(g.l.) Trieste vive oggi la magica giornata della Barcolana, 57ma edizione, la regata velica più “gettonata” del mondo. E tra le proposte collaterali della grande manifestazione sportiva nel Golfo, figura anche una bellissima mostra d’arte che può essere visitata anche oggi fino alle 20, proprio nel giorno clou della combattutissima gara. Si tratta della mostra “L’arte a sostegno della fragilità”, allestita nella sala Tergeste, al piano terra del Palazzo municipale di piazza Unità d’Italia. “Nati per Muoversi” presenta infatti opere degli artisti delle Scuola d’arte VisionArts: Leonardo Calvo, Irina Goruppi, Graziella Rota, Alenka Deklic, Magda Samec, Chiara Gomiselli, Debora Cesar e Tamara Feresin. Ricordiamo che, acquistando le opere in mostra, si potrà sostenere Acli Friuli Venezia Giulia.
Kleine Berlin riapre a Trieste per la Barcolana: nel rifugio antiaereo l’arte di Ana Shametaj e Giuditta Vendrame
Si chiama “ZONA | Border Lines” l’installazione immersiva che riattiverà i cinquecento metri di gallerie sotterranee di Kleine Berlin a Trieste (ingresso da via Fabio Severo, di fronte al civico 11) dal 3 al 12 ottobre. L’installazione immersiva di suono e luce – una produzione di Kokoschka Revival, realizzata con il supporto di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Creative Industries Fund NL, firmata dalle artiste Shametaj-Vendrame (Biennale di Architettura 2023, Padiglione Italia) – è stata presentata ufficialmente ieri, 2 ottobre, sarà uno degli eventi di terra della Barcolana e parte del programma Go25!&Friends. «Con questo progetto artistico vogliamo riportare al pubblico Sot Glas – che nel 2023 era rimasta aperta solo tre giorni, attirando però oltre mille visitatori – e dare nuova vita a River Chants. Per farlo apriremo un altro tratto delle gallerie di Kleine Berlin, quello che conduce al Tribunale, trasformandolo in uno spazio inedito capace di offrire un’esperienza visiva e sonora davvero unica», hanno spiegato le due artiste. “River Chants” è anche il nome di un documentario che non sono sarà visibile al Kleine Berlin, ma andrà in onda domenica 5 ottobre alle 9.45 circa su Rai3 e in replica mercoledì 8, alle 21.15, su Rai3 bis, per poi essere disponibile su Rai Play.
Le artiste Ana Shametaj e Giuditta Vendrame.

SPAZIO ESPOSITIVO – Rifugio antiaereo costruito nel 1943 durante la Seconda guerra mondiale, luogo difensivo e oscuro, come la storia collettiva inconscia delle comunità che hanno abitato questa regione di confine, Kleine Berlin, è un luogo iconico e nascosto nel cuore di Trieste, che si aprirà nuovamente al pubblico per ospitare un progetto che rappresenta la sintesi delle ricerche condotte dalle artiste: “Sot Glas” e “River Chants”, in cui hanno affrontato il confine italo-sloveno attraverso i canti popolari, considerando la musica e il suono come canale, sconfinamento e paesaggio. «Attraverso luce e suono, il percorso espositivo invita a riflettere e a dialogare su questioni urgenti della contemporaneità: dalla memoria storica della guerra alle migrazioni», hanno sottolineato.
SOT GLAS – Nella sezione delle gallerie italiane sarà possibile trovare “Sot Glas” (dal friulano sot “sotto” e dallo sloveno glas “voce”), che conduce a un movimento introspettivo, in uno spazio viscerale e uterino. Prodotta nel 2023 (nell’ambito di “Spaziale. Ognuno appartiene a tutti gli altri”, e ospitata nel Padiglione Italia. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, promosso dalla direzione generale creatività contemporanea del Ministero della Cultura e curato da Fosbury architecture) «l’opera si concentra sulla memoria orale e femminile, esplorando il potenziale delle tradizioni popolari di custodire e ridefinire identità culturali in un territorio di confine. Un confine doloroso, che divide ma al tempo stesso mette in contatto e contamina con altre culture». Oggi la frontiera italo-slovena è attraversata quotidianamente da migranti, in auto o a piedi, come ultima tappa della rotta balcanica. La drammaturgia sonora spazia da canti multilingue del territorio, dove testi e melodie si intrecciano, a canti di migrazione e abbandono, di guerra e di pace, ninna nanne e filastrocche.
