’uguaglianza, ma anche un fattore premiante: le imprese che ne sono in possesso possono infatti accedere a incentivi fiscali e punteggi premianti nei bandi pubblici, e rafforzare nel contempo la propria reputazione e attrattività sul mercato del lavoro. A oggi in Italia (fonte accredia.it), sono oltre 34mila le imprese certificate a livello nazionale per la parità di genere, di cui circa 659 in Fvg (318 quelle che l’hanno ottenuta fra gennaio 2024 e gennaio 2025). Per questo la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con il suo Comitato per l’Imprenditoria Femminile presieduto da Renata Lirussi, ha promosso un incontro pubblico per sensibilizzare le imprese sulla questione e presentare un percorso formativo studiato appositamente per promuove fra le aziende l’avvio di processi di certificazione, sempre più strategici per il loro sviluppo sostenibile e competitivo.
L’appuntamento, in Sala Gianni Bravo, è stato aperto dalla vicedirettrice di Tef, consortile della Cciaa, Barbara Nicoletti, che portando il saluto del presidente dell’ente camerale ha evidenziato come «la proposta del Comitato imprenditoria femminile di lavorare su questo tema per le imprese del territorio è stato subito sostenuto dalla Camera di Commercio». E proprio la presidente del Comitato, Lirussi, ha poi spiegato ciò che ha spinto l’organismo camerale, che riunisce una ventina di imprenditrici di tutti i settori economici dei territori di Pordenone e Udine, a mettere i ferri in acqua «per sensibilizzare le imprese sull’importanza della certificazione di genere – ha detto –, che ha un approccio realmente trasformativo dell’ambiente di lavoro, in grado di portare vantaggi da tutti i punti di vista». La presidente, ribadendo il forte impegno del Comitato nel promuovere la cultura imprenditoriale e del lavoro delle donne, come fattori basilari di autonomia, realizzazione ed empowerment femminile, indicativi dello sviluppo di una società più equa e inclusiva, positivamente competitiva e sana, ha ricordato i due appuntamenti di giugno e luglio della formazione ideata.

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Turismo Fvg, oggi webinar

Quali sono le abitudini dei turisti che scelgono il Friuli Venezia Giulia? Quali le motivazioni delle presenze sul territorio e quali prospettive offrono, soprattutto per lo sviluppo del turismo culturale legato ai siti Unesco (Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane, Palù di Livenza)? A queste domande risponderà il già annunciato webinar gratuito promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine con la Camera della Venezia Giulia, in programma oggi 10 giugno, alle 15. L’incontro si svolgerà online e offrirà strumenti di lettura fondamentali per gli operatori del settore turistico (e non solo). È realizzato nell’ambito del progetto “Sostegno al turismo” finanziato con il Fondo di Perequazione 2023-2024 di Unioncamere. Dopo l’apertura dei lavori affidata a Maria Lucia Pilutti, segretario generale della Cciaa Pordenone-Udine, interverrà Paolo Bulleri, dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche (Isnart), per analizzare l’andamento del turismo in Italia con uno sguardo alle tendenze emergenti e un focus sui prodotti turistici sostenibili, sempre più richiesti anche in Friuli Venezia Giulia. Seguirà l’intervento di Elisa Qualizza, responsabile del Centro Studi Cciaa Pn-Ud, che illustrerà i dati dell’osservazione economica regionale, risultati di un questionario diretto ai visitatori del Fvg realizzato in primavera, da cui emergono elementi utili a delineare il profilo del vacanziere tipo. Sarà poi la volta di Iacopo Mestroni, direttore generale di PromoTurismoFVG, a offrire un aggiornamento sulle presenze turistiche in regione, mettendo in evidenza gli andamenti più recenti e le potenzialità di sviluppo per il comparto. A coordinare i lavori sarà Barbara Nicoletti, vicedirettore dell’Area Promozione-Formazione della sede udinese di Tef., la consortile camerale. La partecipazione è gratuita, ma è necessario iscriversi compilando il modulo disponibile sul sito camerale www.pnud.camcom.it, nella sezione dedicata al webinar e in evidenza in home page. Per informazioni, è possibile contattare le sedi camerali di Udine (0432-273537-508), Pordenone (0434.381633) o Trieste (040.6701404-336).

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«Il primo incontro – ha detto Renata Lirussi – sarà lunedì 30 giugno alle 14 e si parlerà diffusamente di vantaggi e benefici della certificazione e degli obiettivi di sviluppo. Da questo primo incontro, le imprese partecipanti usciranno con un’approfondita “autodiagnosi” guidata, che le aiuterà a pianificare correttamente i successivi step». Il secondo incontro della formazione organizzata dalla Cciaa sarà il 14 luglio, sempre alla stessa ora e sempre nella sede camerale udinese. «Nel secondo appuntamento – ha poi spiegato Jacopo Pezzetta di Eupragma, esperto che condurrà le lezioni – andremo a costruire l’azione in modo operativo: con un piano strategico, un manuale di gestione, con la condivisione delle strategie e la definizione della road map di ciascuna impresa».
All’incontro è intervenuta anche l’avvocato giuslavorista Claudia Ogriseg. Due imprese già certificate, come Venica&Venica (presente Ornella Venica) e Idealservice (presente la responsabile marketing Camilla Sardos Albertini), esempio concreto di buone pratiche, hanno portato infine la loro testimonianza, aiutando gli imprenditori presenti a farsi un’idea concreta del percorso e dei suoi vantaggi, su cui il Comitato imprenditoria femminile opererà anche in futuro nel prosieguo dell’anno.
Con 21.791 imprese femminili, ossia un valore pari al 22,5% del totale delle 97.001 imprese registrate, il Fvg si colloca leggermente al di sopra della media italiana (22,2%) per numero di imprese femminili. I valori di Veneto (20,6%) e Trentino Alto Adige (18,4%) sono invece inferiori a quelli medi italiani. A livello di ruoli esecutivi detenuti nelle società di capitali, come evidenzia l’analisi del Centro Studi Cciaa Pn-Ud, le donne al 31 dicembre 2024 ne possiedono 32.676, di cui il 52,3% come socio o socio di capitale, il 37,8% come amministratore e il 9,9% in altre cariche. I ruoli esecutivi posseduti da donne sono in lievissima crescita (+0,5% rispetto al 2023).

