Festival Dialoghi domani in trasferta sul lago di Millstatt: a Seeboden una giornata fatta di parole, musica e convivialità

(m.ri.) Appuntamento in Austria, domani, 31 agosto, con il Festival itinerante e internazionale della Conoscenza Dialoghi. Infatti, al parco dei Fiori di Seeboden, in Carinzia, tornerà “Poesia&Musica”, evento giunto alla sua XIII edizione e che fa appunto parte di “Dialoghi”, realizzato in collaborazione fra le associazioni Culturaglobale (Italia) e Im-Puls (Austria) e con la direzione artistica di Renzo Furlano. Ma va anche ricordato che questo evento a Seeboden am Millstätter See si pone l’obiettivo di intrecciare «parole, musica e convivialità e rinnova l’incontro tra arte poetica e sonorità, in un contesto naturale di straordinaria bellezza».
Così, passando al programma di domani: i protagonisti di quest’anno sono il poeta Enzo Martines, del quale, per l’occasione, è stata pubblicata una plaquette, e le poetesse Ivana Krampusch e Gertraud Patteren. Mentre, per l’accompagnamento musicale ci sarà il duo Mery’s Key che è formato dalla cantante friulana Mery Bertòs e dal bassista inglese Kevin Reginald Cooke. Quindi, una volta concluso il matinée ci saranno un brindisi e una degustazione di prodotti tipici dei due territori, con lo scopo di «suggellare lo spirito di dialogo e condivisione che anima la rassegna». Ma non è finita qui: infatti, a breve sarà presentato il programma degli eventi autunnali del Festival e, a tale riguardo, viene anticipato che in cartellone ci sarà «un ricco ventaglio di proposte dedicate al grande pubblico e alle scuole di ogni ordine e grado».

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In copertina, una bellissima panoramica di Seeboden sul lago di Millstatt in Carinzia.

Da Klagenfurt oggi nella Pieve di Nimis canti religiosi della tradizione austriaca

(g.l.) Alcuni canti della tradizione religiosa d’Oltralpe riecheggeranno oggi, alle 12, nelle antiche navate della Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, a Nimis. Si tratta dell’estemporaneo, quanto graditissimo, omaggio che il Coro “Anna Bild” di Klagenfurt, di passaggio in Friuli e in particolare nel paese pedemontano, ha desiderato offrire alla storica Chiesa matrice e a quanti amano la musica vocale. Come informa In Cunfidenze, il settimanale della Parrocchia, il gruppo è molto conosciuto in Austria oltre che nella sua Carinzia, di cui la città del Drago è il suo bellissimo capoluogo. E merita sicuramente un applauso per aver scelto Nimis per offrire un saggio del suo ricco repertorio, quale originale aperitivo di mezzogiorno. L’ingresso è ovviamente libero.

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In copertina, il campanile del Duomo di Klagenfurt e qui sopra la piazza del Drago.

Sipario sul “Villacher Kirchtag” festa folcloristica più famosa d’Austria nella quale si sente spesso parlare friulano

