Il Tar non ferma l’Opa di Sparkasse. Civibank: e ora la sentenza europea

(g.l.) «Rispettiamo ovviamente il pronunciamento del Tribunale amministrativo del Lazio, che ha comunque esaminato la nostra istanza “in considerazione della novità e peculiarità della res controversa”. Il vertice della Banca si era rivolto al Tar con il solo intento di tutelare e preservare i clienti e gli azionisti di Civibank, in attesa della sentenza del Tribunale Europeo del Lussemburgo, chiamato a rispondere nel merito dell’interpretazione della normativa che regola l’attività delle fondazioni bancarie e quindi dell’Opa in corso». È quanto ha affermato ieri Michela Del Piero, presidente di Civibank, appena appreso del rigetto da parte del Tar del Lazio dell’istanza di ricorso presentata da Banca di Cividale Spa per la sospensione cautelare dell’efficacia dei provvedimenti autorizzativi all’Opa di Sparkasse.
«Rimaniamo convinti della correttezza della nostra posizione – ha ribadito Michela Del Piero – che riconosce nel quadro normativo esistente un ostacolo all’acquisizione da parte di Sparkasse delle quote di controllo di una banca situata all’esterno del perimetro della regione a statuto speciale dove ha sede la Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, sua controllante. Per questo attendiamo comunque con fiducia che il Tribunale europeo faccia chiarezza sull’operazione a tutela di tutti i nostri risparmiatori, clienti e soci».
«Obiettivo quest’ultimo – ha concluso la presidente di Civibank – che ha motivato tutte le scelte che abbiamo intrapreso fino ad ora, nell’ottica di preservare la territorialità e la forza della Banca, che, ricordiamo, ha raggiunto negli ultimi anni i suoi migliori risultati finanziari di sempre. Segnalo, infine, che abbiamo proceduto a fissare l’assemblea che si terrà il giorno 6 giugno, alle ore 10, in ottemperanza alle regole statutarie».

—^—

In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero e qui sopra la sede centrale della banca a Cividale.

Civibank, niente assemblea per i soci: rinvio in attesa del giudizio Tar Lazio

Niente assemblea oggi per i soci di Civibank: meglio aspettare le decisione del Tribunale amministrativo del Lazio sulla questione dell’Opa Sparkasse. Il consiglio di amministrazione della Banca, nel prendere atto della sospensione dell’Offerta disposta in conseguenza del decreto della presidente di Sezione del Tar del Lazio del 20 maggio scorso, ha infatti deliberato, «in via prudenziale e in attesa che venga chiarito il quadro giuridico e informativo di riferimento, di differire l’assemblea dei soci ad una data che verrà individuata sollecitamente all’esito dell’udienza fissata per il prossimo 31 maggio 2022 avanti al Tar del Lazio».
Come si ricorderà, i giudici amministrativi avevano disposto «la sospensione dell’efficacia del provvedimento della Consob che ha approvato il documento d’Offerta ed in seguito al quale Sparkasse ha disposto la sospensione della raccolta delle adesioni all’Offerta nonché del regolamento della stessa, previsto per il 25 maggio 2022, in attesa dell’udienza».

—^—

In copertina, la sede di Civibank.

 

