Volontariato a Grado, il suo prezioso ruolo nelle riflessioni di monsignor Nutarelli la Notte di Natale: “Serve agli altri, ma prima di tutto fa bene a me!”

di Giuseppe Longo

Il volontariato, più volte l’abbiamo osservato, è il “motore” che tiene viva una comunità: senza sarebbe impossibile realizzare tanti eventi e iniziative, a cominciare da quel grande Presepe lagunare che Grado, dopo il successo “mondiale” in Vaticano, ripropone in queste festività a Gorizia al termine della straordinaria esperienza di Capitale europea della cultura con la contermine Nova Gorica. E questa preziosa espressione della vita sociale ha avuto un’eco di rilievo anche nell’omelia che monsignor Paolo Nutarelli ha pronunciato la Notte di Natale nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, osservando quanto sia importante trovare «il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato».

Monsignor Paolo Nutarelli

«Il volontariato – ha infatti osservato l’arciprete – è un tema sul quale spesso a voce alta ho riflettuto» e ha aggiunto: «Non solo facciamo fatica a fare volontariato, ma a volte vedo anche un po’ di stanchezza in chi lo fa. Perché spesso sono sempre gli stessi a “tirare la carretta”, mentre altri restano a guardare, da spettatori (e tutto diventa pesante…)». E, richiamandosi alla solennità che anche la Chiesa isolana stava vivendo, ha osservato che «lo stile di Dio è un altro. È uno stile che mi spinge ad alzarmi, nonostante tutto. Non perché manchino le difficoltà, ma perché il volontariato “fa bene” prima di tutto a me. Il volontariato serve a me, e proprio per questo poi, serve anche agli altri. Mi mette in movimento, dà un senso al mio tempo, dà un respiro più grande alla mia vita». Anche perché «chi resta solo spettatore, forse, non ha ancora scoperto fino in fondo il senso della propria vita. Perché la vita, quando la doni, diventa finalmente piena. E perché farlo? Perché il Paradiso lo abbiamo già ricevuto in dono. Non sprechiamolo. Fidiamoci di Dio. Buttiamoci. Facciamo nostro il suo stile. Saremo felici. Sarà vero Natale. Non solo stanotte. Sempre».
Dopo la lettura del Vangelo di Luca che racconta la Nascita di Gesù – “… Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia…” -, monsignor Nutarelli ha esordito affermando che «nel cuore di ogni uomo c’è una domanda di senso. C’è un desiderio che abita tutti: la vita non può finire qui, non può ridursi a ciò che vedo e controllo. E penso, a voce alta. Fin dall’antichità, le religioni nascono proprio come tentativo dell’uomo di dare una risposta a questo desiderio di infinito. Nella maggior parte delle religioni il movimento è sempre lo stesso: è l’uomo che deve impegnarsi, salire, purificarsi, meritare. Se fai abbastanza, forse arriverai. Se ti comporti bene, forse conquisterai il Paradiso. Che sia la scalata verso il Paradiso, l’illuminazione, la liberazione o una casta superiore, il movimento è sempre dal basso verso l’alto: se fai abbastanza, forse arriverai. Mi fermo… guardo ancora una volta il Bambino di Betlemme. Ed ecco: permettimi di affermare che il Cristianesimo rompe questa logica. Nel Cristianesimo non è l’uomo che raggiunge Dio, è Dio che raggiunge l’uomo. Il Paradiso non è una conquista futura, ma un dono già fatto. La vita eterna non comincia dopo la morte: comincia ora, perché Dio ha deciso di entrare nella nostra storia. E questo cambia tutto».
Don Paolo ha infatti argomentato: «Sapere che il Paradiso mi è già stato donato cambia la prospettiva con cui vivo. Non faccio il bene per guadagnarmi qualcosa, non “mi comporto bene” per paura di perdere la salvezza. Vivo in un certo modo perché ho ricevuto un dono, e da quel dono imparo a rileggere tutta la mia vita, con gli occhi di Dio. Il Natale dice esattamente questo. Natale non è il ricordo sentimentale di una nascita lontana. Gesù è già nato, è morto, è risorto. Natale è memoria viva di un Dio che non abbandona l’uomo, di un Dio che sceglie di stare dentro la storia, anche quando è fragile, confusa, ferita. Natale è nascita, sì. Ma vorrei che fosse per tutti noi un nuovo inizio». Per cui il parroco di Sant’Eufemia ha dedotto: «Oggi è un giorno di partenza per tutti. A dire il vero, spesso — e forse anche in questo momento — mi sento come San Paolo ad Atene, quando dopo una predica (anzi, un’omelia) meravigliosa e profondamente pastorale, la gente gli dice: “Ti sentiremo un’altra volta”. Spesso mi sento dire: “Belle parole… ma la vita è altro”. E allora mi domando: che cosa significa essere cristiani oggi? In un mondo dove la logica dominante è spesso l’opposto del Vangelo. A livello mondiale: se vuoi la pace, prepara la guerra… Ma anche a livello quotidiano: guarda dall’altra parte, mostrati forte, sii duro. È la logica del più forte, che alla fine porta sempre tristezza e solitudine. Sottovoce ma con fermezza e convinzione continuo a dirlo: Natale è contemplare lo stile che Dio ha con noi. Dio viene nel silenzio…. non ha bisogno di apparire. Dio viene nella semplicità…. smettiamo di essere complicati. Dio viene nell’essenziale. Essere cristiani, allora, non significa “fare i bravi”. Significa vivere secondo lo stile di Cristo. Ovvero lasciarsi abitare da una domanda Se Gesù fosse al mio posto, come reagirebbe? Come guarderebbe questa persona? Come starebbe dentro questo dolore? Come sceglierebbe di amare? E forse troveremo il coraggio di fare il primo passo verso quel familiare con cui c’è rancore — da una parte o dall’altra. E forse troveremo il coraggio di fare un passo di lato per affiancare. E forse troveremo il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato…».

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In copertina, il Presepe allestito dinanzi all’altare della Basilica di Sant’Eufemia.

“L’orchestra non è una minestra” la proposta natalizia del Cta (a Pieris). Nuove produzioni in arrivo sulla scia della Capitale europea della cultura

Il fervore scatenato dalla Capitale europea della Cultura non si esaurisce con la fine del 2025 per il Cta di Gorizia (Centro Teatro Animazione e Figure) che proprio in questo ultimo scorcio d’anno sta lavorando a nuove proposte, principalmente rivolte al pubblico più giovane. Già durante le festività natalizie è in programma il debutto di “L’orchestra non è una minestra”, che verrà presentato lunedì 29 dicembre alle 15.30 nella sala delle Associazioni di via Marconi 6 (località Pieris). Inserito nell’ambito del programma “La magia del Natale” promosso dal Comune di San Canzian d’Isonzo, lo spettacolo (coproduzione Cta e Slou Coop) si rivolge a un pubblico dai 6 anni di età che potrà assistere a un viaggio creativo con protagonista una piccola orchestra di strumenti-utensili da cucina diretti dalla fantasia dell’attrice e musicista Adriana Vasques.
“L’orchestra non è una minestra” sarà una delle proposte indirizzate dal Cta alla scuola primaria nell’ambito del pluriennale progetto di Teatro a scuola, in partenza a febbraio ma per il quale sono già aperte le prenotazioni per tutti gli spettacoli in programma (chiamando il numero 0481.537280 o inviando una mail a sara.giurissa@ctagorizia.it). Realizzata con la collaborazione e il sostegno della Regione Autonoma Fvg – Assessorato alla Cultura e della Fondazione Carigo, l’iniziativa intende promuovere la cultura teatrale nelle scuole di ogni ordine e grado utilizzando il divertimento come strumento di riflessione su temi significativi nel mondo di oggi.

