Povoletto perde la sua “memoria” storica: si è spento Luigino Merluzzi che seppe attribuire a Beni Marsure la vera identità

di Mariarosa Rigotti

A poco più di due mesi, era il 6 luglio scorso, quando una cerimonia promossa a Povoletto da Beni Marsure aveva riconosciuto il suo impegno a favore dello storico ente comunale, si è diffusa la triste notizia della scompara del maestro Luigino Merluzzi, consigliere emerito della stessa Amministrazione guidata da Paolo Dallagnese. Da tempo sofferente, aveva 83 anni e lascia la moglie Marisa e il figlio Lorenzo, oltre alle due amate nipoti. In suo suffragio sarà recitato il Rosario domani, alle 19, nella Chiesa parrocchiale di San Clemente, dove martedì pomeriggio, alle 16, seguiranno i funerali.

Luigino Merluzzi premiato da Dallagnese.


Dolore e sconforto per la morte di un uomo molto stimato a Povoletto, e non solo, trapela dalle parole dello stesso Dallagnese: «Per Povoletto, in particolare, ci sarà un vuoto incolmabile per quanto concerne la ricerca storica con le sue capacità. Da decenni, infatti, ha pubblicato libri trasferendo in essi fedeltà riassuntiva e narrazione adatta a tutti. Non a caso, per tutta la vita ha fatto il maestro elementare chiudendo la carriera proprio a Povoletto». E il leader del benemerito ente aggiunge: «Ricordo le volte che assieme siamo andati alle scuole medie di Povoletto per raccontare ai ragazzi la storia dei Beni Marsure. Lui ci metteva l’anima a illustrare particolari, dettagli e molte volte dovevo fermarlo perché suonava la campanella di fine ora e cambio insegnante».
Come si ricorderà, nella citata cerimonia del luglio scorso, a Luigino Merluzzi fu attributo l’ambito riconoscimento di “consigliere emerito di Beni Marsure ad infinitum”. Va sottolineato che si trattava di una novità assoluta in quanto nella plurisecolare storia dell’Ente non era stato mai previsto o assegnato a nessuno questo riconoscimento. Nel corso della festa, ospitata nel centro giovanile “Amici della solidarietà”, era stato proiettato anche un video di Elio Meroi intitolato “dedicato a Luigino”. Va, inoltre, ricordato che Merluzzi era originario di Magnano in Riviera, ma di fatto era diventato cittadino di Povoletto dove era stato maestro elementare facendo propria la realtà locale e concretizzando il suo impegno anche nella ricerca storica. E a questo riguardo, nel corso della citata cerimonia, Dallagnese, oltre a soffermarsi sulle qualità umane del maestro, aveva motivato il riconoscimento sottolineando, appunto, il suo impegno di studioso proprio a beneficio dell’ente: nel concreto, riuscendo a dimostrare che i Beni Marsure «costituiscono un patrimonio di proprietà della popolazione di Povoletto capoluogo e pertanto distinto dai Beni Comunali e Demaniali». Pertanto, superato un lungo iter, il «Commissario degli Usi Civici, dopo attenta visione – aveva ancora ricordato Paolo Dallagnese -, nel 2004 firmò il decreto di svincolo dei Beni Marsure. Quella fu la nostra liberazione: da lì, infatti, parti quello che oggi è sotto gli occhi di tutti». E questo è stato possibile proprio grazie alla puntigliosa e competente ricerca storica di Luigino Merluzzi.

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In copertina, il maestro Luigino Merluzzi durante una cerimonia di alcuni anni fa.

