A Grado la grande solennità dell’Epifania anticipata dalla benedizione dei bambini e dall’emozionante concerto delle voci di Monfalcone nella Basilica di Sant’Eufemia

(g.l.) Sarà la “Messa pastorale” di Luigi Ricci a contrassegnare oggi, a Grado, la festività dell’Epifania di Nostro Signore che conclude il lungo ciclo delle celebrazioni natalizie. Il rito solenne sarà celebrato alla 10 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia e sarà animato dal Complesso corale orchestrale “Santa Cecilia”. Rito che ieri pomeriggio è stato anticipato da quello della tradizionale benedizione dei bambini e dei ragazzi, al termine del quale, al porto mandracchio, sono sbarcate le tanto attese “varvuole”, le streghe del mare che contraddistinguono, nell’Isola, la vigilia epifanica.

Ma in occasione delle feste di fine e inizio d’anno, Sant’Eufemia non ha ospitato soltanto appuntamenti religiosi legati al calendario liturgico che ha preso avvio proprio con l’Avvento, ma anche applauditissimi concerti come peraltro avviene tutto l’anno e soprattutto d’estate durante la stagione turistica. Una Basilica gremita, colma di pubblico ed emozione, è stata infatti la suggestiva cornice del concerto natalizio con i cori Overtwelve ed OndeMedie di Monfalcome che hanno accompagnato la foltissima platea in un vero e proprio viaggio nel mondo, attraversando culture, lingue ed emozioni diverse grazie alle musiche tipiche di queste festività. Canti gospel ed armonie moderne si sono così alternati a brani più tradizionali, dando vita ad un repertorio ricco e coinvolgente, capace di parlare a tutte le generazioni.
I due cori sono stati diretti da Francesca Moretti, con la collaborazione di Giorgia Tognon: entrambe con competenza e passione hanno guidato i bravissimi coristi valorizzando al meglio le diverse sonorità ed il percorso musicale proposto. Nel saluto finale, monsignor Paolo Nutarelli ha voluto esprimere un sentito ringraziamento ai due gruppi vocali, ai direttori ed a tutti coloro che hanno reso possibile questo appuntamento, soffermandosi in particolare su due aspetti significativi. Anzitutto, l’arciprete ha ricordato come la musica elevi lo spirito: per un pomeriggio, attraverso le voci ed i suoni, il mondo intero è stato a Grado, riunito in un’unica esperienza di bellezza e condivisione. In secondo luogo, ha richiamato l’attenzione sul valore educativo di quanto ascoltato: dietro ai due cori c’è un progetto serio e concreto che valorizza i giovani, li accompagna nella crescita e li aiuta ad esprimere talenti, impegno ed entusiasmo. Un concerto, dunque, che non è stato soltanto un evento musicale, ma un vero dono alla comunità isolana, ma non solo, capace di ricordare che il Natale passa anche attraverso l’arte, la bellezza ed il cammino condiviso. Un’ottima premessa, insomma, per un altro anno di grande musica tra le antiche suggestioni regalate dalla Basilica fondata dal Patriarca Elia.

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In copertina e all’interno immagini del bellissimo concerto animato in Basilica dai cori monfalconesi diretti da Francesca Moretti (con la collaborazione di Giorgia Tognon) dinanzi a un foltissimo pubblico.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Volontariato a Grado, il suo prezioso ruolo nelle riflessioni di monsignor Nutarelli la Notte di Natale: “Serve agli altri, ma prima di tutto fa bene a me!”

di Giuseppe Longo

Il volontariato, più volte l’abbiamo osservato, è il “motore” che tiene viva una comunità: senza sarebbe impossibile realizzare tanti eventi e iniziative, a cominciare da quel grande Presepe lagunare che Grado, dopo il successo “mondiale” in Vaticano, ripropone in queste festività a Gorizia al termine della straordinaria esperienza di Capitale europea della cultura con la contermine Nova Gorica. E questa preziosa espressione della vita sociale ha avuto un’eco di rilievo anche nell’omelia che monsignor Paolo Nutarelli ha pronunciato la Notte di Natale nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, osservando quanto sia importante trovare «il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato».

