Opa Sparkasse, ora Civibank passa al contrattacco ricorrendo alle vie legali

E ora Civibank passa al contrattacco ricorrendo alle vie legali per contrastare l’Opa della Sparkasse. A tale riguardo, ieri mattina si è riunito il consiglio di amministrazione della Banca di Cividale Spa – Società Benefit, il quale, fra l’altro, ha esaminato, ricevuto aggiornamenti e assunto deliberazioni proprio in merito ad iniziative relative alle offerte pubbliche di acquisto, volontarie e totalitarie, promosse dalla Cassa di Risparmio di Bolzano – Südtiroler Sparkasse Ag, «volte ad accertare l’effettivo rispetto della disciplina di legge applicabile all’Offerta da parte non solo di Sparkasse, ma anche della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano – Stiftung Südtiroler Sparkasse».
«Il consiglio di amministrazione di Civibank – informa un comunicato – ha anzitutto ricevuto aggiornamenti dai propri consulenti legali in merito all’avvenuto deposito, lo scorso 25 aprile 2022, di un ricorso al Tribunale dell’Unione Europea, iniziativa in precedenza deliberata dal Consiglio medesimo, al fine di ottenere l’annullamento della decisione della Banca Centrale Europea del 23 marzo 2022, volta ad autorizzare, in via diretta, Sparkasse e, in via indiretta, in quanto soggetto controllante Sparkasse, la Fondazione Sparkasse, all’acquisizione di una partecipazione qualificata superiore al 10% e alla successiva acquisizione di una partecipazione di controllo di Civibank.
Nel merito, tale ricorso ha ad oggetto l’accertamento del rispetto, da parte di Sparkasse e della Fondazione Sparkasse, della disciplina sulle privatizzazione degli enti pubblici creditizi avviata dalla legge 30 luglio 1990, n. 218 (c.d. “legge Amato”) ed in particolare contenuta poi nel decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, che introduceva l’obbligo per le fondazioni bancarie di dismettere le partecipazioni detenute nelle società bancarie conferitarie ed il divieto di assumere nuove partecipazioni di controllo in banche.
Tale divieto trova una deroga nell’art. 25, comma 3-bis, dell’ora citato decreto, per le fondazioni con sede operativa prevalentemente in regioni a statuto speciale: è questa la ragione per cui la Fondazione Sparkasse – a differenza della quasi totalità delle altre fondazioni bancarie, non aventi sede operativa prevalente in regioni a statuto speciale – detiene tutt’oggi una partecipazione di controllo in Sparkasse pari al 63,6%.
Tale deroga è volta a preservare l’identità territoriale delle banche possedute da tali fondazioni bancarie, nei termini riconosciuti dalla Corte Costituzionale, che ha identificato la ratio dell’art. 25, comma 3-bis, dell’ora citato decreto, nel “mantenimento di uno stretto legame tra la fondazione e la banca conferitaria, nell’ambito dello stesso territorio”».
Il ricorso presentato da Civibank – prosegue la nota – trova quindi motivazione nel fatto che tale deroga concede sì alle fondazioni con sede operativa prevalentemente in regioni italiane a statuto speciale – quali la Fondazione Sparkasse – di conservare la partecipazione detenuta nella banca conferitaria alla data di entrata in vigore del decreto (1999) ma, al contempo, non anche di acquisire il controllo di nuove banche.
Il Consiglio di Amministrazione di Civibank ha inoltre deliberato di assumere una seconda iniziativa di tutela dinanzi alla giurisdizione amministrativa. Tale iniziativa – in corso di proposizione – è volta a ottenere l’annullamento e la concessione di misure cautelari in relazione al provvedimento di pertinenza dell’autorità di vigilanza sulle fondazioni bancarie, ugualmente inficiato dalla predetta violazione del divieto di acquisizioni extra-regionali.
Oltre a tali iniziative promosse direttamente da Civibank al fine di assicurare il rispetto della disciplina di legge, cui si aggiunge la segnalazione fatta alla Consob e descritta nel comunicato ex art. 103 del Testo Unico della Finanza volta a verificare l’effettivo rispetto del principio di correttezza, completezza informativa e di parità di condizioni offerte da parte di Sparkasse in relazione agli impegni di adesione all’Offerta da parti di taluni azionisti della Banca, il consiglio di amministrazione ha preso atto delle ulteriori e separate iniziative che lo scorso 16 aprile 2022 il “Comitato soci e amici della banca Civibank” ha proposto, per il tramite dell’avv. Gianluca Romagnoli, professore di diritto dell’economia presso l’Università di Padova, nei confronti della Banca d’Italia, della Consob e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, tutte volte a richiedere a tali Autorità una valutazione in merito alla legittimità dell’agire di Sparkasse e della Fondazione Sparkasse nel contesto dell’Offerta alla luce della medesima disciplina di legge relativa al divieto di acquisizione di nuove partecipazioni bancarie di controllo e posta a fondamento delle iniziative della Banca sopra descritte».

