Alta l’adesione in Friuli Venezia Giulia al “Cassetto digitale dell’imprenditore”

Il sistema camerale raggiunge un nuovo importante traguardo, l’adesione di un milione di imprenditori a impresa.italia.it, il Cassetto digitale dell’imprenditore, iniziativa avviata nel 2017 con l’intenzione di assumere un ruolo di “interfaccia” tra il mondo imprenditoriale e l’Amministrazione pubblica. In Friuli Venezia Giulia l’adesione è molto elevata: sono 26.321 le imprese che vi hanno già aderito, con una percentuale che supera ampiamente il 25% totale delle imprese, mentre la media nazionale si ferma al 16,5%.

Giovanni Da Pozzo


Il Cassetto digitale – riferisce la Camera di Commercio di Pordenone-Udine guidata da Giovanni Da Pozzo – consente a tutti gli imprenditori italiani di accedere ai documenti ufficiali della propria azienda, depositati al Registro imprese degli enti camerali, per scaricarli gratuitamente – anche in mobilità – e condividerli in modo facile, sicuro e veloce.
Si tratta di un risultato significativo, con una crescita delle attivazioni del 100% in poco più di un anno, frutto dell’impegno di tutto il Sistema Camerale e di InfoCamere, nell’azione di partnership istituzionale con le imprese, per la messa a disposizione di strumenti digitali di reale semplificazione e innovazione. Questo traguardo è un segnale di come il Sistema Camerale stia interpretando il concetto di trasformazione digitale, prioritaria per il mondo produttivo e per il sistema Paese, per il tramite di iniziative concrete: ogni cassetto digitale, infatti, rappresenta un imprenditore dotato di identità digitale che, grazie all’utilizzo di smartphone e tablet, acquisisce sempre maggior consapevolezza del valore del patrimonio informativo delle Camere di Commercio aperto alle esigenze della propria impresa.

Il Cassetto digitale dell’imprenditore nell’anno pandemico – Il servizio ha visto aderire, senza oneri, tutte le diverse forme di impresa, con alcuni importanti cluster economici quali le società di capitali e le imprese individuali che rappresentano il 79% delle attivazioni. Rispetto al periodo pre-covid, l’esplosione dell’emergenza sanitaria ha visto raddoppiare le adesioni e quadruplicare la frequenza media degli accessi giornalieri al cassetto digitale – passati da 1500 a 7300 – triplicando quelli mediante Spid (il Sistema Pubblico per l’Identità Digitale). Dal cassetto, gli imprenditori hanno potuto scaricare fino ad oggi – senza alcun costo – 2,5 milioni di documenti ufficiali delle proprie aziende, con una media giornaliera che, rispetto al periodo pre-covid, è passata da 1300 a 3700 documenti.
Tra questi, la visura (anche in inglese), l’elenco dei soci e degli amministratori, l’atto costitutivo, lo statuto, il bilancio, la storia delle modifiche, la fusione, la nomina di amministratori, la procura, il fascicolo d’impresa, la dichiarazione sostitutiva del certificato di iscrizione al Registro Imprese per ogni firmatario e molto altro ancora. Dal cassetto, ognuno di questi documenti può essere condiviso in tempo reale e sempre senza alcun costo non solo con la Pa ma anche con partner, clienti, fornitori, banche, professionisti.

Chi sono gli imprenditori “digitali” e cosa fanno le loro imprese:

– L’85% è a capo di un’azienda con meno di 10 addetti, il 25% è donna, il 56% ha un’età compresa tra i 45 e i 65 anni e il 20% guida un’azienda del commercio.

– Milano (75mila), Roma (68mila) e Napoli (33mila) le province con il maggior numero di cassetti attivati. In rapporto alle imprese del territorio, però, spiccano le province di Calabria e Puglia (con tassi di utilizzo superiori al 30%), e del Friuli Venezia Giulia (intorno al 25%).

– Quasi il 60% delle adesioni riguarda proprietari di quote o azioni, titolari o amministratori unici. La metà (il 51%) delle imprese ha la forma di società di capitali (quasi tutte Srl) e il 27% quella di imprese individuali, a testimonianza dell’interesse suscitato dal servizio delle Camere di Commercio verso le imprese più piccole e a maggiore rischio di marginalizzazione digitale.

Come si accede:

Per accedere al Cassetto Digitale basta collegarsi al sito impresa.italia.it ed entrare attraverso gli strumenti di identità digitale che consentono di identificare il cittadino-imprenditore: lo SPID (il Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la CNS (la Carta Nazionale dei Servizi). Per chi ne fosse sprovvisto, è possibile ottenerli rivolgendosi alla propria Camera di Commercio.

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In copertina e all’interno ecco due immagini della sede udinese dell’ente camerale Pn-Ud.

