Confcooperative Pordenone da 70 anni: grande forza per reagire alla pandemia

(g.l.) «Confcooperative Pordenone rappresenta oggi quasi l’80% delle cooperative presenti nella provincia: 136 cooperative e 2 banche di credito cooperativo, 440 milioni di euro il valore della produzione e più di 7 miliardi la raccolta globale sommata agli impieghi delle banche di credito cooperativo; più di 60 mila i soci e oltre 7 mila gli occupati. Sono numeri importanti, riteniamo, in tempi di crisi, soprattutto perché riflettono una sostanziale tenuta del sistema. Un patrimonio di imprese presenti in tutti i settori dell’economia. Infatti, la cooperazione pordenonese si caratterizza per essere “trasversale” a tutti i settori, in quanto abbraccia il credito, l’agricoltura, il sociale, la distribuzione, la produzione, i servizi, l’edilizia, il sanitario. Confcooperative Pordenone è il luogo ideale dove queste cooperative possono incontrarsi, ascoltarsi e fare sintesi, creare spazi di comunicazione per costruire risposte adeguate a scenari in continua evoluzione. Le quattro principali attenzioni su cui stiamo puntando in occasione del 70mo di fondazione della nostra realtà sono un occhio alla storia ed alle nostre radici; e poi il ruolo delle donne cooperatrici; lo spazio per i giovani cooperatori; e infine, ma centrale, la cooperazione come fattore di sviluppo nella comunità». È, questo, il passo centrale della relazione celebrativa – “Facciamo impresa nella comunità dal 1951” è il suo titolo – tenuta ieri dal presidente Luigi Piccoli per ricordare i 70 anni di Confcooperative Pordenone che, erede della cooperazione di fine Ottocento e inizio Novecento, sorse nel 1951. Il convegno “La Cooperazione a Pordenone. I 70 anni di Confcooperative”, in Fiera, ha così permesso di fare un quadro non solo della storia ma anche della situazione attuale del mondo cooperativo provinciale, alle prese con la sfida del Covid-19 e con le dinamiche del mercato senza dimenticare mai i suoi fini sociali.

I presidenti Gardini e Piccoli.

«In questa terra ci sono distretti con una densità cooperativistica tra le più alte d’Italia – ha fatto eco a Piccoli il presidente di Confcooperative nazionale, Maurizio Gardini, ospite della importante giornata -: cooperative che in questi 70 anni hanno vissuto il periodo della ricostruzione e dello sviluppo, dalla povertà del dopoguerra a comunità orientate al futuro. La pandemia ha portato fratture sociali ma anche nuove sfide e opportunità, come per esempio i fondi del Pnnr, oltre a bisogni della società civile che anche qui a Pordenone troveranno risposta grazie alle cooperative».
«La Destra Tagliamento – ha osservato, dal canto suo, l’assessore regionale Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier – come dimostrano i dati, si manifesta ancora come un’entità territoriale dinamica e in controtendenza, in senso positivo, rispetto agli effetti del momento indotti anche dalla pandemia. È una realtà che se ha risentito della situazione causata dall’emergenza sanitaria, ha saputo ripartire subito adeguandosi alle mutate necessità della società e alle richieste e attese dei mercati, traguardando in prospettiva. Questo, com’è tradizione per il mondo della cooperazione e com’è tradizione del tessuto economico produttivo, che alla pari della cooperazione nel Pordenonese ha una tradizione ultrasecolare». «Il modello cooperativistico – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – tiene anche nel terzo millennio e resiste agli effetti della pandemia, anche se in alcune realtà del Friuli Venezia Giulia deve scontare le difficoltà nel poter individuare figure disponibili per la governance del movimento: una criticità alla quale riescono a sopperire tecnici e professionisti capaci. È a loro che si deve il successo di un modello nato dalla solidarietà e cresciuto adattandosi alle esigenze della società e delle realtà locali, nel quale la Regione continua a credere e al quale non manca di continuare ad assicurare l’appoggio necessario. L’elemento inconfutabile – ha concluso Zannier – capace di far emergere il Pordenonese tra le diverse realtà del Nord Est, è la capacità fare rete e sistema, mentre sul territorio altre aree si presentano disgregate forse perché gli stessi strumenti legislativi non più attuali rendono difficili i compiti di vigilanza e governo della situazione».

La tavola rotonda.

I lavori – davanti a una platea con diversi consiglieri regionali, sindaci, amministratori e presidenti di cooperative – si erano aperti con la premiazione dell’unica cooperativa ancora attiva tra quelle fondatrici del 1951 – la Latteria di Palse con il presidente Giuseppe Zanetti – e una di quelle di più recente costituzione – la cooperativa di comunità Insieme di Meduno sorta da poche settimane, con la socia Anna Iogna che ha portato i saluti della vicepresidente Patrizia Marescutti -, oltre al neocostituito Gruppo giovani di Confcooperative Pordenone con il referente Luca Luison della cooperativa Il Piccolo Principe. Sul palco anche i sindaci dei due Comuni delle Cooperative della provincia pordenonese, Lavinia Clarotto (Casarsa della Delizia) e Michele Leon (San Giorgio della Richinvelda), realtà dal grande Dna cooperativo visto il numero di imprese presenti. Saluti istituzionali sono stati portati dal vescovo di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini, da Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg e portavoce regionale di Alleanza Cooperative Italiane, e dal consigliere del Comune di Pordenone, Massimo Drigo, che ha consegnato una targa commemorativa a Confcooperative.

