Pordenonesi nel mondo, in Canada proficua missione di Efasce: si punta al mantenimento delle radici nei giovani

Un dialogo diretto e un rapporto saldo tra le due sponde dell’Atlantico, dal Friuli Venezia Giulia al Canada, riaffermati nel corso di una visita istituzionale ricca di spunti. Infatti si è chiusa con risultati molto positivi la missione a Toronto della delegazione Efasce Pordenonesi nel mondo formata dal presidente Angioletto Tubaro e dalla vicepresidente Luisa Forte, accompagnati dal vescovo della Diocesi di Concordia Pordenone monsignor Giuseppe Pellegrini.
La trasferta ha vissuto anche un proficuo momento di lavoro con il coordinamento di Efasce Canada presieduto da quest’anno da Roberto Gregoris, presenti anche gli altri rappresentanti dei corregionali. La riunione ha toccato diversi punti sulla presenza dei corregionali in questo Paese – che storicamente ha accolto numerosi emigranti dal Friuli tanto che la stessa Toronto è definita la più grande cittadina friulana fuori dalla regione – con uno sguardo al futuro. Le scelte prese al termine dei lavori prevedono una revisione organizzativa e territoriale dei Segretariati (organizzazione territoriale di Efasce nel mondo) con particolare attenzione alle aree di presenza dei corregionali in Canada. Inoltre trasmissione alle nuove generazioni dell’identità e della cultura italiana e friulana, fruendo di strumenti, strategie e linguaggi idonei alle nuove generazioni. Per questo punto andranno anche potenziati i corsi di lingua e conversazione italiana oltreché di cultura friulana già attivi in modalità online. Infine collaborazione ed unità di intenti con la Famee Furlane canadese dell’Ente Friuli nel Mondo nel raggiungimento di obiettivi condivisi.
“Punti programmatici – ha commentato il presidente Tubaro – condivisi con Gregoris e gli altri rappresentanti dei corregionali canadesi. Dialogando con loro abbiamo percepito quanto sia stretto il loro legame con la terra d’origine e puntiamo a mantenere questo rapporto speciale vivo anche per le giovani generazioni. In questi giorni in terra canadese siamo stati accolti con grande calore, rendendo evidente come quella di EFASCE Pordenonesi nel mondo sia nei fatti un’unica grande famiglia. Grazie a Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli che con il loro sostegno rendono possibili queste missioni in cui possiamo incontrare i corregionali nelle loro realtà”.

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I Cereser in Brasile

Partita da Prata di Pordenone nella seconda metà dell’Ottocento con una valigia piena di speranze e dopo aver dato vita grazie al duro lavoro a una nota realtà vitivinicola in Brasile, la famiglia Cereser “torna” nel territorio pordenonese grazie a un film. “Onde há vida, há esperança – Dove c’è vita c’è speranza” del regista brasiliano Rodrigo Rodrigues sarà infatti proiettato domani, 19 dicembre, alle 18 – con ingresso gratuito – al Cinemazero di Pordenone. L’evento – promosso da Efasce Pordenonesi nel mondo con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – sarà alla presenza dello stesso regista che risponderà alle domande del pubblico.

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La missione ha avuto anche altri momenti. Come quello della grande serata comunitaria a Toronto, ospiti della sala della Famee Furlane dal titolo “Where roots and friendship meet”. “Una serata magnifica – ha dichiarato la vicepresidente di Efasce Luisa Forte – in cui abbiamo rivisto famiglie e giovani che abbiamo avuto come ospiti negli anni scorsi nei soggiorni estivi sostenuti dalla Regione in Friuli Venezia Giulia. C’è stata una atmosfera molto calorosa”. Nell’occasione il presidente Efasce Angioletto Tubaro ha raccomandato di sostenere il nuovo presidente di Efasce Canada Roberto Gregoris, coadiuvato nell’incarico dalla moglie Fiorina. Presente Gino Vatri, che insieme alla moglie e altri collaboratori negli anni ha accompagnato numerosi gruppi di giovani a Pordenone e accolto giovani dalla regione nei progetti delle scuole con Efasce Toronto. Ancora molto attiva pure Loretta Daneluzzi Cal, che ha accompagnato e sostenuto per anni i soggiorni giovani e famiglie e guidato Efasce Canada fino al passaggio di consegne con Gregoris. È stato ricordato pure don Vitaliano Papais, scomparso lo scorso giugno all’età di 85 anni, parroco dal settembre 1979 della St Patrick’s Church a Brampton (cittadina alle porte di Toronto) dove si era sempre preso cura degli emigranti friulani, dato che aveva anche ricoperto l’incarico di assistente spirituale dell’Efasce stesso.
Da ricordare come a Toronto, l’Efasce sia stato fondato nel 1985 proprio da don Papais, che riunì i presidenti dei vari club dei paesi friulani — come Ramuscello, Azzano Decimo, Cordenons, Pasiano, San Vito, Valvasone, Zoppola, Villotta, San Quirino, Fiume Veneto, Bannia, Cordovado e Castellan — sotto un’unica organizzazione.  Con l’occasione la delegazione ha fatto tappa anche a Toronto dal cardinale arcivescovo metropolita Francis Leo. Ad accogliere la delegazione pordenonese pure don Gianlucio Borean originario di Pescincanna oltre al citato responsabile Efasce Canada Roberto Gregoris.

