Sesto al Reghena, una bellissima domenica con il Carnevale con tante mascherine nella sfilata aperta dalle bande vestite da Minnie e Topolino

Gran finale per il Carnevale nel Comune di Sesto al Reghena, uno dei Borghi più Belli d’Italia. Ieri è stata, infatti, una domenica molto animata per la sfilata in centro storico, grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, le associazioni locali, i genitori delle Scuole dell’infanzia Italica Spes, San Luigi Gonzaga e Vittorino da Feltre, e i genitori dei plessi dell’Istituto comprensivo Ippolito Nievo.


Il corteo, aperto dalle bande di Sesto e Bagnarola con i musicisti vestiti da Minnie e Topolino, ha visto le mascherine sfilare per le vie della cittadina fino a raggiungere piazza Castello. Qui tutti i bambini hanno vissuto momenti di divertimento con gli animatori di Partylandia e i loro palloncini, truccabimbi e baby dance. Per tutti animazione con Mr Forgia Dj e Mirko dei Bee Hive come simpatico vocalist. E poi lettura teatrale giocosa “Stavo pensando” per bimbi dai 4 ai 9 anni dell’Associazione Astro con la Pro Sesto nell’auditorium Burovich.
Il programma del Carnevale aveva visto precedentemente il 13 febbraio la Festa in maschera per i ragazzi delle scuole medie all’Oratorio Don Bosco di Bagnarola, in collaborazione con lo Spazio Giovani e il Pg di Cordovado: un altro momento molto partecipato. «Grazie a tutti per questo grande lavoro unitario – affermano il sindaco Zaida Franceschetti, l’assessore al commercio Valentina Bortolus e l’assessore alle politiche sociali, giovani, sport e tempo libero Rachele Trevisanut -, che ci ha permesso di condividere dei momenti di allegria insieme, rinsaldando i legami e l’importanza di essere comunità».

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In copertina e all’interno tre immagini della domenica con il Carnevale nel bellissimo centro storico di Sesto al Reghena.

Sesto al Reghena, febbrile lavoro e grande attesa per il Carnevale in uno dei Borghi più belli d’Italia: occhi tutti puntali sul gran finale con la sfilata

Febbrile lavoro, e grande attesa, a Sesto al Reghena per il Carnevale. In quello che è uno dei Borghi più Belli d’Italia. Sono tre gli appuntamenti annunciati per tutte le età e tutti i gusti che si stanno mettendo a punto per il 13 e 15 febbraio, grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, le associazioni locali, i genitori delle scuole dell’Istituto comprensivo “Ippolito Nievo”, mamme e papà delle scuole dell’infanzia Italica Spes, San Luigi Gonzaga e Vittorino da Feltre.
«Un lavoro di rete – sottolineano gli assessori al commercio, Valentina Bortolus, e alle politiche sociali, giovani, sport e tempo libero, Rachele Trevisanut – per offrire dei momenti di svago da vivere in compagnia. Il tutto grazie alla preziosa collaborazione con le associazioni e i genitori, oltre che con il nostro Spazio giovani. I festeggiamenti del Carnevale sono un’occasione in più per vivere qualcosa di bello nei nostri paesi, condividendo momenti da ricordare con il resto della comunità: per questo speriamo che le proposte possano essere accolte con entusiasmo, con il piacere di stare insieme».
Si parte. dunque, venerdì 13 febbraio dalle 15 alle 17.30 con la Festa in maschera per i ragazzi delle scuole medie all’Oratorio Don Bosco di Bagnarola. Colori, musica, crostoli e frittelle. Evento in collaborazione con lo Spazio Giovani. Lo stesso gionro, ma alle 19.30, Festa in maschera “Carnevaliamo insieme” al Centro polifunzionale di via Battaglione Gemona (su prenotazione).
Gran finale domenica 15 febbraio, dalle 14, con la Sfilata in maschera per le vie del paese e grande festa in piazza Castello a Sesto al Reghena. Il coloratissimo corteo sarà aperto dalle bande di Sesto e Bagnarola. A seguire animazione con Mr Forgia Dj e Mirko dei Bee Hive come simpatico vocalist, animatori di Partylandia con palloncini, truccabimbi e baby dance. In più, alle 17, lettura teatrale giocosa “Stavo pensando” per bimbi dai 4 ai 9 anni dell’Associazione Astro. A cura della Pro Sesto nell’Auditorium Burovich.

