Demenza, consigli nel pulmino viola dell’Associazione de Banfield

“Metti in moto il cervello” è la postazione mobile attrezzata dell’Associazione de Banfield, attivata con il contributo dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina per fornire in diversi punti della città informazioni e consulenze gratuite sul fronte sull’insorgere della demenza e su varie necessità legate alle condizioni di fragilità nell’anziano. Nei suoi oltre trentacinque anni di attività, l’Associazione de Banfield ha rilevato la difficoltà da parte di molti caregiver informali e delle persone anziane fragili a recarsi in sede per richiedere l’aiuto e l’assistenza che l’Associazione garantisce. Il riconoscibilissimo pulmino viola di “Metti in moto il cervello” è quindi la risposta per avvicinarsi direttamente alla potenziale utenza. All’interno della struttura itinerante è possibile usufruire di supporto individuale per i caregiver, di consulenze socio-sanitarie, spunti e suggerimento per la stimolazione cognitiva, consigli per la salute del cervello e la prevenzione della demenza e si può ricevere materiale informativo di vario tipo sulla demenza e sui servizi disponibili sul territorio.

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Oltre 10 mila euro a Natale

Letteralmente andate a ruba le nuovissime creazioni delle volontarie dell’Emporio della Solidarietà dell’Associazione de Banfield realizzate in occasione del Natale. L’atrio della Camera di Commercio di piazza della Borsa ha ospitato i banchetti con le shopper scintillanti, frutto di un fine lavoro artigianale, contenenti panettoni e pandori, ma anche cioccolatini della Solidarietà avvolti in elaborati sacchettini di fattura sempre manuale, realizzati con stoffe di vario tipo, anche di grande pregio, comprese numerose cravatte variopinte, altrimenti dimenticate in un cassetto. Il progetto solidale era volto a raccogliere fondi da impiegare a sostegno delle attività a domicilio svolte dall’Associazione per le persone anziane fragili e le loro famiglie. In totale, le donazioni raccolte ammontano a 10.255,50 euro pari a oltre 340 ore di supporto a domicilio professionale erogato dall’Associazione e di cui gli utenti beneficiano a titolo gratuito.

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A tutti quelli che entrano in contatto con il pulmino viene fornita una guida cartacea sui fattori di rischio della demenza e su come prendersi cura del proprio cervello dal titolo “Dai una mano al tuo cervello prima che diventi troppo bravo a dimenticare”: un vademecum realizzato anch’esso grazie al contributo di Asugi dove si evidenziano i principali fattori di rischio, i segnali precoci e le strategie di attivazione cognitiva. Come spiegato dalla guida, “demenza” è un termine che descrive una serie di sintomi legati al declino della memoria, del pensiero, delle capacità di orientamento e delle abilità quotidiane. Si tratta di una condizione patologica progressiva che può influire gravemente sulla qualità della vita ma non si deve considerare come parte del normale invecchiamento. Ci sono alcuni fattori di rischio che è bene conoscere e “ostacolare” attraverso uno stile di vita sano. La guida fornisce moltissimi suggerimenti per attività da svolgere da soli o con il proprio caregiver. Il pulmino viola sarà posizionato nella mattinata di domani 30 gennaio a Muggia in piazza Repubblica Passo Roncalli, mentre il pomeriggio in piazza XXV Aprile a Borgo San Sergio. Sabato 1° febbraio mattina in viale Romolo Gessi e pomeriggio in piazza Ponterosso, mentre mercoledì 5 febbraio mattina sarà in largo Barriera Vecchia. Il calendario e le informazioni complete sul sito dell’Associazione, www.debanfield.it

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In copertina, il pulmino viola informativo dell’Associazione de Banfield di Trieste.

Disturbi alimentari, nel Monfalconese la cooperativa Thiel ha innovato la cura

È in pieno svolgimento la II edizione del progetto “CosìComeSei”, sostenuto dalla Fondazione Carigo e coordinato dalla cooperativa sociale Thiel, rivolto ai numerosi giovani che soffrono di disturbi alimentari (in aumento negli anni della pandemia), nell’area del Monfalconese. Il Progetto mette in campo un’idea innovativa al bisogno dell’équipe di orientarsi verso percorsi di attività di gruppo per rispondere al rilevante numero di persone attualmente in carico e ai diversi livelli di intensità di cura.

