Pordenonesi nel mondo, in Canada proficua missione di Efasce: si punta al mantenimento delle radici nei giovani

Un dialogo diretto e un rapporto saldo tra le due sponde dell’Atlantico, dal Friuli Venezia Giulia al Canada, riaffermati nel corso di una visita istituzionale ricca di spunti. Infatti si è chiusa con risultati molto positivi la missione a Toronto della delegazione Efasce Pordenonesi nel mondo formata dal presidente Angioletto Tubaro e dalla vicepresidente Luisa Forte, accompagnati dal vescovo della Diocesi di Concordia Pordenone monsignor Giuseppe Pellegrini.
La trasferta ha vissuto anche un proficuo momento di lavoro con il coordinamento di Efasce Canada presieduto da quest’anno da Roberto Gregoris, presenti anche gli altri rappresentanti dei corregionali. La riunione ha toccato diversi punti sulla presenza dei corregionali in questo Paese – che storicamente ha accolto numerosi emigranti dal Friuli tanto che la stessa Toronto è definita la più grande cittadina friulana fuori dalla regione – con uno sguardo al futuro. Le scelte prese al termine dei lavori prevedono una revisione organizzativa e territoriale dei Segretariati (organizzazione territoriale di Efasce nel mondo) con particolare attenzione alle aree di presenza dei corregionali in Canada. Inoltre trasmissione alle nuove generazioni dell’identità e della cultura italiana e friulana, fruendo di strumenti, strategie e linguaggi idonei alle nuove generazioni. Per questo punto andranno anche potenziati i corsi di lingua e conversazione italiana oltreché di cultura friulana già attivi in modalità online. Infine collaborazione ed unità di intenti con la Famee Furlane canadese dell’Ente Friuli nel Mondo nel raggiungimento di obiettivi condivisi.
“Punti programmatici – ha commentato il presidente Tubaro – condivisi con Gregoris e gli altri rappresentanti dei corregionali canadesi. Dialogando con loro abbiamo percepito quanto sia stretto il loro legame con la terra d’origine e puntiamo a mantenere questo rapporto speciale vivo anche per le giovani generazioni. In questi giorni in terra canadese siamo stati accolti con grande calore, rendendo evidente come quella di EFASCE Pordenonesi nel mondo sia nei fatti un’unica grande famiglia. Grazie a Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli che con il loro sostegno rendono possibili queste missioni in cui possiamo incontrare i corregionali nelle loro realtà”.

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I Cereser in Brasile

Partita da Prata di Pordenone nella seconda metà dell’Ottocento con una valigia piena di speranze e dopo aver dato vita grazie al duro lavoro a una nota realtà vitivinicola in Brasile, la famiglia Cereser “torna” nel territorio pordenonese grazie a un film. “Onde há vida, há esperança – Dove c’è vita c’è speranza” del regista brasiliano Rodrigo Rodrigues sarà infatti proiettato domani, 19 dicembre, alle 18 – con ingresso gratuito – al Cinemazero di Pordenone. L’evento – promosso da Efasce Pordenonesi nel mondo con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – sarà alla presenza dello stesso regista che risponderà alle domande del pubblico.

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La missione ha avuto anche altri momenti. Come quello della grande serata comunitaria a Toronto, ospiti della sala della Famee Furlane dal titolo “Where roots and friendship meet”. “Una serata magnifica – ha dichiarato la vicepresidente di Efasce Luisa Forte – in cui abbiamo rivisto famiglie e giovani che abbiamo avuto come ospiti negli anni scorsi nei soggiorni estivi sostenuti dalla Regione in Friuli Venezia Giulia. C’è stata una atmosfera molto calorosa”. Nell’occasione il presidente Efasce Angioletto Tubaro ha raccomandato di sostenere il nuovo presidente di Efasce Canada Roberto Gregoris, coadiuvato nell’incarico dalla moglie Fiorina. Presente Gino Vatri, che insieme alla moglie e altri collaboratori negli anni ha accompagnato numerosi gruppi di giovani a Pordenone e accolto giovani dalla regione nei progetti delle scuole con Efasce Toronto. Ancora molto attiva pure Loretta Daneluzzi Cal, che ha accompagnato e sostenuto per anni i soggiorni giovani e famiglie e guidato Efasce Canada fino al passaggio di consegne con Gregoris. È stato ricordato pure don Vitaliano Papais, scomparso lo scorso giugno all’età di 85 anni, parroco dal settembre 1979 della St Patrick’s Church a Brampton (cittadina alle porte di Toronto) dove si era sempre preso cura degli emigranti friulani, dato che aveva anche ricoperto l’incarico di assistente spirituale dell’Efasce stesso.
Da ricordare come a Toronto, l’Efasce sia stato fondato nel 1985 proprio da don Papais, che riunì i presidenti dei vari club dei paesi friulani — come Ramuscello, Azzano Decimo, Cordenons, Pasiano, San Vito, Valvasone, Zoppola, Villotta, San Quirino, Fiume Veneto, Bannia, Cordovado e Castellan — sotto un’unica organizzazione.  Con l’occasione la delegazione ha fatto tappa anche a Toronto dal cardinale arcivescovo metropolita Francis Leo. Ad accogliere la delegazione pordenonese pure don Gianlucio Borean originario di Pescincanna oltre al citato responsabile Efasce Canada Roberto Gregoris.