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In copertina, l’incontro con il cardinale Francis Leo a Toronto; all’interno, altre due immagini della visita di Efasce in Canada.

Pordenonesi nel mondo, si riunisce la Consulta dei Segretariati Efasce. Domani Messa al Beato Odorico prima dei saluti

Oggi, 12 luglio, inizia a Pordenone la due giorni di lavori de “La Consulta a convegno – Proposte per il futuro”. Si tratta della prima Consulta dei Segretariati dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo. Attesi rappresentanti dell’Ente da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Germania, Romania, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Usa, Uruguay, Sudafrica e Venezuela.

Angioletto Tubaro


«Avremo – spiega il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro – un rappresentante per ogni Stato il quale ci illustrerà quale sia la situazione attuale dei corregionali nelle varie parti del Mondo. Da questo stato dell’arte partiremo poi per un’analisi per definire le azioni future riguardo al mantenimento dei rapporti con l’Italia e il Friuli Venezia Giulia e promuovere il ruolo di Efasce nelle varie realtà. La Consulta, prevista nel nuovo Statuto dell’Ente, è un momento davvero fondamentale nella vita di Efasce che, lo ricordiamo, esiste per mantenere il rapporto con i nostri emigranti vivo e fecondo. Grazie, a nome del direttivo, alla Regione Fvg, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone che ci sostengono in questo cammino».
Questo in sintesi il programma. Stamane un primo momento con il saluto delle Istituzioni aperto al pubblico all’Hotel Santin e l’incontro con gli altri corregionali che in questi giorni sono presenti in città partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” sostenuti dalla Regione. Il resto della giornata sarà dedicato ai lavori a porte chiuse nella sala giunta del Municipio di Pordenone, con focus su passato, presente e futuro dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Infine, domani la Messa nella Chiesa del Beato Odorico e le conclusioni prima del commiato.

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In copertina, corregionali alla scoperta del centro storico di Pordenone.

Pordenone, una festosa accoglienza ai corregionali di Efasce giunti in visita alle bellezze Fvg nella terra dei loro padri

Alla fine avranno visitato varie località del Friuli Venezia Giulia – tra le quali quelle da cui partirono i loro avi – la trentina di corregionali all’estero provenienti da 4 Paesi accolti da Efasce-Pordenonesi nel Mondo con i progetti Alla ricerca delle proprie radici (dedicato ai giovani) e Destinazione Friuli Venezia Giulia (per le famiglie) provenienti da Brasile, Canada, Stati Uniti e Uruguay. A Pordenone hanno vissuto l’avvio ufficiale del loro soggiorno che durerà fino al 18 luglio. I progetti sono sostenuti dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dallo stesso Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli e con realizzati coinvolgendo anche l’Eraple regionale. Ad accoglierli nel municipio di Pordenone durante il loro primo giorno di visita l’onorevole Emanuele Loperfido, a nome del Comune di Pordenone, membro del direttivo di Efasce. Loperfido ha portato un saluto carico di emozione e amicizia. «Queste iniziative sono estremamente importanti – ha affermato – poiché permettono ai discendenti di scoprire e riscoprire i luoghi e le radici dei loro avi, consolidando così i rapporti con la nostra terra, potenziando la nostra lingua all’estero, stringendo legami culturali e talvolta anche commerciali, generando grande beneficio per tutti. Insomma, un esempio concreto di integrazione e amicizia». A seguire il Comune ha donato ai partecipanti una pubblicazione sulla città.