Luca Fontana


L’obiettivo principale di “CosìComeSei#2” è quello di fare in modo che le persone escano dall’isolamento, si confrontino, acquisiscano strumenti per gestire difficoltà emotive e relazionali usando diversi linguaggi espressivi (sartoria, mosaico) e beneficiando di attività di socializzazione e di sostegno educativo individuali, facendo in modo che i pensieri ossessivi del Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA) lascino man mano spazio all’acquisizione di abilità, con conseguente aumento della fiducia in sé stessi e della capacità di gestione autonoma di situazioni difficili e conflittuali.
Il Progetto, finanziato dalla Fondazione Carigo all’interno del bando “Welfare di Comunità 2021”, oltre alla Thiel coinvolge: il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina; Fenice Fvg – Associazione Onlus per la Cura e la Riabilitazione dei Disturbi Alimentari e l’Associazione Teatrale Cantiere dei Desideri.
In funzione da una decina d’anni, il Centro DCA, inserito nel Dipartimento di Salute Mentale dell’ospedale “San Polo”, unico per l’Isontino e uno dei 4 operativi in Friuli VG, nel 2020 ha dato un supporto di cura gratuito a 191 pazienti (in maggior parte donne), di cui 68 minori: unico servizio, per questa fascia d’età, offerto in regione. «Nel periodo post pandemico, il Centro DCA ha registrato un’impennata di richieste di presa in carico che ha imposto la necessità di pensare a risposte in grado di superare l’intervento individuale – spiega Luca Fontana, presidente della Thiel -. A questo proposito gli operatori specializzati del gruppo multidisciplinare del Centro, coordinati dalla psicologa Corinna Michelin, hanno adottato nuove strategie d’azione per mantenere i legami con i pazienti, alternando attività a distanza e in presenza per piccoli gruppi e sperimentando una serie di laboratori esterni, gestiti direttamente dai professionisti della cooperativa».
Le attività di “CosìComeSei#2” (che termineranno nell’agosto prossimo) vengono svolte sia all’interno del Centro DCA che in spazi a disposizione della cooperativa (presso la Collettiva48/MediaThiel di via IX Giugno), a Monfalcone, nell’ottica di creare una rete relazionale e fisica sul territorio.

Emergenza medici di base a Grado. Il sindaco: no all’aumento dei pazienti

(g.l.) A Grado non c’è soltanto l’emergenza sanitaria da Coronavirus, che ancora non vuole allentare la presa, ma anche quella dei medici che devono contrastarla affrontando nel contempo tutte le altre patologie della popolazione isolana. Un problema, quello delle recenti dimissioni di due sanitari e quindi della conseguente carenza di operatori di medicina generale – cioè quelli di base o di famiglia che dir si voglia -, che sta molto a cuore alla civica amministrazione, tanto che ieri mattina il sindaco Dario Raugna ha voluto accertarsi di persona come stanno effettivamente le cose. Come informa una nota, si è recato, infatti, al distretto sanitario di via Fiume per verificare la presenza delle file che si erano create all’esterno, a causa dei pazienti che si sono trovati nella condizione di dover cambiare medico per la seconda volta in poco tempo.
Dopo un colloquio telefonico tra il primo cittadino e il dottor De Vuono, responsabile del distretto di Grado, l’Asugi, vale a dire l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, ha provveduto a garantire l’estensione dell’apposito sportello, inizialmente previsto per soli due giorni, per tutta la settimana, tranne il sabato. Lo sportello sarà pertanto attivo ogni giorno fino a venerdì, osservando i seguenti orari: dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 16, per far fronte alle tante richieste dei cittadini. Nella nota municipale si ricorda che chi è provvisto dello Spid può cambiare medico anche online sul portale Sesamo per evitare di recarsi in distretto.

Il sindaco Dario Raugna.

«Sono molto preoccupato – afferma Raugna – per il fatto che presto resteremo scoperti di ben due medici e che l’ambulatorio di Fossalon resterà nuovamente sguarnito». La soluzione messa in campo da Asugi al momento è stata l’aumento del numero massimo di pazienti che ciascun medico può avere in cura portando questo limite da 1200 a 1500 pazienti, ma per il sindaco di Grado questa soluzione non è adeguata alle esigenze di cura dei concittadini. «I tre medici che continueranno ad operare a Grado dovranno farsi carico ciascuno di 300 pazienti in più – afferma il capo dell’amministrazione isolana –: è del tutto evidente che si verrà a creare un ulteriore disservizio a scapito della salute dei cittadini, vieppiù che Grado vanta una popolazione molto anziana e che stiamo ancora attraversando una pandemia con tutto quello che ciò comporta in termini di tempistiche per l’accesso alle prestazioni». Un altro problema riguarda il fatto che ad oggi non esistono un’interpretazione univoca e un protocollo che imponga una condotta al medico uscente rispetto al medico entrante relativamente all’accesso ai dati personali dei pazienti, e questo ha inevitabilmente prodotto una serie di lungaggini.

