“Fake News Festival” oggi al via a Udine: stamane riunione del Messaggero Veneto tra i lettori e i caffè di piazza Venerio

Oggi si alza ufficialmente il sipario sulla terza edizione del Fake News Festival, in programma a Udine fino al 17 novembre. Il festival è organizzato dall’associazione Prisma Aps con il sostegno di Regione Fvg, Fondazione Friuli, Fondazione Paolo Petrucco e Camera di Commercio Pordenone-Udine, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Udine e con il patrocinio dell’Università degli studi di Udine e dell’Ordine dei Giornalisti Fvg. L’appuntamento, tanto atteso per la sua unicità nel panorama locale e nazionale, offre al pubblico un ampio ventaglio di temi di grande attualità che saranno discussi e approfonditi nei 20 appuntamenti in programma in 10 location dagli oltre 60 ospiti che hanno accolto l’invito dell’associazione. In un mondo che cambia velocemente, teatro di guerre, discriminazioni, nuove innovazioni tecnologie ed emergenza climatica, il Fake News Festival ridà centralità al pensiero critico, unica bussola per potersi orientare in una società in continua e rapida evoluzione.

I Papu

La terza edizione del Fake News Festival partirà dunque stamane, alle 11, al bar Adoro Caffè in piazza Venerio con un appuntamento unico nel suo genere, in collaborazione con il Gruppo Nem: “La riunione del Messaggero Veneto… con i lettori”. Per l’occasione, i redattori del Messaggero Veneto “traslocheranno” per portare in centro la riunione di redazione, per mostrare ai lettori come nasce il giornale di domani e per spiegare come sono cambiati il lavoro del giornalista e il modo di fare informazione locale. Il tutto sorseggiando un buon caffè.
“A scuola di integrazione e nuova informazione” è il titolo dell’incontro rivolto ai ragazzi delle superiori finalizzato a smentire la fake news per cui l’integrazione di chi arriva nel nostro Paese alla ricerca del lavoro, di una nuova casa e di una nuova vita, sia cosa impossibile. Nell’auditorium dell’Isis Arturo Malignani, Luna Esposito (autrice creativa per Will Media, conduce “Troppo poco”, un podcast sul benessere psicologico al lavoro), dopo la proiezione del documentario «One Day One Day», parlerà di come può l’informazione raccontare l’immigrazione assieme a Davide Sciacchitano (media educator e youth worker, collabora con l’associazione Mec) e ai redattori del Messaggero Veneto Scuola. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec – Media Educazione Comunità.
Alle 14.30 alla Torre di Santa Maria si parlerà invece di nuove generazioni e anticorpi alle fake news: il focus sarà sul ruolo di scuole, insegnanti e famiglie. Quattro gli ospiti d’eccezione dell’incontro “Prof, c’è una bufala in classe!”, organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec: David Puente (vicedirettore con delega al fact-checking di Open e famoso debunker), Giacomo Trevisan (formatore e coordinatore dell’Associazione Mec), Gabriella Scrufari (giornalista professionista, coordina le redazioni ragazzi del Messaggero Veneto Scuola) e Davide Sciacchitano. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec.

Alberta Gervasio

Davide Sciacchitano

Marco Sartor

Luca Drigo

Il programma prosegue alle 17.30, sempre alla Torre di Santa Maria, dove le imprese del territorio e mondo del lavoro saranno al centro della tavola rotonda “La gestione del burnout in azienda”, organizzata in collaborazione con ALIg – Associazione dei Laureati in Ingegneria gestionale e Università degli Studi di Udine. Introdotti dal professor Marco Sartor (professore ordinario, delegato del rettore per il Placement e i rapporti con le imprese, direttore dell’Executive MBA dell’Università di Udine, Vicepresidente del Decision Sciences Institute di Houston) e con la moderazione della professoressa Anna Zilli (professoressa associata di Diritto del lavoro nell’Università di Udine e avvocata del Foro di Udine, si occupa di diritto del lavoro, pubblico impiego e diritto antidiscriminatorio), saliranno in cattedra per spiegare come la propria organizzazione affronta il tema del burnout i rappresentanti di tre importanti aziende del territorio: Alberta Gervasio (amministratore delegato di Bluenergy Group dal 2018 e presidente di Civibank – Gruppo Sparkasse a partire dal 2022), Stefania Buratto (Chief Human Resources Officer Gruppo Cassa Centrale, con oltre vent’anni di esperienza nel settore delle risorse umane) e Luca Drigo (responsabile amministrazione del personale Coop Alleanza e gestione del personale sedi e partecipate). Le conclusioni saranno affidate alla professoressa Francesca Visintin (organizzazione aziendale all’Università di Udine, con un master e un dottorato dalla University of St. Andrews in Scozia in Management, Economics and Politics).

La prima giornata del festival si concluderà con una serata esplosiva in compagnia dei comici più amati del territorio. Al Teatro San Giorgio, alle 20, saliranno sul palco “Catine” (la famosissima cabarettista con la passione per il bar, nonché una delle massime esperte di lingua friulana) e i Papu (celebre coppia di attori comici che da oltre trent’anni racconta le bellezze e le contraddizioni di questo mondo). Il terreno di scontro saranno le bufale, gli stereotipi e i falsi miti della lingua, della cultura e dell’essere friulani. Il titolo dell’evento, “Il friulano è un dialetto”, è già il primo atto della sfida: chi vincerà la battaglia a colpi di risate sulle fake news legate al nostro territorio?