Si tratta del clou dell’attività estiva dell’Efasce, che ogni anno ospita i corregionali in questo tour che porterà i partecipanti anche a visitare la sede del Consiglio regionale a Trieste, dopo aver fatto tappa a Polcenigo, Sacile, Vajont, Poffabro (dove ci sarà anche lo spettacolo di Efasce Brasile in lingua friulana Il puls e il pedoli con la consegna del libretto al sindaco Sandro Rovedo, mentre l’attrice Marta Riservato farà la lettura scenica dopo una breve introduzione di Dani Pagnucco sulle “parlate del friulano”), Spilimbergo con la Scuola Mosaicisti, incontrando anche i vari sindaci e amministratori nelle località citate. E poi Redipuglia, Cividale, Udine, Villa Manin, Aquileia, San Vito al Tagliamento e Sesto al Reghena per poi avere il momento conclusivo con la consegna dei diplomi di partecipazione a Pordenone prima della partenza. Ad accompagnarli il presidente di Efasce Gino Gregoris e la vice Luisa Forte assieme ad Elena Marzotto, alla guida Simonetta De Paoli e ai membri della segreteria e del consiglio.
«Ogni anno come fosse la prima volta – afferma il presidente Gregoris – rimaniamo colpiti dalle emozioni che ci trasmettono questi amici provenienti da oltreoceano, i quali spesso vedono per la prima volta i luoghi raccontati loro dai propri genitori o nonni. Questi progetti sono preziosi per rinsaldare antichi legami e fare nuove amicizie. Tutti, quando ripartono, sentono ancora di più il Friuli Venezia Giulia come la loro terra d’origine. Di solito accompagnavamo la loro visita all’Incontro con i corregionali all’Estero, momento di riflessione che invece abbiamo deciso questa volta di vivere in maniera diffusa con una serie di convegni di approfondimento direttamente nei Paesi in cui vivono a lavorano i nostri corregionali: siamo appena tornati dalla Spagna e dalla Romania, mentre nel 2023 eravamo stati nel Regno Unito, Francia e Sudamerica. Altri convegni seguiranno».
I corregionali nel corso degli ultimi mesi hanno seguito dei corsi di lingua italiana e su cultura e storia del Friuli Venezia Giulia, coordinati dalla professoressa Elena Marzotto (che ha condotto anche un corso di conversazione) e tenuti dalle professoresse Adriana Parisi e Daniela Turchet e dal professor Marco Coral. Anche questi corsi sono stati finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli.

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In copertina e all’interno alcune immagini della visita dei giovani corregionali Efasce nel palazzo municipale di Pordenone.

Accolti ieri dal sindaco di Pordenone i corregionali Efasce delle Americhe arrivati per il convegno di Cordenons

Loggia municipale di Pordenone centro del mondo ieri mattina: il sindaco Alessandro Ciriani ha accolto i corregionali all’Estero dell’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti), accompagnati dalla vicepresidente Luisa Forte che ha portato il saluto del presidente Gino Gregoris. Provengono dai Segretariati Efasce di Argentina, Brasile, Canada, Uruguay e Venezuela e sono i partecipanti a due progetti sostenuti dalla Regione Fvg. Alla scoperta delle proprie radici 2023 è rivolto a giovani che vogliono conoscere la terra dei propri avi mentre Destinazione Fvg è destinato alle famiglie.

Il saluto sotto la loggia municipale.


Ora il gruppo si dedicherà a una serie di visite a varie località del Friuli Venezia Giulia, tra cui quelle di origine dei loro avi oltre alla sede del Consiglio regionale a Trieste. Poi parteciperanno al 46mo Incontro annuale dei Corregionali all’Estero dell’Efasce dal titolo “Storie di ieri, Memorie di oggi”. Il programma ufficiale inizierà venerdì 28 luglio, quando alle 17 nella sala consiliare del municipio di Pordenone si terrà l’accoglienza e presentazione dei Corregionali all’estero alla presenza delle autorità. Quindi,  ci si sposterà a Cordenons per gli appuntamenti al centro del programma. Sabato 29 luglio al Centro culturale Aldo Moro, alle 17, accoglienza a cura del Gruppo Cordenonese del Ciavedal e Circolo anziani Cordenons, con letture di componimenti in dialetto folpo, variante della lingua friulana tipica di Cordenons. Dopo gli indirizzi di saluto con il presidente Efasce Gino Gregoris e le altre autorità, sarà presentato il progetto “Testimoni: Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento” da parte di Luisa Forte, vicepresidente Efasce.
In particolare, sarà illustrato il primo volume della collana, “Giacomo Maniago. Diario di un friulano alla campagna di Russia”, dedicato a un emigrante di Arzene che combattè nella Seconda guerra mondiale proprio nelle zone dell’attuale Ucraina colpite dal conflitto in corso. A raccontarne le vicende il commento di Marco Frigo (che ha curato l’introduzione storica) e la lettura scenica di Michela Passatempo. A seguire presentazione e degustazione a buffet di prodotti tipici in collaborazione con il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. Alle 21 conclusione della giornata con il concerto dell’Associazione Filarmonica di Cordenons.
Domenica 30 giugno, alle 10.30, in piazza della Vittoria deposizione corona d’alloro al monumento ai Caduti e omaggio agli emigranti cordenonesi. Alle 11, nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, Messa celebrata da monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia- Pordenone. Infine, i partecipanti si sposteranno a Villa d’Arco per il pranzo comunitario a cura della Pro Villa d’Arco, per poi concludere l’Incontro con i saluti finali e la consegna degli attestati di partecipazione.

Alla scoperta della città.

L’Incontro è patrocinato da Comune di Cordenons e Comune di Pordenone. Sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, collaborazione PromoTurismoFVG-Io sono Fvg e Ciavedal con Pro Loco Villa d’Arco e Circolo Anziani Cordenons.

