Coronavirus, all’Airone di Porcia il digitale diventa strumento di solidarietà

Chiusi i centri diurni per disabili causa emergenza Coronavirus, ma l’assistenza non si ferma sul territorio del Friuli Occidentale nelle cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone. Come alla Cooperativa Sociale di Solidarietà Familiare onlus di Porcia dove è stato studiato un servizio alternativo in digitale.
“La cooperativa gestisce il centro semiresidenziale diurno Airone, rivolto a persone con disabilità che è aperto dal lunedì al venerdì. In questo momento difficile – spiegano – , ci è sembrato importante dare un supporto alle famiglie istituendo un servizio alternativo per mantenere una continuità con le persone che frequentano il ceod attraverso la relazione a distanza con gli operatori”. Nello specifico, è stato istituito il servizio smart #AironeaCasaconTe attraverso l’utilizzo di strumenti informatici come Skype, Whatsapp, mail, Facebook e telefonate per raggiungere tutte le persone che sono inserite e frequentano il centro semiresidenziale Airone.

“Dopo un primo sondaggio con le famiglie – proseguono dalla cooperativa -, analizzate le situazioni e gli strumenti a loro disposizione, abbiamo definito una programmazione quotidiana che copre tutta la settimana per questo servizio on-line. Tutte le famiglie hanno accolto e aderito alla proposta offerta. La fase sperimentale è partita lunedì 23 marzo e dopo una settimana di prova siamo rimasti piacevolmente sorpresi del successo e dell’entusiasmo da parte di tutti, operatori, persone interessate e famiglie.
Abbiamo definito una vera e propria programmazione settimanale; la giornata è scandita con laboratori al mattino e al pomeriggio, che prevedono lavori in piccoli gruppi. Operatori e ragazzi sono coinvolti ed impegnati in diverse iniziative come ad esempio attività motoria, laboratorio espressivo, lettura di un libro, lettura di attualità, laboratorio di cucina, arte-terapia, laboratorio di musica, giochi e altro ancora. Familiari e ragazzi hanno imparato ad utilizzare nuove tecnologie! Questi strumenti consentono di aprire una finestra sul mondo, permettendo e facilitando lo sviluppo i rapporti di amicizia anche al di fuori della frequenza quotidiana del centro diurno. Quando abbiamo iniziato le difficoltà sono state diverse, ma grazie alla forte motivazione degli operatori che hanno trovato nuove strategie di intervento e il grande entusiasmo dei ragazzi e dei loro familiari siamo riusciti a far decollare qualcosa che poteva sembrare impossibile”.

“La cooperativa Solidarietà Familiare di Porcia – ha concluso Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone -, come altre del territorio che hanno attivato servizi simili, confermano di esere sempre al fianco delle famiglie delle persone con disabilità anche in questo momento così difficile, segno di come i valori cooperativi non vengono meno neanche nelle situazioni di emergenza. Come Confcooperative Pordenone stiamo anche inserendo tutte queste buone pratiche nell’Operazione “Solidarietà Cooperativa”, con la quale puntiamo a fornire strumenti utili per il presente e per il futuro”.

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In copertina, il laboratorio di cucina; qui sopra, quello espressivo.

Coop pordenonesi a fianco delle famiglie con disabili

Con la chiusura dei centri diurni per disabili, l’assistenza non si ferma sul territorio del Friuli Occidentale e, se le misure precauzionali messe in campo per prevenire e ridurre il contagio da Coronavirus portano a un carico maggiore di impegno le famiglie in cui vivono persone con disabilità, al loro fianco continua, seppur a distanza, il lavoro degli educatori delle cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone – Federsolidarietà: Piccolo principe, Granello, Futura, Ponte, Solidarietà familiare, Giglio, Acli. Educatori che non si sono mai fermati, rinnovando con grande creatività e senso di responsabilità il proprio lavoro.
Sono un centinaio le persone disabili coinvolte. La sospensione o la riduzione di servizi di supporto, in presenza di gravi disabilità, rischia di gravare sulla spalle di chi ogni giorno si prende cura di queste persone, ovvero i familiari e per questo cooperative sociali non si sono affatto fermate cercando di fronteggiare lo straordinario carico assistenziale delle famiglie con la proposta di nuovi servizi anche a distanza, con grande attenzione e sensibilità.

“In questo momento così delicato di emergenza, ci teniamo a far sapere che tutte le realtà del nostro territorio stanno cercando di tenere monitorate le situazioni di famiglie con a carico una persona con disabilità via telefono, con chiamate più volte alla settimana della durata di oltre 30 minuti – afferma Giuliana Colussi, referente provinciale cooperative sociali Confcooperative Pordenone – Federsolidarietà -, con diversa intensità a seconda dell’organizzazione e a seconda delle singole situazioni degli utenti. Si sta mettendo in campo una assistenza a distanza con molta creatività e grande disponibilità da parte degli educatori professionali: c’è chi tiene i contatti con videochiamate e cerca di coinvolgere gli utenti a casa, chi con brevi videoclip ha strutturato un’attività al mattino e una al pomeriggio, chi si è organizzato o si sta organizzando per una consulenza psicologica a distanza. Tutto questo per supportare le famiglie e in linea con i protocolli in atto con l’Azienda sanitaria Friuli occidentale”.

Diversi gli esempi positivi delle azioni intraprese. Ecco alcuni esempi: da Opera Sacra Famiglia il progetto “Specialmente a casa” con l’elaborazione di videoclip per fare attività da casa e quindi occupare le giornate degli utenti oppure quello di supporto per le famiglie in via di elaborazione da parte della cooperativa Acli per sei utenti del centro diurno e l’attività di supporto psicologico gratuito proposto dalla cooperativa Futura di San Vito al Tagliamento, in via di attivazione. Tutte le cooperative inoltre hanno avviato un sistema di chiamate telefoniche, anche più di una volta al giorno, per sentire esigenze e problematiche delle persone e delle famiglie.
“Le cooperative sociali – ha concluso Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone e del Consorzio Leonardo – sono sempre al fianco delle famiglie anche in questo momento così difficile, segno di come i valori cooperativi non vengono meno neanche nelle situazioni di emergenza. Come Confcooperative Pordenone stiamo anche inserendo tutte queste buone pratiche nell’Operazione “Solidarietà Cooperativa”, con la quale puntiamo a fornire strumenti utili per il presente e per il futuro”.

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In copertina, Giuliana Colussi  referente di Confcooperative Pordenone-Federsolidarietà.