Il festival in piazza San Giacomo.

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In copertina, Caterina Tomasulo in arte “Catine” attesa questa sera a Udine.

Economia, dall’Osservatorio della Cciaa Pn-Ud segnali incoraggianti per le imprese e il mercato del lavoro In Fvg

Imprese stabili e anche in lieve crescita, specie in alcuni comparti dei servizi e nelle costruzioni, che trainano anche l’incremento dell’occupazione nel primo semestre, pur se il credito alle imprese risulta in forte contrazione (per l’edilizia soprattutto) e le previsioni di assunzioni elaborate da Excelsior, a partire dall’estate 2024, danno conto di un rallentamento della ricerca di personale da parte delle aziende Fvg rispetto al 2023. Rallentamento dovuto in gran parte al manifatturiero, per cui questo 2024 sembra affermarsi come particolarmente complesso, complice senza dubbio il mercato tedesco in affanno, su cui le imprese manifatturiere del Nordest e del Friuli Venezia Giulia in particolare sono più esposte.

È un quadro molto articolato, «a luci e ombre», come l’ha definito il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine. Giovanni Da Pozzo, quello che emerge dall’Osservatorio sull’economia del Friuli Venezia Giulia che il Centro Studi dell’ente camerale aggiorna elaborando semestralmente tutti i principali indicatori statistici. L’Osservatorio, che per questa edizione autunnale ha beneficiato anche della collaborazione dei ricercatori di Banca d’Italia sede di Trieste, che in esclusiva per questo report hanno elaborato e fornito i dati relativi al credito in regione, è stato presentato dal presidente Da Pozzo, con la relazione sul report da parte della responsabile Centro Studi Cciaa Elisa Qualizza. Al centro, le riflessioni del senior partner Prometeia Alessandro Carpinella, chiamato a delineare i prossimi sviluppi del contesto economico, partendo proprio dall’analisi della situazione Fvg.
«Nella nostra regione l’economia è molto variegata – ha evidenziato Da Pozzo – e ciò ci dà la possibilità, nei momenti in cui ci sono sbilanciamenti, di continuare a guardare avanti. Alla fine, la nostra è un’economia sana e nel suo complesso trovano soddisfazione il mondo delle imprese e quello del lavoro». Mondi che, ha poi precisato Qualizza, «hanno entrambi dinamiche in positivo. Le imprese in regione crescono dello 0,15% fra terzo e secondo trimestre e dello 0,3% su base annua, crescono i servizi, specie le attività professionali-scientifiche-tecniche e quelle finanziarie, ma pure le costruzioni, anche se per queste ultime si prevede una riduzione della spinta di crescita nel prossimo triennio. Analogamente, il lavoro: il tasso di disoccupazione è al 3,4% e se l’industria registra nel primo semestre -4.200 (-3,5%) occupati, le costruzioni segnano +2.400 (+7,1%), e il commercio e servizi +8.500 (+2,4%)». A questo, si aggiunge «il 58% di difficoltà di reperimento medio delle figure professionali che il sistema produttivo intende assumere in Fvg», ha rimarcato Da Pozzo, citando le rilevazioni Excelsior. «Va tenuto conto che siamo una regione piccola – ha concluso il presidente – e dobbiamo gestirci in un contesto internazionale complesso e mutevole». Contesto «su cui le dimensioni strategica e finanziaria delle imprese si incrociano», ha poi spiegato Carpinella. E sebbene «la caduta dell’export in Italia dipenda in gran parte dal crollo dell’export verso la Germania e dalla situazione di affanno del mercato tedesco», il senior partner Prometeia ha invitato a guardare «alla situazione complessa che c’è sotto, cioè la Cina. Stiamo vedendo – ha detto – le prime avvisaglie di un tema molto problematico, che è il “famoso” disaccoppiamento. Si comincia a vedere che il sistema occidentale e quello a traino cinese, pur lentamente, stanno proseguendo nel disaccoppiare i propri sistemi di produzione e commercio. Se gli effetti sui dati macroeconomici si vedranno solo fra alcuni anni, i segni dalle esperienze sul campo ci sono già e sono chiari».