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In copertina, il gruppo di corregionali all’estero dinanzi al Municipio di Pordenone con il sindaco Alessandro Ciriani.

Efasce, tornano i corregionali all’Estero: la grande festa a Pordenone e Cordenons

Sarà Cordenons – dopo la tradizionale prima accoglienza a Pordenone – a ospitare quest’anno l’Incontro annuale dei Corregionali all’Estero dell’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) in programma dal 28 al 30 luglio. L’Efasce ha scelto per l’edizione 2023 – a cui parteciperanno corregionali provenienti da Argentina, Brasile, Canada, Uruguay, Venezuela, Usa e vari Paesi europei – il titolo “Storie di ieri, Memorie di oggi”.
«Con queste parole – spiega il presidente dell’Ente, Gino Gregoris – vogliamo sottolineare ancora una volta di più la missione dell’Efasce, che lavora per unire i discendenti dell’emigrazione storica e i protagonisti di quella più recente, mantenendo per tutti i legami con il Friuli Venezia Giulia, terra d’origine, Dopo gli anni difficili dell’emergenza sanitaria, nel 2022 siamo tornati ad avere un’edizione dell’Incontro in presenza e quest’anno proseguiamo con un programma davvero ricco di spunti, che permetterà anche di conoscere il nostro progetto Testimoni, legato al recupero della diaristica dei nostri emigrati, nonché di promuovere i sapori del territorio regionale che godono del marchio Io sono Fvg. Grazie al Comune di Cordenons, terra di storica emigrazione, per l’accoglienza, come a quello di Pordenone, insieme alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli che ci sostengono, alla pari della Bcc Pordenonese Monsile. Fondamentale la collaborazione per questo 46mo incontro di tre realtà cordenonesi del terzo settore Il Ciavedal, Circolo anziani Cordenons e la Pro Loco Villa d’Arco».

Protagonisti saranno i partecipanti a due progetti sostenuti dalla Regione Fvg. Alla scoperta delle proprie radici 2023 è rivolto a giovani che vogliono conoscere la terra dei propri avi, mentre Destinazione Fvg è destinato alle famiglie. Arriveranno una settimana prima dell’Incontro e dopo aver incontrato l’amministrazione comunale di Pordenone in un primo momento con il sindaco Alessandro Ciriani la mattina del 21 luglio, si dedicheranno a una serie di visite a varie località del Friuli Venezia Giulia, tra cui quelle di origine dei loro avi oltre alla sede del Consiglio regionale a Trieste.
Il programma ufficiale inizierà poi venerdì 28 luglio, quando alle 17 nella sala consiliare del municipio di Pordenone si terrà l’accoglienza e presentazione dei Corregionali all’Estero alla presenza delle autorità. Poi ci si sposterà a Cordenons per gli appuntamenti al centro del programma. Sabato 29 luglio al Centro culturale Aldo Moro, alle 17, accoglienza a cura del Gruppo Cordenonese del Ciavedal e Circolo anziani Cordenons, con letture di componimenti in dialetto folpo, variante della lingua friulana tipica di Cordenons. Dopo gli indirizzi di saluto con il presidente Gregoris e le altre autorità, sarà presentato il progetto “Testimoni: Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento” da parte di Luisa Forte, vicepresidente Efasce.
In particolare, sarà illustrato il primo volume della collana, “Giacomo Maniago. Diario di un friulano alla campagna di Russia”, dedicato a un emigrante di Arzene che combattè nella Seconda guerra mondiale proprio nelle zone dell’attuale Ucraina colpite dal conflitto in corso. A raccontarne le vicende il commento di Marco Frigo (che ha curato l’introduzione storica) e la lettura scenica di Michela Passatempo. A seguire presentazione e degustazione a buffet di prodotti tipici in collaborazione con il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. Alle 21 conclusione della giornata con il concerto dell’Associazione Filarmonica di Cordenons.

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In copertina, il presidente Efasce Gino Gregoris durante l’incontro 2022 a Casarsa della Delizia; all’interno, la consegna dei diplomi ai partecipanti.

 

A Pordenone approvato all’unanimità dall’assemblea il nuovo statuto Efasce

L’assemblea soci dell’Efasce, convocata in seduta straordinaria nel centro diocesano a Pordenone, ha approvato all’unanimità il nuovo Statuto dell’Ente che, dal 1907, opera a favore degli emigranti. Un’assemblea che è stata largamente partecipata: tra presenti e deleghe sono stati espressi 151 voti, mentre numerose persone nel mondo hanno seguito i lavori tramite collegamento streaming.