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In copertina, l’incontro con il cardinale Francis Leo a Toronto; all’interno, altre due immagini della visita di Efasce in Canada.

Una missione in Brasile per Efasce Pordenonesi nel Mondo: 150 anni fa l’arrivo dei primi emigranti friulani

Missione in Brasile per Efasce Pordenonesi nel Mondo: in questi giorni il presidente Angioletto Tubaro e Diego Comuzzi stanno visitando il Rio Grande do Sul, in occasione del 150° anniversario dall’arrivo dei primi emigranti italiani in Brasile. Questi provenivano in particolar modo da Veneto e Friuli e ancora adesso la realtà locale – dai cognomi alla cucina, dalle tradizioni fino alla lingua co-ufficiale assieme al portoghese chiamata Talian ricca di parole venete e friulane – racconta uno stretto legame con il Nordest italiano.

In attesa di partecipare alle cerimonie ufficiali, assieme alla rappresentanza dei presidenti dei Segretariati Efasce in Brasile guidati dal coordinatore Argel Rigo e dal presidente del Segretariato di Nova Prata Rosimar Brandalise, Tubaro e Comuzzi stanno compiendo una serie di visite istituzionali. “Momenti davvero importanti – ha commentato il presidente Tubaro – per consolidare un legame che grazie alle forti radici identitarie dei nostri corregionali può portare a nuove collaborazioni in ambito economico e culturale. Questa visita in Brasile per Efasce è un momento significativo non solo per ricordare il passato dell’emigrazione in loco, ma anche viverne il presente con lo sguardo verso il futuro”.
La delegazione Efasce ha incontrato nella capitale Porto Alegre il console generale italiano Valerio Caruso. Nell’occasione, si è discusso della salvaguardia culturale della comunità friulana in Brasile e di possibili sviluppi di interscambi economici, tra i quali la possibilità di favorire il trasferimento di lavoratori in Italia. Poi, incontro con il presidente del Comitato per le celebrazioni dei 150 anni dell’emigrazione italiana Fabricio Guazzeli Pieruchin. Con l’occasione è stato ricordato che il 40% degli abitanti dello Stato del Rio Grande do Sul è di origine italiana. Inoltre, sono state presentate le iniziative dei Segretariati in Brasile per ricordare l’anniversario.
Rosimar Brandalise ha, inoltre, organizzato un incontro con Dimas Costa, deputato all’assemblea legislativa dello Stato di Rio Grande do Sul in rappresentanza del presidente dell’assemblea. Nell’incontro si è trattato dell’importanza dei Distretti creativi per l’economia dei discendenti dei friulani in Brasile. Presente anche padre Felipe Soriano, dell’Università dei Gesuiti di Porto Alegre, con cui si sono concordate le iniziative per far conoscere la figura di Padre Bartolomeo di Panigai (frazione di Pravisdomini) in occasione dei 400 anni delle missioni gesuitiche in Sudamerica.

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In copertina e all’interno tre momenti degli incontri di Angioletto Tubaro e Diego Comuzzi  con i corregionali in Brasile.

Pordenonesi nel mondo, si riunisce la Consulta dei Segretariati Efasce. Domani Messa al Beato Odorico prima dei saluti

Oggi, 12 luglio, inizia a Pordenone la due giorni di lavori de “La Consulta a convegno – Proposte per il futuro”. Si tratta della prima Consulta dei Segretariati dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo. Attesi rappresentanti dell’Ente da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Germania, Romania, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Usa, Uruguay, Sudafrica e Venezuela.

