Il Rojale questa sera atteso a teatro a Remugnano con gli attori di Nimis

(g.l.) Dopo il recente successo di Attimis, la Compagnia teatrale di Nimis è attesa nel Rojale. Questa sera, 24 gennaio,, “La Beorcje”, diretta da Carla Monai, si esibirà infatti alle 20.45 nell’auditorium “Monsignor Giovanni Pigani” a Remugnano per presentare la stessa commedia in lingua friulana portata in scena nella sala Tristano d’Attimis. Si tratta, come è noto, di “Cuars n. 89” dell’emiliano Kramer Moggia. La serata, organizzata dal Comune di Reana del Rojale con la collaborazione dell’Associazione teatrale friulana, rientra fra le iniziative del Carnevale 2026 e sarà con ingresso gratuito.


Come si ricorderà, l’adattamento in friulano della commedia di Kramer Moggia aveva debuttato lo scorso autunno fra le mura di casa, ma subito dopo “La Beorcje” è stata invitata a proporlo anche in altre località, come Majano, Sevegliano e Attimis. E questa sera strapperà sorrisi e applausi agli spettatori del Rojale. Si tratta, infatti, di un lavoro divertente che gli attori di Nimis, appunto con la regia della maestra Monai, interpretano in modo brillante mettendoci tutta la passione che li anima.
«L’89 – si legge in una breve nota del Corriere dello Spettacolo – è il numero che la cabala assegna ai “cornuti” e che il falegname sogna assieme ad altri numeri. Il cornuto, secondo il sogno, è l’amico barbiere assai geloso. Il dilemma: se quei numeri uscissero? Si debbono giocare! La battuta chiave della commedia è: che si vinca o non si vinca la nostra vita, cambia fino all’estrazione? No! Perciò, fino a quel momento illudiamoci di vincere e facciamo baldoria. Ma se si vince il sogno è vero, per cui “figaro” è cornuto. Per la sua serenità, fortunatamente non vincono. Quei giorni, però, per gli amici degli amici fu un vero sollazzo. È proprio vero che: la vera amicizia ed una illusione ogni tanto rendono la vita felice».

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In copertina e all’interno due immagini della Compagnia teatrale di Nimis che questa sera si esibirà a Remugnano.,

“La Beorcje” di Nimis oggi inaugurerà la rassegna teatrale di Attimis riproponendo la bellissima commedia di Kramer Moggia. Poi altra replica a Reana

(g.l.) “La Beorcje” di Nimis avrà l’onore, oggi 17 gennaio, di inaugurare la 15ma rassegna teatrale di Attimis. Alle 20.30, nell’auditorium Tristano d’Attimis, la brillante compoagnia diretta da Carla Monai presenterà, infatti, “Corna n.89”, la commedia  in tre atti che aveva debuttato con grande successo in ottobre dinanzi al pubblico di casa – gremito il Teatro Juventus – e poi presentata, fra tanti applausi, anche fuori Comune. Lo spettacolo sarà successivamente portato in scena il 24 gennaio anche a Reana del Rojale. In entrambe le occasioni l’ingresso sarà libero.
“Cuars n. 89” è la versione in lingua friulana di una bellissima commedia di Kramer Moggia, autore nato a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, nel 1933. – «L’89 – si legge in una breve nota del Corriere dello Spettacolo – è il numero che la cabala assegna ai “cornuti” e che il falegname sogna assieme ad altri numeri. Il cornuto, secondo il sogno, è l’amico barbiere assai geloso. Il dilemma: se quei numeri uscissero? Si debbono giocare! La battuta chiave della commedia è: che si vinca o non si vinca la nostra vita, cambia fino all’estrazione? No! Perciò, fino a quel momento illudiamoci di vincere e facciamo baldoria. Ma se si vince il sogno è vero, per cui “figaro” è cornuto. Per la sua serenità, fortunatamente non vincono. Quei giorni, però, per gli amici degli amici fu un vero sollazzo. È proprio vero che: la vera amicizia ed una illusione ogni tanto rendono la vita felice».
Come detto, dopo l’impegno odierno, la compagnia di Nimis è attesa poi il 24 gennaio, alle 20.45, nell’auditorium Monsignor Giovanni Pigani di Remugnano, alla serata organizzata dal Comune di Reana del Rojale. Lo stesso giorno, tornando ad Attimis, si terrà la seconda rappresentazione della Stagione. Altri due spettacoli sono poi previsti il 7 e il 14 febbraio.

