“FragiliEtà”, stasera spettacolo a Nimis per sconfiggere il bullismo e far vincere la speranza tra riflessioni, storie e musica

(g.l.) Nell’ambito delle manifestazioni di “Diamo un taglio alla sete”, serata di grande intensità emotiva oggi, 10 aprile, nella sede della Cantina I Comelli, a Nimis. Con ingresso libero, a partire dalle 20, ci sarà infatti lo spettacolo “FragiliEtà – Storie, canzoni e musiche dalla parte di chi perde”, ossia “Un viaggio narrativo e teatrale dal bullismo alla speranza” di e con Francesco Milanese, psicologo e mediatore familiare. La colonna sonora sarà assicurata da Alessio de Franzoni, fisarmonica e tastiere; Federico Canciani, batteria e percussioni; Roberto Foglietta, voce e chitarra. A fine spettacolo seguirà un piccolo rinfresco durante il quale sarà possibile acquistare le bottiglie del progetto “Diamo un taglio alla sete”, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.
Come è noto, il tutto è a favore del progetto umanitario in questione – che trova coronamento ogni anno (prossimo appuntamento a metà giugno) nella grande festa organizzata proprio nella sede della stessa cantina di via Valle (uscita del paese prima di salire a Ramandolo o a Torlano) – al fine di sostenere la campagna di solidarietà volta ad aiutare l’opera di un religioso friulano impegnato da lunghi anni nella ricerca dell’acqua potabile per dar sollievo alle genti delle assetate lande africane. Un progetto che va avanti ormai da tanti anni e che ha consentito di raccogliere cifre molto considerevoli da destinare al nobile scopo.

Grande emozione vedere quei ragazzi suonare nell’orchestra Ami-Ritmea! Anche Nimis si prenota per ascoltarla

di Giuseppe Longo

NIMIS – Serata di grande intensità ed emozione, tra le cisterne dei pregiati vini della Cantina I Comelli, a Nimis, dove è stato presentato il bellissimo film-documentario “Suono Dunque Sono”, di Elia Ferandino, un inno alla inclusione a favore dei disabili che ha mostrato con grande efficacia, a chi guardava con occhi lucidi le immagini proiettate sul muro, quanto la musica possa diventare – attraverso l’orchestra Ami messa insieme da Ritmea – un formidabile, e insostituibile, mezzo per dare opportunità inesplorate a persone svantaggiate di ogni età, dai bambini agli adolescenti, ma anche a coloro che sono ancora più su con gli anni. Infatti, non ci sono confini riguardo alla possibilità di farli sentire anche loro partecipi di quanto la vita, pur con i suoi limiti, sappia loro offrire.

Veramente bello e toccante vedere quei ragazzi impegnati nelle prove con insegnanti tanto pazienti e disponibili – sostenuti da famiglie “eroiche” che credono fortemente in questo progetto -, ma anche nei concerti tenuti con tanto entusiasmo nella suggestiva cornice del Castello di Susans, sopra Majano. Un concerto così bello e appassionato che Paolo Comelli – come sempre squisito padrone di casa – si è offerto di ospitare quanto prima, meglio ancora d’estate, nel verdissimo parco (ricordo, al riguardo, il successo della Notte del vino organizzata in agosto). E la risposta non si è fatta attendere: l’associazione, fondata e guidata da Antonella Rigo, cercherà senz’altro di ritagliare tra il già ricco calendario anche una serata per Nimis. Quella della presentazione del progetto Ami e del film – prodotto da tassotto&max con il sostegno della citata scuola di musica udinese – ha colto infatti nel segno, suscitando un grandissimo interesse mediatico. L’annuncio della proiezione, dato su questo blog e veicolato sui social, ha registrato infatti oltre settecento visualizzazioni, segno del fortissimo interesse suscitato dall’iniziativa, per cui anche un eventuale concerto dell’Ami-Ritmea a Nimis sarebbe accolto di sicuro con grande entusiasmo e partecipazione.
La proiezione era stata introdotta proprio da Comelli, il quale ha fatto cenno anche all’altra iniziativa umanitaria che da molti anni vede protagonista la rinomata azienda di borgo Valle – “Diamo un taglio alla sete” – per finanziare la ricerca, tramite un religioso friulano, di acqua potabile nell’Africa arroventata dal sole, annunciando che il ricavato delle bottiglie vendute nell’occasione sarebbe stato devoluto a favore del sodalizio musicale. Quindi Elia Ferandino ha introdotto alla visione del film osservando che questo documentario «esplora una mirabile realtà in cui l’inclusione musicale diventa un potente strumento di connessione, in grado di abbattere barriere e creare un legame profondo tra insegnanti, musicisti, accompagnatori e studenti. Una realtà in cui la passione per il suono si trasforma in una lingua universale, capace di unire mondi che sembrano distanti, ma che, attraverso la musica, si avvicinano e si arricchiscono a vicenda».


