Grado, il grande Presepe di San Pietro in formato ridotto al Palacongressi. E oggi la benedizione di tutti i Bambinelli. Nuovo appello Ricreatorio Spes della Parrocchia

(g.l.) Dalla vigilia dell’Immacolata, tutti abbiamo potuto ammirare, tramite i mezzi di comunicazione tradizionali (carta stampata e televisione) e i modernissimi social, il grande, meraviglioso Presepe di Grado, allestito in Vaticano. Ma da ieri anche a Grado c’è la possibilità di vederlo, ovviamente in scala ridotta, al Palacongressi di Città Giardino dove è stata inaugurata la sala del “Presepe di San Pietro”, nella quale viene riproposta l’opera donata al Papa, e quindi alla Cristianità intera alla vigilia del Giubileo 2025: i riflettori del pianeta saranno puntati sulla Città del Vaticano, e quindi, con flash sicuramente anche sulla Natività in “Casòn”, in occasione della solenne apertura della Porta Santa la Notte di Natale. Un plastico insomma del Presepe che da una settimana, senza esagerazione alcuna, è il più famoso del mondo assieme a una mostra fotografica con le immagini che documentano i lunghi lavori di preparazione e di allestimento della grande opera che ha suscitato meraviglia, emozione e ammirazione in tutti, con unanimi complimenti e segni di gratitudine al folto gruppo di volontari che ha saputo tradurre in realtà il sogno cullato da anni da Antonio Boemo: quello di creare proprio in piazza San Pietro un angolo della Laguna di Grado, con la vita che vi si svolgeva un secolo fa, per collocarvi la nascita del Salvatore.

Artisti al lavoro per il magnifico Presepe.


La riproduzione del grande Presepe in Vaticano è dunque la regina anche delle tantissime Natività che ogni anno vengono allestite nell’Isola del Sole e che hanno fatto diventare Grado una sorta di “capitale dei presepi” del Friuli Venezia Giulia. E oggi nelle varie Messe – tra cui quella “granda” nella Basilica di Sant’Eufemia – saranno benedetti i Bambinelli che a Natale verranno deposti nei presepi allestiti anche nelle case.
L’Isola si prepara dunque a vivere le festività nel migliore dei modi e l’altra sera, ricorrenza di Santa Lucia, in Campo Patriarca Elia, il sagrato della Basilica, è stato acceso anche l’Albero di Natale durante una bella festa. In questi giorni, poi, monsignor Paolo Nutarelli ricollegandosi al fatto che «per Natale alcune nostre strutture riapriranno per vivere l’accoglienza di molti turisti», ha diffuso gli orari natalizi delle celebrazioni, ricordando, fra l’altro, che «la Santa Messa del giorno di Natale è solenne ed in lingua latina», invitando nel contempo a fare riferimento sempre a chiesagrado.org ed alle pagine social della Parrocchia. E ha concluso con un appello: «Ancora una cosa… So di essere sfacciato e chiedo scusa – ha scritto il parroco ai suoi concittadini “graisani” -, ma come amava dire don Bosco “mi rivolgo al vostro cuore per trovare un fattivo aiuto”. In questo ultimo anno abbiamo portato a compimento i lavori del Ricreatorio Spes… La spesa ingente è sostenuta solo dalle offerte dei privati… Abbiamo acceso un fido bancario per non mandare in estrema sofferenza la Parrocchia, ma questa operazione può riuscire solo con il contributo di tutti… Pertanto, chi volesse aderire alla raccolta fondi lo potrà fare portando il proprio contributo. Ogni goccia serve. Ogni contributo è ben accetto. Ne abbiamo bisogno».
Infine, ricordiamo che proprio oggi, alle 16, in Basilica ci sarà un invitante concerto natalizio con finalità benefica dal titolo “Unconventional Christmas Experience”. L’ingresso è a offerta libera e il ricavato – si annuncia nella locandina – sarà devoluto in favore del Ssd Disturbi del comportamento alimentare sede di Monfalcone-Asugi.

Le offerte pro Spes possono essere portate nell’Ufficio Parrocchiale,
in Via Gradenigo 14, negli orari di apertura, oppure inviate
attraverso bonifico bancario intestato a SOGNO SPES
IBAN: IT09L0887764590000000705335
indicando nella causale: SPES

—^—

In copertina, una inquadratura del Presepe allestito dinanzi alla Basilica vaticana.

Sipario sul Festival della Canzone Gradese vinto da Filippo Fabris: i giovani sono ancora attratti dalle tradizioni dell’Isola immortalate anche nelle foto storiche della famiglia Marocco

di Giuseppe Longo

Il giovanissimo Filippo Fabris, con la canzone “Dime de sì”, è il vincitore della 56ª edizione del Festival della Canzone Gradese, manifestazione che ha regalato, sabato sera, al pubblico che gremiva il Palacongressi di Città Giardino, una serata sicuramente indimenticabile perché, come avevamo anticipato annunciandola, non solo ha permesso a tutti di fare un salutare “tuffo” nell’antica tradizione orale della località lagunare, ma anche perché ha dimostrato ancora una volta quanto il concorso canoro – tutto “graisan” – sia amato dalle nuove generazioni che sono attratte dai valori irrinunciabili della “graisanità” e quindi assicurano d’esserne gelosi custodi e interpreti. E questo, per una comunità che crede in se stessa, è veramente bello!