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In copertina, un’immagine della modernissima sede centrale di Civibank alle porte di Cividale.

Civibank replica a Sparkasse Bolzano: “Una storia lunga, redditizia e solida”

(g.l.) Nuova presa di distanza di Civibank dalla Cassa di Risparmio di Bolzano in merito alla questione Opa, ritenuta «ostile» e che in questi mesi ha fatto tanto discutere negli ambienti finanziari del Friuli Venezia Giulia. Ecco, dunque, quanto si afferma in un comunicato della storica Banca di Cividale, a proposito degli ultimi sviluppi, che vista la delicatezza della materia riportiamo integralmente:

«In riferimento alle dichiarazioni – e ai toni delle stesse – dei vertici di Sparkasse spa citate e riportate da agenzie di stampa e quotidiani, che potrebbero far sorgere dubbi sulla solidità della nostra Banca, Civibank si trova nell’obbligo di precisare quanto di seguito:
Civibank è una realtà bancaria con una storia lunga 136 anni, redditizia e solida come dimostrato dai recenti dati positivi comunicati ufficialmente in data 11 febbraio 2022, con un utile netto di 14,1 milioni di euro (+108,2%) che certifica una conduzione e gestione dell’istituto assolutamente positiva e coerente con le politiche di banca del territorio.
Ulteriore prova della solidità di Civibank, è data dall’indicatore di solidità patrimoniale CET1, che si attesta al 31/12/2021 al 16,4%, superiore al CET1 dello stesso periodo di Sparkasse (14,8%).
Inoltre Civibank ha reso ancor più concreta la virtuosità del percorso intrapreso, proponendo, con riferimento all’utile realizzato nel 2021, la distribuzione di un dividendo pari a 0,20 euro ad azione.
Civibank dall’11 maggio 2021 è una società benefit, che oltre agli obiettivi economici e finanziari persegue finalità di beneficio comune operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente e altri portatori di interesse.
Da soli questi dati dimostrano che l’opposizione di Civibank all’Opa è fondata su dati e fatti e non “solo parole” o desiderio di avere una governance per “ottenere poltrone”, atteggiamento di mancanza di rispetto delle persone, oltre che dei ruoli, anche se oppositori.
Sono quindi incomprensibili e contraddittorie le citate espressioni dei vertici di Sparkasse di una Civibank che potrebbe “essere in affanno senza Sparkasse e Friulia” o addirittura rischi di “schiantarsi” dentro il mercato, diventando preda di grandi banche. Contraddicendosi e rivelando invece che la realtà cividalese rappresenta un appetibile partner sul mercato bancario.
Ulteriormente desideriamo far notare che affermare e difendere la propria indipendenza non è “polemica” e che l’autonomia è di per se stessa un contenuto ed un valore, se compresa, rispettata e coerente con la società del territorio d’appartenenza. Tali ragioni sono state ampiamente argomentate nel documento del Cda di Civibank a supporto della presa di posizione contro l’Opa, diffuso la scorsa settimana.
A fronte di quanto sopra riportato, vengono ribadite e rafforzate le ragioni che hanno portato Civibank a ritenere l’Opa ostile e di dover proporre una visione diversa sul futuro della Banca nel corretto rispetto del Friuli, del Veneto, dell’intero Nordest».

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In copertina, ecco un’immagine della modernissima sede centrale di Civibank.