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In copertina e all’interno immagini dell’incontro all’ente camerale di Udine.

“Piazza Novecento”, disponibili online le mappe interattive di dieci città Fvg. “Altrememorie” invita a Campoformido

Sono online, su www.bottegaerrante.it, le mappe interattive, la linea del tempo e i podcast realizzati da Bottega Errante nell’ambito di “Piazza Novecento”, progetto firmato della stessa associazione culturale e realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. «Siamo arrivati alla tappa finale del progetto – hanno spiegato da Bottega Errante -. Dopo dieci passeggiate in dieci città del Friuli Venezia Giulia (Monfalcone, Venzone, Gorizia, Trieste, Aquileia, Udine, Pordenone, Torviscosa, Cividale, Tolmezzo) – grazie alla consulenza storica del professor Enrico Folisi e agli scatti del fotografo Paolo Brisighelli – abbiamo ora concluso anche la mappa interattiva (una per ogni piazza), e una linea del tempo, che siamo entusiasti di rendere disponibili per tutti sul nostro sito, assieme ai podcast».

MAPPE INTERATTIVE – L’utente, entrando sul sito, accedendo alla pagina dedicata, troverà dieci mappe per le dieci piazze che i cittadini hanno imparato a conoscere grazie a delle passeggiate gratuite condotte da storici, giornalisti e scrittori: guide d’eccezione che li hanno accompagnati, nei mesi scorsi, a visitare le città con gli occhi del Novecento, riscoprendone i luoghi significativi che ne hanno fatto la storia. All’interno di ciascuna tappa sarà possibile consultare foto d’archivio, video, immagini, testi scritti ad hoc dal professor Folisi che sintetizzano alcuni accadimenti avvenuti nella singola location nel secolo passato. Il visitatore potrà muoversi all’interno dello spazio della piazza e fermarsi virtualmente su un palazzo, una fontana, un teatro e consultare contenuti inediti che raccontano le principali vicende storiche e sociali.
LINEA DEL TEMPO – «Con lo stesso principio, ma partendo dalla prospettiva del tempo, a disposizione degli utenti ci sarà anche una linea del tempo interattiva dove, alle singole date chiave del Novecento, saranno associati materiali d’archivio, immagini e video in una sorta di cronologia storica che testimonia come il Friuli Venezia Giulia sia sempre stato al centro di avvenimenti globali», hanno raccontato ancora gli ideatori del progetto.
PODCAST – Nella stessa sezione del sito sarà disponibile anche il podcast “Piazza 900”: in quattro puntate, realizzate in collaborazione con Radio Onde Furlane, e scritte, curate e raccontate da Monica Mosolo, a partire da una piazza simbolica di ciascuno dei capoluoghi del Fvg, attraverso una narrazione più soggettiva, le piazze prenderanno voce, fornendo informazioni storiche ma anche suggestioni, emozioni e punti di osservazione nuovi. Dopo gli appuntamenti di Gorizia, Pordenone e Trieste, l’ultimo sarà a Udine martedì 4 marzo, alle 8.30.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli; con i contributi di Pro loco Venzone, Caffaro industrie spa, Pro Loco Aquileia; grazie al partenariato dei Comuni di Udine e di Pordenone, dell’Università degli Studi di Udine DIUM, dell’Associazione èStoria, dell’Associazione Tiere Motus; con la collaborazione dei Comuni delle singole città e della casa editrice Bottega Errante Edizioni srl oltre alle sopracitate realtà.

