Oggi a Turriaco Massimo Somaglino e le 21 donne della Costituente in Italia

Penultimo appuntamento, a Turriaco, con la rassegna “Bici è sostenibilità. Tra storia e diritti”. Oggi, alle ore 18, nella sala consiliare Nilde Iotti di Turriaco (Piazza Libertà 3), si terrà la lettura scenica dell’attore Massimo Somaglino dal titolo “Lina, Nilde e le altre: le 21 donne della Costituente”.
Qualche info in più… Lina Merlin, Nilde Iotti, Teresa Noce, Rita Montagnana, Angela Maria Guidi, Elisabetta Conci sono alcune delle ventuno donne che il 2 giugno 1946 furono elette ed entrarono a far parte della Assemblea Costituente, che diede vita alla Costituzione Italiana. Quale fu il loro apporto? Da dove venivano? Attraverso quali vie arrivarono sui banchi del Parlamento, nella prima elezione democratica dopo il fascismo? A queste domande cerca di rispondere questo lavoro e attraverso le loro figure l’indagine si allarga a un “prima” e a un “dopo”. La lunga vicenda del voto alle donne, dalle “suffragette” alla “beffa” di Mussolini, fino alle scatenate femministe degli anni ’70 e alle “quote rosa” dei tempi attuali. Qual è la condizione della donna, oggi? Quanto pesa questa condizione nella politica italiana, attualmente al 50° posto nel mondo per presenza femminile? Un’indagine storica e civile che presenta una sola sorpresa: è fatta da un uomo.
Massimo Somaglino è attore e regista teatrale. In alcuni casi (ma di rado e più che altro per necessità) anche autore o cantante o musicista. Della sua carriera ormai quasi trentennale svolta in ambito regionale e nazionale ricorda più volentieri il lavoro come attore con Elio De Capitani e il Teatro dell’Elfo; il connubio con Giuliana Musso, per le regìe di spettacoli di successo come “Nati in casa”, “Sexmachine” e il recente “Tanti saluti”, e il lungo percorso personale di ricerca che lo ha impegnato in produzioni intorno a eventi e personaggi della storia friulana: “Zitto, Menocchio!” sul pensiero eretico del famoso mugnaio valcellinese, “Cercivento”, spettacolo contro le guerre, “Achtung banditi!”, concerto teatrale per la Resistenza, “Indemoniate” sulla vicenda delle donne di Verzegnis, ed altri, tutti realizzati con lo stesso gruppo di lavoro artistico. Ama leggere a voce alta, perché dice che leggere a qualcuno è anche un modo per svelare una parte di sé che altrimenti non riuscirebbe a uscire.
Gli eventi della rassegna “Bici è sostenibilità. Tra storia e diritti” sono promossi dall’Amministrazione comunale di Turriaco con il sostegno del GECT – Euregio, nell’ambito del progetto Le ciclabili della musica, e organizzati dall’associazione Culturaglobale. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e non è richiesta prenotazione.

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In copertina, l’attore Massimo Somaglino che oggi interverrà alle 18 a Turriaco.

“Bici è sostenibilità”, al via a Turriaco nel giorno di San Valentino il progetto Le ciclabili della musica sfogliando una storia lunga 150 anni che ci cambiò la vita

di Mariarosa Rigotti

Al via domani, giorno di San Valentino, il primo appuntamento nell’ambito del festival intitolato “Bici è sostenibilità”, che è promosso dal Comune di Turriaco, con il sostegno del Gect – Euregio, nell’ambito del progetto “Le ciclabili della musica” ed è organizzato e curato dall’associazione Culturaglobale. Da sottolineare che tutti gli eventi sono a ingresso libero e senza prenotazione.
«La bicicletta è il cuore di questa rassegna – anticipa così il direttore artistico Renzo Furlano -. Un mezzo pratico, ecologico e particolarmente significativo per questo territorio, attraversato da una rete di percorsi ciclabili di grande valore naturalistico». E aggiunge: «In sintonia con l’amministrazione comunale, ho ideato un programma che include presentazioni di libri, una mostra fotografica, una lettura scenica e un incontro sui dialoghi con la storia».


Così, l’evento inaugurale di domani vedrà protagonista il libro “Storia sociale della bicicletta” (edizioni Il Mulino), scritto dallo storico e saggista Stefano Pivato, già rettore dell’Università di Urbino. A dialogare con lo scrittore sarà Maurizio Zorba, docente di Scienze motorie e sportive. E, così, citando l’autore del volume: «La bicicletta ha 150 anni e non li dimostra; è stata strumento di svago e di lavoro, simbolo di libertà e cambiamento. Ha accompagnato l’umanità nell’era della modernità industriale, trasformando lo stile di vita di uomini e donne. Ma la sua storia non è stata priva di ostacoli: all’inizio fu vista come una minaccia alla pudicizia femminile, alla dignità dei sacerdoti, ai quali ne fu proibito l’uso, e persino come un incentivo alla criminalità. Ha attraversato le vicende del Novecento, dalla guerra alla Resistenza, dalle imprese di Coppi e Bartali fino ai giorni nostri, affermandosi come icona della mobilità sostenibile e della sensibilità ambientalista». Quanto a Stefano Pivato, va anche evidenziato che è professore emerito Uniurb, direttore del Centro sammarinese di studi storici della Università di San Marino e componente del Comitato scientifico dell’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano; inoltre, collabora con Rai Storia.


Passando, invece, a sabato 15 febbraio, va detto che, alle 11, sarà inaugurata la mostra “Bici è poesia”, un’esposizione fotografica di Lucio Ulian. E, allora, ecco un’anticipazione dello stesso autore: «Attraverso la fotografia cerco emozioni, sentimenti, passione o pura bellezza; in questi scatti la bicicletta diventa un simbolo: nata per la locomozione, ha assunto nel tempo molteplici significati. Anche quando si pedala in gruppo, ognuno è solo con la propria fatica, i propri pensieri, la propria gioia e la propria tristezza. Il viaggio si fa così duplice: ci porta verso luoghi fisici, ma anche dentro di noi, nei territori delle emozioni e dello spirito». Va ricordato che la rassegna potrà essere visitata da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 13; inoltre, il lunedì e mercoledì anche dalle 15 alle 18.30.
Da aggiungere, infine, che Lucio Ulian è nato a Gorizia e vive a San Dorligo della Valle-Dolina. Viene ricordato che «ha iniziato a fotografare partendo dalle emozioni e dalla ricerca delle più disparate angolazioni per guardare e osservare le cose. Il suo è un vero e proprio desiderio di comunicare e, grazie a questo desiderio, sono tanti gli scatti fatti nel tempo e anche diverse le mostre fotografiche che ha realizzato».

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In copertina e all’interno ecco tre belle illustrazioni di biciclette storiche.