Vicenda Sparkasse, Civibank contesta l’ok all’Opa già espresso da Friulia

«Inatteso il comportamento di Friulia, che non ha aspettato di leggere le posizioni ufficiali della friulana Civibank in risposta all’Opa lanciata da Sparkasse, ma ha regalato una pre-adesione ai sudtirolesi che l’hanno subito utilizzata ai propri fini comunicativi». Reazione decisa, in una nota, dalla Banca di Cividale nei confronti della finanziaria regionale nell’ambito della vicenda che, da mesi, vede fronteggiarsi lo storico istituto di credito della città longobarda alla Cassa di Risparmio di Bolzano. Secondo Civibank, Friulia non ha, infatti, osservato il dettame di Consob che, in occasione delle Opa, ricorda: «la formazione di un’opinione corretta ed obiettiva in merito all’offerta può discendere solo dalla contrapposizione tra flussi informativi originati da interessi se non opposti (come nel caso di offerta pubblica di acquisto “ostile”), sicuramente diversi (offerente ed emittente), sicché un fondato giudizio sull’offerta non può certo formarsi sulla base della sola informazione messa a disposizione dall’offerente, mediante il documento di offerta, ma anche di quella messa a disposizione dall’emittente», tramite, appunto, il comunicato della banca cividalese emesso giovedì pomeriggio e del quale questo sito ha riferito ieri.
«Probabilmente – prosegue la nota – ha pesato di più la prospettiva di realizzare subito i 440.000 euro di plusvalenza per rimpinguare il proprio bilancio (o valutazioni di altro tipo), dopo che la finanziaria regionale era entrata nel capitale di Civibank solo pochi mesi fa, ai prezzi scontati dell’aumento di capitale. Ben diversa la situazione delle migliaia di soci privati della banca, che hanno prezzi di carico più alti, e che hanno invece sostenuto la crescita della banca friulana in tutti questi anni e stavano incominciando a pregustare i frutti dei propri sacrifici proprio ora, con un congruo dividendo e con prospettive promettenti per il prossimo futuro. In caso di successo dell’Opa tale percorso virtuoso di crescita in autonomia verrà interrotto, in cambio di un prezzo ben diverso da quello atteso dai piccoli soci, a cui viene invece chiesto di farsi da parte».
«Purtroppo Friulia, di cui peraltro Civibank è socia – si legge ancora nel comunicato -, non ha colto l’occasione di schierarsi a difesa dell’unica banca regionale rimasta autonoma, dimenticando il ruolo che Civibank, con testa e gambe in Friuli Venezia Giulia, ha avuto e potrà avere per l’imprenditoria e le famiglie del territorio e sottovalutando l’esperienza negativa di altre economie rimaste purtroppo senza banche regionali. Civibank sta, infatti, implementando un importante piano “stand alone” che ha già permesso di realizzare 14 milioni di utili netti nel 2021, con il ritorno alla distribuzione del dividendo. Lo stesso è previsto per i prossimi anni, con l’accelerazione del percorso di crescita. Fra gli elementi qualificanti del Piano industriale di Civibank risalta proprio la sinergia con le altre forze finanziarie della regione con l’ottica di “fare sistema” e già messe a terra in ambiti diversi, quali per esempio il Frie, Fondo Sviluppo, microcredito, accordo sul Turismo Fvg, private equity, “protocollo Covid”, eccetera. Al punto che Friulia, dopo aver ampiamente studiato il Piano di Civibank la scorsa estate, aveva deciso di entrare nel capitale della banca friulana con due milioni di euro più uno di Prestito subordinato, remunerato al 5%».
«Non si comprendono quindi – conclude la nota di Civibank – le “preoccupazioni” di Friulia, proprio in considerazione dell’importante e consolidata attività congiunta già svolta nel corso degli anni e in diversi ambiti, con la finalità comune del sostegno del territorio del Friuli Venezia Giulia, e le positive prospettive di crescita in autonomia della Banca di Cividale».

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In copertina, un’immagine della modernissima sede centrale di Civibank.

Civibank si allontana dalla Sparkasse: “Queste offerte non sono convenienti”