Monica Mosolo

Altrememorie 2025 prosegue con tre nuove restituzioni pubbliche di altrettanti progetti di residenza. Tre punti di vista e di analisi differenti che trovano il loro incontro nella location che ospiterà gli appuntamenti con il pubblico: lo spazio Le(Serre a Campoformido (strada delle Betulle 21/12). Il 2 marzo, alle 11, il duo Scartoni/Donati rifletterà sul rapporto tra individuo e contesto urbano, analizzando come la percezione dello spazio cambi a seconda dello sguardo.
SCARTONI/DONATI – A cura di duepunti in collaborazione con C.A.G. Pozzuolo del Friuli, attraverso l’intermedialità dei linguaggi e la decostruzione di pratiche relazionali, rifletteranno sul rapporto tra individuo e contesto urbano, analizzando come la percezione dello spazio cambi a seconda dello sguardo. Durante la restituzione si assisterà a un momento di confronto sul processo attivato nei luoghi stessi in cui hanno operato e con le persone coinvolte.
MONTESANTO/SORANZIO – Federica Montesanto e Ilaria Soranzio, protagoniste di un’altra residenza curata sempre da duepunti, trasformeranno elementi visivi e simbolici della periferia in strutture grafiche e compositive, tra astrazione e riconoscibilità. Il tutto sarà esposto e raccontato allo spazio Le(Serre il 16 marzo alle 11. La periferia, spesso percepita come margine, si trasformerà, nel loro lavoro, in una piattaforma di indagine dove il linguaggio dell’arte genererà nuove letture e possibilità di appartenenza. Grazie all’incontro tra le pratiche di stampa serigrafica e graphic design, che caratterizzano il lavoro delle due artiste, ci si potrà interrogare sul rapporto tra memoria, segni e stratificazioni visive del territorio.
SUL TORRE – A chiudere l’edizione del 2025 di Altrememorie sarà il lavoro di Giovanni Chiarot e Matteo Carli portato al pubblico il 21 marzo, alle 18, una nuova esposizione. I due artisti si occuperanno di una ricerca a più livelli sul bacino idrografico ed emozionale del fiume Torre, una residenza a cura di Zeroidee APS. Un punto di vista in ascolto di chi il fiume lo abita e lo vive. Attraverso il medium della fotografia, dell’intervista e della cartografia, sarà esposto un processo di ricerca che è ai suoi inizi e che intende crescere e svilupparsi nel tempo. “Sul Torre” è un’attività di indagine artistica multidisciplinare che indaga il fiume con l’obiettivo di restituirne una geografia complessa e stratificata.
Il progetto è realizzato dall’omonima associazione grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Turismo Fvg e Fondazione Friuli e in collaborazione con Zeroidee APS, duepunti APS, Damatrà onlus, Kulturno Izobrazevalno Drustvo PiNa, HEKA, Menti Libere. Info: Facebook, leserre.co

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In copertina, Benito Mussolini a Torviscosa nel 1938; all’interno, piazzale XXVI Luglio nel 1920 a Udine: foto della collezione di Enrico Folisi e Paolo Brisighelli.

Qui sopra, infine, due opere di Altrememorie: crediti di Donati-Scartoni.

La Ciclovia Pedemontana (32 Comuni da Sacile a Gorizia-Nova Gorica) promossa a pieni voti dai turisti in bicicletta che apprezzano anche la qualità dei servizi

Ha un’età compresa fra i 26 e i 55 anni e arriva prevalentemente dalla Lombardia (26,5%), dal Veneto (20%) o dal Piemonte (12,5%). È abituato a organizzarsi le vacanze in autonomia (99,5%) e ad associarle all’attività sportiva, viaggia prevalentemente in coppia (55%) o con amici (28,5%), si muove soprattutto su bici di proprietà, affittandole sul territorio solo nel 18,5% dei casi, e utilizza Google maps o altre app per orientarsi. Ma soprattutto giudica ottimamente l’offerta turistica in regione, dichiarando di alternare i chilometri in bici alla visita a borghi storici e patrimoni Unesco (Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane e Palù di Livenza) cantine, strade del vino, luoghi spirituali e di culto e botteghe artigiane: il punteggio è pari o superiore a 8 nel 92,5% dei casi (8 per il 74,5%, 9 per il 18%) e la cortesia e ospitalità della gente è stata giudicata con un punteggio da 7 in su dal 96,5%, la ristorazione e la qualità del mangiare e bere dal 98%,
La nuovissima indagine realizzata da Isnart per le Camere di Commercio di Pordenone-Udine e della Venezia Giulia, in collaborazione con PromoTurismoFvg, ci restituisce l’identikit del cicloturista che percorre la Ciclovia Pedemontana Fvg-3: la raccolta dei dati è stata effettuata tra novembre e dicembre 2024 su un campione rappresentativo di 200 turisti che l’hanno percorsa e che soggiornavano almeno una notte fuori dal proprio Comune di residenza. Le interviste sono state eseguite in punti diversi della ciclovia stessa, che solca la regione seguendo la linea immaginaria che delimita l’arco alpino regionale e copre una distanza totale di circa 180 Km, tra Sacile e Gorizia-Nova Gorica, attraversando 32 Comuni. Le domande miravano a rilevare le caratteristiche strutturali del turista e i comportamenti turistici, come tipologia di alloggio scelto, organizzazione della vacanza, canali di influenza, attività svolte, soddisfazione e valutazione della vacanza.

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Apprendistato per un giovane:
candidature entro il 13 febbraio

Un contratto di apprendistato di 36 mesi, con possibilità di trasformazione in tempo indeterminato alla fine del periodo. La Camera di Commercio Pordenone-Udine ha indetto un nuovo concorso pubblico per titoli ed esami per l’assunzione di un giovane, che abbia compiuto 18 anni ma di età inferiore ai 30 e inoltre, secondo quanto consentito dalla norma, residente o domiciliato in Friuli Venezia Giulia o Veneto o che in queste due regioni si sia laureato. La laurea richiesta è in materie giuridico-economiche, come specificato nel bando, e sono valorizzabili anche titoli di merito, quali titoli accademici o esperienze professionali. Il bando è pubblicato nelle News, all’Albo camerale on-line e nella sezione Amministrazione Trasparente/Bandi di concorso del sito istituzionale www.pnud.camcom.it. In queste sezioni del sito, il candidato trova il link al sito governativo InPa da cui, munito di Spid, Carta di Identità Elettronica (Cie) o con Tessera Sanitaria e Carta Nazionale dei servizi, potrà inoltrare la domanda in modalità telematica, entro le ore 23.59 del 13 febbraio prossimo. L’area di inquadramento è “Funzionari e dell’Elevata Qualificazione” secondo il contratto collettivo nazionale “Comparto funzioni Locali” del 16 novembre 2022 e il profilo professionale sarà “Funzionario processi organizzativi di supporto”, con posizione di lavoro “Esperto Amministrazione del personale, Organizzazione e Sviluppo – Gestione risorse umane, Sistemi controllo e performance”, posizione che, quanto a caratteristiche e attitudini richieste, viene descritta nel dettaglio all’interno del bando stesso, disponibile sempre sul sito camerale.