“Ringrazio tutti coloro che hanno accolto la nostra proposta come Consiglio direttivo – ha affermato il presidente Gino Gregoris, che ha illustrato il documento assieme al consigliere Angioletto Tubaro alla presenza del notaio Gaspare Gerardi – per un Efasce che senza dimenticare le sue radici guarda allo stesso tempo al futuro coltivando il presente. Con il nuovo Statuto abbiamo ora una definizione più attenta della nostra realtà, che nasce come Segretariato di emigrazione per la tutela dei lavoratori emigranti e ora volge il suo sguardo all’emigrazione attuale. In più abbiamo recepito dei necessari aggiornamenti normativi e dato vita alla nuova Consulta dei Segretariati”.
I Segretariati sono le suddivisioni territoriali di Efasce in contatto con gli emigranti e sono attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela, a cui si è aggiunto il più recente negli Emirati Arabi Uniti. La Consulta sarà l’organo che permetterà il dialogo continuo tra Segretariato e Consiglio direttivo, valorizzandone il ruolo.
Dopo questo passaggio fondamentale, Efasce con Gino Gregoris e la vicepresidente Luisa Forte e la segreteria sono al lavoro per le attività dei prossimi mesi, che culmineranno con il 46° Incontro dei Corregionali all’Estero, importante momento di ritrovo e confronto annuale che si terrà a luglio, preceduto da visite sul territorio da parte degli emigranti e loro discendenti grazie ai progetti in essere con la Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone, Fondazione Friuli e Bcc Pordenonese Monsile.

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In copertina, l’intervento del presidente Gino Gregoris (all’interno, anche con Gerardi e Tubaro).

Emigranti, ripartire innovando: a Pordenone connessi con il futuro

Le voci di chi sta coniugando ripartenza e innovazione nella nuova era determinata dal Coronavirus: rappresentanti del mondo industriale, rimasti in Friuli Venezia Giulia ma che dialogano con il mondo o da qui partiti per esperienze professionali di livello pur rimanendo legati alla terra di origine, sono i protagonisti del 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che domani, 25 luglio, alla Fiera di Pordenone si svolgerà con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online. Appuntamento pertanto alle 18, in sala Zuliani, con ingresso su invito e rispetto delle distanze e misure sanitarie anti Covid-19 per un numero contingentato di persone, mentre sarà garantita la diretta streaming multipiattaforma sul sito web www.efasce.it e sulla pagina Facebook @efascepordenonesinelmondo con collegamenti da tutta Europa, Usa, Canada, Sudamerica, Australia e altri Paesi. Il tutto con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, e il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Gino Gregoris

Paolo Vernier

Michelangelo Agrusti

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si aprirà con il saluto del presidente dell’Efasce Gino Gregoris. “Reduci da settimane impegnative – ha affermato Gregoris -, in cui però abbiamo mantenuto i contatti con i nostri corregionali, siamo pronti a fare il punto su quanto svolto nell’ultimo anno e a guardare al futuro, coma da oltre un quarantennio facciamo ogni ultimo fine settimana di luglio. Essere riusciti a realizzare comunque il nostro Incontro, senza rimandarlo al 2021, è un primo concreto segnale di fiducia verso nuovi traguardi, superando le difficoltà dettate dal Coronavirus. Sarà interessante ascoltare le visioni di futuro che porteranno i nostri ospiti, con spunti che andremo a concretizzare nei prossimi mesi. E sarà infine bello ritrovarsi e condividere di nuovo un pezzo di strada insieme”.

Anna Bortolussi

Il keynote di apertura dei lavori sarà affidato al presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, sul tema “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”. Case study della giornata sarà quello del Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines, al cui capo c’è il pordenonese Massimo Pascotto. Poi due interviste ad altrettante persone del territorio che gestiscono realtà dalla spiccata internazionalizzazione: a Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, che racconterà come “Progettare il futuro”, e ad Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, che racconterà “Trasformazione digitale e corporate startup innovation”.

Laura Bortolotto


Inoltre, l’Incontro vedrà la straordinaria partecipazione della virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese. Con centinaia di concerti internazionali, nel 2016 è stata proclamata Alfiere della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano. Regalerà alla platea alcuni dei pezzi principali del suo repertorio.

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In copertina, Massimo Pascotto della Scandinavian Airlines.

Gli emigranti entusiasti della festa a Caneva: “Torneremo nel 2020”

Si sono dati appuntamento al prossimo anno i 150 partecipanti al 42° Incontro dei corregionali all’Estero dell’Efasce (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) a Caneva, borgo che in questo fine settimana è diventato punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Non solo: folta anche la presenza di giovani discendenti di quegli emigranti che ancora adesso, nonostante siano arrivati alla terza o quarta generazione, sono davvero molto legati alle proprie radici.