Povoletto ha festeggiato Luigino Merluzzi consigliere emerito di Beni Marsure. Dallagnese: preziosa la sua ricerca storica

di Mariarosa Rigotti

POVOLETTO – Luigino Merluzzi è stato nominato consigliere emerito di Beni Marsure “ad infinitum”. Una novità assoluta: infatti, nei 351 anni di storia dell’Ente mai è stato previsto o assegnato a nessuno questo riconoscimento. Una bella sorpresa per il maestro Merluzzi, originario di Magnano in Riviera, ma da tanti anni, di fatto e di sentimento, cittadino di Povoletto. Un significativo premio per quanto da lui fatto per la benemerita Amministrazione, grazie al suo attento impegno e ad una capillare ricerca. Il tutto è avvenuto durante una sentita e calorosa cerimonia e un partecipato momento conviviale, ospitati nel centro giovanile “Amici della solidarietà”, nell’area festeggiamenti del capoluogo. Vi sono intervenuti, tra gli altri, i familiari di Merluzzi, ma anche il sindaco Giuliano Castenetto che ha portato un saluto e il plauso a nome dell’amministrazione comunale, ricordando pure come Merluzzi rappresenti un «esempio incedibile, si è immedesimato nella nostra piccola comunità che è ricca culturalmente».


La bella e partecipata cerimonia, coordinata dal presidente di Beni Marsure Paolo Dallagnese, è stata arricchita da un prezioso video “dedicato a Luigino” di Elio Meroi. E vanno, pertanto, ricordate le motivazioni di questo importante riconoscimento su cui si è soffermato lo stesso Dallagnese, evidenziando, come già detto, la novità assoluta del premio e appunto come «questa cerimonia noi di Beni Marsure l’abbiamo voluta organizzare, a sua insaputa, in onore di Luigino Merluzzi».
E allora il responsabile del benemerito Ente ha evidenziato introducendo le motivazioni del riconoscimento: «Nel Dna di questa Amministrazione importante, direi essenziale, la circolazione delle idee che però poi devono essere concretizzate». E ancora: «Focalizzandoci su quanto conta davvero, abbiamo pensato a Luigino quale figura preziosa per la nostra comunità, una persona che merita tutta la nostra gratitudine. Esempio di correttezza che ha sempre saputo approcciarsi agli interlocutori con disponibilità nel raccontare e quindi offrire tutto il suo bagaglio personale frutto di decenni di ricerche storiche. Un amico, protagonista insostituibile della ricerca storica dei Beni Marsure, di cui per anni è stato anche vicepresidente, portata avanti senza risparmio di energie. Persona di straordinaria disponibilità ed altruismo divulgativo, discreto e generoso, un esempio per le nuove generazioni. Entusiasta e punto di riferimento nel fornire indicazioni sui periodi storici che ci hanno anticipato».
Un impegno fattosi concreto, con il riuscire, dopo il lungo iter ricordato da Dallagnese, a dimostrare che i Beni Marsure «costituiscono un patrimonio di proprietà della popolazione di Povoletto capoluogo e pertanto distinto dai Beni comunali e demaniali». E il «commissario degli Usi civici, dopo attenta visione, nel 2004 firmò il decreto di svincolo dei Beni Marsure. Quella fu la nostra liberazione e da lì parti tutto quello che oggi è sotto gli occhi di tutti». E, ricordando quanto accaduto in questo ventennio, ha affermato: «Un’attenta gestione equilibrata ed espansiva che dal 2005 consenti di intraprendere e sviluppare interessanti opportunità economiche di business senza andare ad indebolire il patrimonio, anzi valorizzandolo». Pertanto, Dallagnese ha sottolineato: «Tutto questo andava ricordato per comprendere la motivazione dell’assegnazione del titolo di consigliere emerito a Luigino Merluzzi da parte dell’Amministrazione Beni Marsure di Povoletto».

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In copertina, il presidente Paolo Dallagnese mentre consegna il riconoscimento a Luigino Merluzzi; all’interno, altre due immagini della festa a Povoletto.

Impegno di Beni Marsure anche per i più giovani di Povoletto con il dono di volumi alle scuole d’infanzia e primaria

di Mariarosa Rigotti

L’impegno di Beni Marsure sul territorio del Comune di Povoletto, come è noto, si orienta su numerosi fronti: tra questi, c’è l’attenzione ai più giovani. A questo riguardo va citata la recente donazione fatta proprio dall’Amministrazione Beni Marsure di una serie di volumi alle scuole dell’infanzia e primaria (elementare) del Comune alle porte di Udine e che fanno parte dell’Istituto comprensivo di Faedis. Va sottolineato, che i titoli, come ricorda il presidente Paolo Dallagnese, «erano stati concordati con le insegnanti».