Ecco i tre premiati del 56° Festival.

Inoltre, come è noto, il 56° Festival della Canzone Gradese è stato anche un incontro tra la tradizione fotografica dell’Isola e, appunto, quella canterina con le immagini storiche collezionate e conservate negli archivi della famiglia Marocco, che ha consentito a tutti di compiere un nostalgico viaggio nel passato della bellissima festa in musica. «Grazie a tutti coloro – ha scritto Laura in un post – che hanno apprezzato il libretto di sala con i testi delle canzoni a cui ho abbinato fotografie mie, di mio nonno Domenico, di papà Mauro e della mamma Alba». Oltre a questo, c’è stato anche l’applauditissimo ritorno della “Conchiglia d’Oro” dedicata ai più piccoli, proposta accolta subito con vero entusiasmo e che, ovviamente, ha tutti i numeri per essere ripetuta fin dalla prossima edizione. Perché, logicamente, anche questo è un modo per tenere ancorati i più giovani alla storia e alle tradizioni di una comunità culturalmente molto ricca e che aveva trovato nella “vose” di Biagio Marin la sua espressione più alta e genuina.
Ma torniamo ai risultati del Festival, ricordando che la vittoria è andata, appunto, al giovane Filippo Fabris con la canzone “Dime de sì” di cui è anche autore assieme a Mattia Troian per la parte musicale; secondo classificato, invece, Mattia Marchesan con “‘L tènpo no pol fermasse” su musica del compianto Sebastiano Corbatto e parole di Gian Marchesan; infine, la terza posizione per Cinzia Borsatti che ha cantato “Sans Soucis” di Marta Chiusso sia per il testo che per la musica.

La “Conchiglia d’Oro”.

Oltre alla fotografia del manifesto di Laura Marocco, premi speciali sono stati alcuni pannelli fotografici dell’Archivio Marocco rispettivamente di Alba Marchettot Marocco per la sezione “mamuli” (Coro “Conchiglia d’Oro” diretto da Violetta Gratton) a Luciano Cicogna, autore di parole e musica de “‘L carachì” premiato da monsignor Paolo Nutarelli; di Domenico Marocco per il Premio Cooperativa Pescatori consegnato da Luca Corbatto agli autori di Trampulin: Stefano Dovier e Alessandro Marchesan. Il sindaco Giuseppe Corbatto ha premiato, invece, Gian e Mattia Marchesan (canzone già seconda classificata ) con la fotografia su tela di Mauro Marocco come Premio Giuria di Qualità intitolato a Luciano Facchinetti (“Siego”), alla cui memoria è stato tributato un sentito omaggio: è stato presentato il video di una sua canzone interpretata da Simone Zentilin , che però non è potuto essere presente perché in volo alla volta del Brasile (partito dal palco del Festival, ora si esibisce sulle navi da crociera!). Alle premiazioni ha partecipato anche il presidente della Fondazione Carigo, Alberto Bergamin, che ha consegnato il riconoscimento alla terza classificata, Cinzia Borsatti. Grado Turismo ha rivolto, infine, «un grazie a Quelli del Festival: Fabio Marchesini, presidente, ed a Leonardo Tognon, che ha presentato la serata con professionalità e coinvolgimento. Grazie agli animatori del Ricreatorio Spes Grado che hanno collaborato per la raccolta e lo spoglio dei voti, all’orchestra e a tutte le maestranze coinvolte senza dimenticare gli sponsor». Ricordiamo, altresì, che durante una pausa dello spettacolo è stato proiettato un docufilm di Christian Natoli dedicato all’Isola di Grado su commissione della Regione Friuli Venezia Giulia.
E così anche questa edizione del Festival della Canzone Gradese è andata felicemente in archivio. Ma il pensiero dei suoi organizzatori è fin d’ora rivolta alla prossima. Perché questa manifestazione che, come abbiamo visto, ha superato ben cinquantasei anni di storia dimostra tutta la sua freschezza e il suo saldo attacamento nella comunità “graisana”. Insomma, una di quelle tradizioni da difendere, valorizzare e rinnovare nel tempo. E Grado dimostra costantemente in tutte le occasioni che scandiscono la vita isolana, a cominciare da quelle religiose, di saperle conservare gelosamente. Perché qualcuno ha detto, giustamente, che chi non conosce il proprio passato non può sapere neanche come sarà il suo futuro. E sicuramente anche “Biaseto” la pensava così.

Infine le altre premiazioni.

—^—

In copertina, Filippo Fabris mentre canta la sua “Dime de sì” che ha vinto il Festival.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

È conto alla rovescia per il Festival della Canzone Gradese impreziosito dalle foto storiche dell’Archivio Marocco

