Educazione finanziaria: cinque studenti udinesi primeggiano a Roma

Su 20 posti per studenti da tutta Italia, ben cinque se li sono aggiudicati quelli del Friuli Venezia Giulia, vincendo una tre-giorni intensiva alla Winter School di Roma nell’ambito del progetto #iopensopositivo, dove approfondire i temi dell’educazione finanziaria. Cecilia Nadalini del Liceo classico Stellini, Carlo Novello del liceo scientifico Marinelli, Luca Morandini, Paola Mulligh e Valentina Fabbro, dell’Istituto Tecnico Deganutti, sono infatti risultati tra i migliori a livello nazionale al test in educazione finanziaria dello speciale percorso informativo e formativo, promosso in regione dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, voluto dal Ministero dello Sviluppo economico e da Unioncamere, in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Il progetto si propone, appunto, di diffondere in modo innovativo le conoscenze finanziarie tra i giovani che frequentano i tre anni conclusivi della scuola di secondo grado e lo scorso ottobre c’era stata la tappa udinese in Sala Valduga, dove gli studenti hanno partecipato a una lezione e a un test interattivo avviando il percorso formativo. Da lì sono stati poi selezionati i migliori risultati a livello nazionale, per far parte della Winter School all’Universitas Mercatorum.

I ragazzi sono stati informati sulla necessità di possedere una corretta percezione delle proprie risorse economiche e di rinforzare la consapevolezza delle difficoltà e dei rischi quando si intraprendono investimenti e si avviano iniziative di micro-imprenditorialità.
L’adesione al progetto e alla piattaforma di gioco-test www.ipensopositivo.eu è stata capillare su tutto il territorio italiano. Sono stati incontrati oltre 1.500 studenti del triennio finale delle scuole superiori, da Udine a Catania, passando per Brescia, Firenze e Bari. Gli eventi del progetto, catalizzati dalle Camere di commercio del territorio, dagli uffici di Alternanza Scuola-Lavoro e dal Salone dello Studente hanno permesso un’ampia promozione che ha coinvolto giovani studenti e professori interessati. Il percorso didattico in piattaforma, fruibile da desktop o mobile, composto da sei moduli, ha approfondito in modo innovativo le conoscenze finanziarie attraverso contenuti sviluppati seguendo un percorso narrativo in graphic animation.

L’iniziativa finale di tre giorni ha visto coinvolti gli studenti in lezioni con docenti dell’Universitas Mercatorum sui temi di finanza e gestione d’impresa; sono stati inoltre invitati giovani startupper che hanno testimoniato la propria esperienza di imprenditorialità. La tre-giorni si è conclusa con un’attività che ha visto gli studenti impegnati in prima persona nella creazione di un business plan traducendo, infine, l’idea imprenditoriale in un elevator pitch.

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In copertina e qui sopra l’incontro all’Universitas Mercatorum.

Cassetto digitale delle imprese: Udine e Pordenone leader

Stabilmente primi in Italia, con ben 13.767 imprese aderenti, un tasso di adesione del 18,2% delle imprese registrate: quello della Camera di Commercio di Pordenone-Udine si conferma il territorio in cui gli imprenditori utilizzano maggiormente il “Cassetto digitale dell’imprenditore”, servizio online delle Camere di Commercio realizzato da InfoCamere, che garantisce alle imprese, in modo gratuito, di accedere sempre a tutta la documentazione della propria azienda conservata nel Registro delle Imprese, di averla cioè a portata di smartphone o computer in qualsiasi momento, in modo facile e sicuro. Su base Italiana, sono già oltre 529 mila le imprese aderenti, con un tasso di adesione su base nazionale dell’8,7%.

«Siamo sempre stati ai vertici nazionali per partecipazione del sistema produttivo a questo servizio – spiega in una nota il presidente della Cciaa di Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo –, e ciò ci fa capire come le nostre imprese siano attente e sensibili alle iniziative di semplificazione della burocrazia e dei rapporti con la Pubblica amministrazione, tramite servizi messi a disposizione online. Questo servizio è un tassello significativo della più ampia attività di promozione e sensibilizzazione in tema di digitalizzazione dei rapporti tra imprese e Pa che la nostra Cciaa, così come tutto il sistema camerale, sta portando avanti con impegno e con sempre nuove iniziative».

