Nimis il 6 ottobre andrà a Lannach per i 35 anni del gemellaggio: una gita in Stiria

(g.l.) Dopo la bella festa dell’8 settembre alla Madonna delle Pianelle, il gemellaggio Nimis-Lannach vivrà un’altra importante giornata nella cittadina stiriana per ricordare, come è appunto avvenuto in Friuli, i 35 anni della firma di quel patto di amicizia nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli.
Come aveva infatti annunciato durante la cerimonia sotto il pronao del Santuario il commissario straordinario, il Comune di Nimis ha organizzato una gita in pullman per la prima domenica di ottobre, quando Lannach vivrà la sua festa annuale come aveva fatto Nimis proprio nei primi giorni di settembre, al fine di «confermare e consolidare i legami di amicizia tra le due comunità», ha scritto il dottor Giuseppe Mareschi in una lettera rivolta alla popolazione. La partenza avverrà alle 7 del 6 ottobre da piazza 29 Settembre. Alle 11 è previsto l’arrivo a Lannach – località che si trova a pochi chilometri da Graz, la città capoluogo della Stiria -; quindi il ritrovo con le autorità locali guidate dal borgomastro Josef Niggas. A seguire il pranzo in piazza, la partecipazione ai festeggiamenti e la visita al tradizionale mercatino. Quindi, alle 16, partenza da Lannach per il ritorno a Nimis dove l’arrivo è previsto alle 20. La quota di partecipazione è di 15 euro, per cui chi è interessato a partecipare dovrà iscriversi entro venerdì 27 settembre alla Segreteria o al Protocollo del Comune di Nimis, telefonando allo 0432.790045. «L’iscrizione – si precisa nell’avviso municipale – è a numero chiuso e le prenotazioni potranno essere annullate in caso non si raggiungesse un numero minimo di adesioni».
«Vi aspettiamo numerosi», conclude la lettera del commissario. Quella di domenica 6 ottobre sarà infatti una nuova, bellissima occasione per rinnovare, e appunto consolidare, i rapporti di amicizia e di collaborazione fra le due comunità che in questi 35 anni hanno sempre dimostrato grande vicinanza e simpatia, ottenendo anche importanti obiettivi internazionali che, come aveva ricordato lo stesso Mareschi, sono il Diploma e la Bandiera dell’Europa Unita.

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In copertina, un momento della cerimonia dell’8 settembre avvenuta a Nimis.

Nimis da 35 anni “gemello” con Lannach: oggi grande festa con gli amici stiriani tra il suono delle tradizionali campanelle

di Giuseppe Longo

Era l’ormai lontano 1989, proprio nei giorni dei tradizionali festeggiamenti settembrini, che a Nimis si sottoscrivevano ufficialmente i protocolli del gemellaggio con Lannach, la cittadina stiriana che sorge a pochi chilometri da Graz – la stessa distanza di Nimis con Udine – unita in un importante vincolo di amicizia nel nome e nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli, il quale, partito giovanissimo con la famiglia per l’Austria, vi si stabilì definitivamente senza peraltro rinunciare mai alla cittadinanza italiana, tanto che, assieme alla moglie Stefania Pecchio von Weitenfeld, non mancava mai di scendere a Nimis per ogni consultazione elettorale. Nel bellissimo Castello di Lannach, l’artista aveva infatti il proprio studio-laboratorio, dal quale sono uscite tutte le sue opere tra cui il busto bronzeo del cardinale Ildebrando Antoniutti, del quale era molto amico, che si trova nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio a lato della tomba del porporato, e il suo autoritratto, posto dinanzi alle scuole elementari e medie.


Oggi sul Prato delle Pianelle – in occasione della festa della Natività della Madonna, attorno alla quale ruota la plurisecolare “Sagre des Campanelis” – è attesa pertanto una rappresentanza della comunità stiriana guidata dal borgomastro Josef Niggas per celebrare appunto i 35 anni del gemellaggio. Il commissario straordinario del Comune di Nimis, Giuseppe Mareschi, ha infatti indetto per stamane, con la collaborazione della Pro Loco, una bella cerimonia che, preceduta dalla Messa solenne delle 11 in Santuario, si terrà nel tendone della sagra e sarà coronata dal pranzo con gli amici austriaci.
In quel settembre del 1989 gli atti del gemellaggio – ufficiale, perché regolarmente autorizzato dal Ministero competente – furono sottoscritti dall’allora sindaco di Nimis Germana Comelli e dal viceborgomastro di Lannach Helmut Kormann essendo impossibilitato a intervenire il titolare del Comune stiriano, Josef Mayer. L’anno successivo, analoga, festosa cerimonia si tenne nel citato Castello di Lannach. Nel frattempo, però, le guide dei due Comuni erano cambiate, tanto che nella cittadina stiriana era stato eletto Maximilian  Röck, morto purtroppo un anno fa, mentre a Nimis si era onorato proprio chi scrive di assumere la responsabilità della nuova amministrazione civica. Auspice appassionato dell’intesa fra i due Comuni Rodolfo Zilli, pure lui scomparso ormai da molti anni, per sottolineare il legame tracciato dal padre artista tra il paese d’origine e quello ospitante. Un legame nello spirito di amicizia e collaborazione che anima la stessa Unione Europea e che lo scultore Zilli aveva anticipato anche in alcune delle sue opere. Quelle due cerimonie di gemellaggio – appunto del 1989 e del 1990 – segnarono la nascita di una bellissima amicizia che in tutti questi anni non è mai venuta meno, ma trova sempre occasioni per rinsaldarsi soprattutto in occasione degli annuali festeggiamenti, in settembre e in ottobre, delle due comunità. E già da ieri sul Prato delle Pianelle c’è uno stand con i prodotti tipici di Lannach e della Stiria, come ad anticipare la bella festa che contrassegnerà la giornata odierna al suono delle tradizionali campanelle di terracotta, simbolo della storica sagra. Bentornati Amici di Lannach!