Opa Sparkasse su Civibank, il Tar Lazio sospende le offerte fino al 31 maggio

(g.l.) Tutti fermi! Il Tar del Lazio, ha accolto la richiesta di Civibank, e ha bloccato l’Opa di Sparkasse fino al 31 maggio prossimo. Ieri, infatti, la presidente della Sezione II-quater del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto – come riferisce un comunicato dell’Istituto di credito friulano – il ricorso ex articolo 56 del codice del processo amministrativo proposto dalla Banca di Cividale nella giornata di giovedì scorso, disponendo la sospensione dell’efficacia del provvedimento della Consob che ha approvato il documento relativo alle offerte pubbliche d’acquisto promosse dalla Cassa di Risparmio di Bolzano Spa – Südtiroler Sparkasse Ag. Come previsto dallo stesso articolo 56 del codice del processo amministrativo, la sospensiva è stata disposta fino alla prossima decisione in camera di consiglio del Tar prevista per il 31 maggio prossimo. Pertanto, come anche comunicato dalla stessa Sparkasse, fino a tale data è sospesa la raccolta delle adesioni alle offerte e, conseguentemente, il perfezionamento delle stesse. Civibank sottolinea che la sua «iniziativa di tutela mira quindi a prevenire la produzione di effetti irreversibili e ad assicurare il rispetto della disciplina di legge da parte di Sparkasse e della Fondazione Sparkasse».

—^—

In copertina, ecco la sede centrale di Civibank a Cividale del Friuli.

 

Opa Sparkasse-Civibank, udienza per ora senza esito al Tar del Lazio

(g.l.) Praticamente un nulla di fatto, ieri, davanti al Tar del Lazio sulla intricata vicenda che vede contrapposte Civibank e Sparkasse per la ormai famosa questione dell’Opa altoatesina lanciata nei confronti della storica Banca cividalese. «In apertura della camera di consiglio – informa infatti una nota dell’Istituto di credito friulano -, il collegio della sezione seconda del Tar, ritenendosi non competente per materia, in ragione delle regole di riparto delle controversie fra le diverse sezioni del Tribunale, ha disposto la rimessione della causa al presidente del Tar per gli opportuni provvedimenti». Osservando poi che la decisione del Tribunale «ha natura esclusivamente organizzativa, restando il merito di quanto lamentato da Civibank – e quindi la legittimità dell’iniziativa di Sparkasse – ancora interamente soggetto all’esame della competente sezione del Tar».
Ieri si è dunque tenuta, a Roma, l’udienza in camera di consiglio per la trattazione della domanda cautelare proposta da Civibank nel giudizio relativo ai provvedimenti sulle offerte pubbliche d’acquisto promosse dalla Cassa di Risparmio di Bolzano – Südtiroler Sparkasse AG di pertinenza della giurisdizione amministrativa nazionale. Udienza rivelatasi, come si diceva all’inizio, senza esito, a causa di questioni procedurali. Dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio sono comparsi, in persona dei rispettivi difensori, oltre alla ricorrente Civibank, le pubbliche amministrazioni resistenti (la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, parti necessarie del giudizio), l’associazione “Soci e Amici della Banca CiviBank”, interveniente volontaria nel giudizio che ha aderito e sostenuto le argomentazioni addotte dalla Banca, e le controinteressate Sparkasse e Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano – Stiftung Südtiroler Sparkasse.
Intanto, sulla controversa questione si è soffermato anche il professor Andrea Pisaneschi, ordinario di diritto costituzionale all’Università di Siena, osservando tra l’altro che la stessa «ripropone un problema che pareva superato», dopo essersi chiesto se «una banca controllata da una fondazione bancaria» può «acquisire il controllo di un’altra banca a seguito di un’Opa». Deducendo, appunto, che «il caso dell’offerta della Cassa di Risparmio di Bolzano, controllata dall’omonima Fondazione, che acquisirebbe il controllo indiretto di Banca di Cividale, ripropone un problema che pareva superato». Sulla vicenda bancaria è stata anche presentata in Senato una interrogazione da parte di Elio Lanutti e Luisa Angrisani.

—^—

In copertina, la sede centrale di Civibank.

