La Lilt friulana conclude il Centenario facendo il punto sulla lotta (con la prevenzione) contro il cancro: domani maxi-convegno nel Castello di Udine

(g.l.) “Stato attuale degli studi e della lotta contro il cancro”: guidate da questo tema di straordinaria importanza, domani giungono a conclusione le giornate di studio e di riflessione della Lilt Udine che erano cominciate il 30 novembre scorso. E questo è anche il tema del maxi-convegno che si aprirà alle 8.45 nel Salone del Parlamento del Castello di Udine e che, appunto, conclude il ciclo di eventi organizzati per ricordare il Centenario di fondazione della sezione friulana della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. A tale riguardo, un utile cenno storico, ci ricorda che il titolo della mattinata di studio di domani è lo stesso del convegno con cui il 30 novembre del 1925 (un secolo fa, giorno più giorno meno!) la Lilt udinese avviava la sua battaglia contro i tumori, basata principalmente – ora come allora – sulla prevenzione. Vista l’importanza della giornata, saranno presenti il presidente nazionale della Lilt, Francesco Schittulli, e il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin.

Giorgio Arpino


Dopo l’apertura del convegno da parte di Sandra Dri, ci sarà un momento introduttivo a cura del presidente della Lilt Udine, Giorgio Arpino, con i saluti delle autorità. Quindi, Bepi Pucciarelli terrà una relazione con lo sguardo rivolto a un secolo fa dal titolo Storia dei primi atti della Lega dal 1925 al 1927 e oltre, mentre Gianpiero Fasola svilupperà il tema Storia ed evoluzione dell’oncologia udinese. Quindi si passerà alla Stato dell’arte e alle prospettive in oncologia con moderatori Pierpaolo Janes e Marco Signor. Parleranno Giuseppe Aprile, Massimo Robiony e Francesco Gongolo. Al termine dei loro interventi, seguirà l’analisi del tema Stato dell’arte e prospettive in chirurgia oncologica, con moderatori il citato Janes e Paola Ermacora. Il tutto sarà sviluppato dalle relazioni di Carla Cedolini, Giuseppe Vizzielli, Alessandro Crestani, Debora Berretti e Tino Ceschia. Dopo la discussione, le conclusioni saranno tratte proprio dal presidente nazionale Schittulli, il cui intervento chiuderà il convegno e le celebrazioni del Centenario.
«Alla fine di novembre 1925, il titolo originale era “Stato attuale degli studi e della lotta contro il cancro” ed è ancora attuale. Lo spirito determinato della ricerca scientifica è rimasto costante nel tempo», esordisce in una sua riflessione il responsabile scientifico della Lilt Udine Pier Paolo Janes. Il quale poi aggiunge: «Sebbene la lotta contro il cancro sia oggi meno tumultuosa ed empirica rispetto al passato, la dedizione verso il progresso continua a essere centrale. Ad esempio, per alcuni tumori come il carcinoma della cervice uterina, lo sviluppo dei vaccini ha condotto a una significativa riduzione dell’incidenza; il tumore al seno mostra un incremento nei tassi di guarigione e sopravvivenza, suggerendo la possibilità di cronicizzazione molto lunga. Analoghi risultati vengono riscontrati anche in altre neoplasie con percentuali più modeste, grazie ai continui avanzamenti nelle terapie mediche e chirurgiche derivanti dalla ricerca».
«È importante adottare – sottolinea a tal riguardo Janes – una nuova prospettiva rispetto al passato: la multidisciplinarietà risulta indispensabile per unire diverse competenze specialistiche e garantire una comunicazione chiara con il paziente, riducendo le contraddizioni e promuovendo cure più umane. Da ciò deriva anche una maggiore personalizzazione delle terapie. Il dibattito affronterà la storia centenaria della Lega contro i tumori, l’evoluzione dell’oncologia a Udine, le innovazioni nelle principali discipline chirurgiche e i progressi nei programmi di screening». «La Lilt – conclude Pierpaolo Janes – si pone l’obiettivo di abbreviare i tempi necessari al conseguimento della vittoria definitiva in questa lotta. Gli obiettivi includono: conoscere la storia centenaria della Lilt nella prevenzione e nella cura dei tumori, a fianco dell’Oncologia a Udine; evidenziare la rilevanza dell’approccio multidisciplinare e favorire una maggiore umanizzazione dell’assistenza sanitaria; presentare le metodologie più avanzate nelle principali branche della chirurgia oncologica; sottolineare il ruolo degli screening regionali nella prevenzione e diagnosi precoce. Il convegno chiarirà».