Presentando l’iniziativa, avevamo infatti ricordato che «con una serie di interviste personali e intimi ritratti delle persone coinvolte – per usare ancora le parole dell’autore e regista -, il film racconta la bellezza delle piccole e grandi conquiste che nascono dalla collaborazione tra chi ama fare e ascoltare la musica. Ogni voce, ogni strumento, ogni sorriso racconta una storia di crescita e di superamento dei limiti, sia individuali che collettivi. Le dinamiche dell’orchestra Ami emergono come esempio concreto di come la musica possa essere un linguaggio inclusivo e trasformativo, in grado di ridurre distanze e creare un ambiente di fiducia e di supporto reciproco».
Alla fine della proiezione, salutata da scroscianti applausi, ha portato un saluto anche la citata Antonella Rigo, accompagnata da altri animatori della benemerita associazione che con una ventina di insegnanti, veramente bravi ed encomiabili, insegna a 80 allievi di tutte le età – e due di essi hanno portato la propria toccante testimonianza – i rudimenti della musica fino a raggiungere livelli che hanno consentito di dare vita proprio a un’orchestra che collabora anche con quella giovanile dei Filarmonici Friulani e la milanese Allegro Moderato: tre realtà applaudite prima di Natale addirittura al Teatrone di Udine. Un’orchestra, insomma, che pure Nimis si è prenotata per ascoltarla appena possibile. Anche a questa possibilità, ma soprattutto alle nuove fortune dell’associazione Ami-Ritmea, alla fine ci stava proprio tutto un brindisi con i vini di “Diamo un taglio alla sete” e gli invitanti crostini con i prodotti della Wolf di Sauris portati da Claudio Pravato.

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In copertina, una scena del film con alcuni componenti dell’orchestra Ami-Ritmea; all’interno, l’intervento finale di Elia Ferandino, che ha accanto Antonella Rigo (anche sullo schermo) e due giovani dell’associazione,  il saluto di Paolo Comelli, un settore del folto pubblico. E infine i vini di “Diamo un taglio alla sete”.

 

 

Quando la musica diventa un importante mezzo di inclusione abbattendo le barriere: giovedì a Nimis “Suono Dunque Sono” documentario di Elia Ferandino

(g.l.) «Questo documentario esplora una mirabile realtà in cui l’inclusione musicale diventa un potente strumento di connessione, in grado di abbattere barriere e creare un legame profondo tra insegnanti, musicisti, accompagnatori e studenti. Una realtà in cui la passione per il suono si trasforma in una lingua universale, capace di unire mondi che sembrano distanti, ma che, attraverso la musica, si avvicinano e si arricchiscono a vicenda». Con queste parole Elia Ferandino ci introduce all’importante lavoro che ha portato a termine e che fra pochi giorni sarà presentato a Nimis. “Suono Dunque Sono” è infatti il titolo del film-documentario che sarà proiettato giovedì  6 febbraio, alle 20, nella sede della Cantina “I Comelli” in via Valle, cornice di riuscitissime iniziative che vi fanno riferimento, come “Oro di Ramandolo”, a metà novembre, e a fine agosto “Le notti del vino”.


«Con una serie di interviste personali e intimi ritratti delle persone coinvolte – anticipa l’autore e regista -, il film racconta la bellezza delle piccole e grandi conquiste che nascono dalla collaborazione tra chi ama fare e ascoltare la musica. Ogni voce, ogni strumento, ogni sorriso racconta una storia di crescita e di superamento dei limiti, sia individuali che collettivi. Le dinamiche dell’orchestra “Ami” emergono come esempio concreto di come la musica possa essere un linguaggio inclusivo e trasformativo, in grado di ridurre distanze e creare un ambiente di fiducia e di supporto reciproco».
Infine, Elia Ferandino aggiunge: «Non si tratta solo di un’arte che viene condivisa, ma di un’esperienza che mette in gioco emozioni, storie e vissuti, invitando lo spettatore a riflettere su quanto sia fondamentale il ruolo dell’inclusione in ogni contesto sociale e culturale. Il film, pur non volendo dare risposte definitive, ci invita a osservare da vicino un universo dove la musica diventa il filo conduttore di relazioni autentiche e significative. Un progetto che celebra la bellezza dell’arte come mezzo di comunicazione universale e, allo stesso tempo, il valore di un incontro che nasce dall’ascolto, dal rispetto e dalla volontà di condividere una passione comune».

Il film-documentario di Elia Ferandino è una produzione tassotto&max sostenuta dal progetto Ami della scuola di musica Ritmea di Udine.

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In copertina, Elia Ferandino autore del documentario che sarà proiettato giovedì sera a Nimis nella Cantina “I Comelli”.