(g.l.) Si allontana ancora la possibilità di un’intesa di Civibank con  l’altoatesina Sparkasse. La complessa questione è stata approfondita ieri dal consiglio di amministrazione della storica Banca di Cividale che, dopo un’attenta disamina, è giunto alle conclusioni che le offerte formulate dalla Cassa di Risparmio di Bolzano «non siano convenienti per gli azionisti e titolari di Warrant2». In un comunicato, infatti, si sottolinea:
«1. Le Offerte sono dirette a realizzare obiettivi propri dell’Offerente, al di fuori della logica propria di una aggregazione industriale fondata sulla condivisione di valori e linee strategiche in grado di generare valore per la comunità sociale e imprenditoriale di riferimento per Civibank. Le Offerte, inoltre, mettono in discussione e contraddicono gli assunti e i presupposti stessi del programma di crescita delineato nel Piano Industriale Aggiornato, che la Banca ha finora perseguito e conseguito in anticipo rispetto ai target originari – anche a fronte dei gravi eventi
che hanno mutato il quadro internazionale di riferimento – e che è e rimane la naturale e l’ottimale traiettoria di sviluppo e di rafforzamento della sua attività in ottica stand alone e in coerenza con la propria mission, con i propri valori e con la propria vocazione di Società Benefit da sempre a servizio dei territori e delle comunità sociali e imprenditoriali con cui opera.
2. Le Offerte:
a) sono “intempestive” in quanto promosse in una fase intermedia e di transizione del complessivo processo di rafforzamento avviato, nella quale i rilevanti sacrifici sopportati dai soci di Civibank per trasformarla in società per azioni ripatrimonializzarla e porre le basi per il suo futuro sviluppo sostenibile non si sono ancora pienamente tradotti in un valore tangibile e non sono adeguatamente valorizzati nel Corrispettivo;
b) di conseguenza, non riconoscono né valorizzano gli elementi distintivi di Civibank né il suo potenziale di crescita e sviluppo, attestato dall’anticipato conseguimento degli obiettivi del Piano Industriale ed espressi dal Piano Industriale Aggiornato. Al contrario le Offerte interrompono il processo di crescita avviato e impediscono di portare a compimento il Piano Industriale avviato, in parte già realizzato e da ultimo aggiornato dal Consiglio di amministrazione di Civibank.
3. Sparkasse potrebbe ottenere significative sinergie tramite l’acquisizione di Civibank che, tuttavia, non sono state riflesse nel Corrispettivo e non saranno quindi condivise con gli Azionisti di Civibank.
4. Le Offerte non preservano adeguatamente l’autonomia creditizia, commerciale, finanziaria e gestionale di Civibank né assicurano il mantenimento dei propri caratteri distintivi e della propria mission, con potenziale conseguente pregiudizio per il territorio e le comunità sociali e imprenditoriali nelle quali Civibank opera.
5. L’operazione con Sparkasse non è allineata con la “value proposition” di Civibank, incentrata su una spiccata vocazione territoriale e sulla centralità della relazione con il cliente.
6. Le Offerte sono selettive e non sembrerebbero rispettare il fondamentale obbligo di parità di condizioni offerte a tutti i destinatari, in ragione delle intenzioni che l’Offerente ha rappresentato ad alcuni Azionisti di CiviBank quale contropartita della sottoscrizione degli impegni di adesione alle Offerte.
7. Il Corrispettivo non riflette adeguatamente il valore delle Azioni e, di riflesso, dei Warrant. Infatti, – pur non potendosi ritenere tecnicamente incongruo in ottica stand-alone, in quanto ricompreso negli intervalli di valore risultanti dall’applicazione delle metodologie utilizzate da Equita
– non rifletta adeguatamente il valore delle Azioni e, di riflesso, dei Warrant in quanto (a) si colloca nella fascia bassa degli intervalli di valutazione individuati tramite le metodologie fondamentaliutilizzate da Equita (i.e., dividend discount model e modello di Gordon) e (b) non tiene in considerazione il valore delle sinergie prospettate da Sparkasse nel Documento d’Offerta.

In caso di successo delle Offerte – conclude il comunicato -, gli Azionisti di Civibank che non dovessero aderire alle stesse sarebbero adeguatamente tutelati – anche in caso di eventuale fusione per incorporazione di Civibank in Sparkasse – dai presidi previsti dalla normativa applicabile».

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In copertina, un’immagine della sede di Civibank all’ingresso di Cividale.

 

E ora via al confronto sui contenuti dell’operazione Sparkasse-Civibank

(g.l.) Diventa sempre più concreta l’operazione Sparkasse-Civibank. Ieri, infatti, nella modernissima sede centrale alle porte della città longobarda, dove un tempo sorgeva l’Italcementi, si è riunito il consiglio di amministrazione della storica Banca di Cividale con i vertici dell’istituto altoatesino. Tanto che al termine, in uno stringato comunicato congiunto, Cassa di Risparmio di Bolzano e Civibank hanno reso noto che il presidente di Sparkasse, Gerhard Brandstätter, e l’amministratore delegato, Nicola Calabrò, sono intervenuti alla riunione della compagine amministrativa dell’ultimo istituto di credito rimasto ancora autonomo in Friuli, guidata dalla presidente Michela Del Piero (direttore generale Mario Crosta).
«L’incontro – informa la nota – ha reso possibile l’avvio di un confronto sui contenuti dell’operazione annunciata da Sparkasse in data 9 dicembre 2021». Come dire che si sono messe sul tavolo tutte le carte dell’operazione finanziaria, cominciando ad esaminarle una ad una. Il tutto, come è noto, aveva preso una configurazione appunto il 9 dicembre scorso, quando Sparkasse aveva deciso di promuovere un’offerta pubblica di acquisto volontaria: obiettivo le azioni ordinarie della banca friulana e i titoli “Warrant Banca di Cividale Spa – 2021-2024”. Lo aveva reso noto la stessa Civibank il giorno successivo, facendo riferimento proprio al comunicato stampa diffuso dall’istituto di Bolzano, nel quale si annunciava l’intenzione di continuare un dialogo con i vertici della Banca di Cividale. Alla base del quale c’erano contatti cominciati già nel giugno dello scorso anno, al fine di puntare allo sviluppo di potenziali future collaborazioni industriali e/o strategiche nell’ottica del mantenimento dell’indipendenza e dell’autonomia delle due realtà, con l’obiettivo del reciproco rafforzamento.