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In copertina, un momento della cerimonia ufficiale del gemellaggio nel 1989; all’interno, tanti gli amici di Lannach intervenuti: in primo piano il dottor Rodolfo Zilli con l’anziana madre Stefania Pecchio.

Nimis, il ricordo dell’incendio ’44 e delle vittime dei Lager: anche da Lannach un omaggio alla memoria di Bruno Fabretti

di Giuseppe Longo

NIMIS – Un’assenza avvertita da molti, quest’anno, alla commemorazione del 29 settembre 1944, la incancellabile data in cui Nimis, per rappresaglia, fu data alle fiamme e che segnò la deportazione di tanti suoi figli, molti dei quali non fecero ritorno dai Lager. Bruno Fabretti riuscì invece a rivedere i propri cari e da allora decise di trasformare la sua vita in un continuo, ininterrotto messaggio di testimonianza per raccontare a tutti, soprattutto ai più giovani, l’orrore di quella drammatica esperienza.

Il discorso e la cerimonia al monumento.

Ma alla cerimonia di venerdì mattina, prima nel Duomo di Santo Stefano e poi nell’attiguo Parco delle Rimembranze dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le guerre e a quello dedicato alle vittime dei campi di concentramento, mancava proprio lui, che si è spento alla soglia dei cent’anni a metà luglio. Tuttavia, il commendator Fabretti era idealmente presente con due dei suoi figli, Anna e Giuseppe, ma anche attraverso le grate parole che ha dedicato al suo ricordo il sindaco Giorgio Bertolla e grazie al pensiero che ha avuto per l’amico di Nimis la comunità di Lannach con il suo borgomastro Josef Niggas. Dalla cittadina stiriana – gemellata nel nome di Rodolfo Zilli, artista di Nimis lassù emigrato fin da ragazzino – è giunto infatti, graditissimo, un cero con l’immagine proprio di Bruno Fabretti che è stato deposto dinanzi al cippo dei morti nei Lager che l’ex internato più conosciuto del Friuli volle realizzare nell’ormai lontano 1989, quarantacinque anni dopo le tragedie della seconda guerra mondiale scatenate dalla furia nazifascista per soffocare la fervente attività partigiana.

Messa, corteo e campana di Centa.


Come sempre, la giornata rievocativa è cominciata con la Messa di suffragio nella Chiesa comparrocchiale. «Non esiste una guerra giusta», ha ammonito monsignor Rizieri De Tina prendendo spunto dalla famosa pagina del Vangelo di Matteo in cui si parla di “occhio per occhio…” e facendo riferimento a quanto continua ad accadere nel mondo, a cominciare dalla nostra Europa. E poi ricollegandosi ai confini evocati da un pannello realizzato dai bambini, e posto dinanzi all’altare, l’arciprete ha messo in guardia contro le divisioni che creano sentimenti di rancore e di odio, fino a portare a conseguenze molto pericolose, spesso tragiche.

I figli di Fabretti  e bambini al cippo.

