Jonathan Milan e Fabrizio Fontanot ciclista e compositore: Tarcento li ha scelti per il Premio Epifania 2025

(g.l.) Un campione di ciclismo e un raffinato compositore di musica, che rispondono ai nomi di Jonathan Milan e di Fabrizio Fontanot rispettivamente di Buja e di Campoformido, sono i titolari del prestigioso riconoscimento epifanico di Tarcento, il “cavalierato del Friuli”.  «Arrivando alla sua settantesima edizione, il Premio Epifania conferma la sua vocazione di riconoscimento tributato a chi porta con orgoglio il Friuli nel mondo attraverso le proprie capacità nei campi più diversi dell’operare e del pensare umano. Un Premio storico assegnato per il 2025 al ciclista bujese Jonathan Milan e al docente e compositore direttore d’orchestra Fabrizio Fontanot, due alfieri della nostra terra che incarnano nella loro straordinaria quotidianità i valori del Friuli più vero e autentico», ha sottolineato ieri mattina l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, nel corso della presentazione dell’Epifania friulana di Tarcento in occasione della quale sono stati comunicati i nomi dei vincitori dell’edizione 2025 del Premio Epifania, illustrazione che si è tenuta nella sede di Udine della Regione Fvg.

Jonathan Milan

Fabrizio Fontanot

Con l’esponente della Giunta Fedriga, erano presenti anche il sindaco di Tarcento Mauro Steccati, il presidente della Pro Loco Tarcento Nazareno Orsini, l’assessore Arcella Gea per il Comune di Udine, Stefania Garlatti-Costa per Ente Friuli nel mondo, Alberto Bergamin per Fondazione Carigo e Amos D’Antoni in rappresentanza dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.
«La Regione Friuli Venezia Giulia fa parte della Commissione per l’assegnazione del Premio ed è un orgoglio rappresentare i premiati unitamente al calendario di iniziative legate all’Epifania Tarcentina 2025: insieme a Gemona del Friuli, con la Messa del Tallero, e a Cividale del Friuli, con la Messa dello Spadone, Tarcento è capitale dell’Epifania del nostro territorio – ha ricordato Barbara Zilli. Eventi dalle radici profonde, non solo ricchi di fascino e non solo un’occasione per la valorizzazione e promozione dei nostri comuni, ma anche importanti espressioni della friulanità che contraddistinguono le nostre comunità. L’impegno dell’amministrazione comunale e della Pro Loco e dei tanti volontari coinvolti nelle manifestazioni, comunicano alla collettività un forte senso di appartenenza: sono iniziative fondamentali per trasmettere in maniera viva e concreta, con passione e autenticità, i valori della friulanità ai nostri giovani». La cerimonia di consegna del Premio Epifania 2025 si terrà durante una serata programmata per il 4 gennaio prossimo, antivigilia epifanica, al Teatro Margherita di Tarcento.

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In copertina, l’assessore regionale Barbara Zilli e qui sopra gli intervenuti alla presentazione del Premio Epifania 2025.

A Gemona il “Nadâl Furlan” premia Capuozzo, Colussi, Jacob e Molaro

«Questo evento, realizzato alla vigilia delle feste natalizie, rappresenta un’occasione meravigliosa per confermare il profondo attaccamento della nostra gente all’identità friulana». Lo ha detto ieri a Gemona l’assessore regionale alle Finanze, la concittadina Barbara Zilli, in occasione della consegna del Premio “Nadâl Furlan”, quest’anno conferito al famoso giornalista Toni Capuozzo, all’educatore Antonio Colussi, al fondatore della Cineteca del Friuli Livio Jacob e al giovane volontario Kevin Molaro.
Nell’occasione, la esponente della Giunta Fedriga si è complimentata con la giuria per l’alto profilo dei premiati e ha ringraziato a nome della Regione Fvg gli organizzatori che «con passione e sacrificio realizzano un evento che con gli anni è cresciuto dando un giusto riconoscimento a chi nel proprio campo ha saputo contraddistinguersi con particolare merito».

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In copertina e qui sopra immagini della consegna del Premio Nadâl Furlan (a Livio Jacob) presente l’assessore Barbara Zilli.