Michela Del Piero

Mario Crosta

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In copertina, uno scorcio della modernissima sede centrale di Civibank alle porte di Cividale.

Juniores, in Abruzzo il Trofeo Civibank: a Di Camillo il Gp Valli del Natisone

Con l’organizzazione della Ciclistica Forum Iulii, oggi si è disputato il Gran Premio Valli del Natisone, tradizionale evento sportivo riservato alla categoria juniores della Federazione Ciclistica Italiana, presenti 19 team italiani, 4 sloveni e 1 moldavo per quasi un centinaio di ciclisti. Ha vinto Lorenzo Di Camillo del team abruzzese Gulp pool Val Vibrato, seguito a ruota da Alberto Bruttomesso del team Rinascita Ormelle Borgo Molino-Civibank, e dallo sloveno Natangelo Gregorcic del team Pogi Generali. I tre hanno staccato il gruppo e sono giunti al traguardo di San Pietro al Natisone in un’avvincente testa a testa.
Ancora a sostenere la gara è stata la Banca di Cividale che ha assegnato il 18° Trofeo CiviBank alla Società del vincitore. Ad affiancare l’organizzazione del patron Giovanni Cappanera sono pure intervenuti la Regione con Turismo Fvg e i Comuni di Pulfero, San Leonardo e San Pietro al Natisone, mentre tutte le civiche amministrazioni delle Valli hanno concesso il patrocinio.
L’ottava edizione del Gran Premio ha presentato la novità della partenza, preannunciata da San Leonardo in località Scrutto. Da qui, dopo circa 4 chilometri, il ritorno sul tradizionale percorso con i due circuiti, da ripetere piu volte, che hanno interessato i Comuni di Pulfero e di San Pietro al Natisone dove, dopo 131 chilometri, di fronte al Municipio, è stato posto lo striscione d’arrivo. Punto centrale della gara lo strappo di Tarcetta, in Comune di Pulfero, il cui Gpm, ripetuto per quattro passaggi, ha lasciato il segno nelle gambe degli atleti.
Particolare è l’interesse per questa gara, grazie al suo albo d’oro che vede nel 2016 anche il fenomeno sloveno Tadej Pogacar. L’allestimento di questa manifestazione, in tempo di Covid-19, ha comportato notevoli difficoltà, dovute alle regole ed istruzioni operative imposte. Grande, pertanto, è stato l’impegno profuso che dalla Ciclistica Forum Iulii, supportata dal Gs Giro Ciclistico del Fvg, oltre che dal territorio e da chi ha a cuore il bene del ciclismo agonistico giovanile, il futuro del professionismo.

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In copertina, un momento delle premiazioni al termine della gara.

 

In forte crescita l’utile netto di CiviBank che ha retto il colpo del Coronavirus

(g.l.) Un istituto bancario dalle radici solidamente ancorate nella storia del Friuli e che oggi continua ad apparire in piena salute. E’ la Banca di Cividale per la quale i dati del primo semestre 2021 confermano il trend di crescita e il rafforzamento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, contrassegnato dall’avvio dell’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus con tutti gli effetti devastanti sull’economia che purtroppo conosciamo.

Michela Del Piero


CiviBank ha pubblicato, infatti, i risultati conseguiti al 30 giugno 2021: approvati dal consiglio di amministrazione, confermano un utile netto ancora una volta in forte crescita (5,2 milioni di euro, rispetto ai 2,1 milioni del primo semestre 2020), una solidità patrimoniale (CET1 14,5%) in linea con quanto prospettato dal Piano strategico e la riduzione costante dei crediti deteriorati (-5,3% netto rispetto a dicembre 2020). Si confermano anche i dati preliminari pubblicati poche settimane fa sui finanziamenti, per un totale di 366 milioni di euro di nuovi fondi erogati.