Date queste premesse, però Carpinella ha evidenziato come l’Italia continui a resistere e anche a crescere, se pur di poco. «In questi ultimissimi anni – ha detto – ci eravamo “abituati” a una crescita senza precedenti. Abbiamo avuto un riallineamento accelerato di tutte le variabili e invece quest’anno ci stiamo assestando su un passo più riflessivo. Possiamo parlare di un sentiero stretto di crescita, sicuramente modesta, apparentemente non erosa dall’inflazione degli ultimi anni e con l’occupazione che sta continuando ad andare a ritmi importanti. Siamo in una situazione in cui l’Italia rallenta ma gli italiani non si impoveriscono, con il Pil reale procapite più alto d’Europa e con grande solidità finanziaria delle imprese, che sono le meno indebitate d’Europa». Tra i problemi irrisolti del Paese Carpinella ha citato il debito pubblico. «La politica di bilancio resta il grande sconfitto e il modo di affrontare la riduzione del debito resta una grande incompiuta», ha detto. In questo contesto «più muscolare – ha aggiunto – si sta poi aprendo una divaricazione fra le imprese: i grandi crescono di più, i piccoli di meno. Tutto questo c’entra con la straordinaria difficoltà di competere oggi, in un contesto in cui transizione green e transizione tecnologica hanno forti impatti sul sistema produttivo. Quella tecnologica sta funzionando ed è in equilibrio, con il costo delle tecnologie abilitanti in discesa. La transizione green è meno in equilibrio e ha bisogno di sovvenzioni costanti». Secondo Carpinella, «ci vuole un nuovo paradigma per affrontare libera impresa, programmazione economica e regolazione. Entriamo in un mondo in cui le grandi sfide devono passare da qui».

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In copertina, il presidente Giovanni Da Pozzo; all’interno, immagini dell’incontro con gli interventi di Alessandro Carpinella ed Elisa Qualizza.

Modernizzazione del commercio, a Buttrio le opportunità dei Distretti. Sommariva: ecco le sfide del nuovo

I cambiamenti economici, tecnologici e sociali che cittadini e commercianti stanno affrontando richiedono a imprese e amministrazioni di adattarsi e innovare. «Le pmi possono affrontare queste sfide con la necessaria consapevolezza e fiducia, soprattutto se si riesce a fare leva su una strategica e diffusa collaborazione, promuovendo una crescita sostenibile e inclusiva, come quella proposta all’interno dei Distretti del commercio introdotti dalla Regione». Ne è convinto Edi Sommariva, manager del Distretto Friuli Orientale, che proprio su questo tema, assieme ai partner e alle amministrazioni comunali dell’area (12 quelle rappresentate nel network), propone alle imprese e a tutti gli interessati un incontro di approfondimento, con interventi di esperti di innovazione economica ed esempi concreti di successo.

Beppino Govetto


L’incontro è in programma per lunedì 30 settembre, alle 15.30, all’Hotel Del Parco in via Stringher a Buttrio e sarà aperto dagli interventi dell’assessore regionale alle attività produttive Sergio Bini, del presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo e del sindaco di Pavia di Udine, capofila del Distretto “delle meraviglie”, Beppino Govetto.
«I Distretti – aggiunge Sommariva – rappresentano uno strumento chiave per supportare le imprese del commercio nel cogliere nuove opportunità e affrontare le sfide della modernizzazione. Questo percorso parte dalla comprensione delle nuove aspettative dei consumatori del terzo millennio, attraverso lo studio dei necessari adattamenti tecnologici e relazionali con il cliente, con la consapevolezza di operare all’interno di un ecosistema economico complesso ma collaborativo. Centrali in questo contesto sono le reti di collaborazione e un ecosistema produttivo e istituzionale virtuoso, capace di innovare».
A discutere e a coinvolgere le imprese saranno Mario Sassi, senior advisor e blogger per idee e progetti innovativi su Gdo, risorse umane e lavoro, Guido Pomini, esperto di e-commerce orienteering e digital strategy, e Luca Zanderighi, vicepresidente di Tradelab. Sulle opportunità e i vantaggi per le imprese dati dai Distretti, e sui prossimi sviluppi che la Regione metterà in campo sul tema, ci saranno Sabrina Miotto, direttore Servizio turismo e commercio della Regione Fvg, e a trarre le conclusioni Massimo Giordano, direttore centrale attività produttive e turismo della Regione.

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In copertina, il dottor Edi Sommariva manager del Distretto Friuli Orientale.

Sostenibilità, il 67% delle imprese Pn-Ud vuole investire: la priorità al fotovoltaico

L’interesse a migliorare la propria impresa in termini di sostenibilità è forte da parte delle imprese friulane e i miglioramenti (in termini di risparmi, ma anche di efficienza e reputazione aziendale) si sentono, anche se tra le sfide più difficili da affrontare ci sono i costi delle pratiche e delle tecnologie, spesso ancora troppo elevati. È il quadro che emerge dall’indagine diretta, la prima, che la Camera di Commercio Pordenone-Udine ha promosso tra il 15 e il 25 luglio scorso con metodologia Cawi (Computer assisted web interview). Dal questionario è derivato un primissimo studio, che aiuterà la Cciaa a capire come orientare al meglio le proprie iniziative in tema di sostenibilità e tecnologie per le imprese del territorio, ma permetterà anche di acquisire un quadro analitico delle abitudini delle Pmi in termini di sostenibilità, quadro che potrà dare informazioni confrontabili ripetendolo periodicamente. «L’abbiamo voluto – ha spiegato il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo – in quanto su questo tema non ci sono dati statistici consolidati a disposizione, se non, appunto, quelli che arrivano da rilevazioni dirette come questa, che diventerà la base per le nostre prossime ricerche». Le 133 imprese che hanno risposto sono per il 26,3% dei servizi, 24,1% dell’industria, 18% del commercio, 12,8% dell’agricoltura, 2,3% di turismo, alloggio, ristorazione e 16,5% altri settori. I rispondenti appartengono per il 50,4% alla fascia d’età 51-65 anni, per il 30,1% a quella 36-50, mentre il 10,5% sono under 35 e il 9% sono over 65.