RIVER CHANTS – Nella sezione delle gallerie che conduce al tribunale trova spazio un estratto di “River Chants”, ampliamento della ricerca sui canti popolari legati all’acqua, ai fiumi, ai mari e ai loro suoni. Formalizzato per la prima volta in un’installazione sonora alla Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo nel 2024 (nella programmazione del Festival Onde Mediterranee, quale iniziativa di avvicinamento all’evento “GO!2025 Nova Gorica/Gorizia Capitale europea della cultura 2025), «l’opera esplora fragilità e squilibri del presente: dalla crisi climatica alle migrazioni, tracciando relazioni idriche tra geografie distanti e corpi in movimento. Alla fine di questa galleria, proprio sotto il tribunale, si invitano gli spettatori a una riflessione sulla giustizia», hanno precisato Shametaj e Vendrame. Qui è collocato un cannone sonico – dispositivo acustico a lungo raggio, solitamente usato come un’arma e strumento di allontanamento – che riproduce due canti eseguiti da donne della comunità pashtun di Trieste e di quella bengalese di Monfalcone. La dolcezza delle loro voci disarma il cannone sonico sovvertendo la sua funzione. Il processo creativo e la ricerca dietro a River Chants sono raccontati anche in un documentario omonimo, esposto in un’altra sala del percorso.
“ZONA | Border Lines” sarà visitabile da oggi al 12 ottobre (3 ottobre, dalle 17 alle 22; 4 e 5 dalle 11 alle 12.30 e dalle 15 alle 22; 6 chiuso; 7 dalle 15 alle 19; 8 e 9 dalle 17 alle 21.30; 10 dalle 17 alle 22; 11 e 12 dalle 11 alle 12.30 e dalle 15 alle 22). È consigliata la prenotazione e l’acquisto del biglietto sulla piattaforma eventbrite.it (intero 7 euro; ridotto 4 euro per gli under 26; gratuito per gli under 10). Per l’accesso al bunker è richiesto indossare delle scarpe chiuse e antiscivolo e una felpa, la temperatura è di 15 gradi con un’umidità del 90% e l’ambiente è bagnato. Si sconsiglia la visita a persone con forte disabilità motoria.
“ZONA | Border Lines” – L’installazione, firmata dalle artiste Ana Shametaj e Giuditta Vendrame è una produzione di Kokoschka Revival, realizzata in co-organizzazione con il Comune di Trieste, nell’ambito di Go!2025&Friends e Barcolana, con il sostegno di: Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, Creative Industries Fund NL; in collaborazione con Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival, Klanglicht (Festival di suono e luci, Graz), Casa della Musica, CAT (Club Alpinistico Triestino), ZRC-SAZU (Istituto di etnomusicologia di Lubiana).
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In copertina, ecco uno scorcio dello storico rifugio antiaereo nel centro di Trieste.
Alla Barcolana 54 una ricca attività nello stand camerale e su Greey Goose
Sarà una 54ma edizione della Barcolana particolarmente ricca di appuntamenti e che vedrà anche una intensa attività di informazione e promozione nello stand posizionato sul lato mare all’altezza del Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia. «Riconfermata – ha ricordato il presidente camerale, Antonio Paoletti – anche per quest’anno l’ormai oliata collaborazione con la Cassa Rurale del Friuli Venezia Giulia, che si arricchisce con quella di Assonautica Italiana, Confidi Venezia Giulia e Mast con il proprio brand De gusto. Numerosi gli appuntamenti che si svilupperanno nello stand, che sarà animato da degustazioni e mescita delle eccellenze agroalimentari della Venezia Giulia e della regione, con anche show cooking e incontri di approfondimento sui vari prodotti. Barcolana 54 è anche l’occasione per presentare le attività della Camera di commercio Venezia Giulia e delle sue aziende in house Aries e Venezia Giulia Sviluppo Plus+, quelle dei partner Assonautica Italiana e Cassa Rurale Friuli Venezia Giulia, ma anche di Confidi Venezia Giulia e le sue azioni a favore delle imprese».
La presentazione e lo stand camerale.