Monsignor Paolo Nutarelli

«Il volontariato – ha infatti osservato l’arciprete – è un tema sul quale spesso a voce alta ho riflettuto» e ha aggiunto: «Non solo facciamo fatica a fare volontariato, ma a volte vedo anche un po’ di stanchezza in chi lo fa. Perché spesso sono sempre gli stessi a “tirare la carretta”, mentre altri restano a guardare, da spettatori (e tutto diventa pesante…)». E, richiamandosi alla solennità che anche la Chiesa isolana stava vivendo, ha osservato che «lo stile di Dio è un altro. È uno stile che mi spinge ad alzarmi, nonostante tutto. Non perché manchino le difficoltà, ma perché il volontariato “fa bene” prima di tutto a me. Il volontariato serve a me, e proprio per questo poi, serve anche agli altri. Mi mette in movimento, dà un senso al mio tempo, dà un respiro più grande alla mia vita». Anche perché «chi resta solo spettatore, forse, non ha ancora scoperto fino in fondo il senso della propria vita. Perché la vita, quando la doni, diventa finalmente piena. E perché farlo? Perché il Paradiso lo abbiamo già ricevuto in dono. Non sprechiamolo. Fidiamoci di Dio. Buttiamoci. Facciamo nostro il suo stile. Saremo felici. Sarà vero Natale. Non solo stanotte. Sempre».
Dopo la lettura del Vangelo di Luca che racconta la Nascita di Gesù – “… Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia…” -, monsignor Nutarelli ha esordito affermando che «nel cuore di ogni uomo c’è una domanda di senso. C’è un desiderio che abita tutti: la vita non può finire qui, non può ridursi a ciò che vedo e controllo. E penso, a voce alta. Fin dall’antichità, le religioni nascono proprio come tentativo dell’uomo di dare una risposta a questo desiderio di infinito. Nella maggior parte delle religioni il movimento è sempre lo stesso: è l’uomo che deve impegnarsi, salire, purificarsi, meritare. Se fai abbastanza, forse arriverai. Se ti comporti bene, forse conquisterai il Paradiso. Che sia la scalata verso il Paradiso, l’illuminazione, la liberazione o una casta superiore, il movimento è sempre dal basso verso l’alto: se fai abbastanza, forse arriverai. Mi fermo… guardo ancora una volta il Bambino di Betlemme. Ed ecco: permettimi di affermare che il Cristianesimo rompe questa logica. Nel Cristianesimo non è l’uomo che raggiunge Dio, è Dio che raggiunge l’uomo. Il Paradiso non è una conquista futura, ma un dono già fatto. La vita eterna non comincia dopo la morte: comincia ora, perché Dio ha deciso di entrare nella nostra storia. E questo cambia tutto».
Don Paolo ha infatti argomentato: «Sapere che il Paradiso mi è già stato donato cambia la prospettiva con cui vivo. Non faccio il bene per guadagnarmi qualcosa, non “mi comporto bene” per paura di perdere la salvezza. Vivo in un certo modo perché ho ricevuto un dono, e da quel dono imparo a rileggere tutta la mia vita, con gli occhi di Dio. Il Natale dice esattamente questo. Natale non è il ricordo sentimentale di una nascita lontana. Gesù è già nato, è morto, è risorto. Natale è memoria viva di un Dio che non abbandona l’uomo, di un Dio che sceglie di stare dentro la storia, anche quando è fragile, confusa, ferita. Natale è nascita, sì. Ma vorrei che fosse per tutti noi un nuovo inizio». Per cui il parroco di Sant’Eufemia ha dedotto: «Oggi è un giorno di partenza per tutti. A dire il vero, spesso — e forse anche in questo momento — mi sento come San Paolo ad Atene, quando dopo una predica (anzi, un’omelia) meravigliosa e profondamente pastorale, la gente gli dice: “Ti sentiremo un’altra volta”. Spesso mi sento dire: “Belle parole… ma la vita è altro”. E allora mi domando: che cosa significa essere cristiani oggi? In un mondo dove la logica dominante è spesso l’opposto del Vangelo. A livello mondiale: se vuoi la pace, prepara la guerra… Ma anche a livello quotidiano: guarda dall’altra parte, mostrati forte, sii duro. È la logica del più forte, che alla fine porta sempre tristezza e solitudine. Sottovoce ma con fermezza e convinzione continuo a dirlo: Natale è contemplare lo stile che Dio ha con noi. Dio viene nel silenzio…. non ha bisogno di apparire. Dio viene nella semplicità…. smettiamo di essere complicati. Dio viene nell’essenziale. Essere cristiani, allora, non significa “fare i bravi”. Significa vivere secondo lo stile di Cristo. Ovvero lasciarsi abitare da una domanda Se Gesù fosse al mio posto, come reagirebbe? Come guarderebbe questa persona? Come starebbe dentro questo dolore? Come sceglierebbe di amare? E forse troveremo il coraggio di fare il primo passo verso quel familiare con cui c’è rancore — da una parte o dall’altra. E forse troveremo il coraggio di fare un passo di lato per affiancare. E forse troveremo il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato…».

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In copertina, il Presepe allestito dinanzi all’altare della Basilica di Sant’Eufemia.

A Grado oggi oggi Babbo Natale arriva in batela e accende la festa. E a Santo Stefano tutti alla Marcia del Panettone

Il “Nadal de l’Isola” anche quest’anno ha trasformato Grado in un magnifico borgo colorato e ricco di oltre 50 diverse proposte di intrattenimento, spettacolo e cultura. Ecco un rapido giro d’orizzonte su quanto offre la città turistica da oggi e in tutto il periodo delle feste.

Presepi nelle calli – La rassegna dei presepi coinvolge oltre 150 installazioni artistiche, piccole e grandi, realizzate da privati, scuole, associazioni e artigiani del territorio e di Austria e Slovenia, in gran parte ospitate al Palazzo regionale dei Congressi a Città Giardino. Molti, però, come da tradizione, saranno esposti nelle vie del centro storico, nelle calli, nelle vetrine, lungo il porto mandracchio e nelle frazioni di Fossalon e Boscat, oltre che ad Aquileia e a Terzo di Aquileia. Il tradizionale presepe galleggiante ha lasciato il posto, sempre in porto, all’ammirazione di una suggestiva Natività allestita sull’ammiraglia dell’Associazione Canottieri Ausonia, una proposta che unisce tradizione, identità marinara e creatività locale. La rassegna si svolgerà fino al 1° febbraio. Giornate e orari di apertura: dal 7 gennaio al 1° febbraio, lunedì e mercoledì dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17; martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30; dal 24 dicembre al 6 gennio tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, con orario continuato.