Giovanni Da Pozzo

Entrando nel dettaglio delle risposte, emerge come a seguito dell’adozione di pratiche sostenibili il 58,6% delle aziende ha riscontrato un miglioramento della reputazione aziendale, il 52,6% una riduzione dei costi operativi, il 15,8% un aumento di soddisfazione dei dipendenti, il 6,8% un aumento delle vendite, così come una maggior attrazione di investitori. Il 66,9% dei rispondenti dichiara di aver intenzione di investire in pratiche sostenibili da qui a un anno. In particolare il 48,3% sarebbe intenzionato a investire nel fotovoltaico, il 30,3% in certificazioni ambientali, il 28,1% in bilancio di sostenibilità, il 20,2% nella carbon footprint, il 18% in Lca (Life CycleAssessment) e il 9,9% in altro, come per esempio nell’acquisto di macchinari che riducano l’impatto ambientale (nota: tutte domande con possibilità di risposta multipla).
Il 57,9% dei rispondenti afferma di essere abbastanza informato sulle pratiche sostenibili, mentre il 30,1% lo è poco. Solamente l’8,3% risulta essere molto informato in merito. Allo stesso tempo, la quasi totalità dei rispondenti (il 97%) afferma che sia importante che le aziende adottino pratiche sostenibili (per il 52,6% è abbastanza importante, per il 44,4% lo è molto).

Riguardo agli investimenti in sostenibilità, il 35,3% dei rispondenti indica di aver investito fino in media a 10.000 euro annui, il 18% del totale tra 10.000€ e 50.000 euro, mentre oltre questa soglia ha investito il 12,1%. Tra le principali sfide incontrate dalle aziende nell’implementazione di pratiche sostenibili si rilevano al primo posto i costi elevati (il 72,2% del totale), mancanza di competenze interne (29,3%), resistenza al cambiamento (21,8%) e normative inadeguate (19,5%). Solamente il 3,8% delle imprese segnala mancanza di supporto da parte del management.
In ogni caso, l’83,5% dei rispondenti afferma di aver adottato per la propria azienda politiche o pratiche sostenibili (una percentuale sicuramente elevata vista anche la disponibilità delle imprese di rispondere volontariamente al questionario sul tema). Tra le principali pratiche adottate dalle imprese rispondenti spiccano riduzione del consumo energetico (61,9%), riduzione dei rifiuti (57,5%), riciclo dei materiali (54%), utilizzo di energia rinnovabile (52,2%). Seguono le politiche di lavoro equo e inclusivo, le certificazioni ambientali, la responsabilità sociale d’impresa e l’implementazione di pratiche di economia circolare.
Le motivazioni principali dell’adozione di pratiche sostenibili sono state per il 57,1% la volontà di rimanere competitivi, per il 36,1% le esigenze del management e per il 31,6% la spinta normativa (sempre domande con possibilità di risposta multipla). La maggior parte dei rispondenti, l’88,7% del totale, sarebbe disposta anche a pagare un prezzo maggiore per acquistare un prodotto sostenibile rispetto a uno “tradizionale”.
Nello specifico, il 54,1% pagherebbe fino al 10% in più, il 29,3% tra il 10% e il 30% in più, il 5,3% anche oltre il 30% in più. Tra le principali tecnologie sostenibili da adottare da parte delle aziende emergono le energie rinnovabili (85,7%), le tecnologie di riciclo avanzato (62,4%), i materiali sostenibili (61,7%), i sistemi di gestione dell’acqua (52,6%) e i veicoli elettrici (18%).

Capitolo certificazioni: solamente il 17,3% delle imprese rispondenti ha ricevuto riconoscimenti o certificazioni per le pratiche sostenibili. Allo stesso tempo, solo il 4,5% delle imprese ha pubblicato un bilancio di sostenibilità che ha l’obiettivo di informare gli stakeholder dei risultati economici, sociali e ambientali generati dalle imprese nello svolgimento delle proprie attività.
Riguardo alle scelte di acquisto, il 70,7% dei rispondenti dichiara di averle a volte modificate a favore di aziende più sostenibili. I valori etici condivisi risultano essere la principale motivazione per la scelta di un’azienda sostenibile (66,9%), seguono la qualità del prodotto o servizio (56,4%), certificazioni di sostenibilità (17,3%), prezzo competitivo (12,8%), opinioni di amici/famiglia (4,5%). Inoltre, nell’ambito della sostenibilità, il 73,7% ritiene che l’utilizzo di materiali riciclati sia uno degli aspetti più importanti nella scelta di un prodotto o servizio, seguono le condizioni di lavoro equo (61,7%), l’impatto sociale positivo (48,9%), il benessere degli animali (42,9%) e l’impronta di carbonio (30,8%).
La metà dei rispondenti dichiara di aver partecipato a iniziative ed eventi legati alla sostenibilità (il 49,6% del totale). Tra i temi più richiesti da trattare nei corsi di formazione le aziende chiedono in particolare bilancio di sostenibilità (54,9%), Comunità Energetiche Rinnovabili ( 39,1%), normative (39,1%), economia circolare (33,1%), carbon footprint(28,6%), seguono LCA, eco design e rendicontazione non finanziaria. Quasi la metà delle imprese rispondenti, inoltre, sarebbe interessata ad aderire alla Comunità Energetica Rinnovabile della Camera di Commercio di Pordenone-Udine (il 49,6%).