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«Con questo strumento di indagine – commenta il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo – per la prima volta andiamo ad analizzare nel dettaglio una porzione di turismo che è in forte crescita e che nella nostra regione potrebbe rappresentare un vero plus, vista la propensione a un turismo lento e green, che permette di godersi appieno un territorio molto ricco e variegato. Dai dati confidiamo che le nostre imprese del comparto possano trarre informazioni utili e ispirazione per sempre nuove opportunità di crescita».
«Il cicloturismo oltre a rappresentare un modo di fare turismo in modo sostenibile – aggiunge il presidente Cciaa Vg, Antonio Paoletti – è sempre stato visto dalla Camera di commercio Venezia Giulia, e dalla Camera di Gorizia prima, come strumento di promozione del territorio, delle sue bellezze paesaggistiche e dei tesori agroalimentari. Perciò l’Ente camerale goriziano con l’allora Provincia realizzò 25 km di percorsi cicloturistici attraverso il Collio, mentre ora la Cciaa Vg ha finanziato attraverso il Fondo Gorizia il programma per il collegamento della ciclovia del Collio con Grado. Percorsi che si integrano nell’offerta cicloturistica regionale che l’indagine giustamente promuove a pieni voti».
«La ciclovia si è recentemente aggiudicata il Green Road Award 2024, l’Oscar italiano del cicloturismo – ha ricordato infine l’assessore regionale al turismo Sergio Emidio Bini –. Un riconoscimento che attesta la qualità dell’offerta che il Fvg può mettere in campo sia dal punto di vista dell’accoglienza e dei servizi al turista sia sotto il profilo della segnaletica e della viabilità. Dopo la pandemia abbiamo assistito ad un cambiamento radicale nelle preferenze del turista, che ora cerca esperienze a contatto con la natura e le tradizioni locali. Perciò, Regione e PromoTurismoFvg puntano sulla valorizzazione del turismo lento e outdoor. L’Oscar del cicloturismo e l’apprezzamento di chi percorre il tracciato da Sacile a Gorizia, come attesta l’indagine condotta dalle Camere di commercio regionali, rappresentano un ottimo biglietto da visita in vista dell’avvio delle manifestazioni per la Capitale Europea della Cultura 2025».

E, ora, ecco gli altri dati rilevati. Il 69% dei cicloturisti intervistati è uomo, il 31% donna. Le fasce d’età più rappresentate sono la 36-45 anni (40% del totale), 46-55 anni (20,5%), seguono la 56-65 e la 26-35 (entrambe con il 19,5% del totale). Il 91,5% ha dichiarato di essere abituato a svolgere attività cicloturistiche e il 62% del totale associa abitualmente lo sport alle vacanze.
Tutti i cicloturisti intervistati sono arrivati da altre regioni d’Italia (solo il 4% era del Fvg), il 90,1% in auto, il 7,4% in treno. La tipologia di alloggio più utilizzata dai cicloturisti è l’hotel 3 stelle (30,4%), mentre il 25,5% ha soggiornato da amici o parenti, il 19,6% in B&B, il 6,4% in case private prese in affitto, il 5,4% in agriturismo. Il 48,5% degli intervistati ha soggiornato in regione una notte, il 28% due notti, il 15,5% tre notti. Se la coppia o gli amici sono il gruppo di viaggio prevalente, solo l’8,5% ha viaggiato da solo, il 7% con la famiglia (di cui il 5% con bambini oltre i sei anni, il 2% con bambini fino a sei anni) e solo l’1% con un gruppo organizzato.
La tipologia di bici più utilizzata su questo percorso è risultata quella classica, slow bike o city bike (37%) e a seguire la mountain bike (32,5%), mentre l’ebike è risultata scelta dal 10% degli intervistati. Per la “navigazione” il 48,9% degli utenti si è affidato a Google Maps, il 31,8% a Komoot, il 9% alle mappe cartacee, il 5,7% a Strava. Una quota minoritaria a un navigatore GPS, alla sola segnaletica stradale o altri strumenti. Il cicloturista è risultato piuttosto tecnologico: il 48,8% ha infatti conosciuto il percorso grazie a Internet, il 22,8% su suggerimento di conoscenti, il 16,8% grazie ai Social, il 10,4% per esperienza personale.
Le principali motivazioni della scelta di questo percorso (domanda con possibilità di risposta multipla) sono state il percorso ben tenuto (14,6% dei rispondenti), la bellezza del paesaggio (12,6%), la segnaletica chiara (9,9%), il contesto naturale (8,5%), l’ambiente sicuro per l’attività scelta (7,7%), la pista curata (6,1%). A seguire la possibilità di effettuare degustazioni enogastronomiche, di conoscere un nuovo territorio, la buona qualità dei servizi, le informazioni disponibili, ma anche il percorso non troppo affollato, la possibilità di rilassarsi e il fatto che l’itinerario preveda tappe intermedie. Le principali attività svolte o da svolgere durante la vacanza sono risultate escursioni in bici (25,1%), gite nei borghi (16,7%), escursioni varie (13,2%), visita dei centri storici (11,7%) e trekking (6,9%), ma anche degustazione di prodotti enogastronomici locali (5,4%).