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In copertina, la regista Carla Monai; qui sopra, “La Beorcje” al completo.

Tradizioni epifaniche a Monteaperta, come le raccontava Marisa Filippig (già sindaco di Taipana) dodici anni fa: martedì l’addio sotto il suo Gran Monte

(g.l.) I fuochi epifanici si sono spenti con una brutta notizia per Monteaperta e l’Alta Val Cornappo, ma anche per Nimis, Lusevera e il Tarcentino nel suo insieme: la scomparsa, a 84 anni, di Marisa Filippig, una vita da insegnante, ma che è stata anche sindaco di Taipana. Una persona simpaticissima, dal tratto solare e aperto, sempre pronta per un aiuto ovunque ce ne fosse bisogno o una buona parola: per questo, tutti la ricorderanno con riconoscenza. I suoi funerali saranno celebrati martedì prossimo, 13 gennaio, alle 14.30, nella Chiesa parrocchiale della stessa Monteaperta, frazione alla quale Marisa era molto legata. Era profonda conoscitrice, infatti, della storia, delle tradizioni e della cultura di queste bellissime vallate. E a tale proposito vi proponiamo una interessante intervista che le fece nel 2014 Linda Amatulli, reperibile sulla rete, e che parla proprio delle usanze post-natalizie sotto quel Gran Monte che la professoressa tanto amava. L’articolo era stato pubblicato sul blog “Viaggio oltre il Torre – dove il confronto è donna”, «alla scoperta dei saperi tramandati dalle donne ed effettuato attraverso interviste, laboratori artigianali, enogastronomici, educational tour, mostre ed eventi». Un progetto che era stato finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia al Consorzio Dolcenordest e che era stato sviluppato in collaborazione con Lab Rea di Angela Zolli nei nove Comuni consorziati. Quindi, oltre a Taipana, Nimis e Lusevera, anche Attimis, Faedis, Magnano in Riviera, Povoletto, Reana del Rojale e Tarcento. Eccone pertanto il testo.

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di Linda Amatulli

Ci inoltriamo ora con Marisa Filippig nel mondo delle tradizioni popolari, parlando, in particolare, del rito epifanico di Monteaperta, una frazione del Comune di Taipana.
Qual era il principale rito epifanico dell’Alta val Torre?
Anche noi della Valle realizziamo una pira, simile al Pignarul, ma che si chiama Polovin.
Veniva acceso sempre il 6 gennaio?
No, veniva acceso la sera del 5 gennaio, dopo la benedizione dell’acqua e del sale che si svolgeva in chiesa, dopo le 18.
Chi preparava questo Polovin?
Il Polovin veniva preparato dai giovani del paese, uno per ogni borgata: borgo di sopra, di mezzo e di sotto. Ve ne era anche un quarto, nei periodi storici in cui c’era più popolazione. I giovani del paese iniziavano a pensarci già da ottobre, quando rientravano la maggior parte degli emigranti stagionali, gli uomini dalle fornaci e le donne dal servizio presso famiglie benestanti.
C’erano differenze di genere?
In una società così fortemente influenzata dalla differenza tra uomo e donna i compiti erano nettamente separati: solo i maschi potevano costruire il Polovin mentre le donne erano addette alla preparazione del cibo per la festa, relegate in casa. Da questo punto di vista io sono stata molto fortunata: pur bambina partecipavo sempre ai giochi e alle scorribande dei miei compaesani perché stavo sempre con mio fratello maggiore, che mi portava con sé dappertutto.
Di cosa era composto il Polovin?
In un’economia di montagna molto severa ogni legnetto era utile alla sua costruzione. Questo comportava in seconda battuta anche una maggiore manutenzione dei boschi, che venivano ripuliti da tutto il legname utile. Si conficcava un palo più lungo nel terreno e intorno a questo si sistemava la legna in pira. In cima veniva fissato poi un fantoccio vestito di stracci, una sorta di befana, che ogni tanto portava uno zaino o una gerla, simbolo dell’anno vecchio che se ne andava.
Cosa succedeva dopo l’accensione?
Iniziava la festa naturalmente! Si stava tutti intorno al falò che ardeva, ognuno portando del cibo o del vino, a volte del vin brulè. Uno dei cibi tipici dell’Epifania era la pacia, una focaccia fatta con farina di mais e condita, quando si poteva, con uvetta, salsicce o castagne.
È ancora viva questa tradizione?
Purtroppo no, soprattutto dopo le due guerre mondiali e il conseguente spopolamento del paese.
E voi bambini partecipavate alla festa?
Certo, costruivamo un Polovin tutto nostro, con materiali ancora più umili di quelli usati per quello ufficiale: fiammiferi, pezzetti di carta, tutti gli scarti. Se eravamo fortunati trovavamo una rapa o una patata dimenticata sotto la neve, la cuocevamo e la mangiavamo tutti insieme. Anche nella miseria eravamo felici.
Grazie Marisa.