I sindaci Leon e Clarotto.

La targa comunale di Drigo.

Premio a Luison.

Lo studio “La cooperazione pordenonese alla prova della pandemia: un dinamismo in trasformazione”, realizzato dal professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, ha quindi evidenziato come in generale la cooperazione pordenonese (che vale il 10% della forza occupazionale provinciale) guardi al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla vicina Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete dopo le sfide del Covid-19. «Il 71% delle associate di Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani di meno di 30 anni tra gli addetti, il 41% con lavoratori di origine straniera e il 60% ha donne in ruoli di responsabilità. In totale – ha spiegato il luminare – la cooperazione pesa per il 10% dell’intero panorama occupazionale in provincia di Pordenone. Livelli occupazionali che durante la pandemia sono rimasti stabili nel 65% delle cooperative, con un 23% che ha pure aumentato gli addetti. Per il secondo semestre 2021 ci si aspetta una crescita sul mercato interno per il 36,3% mentre chi esporta sta vivendo con preoccupazioni le tensioni internazionali. In generale, la cooperazione pordenonese guarda al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete. Mediamente ogni mese le cooperative intessono relazioni con oltre 3.600 famiglie, 110 associazioni di volontariato e 75 associazioni di categoria con cui costruiscono progettualità e interventi. Sotto il profilo economico sono in filiera con oltre 5.800 imprese e 1.600 fornitori. In altri termini, sviluppano un “PIL sociale” che non è conteggiato nelle stime dell’economia reale, ma senza il quale l’intera società (e di conseguenza l’economia) ne risentirebbe fortemente».

Premiati Palse e Meduno.


A seguire la tavola rotonda sul tema “La cooperazione fattore di sviluppo nella comunità”, moderata dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo, Omar Monestier, ha visto, oltre al citato assessore regionale Zannier, il vicepresidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti, il consigliere del Consorzio tutela Doc Prosecco e presidente di Confcooperative Belluno Treviso, Valerio Cescon, assieme agli stessi Piccoli e Marini, ragionare su stato di fatto e obiettivi futuri della cooperazione. Conclusioni, quindi, affidate al presidente nazionale Gardini.

Due settori della sala in Fiera.

Programma della giornata celebrativa a cura degli uffici di Confcooperative Pordenone guidati dal direttore Marco Bagnariol con il supporto della cooperativa Nuove Tecniche.
L’evento ha beneficiato del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e dei Comuni delle Cooperative Città di Casarsa della Delizia e Comune di San Giorgio della Richinvelda. Le iniziative sono state sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, Carac, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

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In copertina, l’intervento del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.

(Servizio fotografico di Setefano Covre Nuove Tecniche)

 

Coop Casarsa col Banco Alimentare per dare una mano alle famiglie bisognose

Sempre più famiglie in difficoltà, anche a causa della situazione economica determinata dall’emergenza Covid-19, chiedono aiuto: i soci Coop Casarsa, supportati dalla stessa cooperativa, hanno prontamente risposto, donando ancora una volta i proventi della raccolta punti, per un totale di 2 mila euro, all’iniziativa solidale a favore del Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia. Inoltre, come ogni anno, sono stati messi a disposizione da parte di Coop Casarsa gli spazi dei propri punti vendita per i volontari del Banco che oggi, 27 novembre, proporranno la raccolta di cibo per i più bisognosi durante la Giornata nazionale della colletta alimentare (nei punti vendita di Casarsa della Delizia, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini, Azzano Decimo, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo). La raccolta si svolgerà anche in maniera virtuale tramite delle gift-card la settimana successiva.
«La donazione dei soci Coop Casarsa – ha spiegato il presidente del Banco regionale, Paolo Olivo – è preziosa per l’acquisto di parte degli scatoloni necessari per la prossima Giornata nazionale della colletta alimentare. L’acquisto degli scatoloni è per noi molto oneroso quest’anno, in quanto il loro costo è aumentato del 40% e ci vede in difficoltà, dovendosi sommare a tutte le spese vive che la Colletta alimentare richiede per la sua organizzazione. Grazie quindi per questa donazione essenziale, che ci permetterà di far arrivare gli aiuti necessari a 317 strutture caritative del territorio che seguono circa 47 mila persone in grave deprivazione materiale».
«Siamo lieti – ha risposto il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon – di aver ancora una volta potuto dare il nostro contributo a favore delle persone indigenti, confermando quindi la nostra attenzione al territorio che serviamo. Il grande cuore dei nostri oltre 16 mila soci continua a battere, ricco di solidarietà».

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In copertina e qui sopra la movimentazione delle merci a favore del Banco Alimentare Fvg.