Mario Crosta


Risultati quindi che evidenziano – come si osserva in una nota dell’Istituto di credito cividalese, guidato da Michela Del Piero e diretto da Mario Crosta – una forte ripresa nel periodo successivo alla fase più acuta della pandemia. Allo stesso tempo, i dati confermano che il trend di crescita della banca, già iniziato ben prima del 2020, ha retto il duro colpo dell’emergenza Covid, tornando velocemente ai livelli pre-pandemici. Le previsioni sono quindi quelle di riuscire a centrare gli obiettivi ambiziosi del Piano strategico, che prevede: un utile netto di oltre 14 milioni di euro nel 2023; l’incremento dei finanziamenti di oltre 430 milioni di euro nel triennio; la crescita del credito agevolato alle imprese in Friuli Venezia Giulia; il rafforzamento patrimoniale con CET1 al 15,5% a fine 2023 e un Total Capital Ratio al 16,4%.
«Dopo aver lanciato l’aumento di capitale il 2 agosto, CiviBank presenta ai soci e agli investitori un quadro solido e redditizio – è il commento della presidente Del Piero – di banca capace di sostenere attivamente le famiglie e i comparti produttivi del Nord Est e allo stesso tempo di mantenere la propria autonomia. Questa operazione straordinaria è l’ultima di un periodo che ha visto novità importanti per la banca, che dopo la delibera dell’assemblea dei soci e del Cda si è trasformata in Società per Azioni e Società Benefit. È nostro auspicio che questi risultati, ancora una volta positivi, siano una conferma per i nostri sci e per la loro fiducia in noi». L’aumento di capitale rimarrà aperto ai soci fino al 14 settembre, con due sedute successive per i nuovi investitori che si terranno il 17 e 24 del prossimo mese.

 

I RISULTATI IN SINTESI

L’utile netto si attesta a 5,2 milioni di euro, in crescita rispetto ai 2,1 milioni di euro dell’analogo periodo del 2020.

I crediti alla clientela salgono a 3.117 milioni, rispetto ai 2.978 del 31 dicembre 2020 (+4,7%).

La raccolta diretta, rappresentata già al netto della componente riferita a controparti centrali, registra una consistenza di 3.281 milioni di euro, in crescita del 6,9% rispetto al 31 dicembre 2020.

La raccolta indiretta, ammonta a 1.231 milioni di euro, in crescita del 5,9% rispetto al 31 dicembre 2020. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 1.006 milioni di euro, in aumento del 6,6% rispetto al 31 dicembre 2020 e in aumento dello 15,8% rispetto al 30 giugno 2020.

I coefficienti patrimoniali si attestano al 14,5% per il Common Equity Tier1 ratio e al 14,5% per il Total Capital ratio, ampiamente superiori ai minimi regolamentari previsti dalla Vigilanza.

Continua la riduzione dei crediti deteriorati (-5,9% lordo; -5,3% netto) rispetto a dicembre 2020; in ulteriore calo l’incidenza del credito deteriorato (NPL ratio 8,5% lordo – 4,4% netto). Il coverage dei non performing loans (“npl”) si attesta al 51,3%.

I nuovi finanziamenti erogati nel solo primo semestre ammontano a +366 milioni di euro: 120 milioni per le famiglie e 246 per le imprese, di cui 84 assistiti da garanzie statali.

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In copertina, la sede centrale di CiviBank alle porte di Cividale.

CiviBank e Codess insieme: un fondo da 5 milioni per le aziende in crisi pandemica

Maxifinanziamento per CiviBank e Codess. La Banca di Cividale, unico istituto di credito cooperativo rimasto indipendente nel Nord-Est, e Codess Sociale, Società Cooperativa Sociale Onlus con sede a Padova attiva in Italia e all’estero, hanno infatti siglato un accordo per l’erogazione di un finanziamento da 5 milioni di euro, grazie alla garanzia Sace, a sostegno delle aziende colpite dall’emergenza sanitaria. CiviBank ha quindi accompagnato, seppur parzialmente, l’attività di quella che è considerata una delle più solide realtà venete e tra le più rilevanti a livello nazionale, in questo periodo di grave crisi pandemica che risulta tutt’altro che superata.

Michela Del Piero


«Sono particolarmente orgogliosa di questo accordo tra CiviBank e Codess perché, al di là dell’operazione finanziaria, questo è un esempio delle sinergie che una banca per il territorio, quale è CiviBank, può creare a favore della socialità, delle realtà e delle persone che compongono il tessuto economico e sociale»”, ha detto Michela Del Piero, presidente di CiviBank. «Questo accordo – ha aggiunto – è un’ulteriore testimonianza dell’impegno di CiviBank ad essere a fianco di aziende e società meritevoli messe in difficoltà dalla pandemia anche nell’area del Veneto. Un territorio che conosciamo bene e in cui faremo sempre più sentire il nostro supporto grazie anche alle nuove aperture di uffici di prossimità e relazione con la clientela a Padova e Montebelluna, che si aggiungeranno ai presidi già attivi nel Veneto orientale».
«Abbiamo trovato in questo strumento proposto da CiviBank uno strumento innovativo – ha spiegato Luca Omodei, direttore generale di Codess Sociale -, che permette in questo momento di difficoltà di continuare nel nostro quinquennale progetto di sviluppo di servizi educativi e socio-sanitari, i primi rivolti principalmente ad oltre 500 studenti delle International School e scuole Bilingue, i secondi ad oltre 5.000 ospiti delle Residenze per anziani».
I finanziamenti a garanzia Sace rimangono a disposizione delle aziende di tutte le grandezze, con sede in Italia, che ne fanno richiesta attraverso CiviBank fino al 30 giugno 2021 e hanno la finalità di permettere alle imprese di ottenere liquidità in tempi brevi garantendo continuità alla loro operatività. Le aziende possono accedere a questa linea di credito se non erano già in difficoltà al 31 dicembre 2019 ed a patto che abbiano già utilizzato fino a completa capienza il Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. Ulteriori informazioni sui finanziamenti a garanzia Sace sono a disposizione a questo link.