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In copertina, l’installazione di pannelli fotovoltaici su una copertura.

Bando sicurezza, dalla Cciaa Pn-Ud 500 mila euro alle piccole imprese friulane

Ammonta a 500 mila euro il plafond del “bando sicurezza”, contributo che la Camera di Commercio Pordenone-Udine mette a disposizione delle Pmi del territorio di Udine, con fondi del proprio bilancio, per abbattere le spese per l’acquisto di telecamere, di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso o ancora di sistemi di video-allarme antirapina in grado di interagire direttamente con gli apparati in essere presso le sale e le centrali operative. Come si legge nel bando, già pubblicato sul sito www.pnud.camcom.it, sono ammesse esclusivamente le spese relative all’acquisto e l’installazione di beni nuovi di fabbrica, che dovranno essere installati nella sede o unità operativa individuata dal richiedente, fatturate pagate a partire dal 1° luglio 2024 e prima della presentazione della domanda, che va inoltrata alla Cciaa a partire dalle ore 9 di lunedì 19 agosto ed entro il prossimo 31 ottobre.
«Una città e un territorio in sicurezza – commenta il presidente camerale Giovanni Da Pozzo, che ieri ha partecipato in Regione alla conferenza stampa con l’assessore Pierpaolo Roberti e il collega presidente Cciaa Vg Antonio Paoletti – sono la condizione di base affinché anche l’economia possa operare in modo sano, corretto e produttivo. Con questa convinzione e alla luce della recente escalation di gravi fatti di cronaca, ci siamo subito messi a disposizione delle forze dell’ordine direttamente coinvolte e delle istituzioni tutte per fare la nostra parte, in sinergia e accordo con la corposa azione messa a punto dall’amministrazione regionale, di cui, in aggiunta alla nostra iniziativa, saremo parte attiva con i nostri uffici. Ringraziamo l’assessore Roberti e il presidente Fedriga, che confermano un’ottima collaborazione con i territori e con il mondo produttivo. Per quanto possibile, vogliamo concretamente aiutare a ristabilire un clima di normalità nel nostro capoluogo, risultato che possiamo ottenere solo lavorando tutti insieme».
Come detto, il bando è già pubblicato, con tutta la modulistica, sul sito www.pnud.camcom.it. L’intensità percentuale massima di contributo ammonta all’80% della spesa sostenuta dall’impresa. Il contributo minimo è di mille euro e saranno esclusi i progetti con spesa ammissibile inferiore a 1.250 euro (al netto dell’Iva). Il contributo massimo per progetto è di 3mila euro. Le domande vanno inviate dalle sole imprese con sede destinataria dell’iniziativa finanziabile nella provincia di Udine esclusivamente via Posta elettronica certificata (Pec) e inoltrata all’indirizzo pec camerale contributi.ud@pec.pnud.camcom.it

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio Pn-Ud Giovanni Da Pozzo.

Imprese e sostenibilità, un questionario della Cciaa Pn-Ud fino al 25 luglio: orientamento gratis alle prime cinquanta

Le prime 50 imprese che risponderanno al questionario sulla sostenibilità della Camera di Commercio Pordenone-Udine avranno la possibilità di ottenere orientamento gratuito con esperti energy manager per capire come migliorare e diventare sempre più efficienti in questa partita ormai imprescindibile per lo sviluppo economico. Rispondere al questionario è facilissimo e richiede pochi minuti: è sufficiente andare sul sito www.pnud.camcom.it e inserire le risposte nel form dedicato.
L’indagine è aperta a tutte le imprese iscritte alla Cciaa Pn-Ud e si focalizza su cinque tematiche: conoscenza e percezione della sostenibilità, pratiche sostenibili delle aziende, consapevolezza e comportamento dei consumatori, coinvolgimento e formazione e infine sostenibilità e informazione.
Il questionario sarà attivo fino al 25 luglio. Le imprese che risponderanno per prime potranno, come detto, beneficiare di una sessione di orientamento gratuito con un esperto energy manager, ma tutti i partecipanti al sondaggio riceveranno una guida digitale sui temi della doppia transizione. Le risposte saranno tutte analizzate in forma aggregata e saranno utili agli uffici camerali per proporre servizi basati sulle reali esigenze delle imprese del territorio.