«È il terzo anno – ha affermato il direttore generale, Andrea Musig – che la nostra Cassa, in collaborazione con l’Ente camerale, è presente al prestigioso evento della Barcolana. Anno dopo anno abbiamo cercato di intensificare il rapporto di collaborazione con i partner di questa iniziativa. Quest’anno la collaborazione si è ampliata a Confidi Venezia Giulia, ad Assonautica Trieste e Assonautica Italiana e al partner operativo Mast. Il filo conduttore della nostra presenza rimane il sostegno al territorio: siamo una Cassa presente a Trieste dal 2018 e vogliamo intensificare la relazione con la città e con tutte le sue componenti economiche e sociali».
In questa edizione la partecipazione allo stand camerale si arricchisce con quella di Assonautica Italiana, che «è presente a testimonianza – afferma il vicepresidente nazionale con delega ai grandi eventi, Roberto De Gioia – del rinnovato impegno di Assonautica a seguire con attenzione ogni iniziativa tesa a sviluppare il settore della nautica nel contesto non solo sportivo, ma più in generale nel quadro dell’intera economia del mare. Nell’occasione, sveleremo – conclude De Gioia – il nuovo progetto nel quale Assonautica Italiana è attualmente impegnata, “L’Italia vista dal mare”, iniziativa di valorizzazione e promozione del turismo nautico, che verrà presentato domani 8 ottobre, alle ore 15, nella terrazza dello stand camerale in Barcolana 54». Come già detto, è presente tra i partner anche Mast con il proprio brand De gusto. «Essere in Barcolana e proporre il brand “De gusto” con le sue azioni di promozione – ha affermato per Mast, Marco Arrigoni – dei prodotti di eccellenza del Friuli Venezia Giulia e della Venezia Giulia in particolare, è una grande opportunità».
A rappresentare la partnership nella regata Barcolana 54 ci penserà un gruppo di giovani velisti professionisti dell’Arkanoè Sailing Team e di Northern Light a bordo di Grey Goose, un’imbarcazione da crociera/regata di 12 metri, che nella scorsa edizione della regata si è classificata al secondo posto di categoria. A bordo ci sarà un equipaggio di velisti del Triveneto con nel curriculum titoli italiani ed europei e capitanati da Sergio Caramel e dallo skipper Matteo Velicogna che ha sottolineato che «se vengono confermate le previsioni e le condizioni saranno diverse rispetto alle passate edizioni puntiamo a vincere la categoria 1-Crociera».
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In copertina, Grey Goose imbarcazione che nella scorsa edizione si è classificata al secondo posto di categoria.
Trieste, l’emporio degli Asburgo: alla sua scoperta domenica con Altamarea
Nell’ambito del programma “Trieste Mosaico di Culture 2021” si terrà domenica prossima 10 ottobre, lo stesso giorno della famosissima Barcolana, una visita guidata a cura dell’Associazione culturale Altamarea guidata da Rina Anna Rusconi. Titolo della prossima uscita cittadina “Trieste, l’emporio degli Asburgo”. Dal Porto Francesco Giuseppe, oggi chiamato “Nuovo“ al Porto Vecchio, si andrà tra le geometrie eclettiche delle Rive e la grande storia, dal Secolo d’Oro alla Belle Epoque sulle orme dei protagonisti più illustri tra arciduchi, imperatori, regine e grandi imprenditori. Un racconto che svelerà le fortune commerciali di Trieste. La passeggiata inizierà in zona Sacchetta e proseguirà lungo le Rive di fronte ai borghi storici e svelerà la trasformazione dei paesaggi urbani con anedotti, curiosità e commenti letterari: sullo sfondo si delinea la città giuliana come assoluta protagonista.
Ritrovo: ore 16, incontro con la presidente Rusconi e con Andrea Gilli che guiderà la passeggiata, sulla via Ottaviano Augusto, fermata bus di fronte al Museo Ferroviario di Campo Marzio. Note per partecipare: quote di 10 euro interi; 5 euro dai 12 anni ai 18; gratis minori di 12 anni. È richiesta la prenotazione.

Con la partecipazione di: Trieste Città che legge – Patto di Trieste per la lettura, Associazione Regionale dei Sardi in FVG-Circolo di Trieste, Nord Est Guide, Hammerle Editore in Trieste, Circolo Amici del Dialetto Triestino, Tipicamente Triestino, Comunità Ebraica di Trieste, Comunità Greco-Orientale di Trieste, Comunità Serbo-ortodossa di Trieste, Edizioni Setteventidue, Agenzia No Stop Viaggi di Monfalcone.
