“Steward” e videosorveglianza per le imprese: due bandi della Regione Fvg per 3 milioni. Le domande alla Camera di Commercio Pordenone-Udine

Un bando da 2 milioni e uno da 1 milione di euro per incrementare la sicurezza delle piccole imprese e pubblici esercizi: li stanzia la Regione Fvg e gestirà tutto il percorso la Camera di Commercio Pordenone-Udine per fornire alle imprese i contributi, da un lato per coprire le spese, anche già sostenute, relative all’impiego di addetti ai servizi di controllo (i cosiddetti “steward”); dall’altro, per l’acquisto di dispositivi di videosorveglianza a tutela dell’unità produttiva. I bandi sono presentati alla presenza dei direttori delle categorie economiche, dall’assessore regionale alla sicurezza Pierpaolo Roberti e dal presidente camerale Giovanni Da Pozzo, affiancati dal questore Domenico Farinacci e dal prefetto Domenico Lione.
Il primo bando, da 2 milioni, prevede la possibilità di coprire interamente la spesa sostenuta dal pubblico esercizio, in forma singola o associata, che si trovi nei Comuni di Pordenone e Udine. Il contributo concedibile minimo è di 2 mila euro e massimo di 30 mila a progetto. I termini del bando, aperti il 26 maggio, resteranno accessibili fino al 31 dicembre . Saranno considerate solo le domande trasmesse via Posta elettronica certificata (Pec) e inviate, per le imprese con sede nel Comune di Pordenone, a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it; per quelle nel Comune di Udine a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it. Il plafond è suddiviso in 500 mila euro per Pordenone e in 1,5 milioni per Udine.

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Parità di genere, oggi incontro

Come già annunciato, la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con il suo Comitato per l’Imprenditoria Femminile presieduto da Renata Lirussi, ha promosso un incontro pubblico per accompagnare le imprese del territorio nel percorso verso la certificazione della parità di genere, strumento sempre più strategico per lo sviluppo sostenibile e competitivo delle aziende. L’appuntamento è fissato per oggi, 3 giugno, alle ore 17, nella Sala Valduga della sede camerale di Udine (Piazza Venerio 8), e rappresenta il primo passo di un percorso di sensibilizzazione e formazione dedicato a tutte le realtà imprenditoriali interessate a valorizzare la cultura dell’equità e dell’inclusione nei contesti lavorativi.

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Secondo bando, quello per i dispositivi di videosorveglianza e già attivo: in questo caso, le imprese beneficiarie possono avere sede nei territori provinciali di Udine e Pordenone. In particolare, sono ammesse a contributo le spese sostenute, fatturate e pagate a partire dal 1° novembre 2024 e prima della presentazione della domanda, per l’acquisto, l’installazione, il potenziamento e l’attivazione di telecamere, sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sistemi di video allarme antirapina in grado di interagire direttamente con le sale e le centrali operative e sistemi di allarme anti-intrusione. Anche in questo caso, l’intensità percentuale massima di contributo ammonta al 100% della spesa: il contributo minimo è di mille euro e massimo di 15 mila per progetto.
Se l’assessore Roberti ha sottolineato la consistenza dei fondi e l’opportunità da non perdere per Pmi ed esercenti, «in quanto i contributi – ha evidenziato – sono al 100%», il presidente Da Pozzo ha sottolineato l’importanza «della sicurezza come base per la legalità e per un’economia sana. Questi fondi sono immediatamente operanti e grazie a un dialogo costante fra tutte le istituzioni siamo riusciti a mettere in piedi degli strumenti agili – ha concluso – che possono rappresentare un valido aiuto per le nostre imprese». Sulla stessa linea anche questore e prefetto: il primo ha ricordato come gli strumenti di videosorveglianza siano particolarmente utili, oltre che come deterrente, anche ai fini della qualità della ricostruzione dei fatti, mentre il secondo si è soffermato sull’ottima collaborazione fra istituzioni pubbliche e private per tutelare tutti insieme un modello di sicurezza urbana diffusa e concreta. La modalità di presentazione delle domande è sempre la Pec agli indirizzi indicati, ma questo bando ha termini più ristretti: si chiuderà il 30 giugno. A metà maggio, erano già arrivate una novantina di domande, suddivise equamente fra i due territori.

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In copertina, la presentazione dei bandi mentre parla l’assessore regionale Roberti.

Effetto dazi in Fvg, un’analisi della Cciaa Pn-Ud. Il presidente Da Pozzo: gli Usa restano il riferimento primario ma stanno crescendo anche nuovi mercati

I dazi appena introdotti da Donald Trump e i contraccolpi che il loro inasprimento potrebbe provocare sulla nostra economia sono stati analizzati anche dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine. Sui dazi Usa, dice infatti il presidente Giovanni Da Pozzo, «valuteremo l’impatto sulle imprese friulane appena avremo i primi elementi concreti, attraverso il nostro Centro studi e il coordinamento sui temi macroeconomici e internazionali di Marco Martella, già direttore della Banca d’Italia a Trieste. Al momento, lo scenario più plausibile è che i flussi di scambio tenderanno naturalmente a riequilibrarsi tra le aree geografiche. Le dinamiche di mercato e le strategie aziendali comunemente prevalgono su misure protezionistiche di breve periodo». Per le imprese del Fvg, comunque, «l’export verso gli Stati Uniti e altri mercati-chiave continuerà a essere pilastro essenziale della crescita, grazie alla qualità, all’innovazione e alla capacità di adattarsi ai cambiamenti. Anche in contesti molto complessi, infatti, il Made in Italy ha dimostrato di mantenere storicamente un forte appeal internazionale e le aziende possono fare leva su strategie di diversificazione, che già stanno mettendo in atto, e sulla robustezza di relazioni commerciali consolidate».
Secondo Da Pozzo, «l’esperienza dimostra che, al di là delle tensioni politiche, le imprese in grado di agire con flessibilità e visione strategica riescono sempre a cogliere opportunità di sviluppo nei mercati globali, in particolare in aree geografiche magari meno strutturate, ma con un grande potenziale inespresso. Pur restando solidi alcuni tra i principali partner europei – dice il presidente –, ci sono diversi mercati emergenti extra-Ue ad alto potenziale per il Fvg, individuati peraltro anche a livello italiano dal recentissimo Piano d’Azione per l’export del Ministero degli Esteri».
Secondo le elaborazioni del Centro Studi Cciaa Pn-Ud, Regno Unito e Svizzera registrano un incremento di export del 90% e del 385% tra il 2019 e il 2024, a seguire mercati con quote sì più contenute, ma con incrementi sensibili registrati nell’ultimo quinquennio, come Arabia Saudita (+148%, 2019-2024), Messico (+160%) e Brasile (+113%). L’export verso gli Usa, «pur rimanendo il nostro principale partner commerciale», precisa il presidente Da Pozzo, nello stesso periodo è invece sceso dell’8,2%. Le variazioni sono calcolate a prezzi correnti e risentono pertanto dell’effetto inflazione, effetto che comunque può spiegare solo una parte di queste variazioni.