 

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In copertina, un suggestivo scorcio del centro storico di Sesto al Reghena che presto si animerà per il Carnevale.

Quei magici intrecci d’autunno invitano nel weekend al Castello di Strassoldo

Da 24 anni i Castelli di Strassoldo, nell’omonimo paesino della verde pianura friulana fra i Borghi più Belli d’Italia, sono noti per due raffinate rassegne primaverili ed autunnali dedicate all’artigianato e al vivaismo d’eccellenza. Quest’anno “Magici Intrecci Autunnali” si terrà proprio in questo fine settimana, e quindi oggi, domani e domenica, al Castello di Strassoldo di Sopra e negli amplissimi spazi coperti e scoperti che gli fanno da contorno, decorati con fantasiosi addobbi autunnali che costituiscono una delle attrattive più ammirate dell’evento ed abbelliranno come di consueto non solo il maniero, ma anche i giardini degli armigeri, il parco, la pileria del riso, il brolo e la cancelleria dove saranno esposte le più recenti proposte di oltre 100 maestri artigiani, artisti e vivaisti d’eccellenza selezionati personalmente dalla padrona di casa Gabriella Williams di Strassoldo.
Per la prima volta, dopo tre anni di chiusura dovuti all’emergenza Covid, gli espositori troveranno collocazione anche al pianoterra e al primo piano del palazzo principale, di cui si potranno ammirare sale e arredi. Nel momento in cui la natura mette in scena il suo ultimo incantevole atto prima del letargo invernale, l’incedere dell’autunno e dei suoi caldi colori renderà l’evento ancor più suggestivo.
I maestri artigiani proporranno decorazioni e arredi per la casa e il giardino, abbigliamento con stoffe preziose e naturali, cappelli e borse di ogni forma, tappeti e sciarpe lavorati al telaio, gioielli e bigiotteria in oro, argento, metalli e pietre preziose, perle e altro, creazioni in fildiferro, carta, pelle, ferro, lana cotta, legno, ceramica, cera e tanti altri raffinati oggetti. Oggetti pregiati e originali, frutto della creatività e del savoir faire, che si potranno acquistare per fare regali di Natale non banali e difficili da trovare altrove.
Dato che l’autunno è il momento ideale per piantare fiori e piante, significativa sarà anche la presenza di alcuni dei migliori vivaisti italiani, con piante rare, antiche e particolari, che saranno lieti anche di dare preziosi consigli. Non mancheranno piccole aziende artigianali con cioccolate, torte glassate, biscotti e pasticcini, primizie dell’orto e loro derivati, prosecco e vini premiati, olio extravergine d’oliva provenienti dall’Umbria, formaggi della Franciacorta, aceto balsamico modenese e speciali condimenti ottenuti dalla lavorazione di peperoncini coltivati in Friuli.
Golosità e raffinati e veloci piatti si potranno gustare in due curatissimi angoli ristori all’ombra di piante secolari. In programma anche una serie di piacevoli iniziative collaterali, dalle Conversazioni su piante e fiori alla mostra di galline ornamenti. Saranno inoltre organizzate delle visite guidate per piccoli gruppi agli esterni dei due castelli di Sopra e di Sotto.
L’evento – che si terrà in tutta sicurezza nel rispetto delle normative anti Covid – si svolgerà anche in caso di pioggia, dato che gran parte degli espositori saranno ospitati negli interni del castello e quelli all’estero saranno protetti da grandi gazebo, come d’uso per queste iniziative di campagna.

Biglietti: Adulti € 10. Bimbi 6-12 anni € 6. Bimbi 0-6 anni gratis.
Per saltare la fila alla biglietteria, si può acquistare il biglietto online su https://www.vivaticket.com/it/Ticket/magici-intrecci-autunnali/186758. Il biglietto può anche essere un regalo originale da offrire a chi ama eventi suggestivi ambientati fra antiche architetture e natura.