Angioletto Tubaro


«Avremo – spiega il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro – un rappresentante per ogni Stato il quale ci illustrerà quale sia la situazione attuale dei corregionali nelle varie parti del Mondo. Da questo stato dell’arte partiremo poi per un’analisi per definire le azioni future riguardo al mantenimento dei rapporti con l’Italia e il Friuli Venezia Giulia e promuovere il ruolo di Efasce nelle varie realtà. La Consulta, prevista nel nuovo Statuto dell’Ente, è un momento davvero fondamentale nella vita di Efasce che, lo ricordiamo, esiste per mantenere il rapporto con i nostri emigranti vivo e fecondo. Grazie, a nome del direttivo, alla Regione Fvg, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone che ci sostengono in questo cammino».
Questo in sintesi il programma. Stamane un primo momento con il saluto delle Istituzioni aperto al pubblico all’Hotel Santin e l’incontro con gli altri corregionali che in questi giorni sono presenti in città partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” sostenuti dalla Regione. Il resto della giornata sarà dedicato ai lavori a porte chiuse nella sala giunta del Municipio di Pordenone, con focus su passato, presente e futuro dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Infine, domani la Messa nella Chiesa del Beato Odorico e le conclusioni prima del commiato.

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In copertina, corregionali alla scoperta del centro storico di Pordenone.

Pordenone, una festosa accoglienza ai corregionali di Efasce giunti in visita alle bellezze Fvg nella terra dei loro padri

Alla fine avranno visitato varie località del Friuli Venezia Giulia – tra le quali quelle da cui partirono i loro avi – la trentina di corregionali all’estero provenienti da 4 Paesi accolti da Efasce-Pordenonesi nel Mondo con i progetti Alla ricerca delle proprie radici (dedicato ai giovani) e Destinazione Friuli Venezia Giulia (per le famiglie) provenienti da Brasile, Canada, Stati Uniti e Uruguay. A Pordenone hanno vissuto l’avvio ufficiale del loro soggiorno che durerà fino al 18 luglio. I progetti sono sostenuti dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dallo stesso Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli e con realizzati coinvolgendo anche l’Eraple regionale. Ad accoglierli nel municipio di Pordenone durante il loro primo giorno di visita l’onorevole Emanuele Loperfido, a nome del Comune di Pordenone, membro del direttivo di Efasce. Loperfido ha portato un saluto carico di emozione e amicizia. «Queste iniziative sono estremamente importanti – ha affermato – poiché permettono ai discendenti di scoprire e riscoprire i luoghi e le radici dei loro avi, consolidando così i rapporti con la nostra terra, potenziando la nostra lingua all’estero, stringendo legami culturali e talvolta anche commerciali, generando grande beneficio per tutti. Insomma, un esempio concreto di integrazione e amicizia». A seguire il Comune ha donato ai partecipanti una pubblicazione sulla città.

Si tratta del clou dell’attività estiva dell’Efasce, che ogni anno ospita i corregionali in questo tour che porterà i partecipanti anche a visitare la sede del Consiglio regionale a Trieste, dopo aver fatto tappa a Polcenigo, Sacile, Vajont, Poffabro (dove ci sarà anche lo spettacolo di Efasce Brasile in lingua friulana Il puls e il pedoli con la consegna del libretto al sindaco Sandro Rovedo, mentre l’attrice Marta Riservato farà la lettura scenica dopo una breve introduzione di Dani Pagnucco sulle “parlate del friulano”), Spilimbergo con la Scuola Mosaicisti, incontrando anche i vari sindaci e amministratori nelle località citate. E poi Redipuglia, Cividale, Udine, Villa Manin, Aquileia, San Vito al Tagliamento e Sesto al Reghena per poi avere il momento conclusivo con la consegna dei diplomi di partecipazione a Pordenone prima della partenza. Ad accompagnarli il presidente di Efasce Gino Gregoris e la vice Luisa Forte assieme ad Elena Marzotto, alla guida Simonetta De Paoli e ai membri della segreteria e del consiglio.
«Ogni anno come fosse la prima volta – afferma il presidente Gregoris – rimaniamo colpiti dalle emozioni che ci trasmettono questi amici provenienti da oltreoceano, i quali spesso vedono per la prima volta i luoghi raccontati loro dai propri genitori o nonni. Questi progetti sono preziosi per rinsaldare antichi legami e fare nuove amicizie. Tutti, quando ripartono, sentono ancora di più il Friuli Venezia Giulia come la loro terra d’origine. Di solito accompagnavamo la loro visita all’Incontro con i corregionali all’Estero, momento di riflessione che invece abbiamo deciso questa volta di vivere in maniera diffusa con una serie di convegni di approfondimento direttamente nei Paesi in cui vivono a lavorano i nostri corregionali: siamo appena tornati dalla Spagna e dalla Romania, mentre nel 2023 eravamo stati nel Regno Unito, Francia e Sudamerica. Altri convegni seguiranno».
I corregionali nel corso degli ultimi mesi hanno seguito dei corsi di lingua italiana e su cultura e storia del Friuli Venezia Giulia, coordinati dalla professoressa Elena Marzotto (che ha condotto anche un corso di conversazione) e tenuti dalle professoresse Adriana Parisi e Daniela Turchet e dal professor Marco Coral. Anche questi corsi sono stati finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli.