(g.l.) Conto alla rovescia per il “Festival della Canzone Gradese”, che dà appuntamento sabato prossimo, 26 ottobre, nel Palazzo dei Congressi a Città Giardino. Da quasi ottant’anni – era il lontano 1946 -, Grado valorizza, infatti, il caratteristico dialetto isolano attraverso un evento che oggi è diventato una tradizione consolidata. Organizzato dall’Associazione Quelli del Festival… della Canzone Gradese, si tratta di un appuntamento molto atteso dai cittadini dell’Isola d’Oro tanto che l’incontro canoro vuole far vivere un momento di tradizione a tutti gli amanti della musica dialettale. Grande attenzione viene, dunque, riservata ai giovani cantanti e autori. Così, sul palco del Festival si esibiscono e si sfidano ogni anno artisti gradesi, sia affermati che esordienti. Un modo diverso per promuovere l’idioma locale, patrimonio di elevato valore storico, artistico e culturale.
Ricordiamo che proprio oggi comincia la prevendita dei biglietti che continuerà poi anche giovedì: l’orario è dalle 15.30 alle 18 al Ricreatorio Spes che ha appena ospitato la bellissima festa dedicata al suo trentennale. Al Palacongressi ci si potrà rivolgere venerdì e sabato stesso, dalle 15 alle 17. Per quanto riguarda, poi, la promozione del festival, merita sottolineare che le fotografie del libretto di sala, a corredo dei testi delle canzoni, sono di Domenico, Mauro e Laura Marocco, nonché della madre di quest’ultima Alba Marchettot: le immagini storiche sono tutte dell’Archivio Marocco Grado. «Tradizione fotografica e tradizione canora insieme per la prima volta al Festival!», sottolinea al riguardo Laura Marocco che è l’autrice della bella fotografia utilizzata per il manifesto e della copertina stessa del libretto. A firma @maroccolaura è anche presente nel Cd – con tutte le canzoni – che sarà possibile acquistare quella sera del Festival, manifestazione che beneficia del patrocinio del Comune di Grado e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.
Tornando al programma della manifestazione, ricordiamo che la novità di quest’anno è rappresentata dal fatto che nella stessa serata del Festival verranno eseguite da un coro appositamente costituito per l’occasione tre canzoni per ragazzi in modo da riprendere quell’iniziativa musicale denominata Conchiglia d’Oro, rivolta ai più giovani, che non si svolge ormai da più di vent’anni. I brani selezionati sono: Parola mageca testo di Giovanni Marchesan “Stiata” e musica di Marta Chiusso, Al carachì testo di e musica di Luciano Cicogna, Varvuòle 2015 testo di Fabio Marchesini e musica di Riccardo Gordini. Per quanto riguarda il premio che sarà attribuito dalla giuria di qualità, gli organizzatori hanno inteso intitolarlo quest’anno a Luciano (Siego) Facchinetti, autore e interprete di memorabili composizioni musicali in dialetto gradese, recentemente scomparso.

I BRANI SELEZIONATI

‘na vita drento le cansón testo di Luca Pastoricchio e musica di Antonio e Luca Pastoricchio
Al tenpo de vive domàn testo di Lucio Penso e musica di Nicky Grigolon
Al tenpo no pòl fermâsse testo di Gian Marchesan e musica di Sebastiano Corbatto (Seba)
Comò un vanpìro testo e musica di Andrea Marchesan
Dime de sì testo e musica di Filippo Fabris
La Nova Atlantide testo e musica di Marta Chiusso
Reganàsso testo e musica di Gian Nicola Corbatto
Tranpulìn testo e musica di Stefano Dovier e Alessandro Marchesan
Sans Souci testo e musica di Marta Chiusso

Le due canzoni di riserva sono:
Reggaeton de sabiòn e Nina nana per un amòr

—^—

In copertina, il manifesto del Festival con la foto scattata in Laguna da Laura Marocco.

Archivio Marocco Grado

Grado, dal “sogno” dell’illuminato monsignor Fain alla “pazzia” del parroco Nutarelli: dopo 30 anni il Ricreatorio Spes è una realtà sempre più bella

di Giuseppe Longo

Sebbene il sogno di costruire il Ricreatorio Spes, uno spazio a Città Giardino tutto per i giovani di Grado, fosse stato cullato da monsignor Silvano Fain, il merito della sua edificazione pietra su pietra va soprattutto a don Bruno Sandrin, allora cooperatore vicario dell’illuminato arciprete sceso in laguna dal Collio cormonese. Fu lui, infatti, che seguì passo dopo passo la realizzazione dell’opera, dal progetto all’innalzamento dei muri e alla loro copertura, fino a giungere alla sua inaugurazione che avvenne nell’ottobre 1994. E ora, il sacerdote – parroco di San Lorenzo Isontino – è ritornato nell’Isola della sua gioventù sacerdotale e per la festosa cerimonia organizzata dalla Parrocchia di Sant’Eufemia ha portato, inserito in una cornice, un pezzo del nastro inaugurale tagliato proprio trent’anni fa, alla presenza dell’allora arcivescovo Antonio Vitale Bommarco. Ieri c’era il suo successore, monsignor Carlo Redaelli, a benedire il Ricreatorio ristrutturato e ammodernato con i lavori voluti da don Paolo Nutarelli – “Donpi” per i suoi ragazzi – e che non sono ancora finiti, ma che con il buon cuore di gradesi e ospiti affezionati all’Isola d’Oro saranno portati a termine, traducendo in bellissima realtà il sogno di don Silvano ma anche quello del parroco attuale, Graisan fra i Graisani, formatosi proprio alla “scuola” dell’indimenticabile pastore.

