Festa grande oggi a Monteaperta per l’ingresso di monsignor Marco Visintini nuovo parroco dell’alta val Cornappo

(g.l.) Grande festa nella quarta domenica di Avvento a Monteaperta. Questa mattina la bellissima frazione di Taipana, adagiata sulle pendici del Gran Monte, accoglierà infatti il nuovo parroco, monsignor Marco Visintini, già titolare delle comunità cristiane di Cergneu, Monteprato e Vallemontana, nel Comune di Nimis. A presentarlo al suo nuovo gregge, del quale fanno parte anche i piccoli paesi di Cornappo e Debellis, sarà l’arcivescovo Riccardo Lamba che, alle 11, presiederà la Messa solenne per l’ingresso ufficiale di don Marco. Il quale la scorsa estate era stato invece accolto nella Parrocchia di Taipana capoluogo, cui fanno capo anche le frazioni orientali. Originario di Tricesimo (cittadina della quale è stato anche arciprete), per il sacerdote settantenne, che vive nella canonica di Nimis, ora si aggiunge dunque anche la responsabilità spirituale dell’alta valle del Cornappo. La sua gente gli si stringerà attorno dandogli un caloroso benvenuto fra tanti auguri per il suo nuovo apostolato.

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In copertina, monsignor Marco Visintini con l’arcivescovo Riccardo Lamba a Cergneu; qui sopra, al suo ingresso a Taipana, accolto dal sindaco Alan Cecutti.

Domattina Nongruella renderà omaggio alle vittime del 12 dicembre 1943 premessa delle stragi di Torlano e Nimis

(g.l.) Nongruella rende omaggio ai suoi Caduti. Molto conosciuto è l’Eccidio di Torlano del 25 agosto 1944. Pochi sanno, invece, che pure in questa manciata di case sulle montagne sopra Cergneu, nove mesi prima, -era il 12 dicembre 1943 -, ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio dell’8 settembre, nel quale caddero anche otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee – come quelle di Torlano, dove furono uccisi anche bambini – a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della Seconda guerra mondiale.
Alle vittime di Nongruella sarà reso omaggio domani, alle 11, quando si ricorderà quel gravissimo fatto di sangue il cui 82° anniversario ricorreva ieri. Il Comune di Nimis ha, infatti, indetto l’annuale cerimonia commemorativa durante la quale, come annuncia il programma diramato dal sindaco Fabrizio Mattiuzza, dopo la celebrazione eucaristica con la benedizione del semplice monumento che ricorda le otto vittime sulla piazzetta della borgata, sarà deposta una corona d’alloro con le autorità civili. Al termine una bicchierata assieme alla sempre gustosa pastasciutta offerta dal Gruppo Alpini Nimis-Val Cornappo.
Sarà rievocata una pagina, appunto, poco conosciuta, ma certamente fra le più dolorose dell’ultimo conflitto. Un feroce fatto di sangue che si rivelò una tremenda premessa di quanto sarebbe accaduto neanche un anno più tardi proprio a Torlano e a Nimis, quando l’intero paese fu dato alle fiamme e molti compaesani furono condotti nei campi di concentramento. Un doveroso ricordo affinché sia un monito contro le violenze che continuano a insanguinare questo nostro mondo, a cominciare dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente.

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In copertina, la lapide che ricorda le vittime del 12 dicembre 1943 a Nongruella.

L’addio di Cergneu a Fernanda Marinutti: era la madre del sindaco di Nimis

(g.l.) La comunità di Cergneu, e non solo, ha dato ieri pomeriggio l’ultimo saluto a Fernanda Marinutti Zamparutti, spentasi dopo lunghe sofferenze e che in quest’ultimo periodo si sono purtroppo aggravate.
Classe 1947, la donna era vedova di Armando Mattiuzza, scomparso settantaquattrenne sedici anni fa. La piangono, con le loro famiglie, i figli Diana e Fabrizio, che dalla scorsa primavera è anche il nuovo sindaco di Nimis e che è funzionario tecnico dell’Ater di Udine.
Folta e commossa la partecipazione, anche da fuori paese a cominciare dal capoluogo, ai funerali celebrati nella Chiesa parrocchiale di San Giacomo da monsignor Marco Visintini, il quale ha reso omaggio alla scomparsa che lascia un bellissimo ricordo nella frazione di Nimis.

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In copertina, Fernanda Marinutti Zamparutti era nata nel 1947.