di Giuseppe Longo

VILLACH – E ora arrivederci al 2025, all’80ma edizione. Domenica è calato il sipario sul “Villacher Kirchtag”, la grande sagra patronale della città carinziana, ma anche la più famosa festa focloristica dell’Austria intera che richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, molti dei quali anche dalla nostra regione. Tra la folla che sabato sera riempiva le principali vie cittadine, con chioschi, bancarelle che offrono i caratteristici cuori di marzapane o pan speziato e orchestrine tipiche, come nell’Hauptplatz, o le attrazioni del luna park nelle strade contermini, era infatti frequente sentir parlare friulano o veneto, ma anche italiano in genere. La festa comincia, infatti, nella piazza allungata che, dal ponte sulla Drava, sale verso la bellissima Hauptpfarrkirche di Sankt Jakob – cioè la Parrocchiale di San Giacomo, la cui memoria ricorreva il 25 luglio -, occupa la super-gremita piazza del Municipio, il Rathaus, dove è allestito anche il tradizionale Baum, l’albero della festa, e si estende nelle altre vie del centro storico, fino a ridiscendere verso il lungofiume, superato il quale si accede al quartiere più moderno, quello che porta alla stazione ferroviaria, dominato dallo slanciato campanile di Sankt Nikolai, che è proprio dirimpettaio allo stabilimento della Villacher, dal quale in questa settimana festaiola è uscita così tanta birra da far “concorrenza” alla stessa Drava, tributaria del Danubio dopo un viaggio di quasi 750 chilometri cominciato alle sorgenti che zampillano dalle Tre Cime di Lavaredo nei pressi di Dobbiaco. La bionda spumeggiante è infatti la vera regina della festa, sia bevuta semplicemente da sola sia sorseggiata per accompagnare i tradizionali salsicciotti di maiale sbollentati in acqua o cotti alla griglia (Bratwurst), che li rende ancora più gustosi, o un panino Kaiser farcito con una generosa fetta di Leberkäse aromatizzata con senape e una grattatina di Kren che ti “commuove”: uno starnuto e una lacrimuccia, infatti, non mancano mai. Birra, insomma, che scorre “a fiumi” come alla Oktoberfest di Monaco o alla Cannstatter Volksfest di Stoccarda, alla quale risalgono bellissimi ricordi della mia infanzia, nei primi anni Sessanta.

Villach – che da sempre ha un legame speciale con il Friuli, a cominciare dalla vicina Tarvisio, e con Udine in particolare – conta poco più di 60 mila abitanti ed è la seconda città della Carinzia dopo Klagenfurt, capoluogo del Land. Ma questa popolazione durante i giorni della sagra risulta praticamente quintuplicata, e forse anche più, tanta è la gente che vi arriva da ogni angolo dell’Austria e appunto dall’Italia, richiamata da un modo di fare festa molto frizzante e tradizionale tipico della gente d’Oltralpe, la quale partecipa con i bellissimi abiti tipici: Dirndl e belle camicette per ragazze e donne, Lederhosen, i pantaloni di cuoio – rigorosamente corti in questa stagione -, per giovanotti e uomini. In Austria, infatti, il costume della tradizione è il “vestito della festa” per eccellenza e tutti lo indossano con orgoglio. Per cui alla sagra c’era veramente uno sfoggio di questi abiti che superava di gran lunga quelli che noi usiamo comunemente.

Cominciato domenica 28 luglio sotto una pioggia fastidiosa, che ha rovinato l’avvio dei festeggiamenti, per il “Villacher Kirchtag” quella di sabato scorso è stata la giornata principale, anche se tutta la settimana è stata molto frequentata, essendo anche numerose le proposte disseminate nelle varie giornate. La penultima però, grazie a un tempo veramente splendido, caldo ma gradevole, è quella che ha richiamato il maggior pubblico anche perché quella è, tradizionalmente, la giornata delle grandi parate in costume con gruppi folcloristici che giungono da tutto il Paese e numerose Bande musicali che, con le loro note gioiose, esaltano il clima allegro della sagra del Patrono: ce n’erano anche dalla Slovenia, dall’Ungheria e dal Friuli Venezia Giulia, con la Filarmonica di Turriaco. E una volta passato il festoso corteo, ha preso il posto degli ottoni la musica delle orchestrine dislocate soprattutto nella Hauptplatz, accanto ai chioschi di birra e Würstel. Tanti coloro che si fermavano ad ascoltare le briose interpretazioni che a molti mettevano il solletico ai piedi. Grande ovunque l’affollamento, dalla piazza principale che dal ponte sale verso il centro con la Hauptpfarrkirche – sotto il campanile anche il “villaggio” italiano con il prosciutto di San Daniele – alle strade contermini o parallele, tradizionalmente riservate a quelli che, alla Fiera di Santa Caterina, siamo soliti chiamare “baracconi”, e che offrivano ogni sorta di attrazione, da quelle più semplici come le pesche a punti (che comunque fanno vincere sempre qualcosa) ai castelli incantati che mettono i brividi, dagli autoscontri alle “giostre” spericolate, che fanno mancare il respiro, alla grande ruota panoramica che offre una stupenda visione della città, ancora più suggestiva con le luci della sera.