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In copertina, il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo.

Zls in Fvg, per l’ente camerale Pd-Ud opportunità di sviluppo economico. Sono in crescita le imprese straniere

Il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, parla di «grande opportunità per lo sviluppo economico», riguardo all’ottenimento della Zona Logistica Semplificata (Zls) in Friuli Venezia Giulia. «Ѐ una importante chance e deve abbracciare tutti i territori, soprattutto quelli a vocazione industriale e logistica – precisa –, un ulteriore tassello per rafforzare la potenzialità di attrazione di investimenti in regione». Per Da Pozzo, «indubbiamente Udine e Pordenone avranno in questo mondo nuove idee e progettualità da offrire al mondo delle imprese. I miei complimenti vanno a tutti coloro che, dalla Regione ai rappresentanti in Parlamento, si sono prodigati per raggiungere questo importante risultato».
Ma in questi giorni Da Pozzo ha fatto riferimento anche alle imprese straniere che operano nella nostra regione e si strutturano. «Anche in Fvg le imprese straniere crescono. Sono il 14,5% del totale delle imprese, ma il dato interessante è che, sebbene si sviluppino in tutte le forme giuridiche, sono le società di capitale a mostrare una vera impennata, segno che nei 10 anni considerati anche le imprese straniere si stanno strutturando», commenta il leader dell’Ente camerale. Secondo le elaborazioni del Centro Studi Cciaa Pn-Ud, fra 2014 e 2024, che vanno ad approfondire i dati inviati a livello nazionale da Unioncamere e per la Venezia Giulia dalla Cciaa Vg, «anche se numericamente non sono prevalenti e sono le individuali le più numerose – aggiunge il presidente -, la crecita delle società di capitali è del 91%».
Più in generale, tra le province, la crescita delle straniere è comunque più contenuta a Udine (+15,3%) e più sensibile a Pordenone (+33,4%). Tra i settori, considerando quelli con maggior numero di imprese, in Fvg nel decennio sono cresciute in particolare le imprese delle costruzioni (+27% in 10 anni), della ristorazione (+42%) e nei servizi di supporto alle imprese, noleggio, agenzie di viaggio (+56%). Tra le nazionalità, calcolabili sulle imprese individuali, le imprese straniere più numerose sono quelle guidate da imprenditori di nazionalità rumena (10,3%,), albanese (10,1%), cinese (7,4%), svizzera (6,2%), fenomeno tipico del Fvg dovuto prevalentemente a un migrazione “di ritorno”.

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In copertina, il presidente dell’Ente camerale Pn-Ud Giovanni Da Pozzo.

Al via a Udine gli Open Dialogues: due intensi giorni di dibattito sull’economia Fvg nel contesto internazionale

Il sipario sulla terza edizione di Open Dialogues for the future si è appena alzano stamane, a Udine, nella Chiesa di San Francesco, con la regia del presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, ideatrice dell’evento, Giovanni Da Pozzo, e del vicepresidente Michelangelo Agrusti. Via, quindi, agli interventi di apertura dei rappresentanti delle istituzioni che, assieme all’ente camerale, sostengono e appoggiano il forum e che sono Regione Fvg, Comune di Udine, Fondazione Friuli, Università di Udine, con il patrocinio di Unioncamere e Ministero delle imprese e del Made in Italy. Per la Giunta Fedriga sono annunciati gli interventi dell’assessore alle attività produttive, Sergio Emidio Bini, e per il Comune ospitante del sindaco Alberto Felice De Toni; atteso anche il discorso del presidente Unioncamere, Andrea Prete. Quindi, il via ufficiale ai dibattiti, diretti dal direttore scientifico di Odff, Federico Rampini, e con il coordinamento di Filippo Malinverno di The European House – Ambrosetti, assieme a cui la Cciaa cura la manifestazione fin dall’inizio. La parola andrà a Sylvie Goulard, docente di Global affairs and geopolitics Sda Bocconi, Nathalie Tocci direttrice dell’Istituto Affari Internazionali, Orietta Moscatelli analista di Limes, Arduino Paniccia presidente dell’Asce Venezia e Ana Palacio, già Ministra degli esteri della Spagna e oggi docente alla Walsh School of Foreign Service, Georgetown University.