«Adesso pare che si stia andando verso una soluzione e che le procedure si siano velocizzate – afferma ancora il sindaco gradese –. Il diritto alla privacy non dovrebbe mai contrastare con il diritto alla cura. Non è ammissibile che la problematica venga scaricata sul paziente, quando basterebbe il click del mouse di un operatore a far risparmiare un sacco di tempo e di peripezie ai cittadini». E Raugna conclude: «Nei giorni scorsi ho interessato il direttore generale di Asugi, il dottor Poggiana, e spero che anche assieme all’assessore Riccardi si faccia parte attiva per risolvere il problema. Stiamo attraversando una pandemia e tanto più in questo momento la medicina di base non può assolutamente venir trascurata».

Covid, è intesa fra Asugi e Opi Trieste sull’apertura dei servizi sanitari

Piena intesa a Trieste fra Asugi e Opi sull’apertura dei servizi sanitari in questo delicato momento determinato dalla pandemia da Coronavirus. I vertici di Asugi, l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina, hanno infatti incontrato quelli di Opi, Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Trieste, che ha da poco rinnovato cariche e direttivo in seguito alle elezioni dello scorso settembre. Nella sede di Villa Renner, che accoglie la direzione generale Asugi, sono intervenuti, con la nuova presidente Opi Trieste, Cristina Brandolin, la vicepresidente Donatella Radini, il segretario Cinzia Decorti e il tesoriere Lorena Castellani, mentre per la direzione strategica di Asugi erano presenti il direttore generale Antonio Poggiana, il direttore sanitario Andrea Longanesi, il direttore amministrativo Eugenio Possamai, il direttore dei Servizi Socio-sanitari Maria Chiara Corti e la dirigente della Direzione infermieristica e ostetrica Consuelo Consales.
Decisamente strategico il confronto di Asugi con la nuova squadra dell’Ordine infermieristico triestino: un primo tavolo di lavoro che si è sviluppato su aspetti determinanti affinché sia garantita ai cittadini l’ottimale assistenza in queste settimane ad alta criticità pandemica. Va certamente in questa direzione la collaborazione che si è sviluppata due settimane fa in occasione della laurea in infermieristica di 66 giovani professionisti, subito immessi nelle “prime linee” sanitarie: proprio dai vertici Asugi è arrivato il ringraziamento all’Ordine di Trieste per aver supportato la velocizzazione delle lauree e l’apprezzamento per la rapidissima attivazione di Opi, che ha iscritto a tempi record 52 neolaureati di propria pertinenza, in modo da consentire l’immediato inserimento negli organici dell’Azienda sanitaria. Un passaggio che, come ha sottolineato la dottoressa Consales, ha contribuito in modo significativo ad allentare la grande pressione ed il carico generale della macchina sanitaria triestina e isontina.

Il nuovo direttivo di Opi Trieste.

«Opi proseguirà nella sua collaborazione e confronto con Asugi, a tutela della qualità e sicurezza delle cure fornite ai cittadini, così come dei propri iscritti e dei valori professionali», ha dichiarato le neoeletta presidente Cristina Brandolin, sottolineando anche «il grande impegno profuso dal personale dei servizi distrettuali, ambulatoriali e dipartimentali per garantire una risposta ai bisogni di salute dei cittadini, siano essi Covid positivi che affetti da altre patologie. La speranza – hanno osservato ancora le altre rappresentanti di Opi, – è che l’Azienda possa mantenere aperta l’attività specialistica ambulatoriale delle diverse discipline anche nelle prossime settimane». Un auspicio subito accolto dal direttore generale Antonio Poggiana, che ha confermato l’impegno di Asugi per tenere aperti i servizi rimasti chiusi nella prima fase pandemica, riconoscendone l’importanza sia in ambito ospedaliero che territoriale.
«Gli infermieri sono da molti mesi impegnati a fronteggiare la pandemia – ha ricordato la presidente Brandolin –. L’Opi di Trieste vede oggi iscritti oltre 2200 infermieri. A tutti va la nostra vicinanza, senza dimenticare quanti operano fuori dai reparti, nelle strutture per anziani extraaziendali presso le quali sono state accolte le persone con maggiore fragilità. Il nuovo Opi Trieste – ha spiegato la Brandolin – è costituito da 30 infermieri attivamente impegnati in diverse realtà e setting assistenziali: sono rappresentati gli infermieri, gli infermieri pediatrici e la libera professione. Tra i nostri obiettivi, l’incontro con i colleghi che operano nelle diverse sedi aziendali, inclusi i reparti “Covid”, la calendarizzazione delle presenze sarà preparata di concerto con Asugi».