 

Opa Sparkasse, Civibank solleva nuove questioni di illegittimità al Tar del Lazio

Opa Sparkasse, sempre più teso il clima fra Civibank e l’Istituto di credito altoatesino. «A seguito della pubblicazione del comunicato stampa del 2 maggio u.s. in cui Cassa di Risparmio di Bolzano ha rappresentato che la Fondazione Sparkasse non ha presentato alcuna comunicazione al Ministero dell’Economia e Finanze volta a ottenere il nulla-osta alla presentazione dell’Opa, Civibank – informa infatti una nota – ha presentato un atto di motivi aggiunti nel giudizio già instaurato al Tar del Lazio, sollevando ulteriori profili di illegittimità del provvedimento della Consob che ha approvato il documento di offerta».
«Nel ricorso – prosegue il comunicato di Civibank – si sostiene che tale provvedimento è annullabile non solo per la violazione di tale obbligo di comunicazione preventiva, ma anche perché ai sensi dell’art. 102 TUF lo stesso provvedimento può essere emanato solo dopo il rilascio di tutte le autorizzazioni previste dalla normativa di settore; e perché in ogni caso l’omessa indicazione di tale autorizzazione nel documento di offerta (o quanto meno delle ragioni per le quali si è ritenuto di non domandarne il rilascio) impedisce allo stesso documento di assolvere alla sua funzione, che ai sensi dello stesso art. 102 consiste nella idoneità a consentire la formazione di un “fondato giudizio” in capo ai destinatari dell’offerta».
«La stessa autorizzazione del Mef – si osserva poi -, in ogni caso, non avrebbe potuto essere validamente rilasciata, dal momento che il d. lgs. 153/1999 vieta alle fondazioni bancarie di acquisire o detenere partecipazioni di controllo in società bancarie, con la sola eccezione (per le fondazioni operative in regioni a statuto speciale) della conservazione del controllo delle banche conferitarie. Anche il ricorso per motivi aggiunti contiene istanza cautelare, per la cui trattazione si è, al momento, in attesa della fissazione dell’udienza in camera di consiglio».
«Con questa azione, il Cda della banca friulana – conclude la nota – conferma l’esigenza di chiarezza e certezza del diritto, nonché del rispetto della normativa di settore e del principio della parità di trattamento sia fra le banche potenzialmente offerenti sia per tutti gli azionisti interessati, piccoli o grandi che siano».

—^—

In copertina, una inquadratura della sede centrale di Civibank alle porte di Cividale.

 

Sparkasse, Regione Fvg e ruolo di Friulia: a fine mese assemblea dei soci Civibank

(g.l.) La Regione Fvg non esercita alcuna funzione istituzionale in merito alla decisione di Friulia di pre-aderire all’Opa di Sparkasse su Civibank e reputa corretto, necessario e opportuno non entrare in questioni che interessano il mercato. Al di là dell’assetto proprietario, sul quale la Regione non può e non deve influire, l’interesse dell’Amministrazione è garantire che le realtà bancarie operanti in Friuli Venezia Giulia siano realmente presenti ed efficaci, favoriscano l’occupazione, dimostrino attenzione nei confronti delle famiglie e delle imprese, garantendo collaborazione nella messa in campo degli strumenti esistenti per il supporto alla realtà e all’economia regionale. È questo, in sintesi, il pensiero espresso dall’assessore alle Finanze, Barbara Zilli, in Consiglio regionale in merito all’acquisizione di Civibank da parte di Sparkasse. L’assessore – informa Arc – ha rimarcato come la Finanziaria regionale presieduta da Federica Seganti, e titolare di quote della Banca di Cividale, abbia già dichiarato che «sarà garantita continuità alla tutela della territorialità della futura attività bancaria, la quale risulterà rafforzata dalle accresciute condizioni dimensionali», che stanno caratterizzando il mondo bancario, offrendo così una prospettiva di costruttiva operatività anche nei prossimi anni. L’esponente della Giunta Fedriga ha ribadito che «l’iniziativa di Sparkasse non risulta singolare e ostile, ma può generare sinergie a favore del territorio con ricadute positive per il Friuli Venezia Giulia». Inoltre, è stato spiegato che la stessa «Friulia ha evidenziato l’assenza di proposte alternative a quella di Sparkasse» e come quest’ultima sia «una realtà dotata di notevole solidità e di un forte radicamento nel Nordest».
Intanto, si è riunita a Milano, presso lo Studio del Notaio Filippo Zabban, l’assemblea dei titolari dei “Warrant Banca di Cividale Spa 2021-2024” che ha deliberato – come informa una nota di Civibank – l’approvazione delle modifiche al regolamento dei Warrant stessi, volte a consentire i trasferimenti eseguiti nel contesto di offerte pubbliche di acquisto aventi per oggetto proprio questi titoli. Non ha invece raggiunto il quorum costitutivo, previsto a termini di legge e di statuto, l’assemblea ordinaria dei soci prevista in prima convocazione, nello stesso sito, per cui la riunione si terrà in seconda convocazione il 25 maggio prossimo, alle ore 9, nello stesso luogo.