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I solenni riti in Basilica

La Basilica patriarcale di Sant’Eufemia è pronta per ospitare le celebrazioni per la nascita di Gesù. Oggi, nella Notte santa di Natale, la Messa sarà celebrata alle 22, mentre domani il solenne rito del Giorno si terrà alle 10: in entrambe le occasioni sarà presente la Corale orchestrale “Santa Cecilia” diretta da Anello Boemo. In vista delle celebrazioni natalizie, monsignor Paolo Nutarelli ha diffuso su Insieme un messaggio. «In questi giorni, la liturgia ci invita a contemplare il mistero dell’Incarnazione come un diamante che riflette la sua luce da molteplici angolature. Nella notte e nell’aurora di Natale, lo sguardo si posa sul momento umile e luminoso della nascita del Signore: Dio entra nella nostra storia con la fragilità di un bambino. La Santa Messa del giorno ci conduce già oltre l’evento, per contemplare l’Incarnazione come dimensione permanente della persona di Cristo: il Verbo fatto carne rimane per sempre solidale con l’umanità. È un mistero che tocca il cuore dell’uomo, perché – come ricorda il Prefazio III – se il Figlio ha assunto la nostra natura, noi possiamo partecipare alla sua vita divina. Le feste della Santa Famiglia e della divina maternità di Maria ci permettono, allora, di sostare sul realismo dell’Incarnazione nella vita quotidiana di Nazaret, dove Dio ha condiviso la trama semplice e nascosta dell’esistenza umana. L’intreccio con l’inizio dell’anno civile ci ricorda che la venuta di Cristo non riguarda soltanto la storia d’Israele o la vicenda personale dei credenti, ma si estende all’intero universo. Il Figlio è venuto per rialzare il creato dalla sua caduta e ricondurlo al disegno d’amore del Padre (Prefazio II). È un orizzonte cosmico che abbraccia il tempo, la storia, l’anno che si apre. L’Epifania, infine – conclude l’arciprete -, proclama il desiderio di Dio di farsi conoscere: Egli è luce che chiama, attira, illumina ogni ricerca sincera. In questa festa la liturgia intreccia il cammino dei Magi con la teofania (=manifestazione) al Giordano e con il segno di Cana, come tre lampi che rivelano la manifestazione della gloria del Figlio».

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Winter Season – Sulla Spiaggia Imperiale, fino al 6 gennaio, torna la Winter Season 2025–2026: la spiaggia si trasforma in un bosco incantato tra luci e alberi addobbati. Cuore dell’esperienza è il bar Numero Uno della Git, aperto ogni giorno dalla tarda mattinata al tramonto, con lettini e coperte riscaldanti per ammirare il mare, una vasca idromassaggio riscaldata, una sauna da esterno e una seconda vasca idromassaggio fredda per il “dopo sauna”, piatti alla brace cucinati sullo “spolert” e un programma di eventi per grandi e piccoli. Dal 27 al 29 dicembre sarà possibile salire su una mongolfiera (a pagamento) e alzarsi in volo vincolato sopra la spiaggia. La Winter Season della Git rappresenta un’occasione unica per vivere il mare a Grado anche d’inverno, in un mix perfetto di relax, divertimento e tradizioni natalizie. Un’iniziativa che punta a consolidare l’Isola del Sole come destinazione turistica di eccellenza, capace di incantare in tutte le stagioni.

Altre proposte – Mercatini di Natale e Luna Park – Fino al 6 gennaio, in Largo San Grisogono, Giardini Oransz e Viale Regina Elena.
Oggi 24 dicembre – In porto mandracchio, alle ore 17, Babbo Natale arriva in batela, la tipica imbarcazione dei pescatori lagunari.
Venerdì 26 dicembre – La mattina di Santo Stefano, dalle 8.30 (con partenza ufficiale alle ore 10), da piazza Biagio Marin, si potrà partecipare alla nona edizione della Marcia del Panettone.
Mercoledì 31 dicembre – In piazza Biagio Marin, a partire dalle ore 22, Capodanno con Radio Gioconda e Dancemania Live Band. Tanta musica, divertimento e animazione.
Giovedì 1° gennaio – Al bar Numero Uno della Git, dalle 11, letture gratuite dei tarocchi, lotteria a premi e brindisi di Capodanno. Alle ore 17.30, al Palazzo dei Congressi, Concerto di Capodanno, con ingresso gratuito, fino a esaurimento posti.
Domenica 4 gennaio – Alle ore 16, nella Basilica di Santa Eufemia, a cura della Parrocchia arcipretale di Grado, concerto gratuito del coro “Overtwelve” di Monfalcone. In Porto mandracchio, dalle ore 18, spettacolo piromusicale: fuochi d’artificio a tempo di musica.Alle ore 19, in piazza Biagio Marin, concerto live gratuito di musica folk e celtica con il gruppo friulano “Corte di Lunas”.
Lunedì 5 gennaio – L’evento più atteso: “Arrivano le Varvuole”, rievocazione dell’antica leggenda delle streghe del mare, al calar della notte (dalle ore 17.45), al porto mandracchio con corteo itinerante e festa finale in piazza Biagio Marin. L’appuntamento è imperdibile perché unico nel suo genere, peculiare e proprio della sola Grado.

Ospitalità e Terme – Nell’Isola, molti i negozi e i ristoranti aperti durante le festività con la novità della riapertura delle nuove Terme marine, dopo un completo risanamento conservativo, a partire dalla seconda decade di dicembre.

Per informazioni e aggiornamenti su tutte le manifestazioni del “Nadal de l’Isola”, si consiglia di consultare il sito: www.grado.it

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In copertina, la Basilica di Sant’Eufemia a Grado è al centro delle festività natalizie.

