A Chialminis festa per la Madonna delle Grazie: domani benedizione della “Pietra della Pace” con la Croce di Aquileia

(g.l.) Dopo le tante vittime e distruzioni dell’ultima guerra, che tra poche settimane saranno dapprima ricordate con la commemorazione dell’Eccidio di Torlano e poi con la rievocazione dell’Incendio di Nimis – 25 agosto e 29 settembre 1944 -, abbiamo avuto la fortuna di vivere da oltre ottant’anni in pace, un periodo così lungo che mai si era verificato prima. Ma, purtroppo, venti minacciosi soffiano sempre più forti, per cui invocare la pace è molto importante. E lo si farà anche domani dalla piccola Chialminis, sulla Bernadia.
Dalla frazione montana di Nimis salirà, infatti, al Cielo una invocazione affinché vengano allontanati i nuovi rischi di rottura degli equilibri mondiali con la benedizione della “Pietra della Pace” posta sul campanile della Chiesa di Sant’Elena Imperatrice rinata dopo il terremoto di quasi mezzo secolo fa. La lastra in marmo è stata scolpita dall’artista Ivan Gervasi: sopra la croce di Aquileia, dalla quale dipartono incorraggianti raggi di luce, è scritto: “pas”, “pace”, “mir”. Cioè la stessa parola, pace appunto, declinata in friulano, italiano e sloveno, le lingue che si parlano in questo angolo di Friuli, anche se per le località delle alte valli del Cornappo e del Torre è più corretto dire “po nasen” (a modo nostro), cioè il dialetto che si sente soltanto in quest’area geografica nel quale s’incrociano vari idiomi.
La cerimonia avverrà in occasione della tradizionale festa della “Madone di Grazie” della prima domenica di agosto che, dopo il “Bacio delle Croci” fissato alle 11 all’esterno del luogo sacro, vedrà la Messa cantata e la processione per le vie del paese. Un rito che segue quello che era stato celebrato domenica scorsa nella piazzetta di borgo Vigant, la località oltre Villanova delle Grotte – ma sempre in Comune di Nimis – famosa per il suo ciclopico Abisso. Insomma, due belle tradizioni che continuano, mantenendo in vita importanti pagine della nostra storia!

—^—

In copertina, la Chiesa di Chialminis: domani sul campanile sarà benedetta la “pietra della pace” scolpita da Ivan Gervasi.

Nimis, grande ritorno di “Libero Sport” con la Bernadia vera protagonista. Ma ci sarà anche l’amata “Vignalonga”

(g.l.) Un grande ritorno per “Libero Sport Emozione e Natura” che dà appuntamento nel prossimo fine settimana a Nimis, con punto di riferimento il prato di Madonna delle Pianelle, lo stesso che a settembre accoglie la plurisecolare “Sagre des Campanelis”. Una vera e propria immersione nello sport e nel verde di queste colline e montagne – dove la Bernadia è la vera protagonista! – organizzata dalla Pro Loco del Comune di Nimis assieme ad Atletica Dolce Nord Est e a Maglianera, con i patrocini dei Comuni di Nimis, Lusevera e Tarcento, nonché dell’Unpli, l’Unione delle Pro Loco d’Italia delegazione regionale.
La manifestazione sportiva si articolerà in tre proposte, tutte molto invitanti: RandoBike Bernadia Trail Area, Cammina & Vola Bernadia e Vignalonga, l’amata camminata tra i ronchi del Ramandolo Docg giunta alla nova edizione. Si tratta, infatti, di un evento ludico motorio Fiasp organizzato per domenica prossima dall’associazione Atletica Dolce Nord Est aperto a tutti sul percorso permanente dedicato di 6,5 – 8 – 12 e 16 chilometri, per cui ogni partecipante sceglierà il tragitto che ritiene più adatto alle proprie possibilità e lo porterà a termine con il passo a lui più opportuno. Un’occasione unica per ammirare le bellezze dei territori collinari dei Comuni di Nimis e Tarcento nell’esplosione della primavera. Sono previsti anche dei punti ristoro.