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In copertina, Marisa Filippig scomparsa a 84 anni durante quell’intervista del 2014 in una foto di Angela Zolli.

Fisarmonicisti Tarcento, l’Ensemble di Massimo Pividori oggi a Gorizia per i Premi “Nadâl Furlan”. E domani a Billerio anche con il violino di Daniel Longo

(r.s.) Doppio impegno, tra oggi e domani, per l’Ensemble Flocco Fiori del Gruppo fisarmonicisti Tarcento. La “fisorchestra” diretta da Massimo Pividori questo pomeriggio, alle 17, sarà infatti protagonista nell’Auditorium della cultura friulana di via Roma, a Gorizia, per accompagnare la cerimonia di consegna dei premi “Nadâl Furlan”, storica manifestazione annuale organizzata come sempre dal Circolo culturale Laurenziano di Buja con la collaborazione del Comune collinare e il patrocinio di quello ospitante che sta vivendo, con Nova Gorica, gli ultimi momenti di quella straordinaria esperienza che è stata Go!2025 Capitale europea della cultura.

Domani sera, invece, i Fisarmonicisti tarcentini del maestro Pividori daranno vita al “Concerto dell’Immacolata” che si terrà, alle 20.30, nella Chiesa di San Giacomo Apostolo a Billerio. Annunciata anche la partecipazione del violinista Daniel Longo che aveva suonato con loro la scorsa settimana ad Attimis, in occasione della festa del patrono Sant’Andrea, eseguendo un bellissimo programma che era stato molto applaudito, tanto che sarà riproposto anche in questa nuova esibizione. Si tratta, infatti, di una “scaletta” di prim’ordine che attinge ad opere di eccelsi autori della grande musica come Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel – saranno eseguiti il famosissimo “Jesus bleibet meine Freude” e la “Pastoral Symphony” dal celeberrimo Messiah -, passando per nomi prestigiosi che hanno scritto brani proprio per lo strumento a mantice, fino a concludere con un grande del nostro tempo: Ennio Morricone. Otre che nella esecuzione d’insieme, alcuni brani potranno essere gustati anche nelle interpretazioni solistiche di Gianni Passon e Valentino Novelli, oltre che dello stesso Pividori. Il quale eseguirà in duo proprio con il maestro Longo un coinvolgente brano, “Czardas”, di Vittorio Monti. Il concerto di domani, con ingresso libero, beneficia del patrocinio del Comune di Magnano in Riviera al quale si è aggiunto anche l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, il maestro Massimo Pividori direttore dell’Ensemble Flocco Fiori del Gruppo Fisarmonicisti Tarcento; all’interno, immagini del concerto di Attimis con la partecipazione del violinista Daniel Longo.