Federico Rampini


Nel pomeriggio, il palco sarà quello della sede della Fondazione Friuli in via Gemona, dove ad accogliere relatori e ospiti sarà il presidente Giuseppe Morandini. Il programma del pomeriggio sarà ricchissimo e prevede in apertura, alle 14.15, anche l’intervento del presidente di Ice Matteo Zoppas. Quindi il dibattito su Europa e Italia di fronte alle sfide della competitività, con Riccardo Crescenzi della London School of Economics, Brunello Rosa senior executive fellow di Economics, Sda Bocconi School of Management, Marco Martella, professore e già direttore della Banca d’Italia a Trieste, seguiti da una conversazione fra il direttore Rampini ed Enzo Mattioli Ferrari, ceo di Ferrari Family Investments. Il dibattito si sposterà quindi sul Friuli Venezia Giulia nello scacchiere internazionale e assieme a Rampini dialogherà il presidente della Regione Massimiliano Fedriga (orario previsto attorno alle 15.30/15.45). Concluderà il pomeriggio un confronto sul ruolo di Italia, Francia e Germania e sarà introdotto da Martin Briens, ambasciatore di Francia in Italia (in videocollegamento) e da Benjamin Hanna, viceambasciatore di Germania in Italia. A discutere in sala assieme a Rampini saranno quindi Paolo Mieli, storico, saggista ed editorialista, Gilles Gressani, direttore di Le Grand Continent, e Wolfgang Munchau, direttore di Eurointelligence.
Domani, i lavori si apriranno alle 10 nella Sala Valduga della Camera di Commercio. Con la moderazione di Malinverno di Ambrosetti, il dibattito verterà su “Comprendere gli Stati Uniti: strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza americana”. La panoramica iniziale sarà offerta da Rampini, che introdurrà il videocommento, realizzato appositamente per Odff, dell’ex direttore della Cia David Petraeus. Quindi la discussione in sala Valduga proseguirà con il politologo e saggista Robert D. Kaplan e, in collegamento, Benedetta Berti, director of Policy Planning della Nato e Alessandro Terzulli, chief economist di Sace. Alle 12, il focus sui rapporti economici Fvg-Usa, con gli interventi di Robert Allegrini, presidente del Niaf, Camilla Benedetti, vicepresidente di Danieli, e Lydia Alessio – Vernì direttrice Agenzia Lavoro & SviluppoImpresa della Regione.
Nel pomeriggio, il gran finale, all’auditorium Sgorlon dell’Università, in via Margreth. Comincerà alle 14.45 il dibattito conclusivo su giovani e innovazione per la competitività delle imprese. Padrone di casa il rettore dell’ateneo udinese, Roberto Pinton, che dopo il suo intervento passerà il microfono ad Alec Ross, docente alla Bologna Business School, imprenditore ed esperto di politiche tecnologiche, Elena Alberti, ad di Penske Automotive Italy, Angelo Montanari, professore di Computer Science all’Università di Udine e Alessandro Piol presidente di Epistemic Ai. A chiudere l’edizione 2025 di Open Dialogues saranno infine il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, e il direttore scientifico, Federico Rampini.

L’ente camerale di Udine.

Media partner dell’evento 2025 sono Corriere della Sera, Gruppo Nem, Rai Fvg e Ansa Fvg.

Le prenotazioni per partecipare in presenza restano aperte solo per l’incontro conclusivo di domani pomeriggio, mentre per gli altri dibattiti sono chiuse. Chi si non è riuscito a iscriversi può comunque seguire tutto l’evento in diretta streaming, su www.opendialogues.eu, sito ufficiale della manifestazione, o iscrivendosi al canale YouTube della Camera di Commercio Pn-Ud, https://www.youtube.com/@upeconomia. I video resteranno online anche a manifestazione conclusa.
Sul sito è sempre disponibile il programma aggiornato in tempo reale e per raccontare l’evento sui social network attraverso si potrà usare l’hashtag dedicato #Odff2025.
I canali ufficiali sui cui si parlerà dell’evento sono questi:
Camera di Commercio di Pordenone-Udine: UP! Economia – YouTubeInstagramFacebook, e LinkedIn
The European House-Ambrosetti: X e LinkedIn

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In copertina, il presidente della Cciaa Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo.

Emergenze idrogeologiche, oggi a Pordenone confronto con Teatro Verdi e Cai per R-Evolution Green

Un nuovo appuntamento al Teatro Verdi Pordenone con R-Evolution Green, la rassegna ideata e organizzata assieme al Club Alpino Italiano, e curata dal docente di Geografia all’Università degli Studi di Padova Mauro Varotto, che chiama a raccolta esperti, scrittori, climatologi e storici per riflettere su una nuova idea di Montagna. In cartellone oggi, alle 18, al Ridotto del Verdi un incontro che affronta uno dei temi di maggiore attualità di questi ultimi anni in relazione ai cambiamenti climatici: quello delle emergenze idrogeologiche.

Sofia Farina

Andrea Zannini


A dialogarne assieme la fisica dell’atmosfera Sofia Farina e lo scrittore e docente di Storia dell’Europa all’Università di Udine, Andrea Zannini, che si confrontano su “Acqua che spacca il monte, che affonda terra e ponte: risorse idriche e cambiamenti climatici tra storia e futuro”. Al centro del dialogo una riflessione sul fatto che eventi estremi e alluvioni a cadenza pluridecennale aumenteranno la loro frequenza nei prossimi decenni a causa del riscaldamento globale, alternandosi a periodi di siccità sempre più intense e prolungate. La gestione dell’acqua e dei deflussi avrà dunque un ruolo centrale nella montagna del futuro: in particolare il ruolo delle dighe e degli invasi idroelettrici (vecchi e nuovi) è destinato ad assumere una valenza strategica all’interno dei piani di adattamento e mitigazione.
Il confronto tra una climatologa e uno storico consentirà di approfondire il ruolo passato, presente e futuro dei bacini idroelettrici, invitando ad un ripensamento della loro funzione e gestione a partire dai contestati progetti in corso: montagna e pianura possono salvarsi soltanto insieme. L’ingresso è libero. Per info e prenotazioni www.teatroverdipordenone.it
R-Evolution Green è organizzata dal Teatro Verdi Pordenone con il Club Alpino Italiano con la partnership di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Comune di Pordenone, con il sostegno particolare di Fondazione Friuli e Camera di Commercio Pordenone Udine e il patrocinio di Uncem, Fondazione Dolomiti Unesco, Comunità di Montagna della Prealpi Friulane Orientali e Parco Naturale Dolomiti Friulane e con la media partnership del portale web L’AltraMontagna.

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In copertina, un’immagine del bellissimo lago di Sauris originato da un bacino idroelettrico.

(Foto blog_magicsauris@maxranchi)

E tre! A Udine torna “Open Dialogues” e il Fvg si ritrova al centro dei nuovi scenari geopolitici e degli impatti socioeconomici

È di nuovo il momento di “Open Dialogues for the Future”. Udine torna al centro del dibattito sugli scenari geopolitici internazionali e sui loro impatti socioeconomici. È stata, infatti, presentata ieri la nuova edizione del forum voluto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine in collaborazione con The European House-Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini: dopo il successo delle prime due edizioni, nel 2023 e nel 2024, e l’anteprima milanese dello scorso dicembre alla presenza dell’ambasciatrice italiana a Washington Mariangela Zappia, l’evento è pronto ad “andare in scena” giovedì 6 e venerdì 7 marzo prossimi, confermandosi piattaforma di confronto che coinvolge esperti, accademici, leader d’impresa e responsabili istituzionali.


