A Grado Giornata del Ringraziamento e Benedizione del Mare con una preoccupata riflessione di monsignor Nutarelli: rischiamo di diventare un’isola di “seconde case”, una città che purtroppo invecchia senza giovani

di Giuseppe Longo

La comunità cristiana di Grado ha vissuto una importante settimana, cominciata domenica scorsa con la solennità della Beata Vergine del Rosario e culminata ieri pomeriggio con la grande festa delle Cresime amministrate a venticinque ragazzi dall’arcivescovo Carlo Redaelli, oltre alla celebrazione di due Battesimi. Ma tornando, alla ricorrenza di otto giorni fa – che ha visto anche lo snodarsi della processione pomeridiana con la tradizionale “Benedizione del Mare”, dopo la Supplica alla Madonna di Pompei -, meritano d’essere ricordate le preoccupate riflessioni che monsignor Paolo Nutarelli ha fatto nell’omelia pronunciata durante la Messa solenne celebrata in latino nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, rito accomunato all’annuale festa che conclude la stagione estiva e che è stato reso ancora più festoso e partecipato dalla presenza della Corale orchestrale “Santa Cecilia”, diretta da Anello Boemo. Mentre alla processione pomeridiana ha suonato, come al solito, la Banda cittadina di Grado, guidata da Nevio Lestuzzi.

«Questa domenica – ha detto, infatti, l’arciprete – coincide con la nostra Giornata del Ringraziamento. Ringraziamo per l’estate vissuta, per il lavoro che tanti hanno svolto, per le famiglie che hanno trovato qui riposo e serenità, per i volontari e per gli operatori turistici che con impegno e sacrificio hanno reso possibile un’accoglienza degna della nostra tradizione. È bello ricordare che la vocazione di Grado è l’accoglienza: il turismo non è solo un settore economico, ma diventa per noi una vera vocazione pastorale. Accogliere chi viene in vacanza, per noi Parrocchia, significa annunciare con gesti concreti la bellezza del Vangelo. Ma con il “grazie” – ha proseguito don Paolo – è giusto anche tentare di capire la nostra storia e dove stiamo andando, quale direzione stiamo percorrendo. Come ho ricordato recentemente alla presentazione di un libro su Grado e la sua storia, rischiamo di diventare una comunità di sole “seconde case”, una città svuotata della sua identità, che invecchia senza giovani». E ancora: «In questi anni ho potuto conoscere tante giovani coppie che vorrebbero “fare famiglia qui”, ma non ne hanno la possibilità. Senza nuove famiglie, senza ragazzi che crescono, senza la presenza viva di chi abita stabilmente l’isola, il nostro tessuto comunitario si impoverisce. Questo grande problema deve essere affrontato. Non so come… ma sarebbe bello — e lo auspico — se potessimo insieme iniziare una riflessione concreta. Abbiamo bisogno di visioni, e soprattutto del coraggio di fare scelte che sappiano mettere insieme sia l’aspetto economico che quello sociale, per tentare così di invertire la rotta. Credo, proprio, che sia urgente andare a scuola dalla Vergine Maria: per imparare sempre più a custodire e contemplare i misteri della nostra storia… a custodire il passato, a vivere con gratitudine il presente, ed a progettare il futuro con fiducia». Monsignor Nutarelli aveva, invece, esordito facendo riferimento anche «alle tragedie della nostra storia contemporanea – penso all’Ucraina, a Gaza e a tutti i luoghi del mondo dove si combatte – sembra che la violenza spenga la speranza, e non ci sia mai una fine: violenza chiama violenza, vendetta chiama vendetta… e la brutalità della guerra sembra non finire mai». Ma per fortuna, proprio durante questa settimana, è stata raggiunta una importante intesa quale solida premessa affinché il Medio Oriente, come tutti auspichiamo, possa ritrovare la pace. «Maria – ha poi aggiunto il celebrante – ci indica una strada: la preghiera. Una preghiera che forse non cambia la storia, ma cambia il nostro cuore con cui ci confrontiamo con essa. È da un cuore credente e rinnovato che può nascere anche un mondo nuovo. Ed è proprio da questa Fede, piccola ma vera, che può nascere anche il nostro ringraziamento. Solo chi crede riesce a dire “grazie”. Solo chi riconosce tutto come dono riesce a guardare con gratitudine alla vita. Ed a ciò che ha vissuto».
Nel pomeriggio, come dicevamo, l’arciprete Nutarelli, accompagnato dal vicario Mauro Belletti e da don Gianni Medeot, ha guidato la solenne processione con l’antica statua della Madonna degli Angeli – non quella che viene portata annualmente al Pellegrinaggio di Barbana, ma quella che è conservata tutto l’anno nella Chiesa di San Crisogono a Città Giardino e che viene portata in Basilica soltanto per la festa del Rosario -, attraversando diverse vie cittadine fino a raggiungere la diga Nazario Sauro dove si è ripetuto il suggestivo rito della “Benedizione del Mare”, invocando protezione sulla prossima stagione turistica. Come dire che la Giornata del Ringraziamento per la Stagione 2025 s’intreccia con un auspicio di positività per quella che verrà, nell’estate 2026.