Atalanta


Fra le nuove produzioni rivolte nello specifico alle scuole dell’infanzia, spicca il debutto di “Solonauta. Un viaggio nel fare e stare da soli” che a fine febbraio vedrà protagoniste Carola Maternini ed Elisa Sarchi. La solitudine, la conoscenza dell’altro e di se stessi sono al centro dello spettacolo di marionette, presentato con una breve anteprima nell’ambito dell’Alpe Adria Puppet Festival dello scorso ottobre.
Ai ragazzi delle scuole medie di primo grado si rivolge invece “Orecchie d’asino” in cui l’attore Stefano Paradisi racconta la faticosa migrazione di una donna e suo figlio dal Sud al Nord Italia all’indomani dell’Unità nazionale. Una storia di sapore antico che si adatta però alla contemporaneità grazie ai temi sempre attuali dell’accoglienza e dell’esclusione ma anche all’importanza del ruolo della scuola come collante fra esperienze diverse. Ha debuttato quest’estate all’Alpe Adria Puppet Festival ed è pronta a tornare sul palco un’altra storia di migrazione, “Il viaggio di Berta”, proposta per le scuole primarie affidata all’interpretazione di Giulia Cosolo.
Rimanendo nell’ambito delle proposte per le scuole, in primavera torneranno le passeggiate teatrali in cuffia di Gorizia Nascosta, rivolte agli studenti degli istituti superiori che potranno così approfondire la conoscenza del territorio attraverso gli aneddoti sulla sua storia. “Accanto al lento scorrere del fiume. Piccole e grandi storie sulle rive dell’Isonzo” permetterà di scoprire il quartiere operaio di Straccis attraversando anche il parco di villa Ritter e visitando la centrale idroelettrica sulle rive dell’Isonzo. “Dall’alto da lontano – corale di confine” è invece un percorso simile a un pellegrinaggio lungo la via che conduce al monastero di Castagnevizza, luogo ideale per abbracciare, dall’alto e da lontano, Gorizia e Nova Gorica, separate fino a pochi anni fa da uno dei confini più discussi della storia del Novecento.
Ma il Cta sta scaldando i motori anche per le tournée, con spettacoli che raggiungeranno diverse località italiane in occasione di festival e rassegne. Grazie alla collaborazione fra Cta ed Ert risultano infatti già calendarizzate alcune repliche di “A spasso con Olivia” affidato all’attrice Elena De Tullio e “Atalanta (di Gianni Rodari). Partitura a tre voci”, spettacolo che racconta il celebre mito attraverso le parole di Stefano Paradisi, i disegni live painting dell’artista Massimo Racozzi e le musiche dal vivo di Claudio Parrino.

Per info: organizzazione@ctagorizia.it – ufficiostampa@ctagorizia.it

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In copertina, ecco una scena dello spettacolo in programma lunedì a Pieris.

“Io sono Sinfonica”, gran finale domani a Gorizia per Fvg Orchestra con la Nona di Beethoven chiusura simbolica di Go!2025

Il gran finale di “Io Sono Sinfonica”, la prima stagione concertistica della Fvg Orchestra, è un inno all’Europa che chiude simbolicamente l’anno di GO!2025, un evento irripetibile per il Friuli Venezia Giulia con Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della cultura. Sarà infatti proprio Gorizia ad ospitare, al Teatro Comunale Giuseppe Verdi, il concerto di domani 21 dicembre alle 20.30 con La Nona di Beethoven, una delle vette assolute della musica, un’opera simbolo della cultura europea e, allo stesso tempo, una tappa fondamentale nel percorso artistico di ogni musicista.
Sul palco, assieme a Fvg Orchestra con la bacchetta del maestro Florian Krumpöck, pianista e direttore d’orchestra austriaco di fama internazionale, ci saranno il Coro del Friuli Venezia Giulia, il soprano udinese Annamaria Dell’Oste, il mezzosoprano Mariangela Zito, il tenore Antonio Siragusa, il basso Davide Procaccini e il Coro da concerto di Maribor.
La Nona Sinfonia, detta anche Corale, è l’ultima sinfonia di Ludwig van Beethoven, scritta fra il 1822 e il 1824, simbolo universale di unità e fratellanza tra gli uomini: il quarto e ultimo movimento, infatti, include i solisti e il coro sui versi dell’Ode alla gioia di Friedrich Schiller che, riadattato da Herbert von Karajan, è diventato l’Inno ufficiale dell’Unione europea. Con questo evento dal grande valore artistico e simbolico si chiude la prima stagione di Io Sono Sinfonica, cinque concerti che hanno spaziato dalla grande classica, al jazz e all’operetta e che hanno avuto un grande successo di pubblico nei teatri di Monfalcone e Udine per concludere a Gorizia. La rassegna esprime chiaramente il profondo legame tra la Fvg Orchestra e la sua terra, il Friuli Venezia Giulia, un’identità forte, che si traduce in una presenza autorevole sia a livello nazionale che internazionale, raccogliendo consensi sempre più numerosi, anche da parte del Ministero della Cultura. L’organizzazione della stagione non sarebbe stata possibile senza il sostegno della Regione Fvg e del main sponsor CiviBank.

I PROTAGONISTI

ANNAMARIA DELL’OSTE, soprano – Udinese, si è formata ai Conservatori di Udine e Parma con Jenny Anvelt. Dopo il debutto al Teatro Verdi di Trieste in Orfeo ed Euridice diretta da Peter Maag, ha inaugurato la stagione della Scala con Armide di Gluck sotto la bacchetta di Riccardo Muti. Interprete apprezzata in repertori operistici, sinfonici e cameristici, si è esibita nei maggiori teatri e festival italiani ed esteri, tra cui Scala, San Carlo, Maggio Musicale, Wiener Staatsoper, Covent Garden e Bastille, collaborando con direttori di fama mondiale come Muti, Mehta, Abbado e Pappano.

MARIANGELA ZITO, mezzosoprano – Si diploma in canto lirico e si laurea in Musica da Camera con lode al Conservatorio Duni di Matera, perfezionandosi poi all’Accademia di Santa Cecilia e alla Mascagni Academy. Debutta nel 2023 al Mascagni Festival e affronta ruoli di rilievo come Lola, Santuzza, Suzuki, Frugola, Zita, Ciesca, Maddalena, fino ad Amneris in *Aida* (2025) con regia di Katia Ricciarelli. Ha cantato in teatri come Carlo Felice, Goldoni, Politeama Greco e Petrarca, distinguendosi anche in attività concertistica, tra cui un evento per la Fondazione Pavarotti presso la casa museo Luciano Pavarotti.

ANTONIO SIRAGUSA, tenore – Tenore messinese, debutta nel 1996 come Don Ottavio e Nemorino dopo il premio al Concorso “Giuseppe Di Stefano”. Da allora si esibisce nei principali teatri del mondo, tra cui Scala, Metropolitan, Wiener Staatsoper, Opéra de Paris, Bayerische Staatsoper, Real di Madrid e Liceu, collaborando con direttori come Muti, Mehta, Oren e Mariotti. Raffinato interprete rossiniano, è celebre per il Conte d’Almaviva, ruolo d’elezione in numerosi teatri internazionali. Ospite regolare del Rossini Opera Festival, ha ampliato il repertorio a Verdi e Donizetti, distinguendosi in produzioni di grande prestigio.