Tra i documenti accessibili tramite il Cassetto digitale ci sono le visure (anche con il servizio di traduzione in inglese), ma anche statuto e bilanci e tutte le pratiche inviate al Suap, nonché le fatture elettroniche, per chi utilizza il portale gratuito per la fatturazione elettronica messo a disposizione dalle Camere di Commercio alle imprese iscritte. Elevatissimo, tra l’altro, il numero di documenti scaricati dagli imprenditori di Pn-Ud, che arriva (dato al 3 febbraio 2020) a 27.988 documenti, ed elevate anche le nuove adesioni, che solo nel primo mese del 2020 sono state 481.
Accedere al Cassetto digitale è facile e sicuro. È sufficiente digitare http://impresa.italia.it ed essere in possesso delle identità digitali che consentono di identificare il cittadino-imprenditore: lo SPID (il Sistema Pubblico di identità digitale) o la CNS (la Carta Nazionale dei Servizi). Per aprire il cassetto digitale o per informazioni su come avere l’identità digitale si può contattare la Camera di commercio di Pordenone-Udine, collegandosi tramite www.pnud.camcom.it.

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

Da Pozzo: segnali di fiducia per l’economia Fvg, ma con cambiamenti epocali

di Giuseppe Longo

Quello che si è appena concluso è stato un anno di luci e ombre per l’economia del Friuli Venezia Giulia. E quello avviato da tre giorni? Si presenta fortunatamente con segnali di fiducia, ma che vanno inquadrati in un momento di cambiamenti epocali per il mondo produttivo. Parole che “fotografano” efficacemente il passaggio tra il 2019 e il 2020, secondo i dati illustrati da Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di commercio di Pordenone – Udine, e che sono contenuti nel report annuale del Centro studi camerale, nel quale emerge che calano le imprese, ma crescono le unità secondarie; crescono startup e contratti di rete, tuttavia l’iniziativa d’impresa stenta, con iscrizioni di nuove imprese in decremento. Scendiamo, allora, nel dettaglio.
Dal 2013 a oggi sono calate di 5.231 unità (-4,9%) le imprese registrate in Friuli Venezia Giulia, di cui 2.443 nel settore primario e con una crescita registrata solo dal settore dei servizi, che nel quinquennio segnano un +4,5%. Le registrate, in regione, sono in tutto 102.187 al 30 novembre scorso. Il 5,2% risulta in stato di sofferenza: nel periodo gennaio-settembre 2019, da un lato sono calati i fallimenti (85 aperture fallimentari, sei in meno dello scorso anno, -6,6%), ma sono cresciute le procedure di scioglimenti e liquidazioni, con 890 (+9,7%) avviate nei primi nove mesi dell’anno. Al diminuire delle imprese, si registra di converso una crescita delle unità secondarie: dalle 20.523 registrate nel 2001, siamo passati alle attuali 26.199.

«Acquisizioni, incorporazioni e reti d’impresa fanno cambiare la mappatura delle localizzazioni imprenditoriali: si registra un nuovo fenomeno per cui al diminuire delle imprese aumentano le filiali, segno che le imprese sul mercato si consolidano o che ci sono investimenti sul territorio», osserva Da Pozzo, commentando i dati sull’economia del Fvg per il 2019, dai quali cui emerge, appunto, una situazione ancora a luci e ombre, «anche se ci sono segnali di fiducia – prosegue il leader camerale –, considerando che ci troviamo in un’epoca di cambiamenti davvero epocali, che stanno rivoluzionando i consumi e il modo di produrre e vendere, oltre che più in generale il modo stesso di relazionarci e vivere».
Al 30 novembre 2019, sono 89.359 le imprese attive in Fvg: a Gorizia 8.698 (9,7%), Pordenone 23.512 (26,3%), Trieste 13.956 (15,6%) e Udine 43.193 (48,4%). Dal 1° gennaio si registra una diminuzione di 458 imprese attive (-0,5%). Questa contrazione è determinata in modo particolare dalle società di persone (-2%) e dalle imprese individuali (-1,8). Continuano a crescere le società di capitale (+2,6%). Si conferma la sostanziale stabilità, con leggero calo, delle imprese attive dell’industria (-0,6% rispetto al 1° gennaio), la contrazione nel commercio (-1,8%), tra le imprese dell’edilizia (-1,2%), e dei trasporti e magazzinaggio (-1,5%). Crescono invece le imprese attive nei servizi alle imprese (+2%), quelle dei servizi alle famiglie e persone (+2,1%).