Un gesto significativo, dunque, che ha avuto un riscontro tangibile, come ricorda lo stesso Dallagnese: «Abbiamo ricevuto, direi inaspettatamente, uno scritto da parte della dirigente scolastica dottoressa Michela Maffei». I libri, va ricordato, sono stati consegnati dal presidente di Beni Marsure alla professoressa Ilaria Saccavini, coordinatrice della scuola dell’infanzia, e alla professoressa Lia Costantini, che invece coordina la primaria di Povoletto.
E, certo, può essere interessante scoprire quanto inviato a Dallagnese e sottoscritto dalla dirigente scolastica Maffei e dalla collaboratrice della dirigente stessa Mariarosa Amadori: «Desideriamo esprimere il nostro più sincero ringraziamento, anche a nome degli alunni, per il generoso dono dei libri destinati ai bambini della scuola dell’infanzia e primaria di Povoletto». E ancora «Il vostro gesto è un segno concreto di attenzione verso l’educazione e la crescita culturale delle nuove generazioni. Donare un libro significa offrire un’opportunità di scoperta, immaginazione e apprendimento: un regalo prezioso che i nostri bambini sapranno sicuramente apprezzare». La missiva si conclude: «Vi siamo profondamente grati per il sostegno e la vicinanza dimostrata alla nostra scuola e ci auguriamo di potere continuare a collaborare in futuro».

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In copertina e all’interno, il presidente Paolo Dallagnese mentre consegna i libri a Ilaria Saccavini (scuola dell’infanzia) e a Lia Costantini (scuola primaria).

Povoletto, Paolo Dallagnese da 30 anni alla guida dei Beni Marsure: il nostro parco solare risponde puntualmente alla richiesta di energie rinnovabili

di Mariarosa Rigotti

«Così come la medicina della gioia è la più potente in natura, altrettanto lo è la nostra abnegazione nel prestare piena ed incondizionata disponibilità verso l’amata Povoletto in un frullato di amore e sentimenti». Con questa riflessione, ha concluso la sua relazione Paolo Dallagnese, rieletto per il trentesimo anno consecutivo presidente di Beni Marsure, ente che l’anno scorso ha raggiunto il prestigioso traguardo di 350 anni di fondazione (comunque la relazione morale è pubblicata nel dettaglio su www.benimarsure.it). L’occasione è stata offerta dall’assemblea ordinaria convocata con “invito personalizzato” ai capifamiglia residenti a Povoletto capoluogo da almeno cinque anni, a cui era seguita la riunione del consiglio di amministrazione (previa accettazione scritta degli eletti), convocata proprio per nominare i dodici componenti, compresi presidente e vice. Così, il direttivo che amministrerà l’ente nei prossimi due anni, oltre al citato Dallagnese – confermato, come detto, presidente (e che, tra l’altro, nel 2026 raggiungerà il traguardo di cinquant’anni ininterrotti di presenza in Beni Marsure) -, risulta formato dal vicepresidente Giuliano Ballico e dai consiglieri Ginelli Specogna, Elio Meroi, Lorenzo Merluzzi, Giorgio Tosolini, Luciano e Renzo Sebastianutto, ed Edi Bazzaro; mentre revisori dei conti sono risultati Virgilio Strizzolo, Andrea Scubla e Giuseppe Missana.