DAVIDE PROCACCINI, basso – Nato ad Anzio, laureato in Archeologia alla Sapienza, intraprende il canto lirico nel 2011 dopo esperienze come bassista e la musica elettronica, formandosi con artisti come Nucci, Lepore e Gazale. Vincitore del Concorso Voci Nuove 2013 premiato da Bocelli, debutta nel 2015 al Festival Puccini in Tosca accanto a Daniela Dessì. Si esibisce in teatri italiani e internazionali, tra cui San Carlo, Filarmonico di Verona, Teatro Coccia, Teatro Sociale di Como, ROH Muscat, affrontando ruoli di basso profondo (Sarastro, Osmin, Commendatore, Sparafucile) e brillanti (Basilio, Bartolo). È attivo anche nell’opera contemporanea, con titoli di Alberto Colla, Lucio Gregoretti, Paolo Marcarini e Stewart Copeland.

FLORIAN KRUMPÖCK, direttore – Florian Krumpöck, pianista e direttore d’orchestra di fama internazionale, ha debuttato al Tonhalle di Zurigo con la Moscow Radio Symphony Orchestra e si è esibito in festival e sale prestigiose come Salisburgo, Bachfest, Musikverein e Herkulessaal. Allievo di Buchbinder e Leonskaja, descritto da Barenboim come “pianista meraviglioso”, ha affiancato alla carriera solistica quella direttoriale, guidando la Norddeutsche Philharmonie, il Volkstheater Rostock e collaborando con orchestre come Wiener Symphoniker e Philadelphia Orchestra. Dal 2015 è direttore del Kultur.Sommer. Semmering e dal 2024 Direttore Ospite Principale della FVG Orchestra.

CORO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA – Il Coro del Friuli Venezia Giulia, fondato nel 2001, ha tenuto quasi 600 concerti in Italia e in Europa, distinguendosi per la flessibilità dell’organico, dal piccolo ensemble al grande coro sinfonico. Ha collaborato con orchestre e direttori di fama internazionale, tra cui Muti, Leonhardt, Koopman e Bacalov, e con artisti come Bocelli, Tosca, Ermal Meta e Cristicchi. Ospite di prestigiosi festival (Monteverdi, Ravenna, MI.TO, Stresa, Musikverein di Vienna), dal 2016 collabora stabilmente con Mario Brunello. Tra gli eventi recenti spiccano Mahler al Musikverein (2022), Prometeo di Nono (2024) e il concerto transfrontaliero per GO!2025 con oltre 600 coristi provenienti dal Friuli Venezia Giulia e dalla Slovenia, sotto la direzione di John Rutter.

CORO DA CONCERTO DI MARIBOR – Il Coro da Concerto di Maribor, in Slovenia, fondato nel 2018 dal direttore e pedagogo vocale Aleš Marčič, riunisce cantanti da tutta la Slovenia: musicisti professionisti, solisti, docenti, studenti e coristi esperti. Nato per grandi progetti vocali e strumentali in patria e all’estero, ha collaborato regolarmente con Alois J. Hochstrasser e l’Interpannon Concert Society, esibendosi dal 2018 al 2022 nello Stefaniensaal di Graz con la Nona di Beethoven e in opere come Carmina Burana, La Creazione, Il libro dei sette sigilli e il Requiem verdiano. Nel 2022 ha partecipato al concerto di Andrea Bocelli a Lubiana e nel 2024 ha organizzato a Maribor il Concerto per la Pace con la Nona di Beethoven e la “Prayer for Ukraine” di Silvestrov.

La stagione Io sono Sinfonica è realizzata con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia e CiviBank; in collaborazione con il Comune di Monfalcone, il Comune di Udine, il Comune di Gorizia, il Teatro comunale di Monfalcone Marlena Bonezzi, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il Teatro Giuseppe Verdi di Gorizia, Associazione culturale Euritmica e l’Associazione internazionale dell’Operetta Friuli Venezia Giulia.

Le prevendite sono aperte su VivaTicket e alla biglietteria del Teatro Comunale Giuseppe Verdi. Prezzo speciale per gli abbonati della Fondazione Bon. Prenotazioni: biglietteria@fvgorchestra.it | tel. 351.9129211.

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In copertina, il maestro Florian Krumpöck; all’interno, Fvg Orchestra, Annamaria Dell’Oste e Coro Fvg.

Bandi europei, importante opportunità per le Pro Loco Fvg. L’onorevole Ciriani a De Marchi: siamo pronti ad aiutarvi per superare le difficoltà burocratiche

Dai Carnevali storici ai cori fino a quel grande strumento di sostegno all’istruzione e cultura che è il progetto Erasmus: molteplici sono i bandi europei a cui potrebbero accedere le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia per le proprie attività. Ma, spesso, questo non avviene per colpa della burocrazia. Se ne è discusso nella sede del Comitato regionale dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia a Villa Manin di Passariano dove il presidente Pietro De Marchi ha accolto il parlamentare europeo Alessandro Ciriani.

L’occasione – che ha visto De Marchi donare all’onorevole Ciriani la tessera associativa Unpli dedicata a Go!2025 Capitale europea della cultura e il volume sui volontari delle Pro Loco – è stata utile sia per fare il punto sulle attività attuali delle associazioni aderenti al Comitato regionale (si sta per arrivare a quota 250) che presentare gli impegni futuri. Presenti anche i consiglieri del Comitato regionale Unpli Elisa Fantino (Pro Loco Rivolto), Marco Bendoni (Pro Loco Val Cosa), Gianfranco Specia (Pro Loco Valle di Soffumbergo), Francesco Pattanaro (Pro Loco Maniago) e Loris Florean (Pro Loco San Martino di Campagna) che hanno raccontato le proprie specifiche realtà, nonché i dipendenti del Comitato.
«La Regione ci è molto vicina sostenendoci – ha sottolineato il presidente De Marchi -, mentre sui fondi europei non abbiamo mai preso in considerazione, anche a fronte del carico burocratico che comporta questo genere di bandi. Grazie a fondi regionali possiamo contare sullo sportello Sos Eventi Fvg, che gestiamo a vantaggio di tutto il Terzo settore con 420 pratiche Suap gestite solo nel 2024. Ma a livello europeo per noi è tutto un territorio da esplorare, pure a livello burocratico».
«Concordo sul fatto che l’impegno a livello di burocrazia possa portare a desistere ancora prima di presentare domanda – ha risposto Alessandro Ciriani -, ma in tal senso ci sono collaboratori di noi parlamentari che possono aiutare nella fase di presentazione delle candidature. Sarà mia cura tenere aggiornato il mondo delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, fatto di volontari che sono custodi preziosi delle tradizioni locali, sulle opportunità presenti nei bandi attuali e in quelli futuri. Si tratta di percorsi di finanziamento che sono assolutamente da provare».
Si è discusso anche dei prossimi appuntamenti come gli eventi natalizi, Sapori Pro Loco nel maggio 2026 e Pordenone 2027 Capitale Italiana della cultura in cui anche le Pro Loco sono pronte a fare la propria parte. L’onorevole Ciriani ha invitato De Marchi e tutta l’Unpli Fvg a Strasburgo per presentarsi con le proprie eccellenze, anche enogastronomiche, al Parlamento Europeo. Concluso l’incontro il gruppo è stato raggiunto dal direttore dell’Erpac Fvg Guido Comis che ha accompagnato gli ospiti nella visita alle mostre attualmente allestite nel complesso dogale: “Confini da Gauguin a Hopper” e “Architetture trasparenti”.