Le iscrizioni di nuove imprese nel periodo gennaio-novembre 2019 sono state 4.860. «Sarà dunque difficile raggiungere le 5.450 del 2018 – aggiunge il presidente Da Pozzo – ed è questo uno dei segnali meno positivi: se le cancellazioni di imprese sono tutto sommato contenute, continuano a diminuire le iscrizioni e dunque l’iniziativa imprenditoriale, la voglia di fare impresa o di assumersi il rischio imprenditoriale, sicuramente comprensibile in questi tempi complessi e molto destabilizzanti per tutti. Come istituzioni possiamo e dobbiamo lavorare ancora di più sulla diffusione della cultura d’impresa, partendo dalla formazione, dalle scuole, dall’orientamento all’imprenditorialità, ma anche sulla semplificazione delle procedure, con una sempre più marcata digitalizzazione, intelligente e non ulteriormente complicante, dei rapporti tra imprese e Pubblica amministrazione. Buoni risultati li stiamo avendo, come Camere di commercio, con le attività di alternanza e formazione, con firme digitali, Cassetto digitale dell’imprenditore e più in generale con i tanti servizi dei nostri Pid, i Punti impresa digitale, che offrono indicazioni e supporto all’innovazione aziendale».

Le start up innovative, al 17 dicembre 2019, erano 227, sostanzialmente stabili (un anno fa erano 224). Significativo che il Fvg sia secondo per percentuale di start up rispetto al totale delle nuove società di capitali della provincia, con il 4,7%, subito dopo il Trentino Alto Adige.
Le imprese che al 3 dicembre 2019 hanno stipulato un contratto di rete erano 1.631 (un anno fa erano 1.410). Ancora alla stessa data questo modello di aggregazione tra imprese ha registrato 5.863 esperienze in Italia, coinvolgendo 34.766 aziende. Se a Lazio e Lombardia va il primato per numerosità di aziende coinvolte (rispettivamente 8.878 e 3.585), emerge la forte vocazione di alcune regioni medio-piccole alla collaborazione tra imprese, come il Fvg,  l’Umbria, l’Abruzzo. Se si raffronta il numero di imprese in rete con il totale delle imprese esistenti, i più disponibili alla collaborazione sono proprio gli imprenditori del Fvg (157 imprese in rete ogni 10mila con sede in regione rispetto ad una media nazionale di 57).

Questa è dunque la situazione dell’economia in Friuli Venezia Giulia. Luci e ombre sul passato, ma con un motivo di speranza nell’anno appena cominciato. Valutazioni perfettamente in sintonia con quelle di Confartigianato-Imprese Udine, pubblicate su questo sito l’ultimo giorno del 2019. Anche per questo strategico settore produttivo, che costituisce una delle colonne portanti degli scopi istituzionali dell’ente camerale, il 2020 sarà un altro anno di grandi sfide e di cambiamenti epocali, che nel contempo sprona ad affrontarlo con fiducia. Vogliamo crederci tutti!

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In copertina, il presidente Giovanni Da Pozzo. (Foto Petrussi)