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In copertina e all’interno alcune immagini della visita dei giovani corregionali Efasce nel palazzo municipale di Pordenone.

I brasiliani che parlano friulano antica tradizione orale pordenonese preservata e valorizzata dal Progetto Mandi

Arrivarono in Brasile tra Ottocento e primo Novecento e vi portarono la “marilenghe”, di cui ancora adesso i loro discendenti conservano memoria: a portare alla luce questa tradizione orale antica è stato il Progetto Mandi, che ha raccolto le testimonianze di diverse persone che ancora parlano la lingua friulana nei Comuni della Serra Gaúcha (Bento Gonçalves, Monte Belo do Sul, Santa Tereza e dintorni), nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul.

Una zona nota per il “talian”, lingua riconosciuta dalle istituzioni locali e basata sul dialetto veneto, visti i numerosi immigrati provenienti da quell’area d’Italia. Ma fino ad ora poco si sapeva dell’eredità friulana di queste zone. Circa il 4% degli italiani che vi si stabilirono a partire dal 1875 erano infatti friulani. Proprio il citato progetto Mandi – realizzato dalla Sezione brasiliana dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti con fondi della sede centrale italiana di Efasce (a Pordenone) che li ha ricevuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – ha permesso di riscoprire la storia di questa emigrazione.
Le interviste sono alla base di un emozionante documentario del regista Leandro Menzen, anche lui di origini friulane: un’intensa carrellata di testimonianze tra ricordi d’infanzia, filastrocche imparate dai propri nonni, parole friulane ancora utilizzate nella quotidianità, villotte cantate con le lacrime agli occhi. Una favola in particolare, “La pulç e il pedoli” (La pulce e il pidocchio) è stata raccolta in un libro per l’infanzia illustrato e in edizione bilingue friulano/portoghese (Pulga e piolho), destinato alle scuole di quella zona. A leggerla nel video, con un friulano praticamente perfetto, un’anziana discendente friulana che ascoltò il racconto dalla sua nonna. Sia per il video che per il libro Efasce Brasil ha ricevuto anche il sostegno del Comune di Monte Belo do Sul e dell’azienda Tramontina.


«Inoltre – spiega Argel Rigo, coordinatore Efasce Brasile – il libretto è stato distribuito ai 20 Segretariati Efasce presenti in Brasile, oltre ai Segretariati dell’America del Sud e alle entità culturali. Sta avendo un riscontro molto positivo alla pari del documentario. Un grande ringraziamento alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e ad Efasce per aver sostenuto questo progetto di conservazione della memoria così importante». «Siamo felici – aggiunge Gino Gregoris, presidente di Efasce – che questo progetto che abbiamo finanziato con la Regione abbia potuto permettere la raccolta di una testimonianza della nostra emigrazione in Brasile che, con il passare degli anni, rischiava di andare perduta. Complimenti ad Argel Rigo, a Leandro Menzen e a tutta la squadra del progetto Mandi per questo prezioso impegno».

Il video è visibile qui
https://www.youtube.com/watch?v=8BR1EZcEdUQ&t=2380s

Mentre il libro qui
https://issuu.com/pulgaeopiolho/docs/a_pulga_e_o_piolho

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In copertina e all’interno friulani pordenonesi emigrati in Brasile oltre un secolo fa.