Tra le risposte, anche informazioni utili per le amministrazioni per controllare o implementare alcuni servizi. Ai cicloturisti è stato, infatti, chiesto (possibilità di risposta multipla) quali ritengano indispensabili e sono emersi punti di rifornimento di acqua (8,5% del totale dei rispondenti), segnaletica (8,4%), punti di primo soccorso (7,7%), punti di ristoro e riposo (6,3%) e mappe (6,2%). I punti di rifornimento acqua sono stati ritenuti sufficienti dal 45% dei rispondenti, ottimi dal 48,5%. La segnaletica ottima nel 73% dei casi, le mappe nel 63%. I punti di ristoro e riposo hanno ricevuto un giudizio ottimo dal 57% dei rispondenti. Anche il giudizio complessivo espresso sull’offerta turistica, come detto, è ottimo: è pari o superiore a 8 nel 92,5% dei casi (8 per il 74,5%, 9 per il 18%) e non sono stati riscontrati giudizi inferiori a 6.
Infine, le strutture di alloggio: i cicloturisti le hanno valutate prevalentemente tra il 7 e l’8 (79,5%) ed è stata giudicata buona anche l’offerta di intrattenimento e culturale, così come i trasporti. Si riscontrano commenti positivi anche sul costo dell’alloggio e della ristorazione. La quasi totalità dei rispondenti ha dichiarato che scriverà recensioni online (73,4% del totale), soprattutto su Trip Advisor e Booking.
Secondo le rielaborazioni del Centro Studi Cciaa Pordenone Udine, nei 32 Comuni attraversati dalla ciclovia risultano attive, al 30 settembre scorso, 2.035 localizzazioni di imprese turistiche, l’11,4% del totale delle imprese dell’area. Nella definizione di imprese turistiche sono ricompresi alloggio e ristorazione, trasporto, noleggio, agenzie di viaggio e altri servizi, attività ricreative. Nelle imprese turistiche attive in questi 32 Comuni sono impiegati circa 7 mila addetti totali.

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In copertina, uno scorcio del territorio attraversato dalla Ciclovia Pedemontana.

Epifania a Cividale, in quello Spadone suggestioni antiche accanto a messaggi per il mondo d’oggi che ha l’occasione di ripartire come i Magi con speranza

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – Che bella, intensa, suggestiva! Tre aggettivi importanti, ma tutti insufficienti a delineare il significato e il valore della “Messa dello Spadone”, il partecipatissimo rito – in Duomo non meno di un migliaio di persone! – che si è rinnovato ieri mattina, solennità dell’Epifania di Nostro Signore, a Cividale. Il tutto in una giornata che non lasciava prevedere nulla di buono dal punto di vista meteorologico e che, invece, con sorpresa di tutti ha consentito si snodasse regolarmente l’intero programma e quindi anche la bellissima rievocazione storica dell’ingresso nella città longobarda del Patriarca Marquardo von Randeck, avvenuta nel remoto 1366. Ne è rimasto sicuramente affascinato l’arcivescovo Riccardo Lamba che, insediatosi appena il 5 maggio scorso sulla Cattedra dei Santi Ermacora e Fortunato, ha presieduto per la prima volta la magnifica celebrazione. Come pure chi scrive che vi aveva partecipato l’ultima volta una ventina d’anni fa, quando allo storico altare – e non quello a mensa usato stavolta – era salito monsignor Pietro Brollo, l’allora titolare dell’Arcidiocesi di Udine. Più d’uno, infatti, si è chiesto come mai non si sia privilegiata la celebrazione “ad Orientem” (come aveva fatto, appunto, il predecessore di Lamba), visto anche l’uso del latino dall’inizio alla fine del rito, seppure con i ritmi del “Novus ordo Missae”, quello successivo al Concilio Vaticano II.

La Messa è cominciata con il canto, accompagnato dall’organo, di un festoso mottetto di Giovanni Battista Candotti, il sacerdote-musicista codroipese che fu maestro di cappella proprio nella Basilica di Santa Maria Assunta e che ebbe fra i suoi allievi prediletti il cividalese Jacopo Tomadini. Il corteo d’ingresso, dopo la croce astile, era aperto dai canonici del Capitolo della Insigne Collegiata: Loris Della Pietra e Gianni Molinari, di recente investitura, e il decano Adriano Cepparo; quindi il diacono con elmo piumato, Fiorino Miani, il quale con la mano destra brandiva lo storico Spadone e con la sinistra reggeva il prezioso Evangeliario quattrocentesco, l’arciprete di Cividale Livio Carlino e infine, con mitria e pallio, l’arcivescovo Lamba. Più volte, durante il rito solenne celebrato appunto nella storica, bellissima lingua della Chiesa Cattolica, la lunga e pesante lama patriarcale è stata usata per salutare (non benedire), tracciando ampi fendenti, i celebranti e il popolo. Le letture epistolari e il Vangelo sono stati cantati dallo stesso Miani usando le suggestive melodie dell’antico rito cividalese. Mentre i passi principali della Messa, tranne il Credo recitato in latino, sono stati eseguiti dal coro che ha proposto anche altri inni del citato Candotti, fra cui il natalizio “Jesu Redemptor omnium”.
Intensa e ricca di significato la predica del presule, il quale, forse sorpreso da una così massiccia partecipazione, ha osservato: «Anche noi, venuti qui oggi per tanti motivi (fede, tradizione, curiosità) abbiamo un’occasione bella di ripartire, come i Magi, trasformati dall’Amore di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il nostro Salvatore, dopo esserci nutriti della Sua Parola e del Suo Corpo e del Suo Sangue, per essere testimoni di Gioia e di Speranza». Monsignor Lamba ha incentrato le sue parole proprio sul significato dell’Epifania e del Battesimo di Gesù – che sarà ricordato nelle celebrazioni di domenica prossima – e si è chiesto: «Che cosa hanno in comune queste due feste, al di là dei possibili arricchimenti che alcune tradizioni popolari possono aver portato?». «Esse ci portano sempre ancora – si è risposto – all’evento fondativo della nostra fede: Dio si è fatto uomo per amore nostro e per la nostra salvezza. Nulla può essere più come prima!». «Da quella casa di Betlemme – ha aggiunto l’arcivescovo – , dal fiume Giordano, dai villaggi della Galilea e della Giudea, dal Calvario, dal Cenacolo, dal monte dell’Ascensione, molti dopo averlo incontrato (bambino, giovane adulto, umiliato e crocifisso, risorto) sono ripartiti trasformati dal suo Amore, indipendentemente dalla cultura, dalla nazione, dalla razza, dall’etnia, dalla tradizione religiosa».