Grado, il Museo Civico del Tesoro una bellissima proposta in più per le festività nell’Isola accanto ai tantissimi Presepi

(g.l.) Immacolata Concezione con una proposta in più per chi arriva a Grado. Dunque, oggi ma in tutto questo mese di dicembre e poi anche in gennaio: la visita al Museo Civico del Tesoro, aperto ufficialmente sabato mattina nella vecchia casa canonica della centralissima piazza Biagio Marin, edificio che sorge proprio di fronte al palazzo municipale. Infatti, accanto ai numerosi presepi la cui tradizionale rassegna è stata appena inaugurata – ne facciamo riferimento anche nel precedente articolo riguardante tutto il Friuli Venezia Giulia e quindi anche l’Isola del sole (oggi, peraltro, bellissimo!) -, potrà essere visitata anche questa ricca esposizione di reperti e preziose testimonianze della storia locale che si sviluppa su quasi due millenni, aperta nella giornata odierna festiva anche dalle 14.30 alle 17.30.
Sipario alzato, dunque, dall’altro pomeriggio sulla rassegna presepiale allestita, come ogni anno, al Palacongressi di Città Giardino: una mostra che dà inizio anche quest’anno al “Nadal de l’Isola”, la manifestazione di fine anno che trasforma Grado in un magnifico borgo colorato e ricco di oltre 50 diverse proposte di intrattenimento, spettacolo e cultura. E, come già riferito, tutti gli appuntamenti si snoderanno nell’arco di un ricchissimo mese di iniziative e manifestazioni che si è appena aperto e si concluderà il 6 gennaio con la solennità dell’Epifania.

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Anche l’Albero di Natale

E per quanto riguarda ancora le prime iniziative di questo intenso mese di festa, oggi – giornata che celebra la più importante ricorrenza mariana prima di quella della Nascita di Gesù -, alle ore 17, in Campo Patriarca Elia, sul sagrato della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, ci sarà la tradizionale accensione dell’Albero di Natale a cura della civica amministrazione. “Un segno luminoso che apre simbolicamente il nostro Tempo di Natale”, ha sottolineato monsignor Poalo Nutarelli su Insieme. Nel foglio informativo settimanale della Parrocchia arcipretale si ricorda pure che, come ormai tradizione, anche quest’anno i bambini della Scuola dell’Infanzia Parrocchiale “Luigi Rizzo” porteranno un segno di luce per le vie del centro anticipando di due giorni la festa di Santa Lucia. Infatti, nella serata di giovedì 11 dicembre, a partire dalle ore 16.30, dal piazzale Patriarca Elia, i bambini offriranno, con il loro sorriso e con i loro canti, “un po’ di luce” a tutte le persone che incontreranno. “Un semplice gesto, capace di illuminare i cuori”, ha osservato ancora il parroco.

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La rassegna dei presepi coinvolge oltre 150 installazioni artistiche, piccole e grandi, realizzate da privati, scuole, associazioni e artigiani del territorio e di Austria e Slovenia, in gran parte ospitate al Palazzo regionale dei Congressi a Città Giardino. Molti, però, come da tradizione, saranno esposti nelle vie del centro storico, nelle calli, nelle vetrine, lungo il porto e nelle frazioni di Fossalon e Boscat, oltre che ad Aquileia e a Terzo di Aquileia. Il tradizionale presepe galleggiante lascerà il posto, sempre al mandracchio, all’ammirazione di una suggestiva Natività allestita sull’ammiraglia dell’Associazione Canottieri Ausonia, una proposta che unisce tradizione, identità marinara e creatività locale. La rassegna sarà visitabile fino al 1° febbraio. Sabato, come detto,è avvenuta l’inaugurazione, al citato Palazzo regionale dei Congressi. Giornate e orari di apertura: oggi e fino al 23 dicembre e dal 7 gennaio al 1° febbraio, lunedì e mercoledì dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17; martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30; dal 24 dicembre al 6 gennio tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, con orario continuato.

Tornando, invece, al Museo Civico del Tesoro di Grado, la sua inaugurazione ufficiale è avvenuta sabato mattina durante una bellissima e partecipata cerimonia- rallegrata dalle note della Banda cittadina -, alla quale hanno fatto gli onori di casa il sindaco Giuseppe Corbatto e l’arciprete Paolo Nutarelli. Per sottolineare l’importanza dell’evento è intervenuto anche l’arcivescovo Carlo Redaelli, assieme ad altri numerosi ospiti, tra i quali l’europarlamentare Anna Maria Cisint e i rappresentanti della Soprintendenza regionale dei beni storici, oltre che della Socoba, la società che gestisce la Basilica di Aquileia e che si occuperà anche del Museo gradese.  La presentazione dell’opera dedicata a monsignor Sebastiano Tognon, parroco dell’Isola all’epoca della Grande Guerra che si prodigò per la salvaguardia di questi beni storici dal valore incalcolabile, era cominciata all’interno della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia con la presentazione del Museo in tutti i suoi dettagli storico-scientifici (ne parla anche un ampio articolo pubblicato il 5 dicembre scorso su friulivg.com). Al termine, è seguito il tradizionale taglio del nastro nella ex canonica dei parroci di Grado, dove l’ultimo ad avervi dimorato è l’indimenticabile monsignor Silvano Fain. Il quale da Lassù sarà sicuramente felice di vedere come la casa che l’ha accolto per quarant’anni sia diventata un prezioso polo culturale per Grado e per tutta la nostra regione.