Alla conferenza stampa di lancio sono intervenuti, ospiti in regione dell’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini, il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, in videocollegamento da New York il direttore Rampini e Filippo Malinverno di The European House-Ambrosetti, in qualità di coordinatore del programma del forum. Ad aprire i lavori, i saluti dei partner: il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, il presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini e il prorettore vicario dell’Università di Udine, Andrea Cafarelli. «Il futuro nasce dalla conoscenza e, in tempi particolarmente complessi e di veloce cambiamento come quelli nei quali viviamo, che ci impongono una riflessione concreta e un approfondimento costante rispetto alle dinamiche della geopolitica e della geoeconomia del nostro pianeta, Open dialogues for the future ci fornisce importanti possibilità di confronto. Si configura come un utile e attuale strumento di orientamento, una bussola per la navigazione in una dimensione sociale ed economica che ha un impatto sulla vita di tutti i cittadini, delle istituzioni e della realtà imprenditoriale. Per questo la Regione Friuli Venezia Giulia sostiene questa intensa due-giorni con esperti, accademici, leader di impresa e responsabili istituzionali», ha osservato Bini che ha portato l’adesione della Giunta guidata da Massimiliano Fedriga.
Se il 2024 è stato un anno di grandi elezioni, il 2025 si presenta a sua volta come cruciale per la “messa a terra” dei programmi elettorali, in particolare – ma non solo – di quegli Stati Uniti che proprio a inizio 2025 hanno visto l’insediamento del nuovo governo Trump. Un fatto già di per sé in grado di incidere in modo significativo sulla situazione internazionale e specialmente sui tanti fronti caldi aperti, a partire dal perdurante conflitto in Ucraina fino al più recente e profondamente incerto fronte in Medio Oriente. Non solo: si pensi all’emergere di nuove alleanze e strategie commerciali e alle chiusure (spesso brusche) di rotte e relazioni che apparivano consolidate da decenni, alle nuove potenze economiche che si affacciano sulla scena o ancora a una Germania, storico punto fermo, oggi in difficoltà sulla scia dell’esposizione verso la Cina, e alle conseguenze che si ripercuotono sull’economia italiana e del Fvg in particolare.
Come nelle scorse edizioni, il collegamento con la realtà istituzionale e imprenditoriale locale sarà centrale. Il sistema-regione è infatti da sempre vocato all’export e all’innovazione per competere sui mercati internazionali e in particolare su quegli Stati Uniti che saranno oggetto di un approfondimento specifico, in quanto mercato su cui il Friuli Venezia Giulia sta puntando in questi anni. E la Regione Fvg è infatti uno dei partner di Open Dialogues: assieme a essa, a sostenere il forum della Cciaa Pn-Ud ci sono Comune di Udine e Fondazione Friuli, unite al patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle imprese e del Made in Italy. Quest’anno, Odff vede anche la partecipazione dell’Università di Udine.
GLI INTERVENTI – «Si consolida con il 2025 il nostro Open Dialogues, contando anche sul supporto di Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli, che assieme alla partecipazione dell’Università ci garantiscono una condivisione istituzionale davvero importante: grazie a questa collaborazione, offriremo tutti insieme un evento partecipato e diffuso nel cuore della città di Udine, storicamente crocevia di popoli e culture e con una spiccata apertura verso tutto il mondo. Un luogo ideale per un confronto a più voci tra autorevoli esperti internazionali, analisti e imprenditori, utile ad aiutare tutti noi a leggere e interpretare meglio questa complessa realtà geopolitica e geo-economica globale in cui siamo immersi, con le nostre imprese, le nostre economie e più in generale con le nostre vite», ha affermato Giovanni Da Pozzo, presidente Camera di Commercio Pordenone-Udine.


«L’America di Trump sorprende, sconcerta, spaventa molti europei. La Germania apre un nuovo capitolo politico e di governo. Due conflitti rimangono aperti alle porte dell’Europa. L’uscita della Cina dalla sua crisi rimane incerta. Il Forum Open Dialogues for the future è l’appuntamento ideale per diradare il polverone, uscire dalla modalità del panico permanente, andare in profondità. Il mondo delle imprese, in particolare, ha bisogno di uno sguardo lucido e nervi saldi, per affrontare il nuovo scenario», gli ha fatto eco da New York Federico Rampini.
«In tre anni di attività siamo riusciti, grazie al costante e importante lavoro di tutti i partner dell’iniziativa, a consolidare Open Dialogues come la principale piattaforma in Italia per l’analisi delle dinamiche geoeconomiche e geopolitiche, garantendo un solido legame con il territorio del Friuli-Venezia Giulia e il suo tessuto produttivo, fortemente votato all’export e quindi esposto a shock esogeni di portata storica. Il programma della terza edizione, di alto livello e intensità, ci guiderà ancora una volta in un’analisi approfondita dello scenario globale odierno, sempre più ricco di sfide ma anche di opportunità», ha poi osservato Filippo Malinverno.
«Siamo felici di essere partner di questa iniziativa insolita, insolita perché ci permette di guardare al mondo e proietta la nostra città in uno scenario più ampio. Grazie a tutti i partner: non è scontato riuscire a costruire una collaborazione così ramificata ed è bello essere seduti insieme al tavolo», ha detto invece- Alessandro Venanzi, vicesindaco di Udine, portando il saluto del primo cittadino Felice De Toni.
«A questa iniziativa ci siamo affezionati da subito e si è rivelata immediatamente eccezionale per gli addetti ai lavori, ma è risultata attrattiva per un pubblico più ampio. Sul tema della geopolitica tutti i noi, imprese e cittadini, dobbiamo imparare ad accorciare le distanze, perché la velocità delle ricadute è oggi estrema, ricadute che ci troviamo nei bilanci delle nostre aziende e nelle famiglie. Dunque questa iniziativa ha anche un importante valore sociale», ha quindi sottolineato Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli. Gli ha fatto seguito Andrea Cafarelli, prorettore Università di Udine: «Abbiamo accolto senza esitazione la chiamata alla collaborazione del presidente Da Pozzo per Odff, che affronta temi di frontiera di grande attualità. Un’iniziativa che ha già fatto il suo rodaggio e si proietta nel futuro come evento stabile e di grande importanza nel suo rivolgersi in particolare ai giovani e soprattutto agli studenti, che coinvolgeremo direttamente».
Infine, la Regione Fvg. «Il programma di Open Dialogues è strategico e non solo per le imprese e questo territorio. Il Fvg è crocevia d’Europa e regione votata all’export, Germania e Usa in primis, su cui continueremo a puntare per lo sviluppo della nostra economia. Personalmente, pur essendo un europeista convinto, sono anche critico nei confronti delle non-politiche industriali che l’Europa sta mettendo in piedi. Quello che mi preoccupa è una certa timidezza da parte dei vertici europei ad affrontare seriamente temi della competitività del continente, che influenzano fortemente il nostro Paese. Sarà dunque interessante ascoltare i dibattiti che Open Dialogues propone, perché ci portano al centro degli eventi in cui tutti siamo coinvolti in prima persona», ha affermato l’assessore alle attività produttive, Sergio Emidio Bini.