(Foto Regione Fvg)

Tarcento, il Premio Epifania ha 70 anni: storico riconoscimento che rende merito ai talenti d’esempio per i giovani friulani

«Un Premio prestigioso per questa terra, perché riconosce da 70 anni il merito di chi con il proprio lavoro o la propria attività ha saputo conseguire risultati importanti partendo dai valori più profondi del Friuli: il senso di comunità, l’attaccamento alla propria terra e i talenti che hanno sempre consentito alla nostra gente di reagire alle difficoltà e di trasformare in eccellenze il lavoro e la passione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che ieri a Tarcento ha partecipato, in rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia, alla riunione del Comitato per il Premio Epifania in qualità di componente della Commissione che assegna gli annuali riconoscimenti.

Barbara Zilli

Tra i membri della Commissione che hanno preso parte ai lavori – oltre allo stesso rappresentante della Giunta Fedriga e al sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, che funge da presidente – il prorettore dell’Università degli studi di Udine Andrea Caffarelli, per l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia Amos D’Antoni, l’assessore Federico Pirone per il Comune di Udine e il presidente della Società Filologica Friulana, Federico Vicario.
Come ha sottolineato l’assessore Zilli, l’opportunità offerta dal Premio è anche quella di dare ai giovani dei modelli virtuosi da seguire, soprattutto in un momento come quello attuale in cui i ragazzi hanno un compito importante per disegnare il futuro dei nostri territori e «guardare agli esempi di chi nella vita ha dimostrato di avere raggiunto grandi traguardi credendo in se stesso e mettendo a frutto il patrimonio lasciato dalla nostra storia può essere un valido aiuto – ha concluso – per crescere consapevoli e forti».

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In copertina, una stupenda panoramica di Tarcento con i ruderi del Castello di Coja fulcro delle celebrazioni epifaniche con l’accensione del famoso Pignarûl Grant.

(Foto Ulderica Da Pozzo)

Udine chiede sicurezza nel ricordo dell’imprenditore giapponese rimasto vittima della lite in centro

(g.l.) «Oggi la Regione è presente a Udine per esprimere ai familiari di Shimpei Tominaga il proprio cordoglio e confermare loro la vicinanza dell’intera comunità del Friuli Venezia Giulia. Questo è il momento del silenzio e del rispetto, ma quanto accaduto dimostra inequivocabilmente come non sia più rinviabile una profonda riflessione sulla sicurezza e sull’escalation di fenomeni di violenza che sta colpendo le nostre città. Oltre alle attività di controllo, è infatti necessario che tutte le istituzioni operino congiuntamente per rafforzare la cultura della legalità soprattutto tra i più giovani». È il messaggio espresso dall’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, a margine della cerimonia organizzata in sala Ajace, a Palazzo d’Aronco, durante la quale è stato esposto il feretro con le spoglie di Tominaga, alla presenza della sua famiglia e, tra gli altri, del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, nonché i rappresentanti di Prefettura, Questura e Forze dell’Ordine.

L’addio a Shimpei Tominaga in sala Ajace.

E proprio nel ricordo dell’imprenditore giapponese, il capoluogo friulano dice “Basta violenza, più controlli!”. E lo farà con un corteo silenzioso per Shimpei che si terrà domani pomeriggio, alle 18.30, con partenza da piazzale XXVI Luglio, davanti al Tempio Ossario. Il punto di arrivo sarà proprio la sede municipale di Palazzo D’Aronco dove è stato dato, appunto, l’ultimo saluto a Shimpei Tominaga rimasto vittima della violenta lite scoppiata nel centro storico. La manifestazione di domani beneficia del sostegno del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

 

Gemona onora Sant’Antonio di Padova nel Santuario più antico. Barbara Zilli: è un simbolo della ricostruzione