Così, riguardo alla proficua e variegata attività dell’ente, va ricordato il progetto del parco solare i cui lavori prenderanno il via a breve e che sorgerà nell’area artigianale Povoletto Nord, progetto su cui c’era stato un affollato incontro lo scorso febbraio nel Centro giovanile. L’attenzione era stata focalizzata proprio sul parco solare, il cui progetto era stato presentato a cura della Società superficiaria diritto di superficie e Società realizzatrice: a tale riguardo, era stato redatto dal consiglio di di Beni Marsure un documento unitario; inoltre, l’amministrazione Beni Marsure, come spiega dallo stesso ente il presidente Dallagnese, «per essere sicura di fare le cose bene, tutelarsi e tutelare il territorio, si è fatta seguire dall’avvocato di Cassazione Angelica Citossi», legale, tra l’altro, presente alla riunione e alla quale era stato rivolto un ringraziamento.
Quindi, va citata una sottolineatura sull’ente, fatta nell’occasione, come ricorda il presidente: «Meglio spiegare bene cosa rappresentano i Beni Marsure. Sono un ente privato non commerciale, autonomo e indipendente, apolitico, che paga le tasse come tutti i normali cittadini. Rappresenta esclusivamente la comunità di Povoletto capoluogo, quindi i frutti che ne derivano dalla gestione, al bisogno, vengono riversati sulla stessa attraverso, per esempio, Associazioni locali e Parrocchia».
Dallagnese ha ricordato, poi, come è formato il consiglio di amministrazione, che ha dodici componenti e viene eletto dall’assemblea ordinaria e opera in forma completamente gratuita. «Appare pertanto chiaro ed evidente – ha sottolineato Dallagnese – il limite entro il quale uno deve ragionare e commentare. Tanti apprezzamenti abbiamo ricevuto anche nel corso delle celebrazioni per il 350° anniversario e non solo in loco, ma anche da Roma».
Quindi, il presidente è entrato nel “vivo” della questione con una chiosa: «Già dal 2022 abbiamo ritenuto inutile trincerarsi dietro buoni propositi che non portano a nulla. Infruttuoso continuare a parlare di trovare soluzioni per diminuire gli impatti ambientali e poi non accettare nessun cambiamento. Quindi, stop alla retorica, perché ormai da anni è arrivato il momento di decidere e l’Europa ha già posto come limite il 2030 per aumentare le energie rinnovabili. Come saprete, il Friuli Venezia Giulia entro il 2030 dovrà produrre almeno 1960 megawatt di energia attraverso fonti rinnovabili. A parole siamo tutti favorevoli a spegnere le centrali a carbone o a gas, che sono le cause dei danni climatici, purché i nuovi impianti non siano fatti nelle proprie vicinanze. Questa è la sindrome dei tanti che sono capaci di dire solo no».
E allora Dallagnese ha ricordato l’antefatto: «Noi, invece, la transizione energetica l’abbiamo ritenuta una occasione da cogliere al volo. Il 30 settembre 2022 abbiamo organizzato un incontro pubblico dove abbiamo annunciato, tra le altre cose, l’avvio delle trattative per la formulazione del progetto di un parco solare. Tutto ovviamente condizionato dall’esito più o meno favorevole che avrebbe avuto la pratica. Poi le cose sono andate avanti con la stipula di un compromesso d’intenti con la Pvk srl dove sono stati inseriti gli ingredienti principali del contratto notarile preliminare e definitivo per la concessione a pagamento del diritto di superficie sottoscritti successivamente».
Ricordati anche i benefit legati a questo contratto: per prima cosa, l’installazione dell’illuminazione notturna delle lancette dell’orologio sui quattro lati della cella campanaria della Chiesa di Povoletto, più l’inserimento di un gruppo di accumulo di capacità 15 kwh sull’impianto fotovoltaico già presente presso il Centro giovanile di Povoletto; poi diecimila euro perché nel parco solare, oltre alla mitigazione di legge, vengano trapiantate lavanda ed altre piante resistenti agli sbalzi climatici e, trovando un apicoltore, possibilità di inserire entro lo stesso delle arnie; e quindi una contribuzione economica atta a far visitare il parco alle scolaresche, attività formativa nelle scuole o auditorium sui temi dell’energia.
Dallagnese ha fatto anche una sottolineatura sull’informazione data sul progetto: «Noi come tutti i privati, non abbiamo l’obbligo di pubblicare bollettini informativi su quello che facciamo. Tuttavia, in tutte le occasioni in cui è stato possibile farlo di certo non abbiamo tenuta celata l’iniziativa del parco solare che potrà portare solo benefici al capoluogo Povoletto. Anche l’amministrazione comunale di Povoletto, pur non avendo competenze sull’autorizzazione, è stata costantemente informata. Quindi, ci fosse necessità di ribadirlo, questa operazione per noi è un vanto, un orgoglio. I bravi amministratori evitano gli immobilizzi infruttiferi per cui quel terreno, se nel 2022 non avessimo optato per il parco solare, avrebbe potuto ospitare un insediamento produttivo tipo quello da poco avviato nei paraggi. Quindi, fabbricati industriali che senz’altro sarebbero di maggiore impedimento alla visibilità del panorama circostante».