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In copertina, l’arcivescovo Carlo Redaelli benedice il Museo prima del taglio del nastro; all’interno, alcune immagini della cerimonia inaugurale con l’intervento in Basilica di monsignor Paolo Nutarelli e la visita alla esposizione permanente della storia di Grado, presenti il sindaco Giuseppe Corbatto e l’onorevole Anna Maria Cisint; infine, la Banda cittadina.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

A Grado Giornata del Ringraziamento e Benedizione del Mare con una preoccupata riflessione di monsignor Nutarelli: rischiamo di diventare un’isola di “seconde case”, una città che purtroppo invecchia senza giovani

di Giuseppe Longo

La comunità cristiana di Grado ha vissuto una importante settimana, cominciata domenica scorsa con la solennità della Beata Vergine del Rosario e culminata ieri pomeriggio con la grande festa delle Cresime amministrate a venticinque ragazzi dall’arcivescovo Carlo Redaelli, oltre alla celebrazione di due Battesimi. Ma tornando, alla ricorrenza di otto giorni fa – che ha visto anche lo snodarsi della processione pomeridiana con la tradizionale “Benedizione del Mare”, dopo la Supplica alla Madonna di Pompei -, meritano d’essere ricordate le preoccupate riflessioni che monsignor Paolo Nutarelli ha fatto nell’omelia pronunciata durante la Messa solenne celebrata in latino nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, rito accomunato all’annuale festa che conclude la stagione estiva e che è stato reso ancora più festoso e partecipato dalla presenza della Corale orchestrale “Santa Cecilia”, diretta da Anello Boemo. Mentre alla processione pomeridiana ha suonato, come al solito, la Banda cittadina di Grado, guidata da Nevio Lestuzzi.

«Questa domenica – ha detto, infatti, l’arciprete – coincide con la nostra Giornata del Ringraziamento. Ringraziamo per l’estate vissuta, per il lavoro che tanti hanno svolto, per le famiglie che hanno trovato qui riposo e serenità, per i volontari e per gli operatori turistici che con impegno e sacrificio hanno reso possibile un’accoglienza degna della nostra tradizione. È bello ricordare che la vocazione di Grado è l’accoglienza: il turismo non è solo un settore economico, ma diventa per noi una vera vocazione pastorale. Accogliere chi viene in vacanza, per noi Parrocchia, significa annunciare con gesti concreti la bellezza del Vangelo. Ma con il “grazie” – ha proseguito don Paolo – è giusto anche tentare di capire la nostra storia e dove stiamo andando, quale direzione stiamo percorrendo. Come ho ricordato recentemente alla presentazione di un libro su Grado e la sua storia, rischiamo di diventare una comunità di sole “seconde case”, una città svuotata della sua identità, che invecchia senza giovani». E ancora: «In questi anni ho potuto conoscere tante giovani coppie che vorrebbero “fare famiglia qui”, ma non ne hanno la possibilità. Senza nuove famiglie, senza ragazzi che crescono, senza la presenza viva di chi abita stabilmente l’isola, il nostro tessuto comunitario si impoverisce. Questo grande problema deve essere affrontato. Non so come… ma sarebbe bello — e lo auspico — se potessimo insieme iniziare una riflessione concreta. Abbiamo bisogno di visioni, e soprattutto del coraggio di fare scelte che sappiano mettere insieme sia l’aspetto economico che quello sociale, per tentare così di invertire la rotta. Credo, proprio, che sia urgente andare a scuola dalla Vergine Maria: per imparare sempre più a custodire e contemplare i misteri della nostra storia… a custodire il passato, a vivere con gratitudine il presente, ed a progettare il futuro con fiducia». Monsignor Nutarelli aveva, invece, esordito facendo riferimento anche «alle tragedie della nostra storia contemporanea – penso all’Ucraina, a Gaza e a tutti i luoghi del mondo dove si combatte – sembra che la violenza spenga la speranza, e non ci sia mai una fine: violenza chiama violenza, vendetta chiama vendetta… e la brutalità della guerra sembra non finire mai». Ma per fortuna, proprio durante questa settimana, è stata raggiunta una importante intesa quale solida premessa affinché il Medio Oriente, come tutti auspichiamo, possa ritrovare la pace. «Maria – ha poi aggiunto il celebrante – ci indica una strada: la preghiera. Una preghiera che forse non cambia la storia, ma cambia il nostro cuore con cui ci confrontiamo con essa. È da un cuore credente e rinnovato che può nascere anche un mondo nuovo. Ed è proprio da questa Fede, piccola ma vera, che può nascere anche il nostro ringraziamento. Solo chi crede riesce a dire “grazie”. Solo chi riconosce tutto come dono riesce a guardare con gratitudine alla vita. Ed a ciò che ha vissuto».
Nel pomeriggio, come dicevamo, l’arciprete Nutarelli, accompagnato dal vicario Mauro Belletti e da don Gianni Medeot, ha guidato la solenne processione con l’antica statua della Madonna degli Angeli – non quella che viene portata annualmente al Pellegrinaggio di Barbana, ma quella che è conservata tutto l’anno nella Chiesa di San Crisogono a Città Giardino e che viene portata in Basilica soltanto per la festa del Rosario -, attraversando diverse vie cittadine fino a raggiungere la diga Nazario Sauro dove si è ripetuto il suggestivo rito della “Benedizione del Mare”, invocando protezione sulla prossima stagione turistica. Come dire che la Giornata del Ringraziamento per la Stagione 2025 s’intreccia con un auspicio di positività per quella che verrà, nell’estate 2026.