«Nella ricorrenza di Sant’Antonio da Padova, patrono di Gemona del Friuli, la comunità rinsalda la propria appartenenza al territorio nei valori della fede cristiana. Un momento spirituale, devozionale e culturale importante quello che abbiamo vissuto oggi nel Santuario più antico consacrato al Santo, uno dei simboli della ricostruzione post-terremoto». Lo ha sottolineato l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, che ieri mattina ha partecipato alla Messa solenne celebrata nella Chiesa di Sant’Antonio, a Gemona, in occasione dei festeggiamenti per il Santo protettore della cittadina pedemontana.
Con l’esponente dell’Esecutivo Fedriga, tra gli altri anche il sindaco di Gemona Roberto Revelant, diversi amministratori comunali della zona e il custode del Santuario, fra Giovan Battista Ronconi. A officiare il rito cristiano è stato il definitore padre Saverio Biasi e hanno concelebrato i sacerdoti della Collaborazione pastorale della Pedemontana, con i confratelli sacerdoti del Santuario.
«Un momento di festa come sempre molto atteso, per la comunità di Gemona del Friuli, la ricorrenza del Santo patrono: un’occasione per stare insieme ripercorrendo nella preghiera l’antica tradizione di questi luoghi sacri, consacrati nel 1248 – ha fatto notare Barbara Zilli, che è pure gemonese -. È da questa cittadina, peraltro, che si stacca il Cammino dedicato a Sant’Antonio, un percorso alle radici della fede che unisce il nostro Friuli a Padova. Il tracciato, inaugurato ufficialmente nel 2021, vede ogni anno migliaia di fedeli calcare i passi del Santo».

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In copertina, l’assessore regionale Barbara Zilli con il sindaco Roberto Revelant; all’interno, due immagini del Santuario antoniano gremito.

Bilancio sociale integrato, modello virtuoso di Chiarcosso Autotrasporti: un “caso” per l’Università di Udine

«Un’analisi che pone le basi per affrontare in modo più consapevole le sfide future». Così Sante Chiarcosso, presidente del consiglio di amministrazione della Chiarcosso Autotrasporti srl, ha sintetizzato le motivazioni che lo hanno portato, con il supporto del suo staff, dell’Università di Udine ed il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, a realizzare il primo “bilancio sociale integrato” della sua azienda. Il documento – riferito all’esercizio finanziario 2022 – è stato presentato nella sede udinese della Regione stessa, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato anche gli stakeholder, ovvero i “portatori di interesse” (dipendenti, organizzazioni sindacali, clienti, fornitori, istituti di credito) che hanno avuto un ruolo non trascurabile nella rilevazione e misurazione delle performance aziendali.
Ha introdotto i lavori Lucia Cristina Piu, direttore di Confapi Fvg, l’Associazione regionale delle Piccole e Medie Imprese cui va dato merito per aver stimolato e favorito, nel 2022, la partecipazione della Chiarcosso quale “azienda pilota”, nell’ambito del programma Erasmus+, al progetto europeo “Rendicontazione integrata per la trasparenza delle piccole e medie imprese”. L’esperienza, che ha visto la partecipazione attiva dei docenti e degli studenti dell’Università di Udine, è stata decisamente positiva per il gruppo dirigente della Chiarcosso, che ha maturato così la decisione di passare dalla fase teorica a quella pratica, la realizzazione di un vero e proprio bilancio sociale. Passaggio reso possibile anche dagli incentivi messi a disposizione dalla Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Quello della Chiarcosso è divenuto così un “caso aziendale”, che è stato illustrato dai docenti dell’Università friulana – Luca Brusati e Viviana Capurso – che l’hanno affiancata nell’analizzare le componenti “extra-reddituali” del bilancio integrato: dalle politiche rivolte ai lavoratori, gli investimenti a tutela dell’ambiente, le attività di natura filantropica, l’integrazione dell’azienda nella realtà territoriale. Nel dettaglio, il professor Brusati ha approfondito le metodologie utilizzate con particolare riguardo alle regole comunitarie, mentre la dottoressa Capurso ha ripercorso le tappe del lavoro che hanno portato dal “numero zero” alla redazione del Bilancio sociale integrato dell’esercizio 2022. Cultura d’impresa, welfare, sostenibilità, impegno sociale, territorio e ambiente, solidarietà: sono queste secondo Chiarcosso le parole guida di un imprenditore moderno, in momenti difficili come quelli attuali, soprattutto in un settore come quello dell’autotrasporto, spesso considerato a torto subalterno rispetto a quello manifatturiero. «Il nostro bilancio integrato – ha detto – ci rappresenta per quello che siamo e vogliamo essere, cittadini consapevoli che operano per un mondo migliore».
Le conclusioni sono state portate dall’assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli, che ha sottolineato come Chiarcosso confermi la sua vocazione a valorizzare attraverso le proprie attività l’intera comunità. «La scelta di presentare il bilancio sociale, con ampio anticipo rispetto alle tempistiche normative, è la dimostrazione tangibile – ha sottolineato – che gli imprenditori di successo, come Sante Chiarcosso, hanno tra i propri obiettivi primari, oltre che il legittimo profitto, il benessere dei propri lavoratori e del tessuto sociale del quale sono parte vitale e attiva. Un autentico capitano d’impresa: con la sua famiglia e i suoi collaboratori, Sante Chiarcosso è un esempio anche per le tante iniziative nobili, di aiuto a chi è nella difficoltà, che ha avuto con costanza il coraggio di mettere in campo».
«L’Amministrazione regionale è impegnata in modo particolare sui temi della conciliazione della sostenibilità ambientale, sociale e gestionale, con particolare riguardo anche al benessere dei lavoratori: abbiamo introdotto la riduzione dell’1% dell’aliquota Irap a favore delle imprese e dei professionisti che sostengono spese per il benessere dei dipendenti a tempo indeterminato, l’adozione di iniziative di aiuto sociale, individuale e familiare, sotto il profilo sanitario, sociale ed educativo – ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga -. È importante continuare a rafforzare la sinergia efficace e continuativa che veda lavorare assieme Regione, enti, imprese e stakeholder. L’esempio di questa realtà è particolarmente virtuoso per le tante imprese del nostro territorio che possono trarre dal bilancio sostenibile un rinnovato slancio per fare un ulteriore salto di qualità, che comporta essere competitive a ogni livello: l’utilizzo di questo strumento è stato correttamente letto da Chiarcosso come opportunità, e mai come vincolo – ha poi rimarcato Barbara Zilli -. Come Amministrazione regionale siamo fortemente convinti di tutto ciò e proprio per questo abbiamo inserito nel documento di programmazione regionale (Defr e Nadefr) un preciso invito alle società partecipate regionali affinché si attivino per presentare il loro bilancio di sostenibilità. Il documento finanziario e sociale mette in relazione virtuosa i risultati finanziari e i target di benessere della comunità, ed è utile strumento per l’Amministrazione regionale al fine di individuare gli ambiti sui quali investire».