Fra i temi di confronto anche quelli legati alla necessaria valorizzazione del capitale umano e professionale impegnato nell’assistenza diretta e nell’organizzazione sanitaria, la formazione del personale neoassunto e neo assegnato, la garanzia delle adeguate forniture di Dpi (Dispositivi di protezione individuale) e cambi vestiario aziendale, la sicurezza dei percorsi “Covid” e non. «Siamo lieti di apprendere – ha concluso la presidente Opi, Cristina Brandolin – che Asugi ha già provveduto a garantire una fornitura adeguata dei Dpi per i prossimi 3 mesi e sta valutando di estendere la disponibilità a 4 mesi». Il direttore generale Poggiana ha anche anticipato il prossimo allestimento di aree di detensione all’interno dei nuovi reparti Covid oltre alla già presente offerta di supporto psicologico di Asugi a cui a breve andrà ad aggiungersi anche l’offerta di Opi Trieste con progettualità rivolte ai propri iscritti. Nei prossimi mesi Opi Trieste e Asugi saranno impegnati insieme anche nella promozione di una formazione che permetta ai professionisti di mettere a frutto le esperienze e le competenze innovative testate nell’emergenza pandemica, anche attraverso eventi formativi congiunti, da estendere al personale delle case di riposo. Aggiornamenti sul sito www.opitrieste.it Info telefono 040.371244.

Disponibile online
la Borsa che Dona

Da ieri sono disponibili le borse della solidarietà ottenute da preziose stoffe e foulard inutilizzati, donati da numerosi benefattori, che le sapienti mani artigiane di un gruppo di volontarie hanno trasformato, realizzando una gamma di borse, principalmente rivolte alla donna, ma alcune adatte anche all’utilizzo maschile, dal nome La Borsa che Dona. Una storia di solidarietà tutta al femminile, ideata e promossa a Trieste dall’Associazione Goffredo de Banfield, la onlus che da più di trent’anni si occupa di assistenza e cura delle persone anziane fragili, o affetti da Alzheimer, e delle loro famiglie. Le borse realizzate per l’iniziativa – 146 in tutto, pezzi unici uno diverso dall’altro -, tutte denominate “La Borsa che Dona”, sono state rese disponibili online appunto da ieri 1 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale del Dono, fino ad esaurimento sul sito della onlus: www.debanfield.it. Si possono anche visionare su appuntamento presso la sede di via di Casa Viola di via Filizi. Ad accompagnare il progetto tre volti noti della scena triestina, e non solo: l’attrice Ariella Reggio, celerata protagonista del palcoscenico così come nota per le numerose partecipazioni a fiction tv e film, Barbara Franchin, ideatrice di ITS – il contest internazionale di moda “International Talent Support” che si svolge ogni anno a Trieste – e il presidente della regata velica triestina “Barcolana” Mitja Gialuz. Tutti e tre hanno deciso di sostenere il progetto donando il loro tempo e “mettendoci la faccia”: a ritrarli in una serie di foto dove indossano la Borsa che Dona, la fotografa Lisa Zachettin che ha donato all’iniziativa il suo talento.

I testimonial dell’iniziativa.

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In copertina, la nuova presidente di Opi Trieste Cristina Brandolin.