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In copertina e all’interno alcune belle immagini della processione mariana e della “Benedizione del Mare” rito che era cominciato in Basilica con la Supplica alla Madonna di Pompei.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Grado, un festoso grazie a don Anton (che ritorna nel suo Sri Lanka) durante la benedizione degli zaini a Città Giardino

(g.l.) Festoso saluto e ringraziamento a don Anton Gavasker che lascia Grado, dove la sua opera per quattro anni è stata molto preziosa e apprezzata. La riconoscenza dell’Isola del sole gli è stata espressa durante la Messa che è stata celebrata domenica scorsa nella Chiesa di San Crisogono, a Città Giardino, in occasione della ricorrenza dell’Esaltazione della Santa Croce. Una data del calendario liturgico che, come da tradizione consolidata, è diventata occasione propizia per affidare al Signore l’anno scolastico appena cominciato: i ragazzi, infatti, sono stati invitati a portare con loro gli zaini, segno concreto del cammino che li attende fino al prossimo giugno tra studio, amicizie e nuove esperienze di crescita. Il rito a è stato presieduto proprio da don Anton, affiancato da monsignor Paolo Nutarelli, che ha tenuto anche l’omelia, da monsignor Mauro Belletti e dal vicario episcopale don Giulio Boldrin, intervenuto a nome dell’arcivescovo Carlo Redaelli. Nella sua riflessione, don Paolo ha preso spunto proprio dagli zaini: «Oggi sono vuoti – ha detto – perché è giusto non venire a Messa già appesantiti. Ma nel corso dell’anno scolastico si riempiranno: non solo di libri, ma di esperienze, incontri, fatiche e gioie che aiuteranno i ragazzi a crescere». Il parroco ha ricordato come la scuola sia una vera “palestra di vita”, dove non sempre si incontrano le persone desiderate, ma dove si impara a costruire relazioni autentiche e di sostegno reciproco.

Don Anton con la targa ricordo di Grado.

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Ricordo di monsignor Fain

(g.l.) Il 19 settembre scorso ricorreva il 27° anniversario della improvvisa scomparsa di monsignor Silvano Fain, amato arciprete di Grado per oltre quarant’anni. Il sacerdote, originario di Cormons, è già stato ricordato nel giorno in cui ricorreva la sua “chiamata al Cielo”, ma alla sua memoria sarà reso omaggio anche oggi durante la Messa delle 10.30, come sempre accompagnata dalla corale diretta da Anello Boemo. Il rito sarà presieduto da monsignor Paolo Nutarelli, attuale arciprete che ha raccolto l’eredità spirituale di don Silvano e alla cui “scuola” si era formato abbracciando la strada del sacerdozio. Ma prima di lui avevano seguito le orme dell’illuminato e indimenticabile pastore monsignor Amando Zorzin, oggi vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia, e monsignor Michele Centomo.

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Don Boldrin, portando invece il saluto del presule isontino, ha voluto esprimere un particolare ringraziamento a don Gavasker per i quattro anni di servizio nella Parrocchia di Grado e nell’Arcidiocesi di Gorizia: «La tua presenza silenziosa, il sorriso e la grande disponibilità hanno fatto del tuo ministero un dono prezioso per la nostra Chiesa». Le sue parole, concluse da un caloroso applauso, hanno commosso l’assemblea e lo stesso don Anton. Nel suo saluto, il sacerdote asiatico ha ringraziato i gradesi con emozione: «Sono venuto in Italia per studiare diritto canonico, ma a Grado ho imparato molto di più che nei libri». Ha voluto, pertanto, riconoscere il ruolo paterno di don Paolo Nutarelli, definito «un papà nel silenzio e nella presenza discreta», e quello di don Belletti, «vero padre spirituale, anzi un nonno qui in Italia». Non sono mancati i ringraziamenti alla stessa Diocesi e a don Boldrin per il sostegno costante ricevuto dalla Chiesa isontina. «Riparto per lo Sri Lanka con gratitudine e con il cuore gonfio di emozioni», ha concluso. La celebrazione è terminata con la benedizione degli zaini, seguita dal canto gioioso del coro delle 11.30 che ha animato l’intera liturgia. Un momento semplice e profondo al tempo stesso, che ha intrecciato la festa della Croce con la vita concreta della scuola, ricordando a tutta la comunità che attorno ai ragazzi si muovono tante persone.

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In copertina, don Gavasker festeggiato da monsignor Nutarelli, don Boldrin e monsignor Belletti a Città Giardino.

Un anno di Spes, il Ricreatorio-sogno di Grado che è tornato a vivere grazie alla generosità di tanti. Monsignor Nutarelli: “Una casa dove tutti si sentono accolti”

di Giuseppe Longo

«Quest’anno è stato solo l’inizio. Si guarda al futuro con entusiasmo, desiderosi di continuare a costruire insieme un luogo dove crescere nella gioia, nella fede e nell’amicizia. Perché Spes, che significa speranza, è davvero il nome più adatto per raccontare ciò che abbiamo vissuto e ciò che ci attende»: sono le parole con cui monsignor Paolo Nutarelli, arciprete della sua Grado, fa riferimento al Ricreatorio di Città Giardino, che sorge vicino alla Chiesa di San Crisogono e che è stato oggetto in questi ultimi anni di un profondo rinnovamento tale da cambiarne il volto. L’opera, voluta dal suo indimenticabile predecessore monsignor Silvano Fain, aveva infatti bisogno di urgenti lavori di adeguamento e ammodernamento al fine di rendere la struttura adatta alle odierne esigenze di sicurezza e funzionalità. «Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo primo anno: catechisti, educatori scout, animatori, volontari, famiglie, ragazzi e sostenitori. Il meglio deve ancora venire!», aggiunge don Paolo.