Il link diretto per il questionario è https://forms.gle/vjFenvP3d2cTurD88.
Per informazioni è possibile contattare il Punto impresa digitale della Cciaa scrivendo a pid@pnud.camcom.it

Sicurezza, da Cciaa Pn-Ud presto il bando per strumenti di videosorveglianza a favore delle piccole imprese

Un bando della giunta camerale a favore delle Pmi, in particolare di commercio, pubblici esercizi e artigianato, per dotarsi di strumenti di videosorveglianza, la richiesta ai rappresentanti di Parlamento e Governo di un aumento della dotazione organica delle forze dell’ordine sulla città per potenziare il presidio del territorio e la massima disponibilità da parte dei rappresentanti di categoria e dell’ente camerale a fare la propria parte, collaborando con tutte le istituzioni, con l’obiettivo di dissipare il clima di insicurezza che sta aumentando in città a seguito del ripetersi di gravi eventi. Sono gli impegni garantiti all’incontro convocato dal presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo assieme al prefetto Domenico Lione e ai rappresentanti di tutte le associazioni di categoria e dei consumatori.

«Oltre ad esprimere la nostra vicinanza alla famiglia dell’imprenditore ucciso, Shimpei Tominaga – ha rimarcato Da Pozzo –, vogliamo ribadire che noi tutti ci siamo e vogliamo operare al meglio, in quanto la sicurezza è un valore per tutti. Ed è un valore in particolare per l’economia, per le nostre imprese, per quelle della nostra città, che solo in sicurezza possono dare il loro contributo alla crescita della comunità e aiutare la città e il territorio a essere vivibili e frequentabili senza paura». Da Pozzo ha anticipato che la Camera commissionerà un’indagine su sicurezza e legalità nel capoluogo, «per avere dei dati che ci permettano di fare considerazioni corrette e mettere in campo ulteriori azioni mirate». Il presidente camerale ha anche criticato l’ordinanza di restrizione alla vendita di alcolici, evidenziando come non sia risolutiva «in quanto non ci sia un nesso causa-effetto e vada comunque a impattare su una categoria che è oggi qui insieme alle altre a garantire la massima disponibilità alla collaborazione per contrastare, come possibile, ogni forma di abuso».
Sul punto è intervenuto nello specifico Giovanni Pigani, rappresentante pubblici esercizi di Confcommercio Udine, ribadendo come l’ordinanza vada a colpire sempre la stessa categoria senza distinzioni, mentre «noi esercenti siamo i primi a voler lavorare in condizioni di sicurezza – ha rimarcato Pigani – e spesso siamo “sentinelle” sul territorio a disposizione e in supporto alle forze dell’ordine». Su questa linea, d’accordo con il prefetto, si darà avvio a un progetto di collaborazione che, da un lato, si basi sul rafforzamento di figure come i poliziotti e i carabinieri di quartiere – questione di cui si interesserà il prefetto stesso – e, dall’altro, faccia in modo che i commercianti possano avere più diretta capacità di informare e fare segnalazione di situazioni di pericolo alle forze dell’ordine. Il prefetto ha anche invitato Pigani ad avviare un dialogo con il Comune per la miglior gestione dell’Ordinanza, impegno che Pigani ha garantito da subito.
«Dialogheremo con il Comune – ha concluso Da Pozzo – anche per chiedere un’intensificazione dell’impegno della polizia municipale come presidio di sicurezza nelle zone del centro e in quelle più delicate e anche una miglior illuminazione in alcune zone, una piccola cosa ma comunque importante per la prevenzione, assieme alle altre misure, come le telecamere pubbliche. Sappiamo che le forze dell’ordine, in questo momento, come ci ha spiegato il prefetto, stanno dando il massimo, ma confidiamo che con l’impegno di tutti, ognuno per la sua parte, potremo contribuire a riportare la città a livelli di sicurezza accettabili e a scongiurare nuovi episodi gravi».

Domani all’ente camerale
Open Day per le imprese
che puntano all’estero

Domani, 1° luglio, dalle 14.30 alle 17 circa, la Camera di Commercio Pordenone-Udine e Promos Italia presentano l’offerta di servizi per supportare le imprese del territorio di Udine nei loro processi di export. A seguire si terranno incontri “one to one” tra le aziende e gli esperti di Promos Italia. Tra i servizi proposti da Promos Italia ci sono la ricerca di controparti estere, la formazione, servizi digitali, nonché percorsi sulla finanza e sostenibilità Esg. La partecipazione all’Open day è gratuita per tutte le pmi del territorio udinese fino a esaurimento dei posti disponibili. Ci si iscrive sul sito www.pnud.camcom.it

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In copertina e all’interno immagini dell’incontro a Udine sui problemi della sicurezza.

Questione sicurezza a Udine, la Cciaa convoca le categorie per venerdì

Il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, ha convocato per venerdì 28 giugno, alle 14, nella sede camerale di Udine, in piazza Venerio, un incontro con tutte le categorie economiche per discutere insieme sulla questione sicurezza in città, anche alla luce dei recenti gravi episodi che si sono verificati nel capoluogo friulano.

