Nimis e Lannach “gemelli” per almeno altri 35 anni! Che bella festa alle Pianelle per rinnovare i legami di amicizia. Arrivederci in ottobre nel paese stiriano

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Ci troviamo qui riuniti per celebrare una ricorrenza che possiamo definire storica per le nostre due comunità: trentacinque anni fa, il 10 di settembre, veniva siglato il gemellaggio tra i nostri due Comuni ed oggi siamo perciò a festeggiare assieme, con gioia e commozione, questo importante traguardo. Nel corso di questi anni i legami fra i nostri due Comuni si sono stretti attorno ai principi di libertà, fraternità, democrazia, pace e cooperazione. Credo di poter affermare che le due comunità hanno saputo dare piena e concreta attuazione a questi nobilissimi principi, coinvolgendo nell’esperienza del gemellaggio tante associazioni, tante famiglie e tantissimi cittadini, raggiungendo obiettivi importantissimi (penso all’ottenimento del Diploma europeo e della Bandiera europea)». Sono le parole con cui il commissario straordinario Giuseppe Mareschi ha esordito nel suo indirizzo di saluto alla comunità di Lannach giunta a Nimis, con il borgomastro Josef Niggas, per celebrare il 35° anniversario del gemellaggio sottoscritto ufficialmente nell’ormai lontano 1989, in occasione dei tradizionali festeggiamenti settembrini, nel ricordo di Rodolfo Zilli, lo scultore partito bambino da Nimis con la sua famiglia e che aveva proprio nel Castello di Lannach lo studio-laboratorio.

«Sono persone che grazie anche al gemellaggio – ha ripreso il dottor Mareschi – hanno potuto maturare una vera coscienza europea. Il percorso di unificazione europea deve certamente ancora compiersi e molto resta da fare in termini politici, economici e sociali, ma esperienze come la nostra dimostrano che non c’è un’altra via per garantire ai nostri popoli ed al mondo intero un futuro di serenità e di prosperità. Non dimentichiamo, infatti, che l’Unione Europea ha consentito ai nostri popoli di vivere il più lungo periodo di pace dai tempi di Ottaviano Augusto. Posso dire che le due comunità credono fortemente in questo progetto e si impegnano perché lo stesso continui a crescere. Le amicizie che si sono formate, le esperienze che sono state vissute, le storie che sono state scritte in questi trentacinque anni testimoniano più di qualunque discorso ed oltre ogni commemorazione che la scelta di percorrere la strada del gemellaggio era e rimane corretta. La consapevolezza di aver saputo e voluto dare un piccolo ma prezioso contributo per la realizzazione di quell’ideale europeo, per il quale si impegnarono personalità illustri del nostro continente, è motivo di orgoglio da un lato e di responsabilità dall’altro». E ha aggiunto: «Ringrazio pertanto tutti coloro che si sono finora impegnati perché il nostro gemellaggio viva e dia frutti, e penso ai sindaci – Germana Comelli, chi scrive, Renato Picogna, Danilo Gervasi, Walter Tosolini, Gloria Bressani e Giorgio Bertolla, ndr – ed agli amministratori che si sono succeduti, alle tante associazioni ed alle tantissime famiglie che negli anni sono state coinvolte. Un grazie e un affettuoso saluto al professor Rodolfo Zilli per il suo generoso e indefesso impegno a favore del gemellaggio, al borgomastro Max Röck e al sindaco Walter Tosolini. Sono certo che l’affetto che ci lega e che il gemellaggio suggella, testimoniato proprio da questa grande e spontanea partecipazione che da ormai trentacinque anni caratterizza gli incontri fra le nostre due comunità, ci aiuterà a scrivere negli anni a venire nuove bellissime pagine della nostra storia insieme. Viva il gemellaggio, viva l’Europa Unita e viva Lannach!». Il commissario ha quindi concluso: «Abbiamo pensato a un ricordo per questa giornata, ma l’artista cui abbiamo commissionato l’opera la sta ultimando. La porteremo a Lannach il prossimo mese. Però un omaggio al sindaco: Nimis è Citta del vino. Ogni anno organizziamo un evento “Diamo un taglio alla sete”. Una grande iniziativa di amicizia e solidarietà da tutto il mondo che, attraverso l’acquisto di vino, finanzia e realizza pozzi di acqua dolce in Africa. Ma che vino! È un vino solidale, ottenuto da più uve donate da enologi di tutta Italia. Buonissimo. Ed è proprio lo spirito del nostro gemellaggio: unire mondi e persone diverse per realizzare, con generosità, un armonico insieme. E infine grazie alla Pro Loco di Nimis per quello che hanno preparato per noi».