Dallagnese non ha mancato di elencare le tappe che hanno preceduto l’incontro del settembre 2022: sempre quell’anno, l’8 giugno, una commissione interna Beni Marsure nominata dal Cda e formata da quattro persone aveva incontrato sindaco e vicesindaco del Comune di Povoletto per illustrare l’iniziativa che intendeva portare avanti; l’8 agosto c’era stato un incontro del Cda Beni Marsure con il sindaco Giuliano Castenetto, il vice Marchina, gli assessori Tarnold e Macor, ed era stato invitato anche l’amministratore unico della Pvk srl, Fonseca, interlocutore Beni Marsure ed interessato ad ottenere un diritto di superficie sui terreni area artigianale Povoletto Nord. «Suo compito – ha ricordato Dallagnese – era stato illustrare come si realizza, a grandi linee, un impianto solare come quello che si intenderebbe realizzare salvo l’ottenimento di tutte le autorizzazioni. Nello specifico, era stato esplicitato che una volta accordato il diritto di superficie Beni Marsure non avrebbe dovuto assolvere ad altre incombenze significative».
Quindi, il 12 agosto alcuni consiglieri Beni Marsure avevano incontrato il citato Fonseca per un sopralluogo dell’area cui la Pvk era interessata. «L’interlocutore aveva eseguito anche riprese aeree con drone», quindi il 30 settembre era stato indetto dall’amministrazione Beni Marsure il citato incontro pubblico, ospitato sempre al Centro giovanile, dove era stato annunciato «l’avvio delle trattative per la concessione del diritto di superficie su terreni di proprietà atte a consentire la formulazione del progetto per un parco solare. Tutto, ovviamente, condizionato dall’esito più o meno favorevole che avrebbe avuto la pratica in Regione. Erano presenti anche gran parte dei conduttori dei terreni agricoli, area oggetto dell’iniziativa, con i quali qualche mese dopo sarebbero stati risolti amichevolmente i contratti di affitto, con la partecipazione ed il benestare del sindacato della Coldiretti. Tra il pubblico anche i presidenti delle Associazioni più rappresentative di Povoletto, tra le quali Pro Loco, Circolo culturale San Clemente e Ana
oltre, ovviamente, al consiglio di amministrazione Beni Marsure». Paolo Dallagnese ha ricordato, infine, i numerosi articoli sull’argomento pubblicati sulla carta stampata e online.

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In copertina, Paolo Dallagnese, a sinistra, durante l’assemblea di Beni Marsure ; all’interno, due immagini dell’area interessata a Povoletto dal parco solare.

Alpini, il Gruppo Ana di Povoletto (che conferma Roberto Ginelli Specogna) oggi sarà in festa per i suoi cent’anni

di Mariarosa Rigotti

Evento storico per il Gruppo Alpini di Povoletto che celebra i cent’anni di fondazione. E nell’ambito delle iniziative programmate per l’importante ricorrenza dà appuntamento oggi, 8 marzo, quando ci sarà la presentazione del libro “La fortezza degli alpini Gli sbarramenti della fortificazione permanente 1950-1992” di Matteo Chiaruttini, Filippo Cappellano ed Enzo Mosolo. La presentazione, che troverà spazio in sala Degano (accanto alla Chiesa parrocchiale), si terrà alle 18. Annunciata la partecipazione del colonnello Luigi Ziani che è stato l’ultimo comandante della 269ma Compagnia di Ugovizza. Va sottolineato che questo appuntamento con la storia è a ingresso libero ed è stato organizzato, appunto, nel centenario di fondazione del gruppo, in collaborazione con la Sezione Ana di Cividale e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Povoletto, ma hanno dato il loro contributo anche IV d’Avost Povoletto, Beni Marsure e CrediFriuli. Una storia lunga un secolo, dunque, che sarà documentata anche da un volume che avrà un grande repertorio fotografico a sottolineare i momenti più significativi e di impegno sul territorio del Gruppo e che arriva dopo le celebrazioni nel 2024 organizzate per il centenario della Sezione di Cividale.