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In copertina, il presidente nazionale della Lilt Francesco Schittulli.

Udine, domenica bulldog francesi in passerella in Castello: oltre 70 iscritti al primo raduno friulano

La Casa della Contadinanza sul piazzale del Castello di Udine ospiterà domenica 9 novembre, dalle ore 10 alle 12, il primo raduno friulano di French bulldogs, un evento Dog friendly, che unisce divertimento, convivialità e beneficenza. Sarà allestito pure uno stand dell’Enpa di Udine (Ente nazionale protezione animali) all’interno del quale ci sarà a disposizione per tutti i proprietari di piccoli bulldog un nutrizionista per fornire consigli sull’alimentazione di questa specie, oltre ad un fotografo che fisserà gli indimenticabili attimi del meeting canino.
Gli organizzatori assicurano tanta allegria e divertimento e premiazioni a sorpresa. Non mancherà la possibilità di un gesto solidaristico a favore dei volontari dell’Enpa locale. Gli ospiti saranno accolti da un calice di Ribolla gialla spumante e, se lo vorranno, potranno trattenersi a pranzo nel ristorante castellano con prezzo comprensivo di elargizione benefica. Per quanto si chiami francese, questa razza canina ha origini inglesi. Fu, infatti portata in Francia dai merlettai di Nottingham durante la rivoluzione industriale. Qui, successivamente, i bulldog vennero incrociati con razze locali evolvendosi nel cane oggi molto diffuso con le caratteristiche orecchie erette e il muso corto. Mansueto e minuto, si rivela un vero cane da compagnia. Il raduno ha già superato le 70 adesioni.

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In copertina e all’interno ecco due bellissimi esemplari di bulldog francese.

Scatta l’ora della Maratonina numero 25: a Udine in arrivo oltre 1200 sportivi (molti dall’estero). Oggi “assaggio” a Città Fiera con Barone esploratore estremo e domani l’attesa Salita del Castello

L’intenso weekend della Maratonina Internazionale Città di Udine, che festeggia la 25ma edizione, è pronto a partire: a inaugurare il “cartellone” di appuntamenti nel segno dello sport e dell’aggregazione messo a punto dall’Associazione Maratonina Udinese, presieduta da Paolo Bordon, sarà – domani, 19 settembre, dalle 18.30 – la più giovane delle competizioni che scandiscono il programma della tre giorni, la Salita del Castello Autotorino, spettacolare sfida a cronometro, che richiede un alto livello tecnico e dunque una buona preparazione. Vi parteciperanno 30 donne e altrettanti uomini, che si confronteranno su un tracciato breve ma molto impegnativo, con partenza da piazzetta del Lionello e arrivo nel piazzale del Castello di Udine.
A introdurre il fine settimana della mezza udinese sarà però – oggi, 18 settembre, alle 18, nello Show Rondò del Città Fiera a Torreano di Martignacco – un incontro con l’esploratore estremo Lorenzo Barone, che racconterà le sue straordinarie “Avventure senza confini”.