Giornata dell’infanzia e dell’adolescenza in un mese di appuntamenti a Casarsa

Una data importante che si allarga in un programma di eventi di poco meno di un mese: la Città di Casarsa della Delizia celebra l’Anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre con 13 eventi da oggi al 13 dicembre. “Dovere di ricordare, diritto di fare festa” il tema del ricco calendario che vuole ricordare come i più giovani siano il nostro futuro, da tutelare, proteggere, incentivare dopo le sfide poste dalla pandemia. Il tutto grazie all’impegno degli assessorati alle Politiche giovanili e sociali, del Progetto Giovani – che sta raccogliendo le prenotazioni a ogni singola iniziativa – della Commissione minori e giovani, del Patto educativo e dell’Istituto comprensivo Pasolini.

Ilaria Peloi


Collaborano anche le istituzioni didattiche e associative che operano con i giovani sul territorio: cooperativa sociale Il Piccolo Principe, Associazione Il Noce, Scuola Materna Sacro Cuore di Casarsa, Scuola Materna Giacomo Jop di San Giovanni, Azione Cattolica Casarsa – San Giovanni, Agesci Casarsa – San Giovanni, associazione Famigliamo, Team Smile.
Oltre a letture animate, momenti di intrattenimento, una mostra, giochi e tornei, spettacoli e momenti di riflessione e l’atteso spettacolo teatrale musicale con Enrico Galiano e Pablo Perissinotto, previsti anche l’insediamento e l’avvio dell’attività ufficiale del nuovo Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi (9 dicembre) e un incontro formativo per genitori ed educatori sulla gestione dei mezzi tecnologici per i più piccoli (13 dicembre). Info, dettagli e prenotazioni: www.progettogiovanicasarsa.it

Claudia Tomba


«Ogni bambino ha il diritto di crescere sano e in condizioni di sicurezza, di sfruttare il suo potenziale, di essere ascoltato e preso sul serio – hanno dichiarato l’assessore alle politiche giovanili, Ilaria Peloi, e l’assessore alle politiche sociali, Claudia Tomba -: è questo quanto è stato sancito dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nella Convenzione sui Diritti dell’Infanzia più di 30 anni fa. Attraverso un programma ricco di iniziative ci prendiamo l’impegno di ricordare l’importanza della giornata istituita per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di cui il 20 novembre cade la ricorrenza della convenzione approvata dall’Onu per la loro tutela. sia di riassaporare il piacere della condivisione e della partecipazione. In particolare, vogliamo promuovere la possibilità di ritrovarsi insieme nei luoghi di convivenza, comunità e socialità che i bambini e i ragazzi per lungo tempo non hanno potuto frequentare, proprio quei luoghi dove loro stessi hanno messo le proprie radici. Una serie di iniziative per i più piccoli, per i ragazzi ma anche per le loro famiglie e tutti coloro si impegnano per la loro crescita ed educazione attraverso letture, divertimento, giochi, cittadinanza attiva e riflessioni sulle nuove tecnologie e la comunicazione, non come celebrazione di un punto di arrivo ma come momento di confronto e opportunità per concretizzare ogni giorno i loro diritti».

Info, dettagli e prenotazioni: www.progettogiovanicasarsa.it

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“The last duel”
stasera al Pasolini

Prosegue la serie di eventi autunnali della Pro Casarsa della Delizia che tra cinema, laboratori di fotografia e mercatino d’antiquariato propone una settimana con appuntamenti per tutti i gusti. Al teatro Pasolini oggi, 18 novembre, alle ore 21 per la rassegna cinematografica autunnale “The last duel”, diretto da Ridley Scott, con Matt Damon e Adam Driver. Ambientato nel XIV secolo, durante la Guerra dei cent’anni, il film racconta una storia vera, quella dell’ultimo “duello di Dio” combattuto in Francia sotto il regno di Carlo VI.
Il percorso attraverso i fotografi del territorio, realizzato dalla Pro Loco insieme al Circolo fotografico F64, giungerà domani 19 novembre alle 20.30 nel ridotto del teatro Pasolini al fotografo Vittorio Battellini che tratterà il tema “La poesia della luce – La ricerca continua e l’uso della luce nel percorso professionale e creativo”.
Infine sabato 20 novembre, dall’alba al tramonto, in via XXIV maggio e piazza Italia il mercatino di antichità e ricordi “Tal baul da l’Agna – Nel baule della zia” con tanti oggetti antichi grazie a una quarantina di espositori.
«Bilancio positivo – ha affermato il presidente della Pro Casarsa, Antonio Tesolin – per questa prima parte di eventi autunnali: nell’attesa del Natale, possiamo dire che, anche grazie ai vaccini, siamo riusciti a ripartire con una serie di proposte, compresi i corsi di ginnastica per la terza età del nostro gruppo di Primavera 90, molto apprezzate».

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In copertina, ecco uno degli spettacoli in programma in questi giorni.

