Nasce il “reumatologo di comunità”: sabato la sua presentazione a Udine

Sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sulle malattie reumatologiche, avvicinare la reumatologia alla popolazione e presentare i nuovi modelli assistenziali da poco attivati in Friuli Venezia Giulia. Sono questi gli obiettivi dell’incontro pubblico e a ingresso gratuito “Insieme per la Salute: la Reumatologia incontra la comunità” che si terrà a Udine sabato 17 maggio, alle ore 10, al Centro Convegni Paolino d’Aquileia in via Treppo. L’evento è organizzato dall’Associazione Malati Reumatici Fvg – Aps (A.Ma.Re.) in occasione dell’annuale assemblea dei soci, ha il patrocinio di Asufc, la partecipazione degli esperti della Clinica Reumatologica dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale. Patrocinano inoltre il Comune di Udine Assessorato alla Salute ed Equità Sociale (Progetto Oms “Città Sane”), Federsanità Anci Fvg e Anmar Associazione Nazionale Malati Reumatici.

Marinella Monte


I relatori – moderati dal dottor Giorgio Siro Carniello – saranno il professor Luca Quartuccio, direttore della Clinica Reumatologica Universitaria Asufc, e i reumatologi formatisi alla Scuola di specializzazione della Clinica Universitaria Reumatologica di Udine, che i pazienti potranno incontrare anche nei nuovi ambulatori territoriali di Gemona, Tarcento e Codroipo. Il dottor Nicola Cabas parlerà delle artriti croniche infiammatorie, la dottoressa Maria Teresa Rizzo interverrà su Lupus eritematoso sistemico e vasculiti, mentre il dottor Simone Longhino relazionerà sulla Sindrome di Sjögren.
«Questo incontro si propone come momento di ascolto, aggiornamento e dialogo tra cittadini e specialisti, in linea con gli obiettivi della nostra associazione – commenta la presidente di A.Ma.Re. Fvg, Marinella Monte. Sarà un’occasione di informazione e confronto sui temi della prevenzione, diagnosi precoce e gestione delle malattie reumatologiche che interessano una fascia sempre più ampia della popolazione. Durante l’incontro – precisa Monte – si parlerà delle nuove prospettive terapeutiche, con particolare attenzione alle cure già disponibili e a quelle in fase di introduzione, sempre più mirate e personalizzate. Ampio spazio sarà dedicato alle domande del pubblico in sala».

Le malattie – Le malattie reumatiche si distinguono sostanzialmente in due grandi gruppi:
1) le malattie meno frequenti ma ad alto impatto diagnostico ed elevata competenza specialistica, che necessitano di complessi livelli organizzativi o di alta tecnologia, per consentire la sopravvivenza e/o la prevenzione di gravi invalidità se non curate adeguatamente e tempestivamente e per ridurre i costi socio-economici che ne derivano (reumatismi infiammatori cronici, connettiviti, vasculiti).
2) le malattie molto frequenti, a minore impatto diagnostico ma estremamente diffuse, che necessitano di una corretta gestione per minimizzare il rischio di salute, ottimizzare la qualità di vita e le risorse disponibili, e che si avvantaggiano di interventi prevalentemente territoriali, possibilmente coordinati e capillarmente distribuiti (osteoartrosi, osteoporosi, reumatismi extra-articolari).
Si stima che in Italia (e in Friuli Venezia Giulia) il 10% della popolazione conviva con una malattia reumatica cronica. L’invecchiamento della popolazione e la crescente incidenza di patologie infiammatorie e autoimmuni rendono questo ambito clinico una priorità sanitaria. Oggetto del convegno saranno in particolare le artriti croniche infiammatorie, il lupus eritematoso sistemico, la sindrome di Sjögren e le vasculiti sistemiche.