Lo Spes Grado com’è oggi…


E proprio in questo mese di giugno verrà ricordato, con gioia e gratitudine, il primo anniversario della riapertura dello Spes, appunto, dopo gli ingenti lavori di ristrutturazione che la «Parrocchia – sottolinea con riconoscenza il sacerdote – ha iniziato con l’aiuto unico delle offerte dei parrocchiani, gradesi e non! Un anno fa, le porte si sono riaperte alla vita, alla speranza, all’incontro. E da quel momento, giorno dopo giorno, bambini, ragazzi e giovani hanno ridato anima e colore agli spazi che, per decenni, hanno accompagnato la crescita di intere generazioni. Il Ricreatorio non è solo un edificio: è un cuore pulsante che batte al ritmo della Comunità». Nel sogno del parroco, lo Spes dovrebbe diventare, sempre più, un rifugio, una scuola di vita, un laboratorio di idee: «In questi dodici mesi – osserva infatti don Paolo – abbiamo visto rifiorire l’amicizia, il gioco, la creatività e soprattutto la voglia di stare insieme». E prosegue: «Don Bosco ci ha insegnato che educare non significa solo “insegnare”, ma stare con i ragazzi, accompagnarli nella vita quotidiana. Il cortile era per lui il luogo educativo per eccellenza: “Nel gioco, nell’allegria, ti guadagni il cuore del ragazzo”. Solo così si può, poi, parlare di Dio con credibilità. I ragazzi sanno che questo luogo è un desiderio della Comunità cristiana aperto a tutti, ma con lo stile del Vangelo e di Gesù!».
Lo Spes è, dunque, un punto di riferimento per tutta la Comunità isolana. Innanzitutto, l’esperienza della catechesi dove «i bambini e ragazzi trovandosi insieme – sono ancora le parole di monsignor Nutarelli – scoprono la bellezza che nasce dal Vangelo nella tradizione della Chiesa». Ma in Spes hanno la loro sede gli Scout: una presenza quarantennale a Grado che ha permesso e permette a numerosi giovani di crescere secondo lo spirito di Baden Powell. In questi ultimi anni, poi, si è potenziata l’esperienza oratoriale con i cammini formativi dei gruppi “Terza Media” e “Prima Superiore”. Inoltre, la bella stagione è caratterizzata dai campi estivi (Scout e Spes) e dal Gresp, la invitante proposta di fine agosto.

Monsignor Paolo Nutarelli


La Parrocchia, con fondi propri e grazie anche a “Grado noi Odv”, ha investito e continua a farlo anche nella presenza di adulti che garantiscano la sicurezza degli spazi. Così, l’accesso alla struttura per l’estate sarà pomeridiano: dal lunedì al venerdì, dalle ore 15.30 alle 20.30, mentre il sabato e la domenica sarà dalle 15.30 alle 19.30. In queste settimane, inoltre, l’Amministrazione comunale riconoscendo il valore sociale, educativo e culturale delle attività svolte all’interno dello Spes sta lavorando per concretizzare il protocollo d’intesa (firmato nel mese di aprile 2024) che permetterà di garantire un aiuto economico alla Parrocchia per la gestione degli spazi e delle attività, nel rispetto delle autonomie e dei ruoli di ciascuno. La convenzione è quindi un gesto di reciprocità e fiducia, a beneficio dell’intera cittadinanza. Ricordiamo, poi, che in questi ultimi tre anni la Chiesa gradese ha dato ai donatori di sangue la possibilità di usare la struttura per i prelievi; che le associazioni isolane usufruiscono spesso di spazi per i loro incontri; che all’interno dello Spes si riuniscono i Club del Sert. E soprattutto ragazzi e giovani entrano in uno spazio accudito e sorvegliato.
L’obiettivo, da quando venne inaugurato lo Spes trent’anni fa, è che l’oratorio di via Paolo Diacono «diventi sempre più Casa per chi cerca un posto dove sentirsi accolto. Casa – ha aggiunto il parroco Nutarelli – per chi vuole mettersi in gioco. Casa per chi crede che l’educazione sia la più bella delle avventure condivise. I più grandi si ricordano di don Bruno Sandrin, che con pala e guanti, aiutato da ragazzi oggi papà o nonni, dissodava il terreno…». Una casa, insomma, aperta a tutti! E ora tre grandi novità importanti arricchiscono lo Spes: come è noto, da quest’anno prende vita ufficialmente l’associazione “Noi Spes Grado – Aps”, affiliata a Noi Associazione, la rete nazionale degli oratori. Con questa scelta lo Spes è entrato a pieno titolo nel mondo degli oratori italiani, condividendone lo spirito, le finalità educative e la passione per i giovani. È un passo che consolida il cammino fatto e apre nuove opportunità di crescita, formazione e collaborazione a livello locale e nazionale. E ora ecco la seconda novità: la possibilità di destinare il proprio 5×1000 a sostegno dello Spes scrivendo seguente il Codice fiscale 90041460313. Lo slogan per questo 2025 è molto semplice e chiaro: “Stiamo realizzando un sogno, la tua firma lo alimenterà”. A fine giugno, poi – ed è la terza! -, un nuovo ed importante dono: un defibrillatore regalato allo Spes “in memoria di Cristina Corbatto”.
Ma i lavori che devono essere perfezionati o portati a termine hanno ancora bisogno della generosità delle persone, che seppur sia stata tanta, e lo è ancora, non riesce a coprire l’esposizione bancaria della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia, per cui continua la raccolta fondi. «Ogni euro donato – conclude don Paolo – è una goccia importante. E di gocce ne abbiamo ancora tanto bisogno».