LA STRUTTURA – “Open Dialogues for The Future” si articola su due giornate suddivise ciascuna in due moduli (mattina e pomeriggio), ognuno in una sede diversa, sempre nel centro città, con più panel costruiti a seconda dei temi trattati. Il primo giorno è dedicato ad introdurre “il mondo che cambia: scenario geopolitico fra due guerre e tre continenti”, mentre in pomeriggio lo scenario geo-economico sarà al centro dei dibattiti, concentrandosi anche in particolare sulla situazione di Italia, Francia e Germania e con un videocollegamento con l’ex direttore della Cia David Petreus. La seconda mattinata sarà concentrata a comprendere meglio gli Stati Uniti, fra strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza americana, con un focus sui rapporti economici tra Nord America e Friuli Venezia Giulia, mentre il pomeriggio conclusivo sarà come sempre dedicato ai giovani, con un dibattito che porrà al centro le opportunità date dall’innovazione e dall’iniziativa imprenditoriale.

I LUOGHI – Oltre alla sede della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, la terza edizione si apre nuovamente agli attori della vita economica e sociale della città, grazie alla collaborazione dei partner istituzionali. Pertanto, per il 2025, il sipario si alzerà giovedì 6 mattina nella Chiesa di san Francesco, attigua alla sede camerale, e quindi il forum proseguirà giovedì 6 pomeriggio nella sede storica della Fondazione Friuli. La mattina della seconda giornata si terrà invece proprio in Cciaa, in sala Valduga (piazza Venerio), mentre l’evento conclusivo del venerdì 7 pomeriggio sarà a poca distanza, all’Auditorium Sgorlon dell’Università di Udine, in via Margreth.

I panel di Open Dialogues for The Future saranno a ingresso libero su prenotazione, che andrà effettuata tramite modulo online dal sito www.opendialogues.eu, sito ufficiale della manifestazione, dove sarà disponibile il programma aggiornato in tempo reale e da dove si potranno anche vedere in streaming le dirette dei dibattiti.
È possibile seguire l’evento sui social network attraverso l’hashtag dedicato #Odff2025 e sui seguenti canali:
Camera di Commercio di Pordenone-Udine: UP! Economia – YouTube, Instagram, Facebook, e LinkedIn
The European House-Ambrosetti: X e LinkedIn

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo con l’assessore regionale Sergio Emidio Bini e in collegamento il direttore scientifico Federico Rampini; all’interno, tutti i partecipanti alla presentazione di “Open Dialogues”, il saluto del leader camerale e altre due immagini dell’incontro.

A Milano l’anteprima di Open Dialogues: il programma della due giorni  a Udine in marzo dopo il via alla nuova era Trump

Dopo due edizioni di successo, nel 2023 e nel 2024, che hanno visto ogni anno il tutto esaurito in termini di presenze nelle sedi udinesi che l’hanno ospitato, tra imprenditori, accademici, giovani studenti e cittadini, Open Dialogues for the Future tornerà per un terzo appuntamento giovedì 6 e venerdì 7 marzo. La nuova edizione del forum, ideato dalla Camera di Commercio Pordenone Udine e realizzato con la collaborazione di The European House – Ambrosetti e la direzione scientifica di Federico Rampini, è stata presentata ieri in anteprima a Milano, in una affollata Sala Parlamentino di Palazzo Giureconsulti (sede della Cciaa Milano MonzaBrianza Lodi), con uno speciale approfondimento sugli Stati Uniti e i nuovi equilibri internazionali a cura di Rampini stesso, preceduto dall’intervento dell’ambasciatrice italiana negli Usa Mariangela Zappia. Con loro, ospiti del presidente camerale e di PromosItalia Giovanni Da Pozzo – che ha illustrato la nuova edizione di Odff, nei cui dettagli sono entrati il responsabile del programma, Filippo Malinverno di Ambrosetti –, il “padrone di casa”, presidente camerale Carlo Sangalli, nonché i rappresentanti della rete di istituzioni del Friuli Venezia Giulia che collaborano alla realizzazione dell’evento e lo sostengono: il rettore dell’Università di Udine Roberto Pinton, il presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini, nonché l’assessore regionale alle attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini, cui è spettato il compito di trarre le conclusioni della mattinata milanese. Con Zappia e Rampini, il tema Usa è stato analizzato anche dal presidente del Niaf (The National italian american foundation) Robert Allegrini e dal consigliere delegato dell’American Chamber of Commerce Simone Crolla.

Giovanni Da Pozzo

Il presidente Da Pozzo – «Dopo oltre 10 anni di Friuli Future Forum, con la pandemia abbiamo percepito che i temi geoeconomici e geopolitici erano fondamentali anche per una regione piccola come la nostra – ha detto il presidente Cciaa Pn-Ud, Da Pozzo –. Abbiamo pensato che il Fvg potesse essere un punto di riferimento per trattare queste tematiche. La nostra è l’unica regione italiana che ha due confini, con influenze mitteleuropee e balcaniche, è un territorio in cui si parlano tre lingue, è una regione con una elevata capacità di export e le nostre imprese sono presenti in tutto il mondo con grandi capacità di relazione. Speriamo con il nostro forum di contribuire alla riflessione su ciò che accade nel mondo e sono sicuro che Udine diventerà centrale per queste tematiche, grazie anche ai tanti esperti che arrivano per Open Dialogues coordinati da Federico Rampini».

