Grado, domani con il Fai di Trieste a Barbana (che si prepara al “Perdon”) tra i preziosi ex voto del Santuario mariano

(g.l.) Un Santuario tra storia, fede e natura: è quello di Barbana, in mezzo alla stupenda Laguna di Grado, che si appresta a ricevere una visita del Fai per ammirare gli ex voto conservati all’interno della Chiesa mariana che la prima domenica di luglio riceverà il tradizionale pellegrinaggio con le barche in occasione dello storico “Perdon de Barbana”. La delegazione Fai di Trieste ha, infatti, organizzato per domani, 20 giugno, una speciale visita in uno dei luoghi più antichi e simbolici del Friuli Venezia Giulia: partenza alle 14.40 dall’imbarcadero della Schiusa. Da ricordare che Barbana è un’isoletta con più di millequattrocento anni di storia che continua a parlare, in silenzio, a chi sa ascoltare. Non è solo un sito turistico, ma un vero “luogo della gratitudine”, immerso nella natura e nella memoria.

Il quadro di Josef Maria Auchentaller.


I pescatori sono l’anima ed il cuore delle più antiche e radicate tradizioni di Grado: il forte carattere di indipendenza e la libertà che li caratterizza, e ancor di più il forte senso religioso che li anima, sono le testimonianze vive del passato isolano. Attraverso queste testimonianze, domani si andrà pertanto a scoprire l’isola di Barbana che, oggi, sempre più si va identificando come un luogo dove il “visitatore” decide di trovare spazio per le proprie meditazioni e riflessioni. Particolare attenzione verrà data, appunto, alla visita degli ex voto conservati all’interno del Santuario, che raccontano ancora oggi uno spaccato particolare della società locale. Tra questi, l’ex voto dipinto dall’artista viennese Josef Maria Auchentaller, nel 1925, a ricordo del salvataggio in mare, durante una tremenda tempesta, di 315 pescatori e 56 barche avvenuto lo stesso anno: l’Isola di Grado aveva pregato intensamente l’intercessione della Madonna di Barbana.
Barbana è luogo di culto mariano, quest’anno anche giubilare – la “porta santa”, come si ricorderà, era stata aperta il primo maggio dall’arcivescovo Carlo Redaelli -, ma è anche un incantevole sito naturalistico immerso nel suggestivo ambiente lagunare. Dopo la visita a Barbana, il Fai proporrà un altro appuntamento a Grado il 27 giugno prossimo con una visita alla chiesetta del Sacro Cuore di via Roma, uno dei tesori nascosti, e quindi poco conosciuti, dell’Isola del Sole.

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria a questo link: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/barbana-un-santuario-tra-storia-fede-e-natura-34150/ Contributo richiesto di 15€ per gli iscritti FAI e 20€ per i non iscritti, comprensivo del traghetto a/r. Ritrovo ore 14.40 presso l’imbarcadero in Riva Sebastiano Scaramuzza – Partenza con il vaporetto alle ore 15.00, rientro con partenza da Barbana ore 17.30
In loco possibilità di iscriversi al FAI o rinnovare. Per informazioni: trieste@delegazionefai.fondoambiente.it, tel.3482436200. Per aggiornamenti seguire i contatti social su Facebook: FAI Friuli Venezia Giulia e Instagram: @fai.fvg

—^—

In copertina, una suggestiva immagine dell’isoletta di Barbana nella laguna.

Grado, il pienone del Primo Maggio ottima premessa per la stagione 2025

(g.l.) Le previsioni meteo dei prossimi giorni, purtroppo, non sono buone. Il Primo Maggio e tutto il fine settimana hanno, invece, regalato un tempo splendido, anche con temperature sopra la media, quasi un assaggio d’estate. Per cui Grado ha vissuto, come abbiamo già avuto modo di riferire, una Festa del Lavoro davvero bellissima che ha dato il via nel migliore dei modi alla nuova stagione turistica.
Tantissima gente nei viali della città balneare e nel centro storico, molti anche nelle spiagge con migliaia di ombrelloni già aperti – sia in quella “Imperiale” che in quella della “Costa Azzurra” e pure a Pineta – per un primo “bagno” di sole. Ma c’erano anche coloro che non hanno resistito alla tentazione di un bagno in acqua, nonostante sia ancora piuttosto freddina. Un grande viavai anche sul Lungomare Nazario Sauro, la classica passeggiata nell’Isola d’Oro, con bar, gelaterie e ristoranti di pesce letteralmente presi d’assalto. Insomma, una giornata d’apertura della stagione estiva davvero ottima e che lascia bene sperare per i prossimi mesi.
Come già riferito, il Primo Maggio ha avuto un magnifico svolgimento anche nell’isoletta di Barbana, in mezzo alla Laguna, dove nella ricorrenza di San Giuseppe Lavoratore è avvenuta la cerimonia d’apertura della “porta santa” nel celebre Santuario mariano – già meta di tanti pellegrini e turisti -, con il rinnovo del voto dei pescatori in ricordo di quella che per Grado poteva essere, un secolo fa, una grande tragedia. Invece, da quel tremendo fortunale in cui era incappata al largo la flotta di pescherecci, tutti riuscirono a salvarsi e a tornare alle loro case con un grato pensiero alla Madonna di Barbana che con tanta devozione avevano invocato.