Nel pomeriggio di sabato 20 settembre si rinnoveranno, poi, le consuete e sempre partecipatissime gare non competitive: si comincerà alle 16 con la Minirun Conad, prova ludico-motoria riservata ai più piccoli su un percorso di circa 1 km nel cuore di Udine; seguirà, alle 16.45 (sullo stesso itinerario), la simpaticissima corsa con il cane, le cui premiazioni sono in programma per le 17.15; subito dopo avverranno quelle della Minirun, sul palco di Piazza Libertà.
Domenica 21 settembre, infine, sarà il grande giorno della 25ma Maratonina Internazionale Città di Udine (oltre 1200, ad oggi, gli iscritti, con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente e con una forte partecipazione dall’estero), che partirà alle 9.30 da piazza I Maggio (l’arrivo è previsto in via Vittorio Veneto) e si svilupperà sullo stesso itinerario dello scorso anno, che sarà presidiato da forze dell’ordine e volontari: il percorso, che si sviluppa interamente sul territorio comunale di Udine, sarà riaperto al transito subito dopo il passaggio degli ultimi atleti. Le limitazioni alla circolazione scatteranno fin dalle ore 6.30. Alle 10.35, poi, sempre in piazza I Maggio è previsto lo start della tradizionale StraUdine – Città Fiera Mega Inter Sport, prova amatoriale sulla distanza dei 10 km, aperta a tutti e inserita, quest’anno, nel percorso Fiasp.
Le premiazioni della Maratonina inizieranno alle 11.45, sul palco di piazza Libertà: per volontà del presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Franco Iacop, nella ricorrenza del 25° saranno premiati con 2 targhe speciali anche l’atleta donna e l’atleta uomo friulani provenienti da più lontano. Nel corso della cerimonia sarà anche consegnato un riconoscimento speciale al maestro Giorgio Celiberti, che con la Maratonina ha un sodalizio di vecchia data: era stato infatti lui, all’inizio dell’avventura della mezza udinese, a ideare la medaglia per i vincitori, sulla quale era riprodotta l’immagine di una colomba, simbolo di pace associato agli importanti valori trasmessi universalmente dallo sport.

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In copertina e all’interno due immagini di Lorenzo Barone durante le sue imprese.

Il colle del Castello di Udine è opera dell’uomo: se ne parla oggi a Pozzuolo

(g.l.) Secondo una vecchia leggenda, il colle del Castello di Udine sarebbe stato fatto costruire da Attila, re degli Unni, per potersi godere meglio lo “spettacolo” dell’incendio della romana Aquileia. A parte questa “ricostruzione” che ai più potrebbe apparire fantasiosa – la terra per innalzare l’altura sarebbe stata messa assieme dagli stessi soldati del “flagellum Dei” utilizzando i propri elmetti! -, pare comunque assodato che il rilievo, peraltro la più consistente e significativo nella pianura del Medio Friuli, sia opera dell’uomo. Tant’è che se ne parlerà questo pomeriggio nella vicina Pozzuolo, nella Palazzina di piazza Julia, con inizio alle 20.30. Il professor Alessandro Fontana, del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, tratterà infatti il tema “Il colle del Castello di Udine la più grande collina artificiale della Preistoria europea”. L’incontro, che beneficia dell’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco, è organizzato da Aghe di Poç – Gruppo di ricerche storiche di Pozzuolo del Friuli con il sostegno della civica amministrazione. L’ingresso è libero e l’ambiente sarà climatizzato, viste le temperature di questi giorni.

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In copertina, il colle del Castello di Udine nella bella immagine della locandina.

“Angeli e Segrete”, il Festival Udine Castello riscopre il Friuli con dieci appuntamenti tra Cividale, Rosazzo, Artegna, Moruzzo, Palmanova e Grado

Si stagliano sulle torri, sui campanili e sulle guglie per segnalare la direzione del vento: sono gli angeli indicatori e il più noto in Friuli è quello dorato del Castello di Udine, simbolo della città. Altri con particolarità proprie si trovano sui campanili di Moruzzo, Artegna e Grado. Ci sono poi le segrete, nascondigli e carceri, luoghi carichi di fascino e mistero. Sempre al Castello di Udine si trovano le prigioni dei sotterranei, spazi da riscoprire che trovano eco in regione nei bastioni di Palmanova, nell’Ipogeo Celtico di Cividale e nei passaggi segreti dell’Abbazia di Rosazzo.