L’ambasciatrice Zappia – La diplomatica ha, poi, spiegato che dalla sua posizione «si vede non solo la geopolitica in senso ampio, ma anche quella giocata dai nostri territori. L’esempio che dà il Fvg è virtuoso e mi auguro che anche altre regioni italiane possano seguirlo. La geopolitica influenza nei due sensi – ha aggiunto –: è necessario anche a chi lavora sui territori conoscerla e conoscere i rischi, gli allineamenti o i disallineamenti. Ed è importante portare le realtà territoriali in contesti importanti come quello degli Stati Uniti. Da quattro anni sono a Washington e questa regione si è presentata negli Usa costantemente e in modo coerente, portando il sistema produttivo e universitario, e creando continue occasioni di partenariato, quindi costruendo un percorso concreto di relazioni». Alla domanda su cosa succederà negli States con l’amministrazione Trump, l’ambasciatrice ha risposto che «bisogna sempre partire dalla situazione di fatto. In tanti anni del mio incarico non ho mai visto una relazione così forte come quella che esiste ora fra Italia e Usa. Biden dice sempre che gli piacerebbe fare l’ambasciatore in Italia, finito il suo mandato, e che tra i nostri due Paesi ci sosteniamo sempre, siamo uniti, “We are a pack”. Questo dato di fatto ritengo non svanirà con la prossima amministrazione e soprattutto considerando che le relazioni esistenti sono forti in settori chiave, innovativi e digitali, che individuano un futuro di supporto e collaborazione reciproca sicuri». La cosa che dobbiamo fare «e stiamo già facendo è subito entrare in relazione con la nuova amministrazione e, come Europa, sostenere i nostri settori. Il nostro interesse è dialogare con la nuova amministrazione con una posizione europea che possa difendere gli interessi di tutti i paesi con una maggior forza».

Mariangela Zappia

Il direttore scientifico Rampini – Il famoso giornalista ha quindi evidenziato che la prossima edizione del forum si terrà a Udine esattamente a «un mese e mezzo dall’insediamento ufficiale di Trump e quindi sarà ideale per fare prime riflessioni concrete. Il tema americano, a marzo, sarà davvero centrale». Per Rampini, l’elezione americana ha visto nuovamente «un flop di sondaggi, maggioranza dei media e guru che davano una situazione di parità in realtà inesistente. Invece, chi ci aveva azzeccato erano i mercati. Sia il mercato tecnico delle scommesse, sia più in generale i grandi mercati globali, che da tempo spingevano al rialzo dollari e Borse, prevedendo la vittoria di Trump che ritenevano positiva, ovviamente per gli Stati Uniti». Riprendendo il concetto del “cigno nero”, «evento statisticamente molto improbabile e che quando si verifica ha conseguenze sconvolgenti», parlando di Trump Rampini ha citato una metafora «che piace molto ai cinesi ed è quella del “rinoceronte grigio”. A differenza del cigno nero non è insolito, è prevedibile e largamente previsto e tuttavia quando si verifica è uno shock con conseguenze dirompenti, perché un rinoceronte è sempre un animale che spaventa». Rampini ha aggiunto che «ora riusciamo a capire che il primo Trump, assieme alla Brexit, ha certificato che siamo entrati in una nuova fase della globalizzazione e ci troviamo in una fase di protezionismi. Le mappe geografiche della globalizzazione stanno cambiando e la ragione vera è che non capimmo che la Cina, a inizio millennio, aveva già avviato un disegno protezionista e mercantilista, che avrebbe creato traumi in tutto il mondo. Ci abbiamo messo tempo a prendere le misure – ha commentato –, e infatti questa stagione protezionistica non ha smesso sotto Biden, il quale ha confermato gran parte dei dazi imposti dal primo Trump, anche su Paesi amici, e ci ha aggiunto una gigantesca manovra di “protezionismo verde”». Quanto ai dazi paventati da Trump, infine, Rampini sostiene che non siano percepiti come l’apocalisse», e ha invitato tutti a «prestare dunque più attenzione ai mercati, che riflettono realtà reali, i mercati che stanno spostando al rialzo il dollaro. Sono anche capitali giapponesi, cinesi e arabi, ed europei che stanno dando segnali di fiducia nei confronti degli Usa».
Nelle sue conclusioni della mattinata, l’assessore Bini ha confermato che «le relazioni Fvg-Usa sono sempre più forti. Durante la missione con il presidente Fedriga, un mese fa, anche ospiti dell’ambasciata a Washington, abbiamo cercato di porre le basi per rapporti istituzionali e di business, in un mercato importante, con un’economia molto forte e potenzialità ulteriori. È un grande oceano che per noi deve essere esplorato. Ci sono già molte imprese friulane negli Usa, ma stanno crescendo anche le grandi realtà produttive che vengono a investire in Fvg». Per Bini, eventi come Odff, cui ha confermato il «convinto sostegno della Regione, sono importanti, di alto livello e aperti, non solo a imprenditori maturi, ma anche ai giovani e alle loro aspettative e opportunità». E ha concluso: «Siamo un popolo un po’ strano, amiamo sottovalutarci. Invece, pur in una situazione complessa, le cose stanno andando bene in molti settori: eventi come Odff ci consentono di continuare a trasmettere senso di realtà e conoscenza».