Attimis è in festa per Sant’Andrea e questa sera invita a un grande concerto con i Fisarmonicisti di Massimo Pividori e il violino di Daniel Longo

(r.s.) L’Ensemble del Gruppo Fisarmonicisti Tarcento porta il nome di Flocco Fiori, grande virtuoso del mantice che in Friuli fu uno dei primi, se non addirittura l’unico, a dimostrare ancora tanti anni fa quanto il popolare strumento si prestasse, grazie a opportune trascrizioni, anche per l’esecuzione di brani della cosidetta “musica colta”: memorabile un suo concerto di pochi anni dopo il terremoto, quando nel Duomo di Nimis aveva letteralmente incantato il pubblico. Flocco Fiori era il suo nome d’arte, perché al secolo il famoso fisarmonicista si chiamava Belfiore Flocco ed era nato ad Attimis. Ed è proprio nel paese attraversato dal Malina che questa sera, 29 novembre, l’Ensemble che ne perpetua il nome terrà un concerto in suo onore, sotto la direzione di Massimo Pividori, alle 21 nella Chiesa di Sant’Andrea, con ingresso libero. Perché la manifestazione è inserita proprio nel programma della “due giorni” della festa patronale, organizzata dalla Pro Loco Alta Val Malina, dalla Parrocchia intitolata all’Apostolo e dal Comune di Attimis, con l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine.


Per i fisarmonicisti del maestro Pividori si tratterà, dunque, di un nuovo, importante appuntamento dopo la recentissima rassegna internazionale che hanno proposto, per la decima volta, con rinnovato successo al Teatro Margherita di Tarcento, dove sono stati applauditi da una folta platea. Con loro ci sarà il violinista Daniel Longo che si era già esibito con il Gruppo l’8 settembre scorso nel Santuario delle Pianelle, a Nimis, con un programma che aveva entusiasmato tutti. Cosa che sicuramente si ripeterà questa sera al Concerto di Sant’Andrea perché per l’occasione è stata messa a punto una scaletta di prim’ordine che attinge ad opere di eccelsi autori della grande musica come Johann Sebastian Bach e Georg  Friedrich Händel – saranno eseguiti il famosissimo “Jesus bleibet meine Freude” e la “Pastoral Symphony” dal celeberrimo Messiah -, passando per nomi prestigiosi che hanno scritto brani proprio per lo strumento a mantice, fino a concludere con un grande del nostro tempo, che ci ha lasciato diversi capolavori rimasti legati anche a film che hanno contribuito a scrivere la storia del cinema italiano: Ennio Morricone. Otre che nella esecuzione orchestrale d’insieme, alcuni brani potranno essere gustati anche nelle interpretazioni solistiche di Gianni Passon e Valentino Novelli, oltre che dello stesso Massimo Pividori. Il quale eseguirà in duo proprio con il maestro Longo un coinvolgente brano, “Czardas”, di Vittorio Monti (1868-1922).

Flocco Fiori


Daniel Longo, con “radice” paterna a Nimis, si è laureato in violino al Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, dove ora sta sostenendo un nuovo corso di specializzazione in musica da camera. Il giovane professionista, 28 anni, ha già al suo attivo una importante esperienza orchestrale maturata all’interno della sinfonica regionale Fvg Orchestra e dell’Orchestra “Thomas Schippers” del maestro Carlo Grandi. Ma il musicista, che risiede nel capoluogo giuliano, ha suonato anche con altre formazioni, tra le quali emergono la Sinfonietta Fvg di Luisa Sello, l’Orchestra da camera di Pordenone e l’Ensemble Audimus che domenica scorsa, con la direzione di Francesco Gioia, ha offerto un applauditissimo concerto per l’Avvento a Venzone e altri sono in programma nei prossimi giorni a Udine, Pasian di Prato e Pradamano. In agosto, il violinista ha suonato anche a Cividale nell’ambito dei Corsi internazionali di perfezionamento musicale “Sergio Gaggia”, nella formazione guidata dall’olandese Daniel Rowland, e alla fine dello stesso mese ha fatto parte dell’orchestra di Operaprima-Wien, diretta da Tiziano Duca, che a Pozzuolo del Friuli ha proposto con grande successo “Turandot”, una fra le più famose opere di Giacomo Puccini. E ora si cimenterà in questo nuovo avvincente programma con i Fisarmonicisti di Tarcento.
Il concerto di questa sera sarà preceduto, alle 20, nella stessa parrocchiale, da una commemorazione di Padre Tristano d’Attimis a 300 anni dal noviziato. Domani mattina, invece, alle 10.30 ci sarà un suggestivo concerto di campane in attesa della Messa solenne delle 11. Quindi, la “due giorni” di festa sarà coronata alle 12.30, nell’edificio delle scuole elementari, dal Pranzo di Sant’Andrea, il cui menù è molto invitante; seguiranno divertenti giochi popolari.