Al termine, la cerimonia civile dinanzi ai monumenti, nella quale si sono aggiunte anche le scolaresche proprio perché nei più giovani, come ha lungamente insegnato Bruno Fabretti, deve germogliare il sentimento di amicizia, concordia e pace. Dinanzi a rappresentanze delle forze dell’ordine, dei Comuni vicini e delle associazioni combattentistiche e d’arma – tra gli altri, c’era il presidente di Apo Friuli, Roberto Volpetti -, il sindaco Bertolla ha tenuto il discorso commemorativo, partendo da una breve rievocazione storica di quel 29 settembre e dei giorni che lo precedettero. «Come avevo detto a Torlano il 25 agosto – ha affermato il primo cittadino – ricordare vuol dire riportare nel cuore, quindi interiorizzare un concetto che ci permette di vivere pienamente ciò che rappresenta, diventando noi stessi esempio di pace con il nostro operato. È quindi compito nostro, e non di altri, agire in prima persona per mantenere la nostra esistenza in una situazione di concordia e di pace». Quello che aveva sempre perorato proprio il commendator Fabretti. «A lui dobbiamo riconoscere – ha infatti sottolineato Bertolla – che per molti anni ci ha ricordato e testimoniato questi tremendi fatti accaduti al nostro paese e ai nostri concittadini. Con la sua instancabile testimonianza, Bruno ha fino all’ultimo cercato di sensibilizzare le nostre coscienze affinché ci impegnassimo a non smettere di adoperarci per mantenere la pace».
Quindi il vicesindaco Sergio Bonfini ha letto i nomi delle vittime dei campi di concentramento, tutti scritti su una lapide accanto al cippo che le ricorda, e a ognuno di essi è stato dedicato un rintocco dell’unica campana della Chiesa di Centa risparmiata dal terremoto del 1976. Un ricordo intenso e sentito, anche se la partecipazione popolare è purtroppo sempre più esigua, che assumerà ancora maggior valore nel 2024 quando ricorrerà l’80° anniversario di quei tristissimi fatti. E ricordarli adeguatamente è proprio il lascito che ci ha affidato Bruno Fabretti.

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In copertina, il cero inviato da Lannach con l’immagine dell’ex internato Bruno Fabretti.

Il “Giro d’Italia” tra le note della Stiria: che giornata a Villanova delle Grotte!

Resterà di certo nella “storia” di Villanova delle Grotte la giornata di venerdì quando, per la prima volta, è transitato nella piccola frazione di Lusevera il “Giro d’Italia”, nell’ambito della eccezionale tappa Marano Lagunare-Castelmonte, prima di puntare verso la Slovenia. Un avvenimento di sicuro impatto mediatico per l’Alta Val Torre, sempre più conosciuta e apprezzata da chi ama il turismo sulla “porta di casa”, anche se non mancano mai anche coloro che arrivano da lontano. La “carovana rosa” è passata, infatti, dinanzi al Terminal Grotte che segna l’ingresso nelle stupende cavità carsiche del monte Bernadia, dove si entra anche per incamminarsi nel nuovo percorso turistico inaugurato pochi giorni fa, proprio in vista dell’arrivo del Giro.

Josef Niggas, borgomastro di Lannach.


A festeggiare i “girini”, ma anche il folto pubblico che li applaudiva lungo le strade, la Banda musicale di Lannach, la cittadina stiriana gemellata da oltre trent’anni con la vicina Nimis – nel cui territorio, ricordiamo, si apre il famoso Abisso di Vigant – nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli, le cui opere nascevano proprio nel Castello di Lannach. La Musikkapelle era accompagnata dal borgomastro Josef Niggas che ha molto gradito l’invito giuntogli tramite Carla Lesa capogruppo di maggioranza in consiglio comunale – la quale vanta una lunga amicizia con Lannach, dai tempi cioè in cui guidava la Pro Nimis -, complimentandosi per la perfetta organizzazione con il sindaco Luca Paoloni e il vice Mauro Pinosa, che è anche lo storico presidente del Gruppo esploratori e lavoratori Grotte di Villanova. E così, proprio tra le caratteristiche e suggestive note della storica formazione musicale della Stiria (Lannach è a pochi chilometri da Graz, città capoluogo), è sceso il sipario su una giornata memorabile, da segnare appunto nell’album dei ricordi dell’Alta Val Torre.

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In copertina e qui sopra la Musikkapelle Lannach durante la sua esibizione a Villanova al Terminal Grotte.

Il “Giro d’Italia” a Villanova delle Grotte tra le note della Banda di Lannach

Atmosfere stiriane questo pomeriggio, a Villanova delle Grotte, per lo storico passaggio del “Giro d’Italia”, nell’ambito della bellissima tappa Marano Lagunare-Castelmonte. Sarà infatti ospite della piccola frazione di Lusevera, sul monte Bernadia, la Banda musicale di Lannach che intratterrà il pubblico, desideroso di applaudire i “girini” in arrivo da Tarcento, a partire dalle 14, in quanto la “carovana rosa” è previsto transiti alle 14.22. La cittadina stiriana è infatti gemellata da oltre trent’anni con la vicina Nimis – nel cui territorio si apre il famoso Abisso di Vigant – nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli, le cui opere nascevano proprio nel Castello di Lannach. La Musikkapelle Lannach sarà accompagnata anche dal borgomastro Josef Niggas.
Ricordiamo che la strada regionale 646 che sale da Tarcento, è già stata chiusa al traffico, mentre le strade Nimis – Ramandolo – Chialminis -Villanova delle Grotte; Sedilis – monte Bernadia – Villanova; Nimis – Debellis – Monteaperta – Bivio Priesaka saranno invece sempre transitabili.

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In copertina e qui sopra due immagini della Banda musicale di Lannach ospite di Villanova delle Grotte.