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In copertina, l’assessore regionale Barbara Zilli con i vertici aziendali; all’interno, tre immagini dei lavori a Udine.

Nel 2026 sarà mezzo secolo dal terremoto che sconvolse il Friuli: Regione al lavoro per ricordare distruzione e rinascita

«I compiti del neocostituito Comitato per l’organizzazione degli eventi che caratterizzeranno il cinquantennale del terremoto in Friuli nel 1976 saranno quelli di raccogliere le esperienze, le storie, ma soprattutto quella grande lezione nata dalla tragica esperienza che la regione ha vissuto e che ha saputo trasformare in un modello per la ricostruzione. L’obiettivo è rendere attuali quelle storie ed esperienze, che hanno caratterizzato la rinascita del territorio colpito dal sisma, anche rispetto ai temi dei nostri giorni legati, in particolare, alle politiche della gestione delle emergenze e alle politiche sulla realizzazione delle opere pubbliche». È quanto, in sintesi, è emerso ieri mattina dalla prima riunione del neocostituito Comitato per l’organizzazione degli eventi legati al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976 che la Regione Fvg organizzerà nella primavera del 2026. Alla prima riunione – nella sede della Protezione civile a Palmanova – hanno partecipato i componenti del Comitato: gli assessori regionali Riccardo Riccardi (Protezione civile), Barbara Zilli (Finanze) e Cristina Amirante (Infrastrutture e territorio) con le rispettive direzioni regionali, oltre al presidente dell’Associazione sindaci della ricostruzione del Friuli, nonché primo cittadino di Gemona, Roberto Revelant. La cittadina pedemontana, come è noto, venne definita “capitale del terremoto” per la sua totale distruzione e le sue 400 vittime.