Magnifica e molto partecipata la festa dello Spes in una mattinata piena di sole, alla quale erano presenti anche i vertici delle istituzioni cittadine con il sindaco Giuseppe Corbatto: «Una struttura – ha detto – che deve diventare il punto di aggregazione della comunità. Un sincero ringraziamento al vescovo, al parroco, alle associazioni e a tutti i volontari che hanno reso speciale questa giornata». Tutto è cominciato con la Messa celebrata nella Chiesa di San Crisogono: all’altare, il giovane don Matteo Marega – che aveva accanto l’arciprete Nutarelli e monsignor Mauro Belletti -, il quale prima di ricevere l’Ordine era stato per un anno pastorale apprezzatissimo collaboratore, soprattutto nell’attività dell’oratorio, proprio a Grado. Un giovane prete, consacrato appena nel maggio scorso, che è tornato con grande gioia fra i ragazzi e i giovani conosciuti nel 2021.
Al termine del rito, è seguita la cerimonia del trentennale – coordinata da Leonardo Tognon – proprio negli spazi, oggi resi ancora più accoglienti, del dirimpettaio Ricreatorio. Molto seguito e applaudito il discorso celebrativo di monsignor Nutarelli, il quale ha esordito dicendo che «Con grande gioia e un sentimento di gratitudine verso la Divina provvidenza oggi celebriamo i 30 anni del nostro Ricreatorio Spes. Il primo pensiero, permettetemi, va a monsignor Fain ed a don Bruno (oggi in mezzo a noi) perché, se siamo qui, è merito di chi ha sognato e, in senso molto concreto, di chi ha dissodato il terreno e seminato». E, richiamata la luminosa figura di San Giovanni Bosco ideatore proprio degli oratori, ha aggiunto: «Oggi celebriamo il trentennale dello Spes e della sua profonda e necessaria ristrutturazione. È il compimento del sogno di don Bruno e di tutti coloro che nel tempo hanno dato un’anima allo Spes. A tutte queste persone il nostro grazie perché hanno creduto in questa realtà oratoriana, fondandola prima e consolidandola poi, per permetterci oggi di attualizzare quei sogni e di farli maturare nel tempo. A noi il compito di portare avanti questo progetto! Con la costruzione di un oratorio la comunità cristiana trent’anni fa scommetteva sull’educazione! A distanza di trent’anni, siamo qui a confermare quella scommessa!».

L’arciprete di Grado è, quindi, passato alle doverose espressioni di gratitudine. «Qui, un ringraziamento desidero farlo al vescovo Carlo che, approvando il progetto, di ristrutturazione ci ha incoraggiato nel perseguire il sogno Spes. In questi mesi di riapertura, il Ricreatorio è diventato centrale nella vita della stragrande maggioranza dei ragazzi e di molte famiglie. Perché un oratorio oggi? Perché abbiamo bisogno di spazi in cui incontrarci e costruire, così, legami significativi. La nostra Parrocchia e la nostra Isola ne hanno molto bisogno! C’è un tessuto comunitario e fraterno da continuare a costruire. L’oratorio – ha sottolineato “Donpi” – dovrà servire anche a questo. Senza dimenticare ciò da cui parte e a cui tende il nostro agire: la persona viva di Gesù, che il cristiano incontra nella Chiesa, nella Parola e nei sacramenti. Uso uno slogan: uno spazio aperto a tutti, ma con lo stile del Vangelo. Il Crocifisso all’ingresso ne è la chiave di lettura. Oggi sento il dovere morale di ringraziare chi concretamente mi è stato accanto in questa “pazzia”: un grazie va ai membri del Consiglio affari economici ed al Consiglio pastorale che hanno approvato il progetto, all’architetto Michela Maricchio ed a tutte le imprese che in questi mesi hanno messo mano allo Spes! E penso a chi, nel silenzio e nella gratuità, tiene pulito ed in ordine il Ricreatorio: c’è spazio per tutti. Non abbiate paura di chiedere! Non abbiate paura di dare una mano! I lavori fatti sono tanti… e nei prossimi mesi proseguiranno, ma oggi dovevamo fare festa. Grazie a chi ha creduto in questo sogno. Possibile grazie solo alla generosità di gradesi ed ospiti che qui a Grado hanno il cuore».
E don Paolo ha dimostrato la portata di questo slancio generoso dell’Isola con dati concreti: «In questi due anni ho toccato con mano la sensibilità di tante persone: dai bambini ai nonni… abbiamo raccolto quasi 200 mila euro: non era scontato, non era facile. La Parrocchia in questo momento è fortemente esposta economicamente, ma confidiamo nella Provvidenza che continui a toccare il cuore delle persone e, mi auguro, delle istituzioni. Oggi facciamo festa (ringrazio chi si è reso disponibile per concretizzare tutti gli eventi e chi ha preparato il pranzo), ma affinché questo notevole sforzo intrapreso dalla Comunità gradese sia costruttivo, dobbiamo completare l’opera: abbiamo realizzato i muri, in questi mesi li abbiamo ristrutturati, ora costruiamo le persone. È la sfida della Parrocchia. È una sfida per la nostra Grado. Grazie a tutti!». E ora per il Ricreatorio Spes si apre, dunque, un nuovo importante capitolo, il terzo: quello della conclusione dei lavori per portare a termine quella che don Paolo ha, appunto, definito “pazzia”. Per completare, cioè, il progetto finalizzato a dare una moderna e più funzionale definizione al sogno di monsignor Fain e di don Bruno Sandrin, che ieri ha riabbracciato tanti che nell’Isola si ricordano ancora di lui.