Monsignor Visintini parroco di Cergneu assumerà presto anche la responsabilità delle comunità di Taipana e Monteaperta

(g.l.) Risiede a Nimis il nuovo parroco di Taipana e Monteaperta. Monsignor Marco Visintini, originario di Tricesimo (dove è nato nel 1955 e dove è stato anche arciprete), ha infatti appena ricevuto la nomina da parte dell’arcivescovo di Udine. Nel contempo, il sacerdote resta parroco di Cergneu (assieme a Monteprato e Vallemontana), comunità che si appresta a celebrare il patrono San Giacomo, la cui Messa solenne sarà presieduta venerdì prossimo, alle 19, proprio da monsignor Riccardo Lamba.
Una nuova importante responsabilità, dunque, per don Marco in quella Chiesa dell’alta valle del Cornappo che fu per lunghi anni guidata dall’indimenticabile Mario Totis, anche se va detto che, in via ufficiosa, da parecchio tempo si occupa delle due località montane. Della nomina ha dato notizia stamane l’Arcidiocesi di Udine, riferendo anche di altri importanti incarichi come quello nella citata comunità di Tricesimo, il cui arciprete Dino Bressan è prossimo alla partenza in quanto era stato investito nelle scorse settimane del prestigioso ruolo di vicario generale dell’arcivescovo: al suo posto arriverà don Nicola Degano (che si occuperà anche di Ara e Fraelacco). Don Bressan, in seguito al suo inserimento in Curia, lascerà anche la guida della Forania della Pedemontana che, dopo la riforma promossa dall’allora arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, aveva assorbito anche la storica Forania di Nimis.

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In copertina, monsignor Marco Visintini nuovo parroco di Taipana e Monteaperta.

“Carnevâl a Nimis” pronto al debutto: anteprima a Città Fiera e Trenino del Gusto in attesa della grande sfilata che sarà aperta dalla Banda di Vergnacco

(g.l.) «Non c’è Carnevale senza la “sfilata di Nimis”. Non vediamo l’ora!». Le parole, comparse sui social, della Banda Filarmonica di Vergnacco “fotografano” con efficacia il clima di attesa della grande festa in maschera che la Pro Nimis ha messo in calendario dal 28 febbraio al 4 marzo. E ora che il maxi-tendone è stato innalzato a tempo di record in piazza 29 Settembre, siamo entrati a pieno titolo nell’atmosfera che precede il “Carnevâl a Nimis”, quello che ormai è diventato l’appuntamento per eccellenza dell’anno e che aveva preso le mosse dalla liberazione del Pust avvenuta a Cergneu nella vigilia epifanica.

Il maxi-tendone in piazza 29 Settembre.


Una manifestazione piena di entusiasmo e con tanta voglia di crescere ancora, tanto che quest’anno ora si presenta all’insegna anche di due importanti novità, come l’anteprima di “giovedì grasso” a Città Fiera grazie all’intesa che il centro commerciale alle porte di Udine, il più importante di tutto il Friuli Venezia Giulia, ha raggiunto con gli organizzatori nimensi e il Trenino del Gusto che partirà sabato mattina proponendo un invitante viaggio alla scoperta dei sapori nel paese pedemontano.
E saranno proprio gli “ottoni” del Rojale – storica presenza anche sul prato di Madonna delle Pianelle in occasione dei tradizionali festeggiamenti settembrini – ad aprire l’allegra sfilata dei gruppi allegorici di domenica prossima, ultima di Carnevale. Sfilata che sarà resa ancora più “frizzante” dal ritorno anche degli Splumatz. Ma la manifestazione comincerà già venerdì con l’inaugurazione fissata, appunto sotto il maxi-tendone, alle 20.30. Quindi spazio alla musica con il live show degli Absolutes. L’indomani, sabato, oltre al debutto del citato Trenino del Gusto (il via alle 10.30), nel pomeriggio ci sarà un intrattenimento per bambini in maschera con il gruppo OraNimis seguito da uno spettacolo di magia con Gasp. Al termine, alle 18.30, camminata notturna in maschera per le vie Nimis – una sorta di anticipazione della sfilata del giorno successivo – con la premiazione dei tre gruppi più numerosi e delle tre maschere più belle e originali. Quindi, dalle 21.30, seguirà l’evento “Nimis On Fire – 3° Carneval Edition” con Radio Piterpan.
La giornata domenicale comincerà già alle 10.30 con animazione per i bambini, seguita dalla premiazione del concorso scolastico L’arte del creare. Nel pomeriggio invece, in attesa del via alla sfilata (ore 14), spettacolo di bolle di sapone con i Manola e gonfiabili per bambini Free. Lunedì poi la consueta pausa di riposo, più che opportuna per ricaricare le batterie in attesa del gran finale di “martedì grasso”, il giorno di “Carnevalon”. Grande attesa per l’estrazione dei premi della ricca lotteria (ore 20.30) che pure quest’anno pone al suo vertice una fiammante autovettura, esposta da alcuni giorni sul sagrato del Duomo di Santo Stefano. Al termine via alla musica sfrenata nella festa in maschera con gli le più grandi hit degli anni 2000. Sono annunciati premi per la maschera più bella e per il miglior gruppo mascherato. A tarda notte il gran finale del “Carnevâl a Nimis” con l’arrivederci al 2026, mentre il Pust tornerà a rintanarsi nel suo Cantun fino al prossimo 5 gennaio.

