Ecco la storia di Padre Collini missionario del Rojale nella Cina di Mao: questa sera a Feletto Umberto il libro del pronipote don Aldo Castenetto

di Mariarosa Rigotti

Appuntamento quest’oggi, 3 dicembre, alle 18.30, nella sala consiliare del Comune di Tavagnacco dedicata ad “Egidio Feruglio”, in piazza Indipendenza a Feletto Umberto, per l’evento intitolato “Un lucherino in gabbia. Il friulano Padre Collini nella Cina di Mao” che prevede la presentazione del volume dedicato proprio al missionario saveriano Giovanni Battista Collini e firmato dal pronipote, a sua volta sacerdote, il salesiano don Aldo Castenetto. La presentazione dell’opera è a cura di don Marcin Gazzetta e sarà fatta anche un’intervista da Taiwan a don Beppino Matteucigh. La serata prevede pure intermezzi musicali a cura di Elisa Castenetto, al flauto, e Andrea Zampieri, al clarinetto, oltre a letture.

Don Aldo Castenetto…


“Un lucherino in gabbia” era già stato illustrato un paio di anni fa nella Biblioteca civica di Reana del Rojale. Comune di cui era appunto originario il saveriano – nacque nella frazione di Vergnacco – e la sua storia, come detto, è ricordata nell’opera da don Aldo Castenetto, il cui nonno era fratello del missionario. Come era stato ricordato in quell’occasione, grazie a questo racconto prende vita l’incontro virtuale tra due generazioni di sacerdoti: l’uno a raccontare la vicenda dell’altro.
Nel dettaglio, il testo racconta: «Nella Cina degli anni ’50, le progressive limitazioni della libertà e le crescenti oppressioni da parte del regime di Mao Zedong iniziavano a contrastare le religioni “non autoctone”. Il culmine di queste prese di posizione si ebbe con l’incarcerazione di tre missionari saveriani che operavano come infermieri nella città di Dengfeng, della provincia dello Henan». E, così, «accuse di omicidio false e calunniose e presunti atti illeciti all’interno dell’ambulatorio della missione portarono padre Giovanni Battista Collini a trascorrere diciotto mesi in una prigione, tra violenza psicologica e diritti calpestati. Il diario di prigionia e le lettere inviate ad amici e parenti sono la voce di un missionario che, aggrappatosi alla propria spiritualità, provò a vedere ogni giorno trascorso tra le quattro mura di una cella e i lavori forzati come un atto di smisurata Fede».

… e il suo libro.


Una vicenda umana di grande valenza, firmata appunto, da don Aldo Castenetto che dopo aver prestato la sua opera nella scuola salesiana “San Marco” di Mestre, dove è stato animatore delle attività pastorali e
religiose dell’istituto tecnico e del centro di formazione professionale, adesso è impegnato all’istituto “Bearzi” di Udine. Inoltre, va aggiunto che don Aldo è pure musicista: preziosi, a tale riguardo, i suoi video, visibili su Youtube e intitolati “La Fede della Musica”, come quello recente dedicato all’Avvento. Da ricordare, infine, che il libro di don Aldo, uscito per la casa editrice Bookabook, si trova online o nelle librerie Mondadori, Feltrinelli e Giunti.

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In copertina, un’immagine di padre Giovanni Battista Collini missionario in Cina.

Vergnacco stasera ricorda padre Collini: musica, lettere e poesie tra le sculture

(m.ri.) Vergnacco e il Rojale oggi renderanno omaggio, a mezzo secolo dalla scomparsa, a padre Giovanni Battista Collini, missionario per lunghissimi anni anche in Paesi di persecuzione come la Cina di Mao. Come già riferito, l’appuntamento è, alle 18, nel Parco delle sculture. Se, invece, dovesse piovere la cerimonia sarà trasferita nella vicina Chiesa, la stessa che ha visto il giovane “Titute” crescere nella fede.

Padre Giovanni Battista Collini

La commemorazione è proposta dalla Parrocchia della frazione di Reana e prevede una serata culturale intitolata “Ricordando Pre Titute – musiche e poesie su Padre Collini a 50 anni dalla morte”, durante la quale sarà ripercorsa l’esperienza del sacerdote in Cina e in Sierra Leone attraverso brani musicali, poesie e lettura di alcune lettere che il missionario aveva inviato ai parenti.
Ricordiamo che si tratta di una iniziativa di don Aldo Castenetto e dei familiari di padre Collini: ci saranno, infatti, Elisa Castenetto al flauto e Mario Castenetto alla marimba, e poi Elena Collini con le sue poesie. La serata si concluderà con un piccolo momento conviviale a cui tutti sono invitati.