Le altre due proposte sportive sono invece programmate per la prima giornata, quella di sabato. Per quanto riguarda il RandoBike Bernadia Trail Area, si tratta di una manifestazione valida per il Trofeo Fedeltà Megaintersport. Il percorso si snoda sui sentieri riservati alla specialità cui sovrintende l’associazione Maglianera per un totale di ben 38 chilometri con circa 1200 metri di dislivello. La partecipazione è riservata ai tesserati Acsi, Fci e altri enti di promozione sportiva. La partenza avverrà dalle ore 9 e quindi comincerà l’avventura sulla invitante Bernadia – la montagna il cui territorio è diviso appunto tra i Comuni di Nimis e di Tarcento -; per ulteriori informazioni sul percorso, su modalità di partecipazione costi e iscrizioni ci si potrà rivolgere alla stessa Maglianera oppure a Id Chronos.
Cammina & Vola Bernadia è pure una manifestazione che ha quale punto di riferimento la tanto frequentata montagna, vero e proprio “paradiso” anche per gli sportivi che praticano il volo libero. Si tratta di un raduno non competitivo di parapendio specialità Hike e Fly. Gli organizzatori informano che si camminerà per raggiungere l’area di decollo a quota 730 metri – da dove si gode di un panorama impareggiabile sull’intero Friuli fino al mare – e poi via alla gara di precisione fino alla zona dell’atterraggio. Compatibilmente con le condizioni meteo, sono previsti voli in parapendio biposto, con iscrizioni sul sito www.vololiberofriuli.it (max 6-8 persone). Al termine del sabato sportivo ci sarà una serata con Piterpan 90210 con Marco Baxo e Lady Helen che promette un “tuffo nel passato”, vale a dire nel cuore degli anni 1990/2000 con la selezione dei brani dance pop più suonati di sempre.
Come detto, gli sportivi di Maglianera – che si distinguono sempre anche per l’encomiabile lavoro di pulizia e manutenzione dei sentieri boschivi – sono uno dei “motori” più importanti di «Libero Sport, la manifestazione – sottolineano – che ha visto per anni Nimis fulcro delle attività sportive della pedemontana udinese. Quest’anno rinasce in versione “test”, con 3 manifestazioni dedicate allo sport outdoor che qui regna sovrano. Noi di Maglianera, con la collaborazione degli amici di Asd Kicosys, abbiamo ideato la Bernadia Trail Area RandoBike, la prima edizione della randonnè fuoristrada Acsi nella Bernadia Trail Area». E al riguardo avvertono: «La Bernadia Trail Area è una manifestazione sportiva, non competitiva e di resistenza, che si svolge su un percorso obbligato da portarsi a termine in totale ed assoluta autonomia entro il termine massimo di 5 ore dalla partenza. I partecipanti dovranno considerarsi in “escursione individuale” e quindi in regime di totale auto-sufficienza, senza alcun supporto tecnico e senza alcun tipo di assistenza, nemmeno sanitaria da parte dell’Organizzazione. Le iscrizioni chiudono il 16 maggio, ma per pochi fortunati sarà possibile iscriversi anche il 18 maggio, il giorno della manifestazione, dalle 07.30 alle 8.45».
Della Bernadia Trail Area si occupa anche un ricco articolo con bellissime fotografie e grafici pubblicato sul numero 2 aprile-maggio del blog “Esplora & Ama Fvg” – che si apre con una stupenda panoramica sull’isoletta di Barbana nella Laguna di Grado – a firma di Massimiliamo Misdaris con introduzione di Lucia Braida, la responsabile del magazine. Una occasione che si è presentata in concomitanza della collaborazione che Maglianera ha assicurato per la stesura della guida del territorio di Tarcento da parte di Francesco Antonini – di cui avevamo riferito a suo tempo – e la realizzazione della mappa da distribuire fra gli esercenti della Trail Area. Un articolo che si può facilmente trovare «sul portale web della rivista, corredato dalle foto e dai QRCode che servono a vivere l’esperienza di visita del nostro territorio con notizie e approfondimenti mirati ed aggiornati. A voi il compito di “sfogliare” la rivista e farvi catturare dalle bellezze naturali presenti nel territorio e venire a visitarle utilizzando, perché no, l’applicazione Mowibike». E, allora, buon “Libero Sport” a tutti!

 

—^—

In copertina, il panorama su Nimis e il Friuli che si gode praticando la Bernadia in bici; all’interno, una bella immagine della montagna paradiso di bikers e deltaplanisti e la Vignalonga sulle colline del dolce Ramandolo in una delle prime edizioni.

Torlano e Portogruaro ricordano l’eccidio del ’44 – Ma De Bortoli non c’è più

di Giuseppe Longo

Grande partecipazione, come sempre, alla commemorazione dell’eccidio di Torlano, ma Paolo De Bortoli stavolta non c’era.
Già nella parrocchiale gremita ci si era accorti che mancava e poi la sua assenza è stata ancora maggiormente notata in cimitero, davanti alla tomba-monumento di quelle povere vittime.
No stavolta lui, uno dei pochissimi superstiti, non c’era perché se n’è andato improvvisamente, a 81 anni, la scorsa primavera, nella sua Portogruaro.

Il portogruarese Paolo De Bortoli,
sopravvissuto alla strage e recentemente scomparso.