Applauditissime le parole di Giuseppe Mareschi – incaricato di amministrare il Comune di Nimis fino alle elezioni amministrative della prossima primavera – anche da parte della rappresentanza di Lannach che ne ha appreso il significato grazie alla simultanea traduzione di Angelika Pfister, la direttrice della Biblioteca civica. Cosa che ha fatto anche con il successivo saluto del borgomastro Niggas, il quale ha sottolineato quanto la cittadina stiriana tenga a questo rapporto di amicizia con Nimis e si impegni per mantenerlo sempre vivo e conservarlo nel tempo. Almeno per i prossimi 35 anni, ha aggiunto qualcuno con una battuta che però non si discosta certamente dalla realtà, perché significa “per sempre”. Niggas ha, pertanto, dato appuntamento agli amici friulani il 6 ottobre a Lannach quando, in occasione della festa paesana – come appunto la “Sagre des Campanelis” a Nimis – saranno rinnovati i patti del gemellaggio sottoscritti qui su una bella pergamena, portata dalla stessa delegazione austriaca, dal commissario comunale e dal Bürgermeister.
La breve ma simpatica e significativa cerimonia sotto il pronao del Santuario delle Pianelle – conclusa da un apprezzatissimo pranzo predisposto proprio dalla Pro Nimis guidata da Mario Srebotuyak – aveva fatto seguito alla Messa solenne per la ricorrenza della Natività della Madonna celebrata da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato l’importanza del vincolo di amicizia che ormai da tanti anni lega i due paesi, donando infine un ricordo al sindaco Niggas: quel Cristo morto e risorto, presente in tutte le case della Parrocchia, che testimonia il trionfo della vita e quindi del bene sul male, quale sprone a credere in un futuro di pace e di fratellanza fra i popoli. Valori che sono insiti nello stesso gemellaggio e che saranno ribaditi nel prossimo mese, appunto, a Lannach. Ricordando ancora una volta quel grande friulano, Rodolfo Zilli, nel cui nome le due comunità si sono incontrate e sono diventate saldamente amiche.

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In copertina, il borgomastro di Lannach e il commissario di Nimis firmano la pergamena con cui si rinsalda il gemellaggio sottoscritto 35 anni fa; all’interno, la Messa celebrata da monsignor De Tina, i discorsi dei sindaci e cittadini dei due paesi che hanno partecipato alla bella cerimonia sotto il portico del Santuario.

Nimis da 35 anni “gemello” con Lannach: oggi grande festa con gli amici stiriani tra il suono delle tradizionali campanelle

di Giuseppe Longo

Era l’ormai lontano 1989, proprio nei giorni dei tradizionali festeggiamenti settembrini, che a Nimis si sottoscrivevano ufficialmente i protocolli del gemellaggio con Lannach, la cittadina stiriana che sorge a pochi chilometri da Graz – la stessa distanza di Nimis con Udine – unita in un importante vincolo di amicizia nel nome e nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli, il quale, partito giovanissimo con la famiglia per l’Austria, vi si stabilì definitivamente senza peraltro rinunciare mai alla cittadinanza italiana, tanto che, assieme alla moglie Stefania Pecchio von Weitenfeld, non mancava mai di scendere a Nimis per ogni consultazione elettorale. Nel bellissimo Castello di Lannach, l’artista aveva infatti il proprio studio-laboratorio, dal quale sono uscite tutte le sue opere tra cui il busto bronzeo del cardinale Ildebrando Antoniutti, del quale era molto amico, che si trova nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio a lato della tomba del porporato, e il suo autoritratto, posto dinanzi alle scuole elementari e medie.