Orari:
Venerdì 14 ottobre (ore 14-19)
Sabato 15 e domenica 16 ottobre 2022 (ore 9 -19)

Per informazioni: www.castellodistrassoldo.it

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In copertina e all’interno due immagini dell’autunno al Castello di Strassoldo di Sopra a Cervignano.

A Gradisca l’arte del selfie nel Medioevo, il murale di Pocenia e il Progetto Danza

GRADISCA D’ISONZO – In\Visible Cities – il festival multidisciplinari e diffuso che pone al centro dell’attenzione il dialogo tra le arti performative, i linguaggi digitali e gli spazi urbani – prosegue la sua tappa conclusiva a Gradisca d’Isonzo nel segno di importanti collaborazioni come quella con l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.
Monday (al Teatro Comunale, alle 20), parte del progetto “ARS. Arti Relazioni Scienze”, è il nuovo spettacolo che la compagnia Dynamis, ormai ospite affezionato, ha realizzato in proprio in collaborazione con Enea. Un lavoro ironico, divertente e surreale sulla necessità della riduzione del consumo di plastica. Una narrazione che in qualche modo proseguirà anche domenica con il laboratorio Autodafè, in cui i partecipanti, assieme ai Dynamis e a dei rappresentanti dell’Agenzia, elaboreranno delle narrazioni-opere d’arte donando una voce, una nuova identità, un nuovo significato agli oggetti di plastica presi in analisi. Altro appuntamento da non perdere sarà quello con “L’Arte del Selfie nel Medioevo. Le Rime Petrose, Giovanni Succi racconta il Dante che non ti aspetti” (alle 18 nel giardino della famiglia Rizzo, in viale Regina Elena 3). Un progetto di Giovanni Succi, frontman della band “Bachi da Pietra” e volto noto del rock più underground made in Italy, primo di due capitoli, il secondo, “La vendetta”, andrà in scena domenica. La sua è una proposta molto originale: un racconto-concerto rock su Dante e le sue “Rime Petrose”. Una narrazione a tratti spiazzante che condurrà il pubblico a incontrare un Sommo Poeta al di là di ogni stereotipo. Un Dante calato nel proprio tempo, e non nel nostro, come spesso si tende a fare, incredibilmente alle prese con l’amore carnale in un contesto del tutto terreno.
La serata si chiuderà alle 21.30 in largo Porta Nuova con la danza urbana di Arearea e la nuova produzione Cosmic Dancer, secondo capitolo della trilogia sulla musica della contestazione avviata nel 2020 con “Noi siamo il Tricheco…”, ospitata nel 2020 sempre da In\Visible Cities. Sempre oggi da segnalare anche il workshop a cura di Kaleidoscienza, Elektron lapis (alle 17.30 nel Cortile di Palazzo Torriani). Alle 18 in piazza Unità ci sarà invece la replica di Lapsus Urbano // Il primo giorno possibile, perfomance audioguidata in cuffia a cura di Kepler 452. Mentre dalle dalle 20.30 alle 23 sarà possibile vivere l’installazione di Katja Heitmann, For iTernity.

POCENIA – “Il mondo non è altro che una tela per la nostra immaginazione“. Prendendo spunto da questo aforisma del filosofo, scrittore e poeta dell’Ottocento statunitense, Henry David Thoreau, a Pocenia, per iniziativa dell’artista locale Valentina Bott, con il concorso di Manuela Burlina e il patrocinio del Comune, è stato progettato un Laboratorio di Street Art rivolto a famiglie o gruppi di amici che desiderano migliorare, con il proprio apporto, l’aspetto del muro di recinzione della scuola primaria del paese. Verrà colorato un murale già disegnato, su una parte del muro di Via Duca d’Aosta. Chi parteciperà dovrà armarsi di pennelli, secchi e quant’altro possa servire per dipingere e presentarsi, dopo la prenotazione obbligatoria, oggi 11 settembre, in fasce orarie che vanno dalle 8 alle 19, con turni di circa due ore. L’opera collettiva darà così un volto colorito ad un muro rovinato dal tempo e farà contenti sicuramente anche gli alunni della scuola elementare. Per concludere la giornata si potrà ordinare la propria cena solidale da asporto, preparata dall’associazione Insieme per un Sorriso. Il ricavato dell’iniziativa andrà completamente a favore di progetti benefici nel campo delle malattie oncologiche infantili. La manifestazione sarà in regola con la normativa anti Covid-19 (s.b.).