Dopo quello odierno, i prossimi appuntamenti in agenda per le penne nere di Povoletto saranno diversi, culminando il 31 agosto con un raduno della Sezione di Cividale, quando nel capoluogo è previsto l’arrivo anche del Gruppo Ana di Arzignano (Vicenza) con cui il sodalizio locale è gemellato da vent’anni. E a coronamento di tutto ciò, va ricordata l’assemblea elettiva annuale dei 63 iscritti che è stata organizzata e coordinata dal capogruppo Roberto Ginelli Specogna, il quale ha ricordato quanto fatto dalle penne nere anche per la comunità locale, oltre a riferirsi proprio alle celebrazioni per il centenario. L’assembla ha visto anche il rinnovo del consiglio, che ha confermato lo stesso Ginelli Specogna, mentre del direttivo fanno parte Daniele e Giorgio Ballico, Renato Fabbro, Silvano Ognibene, Luciano Sebastianutto, Giancarlo Shaurli, Claudio Simiz, Alfio Tion, Giorgio Tosolini, Matteo Troisi Matteo e Rino Predan, quale alfiere.

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In copertina e all’interno immagini che vedono protagonisti gli alpini di Povoletto.

Povoletto, Beni Marsure corona i 350 anni con una scultura di Renzo Sebastianutto. Dallagnese: “sorpresa molto significativa”

di Mariarosa Rigotti

Un’opera d’arte, una scultura per la precisione, quale suggello di una ricorrenza storica come il 350° anniversario di “Beni Marsure”. Lavoro che tra l’altro, per tutto questo mese di gennaio, può essere ammirato all’ingresso del foyer dell’auditorium di Povoletto, mentre successivamente verrà trasferito nella sala consiliare del palazzo Beni Marsure. È questo un prezioso dono che l’artista Renzo Sebastianutto, tra l’altro consigliere dell’ente, ha fatto all’amministrazione dello stesso.
A darne notizia, non senza palpabile soddisfazione e gratitudine, è il presidente di Beni Marsure, Paolo Dallagnese, ricordando anche tutto quanto è stato fatto per commemorare un anniversario così significativo: «Lungo, intenso, articolato – ricorda infatti – il programma delle celebrazioni allestito dall’Amministrazione Beni Marsure per celebrare i tre secoli e mezzo di vita. A questo ora si è aggiunta una gradita sorpresa. Renzo Sebastianutto, consigliere dell’ente, a suggello del 350° ha infatti donato ai Beni Marsure una scultura in legno di cedro».
Un dono che è stato, appunto, una assoluta sorpresa. Infatti, ricorda ancora Dallagnese descrivendo poi l’opera stessa, «Sebastianutto l’ha realizzata segretamente ed ha un contenuto molto tematico: rappresenta in un secchio i Beni Marsure, quindi un contenitore dove per 350 anni ci sono state attività variegate ed espletate con competenza, mentre un flusso d’acqua in discesa rappresenta la trasparenza gestionale e la significativa consistenza delle risorse economiche riversate sulla comunità di Povoletto, parrocchia ed associazioni in particolare, che sono rappresentate dal basamento della scultura stessa». L’opera, come detto, può essere ammirata per tutto il mese in auditorium a Povoletto e sicuramente non mancherà di ottenere plausi, visto l’alto valore simbolico che porta con sé.

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In copertina, Renzo Sebastianutto con la sua opera in legno di cedro; qui sopra, il presidente di Beni Marsure Paolo Dallagnese alla festa di giugno con il sindaco Giuliano Castenetto e il consigliere regionale Edy Morandini.