… e com’era prima dei lavori.

Per i versamenti: C/C SOGNO SPES
IBAN: IT09L0887764590000000705335 Indicando nella causale: SPES

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In copertina, una veduta d’insieme del Ricreatorio di Città Giardino dopo le opere di ristrutturazione e adeguamento.

Grado, oggi il coro “Don Luigi Pontel” compie 34 anni: una giovane presenza in San Crisogono accanto al Ricreatorio. E in Basilica c’è l’amata corale legata alla tradizione che ogni domenica regala la sempre attesa Madonnina del Mare

(g.l.) La comunità di Grado ha la passione del canto nel sangue. E lo dimostra anche attraverso i suoi cori parrocchiali che ogni domenica animano la celebrazione delle Messe sia nell’antica Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, nel centro storico, sia nella moderna Chiesa di San Crisogono, a Città Giardino. Nel massimo tempio isolano molto apprezzato è il Coro diretto con instancabile passione da Anello Boemo e che nelle solennità diventa Corale-orchestrale “Santa Cecilia”, con l’aggiunta di voci femminili e strumenti che si uniscono alla voce dell’organo. Nel nuovo quartiere, divenuto famoso soprattutto per le tanto frequentate Terme marine, è attivo invece il Coro “Don Luigi Pontel”, che porta il nome del sacerdote scomparso una quindicina di anni fa e che Grado ricorda sempre con affetto e riconoscenza.

La corale diretta da Anello Boemo.


E proprio oggi “Insieme” – il seguitissimo foglio informativo settimanale della Parrocchia – ricorda questa importante presenza vocale. “Ricorre, in questi giorni – scrive, infatti, l’arciprete Paolo Nutarelli -, il XXXIV anno di “fondazione” del coro che anima la celebrazione della Santa Messa delle ore 11.30 in San Crisogono e che porta il nome di Monsignor Pontel: ringraziamo, con loro, il Signore per il prezioso servizio nella Comunità”. La nascita del gruppo era avvenuta il 23 febbraio 1991, per cui proprio oggi celebra i suoi 34 anni di vita. E sarà un bel momento di festa coincidendo il felice anniversario con la giornata domenicale. Come ci mostra la bella foto di Laura Marocco, si tratta di un coro molto giovane, che viene accompagnato dal suono gioioso delle chitarre in un repertorio quindi adatto per questa formazione, che viene molto apprezzato dalla comunità di Città Giardino anche perché la Chiesa sorge proprio di fronte al Ricreatorio Spes, amato punto d’incontro delle nuove generazioni gradesi. Quindi una presenza vocale perfettamente intonata con questa bella realtà voluta da monsignor Silvano Fain, alla quale oggi il suo successore, don Paolo, ha ridonato nuova luce e funzionalità attraverso una capillare opera di restauro e ristrutturazione.

Don Luigi Pontel


Il Coro della Basilica, con i suoi sempre attivi e appassionati componenti tutti in età matura, si dedica invece a una programmazione intonata con il calendario liturgico, punteggiato anche dalle numerose solennità che richiedono canti più intonati alla tradizione della Chiesa isolana, attingendo soprattutto al ricco repertorio in lingua latina. E sono molto belle e apprezzate le numerose Messe che il gruppo diretto dal maestro Boemo esegue puntualmente ogni domenica, regalando poi alla fine l’amatissima “Madonnina del Mare”, cantata a tutta voce anche dai fedeli che ben volentieri si aggiungono al coro “ufficiale”. Insomma, due bellissime realtà di cui Grado è orgogliosa e riconoscente e alle quali augura un rinnovato impegno a favore della comunità parrocchiale del centro storico e di Città Giardino.

La Basilica di Sant’Eufemia…

… e la Chiesa di San Crisogono.

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In copertina, il Coro “Don Luigi Pontel” in San Crisogono, con monsignor Paolo Nutarelli, durante la festa per i 33 anni.