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini della bellissima giornata del Primo Maggio.

Grado, concerto stasera in Basilica con le suggestive melodie dell’epoca patriarcale e la Missa Eucharistica di Lorenzo Perosi

(g.l.) Lorenzo Perosi è stato uno dei compositori più prolifici di musica liturgica contemporanea, tanto che scrisse oltre cinquanta Messe, diverse delle quali vengono regolarmente proposte nelle Chiese del Friuli Venezia Giulia per sottolineare i riti più solenni, a cominciare dalle famose “Pontificalis”. Anche nella programmazione annuale del coro della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, a Grado, non manca mai l’esecuzione di opere di questo grande musicista e prelato, nato a Tortona nel 1872 e morto a Roma nel 1956. E fra queste c’è la bellissima “Missa Eucharistica” a quattro voci miste che il Complesso corale e orchestrale Santa Cecilia, diretta da Anello Boemo, offrirà in forma di concerto questa sera, alle 21, proprio nel massimo tempio isolano. La serata è con ingresso libero.


Nell’occasione, saranno interpretate anche alcune delle caratteristiche e suggestive melodie della liturgia gradese che attinge all’epoca patriarcale: un esempio, fra tutti, il “Te Deum” che è stato cantato poche settimane fa al termine del pellegrinaggio votivo a Barbana o che conclude la Messa di ringraziamento dell’ultimo giorno dell’anno. «La parola “liturgia” – ha osservato monsignor Paolo Nutarelli – ha un doppio significato: è azione di Dio verso il popolo ed è azione del popolo verso Dio. Grado, nei secoli, ha sviluppato nel canto il suo amore per la Fede». Sarà dunque bello riascoltare alcuni brani dell’antico repertorio liturgico isolano in occasione di questo concerto che richiamerà sicuramente anche molti turisti, soprattutto coloro che frequentano regolarmente i riti della storica Basilica, a cominciare dalla Messa “granda” della domenica, celebrata per larga parte in latino, proprio per la presenza di tanti ospiti provenienti dall’estero, soprattutto dall’Austria, quest’ultimi legati storicamente a Grado.

—^—

In copertina, il Complesso corale e orchestrale Santa Cecilia diretto dal maestro Anello Boemo; all’interno, le splendide navate della Basilica e sul sagrato la caratteristica Croce patriarcale.

Grado rivive la tradizione del “Perdòn de Barbana” ricordando il voto del 1237: oggi il Sabo Grando e domani nella laguna ci sarà la bellissima processione di barche

di Giuseppe Longo

Correva l’anno 1237, piena età medioevale, quando Grado rischiò di essere colpita da una terribile pestilenza che aveva già devastato l’Aquileiese e l’entroterra della Bassa friulana. E quando l’isola riuscì a salvarsi, continuando tranquillamente la sua vita di piccolo borgo di pescatori, volle intravvedere nella sfuggita epidemia – una difficile esperienza che ci ricorda la nostra recente con il Covid – la Mano miracolosa della Vergine Maria alla quale si era rivolto, tanto che da allora ogni anno, la prima domenica di luglio, si rinnova un sentitissimo pellegrinaggio votivo a Barbana quale segno di gratitudine per lo scampato pericolo.