Al termine della celebrazione, ha preso la parola per un breve saluto al presule e all’assemblea monsignor Carlino, il quale, ricordato che la “Messa dello Spadone” si ripete da ben 659 anni, ha fatto riferimento all’Anno Santo appena incominciato, informando che la Basilica cividalese è stata arricchita da alcune sculture dell’artista Giorgio Celiberti, tra le quali la bellissima Croce posta all’entrata dopo il maestoso portale. Nell’occasione, l’arciprete ha ringraziato la Pro Loco delle Valli del Natisone, Nediške doline, per aver proposto un pellegrinaggio dal Duomo di Cividale al Santuario giubilare di Castelmonte. Concluso, dunque, il rito in Chiesa, lo Spadone – ma, ovviamente, non quello originale – è stato brandito in piazza anche dal bravissimo figurante che ha impersonato il Patriarca Marquardo von Randeck durante la bella e curata rievocazione storica seguita e applaudita da migliaia di persone.

 

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In copertina, la processione d’ingresso aperta dallo Spadone del Patriarca Marquardo; all’interno, momenti della celebrazione presieduta dall’arcivescovo Lamba, i canonici del Capitolo, parte della folla, la Croce di Giorgio Celiberti e infine la rievocazione storica in piazza Duomo.

A Tarcento questa sera il Premio Epifania e lunedì l’accensione del Pignarûl Grant con le previsioni del Vecchio Venerando

(g.l.) Con la cerimonia per la consegna del Premio Epifania, Tarcento oggi dà il via alle manifestazioni che concluderanno il ciclo natalizio e che culmineranno lunedì, solennità epifanica, con l’accensione del “Pignarûl Grant”, sulla collina di Coia davanti ai ruderi del Castello Frangipane: c’è grande attesa, al riguardo, per le previsioni sul nuovo anno del Vecchio Venerando. La consegna dell’ambito riconoscimento si terrà questa sera, alle 20.45, nella sala del Teatro Margherita di viale Marinelli.

Jonathan Milan

Fabrizio Fontanot

Un campione di ciclismo e un raffinato compositore di musica, che rispondono ai nomi di Jonathan Milan e di Fabrizio Fontanot rispettivamente di Buja e di Campoformido, sono, come è noto, i titolari del prestigioso “cavalierato del Friuli”. «Arrivando alla sua settantesima edizione, il Premio Epifania conferma la sua vocazione di riconoscimento tributato a chi porta con orgoglio il Friuli nel mondo attraverso le proprie capacità nei campi più diversi dell’operare e del pensare umano. Un Premio storico assegnato per il 2025 al ciclista bujese Jonathan Milan e al docente e compositore direttore d’orchestra Fabrizio Fontanot, due alfieri della nostra terra che incarnano nella loro straordinaria quotidianità i valori del Friuli più vero e autentico», aveva sottolineato l’assessore regionale Barbara Zilli, nel corso della presentazione dell’Epifania friulana di Tarcento in occasione della quale erano stati, appunto, comunicati i nomi dei vincitori dell’edizione 2025 dell’ambito riconoscimento.
Conto alla rovescia, dunque, per le manifestazioni epifaniche, in vista delle quali è ritornato anche “Il Pignarûl ”, il periodico annuale della Pro Loco guidata dal presidente Nazareno Orsini che pure compie settant’anni e che da tempo immemorabile è diretto con tanta cura e passione dal professor Luigi Di Lenardo, storico sindaco della “Perla del Friuli”. Quasi 240 pagine in carta pregiata ed elegante copertina – con il progetto grafico di Sonia Paolone -, uscita in questi giorni di festa per i tipi delle Poligrafiche San Marco di Cormons, la bellissima rivista si apre proprio con il programma della 97ma Epifania friulana che a Tarcento si rinnova dal lontano 1928.
Venendo, infine, al programma, domani, al mattino via alla Marcialonga “A tôr pai Pignarûi”, mentre alle 17, in Duomo, ci sarà la benedizione dell’acqua, con esorcismo, secondo la tradizione aquileiese. Al termine del rito, “Palio dei pignarulârs” con la corsa con i carri infuocati, azionati dai rappresentanti delle “ville” tarcentine. Lunedì, infine, alle ore 11, nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo sarà celebrata la Messa solenne dell’Epifania, seguita alle 14.30 dalla benedizione dei bambini. Alle 17.30 il via alla rievocazione storica con la partenza del corteo. Al termine, l’accensione del “Pignarûl Grant”.