Povoletto, i 350 anni di Beni Marsure anche a teatro ma la trama è “top secret”: c’è attesa per lo spettacolo di stasera

di Mariarosa Rigotti

I 350 anni di Beni Marsure saranno ricordati anche attraverso il teatro: l’appuntamento è infatti per stasera, sabato 26 ottobre, all’auditorium del capoluogo. Lo spettacolo, intitolato “Marsuris, resonaments e feminis”, è a ingresso libero, avrà inizio alle 21 e vedrà protagonista la compagnia teatrale “Kapiti” di Povoletto. Un evento che conta sul patrocinio del Comune alle porte di Udine e che vede coinvolta anche la stessa ssociazione Beni Masure di cui è presidente Paolo Dall’Agnese.
Molta la curiosità su quanto si potrà applaudire, tanto che interpellato a tale riguardo, il presidente del benemerito sodalizio di Povoletto spiega: «La trama della rappresentazione teatrale è “top secret”, per cui non ne sappiamo nulla. Dovrebbe essere ambientata in modo tale di riconoscere la storia proprio dei 350 anni Beni Marsure. Anche io sono curioso di vedere cosa hanno appositamente preparato i bravi attori del nostro paese». E Dall’Agnese aggiunge: «Prima della rappresentazione, considerate le tante richieste, riproponiamo anche il video autoprodotto». Va ricordano, infatti, che lo scorso giugno era stato proiettato nello stesso auditorium un applauditissimo filmato realizzato proprio per raccontare il 350 anni di Beni Marsure: una storia iniziata nel lontano 1674, esattamente il 20 giugno, e arrivata fino ad oggi. E, restando in tema di questo importante traguardo, va evidenziato che l’amministrazione Beni Marsure ha scelto di avere pure un gonfalone che la identifichi. Un simbolo importante per cui non poteva certo mancare la benedizione impartita allo stesso da parte di don Giuseppe Riva, parroco di Savorgnano e Ravosa.
Dopo lo spettacolo di stasera, ci sarà un altro appuntamento in cartellone nell’ambito delle celebrazioni che sono iniziate il 20 giugno scorso: infatti, ospitato ancora all’auditorium di Povoletto, si applaudirà il 24 novembre un concerto proposto dall’associazione musicale Euritmia proprio in onore del 350° di Beni Marsure. Al concerto seguirà in sala Adriano Degano, a chiusura delle celebrazioni, una bicchierata e poi quella che viene annunciata come una “sorpresa finale”.

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In copertina, la compagnia “Kapiti” e all’interno il presidente Paolo Dall’Agnese (con il sindaco Castenetto e il consigliere regionale Morandini) alla cerimonia di giugno.

A Savorgnano c’è “Art in Tor” una nuova proposta dopo la Quarte d’Avost coronata a Povoletto dagli spettacolari fuochi

(g.l.) Non si è ancora spenta l’eco della “Quarte d’Avost” di Povoletto, i cui festeggiamenti sono stati conclusi martedì sera da un grandioso e applauditissimo spettacolo pirotecnico, che nella frazione di Savorgnano si è appena alzato il sipario su una nuova e importante iniziativa. Si tratta del Festival “Art in Tor 2024” organizzato dai Guardiani del Torre in collaborazione con le associazioni locali e con il Club per l’Unesco di Udine.

La manifestazione ha preso il via nel tardo pomeriggio di ieri con la cerimonia inaugurale, seguita al calare della notte dai Racconti attorno al fuoco con Paolo Paron e Teresa Pitton con gli intermezzi d’arpa di Luigina Feruglio e le danze spontanee di Elisabetta Spagnol. Numerose le iniziative per le giornate di oggi, domani e domenica, quando la manifestazione giungerà al termine. Tutte avranno luogo nel Parco “Tra le Tôr e lis Culinis” dove ogni giorno viene allestito anche un mercatino dell’artigianato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.
Intanto, come si diceva, è calato il sipario sulla tradizionale sagra di Povoletto capoluogo, incentrata sulla ricorrenza della Madonna della Cintura. Festeggiamenti che hanno visto collaborare la Pro Loco di Luca Beltrame con i Beni Marsure presieduti da Paolo Dallagnese. Molto apprezzata una mostra di pittura promossa nell’ambito delle numerose iniziative ideate per ricordare adeguatamente i 350 anni di vita dell’ente benefico. Il tutto coronato, appunto, dagli spettacolari fuochi artificiali che hanno cominciato a scoppiare nel cielo di Povoletto alla mezzanotte di martedì.