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In copertina e all’interno Massimo Pividori e Daniel Longo con il Gruppo Fisarmonicisti Tarcento durante il bellissimo concerto dell’8 settembre scorso nel Santuario della Madonna delle Pianelle a Nimis.

Monsignor Dino Bressan nominato vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine. Lascerà la guida della Pieve di Tricesimo e della Forania della Pedemontana

di Giuseppe Longo

Importante promozione per monsignor Dino Bressan, 68 anni proprio oggi, arciprete di Tricesimo, che diventa il numero 2 dell’Arcidiocesi di Udine. Monsignor Riccardo Lamba, che ne è titolare da poco più di un anno, l’ha infatti appena nominato vicario generale e moderatore di Curia. Il presule ha comunicato la sua decisione al clero diocesano riunitosi stamane ad Aquileia per il pellegrinaggio giubilare dedicato proprio a sacerdoti e diaconi. Il nuovo incarico – come informa la stessa Chiesa friulana – avrà decorrenza a partire dal 1° settembre, per cui da quella data monsignor Bressan lascerà le Parrocchie di Tricesimo, Ara e Fraelacco.

Nel contempo, dovrà rinunciare anche alla guida della Forania della Pedemontana quella che, in base alla riforma adottata qualche anno fa dall’allora arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, aveva assorbito le storiche Foranie di Gemona, Nimis, Tarcento e Tricesimo, istituendo le quattro omonime Collaborazioni pastorali che si aggiungono a quelle di Osoppo, Povoletto e Reana. Una decisione che lo stesso monsignor Lamba comunicherà direttamente anche agli operatori pastorali dei Comuni di Povoletto, Nimis, Attimis e Taipana che incontrerà questa sera nell’Oratorio di Povoletto.
Don Bressan prenderà il posto di monsignor Guido Genero che per raggiunti limiti d’età (classe 1947) lascia la seconda carica diocesana dopo quasi quindici anni di servizio a fianco del citato arcivescovo Mazzocato e ultimamente di monsignor Lamba. Come detto, il sacerdote, originario di Cussignacco, proprio oggi compie 68 anni essendo nato il 5 giugno 1957 a Charleroi, in Belgio, da una famiglia originaria di Cussignacco, popolosa frazione alle porte di Udine. Monsignor Bressan è parroco di Tricesimo, Ara e Fraelacco dal 2021 e dall’anno scorso è appunto vicario foraneo della Pedemontana: incarichi che da settembre passeranno in altre mani. L’Arcidiocesi di Udine, al riguardo, ha già annunciato che la nuova guida dell’importante Pieve tricesimana sarà resa nota nelle prossime settimane.

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In copertina, monsignor Dino Bressan; all’interno, il Duomo di Tricesimo.