Da Opi nazionale 37mila mascherine filtranti per gli operatori Fvg

Trentasettemila mascherine filtranti FFP2 sono arrivate, nella mattinata di ieri, alla sede di Trieste dell’Opi, Ordine delle Professioni Infermieristiche, da parte della Federazione Nazionale Fnopi nell’ambito del progetto avviato con il Ministero della Salute e con il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus: una mobilitazione che mira a garantire a livello nazionale e capillare l’approvvigionamento dei dispositivi personali di protezione per gli operatori sanitari impegnati in queste settimane in prima linea negli ospedali, nelle case di cura, nelle residenze per anziani e nelle case.
«Si tratta del quantitativo inviato da Fnopi per l’intera regione Friuli Venezia Giulia – ha precisato il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti –. Ci siamo quindi immediatamente mobilitati per coordinare la distribuzione con invio anche alle sedi di Gorizia (5.000), Udine (15.000) e Pordenone (8.500). Sono 8.500 le mascherine FFP2 che resteranno a Trieste, e saranno così distribuite: un migliaio all’Ircss Materno Infantile Burlo Garofalo, 7.000 ad Asugi Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina, che provvederà a distribuirle internamente, e 500 resteranno nella nostra sede per coordinare l’approvvigionamento destinato ai liberi professionisti che fanno capo ad Opi. È importante sottolineare, come ci ha indicato la Federazione nazionale, che la distribuzione è stata operata sulla base del contesto e delle necessità del territorio, ma non a copertura di eventuali carenze nelle strutture ospedaliere, o in sostituzione degli obblighi dei datori di lavoro: si tratta di risorse da utilizzare con cura, e parsimonia, per gli operatori sanitari impegnati nelle situazioni di maggiore rischio ed esposizione sul territorio, a cominciare dalle strutture residenziali. Sarà proprio Asugi, infatti, a garantire la consegna degli opportuni quantitativi alle residenze per anziani convenzionate delle province di Trieste e Gorizia». «Asugi – ha comunicato il direttore generale, Antonio Poggiana – ringrazia sentitamente Fnopi e Opi di Trieste per il supporto e l’impegno profuso per aiutare l’Azienda in questo particolare momento. Ribadisce, altresì, un caloroso grazie a tutti gli operatori sanitari costantemente impegnati in questa difficile battaglia».

Dettagli sul sito www.opitrieste.it
Tel. 040.370122

In copertina, il presidente di Opi Trieste Flavio Paoletti.

Fondazione Carigo e Caritas vicine a chi è in difficoltà

Da sempre vicina alla comunità locale e alle fasce più deboli della popolazione, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia continua in questo periodo difficile a collaborare sempre più a stretto contatto con le strutture preposte all’assistenza sanitaria e sociale, garantendo loro il suo pieno supporto per far fronte all’emergenza da Coronavirus. Prosegue dunque, ora più che mai, non solo la sinergia con l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina, a favore della quale la Fondazione Carigo ha stanziato un contributo di 250 mila euro per l’acquisto di dotazioni sanitarie, ma anche la collaborazione con la Caritas Diocesana di Gorizia, Ente che a livello locale è in prima linea a fianco delle persone in condizioni di fragilità socio-economica.
Con un contributo di 90 mila euro, che verrà messo a disposizione in via anticipata per gli interventi emergenziali, la Fondazione sostiene infatti la continuazione e il potenziamento del servizio attuato dalla Caritas attraverso i tre Empori della Solidarietà presenti nell’Isontino – a Gorizia, Monfalcone e Gradisca – per la distribuzione gratuita di prodotti di prima necessità alle persone indigenti, nonché il servizio di consegna domiciliare di prodotti essenziali alle persone bisognose residenti in tutti i Comuni dell’area isontina, inclusi quelli nei quali non è presente l’Emporio.
“Il rapporto di collaborazione con la Caritas Diocesana è un punto fermo nell’azione della Fondazione”, commenta la presidente Roberta Demartin, “e oggi più che mai il dialogo e la collaborazione tra gli enti del territorio sono indispensabili per far arrivare, nella maniera più tempestiva ed efficace possibile, il nostro aiuto alle persone che ne hanno bisogno”. “Ecco dunque che, al presentarsi dell’emergenza – prosegue – la Fondazione si è subito messa a disposizione per individuare assieme alla Caritas le possibili modalità di intervento. Il nostro impegno, però, non si ferma qui: in corso d’anno condivideremo con la Caritas un percorso comune di sostegno al territorio, a supporto delle esigenze che stanno emergendo ed emergeranno”.

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In copertina, la presidente della Fondazione Carigo, Roberta Demartin.