Nuovi istruttori e domande – Come è noto, la Camera di commercio Pordenone-Udine ha indetto un bando di concorso pubblico per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di otto persone, che saranno inquadrate come “Istruttori” secondo il Contratto collettivo Funzioni locali: le domande vanno presentate entro giovedì prossimo. I candidati che avranno superato l’esame e saranno assunti andranno a ricoprire diversi profili, che si concentreranno in particolare in due aere. Opereranno cioè in qualità di “Istruttore servizi per la promozione e lo sviluppo della competitività delle imprese, la valorizzazione del turismo, l’orientamento al lavoro e l’e-government” e “Istruttore servizi anagrafici e di regolazione del mercato”. Le prime figure saranno chiamate a gestire, per esempio, attività di finanziamento e sostegno economico alle imprese del territorio tramite contributi camerali e regionali in delega, nonché attività di sostegno alle imprese in materia di digitalizzazione. Nel secondo profilo rientreranno invece gli istruttori chiamati a collaborare nella gestione dei servizi amministrativi e certificativi afferenti alle anagrafi dell’Ente, di quelli relativi alle attività abilitative ed ispettivo-sanzionatorie. Il bando, con tutti i requisiti e le disposizioni relative alla partecipazione, è stato pubblicato nelle News all’Albo camerale online e nella sezione Amministrazione Trasparente-Bandi di concorso del sito istituzionale www.pnud.camcom.it. Il titolo di studio richiesto per la partecipazione è il diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Le domande, come detto, potranno essere presentate in modalità digitale sulla base del format proposto dalla piattaforma raggiungibile dal link presente sul sito entro e non oltre le ore 23.59 del 27 giugno, pena l’esclusione dalla selezione.

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio friulana Giovanni Da Pozzo.

Excelsior Fvg, in giugno 10.810 assunzioni trainate dal turismo. Da Pozzo: bene anche le costruzioni

Sono 10.810 le assunzioni programmate dalle imprese, a giugno, in Friuli Venezia Giulia, che diventano 28.190 nell’intero trimestre giugno-agosto. La richiesta è in lieve calo rispetto a giugno 2023 (-350 figure, -3,1%) e al corrispondente trimestre (-310 figure, -1,1%). A trainare i nuovi contratti di lavoro è ancora il turismo e più in generale il settore variegato dei servizi (con 7.580 contratti offerti a giugno e quasi 20mila previsti nel trimestre), mentre sono 2.370 a giugno i lavoratori ricercati dal comparto manifatturiero (5.880 nel trimestre). Nel mese, registrano dinamiche molto positive le costruzioni (+17,8%) con quasi 900 assunzioni previste (2.400 nel trimestre) e il commercio (+16,9%). In flessione, invece, il comparto dell’industria (-13,5% di assunzioni previste). Sono queste le elaborazioni del Bollettino Excelsior realizzate per il Friuli Venezia Giulia dal Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine, diffuse ieri in contemporanea alla pubblicazione del bollettino nazionale che registra mese per mese il fabbisogno, a livello occupazionale, delle imprese italiane.
«Anche vista la stagione, il turismo si conferma il comparto che offrirà le maggiori opportunità di impiego», commenta il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, con circa 2.500 lavoratori ricercati nel mese e 6.400 nel trimestre, seguito dai servizi alle imprese (2.240 nel mese e quasi 6mila nel trimestre) e dal commercio (1.500 nel mese e poco meno di 4.000 nel trimestre).
Sono circa 5.700 le assunzioni per cui le imprese hanno dichiarato di aver incontrato difficoltà nel reperire il profilo adatto: il 52,5% dei profili sono dunque complessi da trovare, con un +1,2% di difficoltà rispetto al 2023 e addirittura + 19.4% di difficoltà rispetto al 2029. Tra le professioni tecniche e a elevata specializzazione spiccano per difficoltà di reperimento, come ormai abituale negli ultimi anni, gli analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni con l’82,2%, ma anche tecnici della salute (80,8%) e tecnici in campo ingegneristico (80,5%). Per le professioni commerciali e nei servizi le figure più difficili da reperire sono quelle relative a professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (64%), seguono gli operatori della cura estetica (63,2%). Infine, tra le figure degli operai specializzati e i conduttori di impianti si distinguono i fabbri ferrai costruttori di utensili (89%) e gli operai specializzati nell’installazione e manutenzione di attrezzature elettriche/elettroniche (80,5%).
Per una quota pari al 21% le imprese prevedono di assumere personale immigrato e il 35,1% delle assunzioni a giugno interesserà giovani con meno di 30 anni. I giovani sono richiesti soprattutto nelle aree commerciali e della vendita (il 43% delle figure richieste), così come nelle aree tecniche e della progettazione (il 38,8%).
Sotto il profilo territoriale, il Mezzogiorno registra una dinamica positiva consistente (+3,8mila su giugno e +19mila sul trimestre) grazie al contributo, in particolare, di costruzioni e commercio; la flessione del manifatturiero penalizza le altre aree geografiche, soprattutto il Nord Est (complessivamente -4,4mila nel mese e -10,3mila nel trimestre); più stabili, sempre rispetto ad un anno fa, Nord Ovest e Centro.