Controversie, tutto ok in Friuli l’organismo di mediazione camerale

di Gi Elle

Diritti reali per il 23,33% dei casi, quindi locazioni (16,65%) e questioni condominiali (12,36%): sono questi in Friuli i principali pomi della discordia che vengono affrontati, con indubbi vantaggi fiscali, di tempi e di costi, alla Camera di commercio di Pordenone-Udine. Dal 1° gennaio 2017 al  30 settembre scorso, l’Organismo di Mediazione dell’ente camerale (riconosciuto fin dal 2011) ha  gestito complessivamente 793 procedure. Si sono tenuti circa 2.500 incontri, che hanno coinvolto più di 3 mila persone, assistite dai propri avvocati nelle mediazioni obbligatorie e talvolta affiancate da consulenti tecnici. La durata media delle procedure è inferiore ai 90 giorni nel 57,6% dei casi e i costi, inoltre, sono contenuti: bastano meno di 50 euro per l’avvio e si può giungere a conclusione con una spesa di circa 720 euro per controversie di valore inferiore ai 50 mila euro.
Sono questi alcuni numeri che descrivono sinteticamente l’istituto della mediazione sul territorio friulano, modalità di risoluzione alternativa delle controversie – strada obbligatoria per una serie di materie – e strumento che si rivela molto utile per cittadini e imprese, comportando dunque risparmi in termini di costi e di tempo, ma anche in termini di vantaggi fiscali, poiché l’accordo raggiunto è esente dall’imposta di registro (entro il limite di valore di 50 mila).

Il tema è stato al centro di un approfondimento a 360 gradi che l’ente camerale ha organizzato e ospitato in Sala Valduga, grazie alla collaborazione con Ordini e Collegi professionali e Scuola superiore di Magistratura. L’incontro ha consentito di affrontare tutti i principali aspetti della mediazione, servizio offerto dall’ente camerale tramite il suo Organismo accreditato dal Ministero della Giustizia. La mediazione offre infatti la possibilità di ricercare un accordo conciliativo, evitando un lungo processo civile, ma garantendone la stessa efficacia. La mediazione facilita poi il recupero del rapporto e, per esempio nelle controversie commerciali, valorizza l’immagine dell’impresa e fidelizza il cliente. Nella seduta di mediazione “i contendenti” si incontrano per trovare una soluzione condivisa, guidate dal mediatore, professionista accuratamente formato e preparato nella materia. Le parti possono utilizzare sempre la mediazione in qualsiasi vertenza sia civile che commerciale, ma in alcune materie, come detto, la mediazione è obbligatoria.
Dopo l’introduzione, in rappresentanza della giunta camerale, della componente Lucia Piu, di Ramona Zilli, presidente Ordine Avvocati di Udine, e Lucio Barbiero, presidente Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Udine, in una Sala Valduga davvero al completo, si sono alternati gli interventi del giudice Lorenzo Massarelli (La mediazione e il rapporto con il processo civile), del notaio Cosimo Cavallo (La trascrivibilità dell’accordo di mediazione vantaggi e agevolazioni fiscali), dell’avvocato e mediatore Federico Reggio (I confliggenti diventano protagonisti: come costruire l’accordo, alla ricerca della norma del caso). La conclusione è stata affidata agli interventi dell’avvocato Andrea Purinan (Il ruolo dell’avvocato in mediazione: aspetti procedurali e rapporti con l’assistito l’efficacia esecutiva dell’accordo) e di Alberto-Maria Camilotti,  presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti Esperti contabili di Udine (La mediazione per la competitività dell’impresa), con la moderazione del giudice Andrea Zuliani.

Tornando ai dati locali, la maggioranza delle controversie, sia civili che commerciali, affrontate in sede di mediazione risulta vertere, come dicevamo all’inizio, in materia di diritti reali per il 23,33% dei casi, quindi di locazioni (16,65%) e condominio (12,36%). La percentuale delle mediazioni il cui valore è compreso tra i 25 mila e i 250 mila euro è il 45%, mentre quelle da 250 mila a 2,5 milioni rappresentano il 5,67%, a dimostrazione che si risolvono conflitti anche di valore rilevante. Quando le parti hanno accettato di sedersi al tavolo di mediazione il tasso di successo è stato in costante aumento: nel 2017 su 171 casi di adesione della parte chiamata, 62 volte pari al 36% si è arrivati all’accordo, nel 2018 su 182 casi di adesione della parte chiamata, gli accordi sono stati 67 pari al 37% ed infine fino al 30 settembre 2019 su 116 casi di adesione della parte chiamata gli accordi sono stati 50 pari al 43% dei casi.

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In copertina e all’interno alcune immagini del convegno in Sala Valduga a Udine.