INFO & PRENOTAZIONI
Rina Anna Rusconi, Presidente Associazione Altamarea Trieste
Whatsapp: cell. 347.21.12.218 – e-mail: rinaanna.rusconi@gmail.com – www.altamareatrieste.eu
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In copertina uno degli splendidi palazzi di Trieste oggetto della visita e qui sopra la zona Sacchetta in fondo alle suggestive Rive.
Covid, è intesa fra Asugi e Opi Trieste sull’apertura dei servizi sanitari
Piena intesa a Trieste fra Asugi e Opi sull’apertura dei servizi sanitari in questo delicato momento determinato dalla pandemia da Coronavirus. I vertici di Asugi, l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina, hanno infatti incontrato quelli di Opi, Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Trieste, che ha da poco rinnovato cariche e direttivo in seguito alle elezioni dello scorso settembre. Nella sede di Villa Renner, che accoglie la direzione generale Asugi, sono intervenuti, con la nuova presidente Opi Trieste, Cristina Brandolin, la vicepresidente Donatella Radini, il segretario Cinzia Decorti e il tesoriere Lorena Castellani, mentre per la direzione strategica di Asugi erano presenti il direttore generale Antonio Poggiana, il direttore sanitario Andrea Longanesi, il direttore amministrativo Eugenio Possamai, il direttore dei Servizi Socio-sanitari Maria Chiara Corti e la dirigente della Direzione infermieristica e ostetrica Consuelo Consales.
Decisamente strategico il confronto di Asugi con la nuova squadra dell’Ordine infermieristico triestino: un primo tavolo di lavoro che si è sviluppato su aspetti determinanti affinché sia garantita ai cittadini l’ottimale assistenza in queste settimane ad alta criticità pandemica. Va certamente in questa direzione la collaborazione che si è sviluppata due settimane fa in occasione della laurea in infermieristica di 66 giovani professionisti, subito immessi nelle “prime linee” sanitarie: proprio dai vertici Asugi è arrivato il ringraziamento all’Ordine di Trieste per aver supportato la velocizzazione delle lauree e l’apprezzamento per la rapidissima attivazione di Opi, che ha iscritto a tempi record 52 neolaureati di propria pertinenza, in modo da consentire l’immediato inserimento negli organici dell’Azienda sanitaria. Un passaggio che, come ha sottolineato la dottoressa Consales, ha contribuito in modo significativo ad allentare la grande pressione ed il carico generale della macchina sanitaria triestina e isontina.
Il nuovo direttivo di Opi Trieste.

«Opi proseguirà nella sua collaborazione e confronto con Asugi, a tutela della qualità e sicurezza delle cure fornite ai cittadini, così come dei propri iscritti e dei valori professionali», ha dichiarato le neoeletta presidente Cristina Brandolin, sottolineando anche «il grande impegno profuso dal personale dei servizi distrettuali, ambulatoriali e dipartimentali per garantire una risposta ai bisogni di salute dei cittadini, siano essi Covid positivi che affetti da altre patologie. La speranza – hanno osservato ancora le altre rappresentanti di Opi, – è che l’Azienda possa mantenere aperta l’attività specialistica ambulatoriale delle diverse discipline anche nelle prossime settimane». Un auspicio subito accolto dal direttore generale Antonio Poggiana, che ha confermato l’impegno di Asugi per tenere aperti i servizi rimasti chiusi nella prima fase pandemica, riconoscendone l’importanza sia in ambito ospedaliero che territoriale.
«Gli infermieri sono da molti mesi impegnati a fronteggiare la pandemia – ha ricordato la presidente Brandolin –. L’Opi di Trieste vede oggi iscritti oltre 2200 infermieri. A tutti va la nostra vicinanza, senza dimenticare quanti operano fuori dai reparti, nelle strutture per anziani extraaziendali presso le quali sono state accolte le persone con maggiore fragilità. Il nuovo Opi Trieste – ha spiegato la Brandolin – è costituito da 30 infermieri attivamente impegnati in diverse realtà e setting assistenziali: sono rappresentati gli infermieri, gli infermieri pediatrici e la libera professione. Tra i nostri obiettivi, l’incontro con i colleghi che operano nelle diverse sedi aziendali, inclusi i reparti “Covid”, la calendarizzazione delle presenze sarà preparata di concerto con Asugi».