Ieri, la giornata conclusiva delle celebrazioni ufficiali ha visto il ritrovo al monumento ai Caduti, di Caneva, per i saluti e la deposizione della corona assieme alla Banda “Amici della Musica” di Tamai. Poi nella chiesa parrocchiale di San Tomaso apostolo la Messa è stata celebrata dal vescovo emerito di Concordia-Pordenone monsignor Ovidio Poletto, che nell’ omelia, ricordando come anche i suoi famigliari siano stati emigranti, ha sottolineato che l’Efasce è importante in quanto, sin dalla sua fondazione avvenuta nel lontano nel 1907, opera a favore degli emigranti, promuovendo quei valori di accoglienza che contrastano l’individualismo.

Giulio e Giorgetta Armanaschi (25 anni di matrimonio) col vescovo Poletto e don Cesarin; sotto, foto di gruppo con i sindaci. 

Alla bella cerimonia, cui hanno partecipato numerosi sindaci del Friuli occidentale (a partire dal padrone di casa, Andrea Attilio Gava) nonché i consiglieri regionali Ivo Moras e Chiara Da Giau, toccante momento per i 25 anni di matrimonio di una coppia di corregionali dalla Romania, Giulio e Giorgetta Armanaschi.
L’occasione ha visto il presidente dell’Efasce, don Aniceto Cesarin, che ha concelebrato la Messa, rimarcare come bilancio della due giorni canevese il fatto che si lavorerà sempre a favore degli emigranti, collaborando con le altre associazioni di corregionali attive sul territorio e aprendosi sempre più anche alla nuova ondata di partenze, con tanti giovani che negli ultimi anni hanno lasciato il Friuli Venezia Giulia in cerca di lavoro. Ricordiamo che sabato c’era stato un interessante convegno sulla lingua degli emigranti, a partire dal Talìan parlato in Brasile, con la consegna del Premio Beato Odorico al coordinatore Efasce del Brasile, Argel Rigo.

Per capire come opera l’Efasce, interessante l’esempio di Montevideo (capitale dell’Uruguay): mentre i più anziani hanno un appuntamento settimanale denominato “Un caffé e quattro chiacchiere” per ritrovarsi, come raccontato da Danì Rovaglio, con origini pordenonesi, i più giovani trasmettono lingua e abitudini italiane e friulane ai figli (per esempio la tradizione del Purcit di Sant’Antoni), come fatto da Gisela Mion, anch’ella con radici pordenonesi, coinvolgendo pure nel viaggio in Italia i giovani Norman e Magnus, che hanno detto di essere rimasti colpiti dalle montagne (che in Uruguay non ci sono) e di aver apprezzato il gelato italiano: con loro anche la nonna Rosa Bosca Pordenon.

La famiglia di Gisela Mion.

Momento conclusivo all’area sportiva di Fiaschetti di Caneva (inizialmente si doveva andare al castello, ma il maltempo ha fatto cambiare i piani) con la Pro Loco Castello che ha servito a tutti un ottimo pranzo. Presenti corregionali da Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela.
Presenti anche i 66 partecipanti ai due progetti “Stage culturale per giovani discendenti di corregionali” (giovani 18-35 anni) e “Ri-Scoprire il Friuli” (adulti/anziani e bambini) finanziati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dedicati ai corregionali che dall’Estero tornano in Italia per scoprire la terra di origine dei propri avi.
Infine, oggi, dopo due settimane in visita a vari centri regionali, gli ospiti vivranno il momento conclusivo del loro tour dalle 18.30 a palazzo Montereale Mantica, in corso Vittorio Emanuele II, a Pordenone nella cerimonia patrocinata dalla Camera di Commercio di Pordenone e Udine. Domani, invece, le partenze verso i luoghi d’origine (Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Canada e Romania).

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In copertina e qui sopra due immagini della chiesa di Caneva gremita.

A Caneva ultime battute per il grande incontro con gli emigranti friulani

Dopo le cerimonie ufficiali di ieri, momenti conclusivi oggi per il 42° Incontro dei corregionali all’Estero dell’Efasce, a Caneva, cittadina che in questo fine settimana è diventata punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Un legame forte – come abbiamo sottolineato nell’ampio servizio di ieri –  in chi è emigrato in prima persona come anche in chi discende da coloro che compirono i viaggi verso tutti i continenti e che magari tornano proprio per rinsaldare le proprie radici friulane.
Il programma odierno prevede alle 9.30 il ritrovo dinanzi al monumento ai Caduti di Caneva, per i saluti e la deposizione di una corona. Si formerà il corteo accompagnato dalla Banda “Amici della Musica” di Tamai per raggiungere la chiesa di San Tomaso apostolo, dove la santa Messa sarà celebrata dal vescovo emerito di Concordia-Pordenone, monsignor Ovidio Poletto. Alle 12.30 si raggiungerà il Castello per il pranzo comunitario su prenotazione curato dalla Pro Loco Castello Caneva (funzioneranno delle navette per salire e scendere dal colle).
Infine, domani, lunedì, dopo due settimane in visita a vari centri regionali, gli ospiti vivranno il momento conclusivo del loro tour dalle 18.30 a Palazzo Montereale Mantica, in corso Vittorio Emanuele II, a Pordenone nella cerimonia patrocinata dalla Camera di Commercio di Pordenone e Udine. Il giorno dopo le partenze verso i luoghi d’origine (Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Canada e Romania).
Ricordiamo che la delegazione venerdì sera era stata accolta in Consiglio comunale a Pordenone con il vicesindaco Eligio Grizzo e l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli.