Il progetto – Tema centrale dell’incontro sarà la presentazione del progetto del “reumatologo di comunità”, promosso dalla Clinica di Reumatologia dell’ASUFC, diretta dal professor Luca Quartuccio. Il nuovo modello prevede l’attivazione di ambulatori reumatologici nei distretti della provincia, a partire da Tarcento, Codroipo e Gemona, con l’obiettivo di portare la cura direttamente sul territorio. A differenza del modello tradizionale, che vedeva il paziente spostarsi verso centri specialistici, il reumatologo di comunità opera a stretto contatto con i medici di base, le Rsa e i servizi domiciliari, garantendo continuità assistenziale e tempestività nella diagnosi e nel trattamento, e riducendo le liste d’attesa.
“Insieme per la Salute” si inserisce in una visione più ampia di sanità centrata sulla persona. Udine è stata pioniera con la Carta per l’Umanizzazione delle Cure che promuove percorsi terapeutici empatici, attenti e personalizzati. Il reumatologo di comunità incarna questa visione, prendendosi cura dei pazienti nei loro contesti di vita quotidiana.

L’Associazione – Dal 1984 l’Associazione Malati Reumatici è impegnata a svolgere in Friuli Venezia Giulia azioni divulgative ed educative nei confronti dei propri associati, dei pazienti reumatologici in generale e dell’opinione pubblica affinché possano prendere coscienza dell’importanza socio – economica e delle problematiche connesse alle patologie reumatologiche in genere. Tra le attività, di particolare importanza è la Segreteria Sociale finalizzata ad accogliere le richieste dei malati e della popolazione, e a fornire informazioni. Offre ai propri soci a titolo gratuito sostegno psicologico d altre attività finalizzate a far incontrare i malati. Realizza opuscoli informativi sulle patologie reumatologiche e distribuisce la rivista “In Sinergia” edita dall’Anmar (Associazione Nazionale).

Tarcento, nasce l’Ospedale di comunità all’Opera Pia Coianiz con 20 posti letto a favore del Distretto Torre: sabato il via

«Il documento sottoscritto nella giornata di oggi presso l’Asp “Opera Pia Coianiz” di Tarcento, che prevede l’attivazione di un modulo dell’Ospedale di comunità a partire dal prossimo 1 febbraio, rappresenta un traguardo importante, nella pratica e simbolicamente. È il risultato di un lavoro di squadra, frutto di un percorso condiviso, che vuole rispondere alle reali necessità della cittadinanza, in seno a una progettualità centrata sull’integrazione socio-sanitaria. Con la sottoscrizione di oggi raggiungiamo un obiettivo strategico, di grande portata: è a questi target che puntiamo, su cui lavoriamo, nella certezza di aver intrapreso il percorso più corretto per adeguare il nostro sistema sanitario alle nuove condizioni demografiche e di salute della popolazione». Sono le parole dell’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che ieri mattina è intervenuto, negli spazi dell’Azienda pubblica per i servizi alla persona, dove il presidente della stessa Asp, Giovanni Zuccolo, e il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, Denis Caporale, hanno firmato l’accordo per l’attivazione dell’Ospedale di comunità all’interno della Coianiz. Presenti anche il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, il pievano di San Pietro Apostolo, monsignor Luca Calligaro, e i componenti del consiglio direttivo dell’Asp.

«Si tratta del primo esempio del nuovo modello organizzativo sul territorio dell’Asufcc – ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga, come informa una nota Arc -. Dispone di 20 posti letto dedicati, in linea con la programmazione sanitaria regionale e dell’Azienda sanitaria. L’Ospedale di comunità nasce per dare una soluzione concreta alle persone che, a seguito di un episodio di acuzie o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità. La cronicità è uno dei temi del nostro tempo, per ragioni di età e di lunghezza della vita, oltre che per la percentuale elevata di comunità anziana del Friuli Venezia Giulia, ormai prima regione in Italia in questo senso».
L’assessore Riccardi ha sottolineato come il raggiungimento di questo traguardo sia stato possibile grazie alla concreta collaborazione dei diversi soggetti coinvolti in questa primissima sperimentazione, che tra l’altro consentirà di verificare nella pratica anche le linee guida legate agli Ospedali di comunità. «L’operatività sinergica, lontana da sterili polemiche, che guarda al bene comune del cittadino, in un momento storico non semplice, è determinante per poter adeguare un sistema ormai obsoleto, che necessita di urgenti revisioni. Peraltro, per Tarcento abbiamo investito risorse ingenti, per l’implementazione del Distretto sanitario».
Il modulo dell’Ospedale di comunità nelle valli del Torre si configura come struttura sanitaria di ricovero breve, che afferisce alla rete di offerta dell’assistenza territoriale; svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, con la finalità di favorire dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni socio-sanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e più prossimi al domicilio. L’Asp tarcentina mette a disposizione il personale medico, infermieristico, assistenziale e i fisioterapisti, mentre sarà compito del Distretto sociosanitario del Torre il monitoraggio della qualità delle prestazioni erogate, la congruità e l’appropriatezza degli standard assistenziali e dei piani di assistenza di ogni singolo ospite. Il via del nuovo servizio, come detto, sabato prossimo.