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In copertina, l’autovettura primo premio della lotteria del Carnevale di Nimis che aspetta il suo fortunato vincitore.

Epifania, stasera Cergneu libera il Pust e dà il via al Carnevale. E a Nimis si lavora per la grande sfilata: sono in vendita i biglietti della ricca lotteria della Pro Loco

(g.l.) È arrivato finalmente il giorno del Pust, il mitico personaggio che a Cergneu dà il via al Carnevale con un giorno di anticipo rispetto alla data tradizionale che vuole cominci al termine delle celebrazioni epifaniche. L’appuntamento nella frazione di Nimis è fissato alle 17 quando ci sarà l’apertura dei chioschi, mentre alle 18.30 seguirà la Messa. Al termine del rito, alle 19, partenza della fiaccolata al suono dei tamburini alla volta del Cantun dove il Pust è imprigionato dalla scorsa Quaresima. Liberato il Pust, alle 20 ci sarà l’accensione del Palavin – così viene chiamato nel paese del Lagna il “pignarûl” – in un momento di grande festa.

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Benedizione dei bambini  e falò

E domani, a conclusione del lungo ciclo delle feste natalizie, Messa dell’Epifania anche a Nimis. La celebrazione si terrà alle 11, nel Duomo di Santo Stefano, con la tradizionale Benedizione dei bambini davanti al bellissimo Presepe allestito ai piedi dell’altare. Poi, in serata l’accensione dei tradizionali falò epifanici (sperando nel clemenza del tempo!).

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«Anche quest’anno, come ogni sera del 5 gennaio, Cergneu – si legge in una breve presentazione del tradizionale avvenimento – diventa protagonista del Rsveglio del Pust (Carnevale, nel dialetto sloveno), che dopo il lungo anno di letargo viene liberato e dà inizio al Carnevale. L’usanza del Risveglio vede un gruppo di persone in vestiti d’epoca recarsi al Cantun (grotta) e liberare il Pust dalle catene. Ha poi inizio il rumoroso corteo, illuminati dalle torce infuocate dei partecipanti, che raggiungerà il punto in cui è stato allestito il Palavin (falò), ritualmente acceso dal Pust stesso. L’accensione, seguita da balli e canti e accompagnata da prodotti gastronomici locali, dà inizio al Carnevale, al termine del quale il Pust ritornerà ad essere rinchiuso nel suo Cantun fino all’anno successivo».
E a proposito di Carnevale, a Nimis gira a pieno regime la macchina organizzativa della Pro Loco per la prossima sfilata che, tradizionalmente, si snoda per le vie del paese l’ultima domenica di Carnevale, quella che precede il Mercoledì delle Ceneri. In vista del grande evento, conosciuto in tutto il Friuli, sono in vendita da diversi giorni nei negozi i biglietti della ricchissima Lotteria che, come l’anno scorso, porrà in palio anche una vettura.

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In copertina, il grande Palavin preparato a Cergneu per l’accensione di questa sera.

Concerto per il nuovo Anno domani a Nimis con i giovani fiati dell’Euritmia

(g.l.) “Concerto per il Nuovo Anno” domani sera, a Nimis. Protagonista sarà l’Orchestra di fiati giovanile “Euritmia” diretta dal maestro Franco Brusini. L’appuntamento, con ingresso libero, si terrà nella sala oratorio – conosciuta da sempre anche come “Teatro Juventus” -, con inizio alle 20.30: molto ricco e invitante il programma. La serata, organizzata dal Comune di Nimis con la collaborazione di Anbima Fvg e della stessa “Euritmia”, segue il bellissimo concerto gospel che si era tenuto l’antivigilia di Natale, però in Duomo, e che aveva richiamato un folto pubblico.

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E a Cergneu si risveglia il Pust

Conto alla rovescia per il “Risveglio del Pust”, il mitico personaggio che a Cergneu annuncia il Carnevale. L’appuntamento nella frazione di Nimis è fissato per domenica, alle 19, al termine della Messa epifanica. Dopo la liberazione del Pust, prigionero nel Cantun, sarà acceso il tradizionale Palavin. La bella manifestazione è curata dall’Associazione culturale Cernedum.