—^—

In copertina, la sede centrale di Civibank.

Opa Sparkasse, ora Civibank passa al contrattacco ricorrendo alle vie legali

E ora Civibank passa al contrattacco ricorrendo alle vie legali per contrastare l’Opa della Sparkasse. A tale riguardo, ieri mattina si è riunito il consiglio di amministrazione della Banca di Cividale Spa – Società Benefit, il quale, fra l’altro, ha esaminato, ricevuto aggiornamenti e assunto deliberazioni proprio in merito ad iniziative relative alle offerte pubbliche di acquisto, volontarie e totalitarie, promosse dalla Cassa di Risparmio di Bolzano – Südtiroler Sparkasse Ag, «volte ad accertare l’effettivo rispetto della disciplina di legge applicabile all’Offerta da parte non solo di Sparkasse, ma anche della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano – Stiftung Südtiroler Sparkasse».
«Il consiglio di amministrazione di Civibank – informa un comunicato – ha anzitutto ricevuto aggiornamenti dai propri consulenti legali in merito all’avvenuto deposito, lo scorso 25 aprile 2022, di un ricorso al Tribunale dell’Unione Europea, iniziativa in precedenza deliberata dal Consiglio medesimo, al fine di ottenere l’annullamento della decisione della Banca Centrale Europea del 23 marzo 2022, volta ad autorizzare, in via diretta, Sparkasse e, in via indiretta, in quanto soggetto controllante Sparkasse, la Fondazione Sparkasse, all’acquisizione di una partecipazione qualificata superiore al 10% e alla successiva acquisizione di una partecipazione di controllo di Civibank.
Nel merito, tale ricorso ha ad oggetto l’accertamento del rispetto, da parte di Sparkasse e della Fondazione Sparkasse, della disciplina sulle privatizzazione degli enti pubblici creditizi avviata dalla legge 30 luglio 1990, n. 218 (c.d. “legge Amato”) ed in particolare contenuta poi nel decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, che introduceva l’obbligo per le fondazioni bancarie di dismettere le partecipazioni detenute nelle società bancarie conferitarie ed il divieto di assumere nuove partecipazioni di controllo in banche.
Tale divieto trova una deroga nell’art. 25, comma 3-bis, dell’ora citato decreto, per le fondazioni con sede operativa prevalentemente in regioni a statuto speciale: è questa la ragione per cui la Fondazione Sparkasse – a differenza della quasi totalità delle altre fondazioni bancarie, non aventi sede operativa prevalente in regioni a statuto speciale – detiene tutt’oggi una partecipazione di controllo in Sparkasse pari al 63,6%.
Tale deroga è volta a preservare l’identità territoriale delle banche possedute da tali fondazioni bancarie, nei termini riconosciuti dalla Corte Costituzionale, che ha identificato la ratio dell’art. 25, comma 3-bis, dell’ora citato decreto, nel “mantenimento di uno stretto legame tra la fondazione e la banca conferitaria, nell’ambito dello stesso territorio”».
Il ricorso presentato da Civibank – prosegue la nota – trova quindi motivazione nel fatto che tale deroga concede sì alle fondazioni con sede operativa prevalentemente in regioni italiane a statuto speciale – quali la Fondazione Sparkasse – di conservare la partecipazione detenuta nella banca conferitaria alla data di entrata in vigore del decreto (1999) ma, al contempo, non anche di acquisire il controllo di nuove banche.
Il Consiglio di Amministrazione di Civibank ha inoltre deliberato di assumere una seconda iniziativa di tutela dinanzi alla giurisdizione amministrativa. Tale iniziativa – in corso di proposizione – è volta a ottenere l’annullamento e la concessione di misure cautelari in relazione al provvedimento di pertinenza dell’autorità di vigilanza sulle fondazioni bancarie, ugualmente inficiato dalla predetta violazione del divieto di acquisizioni extra-regionali.
Oltre a tali iniziative promosse direttamente da Civibank al fine di assicurare il rispetto della disciplina di legge, cui si aggiunge la segnalazione fatta alla Consob e descritta nel comunicato ex art. 103 del Testo Unico della Finanza volta a verificare l’effettivo rispetto del principio di correttezza, completezza informativa e di parità di condizioni offerte da parte di Sparkasse in relazione agli impegni di adesione all’Offerta da parti di taluni azionisti della Banca, il consiglio di amministrazione ha preso atto delle ulteriori e separate iniziative che lo scorso 16 aprile 2022 il “Comitato soci e amici della banca Civibank” ha proposto, per il tramite dell’avv. Gianluca Romagnoli, professore di diritto dell’economia presso l’Università di Padova, nei confronti della Banca d’Italia, della Consob e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, tutte volte a richiedere a tali Autorità una valutazione in merito alla legittimità dell’agire di Sparkasse e della Fondazione Sparkasse nel contesto dell’Offerta alla luce della medesima disciplina di legge relativa al divieto di acquisizione di nuove partecipazioni bancarie di controllo e posta a fondamento delle iniziative della Banca sopra descritte».