 

Effetti di pandemia e lockdown sui minori: da oggi otto incontri a Casarsa

Che effetti ha avuto l’emergenza Covid-19 nello sviluppo dei più giovani? La cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia si schiera ancora una volta dalla parte dei minori. È, infatti, promotrice di un percorso formativo “Parola di bambino – Ridisegnare la bussola educativa” che diventerà anche materiale per una ricerca nazionale sui traumi generati dal lockdown causato dalla pandemia su bambine e bambini. Si tratta di un ciclo di otto incontri che avranno luogo tra novembre 2021 e marzo 2022 nella sede dell’associazione Il Noce in via Vittorio Veneto, 45 a Casarsa. Il percorso è rivolto a genitori, volontari che seguono i bambini, insegnanti, educatori ed educatrici, assistenti sociali e pediatri. Gli incontri si svolgeranno l’11 e il 25 novembre, il 9 dicembre e il 20 gennaio, il 10 e il 24 febbraio, il 10 e il 24 marzo dalle ore 18 alle ore 20.
«Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di questo corso formativo promosso e organizzato dalla Casa Editrice La Meridiana e dalla Scuola “Francesco Berto” – ha spiegato Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe – felici di poter collaborare ad una ricerca nazionale sul benessere dei bambini d’oggi. D’altra parte, dare voce ai minori è nella nostra missione come cooperativa da sempre, per cui invitiamo davvero tutte le persone interessate a partecipare a questi incontri perchè crediamo sia prioritario ridisegnare la bussola educativa e trovare gli strumenti giusti per aiutare i nostri bambini a superare le difficoltà generate dalla pandemia».
«Il trauma c’è stato – ha aggiunto Paola Cosolo Marangon, formatrice e coordinatrice degli incontri a Casarsa –, tutti ne siamo coinvolti. Ma i piccoli e i più giovani potrebbero portare nella loro vita i segni più profondi di questa crisi. I gruppi “Parola di bambino” sono la risposta che mettiamo in campo, sull’intero territorio nazionale, per supportare genitori, insegnanti, educatori e operatori professionali che sanno quanto sia importante ascoltare, dialogare e dare voce ai minori». Come detto, si tratta di un progetto nazionale, nato come osservatorio di cosa è successo durante la pandemia per riuscire a dare voce ai più piccoli. «I bambini sono stati quelli maggiormente penalizzati – ha specificato Marangon – perché non avevano voce in capitolo. Quello che vogliamo fare è capire come hanno vissuto questo periodo e cosa ne resta. I gruppi “Parola di bambino” sfoceranno poi in una ricerca mettendo insieme tutto quello che uscirà nei gruppi che si compongono in tutta Italia. Tutti i coordinatori poi produrranno del materiale che verrà messo assieme e diventerà una ricerca pubblicata da La Meridiana e servirà anche per capire come gli adulti possano aiutare i bambini nella prosecuzione di un futuro che ha visto un blackout di due anni».

Per altre informazioni: bit.ly/gruppiParolaDiBambino21 oppure scrivere una e-mail a infoscuola@lameridiana.it

 

Ad Aquileia e in tutto il Fvg il ricordo del viaggio centenario del Milite Ignoto

Sentita e partecipata cerimonia ad Aquileia, e idealmente in tutto il Friuli Venezia Giulia, per ricordare il centenario della partenza del feretro che conteneva la salma del Milite Ignoto. Infatti il 29 ottobre del 1921, lasciò la stazione ferroviaria della città romana (ormai demolita da molti anni) il convoglio che trasportava l’affusto di cannone con sopra deposta la bara del Soldato Ignoto, ricoperta dalla Bandiera Tricolore. Lo stesso viaggio è stato riproposto a 100 anni di distanza, con le carrozze ferroviarie d’epoca, il locomotore a vapore del 1921 e il vagone che fece il trasporto della salma indicata da Maria Bergamas. Il treno è partito dalla stazione di Cervignano con destinazione Gorizia e Udine, e poi ancora le tante altre città d’Italia che un secolo fa si strinsero commosse al suo passaggio. La cerimonia vera e propria, che ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, di tanti sindaci del Friuli Venezia Giulia, di rappresentanti di numerose Associazioni combattentistiche e d’arma (fra le quali anche la Federazione Italiana Volontari della Libertà con il proprio medagliere e l’Associazione Partigiani Osoppo Friuli), si è tenuta nella piazzale della Basilica di Aquileia.

La cerimonia ad Aquileia.