—^—

In copertina, don Bruno Sandrin e monsignor Paolo Nutarelli con il nastro inaugurale di 30 anni fa; all’interno, la Messa celebrata da don Matteo Marega, gli interventi del parroco, del sindaco Giuseppe Corbatto e la benedizione dell’arcivescovo Carlo Redaelli; altre immagini della bellissima festa e del Ricreatorio Spes con i suoi campi da gioco.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Don Matteo Marega oggi torna a Grado per i 30 anni del Ricreatorio Spes: anche l’arcivescovo di Gorizia alla grande festa con i ragazzi e il giovane sacerdote

(g.l.) Giovane fra i giovani. Ritorna, oggi, per un giorno a Grado don Matteo Marega e sarà proprio lui a celebrare, alle 11.30 a Città Giardino, la Messa per i 30 anni del Ricreatorio Spes, la struttura per i ragazzi e i giovani voluta nel 1994 da monsignor Silvano Fain, quattro anni prima che la morte lo cogliesse improvvisa, e oggetto in questi mesi di importanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento che hanno richiamato una generosa partecipazione alle spese da parte della popolazione isolana.
«Don Matteo, nato a Monfalcone nel 1995 – riferisce “Insieme” in distribuzione oggi -, è stato ordinato presbitero il 19 maggio scorso. Per un anno pastorale, da novembre 2021 ad agosto 2022, Matteo è stato in servizio nella nostra Parrocchia affiancando don Paolo nell’attività liturgica e dell’oratorio. Sebbene sia stato in mezzo a noi per poco tempo, don Matteo si è fatto voler bene e siamo sicuri che la breve esperienza gradese lo abbia aiutato nel percorso verso il presbiterato». «Con gioia, “formalmente ed ufficialmente”, lo avremo con noi nella Santa Messa del Trentesimo dello Spes: sarà l’occasione per salutarlo e stringerci a lui», aggiunge monsignor Paolo Nutarelli, annunciando che al termine del rito, che sarà celebrato in Ricreatorio, «alla presenza dell’arcivescovo e delle autorità locali, vivremo la benedizione dello Spes ed il successivo pranzo comunitario al quale tutti sono invitati. Un grazie di cuore ai tanti volontari che hanno permesso la realizzazione dei singoli eventi».
Il foglio setttimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia annuncia poi che «nelle prossime settimane andrà a costituirsi, in modo formale, il “Direttivo dello Spes” per coordinare le varie attività del Ricreatorio e la sua gestione. Chi volesse dare il proprio contributo può chiedere informazioni e/o dare la propria adesione comunicandola a don Paolo». Ma per ora fermiamoci alla grande festa che fra poco si terrà a Città Giardino per celebrare l’importanza che la bellissima struttura – tirata a lucido in questi ultimi giorni da decine di persone, generose e disponibili – ha per i giovani dell’Isola. Una festa animata proprio da don Matteo Marega, giovane fra i giovani.

—^—

In copertina, don Matteo Marega il giovane sacerdote monfalconese che stamane celebrerà la Messa al Ricreatorio Spes di Grado.

Grado, avanzano i lavori al Ricreatorio Spes e mercoledì sarà inaugurata l’Area giochi. Finora spesi oltre 600 mila euro coperti soltanto dalle generose offerte

di Giuseppe Longo

Il sogno di monsignor Paolo Nutarelli, a piccoli ma importanti passi, si sta realizzando grazie alle generose offerte finora ricevute. E come tutti a Grado sanno si tratta della ristrutturazione del Ricreatorio Spes che era stato voluto trent’anni fa dal suo predecessore e guida spirituale monsignor Silvano Fain. «I lavori in Spes continuano – informa infatti “Insieme” il foglio settimanale della Chiesa isolana in distribuzione oggi – e, dopo aver aperto la parte esterna dei Campi da gioco, mercoledì 14 agosto alle ore 10, alla presenza dei bambini del Centro estivo della Scuola dell’Infanzia parrocchiale, verrà inaugurata l’Area giochi dello Spes che, ricordiamo, è intitolata ad Antonio Tognon. È un ulteriore tassello dell’Opera di ristrutturazione dello Spes che, per adesso, è sostenuta unicamente dalle offerte dei privati».

Monsignor Paolo Nutarelli

In queste ultime settimane la Parrocchia ha iniziato a saldare i vari fornitori, per cui l’arciprete offre un resoconto economico della coraggiosa opera intrapresa a Città Giardino – di fronte alla Chiesa di San Crisogono – informando che ad oggi il totale delle spese sostenute dalla Parrocchia è di 623.440 euro (a fronte di un impegno complessivo di quasi un milione e 200 mila) che sono coperti dalle offerte (480.658 euro) e dal fido bancario aperto proprio per l’operazione Spes. Ma non manca una sottolineatura che don Paolo ha fatto più volte: «È importante ribadire che, purtroppo, all’appello mancano i famosi 250.000 euro che l’Amministrazione Comunale nel 2021 aveva promesso alla Parrocchia per la ristrutturazione della Basilica di Santa Maria delle Grazie (completata unicamente con i fondi parrocchiali)». Per cui se questa somma potesse essere in qualche modo sbloccata, alla Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia arriverebbe una importante boccata di ossigeno.
Prosegue, pertanto, la campagna di sensibilizzazione della cittadinanza che finora, come abbiamo osservato all’inizio, ha risposto molto generosamente all’appello di “Donpi” – così bambini e ragazzi chiamano il parroco, fin dai tempi in cui era a Cormons -, per cui chi volesse aderire alla raccolta fondi lo potrà fare portando il proprio contributo all’Ufficio Parrocchiale o provvedendovi con un bonifico bancario. «Ogni goccia serve. Ogni contributo è ben accetto. Ne abbiamo bisogno», conclude monsignor Nutarelli. Soltanto così quel suo sogno di completare questa importante opera a beneficio della gioventù isolana potrà definitivamente realizzarsi.