Oggi sul Prato delle Pianelle – in occasione della festa della Natività della Madonna, attorno alla quale ruota la plurisecolare “Sagre des Campanelis” – è attesa pertanto una rappresentanza della comunità stiriana guidata dal borgomastro Josef Niggas per celebrare appunto i 35 anni del gemellaggio. Il commissario straordinario del Comune di Nimis, Giuseppe Mareschi, ha infatti indetto per stamane, con la collaborazione della Pro Loco, una bella cerimonia che, preceduta dalla Messa solenne delle 11 in Santuario, si terrà nel tendone della sagra e sarà coronata dal pranzo con gli amici austriaci.
In quel settembre del 1989 gli atti del gemellaggio – ufficiale, perché regolarmente autorizzato dal Ministero competente – furono sottoscritti dall’allora sindaco di Nimis Germana Comelli e dal viceborgomastro di Lannach Helmut Kormann essendo impossibilitato a intervenire il titolare del Comune stiriano, Josef Mayer. L’anno successivo, analoga, festosa cerimonia si tenne nel citato Castello di Lannach. Nel frattempo, però, le guide dei due Comuni erano cambiate, tanto che nella cittadina stiriana era stato eletto Maximilian  Röck, morto purtroppo un anno fa, mentre a Nimis si era onorato proprio chi scrive di assumere la responsabilità della nuova amministrazione civica. Auspice appassionato dell’intesa fra i due Comuni Rodolfo Zilli, pure lui scomparso ormai da molti anni, per sottolineare il legame tracciato dal padre artista tra il paese d’origine e quello ospitante. Un legame nello spirito di amicizia e collaborazione che anima la stessa Unione Europea e che lo scultore Zilli aveva anticipato anche in alcune delle sue opere. Quelle due cerimonie di gemellaggio – appunto del 1989 e del 1990 – segnarono la nascita di una bellissima amicizia che in tutti questi anni non è mai venuta meno, ma trova sempre occasioni per rinsaldarsi soprattutto in occasione degli annuali festeggiamenti, in settembre e in ottobre, delle due comunità. E già da ieri sul Prato delle Pianelle c’è uno stand con i prodotti tipici di Lannach e della Stiria, come ad anticipare la bella festa che contrassegnerà la giornata odierna al suono delle tradizionali campanelle di terracotta, simbolo della storica sagra. Bentornati Amici di Lannach!

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In copertina, un momento della cerimonia ufficiale del gemellaggio nel 1989; all’interno, tanti gli amici di Lannach intervenuti: in primo piano il dottor Rodolfo Zilli con l’anziana madre Stefania Pecchio.

L’addio di Nimis a Luciano Degano esemplare nel gemellaggio con Lannach per la lunga amicizia con i coniugi Röck

di Giuseppe Longo

NIMIS – Proprio un anno fa, era l’antivigilia di Ferragosto, se n’era andato il grande amico d’Oltralpe. E ora ha chiuso lui la sua laboriosa giornata. Ieri, in un pomeriggio che minacciava un tremendo temporale che però si è fortunatamente allontanato, nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, la comunità di Nimis ha dato l’estremo saluto a Luciano Degano, spentosi a 85 anni in seguito all’aggravarsi della malattia che lo aveva colpito tempo addietro. In tanti, sfidando la calura, anche dalla vicina Tarcento – la cittadina in cui era nato -, hanno voluto stringersi accanto alla moglie Luisa Baccini e alla figlia Antonella per consolarle nel loro grande dolore.


Appena saputo della dipartita di Luciano ho subito associato la sua figura al gemellaggio di Nimis con Lannach, la cittadina stiriana alle porte di Graz che 35 anni fa strinse un rapporto di duratura amicizia con il paese friulano nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli che nella regione austriaca era emigrato da ragazzino con il padre scalpellino. E proprio nel Castello di Lannach aveva il suo laboratorio dove ha realizzato la maggior parte delle sue opere, a cominciare dal busto bronzeo del cardinale Ildebrando Antoniutti esposto nella stessa Chiesa matrice a lato della tomba del porporato scomparso mezzo secolo fa. Se c’è, infatti, una famiglia che è stata esemplare nel rapporto con i “gemelli” stiriani questa è proprio quella dei Degano. I quali ospitarono da subito, nella magnifica casa a due passi dalla Pieve – proprio per questo, come è tradizione, il funerale è stato celebrato al suo interno e non in Duomo -, Maximilian Röck e la moglie Erna. Quando il gemellaggio fu sottoscritto nel 1989 a Nimis, dall’allora sindaco Germana Comelli, Röck non era ancora borgomastro, ma lo era diventano l’anno successivo quando, in estate, la firma venne ripetuta proprio nel cortile del Castello di Lannach durante una bellissima cerimonia nella quale ebbi l’onore di guidare la civica amministrazione friulana. Nel frattempo, infatti, si erano tenute le elezioni in entrambi i Comuni.