Foto di Laura Marocco
 (Foto Ottica Marocco Grado)

Grado, dal “sogno” dell’illuminato monsignor Fain alla “pazzia” del parroco Nutarelli: dopo 30 anni il Ricreatorio Spes è una realtà sempre più bella

di Giuseppe Longo

Sebbene il sogno di costruire il Ricreatorio Spes, uno spazio a Città Giardino tutto per i giovani di Grado, fosse stato cullato da monsignor Silvano Fain, il merito della sua edificazione pietra su pietra va soprattutto a don Bruno Sandrin, allora cooperatore vicario dell’illuminato arciprete sceso in laguna dal Collio cormonese. Fu lui, infatti, che seguì passo dopo passo la realizzazione dell’opera, dal progetto all’innalzamento dei muri e alla loro copertura, fino a giungere alla sua inaugurazione che avvenne nell’ottobre 1994. E ora, il sacerdote – parroco di San Lorenzo Isontino – è ritornato nell’Isola della sua gioventù sacerdotale e per la festosa cerimonia organizzata dalla Parrocchia di Sant’Eufemia ha portato, inserito in una cornice, un pezzo del nastro inaugurale tagliato proprio trent’anni fa, alla presenza dell’allora arcivescovo Antonio Vitale Bommarco. Ieri c’era il suo successore, monsignor Carlo Redaelli, a benedire il Ricreatorio ristrutturato e ammodernato con i lavori voluti da don Paolo Nutarelli – “Donpi” per i suoi ragazzi – e che non sono ancora finiti, ma che con il buon cuore di gradesi e ospiti affezionati all’Isola d’Oro saranno portati a termine, traducendo in bellissima realtà il sogno di don Silvano ma anche quello del parroco attuale, Graisan fra i Graisani, formatosi proprio alla “scuola” dell’indimenticabile pastore.

Magnifica e molto partecipata la festa dello Spes in una mattinata piena di sole, alla quale erano presenti anche i vertici delle istituzioni cittadine con il sindaco Giuseppe Corbatto: «Una struttura – ha detto – che deve diventare il punto di aggregazione della comunità. Un sincero ringraziamento al vescovo, al parroco, alle associazioni e a tutti i volontari che hanno reso speciale questa giornata». Tutto è cominciato con la Messa celebrata nella Chiesa di San Crisogono: all’altare, il giovane don Matteo Marega – che aveva accanto l’arciprete Nutarelli e monsignor Mauro Belletti -, il quale prima di ricevere l’Ordine era stato per un anno pastorale apprezzatissimo collaboratore, soprattutto nell’attività dell’oratorio, proprio a Grado. Un giovane prete, consacrato appena nel maggio scorso, che è tornato con grande gioia fra i ragazzi e i giovani conosciuti nel 2021.
Al termine del rito, è seguita la cerimonia del trentennale – coordinata da Leonardo Tognon – proprio negli spazi, oggi resi ancora più accoglienti, del dirimpettaio Ricreatorio. Molto seguito e applaudito il discorso celebrativo di monsignor Nutarelli, il quale ha esordito dicendo che «Con grande gioia e un sentimento di gratitudine verso la Divina provvidenza oggi celebriamo i 30 anni del nostro Ricreatorio Spes. Il primo pensiero, permettetemi, va a monsignor Fain ed a don Bruno (oggi in mezzo a noi) perché, se siamo qui, è merito di chi ha sognato e, in senso molto concreto, di chi ha dissodato il terreno e seminato». E, richiamata la luminosa figura di San Giovanni Bosco ideatore proprio degli oratori, ha aggiunto: «Oggi celebriamo il trentennale dello Spes e della sua profonda e necessaria ristrutturazione. È il compimento del sogno di don Bruno e di tutti coloro che nel tempo hanno dato un’anima allo Spes. A tutte queste persone il nostro grazie perché hanno creduto in questa realtà oratoriana, fondandola prima e consolidandola poi, per permetterci oggi di attualizzare quei sogni e di farli maturare nel tempo. A noi il compito di portare avanti questo progetto! Con la costruzione di un oratorio la comunità cristiana trent’anni fa scommetteva sull’educazione! A distanza di trent’anni, siamo qui a confermare quella scommessa!».

L’arciprete di Grado è, quindi, passato alle doverose espressioni di gratitudine. «Qui, un ringraziamento desidero farlo al vescovo Carlo che, approvando il progetto, di ristrutturazione ci ha incoraggiato nel perseguire il sogno Spes. In questi mesi di riapertura, il Ricreatorio è diventato centrale nella vita della stragrande maggioranza dei ragazzi e di molte famiglie. Perché un oratorio oggi? Perché abbiamo bisogno di spazi in cui incontrarci e costruire, così, legami significativi. La nostra Parrocchia e la nostra Isola ne hanno molto bisogno! C’è un tessuto comunitario e fraterno da continuare a costruire. L’oratorio – ha sottolineato “Donpi” – dovrà servire anche a questo. Senza dimenticare ciò da cui parte e a cui tende il nostro agire: la persona viva di Gesù, che il cristiano incontra nella Chiesa, nella Parola e nei sacramenti. Uso uno slogan: uno spazio aperto a tutti, ma con lo stile del Vangelo. Il Crocifisso all’ingresso ne è la chiave di lettura. Oggi sento il dovere morale di ringraziare chi concretamente mi è stato accanto in questa “pazzia”: un grazie va ai membri del Consiglio affari economici ed al Consiglio pastorale che hanno approvato il progetto, all’architetto Michela Maricchio ed a tutte le imprese che in questi mesi hanno messo mano allo Spes! E penso a chi, nel silenzio e nella gratuità, tiene pulito ed in ordine il Ricreatorio: c’è spazio per tutti. Non abbiate paura di chiedere! Non abbiate paura di dare una mano! I lavori fatti sono tanti… e nei prossimi mesi proseguiranno, ma oggi dovevamo fare festa. Grazie a chi ha creduto in questo sogno. Possibile grazie solo alla generosità di gradesi ed ospiti che qui a Grado hanno il cuore».
E don Paolo ha dimostrato la portata di questo slancio generoso dell’Isola con dati concreti: «In questi due anni ho toccato con mano la sensibilità di tante persone: dai bambini ai nonni… abbiamo raccolto quasi 200 mila euro: non era scontato, non era facile. La Parrocchia in questo momento è fortemente esposta economicamente, ma confidiamo nella Provvidenza che continui a toccare il cuore delle persone e, mi auguro, delle istituzioni. Oggi facciamo festa (ringrazio chi si è reso disponibile per concretizzare tutti gli eventi e chi ha preparato il pranzo), ma affinché questo notevole sforzo intrapreso dalla Comunità gradese sia costruttivo, dobbiamo completare l’opera: abbiamo realizzato i muri, in questi mesi li abbiamo ristrutturati, ora costruiamo le persone. È la sfida della Parrocchia. È una sfida per la nostra Grado. Grazie a tutti!». E ora per il Ricreatorio Spes si apre, dunque, un nuovo importante capitolo, il terzo: quello della conclusione dei lavori per portare a termine quella che don Paolo ha, appunto, definito “pazzia”. Per completare, cioè, il progetto finalizzato a dare una moderna e più funzionale definizione al sogno di monsignor Fain e di don Bruno Sandrin, che ieri ha riabbracciato tanti che nell’Isola si ricordano ancora di lui.