Con Efasce grande festa a Buenos Aires per l’inaugurazione della ristrutturata Casa della Provincia di Pordenone

Inaugurata dopo i lavori di ristrutturazione a Buenos Aires, in via Campo Salles numero 2250 (quartiere di Nuñez), la Casa della Provincia di Pordenone, punto di riferimento per i corregionali che vivono nella capitale dell’Argentina. Con l’occasione Gino Gregoris, presidente Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti)-Pordenonesi nel mondo, assieme ai rappresentanti della locale comunità di corregionali Efasce, ha svelato una targa dedicata alla Fondazione Friuli che ha finanziato i lavori di recupero e monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia Pordenone, ha benedetto gli intervenuti alla cerimonia e le opere realizzate. A svelare la targa assieme a Gregoris, Assunta Poletto moglie di Pietro e Susanna Scian, figlia di Davide. Ricordiamo che Davide Scian, all’epoca presidente Efasce Argentina, e Pietro Poletto 40 anni fa anticiparono i soldi per l’acquisto dell’immobile.

Contestualmente, si sono svolti i lavori del Convegno Efasce del Sudamerica con corregionali provenienti, oltre che dall’Argentina, anche da Uruguay e Brasile. A comporre la delegazione Efasce oltre a Gregoris anche la vicepresidente Luisa Forte e il consigliere referente per il Sudamerica Diego Comuzzi. È stata anche l’occasione per celebrare gli oltre 40 anni di attività della Casa della Provincia di Pordenone, vero e proprio polo della cultura italiana e regionale.
Ricordiamo che nel 1982 l’allora presidente di Efasce Pordenone don Emilio Alfier mandò il consigliere Piero Biasin in missione in Argentina per costituire il Segretariato. Qui ad accoglierlo ci fu Giuseppe Perin di Caneva che indicò nell’ingegnere Davide Scian (originario di Cordenons, scomparso nel 2005) la persona adatta, che divenne il primo presidente argentino (e successivamente dell’intero Sudamerica). A quel punto fu impellente la necessità di trovare una sede all’Efasce Argentina e raccogliendo i fondi tra gli emigranti, nel 1988 si potè acquistare questa dimora. L’atto di compravendita della sede è stato fatto a nome del presidente Davide Scian, Odolino Boer (deceduto anch’egli) e Pietro Poletto, che, come detto, anticiparono i soldi per l’acquisto in quanto l’Ente non era ancora riconosciuto. L’acquisto della casa è testimoniato da una foto d’epoca in cui si vedono Pietro Poletto, Davide Scian, Assunta Poletto e Ida Formaggin. In seguito il passaggio di proprietà avvenne con il riconoscimento dell’Ente e l’Atto di donazione all’Efasce Argentina.

La Provincia di Pordenone, a cui fu intitolata, si assunse gli oneri relativi alla gestione e con un contributo del Comune di Pordenone e del Mobilificio Presotto di Maron, la Casa venne ampliata per ricavare un salone capace di accogliere 100 persone. Inaugurarono la casa con Scian il presidente dell’Efasce Riccardo Tomè e il senatore Bruno Giust. Con loro una decina di sindaci della Provincia di Pordenone, Mario Del Bosco e don Emilio Alfier. Successivamente, visitarono negli anni successivi durante i loro mandati i presidenti della Provincia Alberto Rossi ed Elio De Anna.
Ora, come detto, grazie alla Fondazione Friuli, è stata intrapresa una profonda opera di ristrutturazione che ha interessato la facciata e il cortile d’ingresso, il portico e il giardino, salone e tetto. Efasce Argentina nel 2022 vi ha celebrato con un evento i 40 anni della sua fondazione.

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In copertina, il vescovo Pellegrini e il presidente Gregoris dinanzi alla targa di “Casa Pordenone”; all’interno, due momenti della inaugurazione e due belle foto ricordo della festosa cerimonia.

Accolti ieri dal sindaco di Pordenone i corregionali Efasce delle Americhe arrivati per il convegno di Cordenons

Loggia municipale di Pordenone centro del mondo ieri mattina: il sindaco Alessandro Ciriani ha accolto i corregionali all’Estero dell’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti), accompagnati dalla vicepresidente Luisa Forte che ha portato il saluto del presidente Gino Gregoris. Provengono dai Segretariati Efasce di Argentina, Brasile, Canada, Uruguay e Venezuela e sono i partecipanti a due progetti sostenuti dalla Regione Fvg. Alla scoperta delle proprie radici 2023 è rivolto a giovani che vogliono conoscere la terra dei propri avi mentre Destinazione Fvg è destinato alle famiglie.