Luisa Sello

È nel binomio “Angeli e Segrete” che l’undicesima edizione del Festival Udine Castello, diretto dalla flautista di fama internazionale Luisa Sello e organizzato dagli Amici della Musica di Udine, mette a valore i patrimoni del Friuli Venezia Giulia con concerti esclusivi, conferenze, incontri e visite guidate con la partecipazione di esperti, in luoghi spesso inesplorati, inediti e di grande attrattiva e vocazione turistica. Collabora alla sua realizzazione il partner European Festival Association, con il contributo del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Fvg, della Fondazione Friuli, del Comune di Udine e dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, con il sostegno dei Comuni di Cividale, Palmanova, Moruzzo, Artegna e della Fondazione Abbazia di Rosazzo, grazie al supporto di diversi sponsor privati e in partnership con l’Associazione Accademia Musicale Naonis.

Accademia Arrigoni

Domenico Mason

Quartetto Koprea

Dal 5 al 26 maggio, per un totale di dieci appuntamenti, Udine, Cividale, Palmanova, Artegna, Moruzzo, Grado e Rosazzo diventano così teatro di eventi dove l’originalità delle proposte musicali, dalle orchestre agli ensemble, si coniugano con l’unicità di luoghi e simboli che fanno del Friuli una terra elettiva. «Questa nuova edizione del Festival Udine Castello propone concerti e visite tra icone angeliche e luoghi celati, comuni denominatori di spazi unici – commenta la direttrice artistica, Luisa Sello -, dove artisti di fama mondiale e talenti regionali si affiancheranno ad una serie di proposte inedite e multidisciplinari. Si potranno così vivere in prima persona esperienze uniche, attraverso percorsi tra storia, musica e arte, del tutto inconsueti ed altamente fascinosi».
Il Festival si inaugura domenica 5 maggio, alle ore 11, nel Salone del Parlamento in Castello a Udine con un concerto firmato Ert Fvg, ente che da molti anni è partner degli Amici della Musica nella realizzazione di eventi speciali. Sul palco, l’Orchestra d’archi Arrigoni diretta da Domenico Mason, con la partecipazione dell’eclettico pianista Andrea Bacchetti in veste solistica, in un programma che alterna capolavori di Mozart e Nino Rota, di cui quest’anno ricorrono i 45 anni dalla morte.
Domenica 12 maggio, alle ore 16, nella chiesa di San Pietro ai Volti di Cividale, preceduto da una visita all’Ipogeo Celtico, l’ensemble di flauti e microteatro Le Agane eseguirà un programma con musiche di Orologio, Mainerio, Ryerson e Telemann, alternato a letture sul tema “Agane e Benandanti”.
Giovedì 16 maggio, alle 17, nella Torre di Santa Maria a Udine, sarà la volta di un avvincente duello musicale, con votazione del pubblico, tra i giovani pianisti Emma Brumat e Paolo Zentilin, mentre venerdì 17 maggio, sempre alle 17, nell’Area Baluardo Garzoni e anticipato da una visita ai Bastioni, il Trio Tempestoso (Andraž Golob al clarinetto, Urban Megušar al violoncello e Sanja Mlinarič alla fisarmonica) eseguirà un concerto con musiche di Stravinsky, Haydn e Piazzolla. Concerto in replica il giorno seguente, sabato 18 maggio alle ore 20.30, nella Chiesa di San Martino ad Artegna, anticipato dalla visita al Castello.
Il famoso violoncellista Giovanni Gnocchi sarà l’ospite dell’appuntamento di domenica 19 maggio alle ore 11 a Casa Cavazzini di Udine, evento anticipato dalla visita alle carceri in Castello, cui seguirà il concerto dal titolo “Dalle corti alle carceri” con opere di Bach, Britten, Judith Weir e alcuni canti dei prigionieri afroamericani nelle carceri del sud degli Stati Uniti.