Luciano Degano

Maximilian Röck

L’amicizia con Luciano e Luisa divenne subito così forte e sentita che durò nei decenni successivi, con frequenti visite reciproche a Lannach e a Nimis, oltre alle tante telefonate, non solo in occasione delle feste comandate. Un’amicizia che è rimasta tale anche quando Max restò solo, una decina di anni fa, a causa di un gravissimo incidente della strada accaduto sotto i suoi occhi a due passi da casa che gli strappò prematuramente la moglie dalla sua vita. E così è stato fino all’anno scorso quando, appunto, l’ex sindaco di Lannach – come è noto, da molti anni borgomastro è Josef Niggas – si è spento, malato, a 89 anni. E ai funerali celebrati a Graz aveva partecipato anche la famiglia Degano, come aveva fatto dieci anni prima per l’ultimo saluto alla cara Erna, una coppia che molti a Nimis ricordano con grande simpatia.
La morte dell’ex sindaco Maximilian Röck aveva quindi messo il suggello alla ultratrentennale amicizia fra le due famiglie. E come non ricordarla adesso, proprio con la scomparsa di Luciano Degano. Il lamentoso suono delle campane con cui era stato annunciato il funerale aveva lasciato posto, alla fine del rito, al gioioso scampanìo che si diffondeva dalla millenaria torre. Perché per il credente, come ha sottolineato monsignor Rizieri De Tina durante la predica, la morte di una persona è la festa della vita che si trasforma e s’incammina in un’altra dimensione, lasciando fra i propri cari un ricordo che non muore mai e che, tramandandosi, fa in modo che quella persona amata sia «immortale». E con quello di Luciano vivrà anche il ricordo di Max ed Erna e della loro bella amicizia nata proprio grazie al gemellaggio con Lannach.

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In copertina, l’uscita del feretro dalla Pieve; all’interno, l’addio sul sagrato ai piedi del campanile e la benedizione della salma.

Il “Giro d’Italia” tra le note della Stiria: che giornata a Villanova delle Grotte!

Resterà di certo nella “storia” di Villanova delle Grotte la giornata di venerdì quando, per la prima volta, è transitato nella piccola frazione di Lusevera il “Giro d’Italia”, nell’ambito della eccezionale tappa Marano Lagunare-Castelmonte, prima di puntare verso la Slovenia. Un avvenimento di sicuro impatto mediatico per l’Alta Val Torre, sempre più conosciuta e apprezzata da chi ama il turismo sulla “porta di casa”, anche se non mancano mai anche coloro che arrivano da lontano. La “carovana rosa” è passata, infatti, dinanzi al Terminal Grotte che segna l’ingresso nelle stupende cavità carsiche del monte Bernadia, dove si entra anche per incamminarsi nel nuovo percorso turistico inaugurato pochi giorni fa, proprio in vista dell’arrivo del Giro.

Josef Niggas, borgomastro di Lannach.


A festeggiare i “girini”, ma anche il folto pubblico che li applaudiva lungo le strade, la Banda musicale di Lannach, la cittadina stiriana gemellata da oltre trent’anni con la vicina Nimis – nel cui territorio, ricordiamo, si apre il famoso Abisso di Vigant – nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli, le cui opere nascevano proprio nel Castello di Lannach. La Musikkapelle era accompagnata dal borgomastro Josef Niggas che ha molto gradito l’invito giuntogli tramite Carla Lesa capogruppo di maggioranza in consiglio comunale – la quale vanta una lunga amicizia con Lannach, dai tempi cioè in cui guidava la Pro Nimis -, complimentandosi per la perfetta organizzazione con il sindaco Luca Paoloni e il vice Mauro Pinosa, che è anche lo storico presidente del Gruppo esploratori e lavoratori Grotte di Villanova. E così, proprio tra le caratteristiche e suggestive note della storica formazione musicale della Stiria (Lannach è a pochi chilometri da Graz, città capoluogo), è sceso il sipario su una giornata memorabile, da segnare appunto nell’album dei ricordi dell’Alta Val Torre.

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In copertina e qui sopra la Musikkapelle Lannach durante la sua esibizione a Villanova al Terminal Grotte.

Il “Giro d’Italia” a Villanova delle Grotte tra le note della Banda di Lannach

Atmosfere stiriane questo pomeriggio, a Villanova delle Grotte, per lo storico passaggio del “Giro d’Italia”, nell’ambito della bellissima tappa Marano Lagunare-Castelmonte. Sarà infatti ospite della piccola frazione di Lusevera, sul monte Bernadia, la Banda musicale di Lannach che intratterrà il pubblico, desideroso di applaudire i “girini” in arrivo da Tarcento, a partire dalle 14, in quanto la “carovana rosa” è previsto transiti alle 14.22. La cittadina stiriana è infatti gemellata da oltre trent’anni con la vicina Nimis – nel cui territorio si apre il famoso Abisso di Vigant – nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli, le cui opere nascevano proprio nel Castello di Lannach. La Musikkapelle Lannach sarà accompagnata anche dal borgomastro Josef Niggas.
Ricordiamo che la strada regionale 646 che sale da Tarcento, è già stata chiusa al traffico, mentre le strade Nimis – Ramandolo – Chialminis -Villanova delle Grotte; Sedilis – monte Bernadia – Villanova; Nimis – Debellis – Monteaperta – Bivio Priesaka saranno invece sempre transitabili.

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In copertina e qui sopra due immagini della Banda musicale di Lannach ospite di Villanova delle Grotte.