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In copertina, il Vecchio Venerando che lunedì sera leggerà le previsioni per il nuovo anno dalla direzione del fumo del “Pignarûl Grant” di Coia.

Anche Cividale (con Manzano e Torreano) nell’Aclif. Sergon: un onore avere la “capitale longobarda” fra i nostri Comuni

A Cividale, si è riunito l’altra sera il direttivo dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, l’organismo che rappresenta i Comuni di lingua friulana: nato nel 2015, conta oggi quasi 150 soci, praticamente più dell’80% di tutte le comunità friulanofone di Udine, Pordenone, Gorizia e del Veneto orientale. La scelta di fare tappa nella città ducale è dovuta alla volontà di festeggiare la sua recente adesione, deliberata dal consiglio comunale nella seduta del 28 giugno scorso. All’incontro sono intervenuti, oltre al sindaco Daniela Bernardi, anche il primo cittadino di Manzano Piero Furlani e il vicesindaco di Torreano Giuliano Lesa, in rappresentanza del territorio. Per Aclif erano presenti, invece, il presidente Daniele Sergon di Capriva del Friuli, il vice Claudio Violino di Mereto di Tomba, la consigliera Ester Filipuzzi di Spilimbero e il presidente onorario Diego Navarria di Carlino.


Sergon, in apertura, ha ringraziato il sindaco Daniela Bernardi per la scelta fatta dall’amministrazione comunale e ha evidenziato che è proprio questa la forza dell’Assemblea Linguistica: «Aclif nasce dal basso, non con un atto imposto, ma con il voto dei consigli comunali, peraltro quasi sempre unanime, mettendo insieme forze di maggioranza e di minoranza. Nostro compito è portare avanti il tema della nostra identità culturale e linguistica». Il direttivo Aclif ha espresso la soddisfazione di accogliere Cividale, oltre che naturalmente Manzano e Torreano, anche per il grande valore simbolico che essa rappresenta, in quanto fu capitale del ducato longobardo del Friuli e per secoli anche sede patriarcale.
Daniela Bernardi ha espresso la sua soddisfazione per l’incontro e ha evidenziato le numerose iniziative legate alla cultura friulana che si svolgono a Cividale, facendo anche un richiamo alla figura del sindaco e senatore Guglielmo Pelizzo, grande friulanista, che fu per oltre dieci anni presidente della Società Filologica Friulana, subentrando a Tiziano Tessitori, il padre della Regione. Lesa, parlando di Torreano, ha ricordato la compresenza di due anime nel territorio, quella friulana e quella slava, che costituiscono una grande ricchezza sociale e culturale. Anche Furlani (Manzano) ha sottolineato lo stretto legame tra lingua e cultura e ha espresso la speranza che «una maggiore conoscenza della storia e della cultura del Friuli possa rafforzare l’identità della nostra terra».

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In copertina, il presidente Sergon con il sindaco di Cividale Daniela Bernardi; all’interno, Navarria, Furlani, Bernardi, Sergon, Lesa, Filipuzzi e Violino.

Alpe Adria Puppet Festival, la tranche autunnale tra Gorizia e Nova Gorica con gli scatti del contest transfrontaliero

di Mariarosa Rigotti

Al via da domani, 1° ottobre, la seconda tranche dell’Alpe Adria Puppet Festival, giunto alla 33ma edizione che è centrata sul tema “Illusioni” e conta sulla direzione artistica di Roberto Piaggio. Infatti, l’appuntamento internazionale e transfrontaliero di teatro di figura, ideato e organizzato dal Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia, animandosi tra il capoluogo isontino e Nova Gorica, appunto da domani al 6 ottobre, alzerà il sipario alle 17 con l’inaugurazione, nel Municipio di Gorizia, della mostra fotografica del contest transfrontaliero “3…2…1…GO! 2025”; quindi sono previsti due spettacoli: alle 18, la prima assoluta di “Io sono B”, una produzione del Cta, e poi alle 19, “A Mano” della compagnia spagnola “El patio”. Va ricordato che queste proposte arrivano dopo le tappe estive di Grado e le Vetrine a San Floriano del Collio, Gradisca d’Isonzo, Cividale e San Canzian d’Isonzo.


Dunque, facendo cenno a quanto in cartellone, domani, come anticipano dal Cta, queste autunnali del festival «saranno giornate concentrate sul teatro di figura d’innovazione e sperimentale, caratterizzato da numerose contaminazioni con altre arti, e dedicate a un coinvolgimento più attivo del pubblico, grazie alle numerose iniziative legate al progetto “SpettAttore”».
Nel dettaglio, domani, come detto, alle 17, nell’atrio del Municipio è previsto l’avvio ufficiale del festival alla presenza delle autorità, con l’inaugurazione della mostra “3…2…1…GO!2025”, dove saranno esposti circa 40 scatti, fra i numerosi pervenuti al sodalizio, «attraverso l’omonimo contest che ha coinvolto cittadini di Gorizia e Nova Gorica. Lo scopo – spiegano dal Cta – è quello di portare nuovi punti di vista delle due città e comporre una sorta di collezione di “cartoline” o biglietti da visita, in vista del grande appuntamento con la Capitale europea della Cultura 2025». Inoltre, saranno annunciate le quattro foto che hanno ottenuto i gradimenti maggiori.