—^—

In copertina, un’immagine della modernissima sede centrale di Civibank alle porte di Cividale.

L’Opa della Sparkasse su Civibank. Michela Del Piero: “Cauti i soci storici”

«La risposta della base associativa di Civibank è molto distante da quanto si percepisce ascoltando la comunicazione martellante di Sparkasse»: deciso il commento di Michela Del Piero, presidente dell’Istituto di credito cividalese, alle notizie di questi giorni. «Ad oggi – spiega, infatti, in una nota – solo il 3% dei soci storici ha dato la sua adesione all’Opa, il restante 97% rimane freddo rispetto alle lusinghe del gruppo altoatesino, la cui partecipazione è numericamente sostenuta perlopiù dalla quota propria di azioni, circa il 17%, e dalle preadesioni dei soci istituzionali, circa il 21%».
«La perplessità dei nostri soci ‒ chiarisce la presidente Del Piero ‒ è del tutto comprensibile per una serie di motivi molto evidenti. Innanzitutto, Civibank gode di ottima salute, non corre il rischio di essere “asfaltata” da nessuno. Non a caso, Sparkasse è interessata alla nostra realtà esattamente perché siamo una banca solida, con indici patrimoniali superiori a quelli di Sparkasse stessa, e con ottime prospettive di crescita. Per questo non è corretto dare per inevitabile una perdita di valore delle azioni Civibank nel futuro: se la prospettiva è di crescita, è lecito immaginare che anche l’azione cresca di valore».
«Vendere ora al valore proposto da Sparkasse – aggiunge Michela Del Piero – comporterebbe una minusvalenza per la maggior parte dei soci, in particolare quelli di vecchia data. In secondo luogo, se anche il teorema Sparkasse fosse corretto, ossia che la loro entrata come controllante di Civibank porterebbe più efficienza ed economie di scala, anche in questo caso le azioni potrebbero guadagnare valore nei prossimi anni, e dunque vendere oggi sarebbe un errore».
«Quello che Sparkasse propone effettivamente ai soci è di vendere in perdita facendosi da parte. Vendere oggi infatti ‒ conclude la presidente Del Piero ‒ significa non far più parte dell’azionariato e tantomeno del futuro progetto Sparkasse che, da parte sua, si troverebbe invece a incassare subito 180 milioni di euro, corrispondenti alla differenza tra il prezzo offerto e il valore contabile del patrimonio. Non è un’operazione fatta per il bene del territorio, e non è un’operazione che difende l’idea di Banca che abbiamo noi di Civibank. Sono sicura che i nostri soci lo abbiano capito fin troppo bene: i loro sacrifici e la loro pazienza andrebbero tutti a favore di Sparkasse, insieme ad eventuali dividendi futuri».