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi (al centro) durante la firma dell’atto che dà avvio al servizio sanitario; all’interno, gli intervenuti all’incontro e la visita alle strutture dell’Asp di Tarcento.

(Foto Regione Fvg)

Palmanova, Marco Anzovino emozionerà cantando e raccontando Lucio Dalla attraverso il progetto di inclusione Thiel

Il musicoterapeuta e scrittore Marco Anzovino rende omaggio all’indimenticabile Lucio Dalla con il suo spettacolo intitolato “Futura”. E lo fa reinterpretando in chiave acustica una parte della produzione artistica del cantautore bolognese, accompagnato dalla cantante Veronica Bitto e dal chitarrista Cesare Coletti. Durante lo spettacolo, che si terrà stasera, a partire dalle ore 20,45, al Teatro Gustavo Modena di Palmanova, Anzovino racconta i passaggi della carriera di Dalla intervallando l’esecuzione delle canzoni con aneddoti personali della sua vita adolescenziale, quando diventò suo grande fan. Un viaggio coinvolgente ed emozionante, profondo e leggero, divertente e commovente, che ci fa rivivere Lucio Dalla nel suo essere così multiforme, unico, lontanissimo da chiunque, capace di insegnarci ad abbattere gli schemi, i recinti: essere nello stesso tempo indipendente, popolare, colto avanguardista e tradizionale, giocando con gli opposti e con le contraddizioni senza mai farsi trovare in una zona precisa.
L’evento è organizzato nell’ambito di “Passo dopo passo. Palestre di inclusione #3”, un progetto della Cooperativa Sociale Thiel, organizzato con il Comune di Palmanova, in partenariato con l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, l’Istituto Comprensivo Palmanova e con il sostegno della Fondazione Friuli (Bando Welfare 2024).

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti. Per informazioni e prenotazioni: 320.6512012 (Anna).

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In copertina, il musicoterapeuta e scrittore Marco Anzovino atteso stasera a Palmanova.

Cooperativa Thiel, “passo dopo passo” per inclusione e benessere collettivo

A fronte del continuo aumento delle richieste di intervento per disturbi neuropsichici dell’età evolutiva, acuito dagli effetti della pandemia, si riduce la capacità di un’adeguata presa in carico terapeutico-riabilitativa, sia nei confronti dei minori che delle famiglie. È necessario, quindi, incrementare il sistema delle opportunità del territorio e sperimentare soluzioni che consentano di utilizzare le risorse economiche come investimento per la creazione di legami sociali e nuove occasioni di sviluppo locale: un sistema di welfare generativo per intervenire sulle fragilità individuali e, al tempo stesso, generare benessere e miglioramento sociale per tutta la popolazione.
Il progetto: “Passo dopo passo. Palestre di inclusione”, realizzato dalla cooperativa sociale Thiel in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (SOC Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), il Comune di Palmanova e con il sostegno della Fondazione Friuli nell’ambito del Bando Welfare, mira a realizzare concrete opportunità di inclusione dei minori con disabilità e delle loro famiglie attraverso la realizzazione di laboratori ludico-ricreativi, artistici e creativi aperti a tutta la cittadinanza. Il progetto, in partenza a fine marzo, prevede: laboratori (burattini, con Michele Polo e ceramica, con Simone Paulin) per bambini e bambine fra i 6 e i 10 anni; laboratori (mosaico con Musivaria, e fotografia, con Francesco Cecconi) per ragazzi e ragazze fra gli 11 e i 17 anni; laboratori (sartoria, con Sara Marson e lavoro a maglia, con Isabella Pontel) per adulti. Le attività si caratterizzano per una bassa soglia di abilità in entrata e risultano inclusive delle differenze fisiche, psichiche, cognitive e sociali di ciascuno dei partecipanti.
«Siamo felici di avviare le attività della nostra nuova sede di Palmanova (in Borgo Udine, 50) con un progetto aperto a tutta la cittadinanza – sottolinea il presidente della Thiel, Luca Fontana -. La nostra volontà è quella di connetterci con il territorio nell’ottica di favorire l’attivazione della comunità e la sua partecipazione, di catalizzare potenziali attori per future iniziative e realizzare progetti che promuovano il benessere dei singoli e della collettività».
La partecipazione alle iniziative del progetto è libera, aperta e gratuita. Per info e iscrizioni: telefono e whatsapp; 320.6512012; e-mail: anna.sabatti@coopthiel.it