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Ricordiamo che Euritmia è un’Associazione culturale musicale con sede nella vicina Povoletto ed è una delle più antiche e prestigiose realtà bandistiche del Friuli Venezia Giulia: la sua fondazione risale, infatti, al lontano 1875. «L’associazione – informa una breve nota – ha sempre svolto una funzione di divulgazione della musica in tutte le sue forme, generi ed espressioni, seguendo nella evoluzione le linee della scuola bandistica italiana ed europea. Collabora con diverse istituzioni sia pubbliche che private per lo sviluppo e la divulgazione della musica bandistica». L’associazione organizza anche la Scuola di musica e l’annuale Concorso internazionale per giovani strumentisti.

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In copertina, il maestro Franco Brusini e qui sopra l’intera orchestra di fiati “Euritmia”.

Nimis, appello di Mareschi per la pace: le vite dei Caduti di Nongruella e di quelli di tutte le guerre non siano perse invano

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Durante una operazione condotta da una compagnia tedesca di stanza a Gradisca d’Isonzo, in funzione di contrasto alle attività partigiane, nelle vallate del Cornappo e del Torre, tra l’11 e il 17 dicembre 1943, persero la vita 57 persone, tra cui anche tre cittadini inglesi. Di queste, il 12 dicembre furono uccisi otto concittadini di Nongruella e cinque cittadini di Subit e di Attimis. Un ulteriore, anzi il primo tributo di sangue pagato da Nimis per la difesa della propria e dell’altrui libertà». Sono le parole con cui il commissario comunale, Giuseppe Mareschi, ha ricostruito ieri mattina a Nongruella i fatti di quel dicembre di 81 anni fa a pochi mesi dall’armistizio dell’8 settembre, quando si scatenò quel rastrellamento nazista che fece le prime vittime del Comune pedemontano, seguite nove mesi dopo da quelle dell’Eccidio di Torlano e poi da quelle dell’incendio del capoluogo e della deportazione nei Lager in Germania.


In una splendida mattinata di sole, la borgata sopra Cergneu ha quindi reso omaggio, come fa ogni anno, a quei morti innocenti con una semplice cerimonia dinanzi alla lapide che ai margini del bosco li ricorda. Ha celebrato una Messa in loro suffragio il parroco don Marco Visintini, sottolineando l’impegno di tutti per la pace affinché non si compiano altre inutili stragi, come Benedetto XV ebbe definire, nel 1916, la Grande Guerra. Presenti una rappresentanza di Comuni vicini, tra cui i vicesindaci di Lusevera e Reana del Rojale, il commissario ha quindi tenuto il discorso commemorativo, dopo la deposizione di una corona d’alloro tra le note del Silenzio suonate dalla tromba. «Grazie a quanti si sono sacrificati fino a perdere la vita – ha affermato Mareschi – che oggi, non solo i cittadini di Nimis, ma l’intero popolo italiano, vive in un Paese libero e democratico. E ricordare e commemorare quei fatti e quei sacrifici deve anche indicarci, con forza, ogni giorno, che la libertà non è a prescindere, che la democrazia non è per sempre, ma sono valori che vanno difesi da tutti sempre. Ed è con questi sentimenti che oggi, a nome dell’intera comunità, onoro i Caduti di Nongruella e ricordo a tutti noi che non ci è permesso che le loro vite e quelle di tutti i Caduti, di tutte le guerre, siano perse invano». Infine, il rappresentante del Comune di Nimis – che, come è noto, traghetterà l’ente locale fino alle prossime elezioni amministrative – ha ringraziato quanti si adoperano «per lo svolgimento di questa cerimonia di commemorazione e chi si prende cura di questo luogo». La manifestazione si è, quindi, conclusa con un gustoso piatto di pastasciutta preparata dagli alpini del Gruppo Ana Nimis-Valcornappo, guidato da Roberto Grillo, e altre buone cose preparate da alcune bravissime cuoche di Cergneu.

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In copertina, il commissario Giuseppe Mareschi durante il discorso commemorativo; all’interno, tre immagini della cerimonia con l’omaggio ai Caduti e la celebrazione della Messa.