Fra i temi di confronto anche quelli legati alla necessaria valorizzazione del capitale umano e professionale impegnato nell’assistenza diretta e nell’organizzazione sanitaria, la formazione del personale neoassunto e neo assegnato, la garanzia delle adeguate forniture di Dpi (Dispositivi di protezione individuale) e cambi vestiario aziendale, la sicurezza dei percorsi “Covid” e non. «Siamo lieti di apprendere – ha concluso la presidente Opi, Cristina Brandolin – che Asugi ha già provveduto a garantire una fornitura adeguata dei Dpi per i prossimi 3 mesi e sta valutando di estendere la disponibilità a 4 mesi». Il direttore generale Poggiana ha anche anticipato il prossimo allestimento di aree di detensione all’interno dei nuovi reparti Covid oltre alla già presente offerta di supporto psicologico di Asugi a cui a breve andrà ad aggiungersi anche l’offerta di Opi Trieste con progettualità rivolte ai propri iscritti. Nei prossimi mesi Opi Trieste e Asugi saranno impegnati insieme anche nella promozione di una formazione che permetta ai professionisti di mettere a frutto le esperienze e le competenze innovative testate nell’emergenza pandemica, anche attraverso eventi formativi congiunti, da estendere al personale delle case di riposo. Aggiornamenti sul sito www.opitrieste.it Info telefono 040.371244.
Disponibile online
la Borsa che Dona

Da ieri sono disponibili le borse della solidarietà ottenute da preziose stoffe e foulard inutilizzati, donati da numerosi benefattori, che le sapienti mani artigiane di un gruppo di volontarie hanno trasformato, realizzando una gamma di borse, principalmente rivolte alla donna, ma alcune adatte anche all’utilizzo maschile, dal nome La Borsa che Dona. Una storia di solidarietà tutta al femminile, ideata e promossa a Trieste dall’Associazione Goffredo de Banfield, la onlus che da più di trent’anni si occupa di assistenza e cura delle persone anziane fragili, o affetti da Alzheimer, e delle loro famiglie. Le borse realizzate per l’iniziativa – 146 in tutto, pezzi unici uno diverso dall’altro -, tutte denominate “La Borsa che Dona”, sono state rese disponibili online appunto da ieri 1 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale del Dono, fino ad esaurimento sul sito della onlus: www.debanfield.it. Si possono anche visionare su appuntamento presso la sede di via di Casa Viola di via Filizi. Ad accompagnare il progetto tre volti noti della scena triestina, e non solo: l’attrice Ariella Reggio, celerata protagonista del palcoscenico così come nota per le numerose partecipazioni a fiction tv e film, Barbara Franchin, ideatrice di ITS – il contest internazionale di moda “International Talent Support” che si svolge ogni anno a Trieste – e il presidente della regata velica triestina “Barcolana” Mitja Gialuz. Tutti e tre hanno deciso di sostenere il progetto donando il loro tempo e “mettendoci la faccia”: a ritrarli in una serie di foto dove indossano la Borsa che Dona, la fotografa Lisa Zachettin che ha donato all’iniziativa il suo talento.
I testimonial dell’iniziativa.

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In copertina, la nuova presidente di Opi Trieste Cristina Brandolin.
De Banfield, “La Borsa che Dona” e che aiuta gli anziani in difficoltà
Da preziose stoffe e foulard inutilizzati, donati da numerosi benefattori tra cui la milanese Maison Curiel (fondata a Trieste alla fine dell’Ottocento dalla capostipite Ortensia poi traferitasi nella capitale meneghina), sapienti mani artigiane di un gruppo di volontarie guidate da Anna Soldano hanno realizzato una gamma di borse, principalmente rivolte alla donna, ma alcune adatte anche all’utilizzo maschile, dal nome “La Borsa che Dona”. Una storia di solidarietà tutta al femminile, ideata e promossa a Trieste dall’Associazione Goffredo de Banfield, la onlus – rappresentata ieri mattina alla presentazione del progetto dalla vicepresidente Teresa Squarcina – che da più di trent’anni si occupa di assistenza e cura delle persone anziane fragili, o affetti da Alzheimer, e delle loro famiglie.