 

Nimis, appello di Mareschi per la pace: le vite dei Caduti di Nongruella e di quelli di tutte le guerre non siano perse invano

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Durante una operazione condotta da una compagnia tedesca di stanza a Gradisca d’Isonzo, in funzione di contrasto alle attività partigiane, nelle vallate del Cornappo e del Torre, tra l’11 e il 17 dicembre 1943, persero la vita 57 persone, tra cui anche tre cittadini inglesi. Di queste, il 12 dicembre furono uccisi otto concittadini di Nongruella e cinque cittadini di Subit e di Attimis. Un ulteriore, anzi il primo tributo di sangue pagato da Nimis per la difesa della propria e dell’altrui libertà». Sono le parole con cui il commissario comunale, Giuseppe Mareschi, ha ricostruito ieri mattina a Nongruella i fatti di quel dicembre di 81 anni fa a pochi mesi dall’armistizio dell’8 settembre, quando si scatenò quel rastrellamento nazista che fece le prime vittime del Comune pedemontano, seguite nove mesi dopo da quelle dell’Eccidio di Torlano e poi da quelle dell’incendio del capoluogo e della deportazione nei Lager in Germania.


In una splendida mattinata di sole, la borgata sopra Cergneu ha quindi reso omaggio, come fa ogni anno, a quei morti innocenti con una semplice cerimonia dinanzi alla lapide che ai margini del bosco li ricorda. Ha celebrato una Messa in loro suffragio il parroco don Marco Visintini, sottolineando l’impegno di tutti per la pace affinché non si compiano altre inutili stragi, come Benedetto XV ebbe definire, nel 1916, la Grande Guerra. Presenti una rappresentanza di Comuni vicini, tra cui i vicesindaci di Lusevera e Reana del Rojale, il commissario ha quindi tenuto il discorso commemorativo, dopo la deposizione di una corona d’alloro tra le note del Silenzio suonate dalla tromba. «Grazie a quanti si sono sacrificati fino a perdere la vita – ha affermato Mareschi – che oggi, non solo i cittadini di Nimis, ma l’intero popolo italiano, vive in un Paese libero e democratico. E ricordare e commemorare quei fatti e quei sacrifici deve anche indicarci, con forza, ogni giorno, che la libertà non è a prescindere, che la democrazia non è per sempre, ma sono valori che vanno difesi da tutti sempre. Ed è con questi sentimenti che oggi, a nome dell’intera comunità, onoro i Caduti di Nongruella e ricordo a tutti noi che non ci è permesso che le loro vite e quelle di tutti i Caduti, di tutte le guerre, siano perse invano». Infine, il rappresentante del Comune di Nimis – che, come è noto, traghetterà l’ente locale fino alle prossime elezioni amministrative – ha ringraziato quanti si adoperano «per lo svolgimento di questa cerimonia di commemorazione e chi si prende cura di questo luogo». La manifestazione si è, quindi, conclusa con un gustoso piatto di pastasciutta preparata dagli alpini del Gruppo Ana Nimis-Valcornappo, guidato da Roberto Grillo, e altre buone cose preparate da alcune bravissime cuoche di Cergneu.

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In copertina, il commissario Giuseppe Mareschi durante il discorso commemorativo; all’interno, tre immagini della cerimonia con l’omaggio ai Caduti e la celebrazione della Messa.

Torre Natisone, ecco l’ultima avventura autunnale: Zuc di Giai aspetta gli escursionisti fra i colori del “foliage”