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In copertina, don Bruno Sandrin e monsignor Paolo Nutarelli con il nastro inaugurale di 30 anni fa; all’interno, la Messa celebrata da don Matteo Marega, gli interventi del parroco, del sindaco Giuseppe Corbatto e la benedizione dell’arcivescovo Carlo Redaelli; altre immagini della bellissima festa e del Ricreatorio Spes con i suoi campi da gioco.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Grado, trent’anni fa la prima pietra del Ricreatorio Spes il sogno di quel giovane prete sceso in laguna da Cormons

di Giuseppe Longo

Era il 2 ottobre 1994, appena quattro anni prima che la morte improvvisa, e dolorosa, privasse Grado della indimenticabile guida spirituale di monsignor Silvano Fain, che l’Isola ha ricordato il 19 settembre nel 26° anno della scomparsa esponendo nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia una bella immagine che ritrae l’arciprete mitrato e in paramenti solenni. E quel 2 ottobre di trent’anni fa l’illuminato sacerdote, sceso dai colli di Cormons – «Benedictus qui venit in nomine Domini!», esclamò Biagio Marin vedendolo arrivare il 28 aprile 1957, vestito come un vescovo, nel porto mandracchio -, coronava il sogno che accarezzava dal suo esordio in laguna, in quel nuovo incarico che aveva assunto a 36 anni: un giovane prete che pensava ai suoi giovani parrocchiani, ai bambini, ai ragazzi. Quello di costruire un Ricreatorio – da altre parti, si chiama anche Oratorio – che aiutasse a crescere con il buon esempio le nuove generazioni isolane: non a caso lo aveva immaginato, e progettato, a Città Giardino, il quartiere più giovane di Grado. E il sogno è stato portato a termine grazie alla passione e alla completa dedizione di don Bruno Sandrin.


Proprio quel 2 ottobre 1994, l’arcivescovo di Gorizia, padre Antonio Vitale Bommarco, benediceva la prima pietra di quello che sarebbe diventato lo “Spes” – in latino significa Speranza – con l’auspicio che potesse diventare «un eloquente punto di incontro per tutta la città di Grado, in modo particolare per tutti i giovani che, da tempo, sentivano l’esigenza di un luogo di riferimento e di aggregazione» (così si leggeva nella pergamena deposta nella prima pietra, di cui una copia è conservata in Spes). «Sono passati, quindi, trent’anni e, dopo gli ingenti lavori di ristrutturazione – afferma monsignor Paolo Nutarelli, attuale arciprete, che ebbe proprio in don Silvano il suo sicuro riferimento spirituale -, verrà vissuto un evento per celebrare questo importante traguardo che ci si augura diventi un punto di partenza per l’avvenire». Chiaramente, i lavori di ristrutturazione non sono ancora conclusi – di recente, come si ricorderà, è stato inaugurato il campo giochi -, per cui la Parrocchia si affida ancora al buon cuore dei “graisani”, finora rivelatosi veramente grande e generoso, per completare l’opera e dare nuova luce e dimensione al sogno di monsignor Fain.