.
Dalla città del Veneto orientale era invece giunto il figlio assieme alla rappresentanza che non manca mai – proprio come faceva Paolo – all’annuale rievocazione del 25 agosto 1944.  Quando all’alba si consumò una delle stragi più orribili delle seconda guerra mondiale – frutto della feroce rappresaglia decisa dal Comando superiore delle SS di Trieste per contrastare e intimidire l’attività dei partigiani – ,  il cui fascicolo finì nel cosiddetto “armadio della vergogna”.
Doveva scorrere il sangue di quaranta innocenti, invece le vittime furono trentatre, tra cui intere famiglie con donne e bambini.
Come quella dei De Bortoli, mezzadri sfrattati dalla loro terra e giunti proprio sotto la Bernadia in cerca di un po’ di fortuna, che fu praticamente sterminata: in nove furono barbaramente uccisi.   Ma Paolo, che aveva sette anni, riuscì a salvarsi, protetto dal corpo della mamma, e a farsi una vita, come pure la sorella Gina, tredicenne, che riuscì a fuggire, pur con le gravissime ustioni causate dai vestiti in fiamme.   E Paolo De Bortoli ha sempre partecipato, fino appunto all’anno scorso, al ricordo dell’immane sacrificio costato alla sua famiglia e ad altre 24 persone di Torlano: i Comelli, i Dri, i Vizzutti e tanti altri.
Così, ancora una volta il paese si è fermato per ricordare e per onorare i morti dell’eccidio nazifascista.
L’ha fatto dapprima in chiesa con la messa di suffragio celebrata dall’arciprete di Nimis, monsignor Rizieri De Tina – il quale, alla luce del Vangelo di Matteo “perdonate settanta volte sette”, si è soffermato sugli effetti della violenza a ogni livello, a cominciare da quella che purtroppo si scatena nelle famiglie per continuare con quella che si allarga nella società fino a scoppiare nel “bubbone” della guerra -;
quindi in cimitero, davanti al sacello delle vittime i cui resti, tre anni dopo quel 25 agosto, furono raccolti in cinque bare e solennemente tumulati, lasciando la fossa comune di Torlano Inferiore perché proprio là fu consumata la strage.
Qui, davanti ai gonfaloni civici di Nimis e Portogruaro, e ai vessilli di numerose associazioni combattentistiche e d’arma, è seguita la semplice cerimonia civile, dopo la benedizione che il sacerdote ha impartito alla tomba.
Una ragazza del luogo, Cristina, ha letto con palpabile commozione – anche se nata molti decenni dopo i fatti – la cronistoria di quella tragica mattina che vide esibirsi con inaudita ferocia quello che è passato tristemente alla storia come il “boia di Colonia”.   Quindi, ha portato un saluto, in rappresentanza della Città di Portogruaro, Alessandra Zanutto, delegata del sindaco Maria Teresa Senatore, impossibilitata a intervenire.
Infine, un breve intervento del prefetto di Udine, dottor Angelo Ciuni – che si è richiamato alle parole del celebrante, esortando a rifuggire ogni pretesto di divisione, sempre connotata da effetti devastanti o per lo meno pericolosi -, seguito dal breve ma intenso discorso commemorativo del sindaco di Nimis, Gloria Bressani, che ha pure portato il saluto delle due piccole comunità olandese e tedesca – accomunate a Torlano da un analogo triste destino – presenti alla cerimonia di un anno fa.
La Regione era rappresentata dal consigliere Furio Honsell, già sindaco di Udine, come pure diversi Comuni del circondario erano presenti con i primi cittadini o loro delegati.
E, oltre ai rappresentanti delle Forze dell’ordine, c’era anche il cavalier Bruno Fabretti, quasi novanticinquenne, presidente della sezione ex Internati di Nimis, testimone di quella tragica mattina del 1944 e di tutti gli orrori della guerra, vissuti sulla propria pelle a causa della deportazione in vari Lager della Germania.
Un’esperienza che Fabretti ha trasmesso, con toccanti testimonianze, a centinaia di giovani, tenendo decine di incontri soprattutto nelle scuole di tutto il Friuli.
Perché proprio questi orrori non abbiano a ripetersi mai più.

In copertina, il sindaco di Nimis, Gloria Bressani, durante il suo discorso commemorativo.

a seguire :

Il saluto del prefetto di Udine, dottor Angelo Ciuni.

.
Il saluto di Alessandra Zanutto, delegata del sindaco di Portogruaro.

.

La rievocazione storica della giovane Cristina.

.
Autorità intervenute alla cerimonia: in primo piano, Furio Honsell per la Regione.

.
La tomba che raccoglie i resti delle trentatre vittime innocenti.