E proprio nella notte di domenica è sceso il sipario sul “Villacher Kirchtag” 2024, una festa che val bene una gita anche di breve durata nella città della Drava. Anche perché per raggiungere da Udine la Carinzia basta poco più di un’ora, grazie all’autostrada Alpe Adria realizzata dopo il terremoto di 48 anni fa. E poi, oltre alla sagra stessa, per la quale possono bastare un paio d’ore o poco più, perché non approfittare per un’uscita sui piccoli ma bellissimi laghi – Faaker e Ossiacher -, circondati da magnifici boschi che invitano a una rigenerante passeggiata. E per chi desidera spingersi più a est, sul Wörthersee, lo stupendo lago di Velden e di Klagenfurt, sul cui lato meridionale c’è l’amato Santuario di Maria Wörth. E dalla sua graziosa penisoletta, attraverso una panoramica strada che costeggia il lago per una ventina di chilometri, si arriva proprio alla “città del Drago” che ha un fascino tutto suo. Insomma, “Villacher Kirchtag”, ma non solo…

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In copertina e all’interno alcune immagini del “Villacher Kirchtag” la bellissima sagra.

Fvg e Carinzia insieme per il post-Covid: la Camera Pn-Ud incontra Klagenfurt

Friuli Venezia Giulia e Carinzia progettano insieme la ripartenza economica post-Covid. Che avverrà rafforzando le relazioni transfrontaliere, per gestire in modo più efficace la ripresa, e lavorando su progetti comuni in particolare in materia di turismo, di formazione, lavoro dei giovani e digitalizzazione delle imprese. Questi i temi principali ieri al centro dell’incontro bilaterale del presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, con il presidente della Camera della Carinzia a Klagenfurt, Jürgen Mandl, in visita in Veneto e nella nostra regione accompagnato dal direttore Meinrad Höfferer e da Matteo Zen, direttore dell’ufficio camerale carinziano a Padova.

L’incontro bilaterale a Udine.

«Su questi e altri temi di interesse comune – ha anticipato il presidente Da Pozzo – ho già avuto la disponibilità dell’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Bini per un incontro, che fisseremo già nei mesi estivi, assieme anche al suo omologo carinziano, per sviluppare insieme alcune concrete linee d’azione». Un’idea subito accolta con favore dalla delegazione carinziana, che ha evidenziato l’importanza di far valere di più, a livello europeo, le progettualità integrate di aree contermini, poiché possono portare a risultati più efficaci, garantiti proprio partendo dalla vicinanza geografica e da linee strategiche che necessariamente trovino confronti proficui e importanti raccordi.
Tra queste, gli intervenuti a Udine hanno evidenziato, in particolare, gli investimenti nella logistica e nei trasporti, ma anche i progetti di scambio, formazione e lavoro per i giovani, magari individuando comparti in cui il mercato via via richiede più personale e professionalità, di qua e di là dal confine.
Tra le priorità evidenziate durante l’incontro, utile anche come avvicinamento alla Conferenza dei presidenti della Nuova Alpe Adria, network nel cui ambito si è realizzata la visita della delegazione austriaca, anche il potenziamento comune degli investimenti in ricerca e sviluppo (in Carinzia molto cospicui e su cui stanno puntando con decisione) e in particolare il ruolo sempre più importante degli enti camerali nell’accompagnamento delle Pmi verso la digitalizzazione, nonché verso la predisposizione di sempre maggiori servizi digitali e online da parte delle Camere, per ridurre tempi, burocrazia e costi a carico delle imprese.
Al termine dell’incontro, il presidente Da Pozzo ha donato al presidente Mandl la moneta di Jacopo Linussio, riconoscimento della Camera di Commercio Pn-Ud quale simbolo di talento e capacità economica del territorio.

La sede udinese della Cciaa.

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 In copertina, il Drago di Klagenfurt, capoluogo della Carinzia.