È stato, pertanto, annunciato un ricco programma di festeggiamenti – di cui ha dato notizia oggi anche “Insieme”, il foglio settimanale della Chiesa gradese -, messo a punto dal Coordinamento del Ricreatorio Spes, e sostenuto dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, che comincerà giovedì 17 ottobre e si svilupperà con varie proposte nelle giornate successive per concludersi solennemente domenica 20, quando nella moderna Chiesa di San Crisogono – che pochi giorni fa ha visto la bella e suggestiva cerimonia della benedizione degli zainetti scolastici dei ragazzi dell’Isola – sarà celebrata una Messa presieduta da don Matteo Marega. Al termine seguirà nel dirimpettaio Ricreatorio Spes una Preghiera di Ringraziamento con l’arcivescovo Carlo Redaelli, coronata dal pranzo comunitario.
«Per me è un grande onore portare avanti questo sogno. Ed era bello ricordare l’evento di trent’anni fa – afferma don Paolo – non come un ancoraggio al passato, ma come occasione per rilanciare l’Oratorio oggi. Negli anni, grazie alla passione di sacerdoti e volontari, qui sono state vissute bellissime esperienze (penso al teatro ad esempio, alle attività aggregative, allo strumento straordinario ed educativo dello scoutismo che nel prossimo anno compirà 45 anni di presenza a Grado). Oggi siamo chiamati ad interrogarci sul ruolo educativo di questo spazio che deve essere contemporaneamente aggregativo e poi, nel tempo, formativo. Mi piace pensare a don Bosco… quando ricordava che l’Oratorio è casa, Chiesa, scuola e cortile. È cortile perché si gioca, ci si diverte, la noia non deve esistere. È casa perché si sta in famiglia e ci si deve sentire liberi di essere se stessi. È scuola perché si impara a vivere lì, non solo teoricamente ma sul campo. E poi è Chiesa perché è formata da tutti noi, che siamo Comunità che cerca di vivere secondo lo stile di Cristo».


Ma monsignor Nutarelli non poteva esimersi dal fare un riferimento anche agli oneri dei lavori richiesti per dare un nuovo volto, più moderno e funzionale, al Ricreatorio. «L’impegno finanziario di questa ristrutturazione – afferma l’arciprete – per molti è stata una pazzia… ma bisognava investire nello Spes perché abbiamo bisogno di sentirci Comunità. Lo Spes è uno strumento per aiutare i bambini a diventare adulti secondo uno stile che per noi, lo ripeto, è quello di Cristo… interiorità, accoglienza, servizio, farsi prossimo etc. Diventato adulto vivrà la sua vita con lo stile che qui avrà imparato, nella speranza che poi ogni adulto sappia mettersi a servizio dei più piccoli! Colgo l’occasione di questi festeggiamenti per ringraziare chi ha creduto in questo progetto lasciando la sua offerta e mi auguro che altre persone e anche istituzioni pubbliche e private possano dare il loro contributo… ne abbiamo bisogno, ma sono certo che la Provvidenza ci aiuterà. La cosa bella di questi mesi? Lo Spes vivo e pieno di allegria».

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In copertina, il campo per il basket al Ricreatorio Spes; all’interno, una sala-gioco, il ricordo di monsignor Silvano Fain e don Paolo Nutarelli alla benedizione degli zainetti scolastici.

Grado, avanzano i lavori al Ricreatorio Spes e mercoledì sarà inaugurata l’Area giochi. Finora spesi oltre 600 mila euro coperti soltanto dalle generose offerte

di Giuseppe Longo

Il sogno di monsignor Paolo Nutarelli, a piccoli ma importanti passi, si sta realizzando grazie alle generose offerte finora ricevute. E come tutti a Grado sanno si tratta della ristrutturazione del Ricreatorio Spes che era stato voluto trent’anni fa dal suo predecessore e guida spirituale monsignor Silvano Fain. «I lavori in Spes continuano – informa infatti “Insieme” il foglio settimanale della Chiesa isolana in distribuzione oggi – e, dopo aver aperto la parte esterna dei Campi da gioco, mercoledì 14 agosto alle ore 10, alla presenza dei bambini del Centro estivo della Scuola dell’Infanzia parrocchiale, verrà inaugurata l’Area giochi dello Spes che, ricordiamo, è intitolata ad Antonio Tognon. È un ulteriore tassello dell’Opera di ristrutturazione dello Spes che, per adesso, è sostenuta unicamente dalle offerte dei privati».

Monsignor Paolo Nutarelli

In queste ultime settimane la Parrocchia ha iniziato a saldare i vari fornitori, per cui l’arciprete offre un resoconto economico della coraggiosa opera intrapresa a Città Giardino – di fronte alla Chiesa di San Crisogono – informando che ad oggi il totale delle spese sostenute dalla Parrocchia è di 623.440 euro (a fronte di un impegno complessivo di quasi un milione e 200 mila) che sono coperti dalle offerte (480.658 euro) e dal fido bancario aperto proprio per l’operazione Spes. Ma non manca una sottolineatura che don Paolo ha fatto più volte: «È importante ribadire che, purtroppo, all’appello mancano i famosi 250.000 euro che l’Amministrazione Comunale nel 2021 aveva promesso alla Parrocchia per la ristrutturazione della Basilica di Santa Maria delle Grazie (completata unicamente con i fondi parrocchiali)». Per cui se questa somma potesse essere in qualche modo sbloccata, alla Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia arriverebbe una importante boccata di ossigeno.
Prosegue, pertanto, la campagna di sensibilizzazione della cittadinanza che finora, come abbiamo osservato all’inizio, ha risposto molto generosamente all’appello di “Donpi” – così bambini e ragazzi chiamano il parroco, fin dai tempi in cui era a Cormons -, per cui chi volesse aderire alla raccolta fondi lo potrà fare portando il proprio contributo all’Ufficio Parrocchiale o provvedendovi con un bonifico bancario. «Ogni goccia serve. Ogni contributo è ben accetto. Ne abbiamo bisogno», conclude monsignor Nutarelli. Soltanto così quel suo sogno di completare questa importante opera a beneficio della gioventù isolana potrà definitivamente realizzarsi.