Nel primo confronto si sono gettate le basi e le direttrici lungo le quali procedere nell’organizzazione del cinquantennale dell’esperienza che ha profondamente segnato il Friuli Venezia Giulia. «Abbiamo davanti a noi – ha evidenziato l’assessore Riccardi – un tempo congruo e necessario al fine di organizzare, coinvolgendo tutti i protagonisti di quella esperienza dalla quale è nata anche la nostra Protezione civile, un grande evento. Che, oltre a commemorare il disastro e la grave perdita di vite umane, dovrà valorizzare e attualizzare, facendone un tesoro da condividere, l’esperienza di allora per rendere maggiormente efficiente la macchina amministrativa di fronte alle emergenze e agli interventi post-emergenza. Un momento di grande virtuosità che il Friuli Venezia Giulia seppe mettere in campo e di cui oggi c’è ancora bisogno».
«Abbiamo già stanziato – ha evidenziato l’assessore alle Finanze, Barbara Zilli – le prime risorse economiche che serviranno a dare gambe al Comitato che si è appena costituito. Siamo pronti a dare vita a tavoli di confronto con tutti i soggetti che saranno coinvolti per raccogliere e condividere idee utili per la realizzazione delle celebrazioni per l’anniversario. Un’occasione fondamentale – ha proseguito – anche per fare un bilancio definitivo sulla ricostruzione, che è stata e continua a essere modello non solo in Italia, ma nel mondo per quelle che sono state normative, modalità, organizzazione, gestione e tempi di esecuzione. Portare avanti questo esempio con le nuove generazioni è doveroso e le molte iniziative degli ultimi anni, anche con l’Università di Udine e le collaborazioni internazionali sulle tematiche della gestione dei rischi, ne sono una testimonianza che potrà essere valorizzata anche in occasione del cinquantennale. Un riconoscimento particolare – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – sarà tributato alla gente del Friuli, che si è contraddistinta allora, e continua a farlo anche oggi, per la sua grande capacità di reazione davanti alle difficoltà, anche le più tragiche».
«Dalla grande lezione che il Friuli Venezia Giulia ha dato nel post-terremoto del 1976 – ha sottolineato l’assessore Amirante – può venire, in occasione dell’anniversario dei 50 anni, una riflessione su come quell’esperienza possa ancora insegnare molto al comparto dell’edilizia e delle costruzioni in un settore e in un mondo che sono completamente cambiati. Il passato, però, può ancora essere da stimolo e insegnarci a capire come investire oggi sulla professionalizzazione della filiera delle costruzioni e sul rapporto tra questa filiera e la pubblica amministrazione in materia di opere pubbliche».

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In copertina, il Duomo di Gemona simbolo di Gemona distrutta; all’interno, la prima pagina del Messaggero Veneto il giorno successivo al sisma del 6 maggio 1976.

Una nuova Guida turistica dedicata a Tarcento e al monte Bernadia con attività ed eventi di richiamo

(g.l.) «Nella bellezza dei suoi territori e del suo ambiente naturale, il Friuli Venezia Giulia è ricco di tradizioni e mantiene una forte identità anche grazie alla volontà delle sue genti di tramandare i valori che animano le comunità: popolazioni coese e unite che hanno la capacità di trasmettere alle nuove generazioni l’importanza della memoria e quindi delle proprie radici. Ben vengano quindi pubblicazioni e scritti che raccontano storie e itinerari, a favore non solamente delle persone che vogliono scoprire la nostra regione ma anche a vantaggio di chi la abita e vuole scoprire qualcosa in più del suo territorio». Così, l’altro pomeriggio, l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, intervenuta a Tarcento in sala Margherita, alla presentazione della guida turistica “Tarcento”, della collana “Terre da raccontare”, volume edito da ZeL Edizioni e curato da Francesco Antonini. A fare gli onori di casa il sindaco Mauro Steccati, presenti anche il consigliere regionale Edy Morandini e sindaci della zona pedemontana.

Bella panoramica di Tarcento…

… e l’assessore Barbara Zilli.