Si conclude sabato 26 ottobre, con un’escursione tra Attimis e Zuc di Giai, l’edizione 2024 de “I Sentieri delle Pro Loco”, un’iniziativa promossa dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža Unpli APS, con le guide di Wild Routes, per valorizzare il territorio attraverso il trekking. “Anche quest’anno le escursioni proposte sono molto piaciute – ha commentato la presidente del Consorzio, Giovanna Rossetto – perché sono occasioni uniche per scoprire le bellezze naturalistiche e culturali dei nostri territori. Questa escursione tra Attimis e Lo Zuc di Giai si arricchirà di fascino perché si potrà ammirare il “foliage”. Ringraziamo gli amici della Pro Loco e delle associazioni del Comune di Attimis per l’ospitalità”.
Alle ore 15, le guide di Wild Routes condurranno tutti gli appassionati di trekking alla scoperta dello Zuc di Giai, un’escursione adatta a tutti, anche ai più piccoli (dagli 8 anni in sù). Partendo dal campo sportivo di Attimis, i partecipanti si inoltreranno nei boschi di castagni, ammirando le foglie che cambiano colore, i frutti maturi e i pungitopo, con le sue rosse bacche, assaporando tutta la magia dell’autunno. L’itinerario, di facile percorrenza (5 km per 200 m di dislivello), offrirà l’opportunità di godere di panorami mozzafiato e di respirare l’aria pura della natura. Al termine dell’escursione, sarà possibile rifocillarsi con prodotti locali presso un ristoro organizzato dalla Pro Loco.
Il costo dell’escursione è di 20 euro per gli adulti, 10 euro per i ragazzi dai 12 ai 18 anni accompagnati e gratuito per i bambini sotto i 12 anni. Il ritrovo è previsto per le ore 14.30 al campo sportivo di Attimis con partenza prevista per le ore 15. Si consiglia di indossare abbigliamento adatto all’escursionismo, scarpe da trekking, giacca a vento e di portare con sé acqua, snack, pranzo al sacco, crema solare, cappello/foulard e, se si desidera, i bastoncini da trekking.

È obbligatorio prenotare entro le 18:00 del 126 ottobre al numero 3334564933 (WhatsApp).
Maggiori info su www.consorzioprolocotorrenatisone.it

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In copertina, un sentiero ricoperto di ricci di castagne sui monti sopra Attimis.

Sport, promozione turistica e solidarietà: ritornerà domenica la Corsa per Haiti con un migliaio di ciclisti al via a Cividale

Si correrà domenica 19 maggio, con partenza e arrivo a Cividale del Friuli, l’edizione numero 31 della Corsa per Haiti. Un evento che non è soltanto la principale “Granfondo” ciclistica disputata in regione, ma anche una manifestazione che al confronto sportivo unisce la valorizzazione turistica del territorio e la solidarietà con una delle più martoriate popolazioni della Terra: la parte più povera dell’isola di Haiti.
Dieci i Comuni interessati dalla corsa: Attimis, Faedis, Prepotto, Pulfero, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna, Torreano e naturalmente Cividale dove, nella ex Caserma Francescatto, verrà allestito il “Borgo Haiti”, aperto domani pomeriggio dalle 14.30 e domenica mattina dalle 6.30 per iscrizioni, ritiro numeri e pacchi gara. La partenza verrà data alle 8.30 da via Perusini (di fronte al Palazzetto dello sport), dove è previsto anche l’arrivo. Due i percorsi agonistici, il GranFondo di 142 km e il MedioFondo di 96, ai quali si aggiunge quello della Cicloturistica per Haiti, di 78 chilometri. Tre percorsi, un territorio unico – quello delle Valli del Natisone e del Torre – con salite leggendarie per gli atleti e panorami mozzafiato per tutti. Perché tutto si svolga nel migliore dei modi (meteo permettendo sono attesi un migliaio di ciclisti) con la regia della società organizzatrice, la Asd Chiarcosso Help Haiti, e la collaborazione delle Amministrazione comunali e della Protezione civile delle località interessate saranno impegnati oltre 400 volontari, 200 dei quali addetti alla sicurezza degli incroci.
L’albo d’oro della Corsa per Haiti (la prima edizione risale al 1993) è ricco di nomi prestigiosi, da Daniele Pontoni, ex campione del mondo di ciclocross e attuale plurimedagliato commissario tecnico della Nazionale off-road, fino a Federico Pozzecco, che ha messo in bacheca le ultime due edizioni.
Importante sotto il profilo tecnico, la Corsa per Haiti lo è altrettanto – se non di più – per lo spirito che anima organizzatori e partecipanti: il progetto Help Haiti, al quale sono destinati i proventi della Corsa, la raccolta delle offerte libere, le risorse messe insieme dal patron Sante Chiarcosso e dai numerosi sponsor, da amici e collaboratori. Tutto è finalizzato a portare soccorso alle persone più sfortunate che popolano l’isola caraibica, dove la OdV Pane Condiviso (presieduta da Mary Agosto, moglie di Sante Chiarcosso) ha realizzato una struttura (“Kay”, che in creolo significa casa) pensata per ospitare le “bambine di strada”, togliendole dai pericoli della efferata vita quotidiana sull’isola, rovinata da violenze, soprusi, criminalità e nessun rispetto per la vita. Un progetto che va avanti pur tra mille difficoltà: negli ultimi mesi, la situazione ad Haiti si è ulteriormente incancrenita, con bande di malviventi che spadroneggiano tanto che le autorità non riescono a controllarle.