Cinque milioni di finanziamento.


Codess – E’ una società cooperativa sociale onlus con sede a Padova, ma attiva in tutta Italia con strutture anche nel Regno Unito e in Slovenia. Si propone, con scopo mutualistico e senza fine di lucro, di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei cittadini. Ha come oggetto l’intervento nel campo socio-assistenziale, sanitario, riabilitativo, educativo e formativo, con la promozione e la gestione di attività e servizi sociali, didattici, ricreativi e le attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Con referenze presso oltre 300 Enti Pubblici, occupa oltre 3.500 persone in tutto il territorio nazionale. Per ulteriori approfondimenti www.codess.org

CiviBank – E’ nata nel 1886 come Banca Cooperativa di Cividale. I suoi fondatori, visto lo spirito laborioso dei cividalesi e le necessità oggettive di un territorio che aveva bisogno di sostegno, hanno fondato l’Istituto ispirati dai principi del mutualismo e della cooperazione. Nel 2018 la Banca di Cividale cambia denominazione e diventa CiviBank: un nome che celebra le sue radici – la città di Cividale – ma anche la centralità della comunità, con il suffisso “Civi”. “Bank” rappresenta invece la modernità e il futuro, l’apertura dell’Istituto cividalese all’era digitale e a un contatto con gli utenti sempre più stretto e trasparente. Oggi CiviBank è una società cooperativa per azioni con 16 mila soci-azionisti, quasi 600 dipendenti e con sportelli operativi in 8 province del Friuli Venezia Giulia e Veneto. Dettagli su www.civibank.it

 

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In copertina e qui sopra la sede centrale di CiviBank a Cividale.

 

CiviBank supera la prova Covid: volano gli utili sostenendo famiglie e imprese

(g.l.) «Ci siamo trovati tutti ad affrontare una situazione che non potevamo prevedere: quello di marzo 2020 e del lockdown è stato un periodo che ha segnato profondamente tutto il Paese, a livello sociale ed economico»: sono le parole con cui Michela Del Piero, presidente di CiviBank, commenta il bilancio dello storico Istituto di credito di Cividale, maturato in un anno straordinario – in senso negativo, s’intende – ma che registra, nonostante tutto, solidità e redditività in espansione.
CiviBank, unica banca cooperativa indipendente, conferma dunque un trend di crescita anche nel 2020, nonostante le difficoltà generate dalla crisi economica derivante dalla pandemia. Il consiglio di amministrazione dell’Istituto cividalese ha approvato, infatti, gli schemi di bilancio al 31 dicembre 2020, con dati molto positivi: l’utile netto ha preso letteralmente il volo registrando un incremento del +148,2% rispetto al 2019, passando da 2,7 milioni di euro a 6,8 milioni. Ulteriore rafforzamento degli indici di solidità della banca che sorge alle porte della città longobarda: confermato il trend di crescita registrato negli ultimi anni rispetto alla solidità patrimoniale, con il Cet1 2020 che si attesta al 15%. Anche la qualità degli attivi migliora, con i crediti deteriorati che registrano una forte riduzione (-22,4% rispetto a dicembre 2019).
«C’è grande soddisfazione – afferma pertanto la presidente Del Piero – nel vedere dei trend positivi confermati perfino in questo contesto, nel quale CiviBank ha continuato a fornire sostegno alla clientela, fatta di famiglie e imprese. Grazie al grande impegno delle nostre persone, attraverso tutte le nostre filiali ed i collaboratori, siamo riusciti a rendere sempre più visibile il nostro supporto per il territorio».

Il direttore generale Mario Crosta.

Sostegno per famiglie e imprese – Il contesto del 2020 è stato eccezionale e imprevedibile, con necessità radicalmente mutate per famiglie e imprese. CiviBank ha confermato il proprio sostegno per territorio, con un +8,4% di finanziamenti erogati rispetto al 2019, per un totale di 661 milioni. In particolare le aziende del Nordest hanno trovato nella banca cividalese un valido sostegno per affrontare la pandemia: +19,3% di nuovi finanziamenti per le Pmi, per un valore totale di 485 milioni di euro. Il trend di supporto alle famiglie non è stato lineare nei dodici mesi: a fronte di una contrazione dei consumi e dei relativi finanziamenti per le famiglie nella prima parte dell’anno, il quarto trimestre 2020 segna una forte crescita, pari a 14,3% trainata in particolare dai mutui.