Giovanni Gnocchi

Emma Brumat

Trio Tempestoso

L’ultimo fine settimana di maggio prevede quattro concerti con grandi nomi: venerdì 24 alle ore 20 a Villa Perabò della Savia a Moruzzo (cui seguirà brindisi a cura della Pro Loco), il quartetto d’archi Dcmf Korea, rinomato ensemble coreano, eseguirà pagine di Brahms; sabato 25 alle ore 11 nella Torre di Santa Maria a Udine, il musicologo Danilo Prefumo terrà una conferenza con proiezioni sonore dal titolo “La musica in Friuli ai tempi della Serenissima”, mentre alle ore 20.30, nella Basilica di Sant’Eufemia di Grado, il direttore d’orchestra armeno/canadese Nurhan Arman dirigerà l’Orchestra Naonis Donatello in composizioni di Vivaldi e dei contemporanei friulani Carlo Corazza e Valter Sivilotti.
Infine, domenica 26 alle ore 16, all’Abbazia di Rosazzo, con una visita antecedente il concerto nel monastero, il Trio Haydn (due flauti e violoncello) chiuderà la rassegna con pagine di Haydn, Mozart, Sammartini e Purcell. I concerti sono ad ingresso libero, ad esclusione degli appuntamenti del 5 e del 19 maggio. I biglietti per il concerto del 5 maggio sono in vendita al sito ertfvg.vivaticket.it; per le visite, a numero chiuso, è necessaria la prenotazione (informacitta@cividale.net per Cividale del Friuli e didatticamusei@comune.udine.it per Udine).

Nurhan Arman

Paolo Zentilin

Info dettagliate su
www.amicimusica.ud.it

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In copertina, l’ensemble di flauti e microteatro “Le Agane” che si esibirà a Cividale.

Gran finale per Udin&Jazz Festival: stasera in Castello arriva Pat Metheny

(m.r.) Ultimi appuntamenti con Udin&Jazz Festival, organizzato da Euritmica, che finora ha proposto concerti quasi tutti sold-out. Oggi, alle 12, all’aperitivo jazz alla Ghiacciaia, si parlerà della storia del Pat Metheny Group con il giornalista Flaviano Bosco, mentre per Udin&Jazz talk&sound, alle 18.30 al Parco di Sant’Osvaldo, in collaborazione con Vicino/Lontano e la Comunità Nove/Coop. sociale Itaca, andrà in scena Doctor Delta “Zappa, idrogeno e stupidità” con Giorgio Casadei (oratore, chitarra e ukulele) e Alice Miali (voce, chitarra, banjolele, banjo, stylophone, kazoo). Un tributo a Frank Zappa tra parole e musica: partendo dal ragionamento sull’opera di Frank Zappa, ci si ritroverà immersi in un concerto.
A chiudere la 33ma edizione di Udin&Jazz Festival, alle 21.30 nel Piazzale del Castello di Udine, Pat Metheny con “Side-Eye”. Il chitarrista il cui stile esecutivo è diventato un vero e proprio marchio di fabbrica, colui che è riuscito a rendere popolare un genere come la fusion, che non spesso arriva al grande pubblico, finalmente torna in Friuli Venezia Giulia e a Udin&Jazz! Metheny ha al suo attivo ben 50 album che hanno conquistato 20 Grammy Award in 12 diverse categorie. La sua è una creatività in continua evoluzione e in questo progetto porta con sé Chris Fishman, alla chitarra e Joe Dyson al pianoforte, due giovani musicisti con i quali ha lavorato nella rivisitazione dei suoi pezzi storici quali “Bright Size Life”, “Better Days Ahead” e “Timeline”, completamente reinventati.