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In copertina e qui sopra l’incontro nel municipio di Pordenone degli emigranti con l’assessore regionale Gibelli e il vicesindaco Grizzo.

Anche i discendenti degli emigranti sono molto legati al Friuli

di Gi Elle

In tantissimi, dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento, partirono dalla fine del 1800, e nei decenni successivi, sostenendo lunghi e faticosi viaggi per terra e per mare – quando non c’erano ancora gli aerei che in poche ore ci portano da un capo all’altro del pianeta -, in cerca di fortuna in diversi Paesi europei, ma  soprattutto nelle Americhe. E Caneva, cittadina a pochi chilometri da Pordenone,  in questi giorni è diventata il punto di riferimento di quanti lasciarono il Friuli, o meglio ancora dei loro discendenti che, nonostante siano arrivati alla terza o quarta generazione, sono ancora molto legati alle proprie radici, alla regione d’origine dei loro progenitori.
A Caneva stamattina ha infatti preso avvio, nel migliore dei modi,  il 42° Incontro dei corregionali all’Estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti. Ad accogliere i circa 150 delegati dei vari segretariati Efasce nel Mondo (sono attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela), nell’auditorium comunale, il presidente dell’Efasce, Aniceto Cesarin (che ha rimarcato come l’ente operi attivamente per gli emigranti), assieme al sindaco di Caneva Andrea Attilio Gava (che ha sottolineato i vari rapporti internazionali come i gemellaggi della sua municipalità) e al vescovo di Concordia e Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini. Ha portato, invece, il saluto dell’Ente Friuli nel Mondo il consigliere Luigi Papais. Presenti anche l’onorevole Luca Sut e i past president dell’Efasce, mentre l’intervento conclusivo è stato del vicepresidente Gino Gregoris.

Il sindaco di Caneva, il presidente Cesarin e il vescovo Pellegrini.

Il Taliàn

Molto interessante il convegno, moderato dal giornalista Enri Lisetto, sulle lingue degli emigranti, a partire dall’esempio del Taliàn, la lingua franca basata su dialetti veneti e parole friulane unite al portoghese che ha di fatto “unificato” gli immigrati italiani in Brasile (in particolare nello Stato del Rio Grande Do Sul) da fine Ottocento a dispetto delle varie provenienze regionali. A raccontarne l’aspetto scientifico la professoressa Carla Marcato (Università di Udine), la quale ha sottolineato come le lingue tramandate dagli emigranti ci diano un prezioso “spaccato” di come erano i dialetti qui in Italia, dove nel frattempo hanno continuato a modificarsi, un secolo fa, mentre il dottor Argel Rigo (coordinatore Efasce Brasile, insegnante e promotore culturale di origini canevesi e tra coloro che hanno lavorato nello sterminato Paese bagnato dal Rio delle Amazzoni per l’ufficializzazione del Taliàn come lingua locale da preservare) ha presentato l’evoluzione storica e l’utilizzo di questo importante idioma. Fenomeni similari anche in altre zone del mondo dove si sono insediati immigrati friulani: per esempio il Canada, dove si parla un “italiese” con parole inglesi e friulane come raccontato nella sua ricerca dalla dottoressa Vanessa Lovisa (Segretariato di Toronto Efasce) di origini di Pravisdomini e San Giovanni di Casarsa.

Un momento del convegno.

Le testimonianze

Molto interessante anche parlare con alcuni dei 66 partecipanti ai progetti Efasce finanziati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia “Stage culturale per giovani discendenti di corregionali” (giovani 18-35 anni ) e “Ri-Scoprire il Friuli” (adulti/anziani e bambini) che in questi giorni hanno visitato vari centri nel territorio regionale alla ricerca delle proprie origini. Nipoti o addirittura pronipoti di corregionali immigrati, i giovani arrivati in questi giorni in Friuli Venezia Giulia hanno dimostrato un grande interesse nel conoscere la terra delle proprie radici, trasmettendo le loro emozioni con i parenti rimasti a casa. Come Carla Sinuka Martinis, 21 anni insegnante di arte acrobatica dall’Argentina, che via videochat ha mostrato al nonno Gianfranco Martinis i luoghi da cui è partito tanti anni fa, la casa di Meduno dove vive la cugina Patrizia che è andata a trovare (“rinunciando” alla giornata libera concessa ai partecipanti) e assaggiando per lui i sapori della madrepatria, dal caffè corretto con grappa al frico. E poi Daniele Leon, sviluppatore informatico di 26 anni dal Canada, che a Valvasone ha trovato i parenti e ammirato Castello e Duomo, che lo hanno particolarmente colpito. Philip Lindsay, 28 enne operatore sanitario statunitense, ha apprezzato invece la visita a Fanna, luogo d’origine della sua famiglia. Parlare con Vinicius Duz, 24 anni militare dell’esercito brasiliano, è come dialogare con uno dei giovani di Caneva (da cui ha origine) e dintorni dei giorni nostri, visto che parla molto bene il Talìan: lui stesso ha confermato di sentirsi a casa qui in Friuli. E poi i partecipanti al progetto per gli adulti di riscoperta delle origini friulane, come Juliano Grando, 51enne che, sposato con una Zatt originaria di Caneva, in Brasile aiuta coloro che hanno perso memoria delle proprie origini regionali a riannodare i fili con la propria identità.