Chi volesse aderire alla raccolta fondi lo potrà fare: portando il proprio contributo in Ufficio Parrocchiale, in Via Gradenigo 14, negli orari di apertura; attraverso un bonifico bancario intestato a SOGNO SPES IBAN: IT09L0887764590000000705335 Indicando nella causale: SPES.

—^—

In copertina e all’interno immagini dell’Area giochi al Ricreatorio Spes di Città Giardino ormai pronta per essere inaugurata.

Grado, monsignor Nutarelli fa il punto sui lavori al Ricreatorio Spes gettando le basi per la sua gestione

di Giuseppe Longo

«I lavori di adeguamento degli impianti del Ricreatorio Spes stanno procedendo e ci si augura di terminarli per la fine di luglio». Lo riferisce su “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli il cui sogno, passo dopo passo, si sta avverando, tanto che per i ragazzi di Grado si avvicina la data in cui potranno disporre di questa importante struttura a Città Giardino, completamente rinnovata, che volle edificare per loro l’indimenticato arciprete Silvano Fain poco prima della sua improvvisa scomparsa. All’inizio del mese,  riferivamo che si contava di aprire la parte esterna a fine maggio. «Purtroppo, causa il maltempo di questi mesi – osserva don Paolo -, i lavori esterni dello Spes procedono a rilento. Infatti, per stendere le resine, è necessario avere almeno cinque giorni continuativi di sole e non pioggia. Auguriamoci che il tempo possa, quindi, sistemarsi».

Il parroco “graisano” riferisce che oggi – oltre alla festa che celebra la Trinità introducendo alla solennità del Corpus Domini di domenica prossima, quando ci sarà anche la tradizionale processione con il Santissimo Sacramento – si ricorda San Filippo Neri, il «santo della gioia, dell’allegria e dello stare assieme», protettore dei giovani come il più famoso Don Bosco. «Affidiamo a lui e San Giovanni Bosco – afferma infatti monsignor Nutarelli – il nostro Spes perché possa, nel tempo, diventare un punto di riferimento per i nostri ragazzi». Proprio perché, secondo lui, il Ricreatorio dovrà essere un «laboratorio per la crescita dei giovani».
E mentre proseguono i lavori di ammodernamento, il parroco comincia anche a gettare le basi anche per il “dopo”. «Fin d’ora – afferma al riguardo – si comunica che, quando si riaprirà lo Spes, l’accesso sarà regolamentato da orari di apertura e chiusura. Infatti, in collaborazione con “Gradonoi odv” sarà attiva la sorveglianza dell’area durante l’apertura della struttura». Ricordiamo infine che è sempre attiva la campagna di raccolta fondi per i lavori al Ricreatorio – comporteranno una spesa di oltre un milione di euro -, per cui chi volesse aderire all’appello della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia lo potrà fare: portando il proprio contributo nell’ufficio parrocchiale; attraverso il bonifico bancario intestato a Sogno Spes. Iban: IT09L0887764590000000705335. Ovviamente, monsignor Nutarelli esprime gratitudine a chi sosterrà questa importante “impresa” per i giovani di Grado.

—^—

In copertina e all’interno due immagini del progetto per i lavori di ammodernamento al Ricreatorio Spes di Città Giardino a Grado.

Grado fa il pieno di… solidarietà con centinaia di Caritas che portano una benefica “invasione” nell’Isola

(g.l.) Grado fa il pieno di… solidarietà. Da ieri, infatti, nell’Isola c’è una “invasione” pacifica di oltre duecento Caritas diocesane, con più di 600 delegati, che partecipano al loro 44° Congresso nazionale in programma, come già annunciato, fino a giovedì 11 aprile. Tema dell’importante appuntamento “Confini, zone di contatto e non di separazione”. Al centro dei quattro giorni di lavori il Palacongressi di Città Giardino, anche se sono previste puntate a Gorizia, Nova Gorica e in altre località, come nella lagunare isoletta del Santuario di Barbana e nella vicina Aquileia per la visita alla Basilica poponiana.