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In copertina, ciclisti pronti al via a Cividale in una passata edizione.

“Torre Natisone”, sui sentieri delle Pro Loco con le guide Wild Routes. Prima uscita sull’Anello delle Malghe di Porzus

Tra Valli del Torre e Natisone, ritorna “I Sentieri delle Pro Loco” ovvero il programma 2024 di escursioni guidate da aprile ad ottobre alla scoperta di vette, acque, foreste, vigneti e storia. Sono 10 le Pro Loco, tutte aderenti al Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža Unpli Aps, che contribuiscono al calendario. Quest’anno saranno 10 le escursioni da fare assieme alle guide di Wild Routes che offriranno agli escursionisti emozioni uniche in angoli più o meno conosciuti del territorio, grazie anche al sostegno di Regione Fvg e Io Sono Friuli Venezia Giulia. Le Pro Loco coinvolte sono quelle di Porzus, Campeglio e Faedis, Savorgnano, Alta Val Torre Lusevera, Masarolis, Amici di Prossenicco, Val Cornappo, Valle di Soffumbergo e Attimis.
«Un programma ricco di escursioni che parte già da aprile – ha spiegato la presidente del Consorzio, Giovanna Rossetto – alla scoperta di vecchi sentieri, cascate, monti e paesaggi meravigliosi. Siamo sempre più convinti dell’importanza di offrire occasioni di turismo esperienziale e tutto ciò è possibile grazie al grande contributo dei volontari delle nostre Pro Loco, custodi della sentieristica che con il proprio impegno contribuiscono a mantenere pulita dalla vegetazione spontanea e accessibile lungo il corso dell’anno. Un invito agli appassionati di camminate e di natura a partecipare per scoprire il nostro straordinario territorio attraverso percorsi differenti e sempre meravigliosi».

LE USCITE

Prima uscita il 27 aprile l’”Anello delle Malghe di Porzus” (Pro Loco Porzus).

Il 5 maggio è in programma l'”Anello di Soffumbergo” (Pro Loco Campeglio e Faedis).

Si prosegue poi il 26 maggio con “Tra Le Tor e lis culinis” (Pro Loco di Savorgnano).

Il 23 giugno è la volta di “Alla riscoperta dei vecchi sentieri in Alta Val Torre” (Pro Loco Alta Val Torre Lusevera).

“Le cascate del Preloh” saranno al centro dell’evento in programma per il 7 luglio (Pro Loco Masarolis).

Il 28 luglio invece, il percorso toccherà “Le cascate della Cukula” (Pro Loco Amici di Prossenicco).

Il 25 agosto l'”Anello delle Sorgenti del Cornappo” (Pro Loco Val Cornappo).

Il 15 settembre è la volta di “I sentieri dell’Alta Val Torre” (Pro Loco Alta Val Torre Lusevera).

Il 13 ottobre è in programma l’uscita “Monte San Lorenzo e Joanaz” (Pro Loco Valle di Soffumbergo).

Infine, ultima tappa, il 26 ottobre “Lo Zuc di Giai” (Pro Loco Attimis).

COSTI – Prezzo: 15€ intero / 7,50€ ragazzi 12-18 anni accompagnati / gratis minori 12 anni accompagnati.
ISCRIZIONE – Iscrizione obbligatoria entro le 18 del giorno precedente all’uscita, inviando un messaggio WhatsApp al cell. 333 4564933 al Consorzio Pro Loco Torre Natisone Unpli Aps, specificando: nome, cognome, numero partecipanti.
Maggiori info su
www.consorzioprolocotorrenatisone.it