Tarcento, ci sono oltre 10 milioni per il Distretto socio-sanitario del Torre: nasce anche una Casa della comunità

«Nonostante il periodo difficile che ha messo a dura prova il sistema in questi cinque anni di legislatura, abbiamo incrementato i fondi a favore della sanità territoriale di oltre dieci volte: continuiamo a investire somme straordinarie perché il cittadino possa sentirsi al sicuro, rassicurato e seguito nelle sue esigenze di assistenza e nelle sue domande di salute. In questo senso, le strutture territoriali giocano un ruolo fondamentale per intervenire dove serve e quando serve in maniera puntuale e appropriata». Lo hanno sottolineato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il suo vice con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenuti a Tarcento per la presentazione degli investimenti sulle strutture del Distretto socio-sanitario. All’incontro ha preso parte anche il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale, Denis Caporale, presenti i sindaci della zona Pedemontana. Oltre a quello di Tarcento, l’area di competenza comprende infatti i Comuni di Attimis, Cassacco, Faedis, Lusevera, Magnano in Riviera, Nimis, Povoletto, Reana del Rojale, Taipana e Tricesimo.
«Per la zona del Distretto del Torre sono disponibili oltre 10 milioni di euro, di cui 3 derivano da un ulteriore finanziamento regionale – hanno ricordato Fedriga e Riccardi -, parte di questa somma sarà impiegata per la realizzazione di una Casa della comunità per quasi 1,5 milioni di euro. Si unisce a questo sforzo quello che stiamo facendo per potenziare la telemedicina e per contrastare l’obsolescenza tecnologica di presidi e strumentazioni sanitarie».
Per il Distretto di Tarcento era già previsto, ed è in fase di progettazione avanzata, un intervento di ampliamento compresa la realizzazione di parcheggi (primo lotto), con successiva riqualificazione dell’edificio esistente (secondo lotto). Con l’intervento previsto nel Pnrr, i lavori del primo lotto comporteranno la realizzazione della Casa della comunità hub di Tarcento. L’ampliamento prevede, al piano terra, il centro di salute mentale; la continuità assistenziale/medici di medicina generale; prelievi, vaccinazioni, ambulatorio infermieristico, ufficio Afir; attese, servizi e spazi accessori. Al primo piano troveranno spazio, invece, gli ambulatori specialistici: cardiologico, chirurgico, Orl, dermatologico, oncologico, dermatologico, due per attività odontoiatrica, locale sterilizzazione. Il terzo piano ospiterà gli uffici direzione Distretto e la segreteria, e il punto unico di accesso e integrazione con i servizi sociali dell’ambito.

DISTRETTO DI TARCENTO

Attimis
Cassacco
Faedis
Lusevera
Magnano in Riviera
Nimis
Povoletto
Reana del Rojale
Taipana
Tarcento
Tricesimo

 

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In copertina, il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi intervenuti a Tarcento.