Confini, dunque, zone di contatto e non di separazione. Come dimostra con efficacia anche quello tra Italia e Slovenia ormai pressoché inesistente, considerato che proprio Nova Gorica e Gorizia formano praticamente una “città unica” in Go!2025, il progetto che le vede affiancate per la Capitale europea della cultura del prossimo anno. “Se non ci fossero i confini saremmo tutti più poveri, privi di punti di vista diversi. I confini sono anche positivi, perché garantiscono una diversità e un approccio complesso al mondo”, ha sottolineato, infatti, l’arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana, Carlo Roberto Maria Redaelli. Il quale poi – come informa Sir – ha aggiunto: “Dobbiamo riconoscere che a volte ci sono confini tra uffici e servizi della Curia con il rischio di una pastorale frammentata e iniziative non coordinate che piovono sulle Parrocchie. Ci sono però tentativi interessanti di lavoro condiviso”. Ma il confine più arduo – secondo monsignor Redaelli – è “tra operatori e volontari Caritas e gli ultimi, perché siamo in due situazioni diverse, chi aiuta e chi ha bisogno di aiuto. Ma è un confine che va superato”. Per cui il presule propone di capovolgere i ruoli e invita a pensarci noi stessi “come gli affamati, gli assetati, gli stranieri che hanno bisogno di aiuto”.
Alla giornata inaugurale è intervenuto anche monsignor Francesco Moraglia, patriarca di Venezia – città che con Grado ha un legame storico speciale – e presidente della Conferenza episcopale del Triveneto, il quale ha sottolineato che “la Chiesa è immersa in una dinamica d’amore concreto e senza confini”. Ieri hanno parlato anche padre Luciano Larivera, direttore del Centro culturale Veritas di Trieste, e don Matteo Pasinato, docente di Teologia morale alla Facoltà Teologica del Triveneto.
Giorni importanti, dunque, per Grado, non solo come immagine proiettata all’esterno in quanto punto di riferimento di una manifestazione nazionale di grande rilevanza, ma anche per la sua economia in questo periodo ancora di bassa stagione, considerato pure che le recenti festività pasquali sono state ostacolate dal maltempo, causando un danno che il sole dell’Ottava non è certamente riuscito a sanare. Una boccata d’ossigeno, insomma, preziosa per i valori che incarnano le Caritas, ma anche per gli effetti positivi  che questa “invasione” benefica porta all’Isola d’oro.

—^—

In copertina, l’arcivescovo di Gorizia e presidente della Caritas Italiana Carlo Roberto Maria Redaelli; all’interno un settore del Palacongressi di Grado nella giornata inaugurale di ieri.

La Parrocchia di Grado “investe” nel Ricreatorio Spes. Monsignor Nutarelli: laboratorio per la crescita dei giovani

di Giuseppe Longo

A Grado, esattamente a Città Giardino di fronte alla Chiesa di San Crisogono, c’è un edificio parrocchiale legato al ricordo di monsignor Silvano Fain, l’indimenticato arciprete scomparso venticinque anni fa e ricordato, nei giorni dell’anniversario, con una memorabile esecuzione del “Requiem” di Mozart nella Basilica patriarcale di Santa Eufemia. E’ il Ricreaorio Spes – che in latino significa speranza – e da alcuni giorni, attorno al tetto della “Sala Fain”, è stato montato il ponteggio per l’inizio del primo lotto di una importante ristrutturazione che prevede la realizzazione dell’impianto fotovoltaico per il contenimento della spesa energetica. Lo riferisce nel foglio settimanale “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli, ricordando che nei prossimi giorni verrà presentato ufficialmente «il progetto complessivo che, in base alle disponibilità economiche, proseguirà».
«Investire nel ricreatorio Spes è un passo importante per la Parrocchia!», afferma infatti il sacerdote gradese che ha in cura spirituale, apprezzatissimo, la sua comunità isolana dopo una decina d’anni trascorsi nel Collio goriziano, a Cormons, il paese proprio dal quale proveniva don Fain. «Perché farlo?», si chiede allora monsignore, ma che per molti è rimasto simpaticamente “Donpi” come lo chiamavano i giovani cormonesi. Ecco la sua spiegazione: «Si narra – afferma – che quando vennero a presentare a don Bosco il locale che egli stava cercando per poter realizzare il suo primo Oratorio, i proprietari erano convinti che lui volesse fare “un laboratorio per i suoi ragazzi”. Lui, subito, ne corresse la frase: “Non un laboratorio, ma un Oratorio!”. Così nacque il primo Oratorio della storia moderna. Questo scambio involontario di nomi fu in un certo senso “azzeccato”, perché gli Oratori di oggi si avvicinano molto all’idea di essere dei “laboratori” di proposte, che fanno bene alla vita di Fede ed alla crescita di un ragazzo. Attraverso la proposta di varie esperienze, l’Oratorio diventa veramente quel “laboratorio” dove vengono messi insieme gli ingredienti per la crescita globale di un ragazzo. Una persona, per crescere, ha bisogno di spazi, di tempi e di esperienze; ha bisogno di persone coetanee con cui misurarsi e confrontarsi ed adulti da cui prendere spunto; ha bisogno di mettersi alla prova, di accorgersi delle proprie potenzialità. E nel nostro Ricreatorio “Spes”… ci auguriamo che tutto questo possa avvenire!».
Nel notiziario parrocchiale, monsignor Nutarelli ricorda anche la festa della Madonna del Rosario appena celebrata solennemente. «Con la Processione di domenica scorsa – scrive infatti -, sebbene il bel tempo continui ad attirare nella nostra Isola numerosi turisti, abbiamo portato a compimento la stagione estiva nella quale la nostra Comunità cristiana ha cercato di dare il suo contributo. Più volte abbiamo ricordato che la nostra Parrocchia ha una vocazione particolare: quella turistica ovvero l’accoglienza dell’ospite. Chi viene in vacanza è libero dagli affanni della quotidianità e, quindi, è un terreno più che accogliente in riferimento al Mistero! Abbiamo cercato di essere una Comunità che accoglie e celebra (le diverse Sante Messe in Basilica ed in tutte le Chiese e cappelle della città e le varie Liturgie); una Comunità che testimonia e dialoga con il mondo (incontri culturali quali la “Cattedra di Elia” e le serate di “Avvenire”); una Comunità che attraverso l’arte si eleva al Trascendente (i concerti in Basilica). Tutto ciò è stato possibile – sottolinea l’arciprete – grazie alla disponibilità di tante persone che, a 36o gradi, hanno vissuto la dimensione del servizio nell’apertura e chiusura delle Chiese, nel canto liturgico e nella proclamazione della Parola, nell’accoglienza alle porte delle Chiese, specialmente nelle serate culturali, nel prezioso servizio di sacristi e nella pulizia delle Chiese. Senza di loro tutto sarebbe stato più difficile. Ovviamente tante cose sono state fatte ma sono sempre migliorabili. Nel dire grazie per quanto vissuto, nasce anche l’augurio – conclude monsignor Nutarelli – che, sia in estate che durante tutto l’anno, altre persone possano aggregarsi nel volontariato dell’accoglienza».

