A Corno di Rosazzo nuova sede per il Circolo culturale guidato da Paroni. Domani il Catalogo del “Premio Noax”

Giornata importante, domani, per il Circolo culturale Corno. Alle 11, nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, verrà infatti presentato il Catalogo del “Premio Noax – Navuacs 2024” e verrà annunciato il tema dell’edizione 2025. Intanto, nella casa medievale della frazione di Noax il sodalizio ha trovato la sua sede operativa. Il Comune di Corno di Rosazzo ha individuato uno storico edificio – un tempo sede municipale – per assicurare una sistemazione al Circolo culturale con cui ha sottoscritto un contratto di comodato d’uso a fine 2024. In occasione della prima riunione annuale del direttivo del Circolo, presieduto da Sergio Paroni, è avvenuta una festosa inaugurazione della sede a cui sono intervenuti il sindaco Daniele Moschioni con la giunta comunale e i rappresentanti di altre associazioni del territorio.

Due momenti della cerimonia inaugurale.

Gratitudine e soddisfazione sono state espresse dal presidente del Circolo al primo cittadino che, da parte sua, ha voluto richiamare la fattiva collaborazione della civica amministrazione con tutti i sodalizi che operano per favorire l’animazione sociale della comunità. In tale contesto, si inserisce la consegna dei locali al Circolo culturale che da tempo sentiva la necessità di una sede più funzionale.
Unitamente all’attigua chiesa trecentesca di San Giacomo, la casa medievale, nata come ricovero per viandanti, rappresenta uno dei luoghi più suggestivi del Friuli orientale e una vera e propria attrazione del Comune di Corno, incastonata nella frazione di Noax posta ai piedi della collina di Rosazzo. Del resto, l’iniziativa più prestigiosa promossa congiuntamente dal Circolo e dal Comune è il Premio Noax che da undici edizioni vede concorrere vari elaborati proposti da esponenti di diverse discipline artistiche a cui l’iniziativa di anno in anno viene dedicata. Domani, proprio nella chiesa di San Giacomo, alle ore 11, verrà presentato, come si diceva, il Catalogo dell’edizione 2024 del Premio Noax dedicato all’arte grafica, con particolare riferimento alla cartolina, diffuso mezzo di comunicazione fino a qualche decennio fa e rivitalizzato da questo concorso.

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In copertina, una suggestiva immagine notturna della chiesetta di San Giacomo, a Noax, con l’attigua casa medioevale nuova sede del Circolo culturale Corno.

Domani grande festa a Cergneu che accoglie il nuovo arcivescovo di Udine

di Giuseppe Longo

Grande festa domani per la comunità cristiana di Cergneu. La frazione orientale di Nimis, infatti, è stata scelta dal nuovo arcivescovo metropolita di Udine per la prima visita in questo territorio della Forania pedemontana, istituita con la riforma voluta pochi anni fa dal suo predecessore e che mette insieme le collaborazioni pastorali di Gemona, Osoppo, Povoletto, Reana del Rojale, Tarcento e Tricesimo, oltre a quella di Nimis che fino a quel momento era titolare della storica Forania, come lo erano a loro volta Gemona, Tarcento e Tricesimo. Monsignor Riccardo Lamba presiederà la Messa, alle 11, nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, dove sarà accolto dal parroco Marco Visintini. Cergneu avrà così il privilegio di ospitare, in appena un anno, i due titolari della Chiesa udinese che in questi primi mesi del 2024 si sono avvicendati. Alla fine di agosto dello scorso anno l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato – che poco dopo avrebbe, appunto, lasciato la Diocesi friulana per raggiunti limiti d’età – aveva presentato ufficialmente alla popolazione proprio monsignor Visintini, nella sua qualità di nuovo parroco. E ora è il primo paese nel Comune di Nimis a ricevere la visita del suo successore Riccardo Lamba, il presule che guida la Chiesa udinese dal 5 maggio scorso quando ha fatto ingresso ufficiale nel Cattedrale di Santa Maria Annunziata.