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In copertina, il presidente De Marchi dona il libro sul volontariato nelle Pro Loco all’onorevole Alessandro Ciriani; all’interno, altre immagini dell’incontro a Villa Manin.

Gorizia-Nova Gorica, ormai è conto alla rovescia per l’Alpe Adria Puppet Festival con sei giorni di proposte senza confini

Parlare di prospettive nel teatro, e nel teatro di figura in particolare, apre un ventaglio di riflessioni sconfinato, proprio come il territorio di Nova Gorica/Gorizia in questo anno che le vede protagoniste come Capitale europea della Cultura. Oggi chi guarda l’una o l’altra città, da entrambe le parti del confine si ponga, vede il comune desiderio di collaborazione per costruire un territorio unito, accogliente, sostenibile e proiettato verso il futuro. E questo è ciò su cui ha lavorato sin dalle origini l’Alpe Adria Puppet Festival, proponendo spettacoli che attraversassero la frontiera, ancora presidiata e chiusa, nella ferma convinzione delle potenzialità comunicative del teatro di figura. Per ampliare ulteriormente le sue prospettive, la 34ma edizione della rassegna si è posta l’obiettivo di abbattere non solo i confini geografici proponendo spettacoli transfrontalieri, ma anche estendendo sempre più le forme e le tematiche degli spettacoli inclusi nella programmazione, strizzando l’occhio alle suggestioni delle nuove tecnologie e dedicandosi ad argomenti di estrema attualità. Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso parte il vicesindaco di Nova Gorica Tomaž Horvat, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, l’assessore comunale alla Cultura di Gorizia Fabrizio Oreti, il direttore del Lgl di Ljubljana Uroš Korenčjan (in collegamento da remoto), il responsabile del Programma Capitale europea della cultura 2025, Stojan Pelko, e Laura Devetak per il Gect di Gorizia. Nel corso della presentazione il direttore artistico del festival e del Cta di Gorizia, Roberto Piaggio, ha esordito riferendosi alla delicata situazione internazionale: «Da sempre il festival ha voluto dare voce a chi, per vario motivo, non ce l’ha ed è per questo che sentiamo la necessitò di dichiarare la nostra indignazione per ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi ogni giorno, a danno di bambini e esseri umani inermi. Per questo, assieme ad altre importanti realtà nazionali del teatro di figura, abbiamo lanciato una petizione online che sarà letta a ogni spettacolo per denunciare la situazione di Gaza e rendere così il teatro luogo di coscienza critica». Piaggio ha in seguito ricordato i numeri del festival che si terrà dal 3 all’8 ottobre: in sei giornate si assisterà a 86 appuntamenti, 48 spettacoli, con la presenza di otto Paesi europei, che presenteranno nove prime nazionali affiancate a due workshop.

I temi degli spettacoli – Due sono i filoni che si possono riscontrare nella fitta programmazione dell’Alpe Adria Puppet Festival: da una parte il tema ambientale – trattato dal progetto Transport e legato a doppio filo con quello della sostenibilità sociale – e quello relativo alle tematiche di genere, con spettacoli che rivendicano il ruolo della donna nella società (Lidia Poët), che si focalizzano su esperienze di vita rese difficoltose dal confronto con la malattia (signora Rossetta) e su donne che riescono a superare la violenza subita attraverso la poesia della musica (Edith & me). A quest’ultimo, delicato argomento sarà anche dedicato uno specifico incontro di approfondimento condotto dalla giornalista Margherita Reguitti con la partecipazione dell’attrice e cantante Yael Rasooly e le operatrici dell’associazione SOS rosa di Gorizia (sabato 4 ottobre, ore 10.30).

I progetti europei – Nell’anno della Capitale Europea della Cultura, spiccano tre progetti europei che vedono il Cta proseguire la sua collaborazione con altre realtà teatrali. Fra questi, il progetto Art&Puppets finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal GECT GO. Il progetto, finalizzato alla diffusione e promozione del teatro di figure in tutte le sue forme, vedrà proporre a Gorizia sei spettacoli di compagnie italiane e straniere con due produzioni Cta (Lidia Poët, prima avvocata d’Italia e Atalanta. Partitura a tre voci), cui si affiancano Edith&me (produzione internazionale con l’attrice e cantante Yael Rasooly), Electric Shadows (prima nazionale della compagnia tedesca Florschütz & Dohnert), dalla Sardegna Signora
Rossetta di Is Mascareddas e il gran finale affidato alla spettacolare performance di arte digitale e danza Hakanaï di Adrien M & Claire B.
Prosegue e si rafforza il Progetto SpettAttore, anche questo parte del progetto Art&Puppets, inaugurato lo scorso anno e finalizzato alla formazione di un pubblico consapevole e critico che vivrà le sei giornate di spettacoli da una prospettiva inedita attraverso gli incontri con artisti, registi delle diverse compagnie e operatori del settore teatrale presenti all’Alpe Adria Puppet Festival. Ad arricchire l’offerta per i dodici SpettAttori presenti saranno i tre incontri (aperti anche al pubblico) del progetto Art&Part curati da Isig- Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia), dedicati ad Arte e inclusione, Linee di confine e skyline (con il percorso teatrale in cuffia Come due sorelle proposto dal CTA) e Dallo Spettatore allo proponendo spettacoli che attraversassero la frontiera, ancora presidiata e chiusa, nella ferma convinzione delle potenzialità comunicative del teatro di figura.
Per ampliare ulteriormente le sue prospettive, la 34ma edizione della rassegna si è posta l’obiettivo di abbattere non solo i confini geografici proponendo spettacoli transfrontalieri, ma anche estendendo sempre più le forme e le tematiche degli spettacoli inclusi nella programmazione, strizzando l’occhio alle suggestioni delle nuove tecnologie e dedicandosi ad argomenti di estrema attualità.proponendo spettacoli che attraversassero la frontiera, ancora presidiata e chiusa, nella ferma convinzione delle potenzialità comunicative del teatro di figura. Per ampliare ulteriormente le sue prospettive, la 34ma edizione della rassegna si è posta l’obiettivo di abbattere non solo i confini geografici proponendo spettacoli transfrontalieri, ma anche estendendo sempre più le forme e le tematiche degli spettacoli inclusi nella programmazione, strizzando l’occhio alle suggestioni delle nuove tecnologie e dedicandosi ad argomenti di estrema attualità.Spett-Attore. Gli incontri avranno inoltre un’anteprima, martedì 1ottobre, aperta al pubblico e dedicata a La poesia come incontro: leggere attraverso i confini e i sé.

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Le due città si raccontano

Dopo il grande successo dell’ultima edizione del Festival In\Visible Cities, tre spettacoli presentati in prima assoluta torneranno in scena con nuove repliche tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Sarà un’occasione preziosa per rivivere esperienze artistiche capaci di emozionare e coinvolgere, trasformando luoghi simbolici del territorio in palcoscenici di narrazioni inedite. Due le date da segnare in agenda. Oggi, 28 settembre, il pubblico potrà assistere, alle 10.30 e alle 16, a “Districare un giardino III” di Neja Tomšič, ospitato nel Parco di Rafut di Nova Gorica, mentre alle 17.30 e 19 a “Ex/Nekdaj” di Renato Rinaldi, che prenderà vita negli spazi dell’ex cotonificio di Gorizia. Sabato 4 ottobre “Districare un giardino III” tornerà al Parco di Rafut (alle 10.30), mentre “Creature di confine / Bitja ob meji” di Andrea Colbacchini si svolgerà lungo la passerella di Salcano, tra Italia e Slovenia (alle 16 e alle 17.30). Tutti gli spettacoli fanno parte del progetto RA – Realtà aumentate / Obogatene resničnosti, prodotto da Quarantasettezeroquattro in collaborazione con il Goriški Muzej – Nova Gorica e finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal GECT GO. Projekt financira Evropska unija iz Sklada za male projekte GO! 2025 Programa Interreg VI-A Italija-Slovenija 2021-2027, ki ga upravija EZTS GO. Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti.