Tatuaggi in radioterapia, da Lilt e Banca di Udine strumento d’avanguardia all’ospedale

Si chiama “Sistema Comfort Marker 2.0”, la definizione corretta è “Sistema per il posizionamento di marcature sulla pelle umana per trattamenti di radioterapia”, ma gli operatori lo chiamano più semplicemente “tatuatore”. L’apparecchiatura di ultima generazione – è stata da pochissimo approvata dall’Aifa – è stata donata alla struttura di Radioterapia dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale dalla Lilt Associazione Provinciale di Udine “Elio ed Enrico Morpurgo”, grazie alla generosa oblazione finalizzata ricevuta dalla Banca di Udine.


La cerimonia di consegna è avvenuta nel seminterrato del padiglione 15 dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, dove il sistema è già utilizzato da alcune settimane. A trarne giovamento saranno gli operatori (lo strumento garantisce una maggiore efficienza clinica) ma soprattutto i pazienti, perché il dispositivo permette la creazione, sicura, precisa, indolore e a profondità controllata di punti di riferimento semipermanenti (tatuaggi) finalizzati al posizionamento del paziente durante il trattamento radioterapico. Presenti – assieme ad una folta rappresentanza del personale della struttura -il direttore medico dell’Ospedale di Udine, Luca Lattuada; Marco Trovò, direttore della Radioterapia; per la Lilt friulana il presidente Giorgio Arpino; per la Banca di Udine il presidente Lorenzo Sirch.
«Si tratta – ha commentato il dottor Trovò – di una donazione di grande valore dal punto di vista sociale: d’ora in poi tutti i pazienti trattati potranno dimenticare dal punto di vista fisico i segni dell’esperienza negativa che spesso porta con sé una patologia oncologica. Se fino ad oggi i segni del trattamento radioterapico erano indelebili, con questo nuovo strumento scompaiono dopo circa quattro mesi, e con essi scompaiono gli inestetismi e scompare il ricordo di un periodo difficile della propria vita».
L’ingegner Arpino, ricordando che quest’anno la Lilt nazionale celebra i 100 anni di vita, ha sottolineato come sia quasi centenaria anche la collaborazione tra l’Ospedale di Udine e la Lilt friulana: nel lontano 1927 fu proprio l’associazione ad acquistare tre barrette di radio (100 milligrammi) e a donarle alla neonata radioterapia del nosocomio udinese.

 

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In copertina e all’interno immagini della consegna della importante attrezzatura all’ospedale di Udine.

“Ritorno al futuro… che vorrei”, attivi i ragazzi della cooperativa sociale Thiel

Si è concluso in questi giorni il progetto “Ritorno al futuro… che vorrei” realizzato dalla Cooperativa sociale Thiel in collaborazione con il Servizio di Neuropsichiatria Infantile territoriale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale. «È stato un progetto che ci ha permesso di entrare in contatto con molti ragazzi e ragazze del territorio e di dare una risposta ai loro bisogni e a quelli delle loro famiglie attraverso la realizzazione di laboratori artistici e creativi, secondo una logica di welfare generativo di comunità che indirizza tutte le attività della nostra Cooperativa», dice Luca Fontana, presidente della Thiel.


Ultimo a essere realizzato, in ordine di tempo, è stato il laboratorio di fotografia organizzato a Fiumicello grazie alla collaborazione con il fotografo Francesco Cecconi. Vi hanno partecipato sette fra ragazzi e ragazze dagli 11 ai 15 anni, sperimentandosi con colori, prospettive, linee e ritratti sia utilizzando il proprio smartphone che approcciandosi, per la prima volta, a una macchina fotografica professionale con tanto di cavalletti e luci.
Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione Friuli, nell’ambito del Bando Welfare, prevedeva altresì un laboratorio sperimentale di intervento abilitativo e riabilitativo per bambini con disturbi del neurosviluppo attraverso l’uso di tecnologie quali la realtà virtuale, la realtà aumentata e la stimolazione multimodale. Questa attività è stata realizzata in collaborazione con la professoressa Teresa Farroni, esperta nel campo delle neuroscienze cognitive dello sviluppo e si è sviluppata in una sala messa a disposizione dal Comune di Ruda, con il coinvolgimento di una decina di ragazzi con le relative famiglie.
Visti l’interesse e l’apprezzamento dimostrati da ragazzi e famiglie, la Cooperativa Thiel è già all’opera per ottenere i finanziamenti che possano consentire di dare un seguito al progetto con nuove proposte laboratoriali e con la prosecuzione delle attività sperimentali condotte con la professoressa Farroni.