Alle 18, al Kulturni Center “Lojze Bratuž”, andrà invece in scena, come detto, una prima assoluta, produzione Cta, “Io sono B”. Come viene anticipato dagli organizzatori, si tratta di uno «spettacolo di teatro da tavolo, per un pubblico di tutte le età, a partire dai 6 anni. Nella pièce si narra la storia di un bambino che cresce circondato da aspettative di normalità e che diventa un adulto dalla vita apparentemente perfetta. Eppure, dentro di lui, continua a pulsare un’irrefrenabile voglia di evasione che lo spinge a guardare oltre l’orizzonte e a decidere di affrontare una sfida che sembra semplice, ma che presto si trasforma in una competizione contro i propri limiti». Mentre, ricordando il citato spettacolo “A Mano”, «L’Alpe Adria Puppet Festival offre ogni anno una selezione di spettacoli stranieri tra i più interessanti in circolazione e questo filone sarà aperto da “A Mano”, della Compagnia spagnola El Patio, di scena alle 19 al Kulturni Dom di Gorizia. Questo spettacolo è stato definito dalla critica “una straordinaria miniatura fantastica, che riflette magnificamente la vita reale”; elogiato per la sua capacità di mettere in scena l’interazione umana, come il semplice gesto di giocare con le mani. Un gesto che parla a tutte le età e su diversi livelli». “A Mano”, viene ancora sottolineato, rientra nel progetto Art&Puppets, finanziato dall’Unione Europea attraverso il Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal Gect Go.

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In copertina una scena di “A Mano” e all’interno di “Io sono B” in programma domani.

Ciclo Juniores, una volata spettacolare a Corno di Rosazzo: Stefano Sacchet conquista la Coppa Fratelli Granzotto

Avvincente finale di gara, a Corno di Rosazzo, per la 52ma Coppa Fratelli Granzotto con una spettacolare volata che ha coinvolto una decina di ciclisti sui quali si è imposto Stefano Sacchet.
Partita da piazza Divisione Julia con 90 iscritti di formazioni giunte da tutto il Nordest e da oltre confine, con il meglio del ciclismo juniores, la corsa ha attraversato un suggestivo circuito che ha coinvolto i territori dei Comuni di Cividale, Prepotto, Dolegna del Collio e la stessa Corno di Rosazzo, con il selettivo Gran premio della Montagna a Ruttars. Un percorso ripetuto per sei volte per un totale di 109,6 chilometri che ha visto progressivamente sfoltire il plotone dei giovani ciclisti fino a giungere ad un manipolo di nove atleti giunti sul traguardo di Corno, appunto, con una bellissima volata in cui ha, appunto, avuto la meglio Stefano Sacchet della società Gottardo giochi Caneva, seguito da Filippo Cettolin, della Borgo Molino Vigna Fiorita di Ormelle, e da David Zanutta, del Team Tiepolo Udine. Da segnalare che la veneta Borgo Molino ha piazzato ben cinque atleti nei primi dieci posti.
Grande soddisfazione per la riuscita della competizione è stata espressa dal patron Giovanni Cappanera nel corso della cerimonia di premiazione a nome dei sodalizi organizzativi Asd Ciclistica Forum Iulii, Asd Corno sezione Ciclismo e Gs Giro Ciclistico Fvg, oltre che degli sponsor. La corsa era sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune collinare. Le prossime gare juniores sono in programma il 29 settembre con il Gp Valli del Natsone – Coppa Civibank e il 13 ottobre con la Coppa Sportivi Tricesimo.

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In copertina, ecco lo spettacolare arrivo in volata a Corno di Rosazzo.

Auto d’epoca e vendemmia, domenica le “vecchie signore” sulle colline friulane

Un raduno settembrino di splendide vetture d’epoca di collezionisti friulani animerà domenica prossima il suggestivo territorio del Friuli orientale nella stagione delle vendemmie. Ad organizzarlo è il Club friulano veicoli d’epoca (Cfve) presieduto da Italo Zompicchiatti, instancabile promotore di iniziative volte a valorizzare il collezionismo di vetture storiche degli oltre 400 iscritti al sodalizio.
La partenza del raduno è fissata alle ore 10 da villa Beria di Manzano, storica residenza patrizia del marchese Carlo Beria de Carvalho, anch’esso grande appassionato e collezionista. Sarà la sua splendida Balilla coppa d’oro del 1934 a guidare il variopinto corteo di “vecchie signore” che da Manzano procederà verso Dolegna del Collio dove ci sarà una prima tappa alla tenuta Stella. Mg, Alfa Romeo, Jaguar, Fiat, Mercedes e altri prestigiosi marchi automobilistici saranno coinvolti nella kermesse motoristica “vintage”.
Dopo il riordino, le vetture con gli equipaggi saranno ospiti nella vicina Craoretto di Prepotto dell’azienda vinicola Vie d’Alt per un’altra sosta vendemmiale. Il rientro prevede un ulteriore passaggio a Manzano per concludersi alla trattoria Driussi nella frazione San Nicolò per il convivio finale.
I successivi appuntamenti del Cfve prevedono, poi, per il 14 settembre la trasferta tradizionale a Castelmonte per la benedizione delle vetture storiche e il successivo convivio sociale alla locanda Al Castello di Cividale, oltre alla classica “Colori d’autunno” il 6 ottobre nello scenario delle vallate carniche.