Chi volesse aderire alla raccolta fondi lo potrà fare: portando il proprio contributo in Ufficio Parrocchiale, in Via Gradenigo 14, negli orari di apertura; attraverso un bonifico bancario intestato a SOGNO SPES IBAN: IT09L0887764590000000705335 Indicando nella causale: SPES.

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In copertina e all’interno immagini dell’Area giochi al Ricreatorio Spes di Città Giardino ormai pronta per essere inaugurata.

La Parrocchia di Grado “investe” nel Ricreatorio Spes. Monsignor Nutarelli: laboratorio per la crescita dei giovani

di Giuseppe Longo

A Grado, esattamente a Città Giardino di fronte alla Chiesa di San Crisogono, c’è un edificio parrocchiale legato al ricordo di monsignor Silvano Fain, l’indimenticato arciprete scomparso venticinque anni fa e ricordato, nei giorni dell’anniversario, con una memorabile esecuzione del “Requiem” di Mozart nella Basilica patriarcale di Santa Eufemia. E’ il Ricreaorio Spes – che in latino significa speranza – e da alcuni giorni, attorno al tetto della “Sala Fain”, è stato montato il ponteggio per l’inizio del primo lotto di una importante ristrutturazione che prevede la realizzazione dell’impianto fotovoltaico per il contenimento della spesa energetica. Lo riferisce nel foglio settimanale “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli, ricordando che nei prossimi giorni verrà presentato ufficialmente «il progetto complessivo che, in base alle disponibilità economiche, proseguirà».
«Investire nel ricreatorio Spes è un passo importante per la Parrocchia!», afferma infatti il sacerdote gradese che ha in cura spirituale, apprezzatissimo, la sua comunità isolana dopo una decina d’anni trascorsi nel Collio goriziano, a Cormons, il paese proprio dal quale proveniva don Fain. «Perché farlo?», si chiede allora monsignore, ma che per molti è rimasto simpaticamente “Donpi” come lo chiamavano i giovani cormonesi. Ecco la sua spiegazione: «Si narra – afferma – che quando vennero a presentare a don Bosco il locale che egli stava cercando per poter realizzare il suo primo Oratorio, i proprietari erano convinti che lui volesse fare “un laboratorio per i suoi ragazzi”. Lui, subito, ne corresse la frase: “Non un laboratorio, ma un Oratorio!”. Così nacque il primo Oratorio della storia moderna. Questo scambio involontario di nomi fu in un certo senso “azzeccato”, perché gli Oratori di oggi si avvicinano molto all’idea di essere dei “laboratori” di proposte, che fanno bene alla vita di Fede ed alla crescita di un ragazzo. Attraverso la proposta di varie esperienze, l’Oratorio diventa veramente quel “laboratorio” dove vengono messi insieme gli ingredienti per la crescita globale di un ragazzo. Una persona, per crescere, ha bisogno di spazi, di tempi e di esperienze; ha bisogno di persone coetanee con cui misurarsi e confrontarsi ed adulti da cui prendere spunto; ha bisogno di mettersi alla prova, di accorgersi delle proprie potenzialità. E nel nostro Ricreatorio “Spes”… ci auguriamo che tutto questo possa avvenire!».
Nel notiziario parrocchiale, monsignor Nutarelli ricorda anche la festa della Madonna del Rosario appena celebrata solennemente. «Con la Processione di domenica scorsa – scrive infatti -, sebbene il bel tempo continui ad attirare nella nostra Isola numerosi turisti, abbiamo portato a compimento la stagione estiva nella quale la nostra Comunità cristiana ha cercato di dare il suo contributo. Più volte abbiamo ricordato che la nostra Parrocchia ha una vocazione particolare: quella turistica ovvero l’accoglienza dell’ospite. Chi viene in vacanza è libero dagli affanni della quotidianità e, quindi, è un terreno più che accogliente in riferimento al Mistero! Abbiamo cercato di essere una Comunità che accoglie e celebra (le diverse Sante Messe in Basilica ed in tutte le Chiese e cappelle della città e le varie Liturgie); una Comunità che testimonia e dialoga con il mondo (incontri culturali quali la “Cattedra di Elia” e le serate di “Avvenire”); una Comunità che attraverso l’arte si eleva al Trascendente (i concerti in Basilica). Tutto ciò è stato possibile – sottolinea l’arciprete – grazie alla disponibilità di tante persone che, a 36o gradi, hanno vissuto la dimensione del servizio nell’apertura e chiusura delle Chiese, nel canto liturgico e nella proclamazione della Parola, nell’accoglienza alle porte delle Chiese, specialmente nelle serate culturali, nel prezioso servizio di sacristi e nella pulizia delle Chiese. Senza di loro tutto sarebbe stato più difficile. Ovviamente tante cose sono state fatte ma sono sempre migliorabili. Nel dire grazie per quanto vissuto, nasce anche l’augurio – conclude monsignor Nutarelli – che, sia in estate che durante tutto l’anno, altre persone possano aggregarsi nel volontariato dell’accoglienza».

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante una recente celebrazione.