La pubblicazione, in formato tascabile, è stata realizzata con il supporto del Comune di Tarcento e di PromoturismoFvg. La Guida aggiorna la visita del territorio municipale dopo l’ultimo volume di questo tipo, edito 24 anni fa: suddivisa in quattro sezioni, affronta con un ricco repertorio fotografico storia e personaggi, cose da vedere e cose da fare; racconta agilmente la cittadina di oggi, soffermandosi anche su eventi di richiamo, attività economiche e luoghi caratteristici. Uno sguardo particolare è riservato alla zona del monte Bernadia, larga parte del quale ricade nel territorio comunale di Tarcento oltre in quello contiguo di Nimis. A tale proposito, un valido contributo è stato assicurato dall’associazione Maglianera del vicino Comune i cui aderenti, coordinati da Massimiliano Misdaris, sono appassionati conoscitori della zona e curatori dei suoi sentieri.
«Pubblicazioni come quella presentata oggi rappresentano utili strumenti da portare con sé come compagni di viaggio, come supporto per esplorare memorie e storie, vecchie e nuove, del nostro Friuli Venezia Giulia, alla scoperta di tradizioni importanti come quella del “pignarûl grant” e degli altri fuochi del 6 gennaio, e del Premio Epifania che viene consegnato ogni anno a Tarcento a personalità che si sono distinte facendo conoscere il Friuli Venezia Giulia anche al di fuori dei suoi confini», ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga.

Due immagini della Guida.

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In copertina, i ruderi del Castello di Coja il simbolo storico di Tarcento.

A quasi cinquant’anni dal terremoto la ricostruzione resta d’esempio: il Friuli è sempre grato a Giuseppe Zamberletti

«La ricostruzione post-terremoto 1976 in Friuli è stata e continua a essere modello non solo in Italia, ma nel mondo per quelle che sono state normative, modalità, organizzazione, gestione e tempi di esecuzione. Portare avanti questo esempio è doveroso: lo dobbiamo ai padri di questo miracolo e, in modo particolare, al commissario straordinario Giuseppe Zamberletti, del quale ricorre oggi il quinto anniversario dalla scomparsa. A quasi 50 anni di distanza, quello friulano è un territorio completamente rinato, che ha fatto tesoro di quell’esperienza tanto drammatica, mettendola a frutto a favore anche della ricerca e di quanti stanno lavorando per trovare soluzioni sempre migliori e all’avanguardia per gestire le situazioni di emergenza». Lo ha detto, ieri pomeriggio, l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, a Venzone all’assemblea ordinaria dell’Associazione dei Comuni terremotati e sindaci del terremoto, sodalizio che si è riunito per il rinnovo delle cariche e per ricordare la figura dell’onorevole Zamberletti. Presenti, tra gli altri, il presidente vicario uscente dell’Associazione, Loris Cargnelutti.


«Padre della Protezione civile, nata proprio nella nostra regione, sulle macerie del sisma del 1976, Zamberletti resta nei nostri cuori – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga -. La sua opera pionieristica ha segnato una svolta determinante nei processi della ricostruzione post-terremoto. Un uomo dalle doti straordinarie, di profonda umanità, dal pensiero lungimirante, che ho avuto l’onore di conoscere. Con Zamberletti, al quale va la riconoscenza di un popolo che lui prima di tutti ha saputo riconoscere come comunità in grado di agire con forza, coraggio e determinazione, si è aperta una nuova era. Il terremoto del 1976 ha segnato un prima e un dopo, lasciandoci la grande eredità: di non dimenticare chi eravamo per poter costruire ancora oggi chi vogliamo essere».
«La nuova assemblea dell’Associazione dei sindaci, che si costituisce oggi, ci proietta verso il cinquantesimo anniversario del terremoto nel 2026 – ha detto ancora Barbara Zilli -. Sarà il momento in cui ricordare ancora cosa è stato il sisma in Friuli e soprattutto cosa ci ha lasciato: non solo il dolore e il sacrificio, ma soprattutto la consapevolezza che la resilienza, lo spirito di comunità e la capacità di rimboccarsi le maniche e guardare avanti è ancora patrimonio indiscusso e proprio delle nostre comunità. Un grazie va a tutti i sindaci riuniti a Venzone oggi, che portano avanti con orgoglio l’eredità che i primi cittadini del 1976 hanno lasciato loro».
L’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha voluto rimarcare con forza come il modello della ricostruzione sia diventato esempio in Italia e in altre aree dell’Europa e del mondo, tanto che recentemente un gruppo di studi europeo ha fatto tappa in Friuli proprio per studiare la resilienza del territorio. «Ciò che venne compiuto più di cinquant’anni fa resta ancora un esempio, a futura memoria sia di quanti vissero quell’esperienza sia di chi allora non c’era ma che ha ora, sotto gli occhi, quanto venne compiuto con grande lungimiranza – ha aggiunto l’assessore regionale -. Allora il Friuli Venezia Giulia fu antesignano di quello che fu un evento eccezionale e per il quale il territorio è ancora grato verso chi non solo condivise, ma mise in atto quella scommessa. Il pensiero è rivolto oggi alle giovani generazioni, che devono avere sempre più padronanza del territorio sotto il profilo urbanistico e come tutela di un patrimonio di valore inestimabile qual è l’identità di una comunità».