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In copertina e all’interno alcune belle immagini della processione mariana e della “Benedizione del Mare” rito che era cominciato in Basilica con la Supplica alla Madonna di Pompei.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Oggi a Grado è la Festa del Rosario e del Ringraziamento per la stagione estiva. Monsignor Nutarelli: avremo la forza per ripartire con nuovo slancio per il futuro

di Giuseppe Longo

«Ringraziamo per l’estate vissuta, per il lavoro che tanti hanno svolto, per le famiglie che hanno trovato qui riposo e serenità, per i volontari e per gli operatori turistici che con impegno e sacrificio hanno reso possibile un’accoglienza degna della nostra tradizione. È bello ricordare che la vocazione di Grado è l’accoglienza: il turismo non è solo un settore economico, ma diventa per noi una vera vocazione pastorale. Accogliere chi viene da lontano significa annunciare con gesti concreti la bellezza del Vangelo». Sono soltanto alcune delle parole che monsignor Paolo Nutarelli ha preparato per la Messa solenne della Madonna del Rosario.  Dopo il rito in latino di stamane, accompagnato dal Complesso corale-orchestrale “Santa Cecilia” diretto dal maestro Anello Boemo, alle 16.15, ancora nella Basilica patriarcale, ci sarà l’annuale Supplica alla Madonna di Pompei seguita dalla processione con l’antica statua della Madonna degli Angeli che, giunta dalla Chiesa di San Crisogono in Città Giardino, è stata portata in Sant’Eufemia domenica scorsa ed esposta nel presbiterio dove è stata venerata per tutta la settimana. Se le condizioni del tempo lo consentiranno, il corteo raggiungerà la diga per la tradizionale “benedizione del mare”.

Corale-orchestrale con il maestro Boemo.

Oggi, infatti, in concomitanza con la grande festività religiosa, la Parrocchia di Grado celebra anche la Giornata del Ringraziamento, come ha annunciato l’arciprete in un messaggio indirizzato a tutti gli operatori turistici dell’Isola. «Nella nostra Comunità di Grado – esordisce don Paolo – il mese di ottobre si aprirà con una ricorrenza che profuma di fede, di tradizione e di gratitudine: la Festa della Madonna del Rosario, domenica 5 ottobre che da numerosi anni coincide come Giornata del Ringraziamento per la stagione estiva. Per la nostra Città, l’estate non è semplicemente una parentesi di sole e mare: è tempo di lavoro, di accoglienza, di relazioni. Grado vive una vera e propria vocazione turistica, che coinvolge famiglie, operatori, giovani e anziani, tutti impegnati a rendere speciale l’esperienza di chi sceglie la nostra isola per le vacanze. Non si tratta solo di un motore economico: l’estate diventa occasione di incontro, di condivisione e di crescita, dove si intrecciano volti e storie provenienti da ogni parte del mondo».
Il parroco poi continua: «Un pensiero particolare va tutti voi Operatori turistici: albergatori, ristoratori, commercianti, addetti alle spiagge, lavoratori stagionali e professionisti dell’accoglienza. Con la vostra dedizione e passione avete reso possibile, anche quest’anno, accogliere migliaia di ospiti, trasmettendo il calore e la bellezza della nostra isola. Il vostro impegno, spesso silenzioso e faticoso, è un dono prezioso per la nostra Comunità e per la vocazione stessa di Grado. Ecco perché il “dire grazie” assume oggi un significato ancora più profondo. Non è un gesto formale né un’abitudine scontata: è riconoscere che ciò che abbiamo vissuto, pur tra fatiche e difficoltà, è un dono. Ringraziare significa aprire gli occhi sulla bellezza che ci circonda, saper riconoscere il valore di chi lavora dietro le quinte, la dedizione dei volontari, la presenza dei turisti e dei pellegrini, la fedeltà di chi, anno dopo anno, continua a credere nella nostra isola. La Festa della Madonna del Rosario diventa allora l’occasione giusta per sostare, per elevare lo sguardo a Maria, donna del grazie e della fiducia, ed imparare da lei a non smettere mai di ringraziare. In un mondo che spesso corre e pretende, fermarsi a dire “grazie” è un atto rivoluzionario: significa scegliere di non dare nulla per scontato, di riconoscere il bene, anche piccolo, che ci sostiene e ci fa camminare. È un modo per custodire le relazioni, rafforzare i legami e ripartire con nuovo slancio verso il futuro». Monsignor Nutarelli ricorda, infine, che «la processione nel pomeriggio con la “benedizione del mare” sarà il cuore di questa giornata: con Maria, sotto il suo sguardo materno, Grado vuole dire grazie per l’estate vissuta, e consegnare al Signore il cammino che ci attende nei mesi che verranno».

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli guida la processione per l’ingresso nella Basilica di Sant’Eufemia dell’antica statua della Madonna degli Angeli.

Grado, giovani “leoni” della lirica questa sera saranno protagonisti in Basilica. Tortora: «Cantare è un’arte, non gioco!»

(g.l.) La lirica dei giovani grande protagonista questa sera, 21 agosto, a Grado con il concerto “Hic sunt leones” organizzato nell’ambito del fortunato ciclo estivo “Musica a 4 Stelle”. «Il canto fa parte della natura delle persone, tuttavia può essere oggetto di ammirazione se i giovani comprendono che il mondo del melodramma costituisce una vera e propria sfida per realizzare sogni di chi ascolta, ma anche per calcare un domani i teatri importanti di tutto il mondo», afferma il maestro Giorgio Tortora, direttore artistico del fortunato ciclo estivo che delizia le serate dei turisti e di tanti residenti amanti della bella musica.