Ricordiamo che monsignor Riccardo Lamba – come informa una nota biografica dell’Arcidiocesi di Udine – è nato a Caracas, in Venezuela, il 30 novembre 1956, da una famiglia di emigrati originari di Castellammare di Stabia, in Campania. Con la sua famiglia rientrò in Italia nel 1965: l’azienda in cui lavorava il padre, infatti, propose un incarico in un nuovo stabilimento che avrebbe aperto a Roma. Nella capitale Riccardo Lamba proseguì gli studi, conseguendo nel 1982 la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Cattolica del Sacro Cuore; alla laurea seguì un anno di specializzazione. Ma oltre alla cura del corpo, il Signore stava chiamando quel giovane medico a una cura più profonda, quella dell’anima: così nel 1983 Riccardo Lamba entrò al Pontificio Seminario Romano Maggiore. Al termine degli studi fu ordinato presbitero per la Diocesi di Roma: era il 6 maggio 1989. Successivamente conseguì il Baccalaureato in Teologia e la Licenza in Psicologia alla Pontificia Università Gregoriana nel 1991.
Il primo incarico di Lamba da giovane prete fu, dal 1989 al 1991, l’animazione vocazionale in qualità di assistente del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Successivamente iniziò per don Lamba un lungo ministero di assistente spirituale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che gli permise di vivere per nove anni accanto agli studenti dei corsi che lui stesso frequentò. Nel 2000 gli fu affidato il primo ministero di parroco, nella Capitale, al quale seguirono altri incarichi fino al 27 maggio 2022 quando Riccardo Lamba fu nominato vescovo ausiliare di Roma, ricevendo la consacrazione episcopale nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, il 29 giugno successivo nella festa dei Santi Pietro e Paolo, patroni della Capitale. A Roma monsignor Lamba è stato delegato per il Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili e responsabile dell’Ambito della Chiesa ospitale e “in uscita”, come ama definirla Papa Francesco. Tutto fino al 23 febbraio scorso, quando il Pontefice lo ha nominato arcivescovo metropolita di Udine.
Un presule che arriva dunque da lontano. Infatti, risalendo agli arcivescovi che si sono succeduti sulla Cattedra dei Santi Ermacora e Fortunato dagli anni della Seconda guerra mondiale, a parte il friulano-carnico Pietro Brollo, erano tutti veneti come Giuseppe Zaffonato, Alfredo Battisti e Andrea Bruno Mazzocato. Lombardo era invece Giuseppe Nogara a Udine dal 1928 al 1955. Un lunghissimo apostolato il suo, raggiunto soltanto da quello di monsignor Battisti, l’arcivescovo del terremoto e della rinascita del Friuli.

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In copertina, monsignor Riccardo Lamba; all’interno, il nuovo arcivescovo festeggiato a Udine il 5 maggio scorso e accolto dall’uscente Andrea Bruno Mazzocato sul sagrato della Cattedrale.

Festa a Cergneu per il nuovo parroco: don Marco Visintini sarà guida spirituale anche di Vallemontana e Monteprato

(g.l.) Grande festa domani mattina per le comunità cristiane di Cergneu, Vallemontana e Monteprato. Alle 11 farà, infatti, il suo ingresso in qualità di nuovo parroco don Marco Visintini, durante una solenne cerimonia che si terrà nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, a Cergneu: lo presenterà ai fedeli l’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato. La nomina ufficiale è avvenuta nel giugno scorso, ma il sacerdote opera in loco dalla primavera dello scorso anno in qualità di collaboratore pastorale: da allora vive stabilmente nella casa canonica di Nimis capoluogo.
Don Visintini è originario di Tricesimo e, dopo alcune esperienze di collaboratore pastorale, nel 1992 – come informa una nota della Curia udinese -, fu nominato parroco di Cortale, Valle e Vergnacco, nel Rojale, a cui si sono poi aggiunte Zompitta e Qualso. Nel 2011 il trasferimento in Carnia, a Socchieve, ma dopo due anni ecco un nuovo incarico come guida pastorale per le Parrocchie di Ara e di Fraelacco. Nel 2018 assunse anche la guida della vicina Parrocchia di Tricesimo, nel suo paese natale, che poi lasciò nel novembre 2021, quando venne assegnato ad altro ruolo nelle Valli del Torre.
A Cergneu don Visintini subentra a don Bruno D’Andrea, che mantiene la guida della Parrocchia di Attimis e l’amministrazione delle montane Forame e Subit. D’Andrea, come si ricorderà, aveva ricevuto l’incarico di guida spirituale alla prematura morte di don Flaviano Veronesi che era stato per molti anni parroco delle tre frazioni orientali di Nimis, dove è ancora ricordato con affetto e riconoscenza.

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In copertina, don Marco Visintini a Vallemontana durante l’ultima festa di San Giuseppe: celebra la Messa assistito dal diacono Diego Mansutti.