Le donne raccontano, al Visionario di Udine venerdì si chiuderà la sesta edizione di “Dimmi”. Ma ci sarà anche un incontro alla Libreria Friuli

È giunta alla sua conclusione anche la sesta edizione di “Dimmi – Le donne raccontano”: un percorso di pensiero e formazione rivolto in particolare alle nuove generazioni che, attraverso discipline diverse (filosofia, storia, letteratura, diritto), approfondisce il sapere femminile e la storia delle donne. Nata da un’idea di Puntozero società cooperativa – promossa da Alchemilla, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Bottega Errante, Università degli Studi di Verona, associazione Venezia e Istituto comprensivo Macor di Romans d’Isonzo – anche questa edizione 2026 è stata ricca di attività, incontri pubblici, laboratori nelle scuole, conferenze, talk e approfondimenti, aperti a tutta la cittadinanza. Il prossimo venerdì 13 marzo, la giornata conclusiva, si articolerà in due momenti aperti al pubblico, entrambi a ingresso gratuito fino a esaurimento posti ed entrambi parte del programma promosso per l’8 marzo dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Udine.

LIBRERIA FRIULI – Si comincerà alle 16 alla Libreria.Coop Friuli di Udine (via dei Rizzani) con l’incontro: “Abitare il disordine”. Sarà un pomeriggio di confronto condiviso sull’agire creativo che trasforma gli spazi. A partire da esperienze vissute, immagini e racconti, il pubblico sarà invitato a intrecciare sguardi e pratiche per riconoscere le qualità degli spazi che permettono alla partecipazione di accadere, anche attraverso piccoli disordini. A intervenire sarà Francesca Gentile, ricercatrice e drammaturga di comunità, co-founder di Alchemilla, docente di progettazione culturale all’Università Cattolica di Milano e all’Università degli Studi di Pavia. L’incontro sarà concepito come un grande cerchio di parola che coinvolgerà le persone che hanno lavorato al progetto e il pubblico presente, in un momento autentico di restituzione e ascolto reciproco.

CINEMA VISIONARIO – La giornata proseguirà alle 19.30 al cinema Visionario con la proiezione del film “Si dice di me” che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Udine. Il documentario racconta l’esperienza trentennale di Marina Rippa che, attraverso laboratori teatrali nei quartieri complessi di Napoli, ha creato uno spazio vitale di condivisione e liberazione per molte donne. Il laboratorio diventa luogo in cui corpo e voce si fondono per rendere visibile l’invisibile, superando limiti culturali e stereotipi. In un momento buio della vita di Marina, sarà proprio l’abbraccio delle “sue” donne a dimostrare la forza di un legame che va oltre il teatro, in un percorso di emancipazione e autodeterminazione che trasforma lo spazio scenico in luogo sacro di ribellione e riscatto. Al termine della proiezione dialogheranno con il pubblico la regista Isabella Mari e Marina Rippa, fondatrice di f.pl. femminile plurale.

Maggiori informazioni su ledonneraccontano.it

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In copertina, la regista Isabella Mari attesa venerdì al Visionario di Udine.

Diritti civili, 70 anni di battaglie nel film oggi sullo schermo del Visionario a Udine

Settant’anni di battaglie per i diritti civili in 90 minuti ricchi di interviste, testimonianze, immagini d’archivio, contributi e riflessioni sull’evoluzione sociale e culturale in Italia dal secondo dopoguerra ai nostri giorni: approda sul grande schermo a Udine, stasera alle 20.30 al Cinema Visionario, il documentario “Il coraggio della libertà. Settant’anni di generazioni consapevoli”, prodotto dalla storica Associazione Italiana per l’Educazione Demografica, scritto e diretto dai filmmakers Alessandro Pasian e Francesco Guazzoni che interverranno alla proiezione assieme al presidente nazionale Aied, il pordenonese Mario Puiatti.

Mario Puiatti

Il film propone una emozionante cavalcata nella conquista dei diritti civili in Italia, attraverso sette decenni che hanno rivoluzionato l’approccio alle libertà personali e ai comportamenti sociali, culminando nella luminosa e irripetibile stagione degli anni Settanta. Nel documentario il racconto è affidato a testimoni diretti, come lo storico e saggista Gianfranco Porta, che ha firmato per Laterza il memoir Amore e libertà sulla storia dell’Aied, e il presidente nazionale dell’Associazione Mario Puiatti, che sottolinea: «Parlare di sessualità è ancora una cosa non vietata, ma quasi. Nel senso che è una di quelle cose che si fa ma non si dice, e non si deve dire. Quando potremo parlare tranquillamente e serenamente di sessualità come di letteratura, di pittura, di musica o di gastronomia allo stesso modo, a quel punto saremo finalmente liberi».
E come la nota politica e attivista per i diritti civili Emma Bonino, storica militante radicale, che ricorda l’anno in cui si unì al Cisa di Adele Faccio, il Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto: «Era l’estate 1974, ero reduce da un intervento di aborto clandestino e ho cominciato a frequentare l’Aied di Mlano. Facevo accoglienza alle donne che arrivavano, di solito più che di un anticoncenzionale avevano bisogno di abortire, mi torturava l’idea che fosse una soluzione illegale. Agli inizi di settembre ho letto sul giornale un trafiletto del Cisa aperto nella sede del Partito Radicale, mi sono presentata da questa signora e al Cisa per la prima volta sentii parlare di nonviolenza: Adele Faccio mi spiegò che le nostre azioni erano un atto nonviolento di disubbidienza civile, a sostegno delle forze impegnate nell’iniziativa politica sull’aborto». Nel film parlano anche la sociologa Chiara Saraceno, indagando la trasformazione delle famiglie e del ruolo femminile in Italia, il fondatore e presidente dell’Arcigay Franco Grillini, la psicologa analista e psicoterapeuta Anna Sampaolo.
I registi Alessandro Pasian e Francesco Guazzoni, che firmano anche la fotografia e il montaggio del film, hanno selezionato i materiali d’archivio provenienti da Istituto Luce, Teche Rai, Fondazione Cineteca di Bologna e da produzioni come I misteri di Roma a cura di Cesare Zavattini (1963), L’amore in Italia di Luigi Comencini (1978) e Let’s kiss di Filippo Vendemmiati (2021). Nel film scorrono anche molti articoli dell’archivio Aied e degli archivi del Corriere della Sera, L’Osservatore Romano, La Repubblica, La Stampa, L’Unità, Novella 2000, Volontà. Suddiviso in nove capitoli, integrato da estratti di cinegiornali e filmati d’epoca e da articoli d’epoca, il documentario scandisce, con la storia dell’associazione, le tappe dell’evoluzione storica, politica, sociale e culturale nel Paese, partendo dagli anni delle autodenunce e degli arresti con la proliferazione dei centri Aied in Italia, l’organizzazione di convegni, la pubblicazione di libri e articoli. Aied si è impegnata per garantire una maternità libera e consapevole, resa possibile dall’uso degli anticoncezionali come deterrente agli aborti clandestini.

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In copertina, l’onorevole Emma Bonino con i filmmakers Guazzoni e Pasian.