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Videomapping – Nel progetto Art&Puppets rientra anche il workshop di videomapping Lighting Guerrilla di Strip Core/Forum Ljubljana, destinato alla realizzazione di progetti artistici site-specific focalizzati sull’applicazione del video negli spazi urbani. Attraverso attività concrete che si svolgeranno a Palazzo De Grazia nei pomeriggi dal 2 al 4 ottobre, i partecipanti impareranno i principi fondamentali e i metodi di videomapping sviluppando i propri approcci concettuali e visuali al progetto su elementi architettonici e spaziali. Il workshop (gratuito e per il quale le iscrizioni sono aperte fino al 30 settembre) verrà guidato dalle media artists Stella Ivšek e Urša Čuk, entrambe membri del collettivo multidisciplinare Beam Team, noto per i suoi lavori di installazioni audiovisive, video mapping e media practices. Il lavoro di questi giorni avrà poi come esito finale l’allestimento del Flash Art che animerà piazza Vittoria nella serata di sabato 4 ottobre. Il workshop è realizzato in collaborazione con la partnership del festival Svetlobna Gverila e la sponsorship di MadMapper & Garage Cube.

Il progetto Transport – Si tratta di un progetto europeo di co-produzione triennale premiato da fondi della Commissione Europea nel programma Creative Europe Programme. Il progetto riunisce il Cta di Gorizia a sei prestigiose istituzioni teatrali internazionali: Klaipėdos Lėlių Teatras (Lituania), Białostocki Teatr Lalek (Polonia), Eesti Noorsooteater (Estonia), Divadlo Alfa Plzeň (Repubblica Ceca), Lutkovno gledališče Ljubljana (Slovenia) e Lutkovno Gledališče Maribor (Slovenia). Ognuno di questi ha creato sei produzioni indipendenti dirette da Tin Grabnar e destinate a interrogarsi sul significato dei trasporti, come modellino le nostre vite e l’impronta che lasciano sull’ambiente. Tutte le performance, pur indagando diversi aspetti e mezzi di comunicazione, sono legate a livello strutturale e tematico fino a costruire un nuovo insieme drammaturgico. Il progetto Transport è legato alla sostenibilità non solo in termini di contenuti ma anche di produzione. I partners lavorano su piccole piattaforme mobile così da stimolare un diverso approccio al modo di concepire le tournée. La creazione dei set e delle figure è iniziata nel maggio 2024 al Maribor Puppet Theatre dove numerosi professionisti dai teatri partner hanno partecipato a un workshop scambiandosi le proprie competenze. Il 16 settembre dello scorso anno il Maribor Puppet Theatre ha ospitato la prima di Cargo che in ottobre è stato proposto al pubblico dell’Alpe Adria Puppet Festival dove, quest’anno, in occasione della Capitale Europea della Cultura 2025, verrà proposto l’intero progetto.

L’unicità di Gora – Nonostante il target del Festival sia prevalentemente il pubblico adulto, agli spettatori più piccoli è indirizzato lo spettacolo Gora, una coproduzione italo slovena del Teatro stabile del Friuli-Venezia Giulia e Lutkovno Gledališče Ljubljana, vincitrice nel 2024 del bando del “Fondo per piccoli progetti GO! 2025” gestito dal GECT GO e finanziato dal Programma INTERREG VI-A ITALIA-SLOVENIA 2021/2027. Gora è stato costruito attraverso una residenza transfrontaliera che ha visto lavorare assieme attori e attrici italiani e sloveni del teatro di figura. L’unicità di questa nuova produzione risiede nel fatto che, pur avendo inizialmente lavorato insieme, le due compagnie hanno dato vita a una doppia produzione e quindi a due spettacoli identici, ma interpretati l’uno dagli attori italiani e l’altro dagli attori sloveni, non senza contaminazioni linguistiche e culturali. Sono state di conseguenza costruite due scenografie identiche, e lo stesso vale per i burattini e i costumi, così da permettere a entrambi gli spettacoli di girare contemporaneamente sul suolo italiano e sloveno, sempre nell’ottica del concetto “borderless” promosso da Gorizia – Nova Gorica Capitale della Cultura 2025.

Altri progetti – La creatività troverà uno spazio privilegiato per svilupparsi in un secondo workshop gratuito che anticiperà la programmazione del festival. Il pomeriggio di giovedì 2 ottobre alle 17.30 Luca d’Agostino, fotografo ufficiale del festival, terrà la lezione teorica introduttiva del laboratorio 3…2…1…Click! che porterà i partecipanti nei teatri per assistere e immortalare le immagini degli spettacoli. Progetto Cantiere nasce per dare un’opportunità concreta alle compagnie emergenti che utilizzano il linguaggio del teatro di figura come loro linguaggio principale. Si avvale della collaborazione attiva di importanti realtà nell’ambito del Teatro di Figura: accanto all’Alpe Adria Puppet Festival, troviamo Insolito Festival (Micro Macro di Parma), Festival Internazionale dei Burattini e delle Figure Arrivano dal Mare (Teatro del Drago di Ravenna) e ANIMA IF Festival Internazionale (Is Mascareddas di Cagliari). In questa 12esima edizione, sulla scia dell’anno passato, Progetto Cantiere vuole entrare nel merito della creazione artistica, dando risalto al percorso e alle idee, al lavoro verso la concretizzazione delle stesse offrendosi come un vero e proprio “cantiere” aperto, dove l’incontro artistico e generazionale, lo scambio di vedute e poetiche, tecniche e innovazioni, possa dare una spinta artistica significativa. Lo spettacolo selezionato in questa edizione è Questo non è un amore della compagnia CrepaMuro Teatro (Italia -Cile), presentato in anteprima assoluta nell’ottobre 2024 alla Rassegna internazionale di Teatro di Figura Incanti di Torino.

Le compagnie – A rendere unica questa 34esima edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival saranno compagnie, attori e registi di risalto internazionale: Adrien M & Claire B (Francia), Figuren Theater Tübingen (Germania), Is Mascareddas (Italia), Florschütz & Döhnert (Germania), Yael Rasooly (Israele/Francia), Teatro Stabile del FVG/Piccoli di Podrecca (Italia), Carola Maternini ed Elisa Sarchi, CrepaMuro Teatro, Lutkovno Gledališče Theatre (Slovenia), Maribor Puppet Theatre (Slovenia), Eesti Noorsooteater (Estonia), Klaipėdos Lėlių Teatras (Lituania), Białostocki Teatr Lalek (Polonia), Divadlo Alfa Plzeň puppet theatres (Repubblica Ceca), Forum Ljubljana (Slovenia).

Contributi – Il festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Promoturismo, il patrocinio dei comuni di Gorizia e Nova Gorica. Il progetto Art&Puppets è finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal GECT GO.

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In copertina e all’interno tre immagini degli spettacoli che saranno presentati nei prossimi giorni a Gorizia e a Nova Gorica.