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In copertina, il chitarrista Pat Metheny Group atteso questa sera a Udine.

“Mitiche in Castello”, domani a Udine in passerella trenta preziose auto d’epoca

Si rinnova domani, 10 giugno, sul piazzale del Castello di Udine uno tra i più rinomati raduni di prestigiose vetture d’epoca del Nordest, “Mitiche in Castello”. L’appuntamento con l’automobilismo di gran classe promosso dal Club friulano veicoli d’epoca, presieduto da Italo Zompicchiatti, ripropone infatti per l’edizione 2023 un parterre di auto di assoluto rilievo. Il centro del capoluogo friulano farà così da cornice alla passerella di una trentina di vetture di alto pregio collezionistico, frutto di quell’intreccio tra estetica e perizia tecnica espresso dal motorismo internazionale nel secolo scorso. Si potranno così ammirare esemplari di Bugatti, Mg, Jaguar, Maserati, Cadillac, Lancia, Ford e Alfa Romeo risalenti a un arco di tempo che va dal 1922 al 1977. Il modello più giovane ha soltanto… 46 anni.
Auto originali, perfettamente conservate, appartenenti a collezioni private per lo più dei soci del Cfve saranno pertanto protagoniste del raduno, meglio dire passerella di eleganza, che prenderà il via alle 9.30 da piazza I Maggio per poi salire al piazzale del Castello dove ci sarà fino alle 12 una prima mostra statica. Da qui il corteo di “vecchie signore” si dirigerà verso Moimacco dove raggiungerà la suggestiva villa seicentesca de Claricini a Bottenicco. Qui gli equipaggi visiteranno la dimora storica e l’annessa cantina. Dopo il pranzo, la ripartenza per Udine prevede il passaggio da Togliano, Campeggio, Faedis e Povoletto. Giunto in città, il raduno si concluderà con una seconda mostra statica in piazza Libertà così da animare lo shopping del sabato pomeriggio, con le auto storiche ammirate da passanti e turisti.

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In copertina e qui sopra alcune vetture storiche in una passata edizione del raduno.

 

 

I Codutti antica famiglia del Friuli stasera saranno raccontati in un libro a Moruzzo

(g.l.) Codutti? Certamente è uno dei cognomi storici più noti e diffusi sotto il Castello di Udine, simbolo della Piccola Patria. E a questa casata uno scrittore che si chiama proprio così ha voluto dedicare un libro, tanto che è nato “I Codutti antica famiglia del Friuli – La storia di una stirpe le cui origini si perdono nel Medio Evo e giungono fino ad oggi”, pubblicato dalla casa editrice L’Orto della Cultura di Pasian di Prato.
Il volume di Stefano Codutti sarà presentato proprio oggi, 17 febbraio, alle 20.30, nella sala consiliare del Municipio di Moruzzo. Interverranno Renzo Driussi, assessore comunale alla cultura; Maura Pontoni, referente editoriale; Mariangela Toppazzini, ex docente di lettere, nonché storica del Friuli Collinare e già presidente dell’Università della Libera Età di Moruzzo; Walter Tomada, giornalista, scrittore, storico e professore di lettere.
“Questa è la storia di un’antica famiglia friulana- scrive proprio la professoressa Toppazzini – raccontata con impegno e passione da uno dei suoi figli. L’autore non racconta solo dei Codutti, ma partecipa attraverso i suoi antenati alla storia di una comunità più ampia radicata in Friuli negli ultimi otto secoli evidenziando squarci di un Friuli non da tutti conosciuto, come il passaggio di Dante e Leonardo da Vinci per il Friuli e quando a Udine viene istituita l’antica fiera di San Canciano. Così attraverso una piacevole narrazione di storie non solo private induce il lettore ad approfondire una storia di più ampio raggio”.
L’incontro, patrocinato dal Comune di Moruzzo, beneficia della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