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In copertina e qui sopra due immagini dello spettacolo pirotecnico di Povoletto.

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A Povoletto Pro Loco e Beni Marsure insieme per la Quarte d’Avost (anche con l’arte): stanotte gran finale tra i fuochi

di Giuseppe Longo

POVOLETTO – Anche la Quarte d’Avost, la principale sagra del Comune di Povoletto, quest’anno fa perno sulle celebrazioni per i tre secoli e mezzo dei Beni Marsure. La manifestazione, che ruota attorno alla festività della Madonna della Cintura venerata dopo l’Assunta ferragostana, e che l’indimenticato Adriano Degano amava chiamare “Sagre dai lusôrs e dei polez” attingendo alla storica denominazione, si concluderà oggi con il grandioso spettacolo pirotecnico di mezzanotte che la Pro Loco ha organizzato proprio d’intesa e con la collaborazione dell’ente presieduto da una vita da Paolo Dallagnese. E la sagra segue la bellissima cerimonia che si era tenuta in giugno quando, oltre a festeggiare ufficialmente i 350 anni dei Beni Marsure, si era espresso un segno di riconoscenza agli ex amministratori e a tutti coloro che sono stati in qualche modo vicini a questa importante realtà del capoluogo. Proprio sulla scia di quella importante festa, anche la Quarte d’Avost era stata inaugurata giovedì scorso con una serata tutta dedicata allo storico ente benefico.

E i Beni Marsure sono stati anche il “motore” della ex tempore di pittura organizzata proprio nell’ambito della tradizionale sagra agostana, con l’intento di valorizzare artisticamente il volto di Povoletto. “Erano ormai una quarantina d’anni – ha ricordato Dallagnese, durante la premiazione avvenuta al centro giovanile nell’ambito del parco festeggiamenti – che non veniva più organizzata una manifestazione di questo genere e l’averla ripresa ci ha dato ragione perché sono stati numerosi coloro che vi hanno partecipato e di qualità si sono rivelati i loro contributi con tele e pennelli”. La giuria formata dagli artisti Tiziano Burelli e Francesco Fattori, nonché dal critico d’arte e giornalista Mariarosa Rigotti, ha premiato, nell’ordine, i lavori di Mariella Del Zotto (Buttrio), Irene Sara (Povoletto) e Beatrice Cepellotti (Codroipo). Al quarto e al quinto posto si sono classificati invece Armanda Sbardellini di Moruzzo e Roberto Della Mea di Udine.

Nel corso della cerimonia, il presidente Dallagnese – oltre a consegnare una targa-ricordo a ogni componente della giuria – ha voluto esprimere il grazie dei Beni Marsure alla Pro Povoletto, consegnando un riconoscimento al presidente Luca Beltrame. Un segno di riconoscenza che sottolinea la piena intesa che c’è fra le due importanti realtà paesane e che sono una preziosa premessa per tante altre occasioni di lavoro insieme per il bene della comunità. Uno spirito di collaborazione che trova il cemento necessario proprio nel sicuramente suggestivo spettacolo pirotecnico di questa notte con il quale scenderà il sipario sulla Quarte d’Avost 2024 dando appuntamento al prossimo anno.

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In copertina e qui sopra la parrocchiale di Povoletto vestita a festa per la Quarte d’Avost; all’interno, la premiazione dei primi tre quadri classificati: Mariella Del Zotto, Irene Sara e Beatrice Cepellotti; il grazie del presidente Paolo Dallagnese ai tre giurati Tiziano Burelli, Mariarosa Rigotti e Francesco Fattori; il saluto del presidente della Pro Povoletto Luca Beltrame e un aspetto della mostra d’arte.