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In copertina e all’interno due momenti dell’attività alla Cooperativa sociale Thiel.

 

“Obesità e salute mentale”, sabato mattinata di riflessione a Latisana

di Silvio Bini

Il self-empower è un processo di riconquista della consapevolezza di sé, del riconoscimento delle proprie potenzialità e della capacità di agire. E’ un lavoro che punta sulla crescita del senso di autoefficacia e sul potenziamento del pensiero positivo, per arrivare infine al ritrovato benessere. E’ un tema che verrà sviluppato nell’incontro pubblico “Obesità e salute mentale” dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, che si terrà sabato 26 marzo a Latisana, al Centro polifunzionale, con inizio alle ore 9, organizzato dal Dipartimento di Salute mentale. Dopo il saluto delle autorità, alle 9.30, su Obesità e stigma, parlerà la dottoressa Laura Dalla Ragione, direttrice della rete per i disturbi del comportamento alimentare dell’Usl1 dell’Umbria. Seguirà, alle 11.30, una tavola rotonda, della quale sarà moderatore il dottor Marco Bertoli, direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’Asufc. Interverranno il professor Matteo Balestrieri, direttore della Clinica psichiatrica Asufc; il professor Gianni Biolo, direttore del Dipartimento Scienze mediche, Chirurgiche e della Salute, dell’Università di Trieste; la dottoressa Monica Corsaro, responsabile del Centro per i disturbi del comportamento alimentare Asfo; la dottoressa Anita Cacitti, psicologa e psicoterapeuta Dpb Udine e la dottoressa Corinna Michelin, responsabile del Centro per i disturbi del comportamento alimentare Asugi. La conclusione dei lavori sarà fra le 13 e le 13.30.

 

Un progetto della Cooperativa Thiel per i ragazzi della Bassa friulana

Favorire esperienze di socializzazione e rapporto con i pari tramite attività di gruppo e laboratori: il “fare” e il “fare assieme” come strumenti di un percorso di crescita personologica, confronto e maturazione per i giovani. Questo uno degli obiettivi del progetto: “Ritorno al futuro… che vorrei”, rivolto ai preadolescenti e adolescenti del territorio della Bassa friulana e realizzato dalla Cooperativa sociale Thiel in collaborazione con il Servizio di Neuropsichiatria infantile territoriale della Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale. In tale contesto, nei mesi scorsi, a Cervignano e San Giorgio di Nogaro, sono già stati realizzati laboratori incentrati sulla conoscenza ed esperienza di varie forme artistiche: mosaico, teatro, pittura, scultura, riciclo.

Attualmente, a Palmanova sono in corso anche delle attività che si rivolgono a ragazze e ragazzi adolescenti afferenti al servizio di Neuropsichiatria Infantile della Bassa friulana, che presentano alcune problematiche di socializzazione, ritiro sociale e/o che stanno attraversando un periodo di difficoltà relazionale. I percorsi laboratoriali prevedono attività manuali che sperimentano l’uso di diversi materiali: lana, carta, feltro, tessuti e stoffe.
Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione Friuli (nell’ambito del Bando Welfare), proseguirà con un laboratorio di fotografia condotto dal fotografo Francesco Cecconi nella sede della Thiel, a Fiumicello (in via Libertà 13). Gli incontri sono rivolti a preadolescenti e adolescenti e si terranno il giovedì pomeriggio, dalle 16 alle 18, a partire dal 24 febbraio per un totale di 4 appuntamenti (Info: 320.6512012 – anna.sabatti@coopthiel.it).
«La nostra esperienza ci conferma l’efficacia abilitativa e riabilitativa delle attività laboratoriali perché consentono di sviluppare consapevolezza, competenze e partecipazione attiva, valorizzano le risorse personali di ognuno e sono degli strumenti adatti a coltivare interessi, sviluppare relazioni e progetti, impiegando il tempo libero in modo creativo», dice Luca Fontana, presidente della Cooperativa Thiel.
La pandemia, purtroppo, ha portato con sé anche una riduzione degli spazi aggregativi e dei momenti di socialità e molti adolescenti ne hanno pesantemente risentito, con ripercussioni sulla sfera privata, familiare, relazionale e scolastica. I laboratori della Thiel, quindi, vogliono essere una sorta di palestra in cui potersi riallenare all’interazione con l’altro in un ambiente protetto e in un contesto di piccolo gruppo.