—^—

In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Pietro e qui sopra la sede centrale a Cividale.

Civibank replica a Sparkasse Bolzano: “Una storia lunga, redditizia e solida”

(g.l.) Nuova presa di distanza di Civibank dalla Cassa di Risparmio di Bolzano in merito alla questione Opa, ritenuta «ostile» e che in questi mesi ha fatto tanto discutere negli ambienti finanziari del Friuli Venezia Giulia. Ecco, dunque, quanto si afferma in un comunicato della storica Banca di Cividale, a proposito degli ultimi sviluppi, che vista la delicatezza della materia riportiamo integralmente:

«In riferimento alle dichiarazioni – e ai toni delle stesse – dei vertici di Sparkasse spa citate e riportate da agenzie di stampa e quotidiani, che potrebbero far sorgere dubbi sulla solidità della nostra Banca, Civibank si trova nell’obbligo di precisare quanto di seguito:
Civibank è una realtà bancaria con una storia lunga 136 anni, redditizia e solida come dimostrato dai recenti dati positivi comunicati ufficialmente in data 11 febbraio 2022, con un utile netto di 14,1 milioni di euro (+108,2%) che certifica una conduzione e gestione dell’istituto assolutamente positiva e coerente con le politiche di banca del territorio.
Ulteriore prova della solidità di Civibank, è data dall’indicatore di solidità patrimoniale CET1, che si attesta al 31/12/2021 al 16,4%, superiore al CET1 dello stesso periodo di Sparkasse (14,8%).
Inoltre Civibank ha reso ancor più concreta la virtuosità del percorso intrapreso, proponendo, con riferimento all’utile realizzato nel 2021, la distribuzione di un dividendo pari a 0,20 euro ad azione.
Civibank dall’11 maggio 2021 è una società benefit, che oltre agli obiettivi economici e finanziari persegue finalità di beneficio comune operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente e altri portatori di interesse.
Da soli questi dati dimostrano che l’opposizione di Civibank all’Opa è fondata su dati e fatti e non “solo parole” o desiderio di avere una governance per “ottenere poltrone”, atteggiamento di mancanza di rispetto delle persone, oltre che dei ruoli, anche se oppositori.
Sono quindi incomprensibili e contraddittorie le citate espressioni dei vertici di Sparkasse di una Civibank che potrebbe “essere in affanno senza Sparkasse e Friulia” o addirittura rischi di “schiantarsi” dentro il mercato, diventando preda di grandi banche. Contraddicendosi e rivelando invece che la realtà cividalese rappresenta un appetibile partner sul mercato bancario.
Ulteriormente desideriamo far notare che affermare e difendere la propria indipendenza non è “polemica” e che l’autonomia è di per se stessa un contenuto ed un valore, se compresa, rispettata e coerente con la società del territorio d’appartenenza. Tali ragioni sono state ampiamente argomentate nel documento del Cda di Civibank a supporto della presa di posizione contro l’Opa, diffuso la scorsa settimana.
A fronte di quanto sopra riportato, vengono ribadite e rafforzate le ragioni che hanno portato Civibank a ritenere l’Opa ostile e di dover proporre una visione diversa sul futuro della Banca nel corretto rispetto del Friuli, del Veneto, dell’intero Nordest».

—^—

In copertina, ecco un’immagine della modernissima sede centrale di Civibank.