Il saluto sotto la loggia municipale.


Ora il gruppo si dedicherà a una serie di visite a varie località del Friuli Venezia Giulia, tra cui quelle di origine dei loro avi oltre alla sede del Consiglio regionale a Trieste. Poi parteciperanno al 46mo Incontro annuale dei Corregionali all’Estero dell’Efasce dal titolo “Storie di ieri, Memorie di oggi”. Il programma ufficiale inizierà venerdì 28 luglio, quando alle 17 nella sala consiliare del municipio di Pordenone si terrà l’accoglienza e presentazione dei Corregionali all’estero alla presenza delle autorità. Quindi,  ci si sposterà a Cordenons per gli appuntamenti al centro del programma. Sabato 29 luglio al Centro culturale Aldo Moro, alle 17, accoglienza a cura del Gruppo Cordenonese del Ciavedal e Circolo anziani Cordenons, con letture di componimenti in dialetto folpo, variante della lingua friulana tipica di Cordenons. Dopo gli indirizzi di saluto con il presidente Efasce Gino Gregoris e le altre autorità, sarà presentato il progetto “Testimoni: Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento” da parte di Luisa Forte, vicepresidente Efasce.
In particolare, sarà illustrato il primo volume della collana, “Giacomo Maniago. Diario di un friulano alla campagna di Russia”, dedicato a un emigrante di Arzene che combattè nella Seconda guerra mondiale proprio nelle zone dell’attuale Ucraina colpite dal conflitto in corso. A raccontarne le vicende il commento di Marco Frigo (che ha curato l’introduzione storica) e la lettura scenica di Michela Passatempo. A seguire presentazione e degustazione a buffet di prodotti tipici in collaborazione con il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. Alle 21 conclusione della giornata con il concerto dell’Associazione Filarmonica di Cordenons.
Domenica 30 giugno, alle 10.30, in piazza della Vittoria deposizione corona d’alloro al monumento ai Caduti e omaggio agli emigranti cordenonesi. Alle 11, nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, Messa celebrata da monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia- Pordenone. Infine, i partecipanti si sposteranno a Villa d’Arco per il pranzo comunitario a cura della Pro Villa d’Arco, per poi concludere l’Incontro con i saluti finali e la consegna degli attestati di partecipazione.

Alla scoperta della città.

L’Incontro è patrocinato da Comune di Cordenons e Comune di Pordenone. Sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, collaborazione PromoTurismoFVG-Io sono Fvg e Ciavedal con Pro Loco Villa d’Arco e Circolo Anziani Cordenons.

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In copertina, il gruppo di corregionali all’estero dinanzi al Municipio di Pordenone con il sindaco Alessandro Ciriani.

Efasce, tornano i corregionali all’Estero: la grande festa a Pordenone e Cordenons

Sarà Cordenons – dopo la tradizionale prima accoglienza a Pordenone – a ospitare quest’anno l’Incontro annuale dei Corregionali all’Estero dell’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) in programma dal 28 al 30 luglio. L’Efasce ha scelto per l’edizione 2023 – a cui parteciperanno corregionali provenienti da Argentina, Brasile, Canada, Uruguay, Venezuela, Usa e vari Paesi europei – il titolo “Storie di ieri, Memorie di oggi”.
«Con queste parole – spiega il presidente dell’Ente, Gino Gregoris – vogliamo sottolineare ancora una volta di più la missione dell’Efasce, che lavora per unire i discendenti dell’emigrazione storica e i protagonisti di quella più recente, mantenendo per tutti i legami con il Friuli Venezia Giulia, terra d’origine, Dopo gli anni difficili dell’emergenza sanitaria, nel 2022 siamo tornati ad avere un’edizione dell’Incontro in presenza e quest’anno proseguiamo con un programma davvero ricco di spunti, che permetterà anche di conoscere il nostro progetto Testimoni, legato al recupero della diaristica dei nostri emigrati, nonché di promuovere i sapori del territorio regionale che godono del marchio Io sono Fvg. Grazie al Comune di Cordenons, terra di storica emigrazione, per l’accoglienza, come a quello di Pordenone, insieme alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli che ci sostengono, alla pari della Bcc Pordenonese Monsile. Fondamentale la collaborazione per questo 46mo incontro di tre realtà cordenonesi del terzo settore Il Ciavedal, Circolo anziani Cordenons e la Pro Loco Villa d’Arco».