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In copertina e all’interno due immagini dei laboratori alla cooperativa Thiel.

 

Da ieri a Cornino “Vivi e liberi di volare” tre grifoni e altri venti rapaci

Tre maestosi giovani grifoni, catturati nella campagna di inanellamento e trattenuti per qualche giorno nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino a fini di studio, e una ventina di altri rapaci hanno spiccato di nuovo il volo, tornando padroni del cielo: ha regalato grandi emozioni “Vivi e liberi di volare”, momento di punta della programmazione annuale della Riserva stessa, che nel pomeriggio di ieri – all’indomani dell’International Vulture Awareness Day – ha richiamato un foltissimo pubblico, nella migliore tradizione dell’evento. Presenti alla cerimonia di liberazione varie autorità, a cominciare dal sindaco di Forgaria nel Friuli Marco Chiapolino (che ha sottolineato il valore del Progetto Grifone e l’importante risultato della messa in sicurezza delle linee elettriche, a tutela dei rapaci), dall’assessore alla Riserva Pierluigi Molinaro e dal presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, il quale ha rimarcato il valore dell’operazione di tutela e studio che ha fulcro a Cornino.

IL CARCERE DI TOLMEZZO – Ricchissimo il programma della giornata, culminato appunto nella liberazione degli animali: e fra i tanti momenti di approfondimento offerti spiccava quello che ha visto protagonisti i detenuti della Casa circondariale di Tolmezzo, coinvolti in un progetto di alta rilevanza sociale ed educativa, sfociato nella realizzazione – da parte dei carcerati – di una fedelissima riproduzione di un grifone a grandezza naturale, in legno dipinto. L’opera è stata esposta all’esterno del Centro visite. Sviluppata nell’ambito del progetto “Sbarre senza gabbia”, sostenuto dall’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, l’iniziativa è stata illustrata dalla coordinatrice del progetto Virginia di Lazzaro (La Loc e Arte e Libro Onlus) e dalle sue collaboratrici. Forte soddisfazione per l’esito della sinergia con l’istituto penitenziario è stata espressa dal vicesindaco Luigino Ingrassi, che ha seguito l’iter dell’operazione – partita nell’autunno 2019 – e che parlato di «importante punto di partenza», lasciando aperta la porta a nuove occasioni di collaborazione.

ALCUNI DATI SCIENTIFICI – Per spiegare al pubblico l’importante ruolo giocato in natura dagli avvoltoi, il team della Coop Pavees, gestore della Riserva, ha coinvolto un gruppo di qualificati relatori, tra cui il direttore del Parco Natura Viva di Bussolengo Cesare Avesani Zaborra e André Stadler, direttore dell’Alpenzoo di Innsbruck. E il direttore scientifico della Riserva di Cornino, Fulvio Genero, ha divulgato gli esiti degli ultimi monitoraggi, che confermano la crescita dell’andamento riproduttivo dei grifoni: attualmente sono 73 le coppie censite, cifra certamente per difetto rispetto al totale effettivo. E continua ad allargarsi l’areale occupato, sia nel settore prealpino che in quello alpino. Procedono intanto le attività di ricerca e monitoraggio attuate dalla Coop Pavees, presieduta da Luca Sicuro: ultimamente sono stati catturati una ventina di grifoni, ai fini dell’inanellamento, della marcatura e del controllo dello stato di salute.

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In copertina, ecco uno dei grifoni mentre spicca il volo a Cornino.