La genesi di questa borsa è tutta legata alla solidarietà e al dono. É il risultato della decisione di tante persone di dar vita, attraverso il dono, ad un progetto solidale a favore della vecchiaia vulnerabile. Tutto è cominciato con un riconoscimento, il “Premio della Bontà Hazel Marie Cole”, che ogni anno viene assegnato a chi compie particolari atti di generosità nei confronti delle persone meno fortunate della città di Trieste. Ad aggiudicarselo nel 2019 è stato il gruppo di volontarie dell’emporio della Solidarietà della onlus de Banfield che da oltre vent’anni supporta con costanza e impegno le attività dell’Associazione raccogliendo fondi con oggetti di stoffa, decorazioni e idee regalo rigorosamente fatte a mano.
La somma di denaro ricevuta con questo premio e la decisione delle volontarie di utilizzarla per acquistare “ago e filo” necessari a creare questo progetto, a cui hanno donato il loro tempo e la loro sapienza, che è proseguito con il dono da parte di tanti amici benefattori della onlus di foulard di pregio e tessuti di seta rimasti inutilizzati in un cassetto. Le stoffe sono state generosamente regalate per essere riutilizzate, affinché acquistassero una nuova, buona vita. Tra i donatori che hanno creduto al progetto ci sono, come detto, Raffaella e Gigliola Curiel, della Maison Curiel (anch’essa una storia tutta al femminile), che hanno inviato alcuni bellissimi tessuti. Arrivate nelle sapienti mani delle volontarie, le stoffe sono state misurate, tagliate, cucite. Ore di tempo e passione le hanno trasformate in esclusive borse fatte a mano.
La serie di borse realizzate per l’iniziativa – 146 in tutto uno diversa dall’altra – tutte denominate “La Borsa che Dona”, fatta di oggetti artigianali unici che legano la tradizione alla sostenibilità per uno scopo solidale, sarà resa disponibile online a partire da martedì 1^ dicembre, in occasione della Giornata Mondiale del Dono, fino ad esaurimento sul sito della onlus: www.debanfield.it e sarà eventualmente possibile vederle presso la sede di via di Casa Viola in via Filizi, solo su appuntamento nel rispetto di tutte le normative vigenti in materia di Covid.
Ad accompagnare il progetto tre volti noti della scena triestina, e non solo: l’attrice Ariella Reggio, celebrata protagonista del palcoscenico così come nota per le numerose partecipazioni a fiction tv e film, Barbara Franchin, ideatrice di ITS – il contest internazionale di moda “International Talent Support” che si svolge ogni anno a Trieste – e il presidente della regata velica triestina “Barcolana” Mitja Gialuz. Tutti e tre hanno deciso di sostenere il progetto donando il loro tempo e “mettendoci la faccia”: a ritrarli in una serie di foto dove indossano la Borsa che Dona, la fotografa Lisa Zachettin che ha donato all’iniziativa il suo talento.
L’auspicio è che ciascuna di queste borse possa donare una vecchiaia più serena. Ognuna di esse si tradurrà in visite a domicilio delle infermiere e delle operatrici sanitarie della onlus alle persone anziane fragili permettendo loro di essere accuditi in modo protetto a casa propria. Mai come in questo periodo difficile ancora segnato dalla pandemia è fondamentale che la vecchiaia, un bene comune fatto di preziosa esperienza, riceva tutta la protezione possibile.
Ariella Reggio

Barbara Franchin

Mitja Gialuz

Sul sito della De Banfield sono spiegate le modalità di adesione e acquisto delle Borse e relativo impiego dei proventi.
Con una donazione a partire da 90 € doni ad una persona anziana fragile 3 visite a domicilio dell’infermiera e delle operatrici sanitarie
Con una donazione a partire da 120 € doni ad una persona anziana fragile 4 visite a domicilio dell’infermiera e delle operatrici sanitarie
Con una donazione a partire da 150 € doni ad una persona anziana fragile 5 visite a domicilio dell’infermiera e delle operatrici sanitarie
Le borse che donano visite saranno disponibili dal 1° dicembre, Giornata Mondiale del Dono
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In copertina, i tre testimonial con le bellissime borse della solidarietà a favore degli anziani più disagiati.