Protagonisti saranno i partecipanti a due progetti sostenuti dalla Regione Fvg. Alla scoperta delle proprie radici 2023 è rivolto a giovani che vogliono conoscere la terra dei propri avi, mentre Destinazione Fvg è destinato alle famiglie. Arriveranno una settimana prima dell’Incontro e dopo aver incontrato l’amministrazione comunale di Pordenone in un primo momento con il sindaco Alessandro Ciriani la mattina del 21 luglio, si dedicheranno a una serie di visite a varie località del Friuli Venezia Giulia, tra cui quelle di origine dei loro avi oltre alla sede del Consiglio regionale a Trieste.
Il programma ufficiale inizierà poi venerdì 28 luglio, quando alle 17 nella sala consiliare del municipio di Pordenone si terrà l’accoglienza e presentazione dei Corregionali all’Estero alla presenza delle autorità. Poi ci si sposterà a Cordenons per gli appuntamenti al centro del programma. Sabato 29 luglio al Centro culturale Aldo Moro, alle 17, accoglienza a cura del Gruppo Cordenonese del Ciavedal e Circolo anziani Cordenons, con letture di componimenti in dialetto folpo, variante della lingua friulana tipica di Cordenons. Dopo gli indirizzi di saluto con il presidente Gregoris e le altre autorità, sarà presentato il progetto “Testimoni: Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento” da parte di Luisa Forte, vicepresidente Efasce.
In particolare, sarà illustrato il primo volume della collana, “Giacomo Maniago. Diario di un friulano alla campagna di Russia”, dedicato a un emigrante di Arzene che combattè nella Seconda guerra mondiale proprio nelle zone dell’attuale Ucraina colpite dal conflitto in corso. A raccontarne le vicende il commento di Marco Frigo (che ha curato l’introduzione storica) e la lettura scenica di Michela Passatempo. A seguire presentazione e degustazione a buffet di prodotti tipici in collaborazione con il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. Alle 21 conclusione della giornata con il concerto dell’Associazione Filarmonica di Cordenons.

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In copertina, il presidente Efasce Gino Gregoris durante l’incontro 2022 a Casarsa della Delizia; all’interno, la consegna dei diplomi ai partecipanti.

 

A Pordenone approvato all’unanimità dall’assemblea il nuovo statuto Efasce

L’assemblea soci dell’Efasce, convocata in seduta straordinaria nel centro diocesano a Pordenone, ha approvato all’unanimità il nuovo Statuto dell’Ente che, dal 1907, opera a favore degli emigranti. Un’assemblea che è stata largamente partecipata: tra presenti e deleghe sono stati espressi 151 voti, mentre numerose persone nel mondo hanno seguito i lavori tramite collegamento streaming.


“Ringrazio tutti coloro che hanno accolto la nostra proposta come Consiglio direttivo – ha affermato il presidente Gino Gregoris, che ha illustrato il documento assieme al consigliere Angioletto Tubaro alla presenza del notaio Gaspare Gerardi – per un Efasce che senza dimenticare le sue radici guarda allo stesso tempo al futuro coltivando il presente. Con il nuovo Statuto abbiamo ora una definizione più attenta della nostra realtà, che nasce come Segretariato di emigrazione per la tutela dei lavoratori emigranti e ora volge il suo sguardo all’emigrazione attuale. In più abbiamo recepito dei necessari aggiornamenti normativi e dato vita alla nuova Consulta dei Segretariati”.
I Segretariati sono le suddivisioni territoriali di Efasce in contatto con gli emigranti e sono attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela, a cui si è aggiunto il più recente negli Emirati Arabi Uniti. La Consulta sarà l’organo che permetterà il dialogo continuo tra Segretariato e Consiglio direttivo, valorizzandone il ruolo.
Dopo questo passaggio fondamentale, Efasce con Gino Gregoris e la vicepresidente Luisa Forte e la segreteria sono al lavoro per le attività dei prossimi mesi, che culmineranno con il 46° Incontro dei Corregionali all’Estero, importante momento di ritrovo e confronto annuale che si terrà a luglio, preceduto da visite sul territorio da parte degli emigranti e loro discendenti grazie ai progetti in essere con la Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone, Fondazione Friuli e Bcc Pordenonese Monsile.