E così avverrà anche domani, quando la tradizionale processione di barche raggiungerà il famoso Santuario della Madonna in mezzo alla Laguna, dove sarà celebrata la solenne Messa di ringraziamento. Un altro rito si terrà alle 8 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia prima di dare il via al corteo aperto dalle festose note della Banda cittadina che accompagnerà la statua della Madonna degli Angeli, da domenica scorsa esposta in presbiterio, fino al porto mandracchio dove sarà accolta sulla Stella del Mare, la barca ammiraglia addobbata con le tradizionali ortensie e bandierine multicolori che aprirà la pittoresca processione nelle acque. Una curiosità: su questa imbarcazione, secondo un’antica tradizione, non possono salire donne perché il genere femminile deve essere rappresentato soltanto dalla Madonna. Ci sarà ovviamente l’arciprete in forma solenne rivestito dagli abiti prelatizi,  assieme ad altri sacerdoti, chierichetti e portatori della Madonna: il parroco di solito, prima di salire sulla barca, accoglie l’arcivescovo metropolita di Gorizia – Grado ricade, infatti, sotto la sua guida diocesana -, ponendogli sulle spalle la sua stola. Ma quest’anno monsignor Carlo Redaelli a quell’ora sarà a Trieste per concelebrare la Messa con Papa Francesco. Al ritorno da Barbana, verso le 13, la lunga cerimonia si chiuderà in Basilica con il Te Deum, l’antico salmo di ringraziamento che si canta la sera dell’ultimo giorno dell’anno. Per cui Grado, particolarità abbastanza rara, lo canta sempre due volte durante l’anno liturgico.
«È un giorno importante per la città di Grado che vive, in questa prima domenica di luglio, la processione votiva a Barbana! È un giorno di Festa – ha scritto su Insieme monsignor Paolo Nutarelli – dove emerge forte la devozione popolare dell’animo gradese e di tanti ospiti che, in questo giorno, si sentono di casa! ll nostro Papa Francesco ha detto: “Se volete sapere chi è Maria chiedetelo al teologo, ma se volete sapere come amare Maria chiedete alla gente. Il popolo vi dirà come amare, come amare la madre”. La Vergine Maria è prima di tutto la madre dei gradesi, è sempre presente, ognuno di noi è suo figlio, suo fratello e sorella. Dio è consapevole della carica emotiva di una madre, madre in terra ed in cielo. È la matrice della pietà popolare».
Una grande festa, dunque, quella del “Perdòn de Barbana”, con radici molto lontane. E che oggi, giorno della vigilia, sarà preceduta dal tradizionale Sabo Grando: oltre ai riti religiosi, ci sarà un genuino momento di festa soprattutto tra calli e campielli del centro storico, il “castrum gradense”: una festa popolare con musica e canti molto sentita dagli abitanti dell’Isola, ma anche da tanti turisti che sono attratti dalle belle tradizioni della località balneare. La quale, fra pochi giorni, vivrà un altro importante momento di festa, il 12 luglio, in occasione della memoria dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato. Nell’occasione, verrà riproposta anche la gustosissima “sardelada” in campo Patriarca Elia che pochi giorni fa ha ospitato con successo la terza edizione della Festa di Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale italiana. Ma per oggi fermiamoci al “Perdòn”. E diciamo in coro, assieme al capobarca: “In nome di Dio, avanti!”.

—^—

In copertina, la statua della Madonna degli Angeli che domani verrà portata a Barbana con la tradizionale processione di barche.

Grado, dopo la Madonnina del Mare la festa della Basilica patriarcale per la sua dedicazione a Sant’Eufemia

(g.l.) Primo novembre, solennità di Tutti i Santi, con i primi riti della tradizione dedicati al ricordo di chi non c’è più e che pure a Grado sono molto sentiti e partecipati. E con l’arrivo di novembre – passate queste festività, Natale sarà ormai a due passi! – è andato in archivio ottobre che dal punto di vista religioso si era aperto con la ricorrenza della Vergine del Santo Rosario, durante la quale la venerata statua della Madonna degli Angeli era stata portata in processione anche sul Lungomare per la “benedizione delle acque”.

La statua con i pannelli fotovoltaici.


Ma il rito che ha calamitato maggiormente l’attenzione è stato quello, una decina di giorni fa, dell’omaggio alla Madonnina del Mare. Una cerimonia che ha voluto ricordare quel 22 ottobre 1983 quando i “graisani” – spinti dallo slancio e dalla tenacia dell’indimenticabile monsignor Silvano Fain, di cui ricorre il venticinquesimo anniversario della scomparsa – realizzarono una statua in pietra della Madre di Gesù collocandola su una briccola nella laguna della Pampagnola, alle spalle dell’Isola d’Oro. Raggiunta con la “Regina del Mare”, la barca che guida il pellegrinaggio votivo della prima domenica di luglio a Barbana, a mezzogiorno monsignor Paolo Nutarelli ha recitato l’Angelus dinanzi a quell’immagine «tanto cara a tutti – sono le parole dell’arciprete – per ringraziare e rinnovare la devozione dei fedeli» alla Madonna che «protegge tutti i naviganti e ricorda tutti i dispersi in mare». Un Angelus, insomma, che proprio per il fatto di essere stato recitato a quarant’anni della realizzazione dell’opera, è entrato nella storia della comunità isolana, la quale ha già segnato sul calendario 2024 la data del 22 ottobre per ricordarsi dell’omaggio a quella Madonnina del Mare, posta in mezzo alla sua laguna – illuminata grazie a due pannelli fotovoltaici – e che ogni domenica, al termine della Messa “Granda”, viene onorata dal canto a piena voce di tutta la Basilica.
E a proposito della storica Chiesa di Grado, Cattedrale al tempo dei Patriarchi, dopodomani, 3 novembre, ricorre la sua Dedicazione a Sant’Eufemia. Per cui, rispettando una bella tradizione, domenica prossima – come informa “Insieme” il foglio settimanale della Parrocchia arcipretale – la ricorrenza sarà celebrata con la Messa solenne delle 10 animata dalla Corale orchestrale “Santa Cecilia”, «alla quale – ricorda don Nutarelli – sono state invitate le Associazioni che operano nel campo della cultura e del volontariato sociale della nostra Grado».