Ecco nuovi fondi in Fvg per le auto ecologiche, ma non basteranno

Finanziamenti in Friuli Venezia Giulia per le auto ecologiche che, nei prossimi mesi, potranno però coprire soltanto le domande già presentate fino all’estate. Sono infatti arrivati dalla Regione Fvg alle Camere di Commercio i nuovi fondi da destinare ai richiedenti che abbiano acquistato veicoli cosiddetti ecologici, rottamando la vecchia auto. Lo stanziamento era particolarmente atteso, perché le domande recapitate finora erano rimaste in parte ancora insoddisfatte, e molte lo saranno anche nonostante il rimpinguamento dei fondi. Come fanno sapere dalla Cciaa di Pn-Ud, a informazione dei cittadini interessati, il nuovo plafond – in tutto circa 3 milioni 141 mila euro, di cui quasi 2 milioni per Udine e 1,2 milioni per Pordenone – sarà comunque molto importante, perché nei prossimi mesi consentirà di valutare e infine dare risposta a domande già pervenute all’ente. Si calcola che per Udine, i nuovi fondi potranno andare a coprire le domande presentate fino all’11 agosto scorso (485 domande), mentre per Pordenone quelle arrivate fino al 15 luglio (296 domande). Al momento, dunque, le istanze presentate in data successiva – anticipa l’ente camerale di Pordenone e Udine – non hanno garanzia di veder soddisfatta la propria richiesta. Il bando resta comunque aperto, dunque chi volesse concorrere, pur con la consapevolezza di queste informazioni, può continuare a presentare nuove domande.

Per approfondimenti è possibile consultare il link:
https://www.ud.camcom.it/P42A4366C4056S102/Veicoli-a-benzina-o-a-gasolio-destinati-alla-rottamazione-e-all-acquisto-di-veicoli-nuovi-ecologici.htm )

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio Pn-Ud.

Un aprile nerissimo per le imprese Fvg: subito nuove strategie

di Gi Elle

«Manca strategia per rassicurare l’impresa». Lapidario e molto severo il giudizio di Giovanni Da Pozzo sullo stato di salute, precario, del tessuto produttivo in Friuli Venezia Giulia, che sta facendo i conti con un’emergenza sanitaria da Coronavirus, durissima, che dietro a sè lascerà soltanto macerie. E da dove arriva quest’amara considerazione? Dal fatto che un saldo negativo tra ditte iscritte e cancellate, ad aprile, mese nerissimo, non si era mai visto in Fvg nei Registri imprese delle Camere di Commercio, nemmeno andando a ritroso fino al 2009. Invece, le più recenti rilevazioni del Centro studi della Cciaa di Pordenone-Udine segnano, ad aprile 2020, un -81 tra imprese iscritte e imprese cancellate in regione, in tutte le province, portando l’intero quadrimestre a un saldo negativo di -917. Nei primi quattro mesi del 2019 eravamo a -684, ma entrambi i mesi di marzo e aprile erano in saldo positivo.
«Va precisato – spiega il presidente dell’ente camerale – che il primo trimestre di ciascun anno è quello in cui vengono fisiologicamente registrati i saldi più negativi di imprese, soprattutto per motivi di contabilità, e questo certamente incide sul risultato complessivo. Però, poi, nei mesi successivi, di solito si comincia a risalire la china». Invece, in questo 2020, va evidenziato «un dato, purtroppo atteso – commenta Da Pozzo -, ma che adesso possiamo anche quantificare e di cui avevamo già avuto le prime avvisaglie a marzo, cioè il più marcato calo dell’iniziativa d’impresa. Solo a marzo, infatti, c’è stato un -25% di nuove imprese iscritte nei Registri delle nostre Camere in Fvg, rispetto a marzo 2019. Dato addirittura peggiorato ad aprile, dove pochissime sono le nuove imprese nate, addirittura un -72% rispetto ad aprile 2019, e superate di molto da quelle cessate. È indubbio che si tratti di un elemento in più a conferma del momento di forte difficoltà che sta vivendo il nostro sistema produttivo in seguito all’emergenza sanitaria, al blocco totale e prolungato di una parte importantissima della nostra economia e a un futuro che tuttora si manifesta quanto mai incerto, ma anche privo di strategie convincenti per stimolare e supportare le attività in proprio».
Ad aprile 2020 le nuove imprese iscritte sono state 123, in Fvg, quasi doppiate dalle cessazioni, che sono state 204. A riprova della situazione negativa, ma anche di “congelamento” della vitalità economica, il confronto con aprile 2019, con 444 imprese iscritte e 351 cancellate, per un saldo positivo di 93 imprese. Già nel primo trimestre avevano cominciato a evidenziarsi i primi problemi. Mentre in passato il calo delle iscrizioni era nell’ordine del 2-3%, quest’anno tra gennaio e marzo si è registra un -12%.
«È necessario dunque che si metta in pratica quanto prima – conclude il presidente Giovanni Da Pozzo – una strategia in grado di ridare nuovo e forte impulso a un sistema che stava appena cominciando a uscire dalla lunghissima e pesante crisi economica, prima dell’emergenza Covid, e che adesso più che mai ha bisogno, pur con tutte le misure di sicurezza possibili, non solo di ripartire, ma di uno stimolo alla crescita assolutamente straordinario».

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.