La commemorazione è iniziata con l’intervento del sindaco Emanuele Zorino, che ha portato il saluto della comunità: «Cento anni fa – ha detto – Aquileia diventò madre, simbolo di tutte le città italiane che vissero i lutti della Grande Guerra. Un secolo fa ogni famiglia piangeva un proprio caro, ma un secolo fa con il viaggio del Milite Ignoto si creò l’unità della nazione».
Ha preso poi la parola il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che ha sottolineato il parallelismo fra due epoche: «Cento anni fa si è visto lo spirito di unità del Paese e la riconoscenza verso le persone che si erano sacrificate. Oggi non volgiamo lo sguardo solo per ricordare e onorare la memoria, ma dobbiamo recuperare da quel passato il significato di essere uniti. Una unità necessaria per affrontare le sfide che stiamo vivendo». E’ stato quindi il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a chiudere i discorsi ufficiali, rivolgendo un saluto e ringraziando, oltre alle varie autorità, i sindaci presenti: «So quanto importante è il vostro lavoro quotidiano». Si è rivolto poi alle scolaresche, numerose nella antica piazza Capitolo: «Siete il futuro del Paese. Queste celebrazioni sono per voi. Il viaggio del Milite Ignoto è stato un momento fondamentale della storia italiana, un viaggio di unificazione del Paese, dopo la tragedia della Prima Guerra Mondiale. Quel viaggio ha formato l’identità del Paese, un viaggio che fu compiuto fra due ali di folla, con una partecipazione popolare rilevantissima e lanci di fiori ad ogni passaggio». Il governatore Fvg ha infine concluso: «Il mio è un invito al silenzio, senza retorica, per una celebrazione che unisca ancora una volta l’Italia e possa dargli forza per il futuro».
Le autorità hanno poi inaugurato il restaurato Cimitero degli Eroi, dove sono sepolti i 10 soldati sconosciuti che non furono scelti per rappresentare il Milite Ignoto e anche la stessa Maria Bergamas, la mamma di un soldato disperso che nella Basilica di Aquileia indicò il feretro portato all’Altare della Patria, mentre in cielo le Frecce Tricolori hanno dispiegato per due volte il verde, bianco e rosso della Bandiera nazionale. Nel frattempo, è sfilata la teca contenente la Bandiera che avvolse l’urna del Milite Ignoto e che è stata portata a Cervignano per essere collocata sul treno storico alla volta di Roma, rifacendo così il viaggio di un secolo fa. E’ poi seguita la cerimonia di inaugurazione del cantiere per la ricostruzione della piccola stazione ferroviaria di Aquileia, ormai demolita da molti decenni: da lì infatti partì il treno che portò il Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma.
Alla conclusione della commemorazione vi è stato un breve incontro con il ministro Guerini: il presidente della Associazione Partigiani Osoppo Friuli, Roberto Volpetti, ed il presidente Massimiliano Fedriga hanno rivolto al titolare della Difesa l’invito a presenziare alla cerimonia commemorativa dell’Eccidio alle Malghe di Porzus che avrà luogo nel prossimo mese di Febbraio. Il ministro ha assicurato la propria presenza.
Guerini e le altre autorità – all’incontro erano presenti anche l’onorevole Debora Serracchiani e Ivano Strizzolo – si sono quindi trasferiti presso la stazione ferroviaria di Cervignano dove hanno preso posto sul treno storico che è partito alla volta di Gorizia, ripercorrendo il tragitto di un secolo fa. Alla stazione di Udine ad attendere il convoglio erano presenti sulle banchine centinaia di persone. Fra queste il sindaco Pietro Fontanini e decine di associazioni con bandiere e labari. Presenti anche l’assessore regionale Stefano Zannier e la medaglia d’oro Paola Del Din, presidente emerita della Federazione Italiana Volontari della Libertà, che è stata la prima e l’ultima persona, molto anziana, ringraziata dal ministro Guerini. Il treno è poi proseguito in direzione Venezia, fermandosi nelle altre stazioni friulane: Casarsa della Delizia, Pordenone, Fontanafredda e Sacile. Ad ogni tappa vi è stata una entusiastica partecipazione di autorità e popolazione.

La cerimonia a Udine.

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In copertina, la storica locomotiva del 1921 che ha trainato il convoglio rievocativo; qui sopra, immagini del suo arrivo alla stazione di Udine. (Foto Regione Fvg)

 

Casarsa, via quelle barriere in stazione! E da Trenitalia arriva una prima risposta

Una stazione ferroviaria veramente per tutti e treni in cui le persone disabili possano accedere in autonomia: a scendere in campo per chiedere lumi su quali siano gli interventi previsti per la rimozione delle barriere architettoniche presenti in stazione a Casarsa della Delizia è l’associazione Laluna, con una lettera-appello recapitata alla Direzione Generale Rete Ferroviaria Italia. Anche l’amministrazione comunale al fianco del sodalizio in questa richiesta dall’alto senso di civiltà. Ma se sulla stazione si attende ancora una risposta, per quanto riguarda i treni con pedane mobili potrebbe esserci a breve una novità positiva, secondo quanto replicato da Trenitalia.
Il tema dell’accessibilità è da sempre prioritario per l’associazione sangiovannese che dal 1994 si batte quotidianamente per permettere alle persone con disabilità di condurre una vita autonoma e indipendente. Per questo oggi Laluna sceglie di portare alla luce la situazione della stazione ferroviaria casarsese, la quale risulta di difficile accesso per le persone con disabilità: si confida di trovare nelle Ferrovie dello Stato un interlocutore attento al problema.