Vicenda Sparkasse, Civibank contesta l’ok all’Opa già espresso da Friulia

«Inatteso il comportamento di Friulia, che non ha aspettato di leggere le posizioni ufficiali della friulana Civibank in risposta all’Opa lanciata da Sparkasse, ma ha regalato una pre-adesione ai sudtirolesi che l’hanno subito utilizzata ai propri fini comunicativi». Reazione decisa, in una nota, dalla Banca di Cividale nei confronti della finanziaria regionale nell’ambito della vicenda che, da mesi, vede fronteggiarsi lo storico istituto di credito della città longobarda alla Cassa di Risparmio di Bolzano. Secondo Civibank, Friulia non ha, infatti, osservato il dettame di Consob che, in occasione delle Opa, ricorda: «la formazione di un’opinione corretta ed obiettiva in merito all’offerta può discendere solo dalla contrapposizione tra flussi informativi originati da interessi se non opposti (come nel caso di offerta pubblica di acquisto “ostile”), sicuramente diversi (offerente ed emittente), sicché un fondato giudizio sull’offerta non può certo formarsi sulla base della sola informazione messa a disposizione dall’offerente, mediante il documento di offerta, ma anche di quella messa a disposizione dall’emittente», tramite, appunto, il comunicato della banca cividalese emesso giovedì pomeriggio e del quale questo sito ha riferito ieri.
«Probabilmente – prosegue la nota – ha pesato di più la prospettiva di realizzare subito i 440.000 euro di plusvalenza per rimpinguare il proprio bilancio (o valutazioni di altro tipo), dopo che la finanziaria regionale era entrata nel capitale di Civibank solo pochi mesi fa, ai prezzi scontati dell’aumento di capitale. Ben diversa la situazione delle migliaia di soci privati della banca, che hanno prezzi di carico più alti, e che hanno invece sostenuto la crescita della banca friulana in tutti questi anni e stavano incominciando a pregustare i frutti dei propri sacrifici proprio ora, con un congruo dividendo e con prospettive promettenti per il prossimo futuro. In caso di successo dell’Opa tale percorso virtuoso di crescita in autonomia verrà interrotto, in cambio di un prezzo ben diverso da quello atteso dai piccoli soci, a cui viene invece chiesto di farsi da parte».
«Purtroppo Friulia, di cui peraltro Civibank è socia – si legge ancora nel comunicato -, non ha colto l’occasione di schierarsi a difesa dell’unica banca regionale rimasta autonoma, dimenticando il ruolo che Civibank, con testa e gambe in Friuli Venezia Giulia, ha avuto e potrà avere per l’imprenditoria e le famiglie del territorio e sottovalutando l’esperienza negativa di altre economie rimaste purtroppo senza banche regionali. Civibank sta, infatti, implementando un importante piano “stand alone” che ha già permesso di realizzare 14 milioni di utili netti nel 2021, con il ritorno alla distribuzione del dividendo. Lo stesso è previsto per i prossimi anni, con l’accelerazione del percorso di crescita. Fra gli elementi qualificanti del Piano industriale di Civibank risalta proprio la sinergia con le altre forze finanziarie della regione con l’ottica di “fare sistema” e già messe a terra in ambiti diversi, quali per esempio il Frie, Fondo Sviluppo, microcredito, accordo sul Turismo Fvg, private equity, “protocollo Covid”, eccetera. Al punto che Friulia, dopo aver ampiamente studiato il Piano di Civibank la scorsa estate, aveva deciso di entrare nel capitale della banca friulana con due milioni di euro più uno di Prestito subordinato, remunerato al 5%».
«Non si comprendono quindi – conclude la nota di Civibank – le “preoccupazioni” di Friulia, proprio in considerazione dell’importante e consolidata attività congiunta già svolta nel corso degli anni e in diversi ambiti, con la finalità comune del sostegno del territorio del Friuli Venezia Giulia, e le positive prospettive di crescita in autonomia della Banca di Cividale».

—^—

In copertina, un’immagine della modernissima sede centrale di Civibank.