Il saluto di un giovane discendente.

Il Premio

Il premio “Odorico da Pordenone”, destinato a un corregionale distintosi all’Estero, è stato consegnato proprio ad Argel Rigo, coordinatore dell’Efasce in Brasile e la cui famiglia è originaria di Caneva. Il riconoscimento è stato istituito nel 1998 dalla Provincia di Pordenone proprio in collaborazione con Efasce. Dopo lo scioglimento della Provincia, è stato il Comune di Pordenone a impegnarsi per il proseguimento nell’attribuzione di questo prestigioso riconoscimento. A consegnare il Premio a Rigo, salito sul palco con la moglie e che ha inoltre donato con il resto della delegazione brasiliana dei presenti alle autorità, il vicesindaco di Pordenone Eligio Grizzo.
Nella stessa cerimonia il Comune di Caneva, con il sindaco Andrea Attilio Gava, ha consegnato anche le sue Benemerenze a corregionali figli di genitori canevesi: Laura Sandra Poletto (Buenos Aires, Argentina, che ha delegato al ritiro Vicente Vezzato, sempre dell’Efasce Argentina) e Sergio Rigo (Veranopolis, Brasile). Inoltre, è stato consegnato un riconoscimento a Narciso De Lorenzi Canever, classe 1946 la cui famiglia è originaria di Erto e Casso, per i 30 anni di prezioso lavoro al servizio dei corregionali in Brasile con l’Efasce. A premiarlo il presidente Aniceto Cesarin. Inoltre, la mattinata ha visto la presentazione dei libri “Dalle radici al futuro” sul meeting Efasce giovani corregionali in Brasile e quello “L’emigrazione nel Friuli occidentale: il museo di Cavasso Nuovo” di Javier P. Grossutti, presente con il sindaco di Cavasso Nuovo, Silvano Romanin. Alla fine rinfresco per tutti.

I premi del Comune di Caneva e la delegazione del Brasile.

Incontri istituzionali

Ma ieri ci sono stati anche due importanti momenti istituzionali. A Trieste, in mattinata, la folta delegazione è stata accolta nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia dal presidente della Giunta Massimiliano Fedriga e dal presidente del Consiglio stesso, Piero Mauro Zanin, mentre alla sera momento d’accoglienza in Consiglio comunale a Pordenone con il vicesindaco Eligio Grizzo e l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli.

L’incontro in Consiglio regionale.

Domani e lunedì

Domani, domenica, sempre a Caneva il programma prevede alle 9.30 ritrovo al Monumento ai Caduti, per i saluti e la deposizione della tradizionale corona. Si formerà il corteo accompagnato dalla Banda “Amici della Musica” di Tamai per raggiungere la chiesa di san Tomaso apostolo, dove la santa Messa sarà celebrata dal vescovo emerito di Concordia-Pordenone, monsignor Ovidio Poletto. Alle 12.30 si raggiungerà il Castello per il pranzo comunitario su prenotazione curato dalla Pro Loco Castello Caneva (funzioneranno delle navette per salire e scendere dal colle). Saranno a Caneva anche domani i 66 partecipanti ai due progetti “Stage culturale per giovani discendenti di corregionali” (giovani 18-35 anni) e “Ri-Scoprire il Friuli” (adulti/anziani e bambini) finanziati dalla Regione Fvg e dedicati ai corregionali che dall’Estero tornano in Italia per scoprire la terra di origine dei propri avi. Infine, lunedì, dopo due settimane in visita a vari centri regionali, gli ospiti vivranno il momento conclusivo del loro tour dalle 18.30 a palazzo Montereale Mantica, in corso Vittorio Emanuele II, a Pordenone, nella cerimonia patrocinata dalla Camera di Commercio di Pordenone e Udine. Il giorno dopo le partenze verso i luoghi d’origine (Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Canada e Romania).

Due immagini della sala gremita.

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In copertina, il vicesindaco di Pordenone Eligio Grizzo consegna il Premio ad Argel Rigo.

(video con interviste a questo link https://we.tl/t-Mp0guu2PiK)