Francesco Osquino


«Nella stazione di Casarsa non vi sono sollevatori, rampe, scivoli o pendenze – sottolinea nella lettera il presidente Francesco Osquino – che permettano a chiunque si muova con il supporto di una carrozzina di raggiungere i binari e di poter quindi fruire in autonomia dei servizi offerti dal Gruppo Rfi. Per una persona con disabilità diventa impossibile circolare all’interno della stazione: per poter accedere ai binari, tranne il primo, è infatti costretta ad attraversare i binari, in quanto non sono presenti sistemi negli attuali sottopassaggi adatti alle carrozzine né tantomeno ascensori che ne permettano la movimentazione».
L’associazione Laluna si fa così portavoce di alcune testimonianze dirette di persone con difficoltà motorie. «Abbiamo raccolto alcune testimonianze di disagio e sofferenza in merito a questa questione – viene descritto nella lettera da parte dell’associazione – e quindi siamo a richiedere se vi sia già in programma, nel breve periodo, un intervento per poter sanare tale situazione, che non solo rende impossibile l’autonomia per le persone con ridotta mobilità, ma costringe gli enti del nostro territorio che ne hanno a cuore la sorte a ricorrere all’assistenza continua di operatori ed educatori».
Oltre a trovarsi impedito in autonomia l’accesso ai binari (tutti tranne che il primo, che però vede un ridotto passaggio di treni, mentre sui successivi passa il grosso dei convogli passeggeri soprattutto sulla tratta Venezia-Udine e poco oltre su quella Casarsa-San Vito), alla persona con disabilità risulta complicato prendere il treno in autonomia «data la mancanza sui treni di Trenitalia di un sistema di carico per le carrozzine, situazione oltremodo inaccettabile in un mondo moderno, dinamico e automatizzato come il nostro».

All’appello dell’associazione Laluna fa coro anche quello dell’amministrazione comunale che, a più riprese, aveva già sollecitato degli interventi per porre rimedio alla situazione alla stazione ferroviaria. «Siamo al fianco dell’associazione Laluna – ha fatto sapere Lavinia Clarotto, sindaco di Casarsa della Delizia – per risolvere questa problematica che da tempo anche come amministrazione comunale abbiamo sollevato, da ultimo nel laboratorio di rigenerazione urbana che abbiamo organizzato lo scorso anno: speriamo Rfi possa a breve porvi rimedio. Capiamo bene che per realizzare l’intervento servano risorse importanti, ma questi limiti all’accessibilità della rete del trasporto pubblico non sono più accettabili. Proprio in questo periodo – ha aggiunto il primo cittadino – la nostra amministrazione è impegnata nella redazione del Peba, il piano d’azione per l’eliminazione delle barriere architettoniche, cui faranno seguito degli interventi puntuali per una Casarsa più accessibile ed inclusiva: rimuovere gli ostacoli e consentire a tutti di muoversi in sicurezza e autonomia è una questione di civiltà».

Alla lettera è arrivata una prima risposta di Trenitalia. «In merito all’argomento propostoci e per quanto di nostra competenza (Trenitalia svolge funzione di vettore e in particolare di trasporto di breve percorrenza, pertanto la missiva è stata inoltrata alla Rete Ferroviaria Italiana, ndr) – si legge nella nota –, possiamo riferirvi che il contratto di servizio di prossima sottoscrizione con la Regione Friuli Venezia Giulia prevede gradualmente la completa sostituzione dei convogli più datati con treni di nuova generazione, attrezzati in modo da rendere agevole la salita e la permanenza a bordo alle persone con difficoltà motorie».
«Bene questa notizia per i treni – ha concluso Osquino -: speriamo possa divenire realtà nel più breve tempo possibile. Nel frattempo attendiamo, in pieno spirito collaborativo, risposte sulla stazione, visto che la situazione attuale per le persone con difficoltà motorie è davvero insostenibile».

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In copertina e qui sopra due immagini della stazione ferroviaria di Casarsa.

 

A Casarsa il via ad altri quattro film da Nanni Moretti all’ultimo “duello di Dio”

A Casarsa della Delizia prosegue la stagione cinematografica con altri 4 film in calendario, tra cinema d’autore e vincitori a Cannes. «La ripartenza al Teatro Pasolini – ha commentato il presidente della Pro Casarsa, Antonio Tesolin – è stata accompagnata dal favore del pubblico che ha apprezzato i film messi in calendario a settembre e ottobre. Ringraziamo i volontari per il loro prezioso lavoro e diamo appuntamento a tutti al Pasolini per vederci insieme un bel film in un vero cinema, a prezzi popolari e vicino a casa, in totale sicurezza».

Si riparte oggi 28 ottobre, alle ore 21, con “Tre piani” di Nanni Moretti. Si tratta dall’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Nel cast Margherita Buy e Riccardo Scamarcio. Protagoniste del film sono tre famiglie, con i loro problemi.
Secondo film in calendario per giovedì 4 novembre alle ore 21 “Qui rido io” diretto da Mario Martone, con Toni Servillo e Maria Nazionale. È incentrato sulla figura del celebre attore e commediografo Eduardo Scarpetta, nonché padre di un altro grande del panorama teatrale italiano, Eduardo De Filippo.
Si prosegue poi giovedì 11 novembre alle 21 con “Drive my car”. Film diretto da Ryûsuke Hamaguchi, racconta la storia di Yusuke Kafuku, uomo di teatro che supera il trauma della morte della moglie grazie all’incontro con una giovane autista. Il film è stato premiato al Festival di Cannes.
Chiude questa seconda tranche di film la proiezione in programma per giovedì 18 novembre alle ore 21 di “The last duel”, diretto da Ridley Scott, con Matt Damon e Adam Driver. Ambientato nel XIV secolo, durante la Guerra dei Cent’anni, il film racconta una storia vera, quella dell’ultimo “duello di Dio” combattuto in Francia sotto il regno di Carlo VI.