Vicinanza al territorio in tempi di pandemia – Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, CiviBank ha accolto 5350 richieste di moratoria su mutui e finanziamenti, per un importo complessivo di 723 milioni di euro. Di questi, 574 milioni sono relativi a richieste giunte dalle imprese, mentre il valore delle moratorie concesse alle famiglie si attesta a 149 milioni. Il “congelamento” di questi finanziamenti è una boccata d’ossigeno per tutto il tessuto sociale e produttivo, colpito duramente dal lockdown e dalle chiusure causate dal Coronavirus.

Fiducia dei clienti – Il patrimonio totale affidato alla Banca di Cividale (raccolta complessiva) si attesta a 4.232 milioni di euro, con una crescita del +10,7% rispetto al 2019 – un trend che conferma la fiducia dei clienti nell’Istituto e nella sua capacità di preservare e investire il risparmio. La liquidità su conti correnti e conti deposito (raccolta diretta) è incrementata del 13,8%, per un totale di 3.070 milioni di euro.

L’Istituto di credito – CiviBank è nata nel 1886 come Banca Cooperativa di Cividale. I suoi fondatori, visto lo spirito laborioso dei cividalesi e le necessità oggettive di un territorio che aveva bisogno di sostegno, hanno fondato l’Istituto ispirati dai principi del mutualismo e della cooperazione. Nel 2018 la Banca di Cividale diventa CiviBank, per celebrare le sue radici che affondano nella città di Cividale, ma anche per celebrare la centralità della comunità, tramite il suffisso “Civi”. “Bank” rafforza la mission aziendale e comunica modernità, futuro e apertura all’era digitale, prospettando un contatto con gli utenti sempre più diretto e trasparente. Oggi CiviBank è una società cooperativa per azioni con 16 mila soci-azionisti, oltre 600 dipendenti e con sportelli operativi in 8 province del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.

La sede centrale a Cividale.

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In copertina, Michela Del Piero presidente di CiviBank.

 

Civibank continua a crescere in Veneto, la regione del nuovo direttore generale

(g.l.) Civibank continua a crescere, nonostante il difficile momento di emergenza sanitaria e crisi economica, e tra breve avrà due nuove filiali in Veneto. E proprio dalla vicina regione arriva il nuovo direttore generale che dovrà coordinare questa fase di ulteriore sviluppo dello storico istituto di credito rimasto autonomo e saldamente ancorato sul suo territorio, nel quale opera dal lontano 1886 (vent’anni dopo il passaggio del Friuli all’Italia) quando nacque come Banca Cooperativa di Cividale, diventando poi Popolare nel 1949.

La presidente Michela Del Piero.


A rafforzare lo staff manageriale della Banca di Cividale è arrivato, infatti, il dottor Mario Crosta che ha assunto dapprima il ruolo di condirettore generale e, da dopodomani 1 gennaio, quello di direttore generale. Veneto, appunto, di Piove di Sacco, 53 anni, laurato in Scienze politiche (indirizzo economico) all’Università di Padova, Crosta vanta un percorso professionale che dall’Istituto San Paolo di Torino lo ha portato alla direzione generale di Banca Etica, prima, e di Banca di Piacenza, poi (entrambe banche popolari come, appunto, la stessa Civibank). Nel presentarlo alla struttura interna, la presidente Michela Del Piero ha tra l’altro dichiarato: “La ricerca di un nuovo manager di comprovata esperienza si è resa necessaria per affrontare con vigore le attuali criticità dei mercati e per dare continuità e nuovo impulso alla gestione aziendale in vista del completo realizzo del piano industriale”.
Il manager subentra nel ruolo apicale a Federico Fabbro andato in quiescenza e si appresta a guidare un’azienda bancaria impegnata, come già detto, in una nuova importante fase di crescita, con le prossime aperture delle filiali venete di Padova e Montebelluna, e di ulteriore rafforzamento patrimoniale. L’avvicendamento è stato formalizzato nell’ultima seduta del consiglio di amministrazione del 2020, nel corso del quale la presidente Del Piero ha voluto ringraziare il dottor Fabbro per l’importante contributo dato in questi anni alla gestione aziendale. A collaborare con il nuovo direttore generale ci sarà un altro manager, Michele Marioni, nel ruolo di direttore commerciale.

La sede della Banca a Cividale.

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In copertina, il nuovo direttore generale di Civibank Mario Crosta.