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In copertina, la Chiesa di Vergnacco e qui sopra il Parco delle sculture.

Il Rojale rende omaggio a “Pre Titute” a 50 anni dalla morte ricordandone l’opera perseguitata nella Cina di Mao

di Mariarosa Rigotti

Dal Friuli, il Rojale ad essere precisi, alla terra di missione, anche in Paesi di persecuzione come la Cina di Mao. È questo il percorso umano e religioso di padre Giovanni Battista Collini, missionario saveriano, che sarà ricordato domenica 9 giugno a 50 anni dalla sua scomparsa. L’appuntamento è, alle 18, nel Parco delle sculture di Vergnacco, mentre in caso di maltempo sarà ospitato nella vicina Chiesa. Infatti, la Parrocchia della località reanese propone una serata culturale proprio in ricordo del sacerdote conterraneo. Intitolata “Ricordando Pre Titute – musiche e poesie su Padre Collini a 50 anni dalla morte”, come viene anticipato, «ripercorrerà l’esperienza missionaria di padre Collini in Cina e in Sierra Leone attraverso brani musicali, poesie e lettura di alcune lettere che il padre missionario aveva inviato ai suoi parenti».
Va ricordato che la serata è curata da don Aldo Castenetto e dai familiari di padre Collini: ci saranno, infatti, Elisa Castenetto al flauto e Mario Castenetto alla marimba, e poi Elena Collini con le sue poesie per dare, evidenzia il sacerdote, «una coloritura teatrale all’evento». E a pochi giorni dalla manifestazione, abbiamo raccolto alcune riflessioni di un nipote di Pre Titute, proprio don Aldo che per prima cosa ricorda, appunto, come si snoderà la serata: «A 50 anni dalla morte di padre Giovanni Battista Collini, chiamato familiarmente “Pre Titute” dai compaesani, la Parrocchia di Vergnacco organizza una serata culturale in suo ricordo. La serata vedrà l’avvicendarsi di musiche, immagini, poesie e narrazioni che faranno da cornice alla lettura di alcuni passi delle lettere che padre Collini ha scritto ai familiari nei suoi 40 anni di missione». E ancora aggiunge che «la serata ripercorrerà, nella forma di un viaggio narrativo, l’esperienza missionaria di padre Collini: la sua vicenda in Cina, durante il periodo della persecuzione dei religiosi da parte di Mao che comportò anche un periodo di reclusione e prigionia per il missionario; e la missione in Sierra Leone, in un contesto totalmente diverso dal precedente, ma non meno impegnativo nel dialogo interculturale e nella lotta per la dignità dei poveri».
Don Castenetto evidenzia anche quanto fatto da “Pre Titute” per la sua terra natale: «La figura di padre Collini è stata centrale e significativa per il Rojale: amato e stimato in patria come nelle terre in cui evangelizzava, il suo ricordo è ancora vivo negli anziani che lo hanno conosciuto direttamente, ma rischia di essere dimenticato dalle nuove generazioni. Penso sia invece importante riportare alla viva memoria una persona che ha saputo donare la sua vita per gli altri e che ha sempre avuto una parola di consiglio e di sapienza per chi lo interpellava». Un’anticipazione anche sulle letture che verranno proposte: «Quello che emerge maggiormente, dalle lettere di padre Collini, è la sua forte spiritualità: una intimità con Dio realmente profonda, da cui il missionario attingeva forza e speranza in ogni momento della vita, sia nei momenti di difficoltà come nei momenti di avventura evangelizzatrice o di dialogo con le culture. Ritengo possa far bene sentire le riflessioni di una persona che è allo stesso tempo “uno di noi”, uomo della nostra terra e della nostra cultura, pieno di riferimenti alla nostra tradizione friulana, contadina, popolare, e allo stesso tempo così aperto verso il mondo e così interamente centrato sull’unica cosa che conta nella vita, il Centro di ogni senso, il Mistero dell’Incarnazione che, solo, può rispondere a ogni domanda in ogni luogo e in ogni tempo. Una fiducia sincera nella Provvidenza permea tutte le lettere, e questa visione della realtà può aiutare gli uomini e le donne d’oggi così travolte dal ritmo frenetico della contemporaneità che rischia di essere privo di riferimenti alla trascendenza».
Infine, viene ricordato che la serata si concluderà con un piccolo momento conviviale a cui tutti sono invitati.

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In copertina, padre Giovanni Battista Collini di cui ricorrono 50 anni dalla morte.