Ecco allora la vera sfida che alcuni giovani – Michela Appugliese, Silvia Spessot, Lara Comand, Kevin Baliviera e Riccardo Corona – lanciano intraprendendo la strada del canto lirico, delle speranze, dei sogni, della tenacia dentro alle classi dei Conservatori di musica dove apprendono i segreti della vocalità, che tuttavia senza il dono naturale di una bella voce sogni rimarranno nonostante lo studio.
L’annunciato concerto di stasera nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, sarà quindi la prima vetrina importante per cinque ventenni, che proporranno alcune fra le più celebri arie d’opera di autori fra i più noti, ed in particolare della tradizione operistica italiana, da Donizetti a Bellini, da Mozart fino alle difficili pagine di Giacomo Puccini, accompagnati al pianoforte da Gabriele Avian. Un’occasione quindi imperdibile anche perché ascoltando questi giovani artisti ci si potrà davvero rendere conto che il canto è davvero cosa seria, ben lontano dai tanti talent show che ora la Tv propone come modello. L’opera italiana è ancora ambita ed ammirata in tutto il mondo, i teatri sono partecipati dal pubblico, ma ascoltare un recital come quello odierno «è cosa rara – sottolinea ancora Tortora – per una sciagurata mentalità che ritiene il canto un gioco e non un’arte, ma una volta ascoltati questi giovani “leoni”, soprattutto da altri giovani, se ne trarrà una presa d’atto, un beneficio culturale, una soddisfazione per un mondo che è ancora quanto mai vivo come quello del melodramma».
L’appuntamento fortemente voluto dallo stesso direttore di “Musica a 4 Stelle”, di concerto con l’assessorato alla Cultura del Comune di Grado guidato da Lidianna Degrassi, con la Fondazione Carigo e con la Regione Fvg si terrà, come detto, in Basilica alle 21. Ingresso libero.

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Kevin Baliviera e In copertina, all’interno, Riccardo Corona: due delle bellissime voci che si potranno ascoltare questa sera.

Grado è in festa per i Santi Patroni Ermagora e Fortunato. E sul sagrato della Basilica c’è anche la gustosa “Sardelada”

(g.l.) L’Isola di Grado è in festa per i suoi Patroni, i Santi Ermagora e Fortunato, che sono anche i protettori della vicina Aquileia. La ricorrenza è fissata per oggi nel calendario, ma la celebrazione avverrà domani mattina, alle 10.30, con la Messa solenne nella Basilica di Sant’Eufemia, al termine della quale sarà impartita la tradizionale benedizione alla città. L’evento religioso, che Grado celebra sempre con particolare partecipazione (anche da parte di tantissimi ospiti) avrà il suo invitante contorno di festa popolare con la sempre invitante e gustosa “Sardelada” in campo Patriarca Elia, proprio sotto il campanile dell’Anzolo, sul sagrato della storica Chiesa patriarcale, dove stasera ci sarà il concerto della Banda cittadina.
Si concludono, così, le grandi feste di luglio che erano cominciate la scorsa settimana con i riti dell’antico “Perdòn de Barbana”, che ha visto la suggestiva processione di barche portare la statua della Madonna degli Angeli nel Santuario in mezzo alla laguna. Rito che era stato preceduto dalle celebrazioni del “Sabo grando”. L’ultimo grande evento religioso dell’estate isolana sarà invece a Ferragosto, quando la solennità dell’Assunta coinciderà con l’annuale Festa del villeggiante con la quale Grado si stringe accanto ai suoi ospiti ringraziandoli di aver scelto per le loro vacanze l’Isola del Sole.

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In copertina, la Croce patriarcale davanti alla Basilica di Sant’Eufemia e all’interno una bellissima panoramica dell’Isola di Grado.

“Perdòn de Barbana”, Grado in festa per la sua tradizione più bella e sentita. Domani il corteo di barche, stasera musica e canti per il “Sabo grando”

(g.l.) Grande e sentito appuntamento con la storia e la tradizione religiosa oggi e domani a Grado, isola che si veste a festa per l’annuale ricorrenza del “Perdòn de Barbana”. Molto atteso il pittoresco corteo di barche di domattina che alla suggestiva incitazione “In nome di Dio, avanti!” muoverà dal porto mandracchio alla volta del Santuario di Barbana. In processione verrà portata la statua della Madonna degli Angeli che durante questa settimana è stata eposta nel presbiterio della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia. E oggi la celebrazione sarà preceduta dal famoso “Sabo grando” che, dopo i riti preparatori alla ricorrenza mariana (a mezzogiorno anche l’Angelus nella laguna, in località Pampagnola), prevede una invitante serata di musica bandistica e popolare, con i canti della tradizione, nel centro storico.


«Vivere oggi la processione del Perdòn di Barbana, che risale al 1237 come voto della città di Grado alla Madonna, significa entrare in un’esperienza che intreccia Fede, storia ed identità comunitaria», ha sottolineato l’arciprete Paolo Nutarelli. «È un evento – ha aggiunto – che ha radici profonde, ma che continua a parlare al presente, ad interpellare la coscienza personale e collettiva. Il Perdòn è un atto collettivo: non si va da soli, ma come popolo, come Comunità. È la Fede che si fa gesto visibile, pubblico, non chiuso nella sfera privata. È un modo per dire: crediamo ancora che la Madonna intercede per noi, e abbiamo bisogno del suo abbraccio materno».
Ma ecco come si svolgerà la “Domenega del Perdòn”. Alle 8 sarà celebrata la Messa in Basilica (l’unica della mattinata), seguita dalla processione fino al porto dove prenderà il via il festoso corteo accompagnato dalle tradizionali musiche della Banda cittadina di Grado. Arrivati all’isoletta di Barbana, alle 9.45 sarà celebrata la Messa solenne. Quindi alle 12 recita dell’Angelus e ritorno a Grado dove l’arrivo dei pellegrini è previsto intorno alle 13. Poi in processione si tornerà in Sant’Eufemia dove sarà cantato il Te Deum di Ringraziamento nella tipica melodia patriarchina.
Scenderà così il sipario sulla grande tradizione estiva di Grado, molto sentita anche dai turisti che si sono affezionati alle tradizioni isolane. Ma soltanto in parte, perché domenica prossima, 13 luglio, ci sarà la altrettanto sentita celebrazione dei Santi Patroni Ermagora e Fortunato, con Messa solenne in Basilica e benedizione della città. Mentre in Campo Patriarca Elia ci sarà spazio anche per la enogastronomia tipica con la tanto attesa “Sardelada”.