Palchi nei Parchi, musica senza confini domattina a Gorizia e Nova Gorica con protagonisti I Violoncelli Itineranti

Domani, 2 agosto, alle prime luci di un giorno d’estate, il confine tra Italia e Slovenia si dissolve e lascia spazio alle note nel nuovo appuntamento con la rassegna itinerante Palchi nei Parchi, promossa dal Servizio Foreste della Regione Friuli Venezia Giulia e con la direzione artistica dalla Fondazione Luigi Bon. La giornata propone un evento dal forte valore simbolico e culturale, tra i più attesi ed evocativi dell’intera amnifestazione: “Musica senza confini / Glasba brez meja”, un cammino musicale e umano pensato per celebrare GO!2025 – Capitale Europea della Cultura.
Grazie a un’importante collaborazione internazionale che coinvolge il Zavod za gozdove Slovenije, il Kulturni dom Gorica, il Kulturni dom Nova Gorica e alla profonda sinergia tra i corpi forestali di Italia e Slovenia, la musica diventa linguaggio universale e ponte tra culture, per offrire due emozionanti appuntamenti immersi nella natura. Si inizia alle 7.30 del mattino, nel suggestivo scenario del Parco Piuma di Gorizia per proseguire, alle 11, nel cuore verde del Bosco Panovec di Nova Gorica. Protagonista dell’escursione musicale transfrontaliera sarà l’ensemble al femminile I Violoncelli Itineranti, formazione d’eccellenza composta da Andrejka Možina – violoncellista, voce e autrice delle musiche originali – affiancata da Irene Ferro-Casagrande e Carla Scandura, entrambe al violoncello.
Il concerto di apertura, a Parco Piuma, è un omaggio alla poesia femminile slovena in Italia, in cui suono e parola si intrecciano, fondendo le sonorità del violoncello con i versi poetici, in un dialogo armonico tra la lingua italiana e quella slovena. Il secondo, nel Bosco Panovec, rappresenta invece un viaggio musicale nelle tradizioni popolari, attraverso canti folk e tradizionali che spaziano dal friulano all’istriano, dal goriziano alle melodie d’oltreoceano, con la partecipazione straordinaria del chitarrista Marko Čepak.
A fare da trait d’union tra le due esibizioni, una passeggiata naturalistica guidata dal Corpo Forestale Sloveno o, in alternativa, una cicloescursione organizzata da Fiab Gorizia (per informazioni: gorizianinbici@gmail.com). Entrambe le location – Parco Piuma e Bosco Panovec – sono facilmente raggiungibili in automobile. È inoltre disponibile, su prenotazione fino a esaurimento posti, un servizio navetta gratuito che effettuerà il collegamento tra le due sedi. Tutti i dettagli e le modalità di partecipazione sono consultabili sul sito ufficiale: www.palchineiparchi.it e sui canali social della rassegna.

In caso di maltempo, l’evento si svolgerà in forma unica alle ore 11 al Kulturni dom Gorica – Gorizia.
La rassegna “Palchi nei Parchi” è ad ingresso gratuito, con possibile offerta per la Raccolta Fondi Green

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In copertina, I Violoncelli Itineranti che domani daranno vita ai concerti.

L’omaggio a Julius Kugy della Somsi di Pordenone: oggi prima iniziativa a Gorizia protagonista il New Era Quartet

È la figura di Julius Kugy (Gorizia 1858 – Trieste 1944), alpinista, scrittore, botanico, umanista, musicista, il fulcro del nuovo progetto dedicato a Go!2025 che la Storica Società Operaia di Pordenone promuove come proprio speciale contributo all’anno della Capitale Europea della Cultura. “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio” nello spazio di un mese presenterà cinque appuntamenti tra Pordenone, Gorizia e il Collio, che ripercorreranno le orme di questo eclettico umanista, intorno ad alcune delle sue più forti passioni, in particolare la musica e la montagna.

Anna Graf


“Austriaco per parte di padre, sloveno di madre, nato a Gorizia ma di fatto triestino, amante delle vette che compongono il panorama delle Alpi Giulie, ma anche delle antiche vie sulle Dolomiti Friulane, e poi musicista per passione, fine intellettuale, Kugy incarna perfettamente la grande ricchezza culturale del mondo mitteleuropeo tra le culture tedesca, slovena e italiana, quello spazio “senza confini” che oggi la Capitale Europea della Cultura mette al centro del suo ambizioso progetto” sottolinea Eddi De Nadai, direttore artistico di questo percorso, realizzato con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, ITAS Assicurazioni e GSM Gestione Servizi Mobilità, e con il patrocinio di numerosi enti artistici e culturali del territorio.
La montagna friulana dunque sarà uno dei fil rouge del programma: da mettere subito in agenda la presentazione sabato 28 giugno, alle 17, nella sede Somsi di Palazzo Gregoris a Pordenone, con il patrocinio dell’ente Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e di varie sezioni del Cai regionale, del nuovo libro di Mario Tomadini “Le guide alpine, portatori e portatrici nelle Prealpi Clautane” (1874-1915), frutto di una meticolosa ricerca condotta sul territorio dall’ex presidente SOMSI, appassionato studioso, Accademico dell’Istituto d’Arte e Cultura Alpina – Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, che converserà con Lucia Bassan.
La prefazione del libro è firmata da Maurizio Bait, giornalista e scrittore con uno sguardo particolare sul “confine”, che animerà, assieme alla studiosa di Kugy Valentina Randazzo, della Fondazione Coronini Cronberg, l’incontro “Julius Kugy profeta della frontiera aperta” in programma giovedì 26 giugno alle 18 al Kulturni Dom di Gorizia.

Tamara Ivaniš Zaplatić

Alina Tabolina

Tjaša Šulc

Quindi il filone musicale presenterà tre appuntamenti, tutti con giovani musicisti di grande talento. Si comincia oggi, 7 giugno, alle 19 nel Parco della Fondazione Coronini Cronberg a Gorizia, con il concerto del New Era Quartet, quartetto d’archi composto da giovani musicisti di area centro-europea (Kristina Mlinar e Teodora Kaličanin violino, Maria Cecilia Villani viola, Alessandro Pietro Dore violoncello), su musiche del tempo di Kugy, con spartiti di Mahler e Brahms, interpretati anche dal soprano russo Anna Graf, premiata al Concorso di canto cameristico “Seghizzi” di Gorizia del 2024.
Venerdì 20 giugno, alle 21, appuntamento sul Collio presso la Tenuta Borgo Conventi di Farra d’Isonzo con la “Serenata in Vigna” dedicata al tema dell’Acqua, realizzata insieme al Piccolo Opera Festival, con Alina Tabolina soprano, Aida Turganbayeva soprano e Andrea Furlan al pianoforte, su musiche di Schubert, Wolf, Brahms, Richard Strauss e Rachmaninov.
Infine il 3 luglio, alle 20.45, nel Convento di San Francesco a Pordenone sarà la vincitrice del Concorso “Seghizzi” 2024, il soprano croato Tamara Ivaniš Zaplatić, accompagnata dalla pianista slovena Tjaša Šulc Dejanović al pianoforte, a eseguire musiche dall’Europa di Kugy, anche di raro ascolto, da pagine di Grieg, R. Strauss, Mahler, Wolf, Seghizzi, Tosti, Pejacevic, Dell’Acqua, con una prolusione della musicologa Alessia Zangrando.

Maurizio Bait

Maggiori informazioni sugli eventi nel sito web www.somsipn.it o sulle pagine social della Somsi Pordenone.

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In copertina, un ritratto del famoso alpinista Julius Kugy (Gorizia 1858 – Trieste 1944).