UDINE – Professionisti di fama nazionale e internazionale, insieme, per aiutare giovani danzatrici e danzatori a realizzare il proprio sogno: fare della loro passione una professione! Guarda lontano, la Compagnia Arearea, e lo fa credendo sempre più fermamente nel potenziale delle nuove generazioni a cui ha deciso di destinare il bando del nuovo corso di Alta Formazione in programma fra novembre 2021 e aprile 2022, a Udine. «Siamo partiti nel 2019 mettendoci in gioco in questo nuovo percorso che da subito si è dimostrato stimolante e bellissimo – hanno fatto sapere -. Il corso di Alta Formazione pone le premesse per un approccio professionale alla danza, ed è per questo che saranno necessarie delle solide basi da cui partire. Siamo certi che questo progetto non solo saprà stupirci ancora una volta, ma riuscirà a coinvolgere alcuni fra i migliori talenti del nostro Paese. Oggi più che mai, loro, noi, tutti, abbiamo bisogno di spazi adeguati per coltivare la passione per la danza». I candidati dovranno inviare, entro domani 12 settembre, via e-mail ad altaformazione.arearea@gmail.com, con oggetto della mail “Candidatura Alta Formazione”, tutta la documentazione richiesta dal bando, consultabile in forma integrale sul sito www.arearea.it. Entro lunedì 13 settembre saranno comunicati i nominativi degli ammessi alle selezioni in programma il 19 e il 26 settembre a Lo Studio, sede della Compagnia Arearea, a Udine in via Fabio di Maniago, 15. Entro sabato 2 ottobre saranno comunicati i nomi di coloro che hanno superato la selezione e che saranno ammessi al corso di Alta Formazione.
Il corso offrirà ai partecipanti un programma di studio, da novembre 2021 ad aprile 2022, suddiviso in 6 settimane di lavoro con cadenza mensile, per un totale di 175 ore. Al termine di ciascuna settimana è prevista anche una prova aperta: uno spazio di incontro con il pubblico, grazie al quale maestri e allievi avranno modo di mostrare il proprio percorso di crescita. A conclusione della formazione è anche in programma una settimana di autogestione durante la quale il gruppo realizzerà una performance autoriale che nei mesi successivi sarà programmata nell’ambito dell’AreaDanza_urban dance festival, organizzato da Arearea nei Borghi più belli d’Italia, in Friuli Venezia Giulia.
I maestri saranno artisti di palcoscenico che si distinguono, tra gli altri, per chiarezza linguistica e riconosciute esperienze pedagogiche in Italia e all’estero e, non ultimo, per una spiccata fiducia in una “danza danzata” e generosa: Marta Bevilacqua della Compagnia Arearea; Alessio Maria Romano della Compagnia AMR; Antonio Montanile; Antonella Bertoni della Compagnia Abbondanza/Bertoni; Marta Ciappina. A supportarli nel lavoro di coaching per il perfezionamento della tecnica ci saranno anche la Compagnia Arearea, Riccardo Meneghini, Irene Russolillo, Martina La Ragione. L’obiettivo è valorizzare la danza di ricerca, senza dimenticare i fondamenti della storia della danza e le basi tecnico/organizzative necessarie ai lavoratori dello spettacolo dal vivo. Il piano di studi prevedrà un programma che guarda la danza nel suo aspetto tecnico, teatrale, performativo e poetico, con percorsi d’improvvisazione con musicisti dal vivo, esplorazioni di Musei, visite a centri di produzione e di residenza della regione e un incontro conferenza con Silvia Poletti, giornalista e critica che collabora con le maggiori testate nazionali.