Si ricorda che per il cinema il biglietto d’ingresso unico è di 5 euro. Per i possessori della Carta giovani il biglietto per ogni proiezione è di 4 euro. Prenotazione consigliata via Whatsapp al numero 338.7874972, via mail all’indirizzo segreteria@procasarsa.org. Maggiori info su: www.procasarsa.org
Nel rispetto delle normative sanitarie, si potrà accedere alla sala solo con Green Pass e sarà garantito il distanziamento e il rispetto di tutte le norme Covid-19 in vigore. La rassegna è organizzata dalla Pro Casarsa della Delizia Aps in collaborazione con l’Amministrazione comunale ed sostenuta anche da Friulovest Banca. I film fanno parte della rassegna Corto Circuito Fvg 21/22.

Il Teatro Pasolini di Casarsa.

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In copertina, il regista Nanni Moretti che apre il nuovo ciclo di proiezioni.

Piccolo Principe, una bellissima estate al mare di Lignano per undici disabili

Con l’obiettivo di invertire la tendenza all’isolamento e il grande affaticamento emotivo causato dalle restrizioni e dal perdurare della pandemia, anche quest’anno la cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, per il quarto anno consecutivo in partenariato con le cooperative sociali del territorio e i Servizi sociali, ha realizzato il progetto di turismo inclusivo “Un’estate al mare” destinato a persone con disabilità o con fragilità tempo di rigenerazione che è diventato realtà per undici persone (suddivise in due gruppi distinti) che dal 30 agosto al 10 settembre hanno soggiornato al Bella Italia Village di Lignano Sabbiadoro grazie al sostegno di Fondazione Bcc Pordenonese che ha finanziato il progetto.
«Questo tipo di esperienza rappresenta – ha spiegato Stefania Pavan, responsabile del Centro socio-occupazionale Il Piccolo Principe -, oltreché un’importante occasione di conoscenza del territorio, di inclusione sociale e di crescita personale, soprattutto un’occasione per fare gruppo e sperimentarsi in cui la cornice naturale dell’ambiente marino costituisce lo sfondo perfetto per rapporti interpersonali rilevanti e duraturi». Alle vacanze hanno partecipato due gruppi: il primo con persone con disabilità medio-grave e il secondo con fragilità media, accompagnati da educatori e volontari.
Il programma del soggiorno ha previsto: relax al mare con camminate sulla spiaggia, gita al parco zoo di Lignano e per il secondo gruppo anche corse in bici fino a raggiungere il faro di Bibione utilizzando il passo barca e tanto sport (canoa, pedalò, partite di calcetto e volley).
«È stata un’esperienza importante – ha aggiunto Stefania Pavan – poter vivere insieme 24 ore su 24, per qualcuno era la prima volta fuori casa in assoluto e la prima volta al mare. È stato bello vedere come si siano creati legami e come il mare su qualcuno abbia un potere rilassante. Ringraziamo la Fondazione Bcc nella persona del presidente Giancarlo Zanchetta che ha reso possibile tutto questo». Grazie a questo progetto di vacanze inclusive, è stata offerta la possibilità alle persone con disabilità e agli altri partecipanti di sperimentare momenti di socialità e svago al di fuori del contesto familiare.

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In copertina e qui sopra i disabili che hanno partecipato alla vacanza.

Dalla Coop Casarsa donate a 18 scuole ben 234 confezioni di materiale didattico

Nell’anno scolastico appena iniziato, centinaia di bambini della scuola dell’infanzia e primaria stanno utilizzando materiale didattico donato dai soci di Coop Casarsa attraverso la sesta edizione dell’iniziativa solidale “Cari Soci fate i buoni… scuola!”. In totale sono state premiate 18 scuole in 12 Comuni, per un totale di 234 confezioni di materiale didattico consegnate entro l’estate. In questi giorni è partita la settima edizione dell’iniziativa, con le lettere inviate ai vari responsabili scolastici e tutte le informazioni sul sito www.coopcasarsaconlascuola.it

Il presidente Mauro Praturlon.


«Un’iniziativa tutta a vantaggio del mondo della scuola e delle giovani generazioni – spiega Mauro Praturlon, presidente di Coop Casarsa -: per noi è importante il sostegno al territorio in cui operiamo, in particolar modo per quanto riguarda lo studio e l’educazione. Per questo siamo al fianco dei nostri soci i quali decidono di volta in volta a quale tra le scuole aderenti consegnare il loro buono, che poi noi convertiamo in materiale didattico che viene donato».
Queste le scuole beneficiarie. Casarsa della Delizia: scuola dell’infanzia Sacro Cuore, scuola dell’infanzia Monsignor Jop San Giovanni, scuola primaria Da Vinci, scuola primaria Marconi San Giovanni. Faedis: scuola primaria Alighieri. Fiume Veneto: scuola infanzia Angelo Custode, scuola infanzia Maria Immacolata Bannia, primaria Cesare Battisti. Cordovado: scuola primaria Nievo. Codroipo: scuola infanzia Ricordo ai Caduti Goricizza. Sequals: primaria Marconi Lestans. Travesio: scuola primaria Cernazai. Pravisdomini: scuola infanzia Sant’Antonio Abate, scuola primaria Buodo. Ruda: scuola primaria Turoldo. San Quirino: scuola primaria Foscolo, scuola dell’infanzia San Quirino. Montereale Valcellina: scuola dell’infanzia San Leonardo.