Go!2025, il Giro d’Italia è in arrivo nell’Isontino: stasera Manzano vivrà il clima d’attesa con Dino Persello

(g.l.) Il Giro d’Italia, finalmente, sta per arrivare in Friuli Venezia Giulia con la mitica tappa che sabato 24 maggio si concluderà a Nova Gorica e Gorizia, quale omaggio degli sportivi del pedale alla Capitale europea della Cultura, la prima a carattere transfrontaliero contraddistinta dal logo Go!2025. Un clima d’attesa non da poco, davvero elettrizzante, e che sarà bello poterlo vivere questa sera con Dino Persello, il quale a Manzano – località, appunto, di passaggio dei “girini” – propone la sua terza puntata di “Aspettando il Giro…”, dopo le riuscitissime serate di Clauiano e Talmassons. L’appuntamento, con ingresso libero, è alle 20.30 all’antico Foledor Boschetti della Torre di via Natisone ed è sostenuto dal Comune di Manzano. «La catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi», afferma Dino Persello che, come è noto, propone anche lo spettacolo odierno nell’ambito dell’ormai collaudato programma “Ciclismo è poesia”. L’ultima serata sarà sabato a Sacile a commento dell’arrivo della carovano rosa nell’Isontino italo-sloveno, ma anche in vista della tappa che il giorno successivo, domenica 25 maggio, andrà da Fiume Veneto ad Asiago, quindi dal Pordenonese al Vicentino.

# Oggi 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

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In copertina, l’attore e regista sandanielese Dino Persello atteso stasera a Manzano.

In Fvg ci sono più Pro Loco che Comuni: a Gorizia è tempo di bilanci, idee e progetti per i volontari di tutta la regione

Tempo di bilancio del 2024 appena trascorso con uno sguardo al 2025 appena iniziato per le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia: il Comitato regionale dell’Unione Nazionale tra le Pro Loco d’Italia le ha riunite ieri a Gorizia per l’Assemblea annuale nell’Auditorium della Lingua Friulana. Il capoluogo isontino è stato ovviamente scelto in quanto Capitale europea della Cultura assieme a Nova Gorica. «Città sorelle – ha commentato il presidente del Comitato regionale Pro Loco Pietro de Marchi – unite da un comune sentimento europeo che malgrado l’essere state separate per un lungo periodo da un grigio confine, dimostrano oggi come la condivisione e la collaborazione possano andare oltre le divisioni attuate sulla carta».

INTERVENTI – A gestire i lavori assembleari Valter Pezzarini, membro della giunta nazionale Unpli. Sono intervenuti facendo gli onori di casa Giorgio Lorenzoni presidente della Pro Gorizia e il sindaco Rodolfo Ziberna. Intervento iniziale di Sergio Emidio Bini, assessore regionale al turismo e attività produttive, che ha lodato la passione dei volontari delle Pro Loco. «In Friuli Venezia Giulia ci sono più Pro Loco che Comuni – ha detto Bini -: sono 240 le associazioni a fronte di 215 amministrazioni locali. Credo non ci sia indicatore migliore per evidenziare il ruolo cardine che le Pro Loco rivestono nell’animazione e valorizzazione dei nostri paesi, financo delle più piccole frazioni. C’è davvero in Friuli Venezia Giulia un tesoro preziosissimo e le nuove e recenti iscrizioni all’Unpli FVG sono un segnale importante di salute e di vitalità, soprattutto dopo gli anni difficili della pandemia. Come amministrazione regionale, abbiamo il dovere di ringraziare gli oltre 20 mila volontari impegnati in Fvg e di sostenere il mondo delle Pro Loco, vero e proprio collante sociale dei nostri paesi». L’europarlamentare Alessandro Ciriani ha inviato, invece, un messaggio in cui ha sottolineato come le Pro Loco operino in prima linea per la società. Luca Occhialini presidente Banca 360 Fvg nel suo intervento ha sottolineato come le Banche di credito cooperativo e Pro Loco parlino la stessa “lingua” a favore del territorio, mentre Roberto Ferri, presidente Centro Servizi Volontariato Fvg ha sottolineato il positivo lavoro insieme con le Pro Loco. Plauso conclusivo di Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. «Le Pro Loco – ha detto Bordin – rappresentano un presidio fondamentale per l’identità dei territori e per la coesione delle comunità. In Friuli Venezia Giulia si conferma un modello virtuoso, capace di unire tradizione, partecipazione e capacità organizzativa. Il ruolo svolto nel tessuto sociale e culturale è insostituibile e merita attenzione e sostegno. È attraverso queste realtà che si rafforza il senso di appartenenza e si valorizza il patrimonio locale. Un contributo concreto e prezioso per tutta la collettività». In videocollegamento il presidente nazionale Unpli Antonino La Spina, che ha ricordato con piacere la presenza proprio a Gorizia l’8 febbraio scorso per la giornata inaugurale della Capitale europea della cultura, con le Pro Loco tra i protagonisti. Quest’anno la tessera nazionale Pro Loco è dedicato proprio alla Capitale della cultura. «Esaurite le prime 650 mila – ha annunciato La Spina – ne stiamo ristampando altre 50 mila».

DATI – L’occasione è stata utile per fornire qualche dato. A livello di numeri la realtà delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia si conferma solida, con 240 Pro Loco affiliate all’Unpli nel 2024 di cui 14 di nuova adesione. Trend che prosegue nel 2025 visto che ci sono già 4 nuove Pro Loco affiliate nei primi tre mesi. Circa 20 mila i volontari e 1400 gli eventi organizzati durante l’anno. Il recente rapporto del Censis «Le Pro Loco: motore della valorizzazione territoriale e della coesione sociale», ha evidenziato a livello nazionale come il 75,1% della popolazione italiana viva in Comuni che ospitano almeno una Pro Loco, associazioni considerate linfa vitale imprescindibile, soprattutto nei piccoli centri. Nel 2023 sono stati quasi il 60% gli italiani che hanno partecipato ad almeno un evento organizzato dalla Pro Loco, mentre il 43,5% ha vissuto uno di questi appuntamenti durante un viaggio di piacere. Numeri percentuali che, in attesa di un eventuale studio regionale specifico, già ora si possono immaginare ancora più alti per la realtà del Friuli Venezia Giulia, dove ci sono più Pro Loco che Comuni (240 contro 215).

EVENTI – De Marchi nella sua relazione ha ringraziato tutti i presidenti e volontari di Pro Loco, i membri del consiglio regionale Pro Loco per il supporto e la segreteria della sede centrale di Villa Manin. Qui ha sede anche lo Sportello SOS Eventi Fvg, istituito con la legge regionale 7 del 2019 e che dà supporto a tante realtà del terzo settore – non solo Pro loco ma anche associazioni e parrocchie – nella preparazione della documentazione burocratica da presentare per organizzare eventi. Ben 415 le pratiche portate a termine nel 2024 per l’autorizzazione allo svolgimento delle manifestazioni che non si limitano alla mera esecuzione dell’inserimento dati sui portali Suap ma anche a tutta la fase interlocutoria con gli organizzatori, gli Uffici tecnici e la Polizia locale. Nel corso dell’Assemblea sono state anticipate le recenti novità normative in ambito di Terzo settore a cura della consulente fiscale Veronica Panigutti e del presidente dell’Organo di controllo Angelo Moschetta, componente del Tavolo tecnico legislativo presso il Forum del Terzo Settore di Roma. Intervento anche di Maurizio Rosa, terzo componente Organo di controllo. C’è stato anche un intervento di Enaip.