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In copertina, il commissario straordinario del Friuli terremotato Giuseppe Zamberletti e all’interno i sindaci della ricostruzione con l’assessore Barbara Zilli.

Nuova sede a palazzo Antonini-Maseri per la Fondazione Friuli. L’omaggio di Udine al suo grande Bonaldo Stringher

«L’inaugurazione della nuova sede in concomitanza con il trentaduesimo compleanno della Fondazione Friuli oggi rappresentano i successi inanellati in questi anni, frutto di due fondamentali valori che sono peraltro le virtù della gente del Friuli, il lavoro e la solidarietà. Caratteristiche che si ritrovano perfettamente nell’opera di mecenatismo della Fondazione, capace di mettere in opera con concretezza e lungimiranza suggerimenti e proposte utili a rafforzare ancora di più il tessuto sociale che, al fianco dell’economia regionale, è essenziale per il benessere e la crescita del nostro territorio». Lo ha detto ieri l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, partecipando all’inaugurazione della nuova sede della Fondazione Friuli a Udine nello storico edificio di via Gemona annesso al palazzo Antonini-Maseri che nell’occasione è stato intitolato a Bonaldo Stringher, illustre cittadino udinese e primo governatore della Banca d’Italia, ai cui vertici, dal 1900, rimase per trent’anni. Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco Alberto Felice De Toni, l’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato e il vescovo di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini.

L’edificio, completamente restaurato, è stato per molti anni proprio sede della Banca d’Italia. Accanto agli uffici di rappresentanza e a quelli di servizio, al complesso sarà assegnato anche un compito in linea con gli obiettivi culturali della Fondazione Friuli: ospiterà infatti gli spazi per la pinacoteca e l’archivio storico della Fondazione stessa, ma anche adatti per mostre temporanee di artisti locali. Inoltre, un’ampia sala conferenze assolverà la vocazione all’accoglienza e al dialogo fra i settori culturali e sociali, dando risposta a una delle finalità dell’ente.
«Non è soltanto una giornata di festa – ha proseguito la esponente della Giunta Fedriga -, ma è anche un’importante occasione per traguardare al domani tutte le sfide che insieme alla Fondazione Friuli e al suo presidente Giuseppe Morandini, cui va uno speciale plauso per la prontezza e l’impegno che sempre continua a dimostrare, abbiamo il dovere di portare avanti. Palazzo Maseri-Stringher è di inestimabile valore architettonico e viene ora messo a disposizione della città, e la sua posizione, accanto al polo universitario, lo pone a simbolo di coinvolgimento delle giovani generazioni alle quali dobbiamo trasmettere e tramandare i valori che la Fondazione Friuli da sempre incarna».
«Il legame della Regione – ha voluto sottolineare infine l’assessore Zilli – con la Fondazione è virtuoso e basato sul lavoro di squadra con il fine di rendere vivo e vitale il tessuto sociale ed economico del Friuli Venezia Giulia, soprattutto in questi ultimi anni di gravi crisi e profonde trasformazioni. Uno dei tanti esempi è dato dall’attività compiuta insieme nell’ideazione e redazione di progetti strategici e sostenibili rivolti alle giovani generazioni del territorio realizzati cogliendo le opportunità del Pnrr. La Fondazione – ha aggiunto Barbara Zilli – è un partner solido, serio e innovativo che ha contribuito a mantenere la capacità di crescita del tessuto produttivo regionale. Grazie a questa resilienza, potremo presentare tra pochi giorni al Consiglio regionale la manovra di bilancio più ricca della storia della Regione. Grazie a istituzioni come la Fondazione Friuli possiamo dunque guardare al futuro con più ottimismo e certezze, sapendo che attorno a essa, cerniera di una rete virtuosa, c’è una grande famiglia che supporta l’intero territorio regionale».

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In copertina, lo scoprimento della targa dedicata a Bonaldo Stringher e all’interno due momenti della cerimonia inaugurale della nuova sede della Fondazione Friuli.