La sede centrale di Coop Casarsa.

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In copertina, il ringraziamento alla scuola dell’infanzia di San Quirino.

Quanti per la “Maratoluna” di Casarsa! E stasera si parla di affido familiare

Conto alla rovescia a San Giovanni di Casarsa per la sedicesima edizione di “Maratoluna”, la passeggiata in mezzo alla natura pensata ad hoc per le famiglie e le persone con disabilità organizzata per domani 26 settembre da Laluna, Oltrelaluna Odv. Mancano ancora poche ore all’evento e le preiscrizioni hanno superato quota 250. C’è infatti grande attesa per questa camminata che in particolare quest’anno è stata dedicata proprio ai bambini, dopo lo stop causa pandemia subito lo scorso anno. “Siamo felici che le persone – hanno affermato Erika Biasutti, direttrice de Laluna, e Angelo Fabris, presidente di Oltrelaluna Odv – abbiamo risposto con entusiasmo a questo appuntamento tradizionale all’insegna dei valori di solidarietà, comunità che sono anche alla base della nostra associazione e vi invitiamo a partecipare, oltre che all’appuntamento di domenica, anche all’inaugurazione della mostra con le fotografie di Maria Rita Eramo e Chiara Perissinotto, scattate durante l’esperienza di volontariato in Brasile”. La mostra sarà visitabile per due weekend dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 e alle 21.30 (si accede con Green Pass).
Per chi desiderasse partecipare alla Maratoluna, la quota è stata fissata in 5 euro per gli adulti, mentre per i ragazzi under 10 anni è gratis. Lungo il percorso, da 7 km o 10 km a scelta tra strade e campagne sangiovannesi, si potranno trovare ristori e giochi pensati per i più piccoli. E, a conclusione della passeggiata, la pastasciutta per tutti all’arrivo, con intrattenimento per grandi e piccoli (per gli adulti sarà necessario essere in possesso di Green Pass). La manifestazione si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti-Covid vigenti. Pre-iscrizioni online aperte anche oggi fino alle ore 12. Per info www.lalunaonlus.it

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Uno spettacolo per promuovere percorsi di affido familiare di minorenni migranti soli: stasera, alle ore 20.45, al Teatro Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, con ingresso gratuito ma iscrizione obbligatoria, andrà in scena “Ohana – In famiglia nessuno è solo” con il coro multietnico Canto Sconfinato e le lettrici sceniche del gruppo 99mq. L’iniziativa, organizzata dall’associazione di volontariato Il Noce di Casarsa, è parte dell’omonimo progetto che ha l’obiettivo di promuovere l’affido familiare di minorenni migranti soli. Finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione, il progetto è coordinato dal Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, in collaborazione con 21 partner nazionali e locali, ed è realizzato in sette regioni, tra cui il Friuli Venezia Giulia. Questi territori sono caratterizzati dalla presenza di un alto numero di minorenni migranti soli. Per il Fvg il progetto è gestito dall’associazione di volontariato “Il Noce”.
“Negli ultimi anni un numero rilevante di minorenni migranti soli, senza un adulto di riferimento, è arrivato in Europa attraverso la rotta del Mediterraneo – ha spiegato Anna Barbui, referente equipe Affido de Il Noce -: dal 2014 ad oggi, sono circa 70 mila, la maggior parte dei quali (93%) sono ragazzi di età compresa tra i 16 e i 17 anni. Si tratta di adolescenti con alle spalle un bagaglio che pesa e che hanno bisogno di essere sostenuti nel loro cammino di inclusione sociale. Spesso faticano a realizzare il loro potenziale e a mettere in pratica le loro capacità. Le reti di supporto professionale sono fondamentali – ha chiarito -, ma anche quelle informali possono essere di notevole aiuto e complementari: poter contare su una famiglia che li accolga e li aiuti nel far fronte alle piccole e grandi sfide che li attendono, può fare la differenza nella loro vita. Da qui è nato questo progetto che si rivolge a famiglie, coppie e singoli che desiderano mettersi in gioco in un percorso di affido familiare di minorenni migranti soli”.
Tutte le famiglie interessate all’affido possono proporre la propria candidatura o richiedere maggiori informazioni scrivendo al seguente indirizzo e-mail: affido@ilnoce.it. Il progetto parte con uno spettacolo di sensibilizzazione ma proseguirà con altre iniziative lungo il corso dell’anno. Per partecipare allo spettacolo è gradita la prenotazione allo 0434.870062 (orario ufficio) oppure via mail affido@ilnoce.it

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In copertina, l’ultima edizione della “Maratoluna” prima dello stop causa Covid a San Giovanni di Casarsa.