La “Fiêste de Patrie” ridotta a Udine. Poi a Friuli Doc tutte le celebrazioni ufficiali

Quest’anno la “Fiêste de Patrie dal Friûl”, giunta alla sua 44a edizione, si sarebbe dovuta tenere a Udine con numerose iniziative culturali. Ma l’emergenza pandemica, per il secondo anno consecutivo, ha imposto un rinvio delle iniziative in programma a settembre, in occasione di Friuli Doc. Il Comune di Udine e l’Arlef hanno tuttavia convenuto sull’importanza di organizzare un incontro breve, ma simbolico, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin; dell’assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli, di Markus Maurmair, presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana; oltre che del sindaco di Udine, Pietro Fontanini; e del presidente dell’Agenzia Regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino.

Eros Cisilino, presidente Arlef.


Le autorità si sono incontrate prima sul piazzale del Castello di Udine, dove hanno assistito all’alzabandiera sulla specola, poi si sono spostate al salone del Parlamento, «uno dei primi d’Europa, quello del Friuli, anche se questi aspetti della storia locale restanto sconosciuti a troppi friulani, non venendo insegnati a scuola – ha detto Cisilino -. Ciò su cui vorrei porre l’accento è il grande senso di identità del popolo friulano. Un sentimento che quest’anno abbiamo cercato di raccontare con un video che ha già superato un milione e 200 mila visualizzazioni. Voglio però ricordare il valore fondamentale della trasmissione intergenerazionale, perché “dipende da noi”, come abbiamo detto in una campagna di qualche tempo fa. Oltre alle istituzioni sta a noi, singoli friulani, impegnarci, ogni giorno, a far crescere e vivere la nostra lingua. Per fare questo, dobbiamo insegnarla ai nostri figli. Sono i bambini e i ragazzi il nostro futuro. È a loro che dobbiamo guardare».

La bandiera del Friuli.


Quella di ieri è stata «una cerimonia molto contenuta», come sottolineato da Fontanini. Il sindaco ha ricordato l’importanza di celebrare la giornata del 3 aprile, che nel 1077 decretò la nascita dello Stato Patriarcale friulano, l’istituzione che riunì fino al 1420 il Friuli e molti altri territori in un unico organismo statuale, che per l’epoca raggiunse forme di organizzazione civile molto avanzate. «Per noi friulani questa data è significativa – ha precisato -. Rappresenta l’inizio di una storia e l’identità di un popolo, che ha mantenuto, per tanti secoli, i tratti distintivi della sua identità che sono in primis la lingua friulana – che è ancora, parlata, tutelata, insegnata e, io dico, anche amata – e poi la storia».
Un sentimento identitario che supera anche i confini del Friuli e che si ritrova anche nei Comuni, come Sappada, che hanno chiesto di entrare a far parte della Regione Fvg, come ricordato da Maurmair. Il presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana ha fatto sapere che «con Arlef stiamo lavorando affinché tutte le risorse che la Regione mette a disposizione della nostra Comunità vengano utilizzate per far crescere sempre più la coesione economica e sociale dei friulani».
Anche Zanin ha ricordato che «questa lingua va tutelata, essa ci unisce dentro il Friuli, ma anche in giro per il mondo perché è veicolo di identità, di valori e di sentirsi una cosa sola. Non c’è Friuli senza friulano». Ricordando la complessa fase che stiamo attraversando, l’assessore Zilli ha poi concluso invitando tutta la popolazione «a superare assieme questo difficile momento sotto questa bandiera che è fatta di solidarietà, lavoro e impegno. Ed è con questo spirito che dobbiamo dare insegnamento ai nostri ragazzi continuando a parlare friulano e, come istituzioni pubbliche, sostenendone la sua divulgazione e la sua conoscenza, a partire dalle scuole».

Le autorità intervenute in Castello.

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In copertina, un momento della semplice cerimonia presenti Zanin, Zilli e Fontanini.