Il report Banca d’Italia
sarà presentato a Udine

La Banca d’Italia presenterà anche a Udine, in Sala Valduga, i risultati del rapporto annuale “Economie regionali – Friuli Venezia Giulia”. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Camera di commercio di Pordenone-Udine, è in programma per venerdì 14 giugno, alle 11. Come è noto, la Banca d’Italia mette periodicamente a disposizione delle istituzioni, del mondo accademico ed economico i risultati dell’attività di ricerca svolta a livello locale con i Rapporti regionali. In tal modo, l’Istituto intende contribuire ad accrescere, sul territorio, la conoscenza delle dinamiche di sviluppo del sistema economico regionale.
Dopo l’intervento introduttivo del presidente camerale Giovanni Da Pozzo e del direttore della sede di Trieste di Banca d’Italia, Marco Martella, presenteranno il rapporto Paolo Chiades e Daniel Mele, economisti della divisione analisi e ricerca economica territoriale della sede triestina di Banca d’Italia. «Siamo felici che Banca d’Italia abbia accettato il nostro invito a presentare il loro interessante report anche a Udine, estendendo così il contatto diretto con le realtà imprenditoriali e di categoria di questo territorio e nella sede della Cciaa, “casa” di oltre 70mila imprese che animano, rendono vitale e fanno crescere la nostra regione», evidenzia Da Pozzo. La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili, previa registrazione sul sito Cciaa www.pnud.camcom.it. Per informazioni: Telefono 0432.273224 e segreteriagenerale@pnud.camcom.it

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In copertina, il presidente dell’ente camerale friulano Giovanni Da Pozzo.

Risparmio e transizione energetica, ecco tre iniziative firmate dalla Cciaa Pn-Ud con la scadenza fissata tra oggi e domani

Risparmio e transizione energetica: tre iniziative della Camera di Commercio Pordenone-Udine con due termini in scadenza ravvicinatissimi. Innanzitutto entro oggi, 30 maggio, ci si può iscrivere al corso sull’efficientamento, che fornirà a tutti gli interessati una comprensione completa di strategie e pratiche per migliorare l’efficienza energetica negli edifici, con focus sulle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e sugli strumenti di sostenibilità. Sarà suddiviso in tre moduli: nel primo modulo, giovedì 6 giugno, si illustreranno i principi cardine sull’efficientamento energetico di edifici e processi in ambito terziario, industriale e civile, con focus su involucro, impianti e normative. Il secondo e il terzo modulo sono in programma per l’11 luglio e il 19 settembre e si approfondiranno il funzionamento delle Cer e i meccanismi di incentivazione, una panoramica sullo sviluppo sostenibile e delle logiche Esg e gli strumenti a disposizione delle imprese per intraprendere un percorso di sostenibilità. Il costo è di 290 euro. Referente è Daniela Morgante (per info allo 0432.273218 o alla mail daniela.morgante@pnud.camcom.it). Per aderire basta compilare il modulo sul sito www.pnud.camcom.it nella sezione “corsi di formazione”.
Domani, 31 maggio, è invece il termine finale per aderire ad altre due iniziative. Da un lato c’è un bando per le Pmi di Udine e Pordenone con fondi del bilancio camerale. Il plafond complessivo è di 250mila euro, erogati mediante tre “livelli” di voucher, a copertura da un lato delle spese per consulenze o certificazioni per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico e dall’altro per l’acquisto di impianti, beni e attrezzature strettamente funzionali allo scopo. Dall’altro, c’è la raccolta di adesioni da parte delle imprese che desiderano partecipare alla Comunità energetica rinnovabile proposta dall’ente camerale friulano.
Per quanto riguarda il bando, si tratta di voucher da 3, 5 e 10 mila euro, in base a soglie minime di spese sostenute e ritenute ammissibili. Si tratta di contributi a fondo perduto, in conto capitale nella percentuale massima del 70%. L’elenco delle tipologie di spese ritenute ammissibili è dettagliato all’articolo 6 del bando, consultabile, con la modulistica e ai contatti degli uffici per eventuali informazioni, su www.pnud.camcom.it nella sezione Contributi camerali. Le imprese interessate presentano domanda in bollo esclusivamente da Pec all’indirizzo Pec della Cciaa, ossia, per le imprese con sede nel territorio di Udine a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it oppure, per le imprese del pordenonese, a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it.
Per quanto riguarda, invece, l’adesione alla Cer proposta dalla Cciaa friulana, si tratta di una manifestazione di interessa a partecipare, non vincolante. Possono dare adesione soggetti economici, in forma attiva, quali ditte individuali o società, imprese, cooperative, artigiani, commercianti. I Comuni, fermo restando il vincolo della cabina primaria AC001E01008 consultabile sul sito del Gse (www.gse.it), sono Udine, Martignacco, Pasian di Prato, Pozzuolo, Campoformido e Basiliano. Si può aderire con un diverso ruolo: consumatore, prosumer, produttore, finanziatore o partner tecnologico (per questi due ultimi ruoli non sussiste il vincolo della cabina primaria, sono ruoli aperti a tutti). Per partecipare, basta compilare entro domani la manifestazione di interesse sul sito www.pnud.camcom.it e inviarla via Pec, con copia digitale del documento di identità del dichiarante, a cciaa@pec.pnud.camcom.it o ancora via email, con copia digitale del documento di identità, a pid@pnud.camcom.it

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In copertina, pale eoliche e pannelli solari sono ormai simbolo della transizione energetica nel nostro Paese.