Il collegamento tra scuola e lavoro: firmato patto a Udine

Camera di Commercio di Pordenone-Udine e Anpal Servizi (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) lavoreranno insieme per offrire sempre più efficaci percorsi di alternanza scuola lavoro – i nuovi “Pcto” -, ossia i “percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”. I due enti hanno infatti sottoscritto un protocollo di intesa, nell’ambito del “Progetto Tutor per l’Alternanza”, che sancisce la collaborazione per favorire la migliore operatività dei progetti per gli studenti sui territori di Pordenone e Udine, per assicurare loro l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro e migliorarne i percorsi di transizione.
La collaborazione tra Camera e Anpal si realizzerà anche attraverso l’organizzazione di esperienze di orientamento rivolte agli studenti, la sperimentazione sul territorio di modelli innovativi di alternanza scuola-lavoro, l’individuazione nel Registro nazionale alternanza scuola lavoro della piattaforma informatica sulla quale far convergere le necessità di incrocio fra istituzioni scolastiche e imprese, con opportuna incentivazione delle relative iscrizioni. Ci si impegnerà anche in un’attività di ricerca sistematica per l’individuazione di panel mirati di imprese, in base a indicatori condivisi e attualizzati sui reali fabbisogni formativi ed occupazionali, utilizzando estratti di banche dati messi a disposizione dalle Camera di Commercio, attraverso Unioncamere  e il progetto Excelsior. L’idea di fondo è assumere un ruolo sempre attivo nella promozione delle attività della nuova alternanza, avvicinando le imprese ai percorsi scolastici, contribuendo allo sviluppo del sistema economico locale.
«Si rafforza ancora l’impegno della nostra Camera di Commercio per sviluppare un miglior collegamento tra mondo del lavoro e mondo della scuola e dell’impresa – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo –. Questo tassello arricchirà e qualificherà ulteriormente la nostra fitta programmazione di iniziative nell’ambito dell’orientamento al lavoro e alle professioni, a vantaggio tanto degli studenti quanto delle nostre imprese».

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di commercio.

 

 

A Loris Mason fondatore di Claps il premio Eccellenza nel lavoro

Soddisfazione alla cooperativa Claps, attiva nei servizi tecnici per lo spettacolo e associata a Confcooperative Pordenone: il suo socio fondatore Loris Mason è stato insignito del riconoscimento Eccellenza nel lavoro della Camera di commercio di Pordenone Udine per lo straordinario apporto nella vita economica e sociale del territorio pordenonese operando con la cooperativa, in cui lavora fin dal primo giorno di attività della stessa.
“Infatti – spiega il presidente di Claps, Simone Del Mul – la cooperativa è stata fondata il 20 novembre 1995 e Loris, oltre che essere tra i fondatori, è stato la persona che, a suo tempo, ha investito più di tutti in tempo ed energie per dare vita alla nostra realtà”. Fondamentale il suo apporto come macchinista teatrale e non solo, visto che il suo operato ha permesso di tenere sempre vive le radici cooperativistiche di Claps. “Negli anni – ha aggiunto Del Mul – ha acquisito sempre maggior importanza il suo lavoro, distinguendosi in particolare modo sia nell’allestimento delle strutture temporanee come palchi, stand e spazi per mostre che in allestimenti di spettacoli teatrali di prosa e musica. Ma è il suo grande valore umano che vogliamo ancora una volta sottolineare: attento alla sostenibilità sociale e ambientale del lavoro, ha dato, da sempre, una marcata impronta alla nostra azienda, che può vantarsi ora di essere una vera società cooperativa”.
La consegna del riconoscimento è avvenuta al teatro Nuovo Giovanni da Udine durante l’evento denominato Premiazione dell’economia e dello sviluppo. “Congratulazioni a Loris Mason e a tutta Claps – ha commentato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone -: la loro storia di passione e impegno nel settore dello spettacolo è un punto di riferimento per come ha saputo sviluppare i valori mutualistici anche in questo ambito lavorativo. Il premio della Camera di commercio è un premio a tutto il Dna cooperativo, molto forte, del Friuli occidentale”.

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In copertina, Loris Mason con i colleghi dopo la premiazione.