—^—

In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante una recente celebrazione.

Grado alla “fame” di parcheggi risponde con i multipiano

di Gi Elle

E’ cosa nota che Grado, durante la stagione turistica, ha notevole “fame” di parcheggi. Perché, saturato il centro cittadino, anche i posti auto sull‘Isola della Schiusa stanno poco ad esaurirsi e quello, pur molto ampio, in fondo a Città Giardino è troppo lontano per essere appetibile. Allora come fare? La risposta arriverà, tramite una Variante urbanistica appena approvata dal consiglio comunale, che prevede la realizzazione di parcheggi multipiano, in elevazione ovviamente, visto che la conformazione dell’isola non consente di realizzare quelli interrati per il pericolo di continue infiltrazioni d’acqua marina.
L’assemblea municipale – come informa una nota – ha infatti adottato nell’ultima seduta, con i voti della maggioranza (astenuti Kovatsch, Cicogna, Delbello, Borsatti e Medeot, contrari Lauto e Marchesan di Insieme per Grado), la Variante numero 32 al Piano Regolatore Generale Comunale che interessa diversi  aspetti. E quindi non solo la questione parcheggi. Vediamo allora in dettaglio di che cosa si tratta. Come illustrato in aula dall’assessore all’Urbanistica, Fabio Fabris, sostenuto per la parte tecnica dal dirigente Renato Pesamosca, la Variante riguarda dunque:

L’assessore Fabio Fabris.

1 – L’allineamento delle Norme tecniche comunali alle definizioni ed ai metodi di misura del Codice  Regionale dell’edilizia, adottando comunque le flessibilità concesse dalla norma per garantire il mantenimento di alcuni aspetti peculiari e propri del Piano cittadino. “Questo permetterà – si sottolinea – una corretta ed univoca applicazione delle norme ed una maggiore chiarezza di interpretazione delle stesse”.

2 – La creazione di una un’area più consona in corrispondenza della Stazione di imbarco per l’Isola di Barbana con la definizione dei  parametri urbanistici ed edilizi necessari per rendere adeguata l’attuale biglietteria e completarla con servizi igienici pubblici.

3 – La possibilità di trasformare locali commerciali e di servizio in locali a servizio della ricettività per permettere di ridare vita a locali dismessi da anni.

4 – Il chiarimento sull’utilizzo dei pannelli solari e fotovoltaici in laguna con l’introduzione di un comma che definisce la possibilità di installarli su tutte le coperture che non siano tipologicamente rivestite in canna, andando dunque a dirimere dubbi interpretativi  sorti per l’isola di Anfora e per il villaggio di Sdobba.

5  – La carenza di parcheggi di relazione o pertinenziali risulta una delle criticità del sistema Grado: nel dare continuità alla politica che porta alla risoluzione del problema dei parcheggi, iniziata con le precedenti Varianti, si è ritenuto – come già detto nelle premesse – di introdurre una norma sia di carattere generale che specifica per il settore ricettivo per la creazione di parcheggi multipiano. Da un lato, vista l’impossibilità di realizzare parcheggi interrati, la norma nasce per permettere di realizzare i necessari posti auto per i singoli interventi edilizi su più di un livello, mentre dall’altro nasce per garantire la possibilità, oggi non prevista, di realizzare edifici multipiano completamente destinati a parcheggio. La norma prevede anche “la possibilità di trasformare strutture ricettive dismesse da almeno dieci anni in parcheggi multipiano destinati alla ricettività, purché venga mantenuto il giusto decoro architettonico dell’edificio stesso in funzione del contesto in cui è inserito e purché l’edificio non sia situato in zone sensibili e di pregio della città”.

Durante il dibattito in aula, relativamente a quest’ultimo punto, è sorta la necessità di ampliare le zone in cui queste trasformazioni non possono trovare attuazione. “L’osservazione presentata è stata ritenuta assolutamente valida e motivata – precisa Fabris – e di conseguenza troverà accoglimento in fase di osservazioni e recepita in fase di approvazione della Variante stessa”.
Nel corso della stessa seduta consiliare, è stata inoltre approvata la Convenzione tipo necessaria alla trasformazione di strutture ricettive dismesse in zona a bassa vocazione turistica in edifici di edilizia convenzionata per residenti. A tale proposito, dichiara ancora l’assessore Fabris: “Con questa delibera rendiamo dunque finalmente ed immediatamente attuabile una norma presente da anni nel nostro piano regolatore, dando così una risposta concreta al bisogno di abitazioni a costo contenuto per i nostri residenti”.

—^—

In copertina e qui sopra due immagini caratteristiche di Grado.