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In copertina, l’intervento del presidente Gino Gregoris (all’interno, anche con Gerardi e Tubaro).

Gli emigranti entusiasti della festa a Caneva: “Torneremo nel 2020”

Si sono dati appuntamento al prossimo anno i 150 partecipanti al 42° Incontro dei corregionali all’Estero dell’Efasce (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) a Caneva, borgo che in questo fine settimana è diventato punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Non solo: folta anche la presenza di giovani discendenti di quegli emigranti che ancora adesso, nonostante siano arrivati alla terza o quarta generazione, sono davvero molto legati alle proprie radici.

Ieri, la giornata conclusiva delle celebrazioni ufficiali ha visto il ritrovo al monumento ai Caduti, di Caneva, per i saluti e la deposizione della corona assieme alla Banda “Amici della Musica” di Tamai. Poi nella chiesa parrocchiale di San Tomaso apostolo la Messa è stata celebrata dal vescovo emerito di Concordia-Pordenone monsignor Ovidio Poletto, che nell’ omelia, ricordando come anche i suoi famigliari siano stati emigranti, ha sottolineato che l’Efasce è importante in quanto, sin dalla sua fondazione avvenuta nel lontano nel 1907, opera a favore degli emigranti, promuovendo quei valori di accoglienza che contrastano l’individualismo.

Giulio e Giorgetta Armanaschi (25 anni di matrimonio) col vescovo Poletto e don Cesarin; sotto, foto di gruppo con i sindaci. 

Alla bella cerimonia, cui hanno partecipato numerosi sindaci del Friuli occidentale (a partire dal padrone di casa, Andrea Attilio Gava) nonché i consiglieri regionali Ivo Moras e Chiara Da Giau, toccante momento per i 25 anni di matrimonio di una coppia di corregionali dalla Romania, Giulio e Giorgetta Armanaschi.
L’occasione ha visto il presidente dell’Efasce, don Aniceto Cesarin, che ha concelebrato la Messa, rimarcare come bilancio della due giorni canevese il fatto che si lavorerà sempre a favore degli emigranti, collaborando con le altre associazioni di corregionali attive sul territorio e aprendosi sempre più anche alla nuova ondata di partenze, con tanti giovani che negli ultimi anni hanno lasciato il Friuli Venezia Giulia in cerca di lavoro. Ricordiamo che sabato c’era stato un interessante convegno sulla lingua degli emigranti, a partire dal Talìan parlato in Brasile, con la consegna del Premio Beato Odorico al coordinatore Efasce del Brasile, Argel Rigo.

Per capire come opera l’Efasce, interessante l’esempio di Montevideo (capitale dell’Uruguay): mentre i più anziani hanno un appuntamento settimanale denominato “Un caffé e quattro chiacchiere” per ritrovarsi, come raccontato da Danì Rovaglio, con origini pordenonesi, i più giovani trasmettono lingua e abitudini italiane e friulane ai figli (per esempio la tradizione del Purcit di Sant’Antoni), come fatto da Gisela Mion, anch’ella con radici pordenonesi, coinvolgendo pure nel viaggio in Italia i giovani Norman e Magnus, che hanno detto di essere rimasti colpiti dalle montagne (che in Uruguay non ci sono) e di aver apprezzato il gelato italiano: con loro anche la nonna Rosa Bosca Pordenon.

La famiglia di Gisela Mion.

Momento conclusivo all’area sportiva di Fiaschetti di Caneva (inizialmente si doveva andare al castello, ma il maltempo ha fatto cambiare i piani) con la Pro Loco Castello che ha servito a tutti un ottimo pranzo. Presenti corregionali da Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela.
Presenti anche i 66 partecipanti ai due progetti “Stage culturale per giovani discendenti di corregionali” (giovani 18-35 anni) e “Ri-Scoprire il Friuli” (adulti/anziani e bambini) finanziati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dedicati ai corregionali che dall’Estero tornano in Italia per scoprire la terra di origine dei propri avi.
Infine, oggi, dopo due settimane in visita a vari centri regionali, gli ospiti vivranno il momento conclusivo del loro tour dalle 18.30 a palazzo Montereale Mantica, in corso Vittorio Emanuele II, a Pordenone nella cerimonia patrocinata dalla Camera di Commercio di Pordenone e Udine. Domani, invece, le partenze verso i luoghi d’origine (Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Canada e Romania).

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In copertina e qui sopra due immagini della chiesa di Caneva gremita.