Federico Rampini

Le anticipazioni sul programma – Anche per l’edizione 2025, dunque, saranno due le giornate di approfondimenti, tra sessioni plenarie, conversazioni e panel. Oltre alla sede principale in Camera di Commercio a Udine, saranno utilizzate altre strutture di riferimento della città di Udine, come la rinnovata Fondazione Friuli e la ex chiesa di San Francesco: l’evento sarà così diffuso nuovamente in tutta la città. L’evento è strutturato in modo modulare, permettendo ai partecipanti di scegliere quali sessioni seguire di volta in volta: sebbene tutte seguiranno un filo conduttore tematico, ogni sessione sarà godibile in modo autonomo, risultando un breve evento nell’evento.
Il programma del Forum è concepito sotto la guida di Rampini. La struttura della prima giornata, il 6 marzo, si aprirà con una prima sessione dedicata all’analisi delle conseguenze geopolitiche dei conflitti in Ucraina e Palestina, «fattori di accelerazione per la formazione di un nuovo ordine mondiale con l’Occidente in apparente declino e le potenze del “Sud globale” in ascesa», come ha specificato il responsabile del programma Malinverno. Nella prima giornata si discuterà anche del ruolo dell’Europa di fronte alle sfide della competitività, concentrando poi l’analisi su Italia, Francia e Germania e sulle prospettive attese per le tradizionali “locomotive industriali” del vecchio continente, per capire come ricostruire la fiducia necessaria, a partire dalle sfide della nuova Commissione europea, che si troverà a dover ripensare le grandi politiche di transizione green e digitale. Il 7 marzo si terranno invece le sessioni dedicate agli Stati Uniti, fra strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza, con una lectio magistralis di Federico Rampini, una sorta di follow up dell’evento milanese, in cui farà il punto sul nuovo mandato del presidente Trump, sui rapporti con la Cina e con l’Europa in un momento storico di straordinaria importanza. Ci sarà poi un nuovo focus sui rapporti economici tra Usa ed Fvg, anche con testimonianze di aziende del territorio. I giovani e l’’innovazione per la competitività delle imprese saranno infine al centro del dibattito conclusivo di Odff 2025 e a discutere saranno imprenditori italiani di successo che hanno avuto e hanno tuttora un impatto importante sull’economia e sulla società italiana e internazionale, e che possono servire da ispirazione per giovani imprenditori e studenti. Tra gli ospiti invitati a intervenire all’evento udinese del prossimo marzo ci sono Orietta Moscatelli (analista di Limes), Benedetta Berti (Head of Policy Planning nell’Ufficio della segreteria generale della Nato), Arduino Paniccia (Presidente della Scuola di Competizione Internazionale di Venezia Asce), Alec Ross (imprenditore ed esperto di politiche tecnologiche), Paolo Mieli (storico e saggista), Gilles Gressani (direttore Le Grand Continent), Wolfgang Munchau (direttore Eurointelligence), Hans-Dieter Lucas (ambasciatore della Germania in Italia), Mathieu Briens (ambasciatore, direzione generale europea International Partnerships).

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In copertina, tutti i relatori che hanno partecipato all’anteprima di ieri a Milano.

Transizione 5.0 a Udine, Da Pozzo: l’Europa si muova più rapidamente

«Sul tema della transizione 5.0 è necessario che l’Europa si muova più rapidamente per stare al passo con i Paesi che su questa partita stanno già correndo. Anche i territori possono fare molto, con l’impegno di tutti. La Camera di Commercio Pordenone-Udine, per quanto di sua competenza, si sta impegnando a ogni livello, con i suoi uffici specializzati nello sviluppo sostenibile e nella digitalizzazione delle imprese, ma anche attraverso le sue partecipate più innovative, che su questo tema sono dei punti di riferimento per l’economia locale». Lo ha detto il presidente Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo al convegno sulla Transizione 5.0 organizzato, ieri, dal Comitato imprenditoria giovanile della Cciaa presieduto da Luca Rossi. Oltre a Da Pozzo e Rossi, sono intervenuti Lucio Penso, di Regione Fvg, Alberto Miotti, del Polo Tecnologico Andrea Galvani, e Tommaso Bernardini, di Tec4i Fvg, per dare un quadro di tutte le opportunità a disposizione per il tessuto produttivo.

Transizione 5.0 e imprese friulane: il “feeling” non sembra essere ancora scattato, ma c’è comunque fiducia nella potenzialità di questo cambiamento, che mette a sistema innovazione, trasformazione digitale e sostenibilità per lo sviluppo dell’economia. Se il 36% dichiara, infatti, di avere consapevolezza moderata o elevata (quest’ultima per il 7,5% delle rispondenti) sulla transizione 5.0, un altro 35% afferma di esserne poco consapevole e il 29% di non esserne consapevole. Nonostante ciò, per quasi la metà delle aziende rispondenti (47,5% a risposta multipla), la Transizione 5.0 porterà maggiore efficienza operativa, per il 34% un miglioramento del benessere lavorativo, per il 25,5% un aumento della produttività e secondo il 23,5% del totale avrà un impatto positivo sulla sostenibilità ambientale. Il dato emerge dall’inedita e recentissima indagine realizzata in via diretta dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, proposta alle attività produttive del territorio «con l’obiettivo – spiega il presidente Da Pozzo – di realizzare, come Camera, servizi e attività di informazione, formazione e supporto più aderenti possibile alle reali esigenze degli imprenditori su questa che è una sfida fondamentale da affrontare subito».
L’indagine è avvenuta nel periodo 1-20 ottobre ed è stata utilizzata la metodologia Cawi (Computer Assisted Web Interview). Sono state 200 le imprese rispondenti, così distribuite per settore: 26,5% servizi, 18,5% commercio, 14% agricoltura, 10,5% industria, 4% turismo, alloggio, ristorazione e 26,5% altro. I rispondenti appartengono per il 47% alla fascia d’età 51-65 anni, per il 31% a quella 36-50, il 14% sono over 65, il 7,5% ha tra i 25 e i 35 anni, lo 0,5% è under 25. Le domande del questionario, elaborato dal Centro Studi e dall’ufficio Innovazione, sostenibilità e progetti di sviluppo dell’ente camerale, si focalizzano su quattro tematiche: consapevolezza e adozione delle tecnologie della Transizione 5.0, Investimenti nella Transizione 5.0, formazione e competenze, e infine supporto e servizi della Cciaa.
Il 44,5% delle imprese rispondenti non ha implementato tecnologie connesse alla Transizione 5.0, invece circa un terzo delle imprese (34%) ha già implementato sistemi di gestione dei dati (big data, cloud). Ancora: l’11% ha già attivato tecnologie di intelligenza artificiale, il 9% quelle legate all’Internet of Things, il 7% connesse all’automazione industriale, il 5,5% alla realtà aumentata e virtuale, l’1,5% alla robotica collaborativa. Tra coloro che le hanno implementate, il 31% ha segnalato difficoltà connesse ai costi elevati, il 25% competenze interne limitate, il 21% problematiche di sicurezza e privacy, il 17% la mancanza di infrastrutture adeguate, il 16% la resistenza al cambiamento. Vengono segnalati anche mancanza di personale, di informazioni e di consulenza a livello locale.
Per quanto riguarda l’Ai nello specifico, dall’indagine risulta che l’89% delle aziende rispondenti non utilizza soluzioni basate su di essa: nel 63,5% dei casi non ha previsto di utilizzarle nemmeno in futuro, il 25,5% del totale sta invece esplorando questa possibilità. Solo l’11% le utilizza parzialmente, nessuno le utilizza in modo esteso. Un terzo delle rispondenti (33%) pensa che l’Ai potrebbe offrire maggior valore nel marketing e nelle vendite, il 29% nel servizio clienti, il 22,5% nella ricerca e sviluppo, il 21,5% nella logistica, il 20% nella produzione (possibilità di risposta multipla).
Negli ultimi 3 anni il 77,5% delle imprese rispondenti non ha effettuato investimenti in Transizione 5.0. Tra quelle che li hanno effettuati, il 15,5% ha investito meno di 10mila euro, il 4,5% tra i 10mila e i 50mila e solo l’1% tra i 50mila e i 200mila e l’1,5% più di 200mila euro. Neanche per l’immediato futuro le percentuali sembrano discostarsi molto: guardando ai prossimi 3 anni, il 70,5% delle imprese rispondenti non prevede di effettuare investimenti in Transizione 5.0. Al momento dell’indagine solo il 3% delle imprese rispondenti ha beneficiato di agevolazioni o incentivi fiscali per l’introduzione di queste tecnologie.
Per quanto riguarda, infine, le attività che le imprese farebbero volentieri in Camera di Commercio sul tema, ci sono corsi di formazione specifici (54,5%), consulenza su finanziamenti e incentivi (52%), assistenza normativa e legale (31,5%), networking con altre imprese (13,5%), supporto nella ricerca di partner tecnologici (8,5%). Quasi la metà delle rispondenti (45,5%) sarebbe interessata a partecipare a eventi o workshop sul tema. Si richiedono soprattutto servizi formativi su: gestione del cambiamento digitale (40%), Ai e automazione (36,5%), sostenibilità e innovazione ambientale (29%), soft skills (17,5%). Sono inoltre ritenuti di interesse i temi della privacy e della cybersecurity.