OBIETTIVI – «Un sempre maggiore supporto nelle pratiche burocratiche – ha concluso De Marchi -, una viva attenzione al ricambio generazionale tra volontari, un aiuto alle nuove Pro Loco che sorgono: queste alcune delle sfide odierne del nostro mondo, oltre alla salvaguardia di usi e tradizioni e delle specialità enogastronomiche tramite le nostre sagre ed altri eventi e progetti. Per questo collaboriamo anche con l’Unpli nazionale per il censimento della memoria immateriale mentre per quando riguarda l’aspetto culinario, l’appuntamento è per i due weekend centrali di maggio – 17/18 e 23/24/25 maggio – a Sapori Pro Loco in Villa Manin: vi aspettiamo tutti».

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’assemblea delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia riunite ieri a Gorizia.

Colombre e Maria Antonietta aprono a Socchieve la nuova edizione di Casamia. E a Gorizia parte In/Visible Cities

SOCCHIEVE -Saranno Colombre e Maria Antonietta a inaugurare, oggi alle 18, al Sos music di Socchieve, la nuova edizione di “Casamia”: progetto di residenze che porta in Carnia artisti dall’Italia e dall’estero. Da marzo e fino a dicembre, otto piccole comunità ospiteranno altrettanti artisti/gruppi che, per una settimana, si immergeranno completamente nella loro musica lasciandosi contaminare dalle comunità ospitanti e dai territori, con la loro storia e le loro peculiarità. Ogni sabato, sempre alle 18, ciascuno sarà protagonista di una restituzione: un concerto, a ingresso gratuito, destinato in particolar modo a chi li ha ospitati, ma non solo. «Casamia è un progetto che utilizza la musica come pretesto per costruire relazioni fra artisti e comunità – ha spiegato Francesco Rossi della Cooperativa Puntozero -. In questi anni credo siamo riusciti nel nostro intento».
DUE CANTAUTORI – Ad aprire la nuova stagione saranno due cantautori che, dopo il pezzo portato sul palco del Primo Maggio di Roma, nel 2024, stanno collaborando a un intero disco scritto e composto a quattro mani, che uscirà proprio in primavera. Fra i più brillanti rappresentanti della musica indie italiana, Maria Antonietta e Colombre, hanno delle carriere ricche e multiformi. Maria Antonietta ha pubblicato il suo album d’esordio, prodotto da Brunori Sas, nel 2012, a cui ne sono seguiti altri, assieme ai tour italiani ed europei. Ma è stata anche giurata del Premio Strega Poesia; ha aperto il concerto di Calcutta, Lana del Rey e Paolo Nutini, fra gli altri. È anche autrice del singolo “E invece Niente” per i Tre Allegri Ragazzi Morti; oltre a essere conosciuta come scrittrice e giudice del Festival di Castrocaro. Colombre ha esordito invece nel 2017 con l’album “Pulviscolo”, subito candidato nella cinquina del premio Tenco come miglior opera prima. Tra il 2017 e il 2018 ha intrapreso un tour di più di cento concerti, aprendo anche per De Gregori, Mac DeMarco e Luci della Centrale Elettrica. Sempre nel 2018 ha vinto il premio “Super MEI Circus” come miglior artista indipendente dell’anno. Chitarrista di Calcutta nel 2019, nel 2022 ha prodotto la canzone “Nulla” di Ariete. «Ognuno di noi ha sempre avuto la propria scrittura, la propria identità, il suo progetto, i suoi tour e i suoi dischi – hanno raccontato -. Questa invece è un’avventura differente, in cui si condivide la scrittura, si mixano due visioni, due sensibilità e due identità dentro a un progetto totalmente inedito». Un po’ quello che faranno anche nella loro residenza a Casamia.
ALTRE DATE E ARTISTI – Dopo questa prima data seguirà quella di Babau, con una restituzione a Cleulis il 26 aprile; Matteo Salzano che suonerà a Muina il 17 maggio; e ancora Generic Animal e Devin Yüceil il 19 luglio, a Lovea; a settembre, il 29, sarà la volta di Iako. Fra ottobre, novembre e dicembre, in programma altre tappe e artisti fra Pesariis, Clavis e Sutrio.
Casamia 2025 è un progetto ideato da Puntozero e Zeroidee realizzato con il sostegno di Fondazione Friuli, in collaborazione con numerosi soggetti pubblici e privati; finanziato, per la tappa di Socchieve, nell’ambito del PNRR – Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – M1C3, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, Linea B. Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici – Titolo del Progetto: “Aghis limpidis e mons di pâs – acque limpide e montagne di pace”; per le tappa di Ovaro (a Muina e Clavais) nell’ambito del PNRR – Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – M1C3, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, Linea B. Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici. È stata inoltre fatta richiesta di finanziamento alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Informazioni: casamiaresidenze.it, Facebook, Instagram, info@casamiaresidenze.it

GORIZIA – È tutto pronto per le prime due giornate di In\Visible Cities XL: edizione espansa del Festival Urbano Multimediale organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro in occasione di GO!2025 Capitale europea della cultura. L’obiettivo di queste prime date, e di quelle in programma fino a ottobre, è di consentire un’esplorazione del territorio isontino attraverso performance itineranti e partecipative capaci di valorizzare il patrimonio storico, urbanistico e naturalistico, offrendo nuove prospettive sul paesaggio e sulla memoria dei luoghi. Si comincerà così, oggi, con percorso audioguidato mediante cuffie wifi, “Orfana la mia città”; per proseguire domani, con la performance site-specific “Atlante Isontino”. A unirle un unico filo conduttore: le memorie. Quelle storiche nel primo caso, quelle emotive, nel secondo.
ORFANA LA MIA CITTÀ – Con “Orfana la mia città” (oggi alle 16.30 e domani alle 11) il pubblico parteciperà a un percorso alla scoperta di Gorizia e della storia del confine che la attraversa. Il ritrovo è al Teatro Verdi mentre l’arrivo sarà alla rinnovata stazione Transalpina. Nella sua drammaturgia, Riccardo Tabilio ha costruito, partendo dalle ricerche storiche di Alessandro Cattunar, un racconto tra memoria e poesia, tra testimonianze italiane e slovene, che ripercorre le vicende di una città di frontiera. Dall’epoca asburgica al fascismo di confine, fino al 1947, quando la linea bianca divise Italia e Jugoslavia, ultimo tratto della cortina di ferro.
ATLANTE ISONTINO – Al parco Piuma, in riva all’Isonzo, si potrà assistere ad “Atlante Isontino” (domani alle 16.30): una performance site-specific, di Giulia Bean, dedicata ai ricordi legati al fiume che unisce Gorizia e Nova Gorica. Le memorie di chi lo vive prendono forma attraverso i corpi di due danzatrici, che guidano il pubblico con suggestioni in cuffia in una danza fluida che ricorda un piano sequenza cinematografico. Un’esperienza che raccoglie, ascolta e restituisce storie in un’orchestra di movimenti e nostalgie.
Tutti gli eventi in programma nel cartellone di In\Visible Cities XL sono gratuiti con prenotazione obbligatoria. Per prenotare è sufficiente inviare un messaggio Whatsapp o un sms al numero 328.8535125 indicando Nome, Cognome, Spettacolo, Numero di biglietti che si desidera prenotare. In caso di impossibilità a partecipare, i prenotati sono pregati di informare l’organizzazione per consentire ad altre persone di partecipare, essendo ogni evento a numero chiuso. In\Visi ble Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo. Info: https://invisiblecities.eu | Facebook | Instagram | segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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In copertina, i cantautori Colombre e Maria Antonietta e all’interno Atlante Isontino.