Addio a fra’ Filippo Floreanutti nato a Cergneu 96 anni fa: domani a Udine una Messa in suo ricordo alle Grazie

di Giuseppe Longo

A Cergneu, anche se vi era nato, e ancora meno a Nimis, ormai pochi lo conoscevano. Era invece molto noto e apprezzato nella Parrocchia della Beata Vergine delle Grazie, a Udine, dove ha fatto un lungo tratto della sua vita nell’ambito della comunità dei Servi di Maria e dove per tutti era “fra’ Sorriso”, per quel suo fare sempre ottimista e disponibile con tutti. Era il religioso Filippo Maria Floreanutti, detto “Giovanni”, che si è spento alla veneranda età di 96 anni a Monte Berico, dove si era ritirato in seguito al peggioramento delle condizioni di salute. Sarà ricordato domani, nella giornata in cui Udine festeggia Santa Caterina di Alessandria, con una Messa di suffragio che sarà celebrata, alle 18.30, proprio nella Basilica mariana di piazza Primo Maggio, dove fra’ Filippo era, appunto, molto popolare.


I funerali del religioso, infatti, sono stati già celebrati a Monte Berico, nel Santuario che domina la città di Vicenza, dove si era ritirato in questi ultimi anni, quando gli era aumentata la difficoltà a muoversi con le proprie gambe, tanto che aveva chiesto di essere trasferito nella casa di riposo dei Servi di Maria – una struttura simile a quella che da molti anni c’è a Udine, in viale Ungheria, per l’assistenza ai sacerdoti più anziani e in difficoltà – dove è spirato domenica scorsa, dopo ben 76 anni di vita religiosa.
Come detto, Filippo Floreanutti era nato a Cergneu il 16 agosto 1928. Entrò nell’Ordine dei Servi di Maria nel 1949 e pronunciò i voti perpetui il 27 dicembre 1953. «Umile e generoso – ricorda una nota dell’Arcidiocesi friulana -, era soprannominato “fra’ Sorriso”: nel convento udinese era solito vestire gli abiti del cuoco. Amante della musica classica, non fu mai ordinato sacerdote. Nei suoi oltre 20 anni di servizio nel Santuario della Beata Vergine delle Grazie svolse l’incarico di sacrestano e attento custode della Basilica fino a quando la salute lo ha sostenuto».
Come detto, il religioso ha già ricevuto l’ultimo saluto in terra veneta ed è stato sepolto nella tomba dei frati del cimitero di Isola Vicentina, assecondando un suo desiderio. Domani sera, invece, sarà ricordato dai confratelli del convento di Udine e da quanti lo hanno conosciuto e apprezzato per le sue qualità che, come detto, lo rendevano una persona simpatica a tutti.

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In copertina e all’interno due immagini sorridenti di fra’ Filippo Floreanutti.

A Cergneu la Marcia delle 4 Stagioni tra i resti del Castello medioevale

(g.l.) Oggi finalmente è tornato il sole, anche se il pomeriggio potrebbe riservare altro maltempo stando alle previsioni. Ma per domani l’Osmer Fvg annuncia una giornata bellissima, sebbene con temperature in calo, per cui c’è la sicura premessa per una buona riuscita a Cergneu della 3ª Marcia delle 4 Stagioni proposta dall’Associazione culturale Cernedum. L’appuntamento è alle 8 nel parco festeggiamenti della frazione di Nimis dove ci sarà anche un invitante punto di ristoro assicurato dalla fornitissima cucina, quello che ci vuole dopo una bella camminata tra le colline di questa affascinante zona del Friuli orientale. Come annunciano, infatti, gli organizzatori, saranno proposti tre percorsi di 5,5, 6 e 12 chilometri immersi nel verde. L’evento sportivo è organizzato tecnicamente dall’Atletica Dolce Nord Est.


Il passaggio dei podisti avverrà anche nel suggestivo scenario del Castello di Cergneu e della vicina Chiesetta di Santa Maria Maddalena, ricostruita dopo il terremoto. Come si ricorderà, dinanzi ai resti del maniero medioevale nelle scorse settimane si era tenuta una bellissima serata storico-culturale, protagonisti Dj Tubet e Angelo Floramo, esperto dell’epoca medioevale in Friuli. Uno spettacolo che aveva dimostrato quanto quest’area archeologica si presti per l’organizzazione, ovviamente durante l’estate, di eventi culturali, musicali o teatrali. Di questo Cernedum e i suoi bravi animatori sono ben consapevoli, per cui sicuramente proporranno altre belle iniziative nel corso della prossima stagione. Ma, intanto, gli storici resti, testimoni di un passato glorioso, faranno da magnifico scenario proprio alla Marcia delle 4 Stagioni giunta alla sua terza edizione. E grazie al bel tempo annunciato sarà un successo anche in questa nuova occasione.

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In copertina, il suggestivo ponticello in pietra che introduce al Castello di Cergneu e che domani sarà attraversato dai podisti; all’interno, i resti del maniero medioevale e la Chiesetta di Santa Maria Maddalena.