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In copertina e all’interno due immagini del convegno di stamattina a Udine.

Transizione 5.0, un approfondimento a Udine con i giovani imprenditori Cciaa

Un approfondimento sui principali strumenti e opportunità della transizione 5.0 per le imprese. Lo ha organizzato la Camera di Commercio Pordenone-Udine con il suo Comitato per l’imprenditoria giovanile presieduto da Luca Rossi per domani, 28 novembre, alle 15.30 nella sala Valduga della sede di Udine. Dopo l’introduzione del presidente Giovanni Da Pozzo, interverranno, moderati dallo stesso Luca Rossi, Lucio Penso di Regione Fvg, Alberto Miotti del Polo Tecnologico Andrea Galvani, e Tommaso Bernardini di Tec4i Fvg, per dare un quadro di tutte le opportunità a disposizione per il tessuto produttivo.
Da una recente, inedita indagine conoscitiva realizzata dalla Cciaa Pn-Ud è emerso come sulla transizione 5.0 ci sia ancora molto margine di miglioramento per le imprese friulane. Il 44,5% delle imprese rispondenti (circa 200 di tutti i settori) non ha implementato tecnologie connesse, invece circa un terzo delle imprese (34%) ha già implementato sistemi di gestione dei dati (big data, cloud). Solo l’11% ha già attivato tecnologie di intelligenza artificiale, il 9% quelle legate all’Internet of Things, il 7% connesse all’automazione industriale, il 5,5% alla realtà aumentata e virtuale, l’1,5% alla robotica collaborativa. Tra coloro che le hanno implementate, il 31% ha segnalato difficoltà connesse ai costi elevati, il 25% competenze interne limitate, il 21% problematiche di sicurezza e privacy, il 17% la mancanza di infrastrutture adeguate, il 16% la resistenza al cambiamento. Vengono segnalati anche mancanza di personale, di informazioni e di consulenza a livello locale. «Anche alla luce di questi input, giunti direttamente dal sistema produttivo locale – commenta Luca Rossi –, come Comitato per l’imprenditoria giovanile abbiamo ritenuto importante approfondire il tema, andando a presentare le tante e diverse opportunità della transizione 5.0, confidando che soprattutto le imprese under 35 possano trovare idee e spunti concreti di sviluppo e crescita».

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In copertina, Luca Rossi leader dei giovani imprenditori friulani.

Le infinite potenzialità dei tessuti tecnici di ultima generazione: analisi a Udine con il presidente nazionale di Federmoda

Ci sarà anche il presidente nazionale di Federazione Moda Italia Giulio Felloni all’approfondimento organizzato dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, in collaborazione con Confcommercio Udine, dedicato ad approfondire i nuovi tessuti tecnici, «una vera e propria rivoluzione nel comparto e un’opportunità con un grande portato di innovazione e sostenibilità», spiega Alessandro Tollon, presidente di Confcommercio Federmoda Fvg, grazie alla cui iniziativa si terrà l’incontro. L’appuntamento è per domani 25 novembre, alle 10.30, nella Sala Valduga dell’ente camerale, a Udine. Aprirà i lavori il presidente Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, che darà poi la parola per le introduzioni proprio a Felloni. Quindi, seguiranno gli interventi di Tollon e del consulente nel settore delle materie prime tessili Michele Vencato, esperto di tessuti e sostenibilità, dal punto di vista tecnico e commerciale.

Giulio Felloni


«Sempre di più – commenta Tollon –, il mercato della moda sta introducendo prodotti e tessuti tecnici di ultima generazione, frutto di ricerca continua in materiali, tecnologia e attenzione all’ambiente, tessuti che garantiscono ad abiti e accessori performance mai viste in termini di stile di comfort e facilità di utilizzo, ben diversi da quelli reperibili fino a una decina di anni fa e con una varietà di possibilità di impiego inedita: le camicie, per fare un esempio concreto, non si stirano e non si stropicciano e però traspirano come un prodotto naturale».
Da questa innovazione continua nel comparto, l’idea di proporre un approfondimento. «Da un lato l’idea nasce per l’imprenditore e per chi si occupa direttamente di moda – spiega il presidente Da Pozzo – , dall’altro per far conoscere anche ai consumatori le tantissime, nuove opportunità che offre la moda, con la presenza qualificante del presidente nazionale Felloni». Il suo intervento, conclude Tollon, «ci fa capire infatti quanto il tema sia sentito e ci permetterà di avere anche il privilegiato punto di vista nazionale su un comparto che è cardine indiscusso del Made in Italy, in cui, dopo una prima parte dell’anno complessa, stiamo cominciando con settembre-ottobre a vedere qualche piccolo segnale di recupero e stabilità».