—^—

In copertina, monsignor Paolo Nutarelli mentre raggiunge in barca la Pampagnola dove c’è la briccola con la Madonnina del Mare.

Il problema autismo: Gregoris in cammino da Grado al  Lussari

Un cammino di 220 chilometri, dal mare Adriatico alle Alpi Giulie, per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulle sfide che, ogni giorno, affrontano le persone autistiche e le loro famiglie: Valentino Gregoris, artigiano di San Vito al Tagliamento, partirà lunedì 29 luglio dal santuario dell’isola di Barbana a Grado per raggiungere, lungo il Cammino celeste che unisce luoghi di fede del Friuli Venezia Giulia, l’8 agosto il santuario sul Monte Lussari a Tarvisio. Al suo fianco, con un aiuto concreto al progetto, Friulovest Banca e Confartigianato Pordenone, oltre a una serie di altre aziende e Comuni che hanno dato il loro patrocinio al progetto “Autismo Percorso di Vita”

Nella sede della banca, a San Giorgio della Richinvelda, si è tenuto un momento informativo prima della partenza, con la consegna da parte di Gregoris a Lino Mian, presidente di Friulovest Banca e a Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Pordenone, di un gagliardetto in mosaico realizzato dagli utenti dei laboratori curati dalla Fondazione Bambini Autismo. “Realtà – ha spiegato Gregoris – con la quale vorremo creare a Pordenone un centro per gestire le emergenze al quale le famiglie con figli autistici possano rivolgersi, come anche il nostro sogno è quello che ogni Comune si doti di uno Sportello autismo per aiutare le famiglie su come affrontare la situazione già dai primi tempi dopo la diagnosi”.
Diagnosi che, se realizzata in tempi rapidi, può essere fondamentale per gestire nel miglior modo possibile l’autismo. “Stiamo parlando – ha aggiunto Gregoris, anch’egli genitore di un bambino autistico –, secondo le più recenti statistiche, di 1 caso ogni 58 nuovi nati e di questi casi 3 su 4 sono maschi. Tra i 6 mesi e i 2 anni di vita si può già capire da alcuni segnali se si è di fronte a un caso di autismo. Ma spesso le famiglie non sanno cosa fare e a chi rivolgersi: questo racconterò nel corso di ogni tappa del cammino nei paesi che toccherò. Grazie a Friulovest Banca e a Confartigianato che hanno capito l’importanza del progetto”.

Assieme a degli accompagnatori e con una diretta social sulla pagina Facebook chiamata anch’essa “Autismo Percorso di Vita”, affronterà un dislivello positivo di 7 mila metri durante il cammino per una media di 20-30 km al giorno dandosi così anche il tempo di incontrare le persone lungo il viaggio per sensibilizzarle. “Siamo convinti – ha dichiarato Mian – nel sostenere questo progetto così importante, testimoniando ancora una volta come la nostra sia una banca attenta alle esigenze del territorio. L’approccio alle malattie sta cambiando: più informazione fa bene, per aiutare malati e loro famiglie nell’approccio con gli altri nella vita quotidiana”. “Gregoris è un nostro associato – ha aggiunto Pascolo – ma il nostro sostegno va oltre questo fatto, è un’attenzione a un problema rilevante per le famiglie coinvolte e che meritano per questo la massima sensibilizzazione”.
L’anno scorso Valentino Gregoris camminò per le stesse finalità ad Assisi. Queste le tappe del viaggio suo e degli amici che lo accompagneraranno: 29 luglio prologo in canoa da Belvedere a Barbana e da lì a Grado; 30 luglio Aquileia-Aiello; 31 luglio Aiello-Cormòns; 1 agosto Cormòns-Castelmonte; 2 agosto Castelmonte-Masarolis; 3 agosto Masarolis-Montemaggiore; 4 agosto Montemaggiore-Rifugio Ana; 5 agosto Rifugio Ana-Prato di Resia; 6 agosto Prato di Resia-Dogna; 7 agosto Dogna-Valbruna; 8 agosto Valbruna-Monte Lussari.

—^—

Da sinistra, Pascolo, Mian e Valentino Gregoris, pronto alla partenza.