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In copertina la Compagnia Arearea; all’interno, Selfie nel Medioevo, la scuola di Pocenia e un esempio di street art, e Monday.

Valvasone Arzene protesta: “Un borgo non è una città, rivedere subito il Dpcm”

di Gi Elle

Valvasone Arzene è uno Borghi più belli d’Italia, un vanto del Friuli Venezia Giulia. Ma è appunto un “borgo”. Tuttavia, lo Stato, con le norme anti-Covid, lo equipara alle grandi città e metropoli. Una decisione che non trova per niente d’accordo il sindaco Markus Maurmair che chiede, interpretando un sentimento molto diffuso anche fra gli altri amministratori dei piccoli paesi friulani, una immediata revisione del decreto governativo di domenica scorsa. “L’ultimo Dpcm – scrive infatti in una nota -, seppur partendo da presupposti comprensibili per la gravità della situazione dei contagi, desta grandi perplessità per l’impatto che avrà sui settori della ristorazione e della cultura”.

Il sindaco Markus Maurmair.

Gli orari imposti a bar e ristoranti con apertura alle 5 di mattina e, soprattutto, la chiusura alle 18 hanno – sottolinea con amarezza – il senso della beffa e celano anche il presupposto al contenimento delle forme di sostegno”. E aggiunge: “Dal punto di vista oggettivo non si comprende il senso del provvedimento che cela un alto grado di diffidenza nelle capacità di regolamentazione dei titolari di bar e ristoranti. Ad esempio, si poteva lasciare le aperture dei ristoranti prevedendo solo ed esclusivamente il servizio al tavolo con una effettiva tracciabilità dei presenti e un numero massimo di clienti per tavolo o in alternativa l’asporto”.

“Ancora più disarmante – rincara il primo cittadino di Valvasone Arzene – è che si faccia di tutta l’erba un fascio poiché le disposizioni sono sì generali, ma non tengono conto della conformazione del Paese che è composto da grandi città ma, soprattutto, da tanti piccoli paesi dove i bar e i ristoranti oggettivamente non rappresentano il presupposto per pericolosi assembramenti, quelli per capirci con cui siamo martellati ogni giorno dalla televisione. Ad esempio, penso al confronto tra le attività presenti a Milano e quelle di un piccolo borgo come Valvasone Arzene dove gli imprenditori quotidianamente e in modo professionale si sono spesi per garantire quanto disposto dalle autorità sanitarie facendo stare seduti i clienti, registrando i loro nominativi, pulendo al loro rialzarsi e che non hanno causato alcun focolaio di contagio. E così è per tanti tantissimi paesi del nostro Friuli“.

Allora perché non rivedere subito il Dpcm – propone Markus Maurmair – dando orari per taglia di Comune così da seguire il Paese reale evitando di concentrarsi solo e soltanto sulle città. Questa omologazione uccide: basterebbe prevedere orari differenziati a seconda della popolazione e dell’importanza turistica o della densità degli abitanti a riconoscimento del principio previsto in Costituzione che risponde al nome di sussidiarietà… Da Sindaco sarei chiamato ad assumermi la responsabilità di decidere, ma ritengo che gli imprenditori saprebbero riconoscere l’autorevolezza del ruolo di autorità sanitaria che viene richiamato a corrente alterna a seconda delle circostanze condividendo modalità e orari di apertura ma almeno non vedrebbero compromessa la prosecuzione delle proprie aziende. Tante volte lo Stato ha pensato alle città metropolitane o alle grandi città oggi avrebbe l’occasione di dimostrare attenzione anche ai piccoli borghi che fanno grande l’Italia”.

“L’altro ambito incomprensibile – conclude il sindaco di Valvasone Arzene – è il blocco della cultura con cinema e teatri chiusi. Anche in questo ambito chi negli ultimi mesi ha frequentato questo meraviglioso mondo ha verificato con mano le mille attenzioni poste e non solo nelle grandi strutture. Ancora una volta la mancanza di sensibilità verso la cultura pare celare un sentimento di sfiducia che desta non poca preoccupazione”.

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In copertina, Valvasone durante la bella rievocazione medioevale.