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In copertina, la statua della Madonna degli Angeli esposta nel presbiterio della Basilica di Sant’Eufemia; all’interno, una vecchia cartolina con la suggestiva processione di barche e il Santuario di Barbana in mezzo alla Laguna di Grado.

Solstizio d’Estate, Messa e concerto nella bora dell’alba sul Lungomare di Grado. L’arcivescovo ai turisti e agli operatori: “Costruite legami di umanità e dialogo”

(g.l.) «Cari amici e ospiti della nostra terra, vi accolgo, con gioia, con le Comunità cristiane della nostra Diocesi, che in questo tempo si apre con rinnovato entusiasmo a chi, come voi, cerca insieme ad un meritato riposo, bellezza, cultura e spiritualità. Siete arrivati in un luogo in cui la meraviglia del creato incontra l’arte dell’uomo, dove le colline, il mare e le montagne sembrano cantare insieme la lode del Creatore». Si apre con queste parole il messaggio che l’arcivescovo metropolita, monsignor Carlo Redaelli, ha voluto rivolgere agli ospiti che in questo inizio d’estate cominciano a frequentare l’Isola di Grado e in particolare a coloro che stamane all’alba, nonostante il vento di bora impetuoso, non hanno voluto mancare al suggestivo incontro sul Lungomare Nazario Sauro dove era in programma l’annunciato e ormai tradizionale Concerto del Solstizio, preceduto dalla Messa per invocare dal Cielo una positiva stagione turistica, fatta di soddisfazioni economiche ma soprattutto di buona salute. Il rito è stato celebrato da monsignor Paolo Nutarelli che aveva accanto monsignor Mauro Belletti, amministratore parrocchiale di Fossalon e coadiutore nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia.

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Domani il Corpus Domini

E domani mattina Grado celebrerà solennemente la ricorrenza del Corpus Domini, festività soppressa che, come è noto, era in calendario giovedì scorso. In tutta la mattinata nella Basilica di Sant’Eufemia sarà celebrata soltanto la Messa cantata delle 9 perché al termine si snoderà la tradizionale processione eucaristica per le vie dell’Isola con la benedizione finale al rientro nella Chiesa patriarcale.

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L’arciprete ha celebrato l’Eucarestia davanti al mare increspato e sotto un cielo aperto, già illuminato dal sole mattutino. «Un gesto semplice e profondo – ha raccontato don Paolo – per affidare al Signore l’Isola, i suoi abitanti e i tanti ospiti che la abitano in questi mesi». Le parole del sacerdote hanno ricordato che «la bellezza del creato non è solo uno sfondo, ma una chiamata: siamo parte dell’universo, non padroni ma custodi. All’uomo è stato affidato il creato – con le sue meraviglie, le sue fragilità, i suoi ritmi – perché lo custodisca, lo contempli, e ne riconosca il Creatore. Oggi davanti al mare che riflette il cielo – ha sottolineato -, riscopriamo che pregare all’aperto è anche un modo per rimettere Dio al centro del mondo. Un’estate benedetta comincia così: con gratitudine, stupore e responsabilità».
Al termine della Messa e prima dell’annunciato concerto è stato distribuito il citato messaggio dell’arcivescovo di Gorizia per l’estate 2025. Rivolgendosi ai turisti il presule ha detto: «Vi invito a lasciarvi toccare dalla bellezza dei nostri paesaggi, ma anche delle nostre Chiese, che non sono solo testimonianze artistiche e storiche, ma segni vivi di una Fede che attraversa i secoli e ci spinge, oggi e sempre più, ad attualizzare il Vangelo di Cristo. Ogni pietra, ogni affresco, ogni silenzio tra le navate è un anelito verso il Trascendente, un invito ad alzare lo sguardo, ad aprire il cuore». E ha aggiunto: «Quest’anno, Nova Gorica e Gorizia (Slovenia ed Italia) sono insieme Capitale Europea della Cultura: un evento che richiama l’anima profonda di questa terra di confine, dove i popoli si incontrano, i linguaggi si intrecciano e le culture si abbracciano. In questo contesto, la Fede cristiana continua ad offrire un contributo prezioso: quello della fraternità, della pace e della speranza che nasce dalla Risurrezione di Cristo. Un pensiero speciale va anche a tutti gli operatori del turismo, che con passione e dedizione accolgono, accompagnano e fanno conoscere le ricchezze del nostro territorio. Il loro lavoro è prezioso e contribuisce a costruire legami di umanità e dialogo». Monsignor Redaelli ha, quindi, concluso: «Vi auguro che questo tempo sia per tutti occasione di incontro, di arricchimento reciproco e di autentica gioia. L’anno giubilare alimenti nei nostri cuori la Speranza per un futuro di pace».

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In copertina e qui sopra due immagini della Messa celebrata all’alba davanti al mare di Grado da monsignor Nutarelli; all’interno, l’arcivescovo Redaelli.