Trieste, Madonna della Salute tradizione molto sentita legata alla Serenissima

«La celebrazione della Madonna della Salute è un rito antico e ancora molto sentito a Trieste, come in Istria, che rimanda alle tradizioni della Serenissima. Si tratta di un momento di grande coinvolgimento per i credenti e ogni anno questa Messa è estremamente partecipata, divenendo oltre che un momento di fede anche un’occasione di incontro per la comunità». Così l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, a margine della funzione celebrata per la prima volta dal nuovo vescovo di Trieste, Enrico Trevisi, per l’annuale ricorrenza del 21 novembre nella grande Chiesa di Santa Maria Maggiore, ai piedi del Colle di San Giusto, gremita di fedeli. La città era rappresentata dal sindaco Roberto Dipiazza.


«Viviamo in un momento storico in cui le persone sono sottoposte a notevoli stress, sia per la congiuntura socio-economica sia per la complessità delle vita moderna – ha evidenziato Roberti – ed è positivo vedere la comunità cattolica di Trieste riunirsi per celebrare una ricorrenza che affonda le proprie radici in una tradizione antica di secoli» . Tradizione che è molto sentita anche in Friuli, oltre che nel vicino Veneto, dove la massima solennità è espressa, come è noto, nei riti celebrati a Venezia, la Serenissima appunto, nel famoso Santuario sul Canal Grande.

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In copertina e all’interno tre immagini della celebrazione per la Madonna della Salute.

Oggi a Nimis l’addio a Marco Pividori. L’assessore: ho un ricordo bellissimo

(g.l.) Ha suscitato dolore e commozione, a Nimis, la improvvisa scomparsa di Marco Pividori, stroncato ad appena 44 anni, il cui nome si era affermato nella ristorazione di alta qualità, settore che gli aveva riservato anche molte soddisfazioni e che sicuramente gliene avrebbe riservate molte altre. Già alcuni giorni fa era stato trovato senza vita nella sua abitazione di Mestre, dove si ritirava dopo l’impegnativo lavoro in un prestigioso albergo sul Canal Grande, a Venezia. Anche se vi mancava da anni, la sua salma ritornerà a riposare nel paese d’origine: i funerali saranno infatti celebrati questo pomeriggio, alle 17, nel Duomo di Santo Stefano. Come hanno riferito le cronache, si è dovuto attendere il nullaosta della magistratura mestrina per le esequie in quanto era stata disposta l’autopsia per poter stabilire la data e la causa del decesso.
Marco Pividori era nato in Cloz, poco dopo il terremoto, all’interno della grande famiglia “Basan” (lascia il padre Alberto e il fratello Stefano,  il cugino Massimo, fisarmonicista, gestisce l’apprezzato agriturismo) una fra le più note e stimate della borgata collinare. E lascia ovunque un ottimo ricordo per il carattere aperto e cordiale, come racconta anche l’assessore Fabrizio Mattiuzza, che lo ebbe compagno di scuola alle elementari e medie. «Sono addolorato per la prematura scomparsa di Marco. Eravamo insieme in tutte le scuole dell’obbligo, anche se lui aveva un anno in più. Poi, come spesso accade, le nostre strade si sono divise, perché lui ha scelto l’indirizzo alberghiero, io gli studi universitari. Quindi si è inserito con successo nel mondo della ristorazione, rivestendo anche posti di responsabilità, per cui lavorando a Venezia le occasioni per poterci rivedere sono divenute sempre meno frequenti. Comunque, di Marco conservo un ricordo bellissimo, era proprio “ninin”, mi dispiace veramente tanto che ci abbia lasciato così presto».

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In copertina, Marco Pividori morto improvvisamente a 44 anni.