In programma oggi a Trieste (Savoia Excelsior Palace, Sala Imperatore) un workshop a più voci per affrontare il tema della “Presa in carico globale della persona con demenza in Friuli Venezia Giulia”. L’Azienda sanitaria universitaria e l’Associazione de Banfield hanno organizzato, infatti, un confronto per analizzare il passaggio dal Piano regionale demenze del triennio 2021-2023 a quello 2024-2026 con l’implementazione del Pdta (Percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali) regionale.
Dalle esperienze acquisite in questi anni nell’ambito della presa in carico della persona con demenza è possibile costruire percorsi di assistenza ancora più efficaci, sia per le persone affette da disturbo neurocognitivo che le loro famiglie. Attraverso la presentazione di alcune delle progettualità, locali e nazionali, realizzate in seno al triennio 2021-2023, nel convegno si approfondiranno le opportunità aperte dal Fondo Nazionale Demenze e come queste si concretizzino nel Piano regionale. Un confronto aperto a diversi specialisti e differenti esperienze, con il coinvolgimento di tutti gli attori impegnati nella cura di chi convive con il decadimento cognitivo.
I lavori saranno aperti alle 9 dal direttore generale Asugi Antonio Poggiana. Attesa in apertura anche la partecipazione dell’assessore alla Salute della Regione Fvg, Riccardo Riccardi. Per informazioni contattare l’Associazione Goffredo de Banfield al numero 040.362766 o mandando una mail a info@debanfield.it o consultare il sito www.debanfield.it
Dementia Friendly Community, incontro a Sistiana con l’Associazione de Banfield
Si allarga al territorio dell’Ambito Carso Giuliano il progetto “Dementia Friendly Community”, un percorso avviato per creare una Comunità Amica delle Persone con Demenza anche in quest’area. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Associazione de Banfield – storico promotore delle Dfc-Dementia Friendly Community – i Servizi Sociali di Duino-Aurisina, l’Asugi e alcune associazioni che già operano nel territorio come Pro Loco Mitreo, Gruppo volontari Duino-Aurisina e Santa Croce, Comitato Borgo San Mauro. In programma oggi, alle ore 17, a Sistiana nella Sala ex Aiat – Sistiana infopoint (Sistiana n.56/B, Duino Aurisina) il convegno pubblico “Settembre viola tutto l’anno. Costruire comunità amiche delle persone con demenza”. Come è noto, infatti, il mese mondiale delle demenze e Alzheimer è quello di settembre e il colore che lo connota è il viola.
Sono iniziati un anno fa i lavori del Tavolo Promotore della nuova Dfc che si è messo in ascolto delle esigenze che arrivavano dalle persone con demenza e dalle loro famiglie, lavorando per ottimizzare i servizi già esistenti, portarne di nuovi, sensibilizzare la comunità in ottica di collaborazione e sostegno reciproco. L’iniziativa di questo pomeriggio è l’occasione per presentare i primi frutti di questo lavoro e coinvolgere direttamente la cittadinanza. I temi centrali del convegno sono l’invecchiamento e i servizi che si possono attivare quando insorgono dei problemi di salute o altre difficoltà, nell’intervento della dottoressa Luisa Besanzini, dirigente psicologa del Distretto 1; l’esperienza delle comunità amiche delle persone con demenza, dal punto di vista dei cittadini, delle famiglie, degli operatori e dei volontari, con la relazione della responsabile di CasaViola Antonella Deponte, per l’Associazione de Banfield. Per la de Banfield interverranno anche Luana Parolari e Chiara Di Marco sul tema “Famiglie, volontari, enti: L’importanza del fare insieme”. Il Convegno sarà aperto dai saluti istituzionali con la presenza dell’assessora Marianka Ban e di Romana Maiano, responsabile Area Servizi Sociali Comunali dell’Ambito territoriale dei Comuni Carso Giuliano.
L’iniziativa “Dementia Friendly Community” ha lo scopo di facilitare il permanere delle persone con demenza nei loro ambienti di vita abituali, mantenendo dignità e qualità di vita, attraverso la sensibilizzazione delle comunità: dalle istituzioni, agli esercizi commerciali, ai servizi, ai semplici cittadini, ciascuno può fare la sua parte per ambienti più accoglienti e accessibili.
Nel territorio di Trieste, la prima Dfc è stata Muggia che continua la sua corsa verso un consolidamento maggiore e una presenza sempre più capillare. Altre realtà giuliane si sono via via aggiunte a quella che si va definendo come la “mappa viola” della città che include realtà come Casa del Cinema, Museo Schmidl, Teatro Miela, supermercati di Coop Alleanza 3.0: ora il territorio dell’Ambito Carso Giuliano può aggiungere la sua peculiarità per una diffusione estesa del messaggio: non lasciamo soli i nostri anziani, creiamo insieme una comunità accogliente per tutti.
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In copertina, l’incontro con la responsabile di CasaViola Antonella Deponte.
Gioco d’azzardo fra i minori, a Gorizia questa sera una nuova riflessione con Il Piccolo Principe di Casarsa
Gioco d’azzardo tra i minorenni: una problematica da tenere d’occhio anche a Gorizia, dove questa sera è in programma l’ultima “tappa” del progetto regionale “Ci puoi scommettere – il gioco d’azzardo oggi, fra nuove norme, spazi online e rischi in adolescenza” realizzato dalla cooperativa casarsese (da anni impegnata in progetti a contrasto del gioco d’azzardo) Il Piccolo Principe. Un progetto che vede la co-progettazione della Regione Friuli Venezia Giulia e del Dipartimento delle Dipendenze e della salute mentale dell’Asugi, assieme agli omologhi di Asfo e Asufc. L’incontro, in collaborazione con il Comune di Gorizia, si terrà alle 20.30, in Sala Dora Bassi (via Garibaldi, 7). Relatori della serata – dal titolo “È possibile prevenire i danni del gioco d’azzardo problematico? Esperienze e buone prassi a confronto” – Graziano Bello, medico psichiatra, già direttore del Dipartimento per le Dipendenze di Castelfranco Veneto, ed Elisa Paiero, educatrice socio-pedagogica, responsabile Servizio Giovani Cooperativa Il Piccolo Principe.
Due degli incontri programmati.


«Questo a Gorizia – spiega la Paiero stessa – è il sesto e ultimo incontro di sensibilizzazione al contrasto al gioco d’azzardo. La serata sarà dedicata alle buone prassi di contrasto e di prevenzione al disturbo da gioco d’azzardo, sperimentate anche nel nostro territorio per esempio a Monfalcone, dove abbiamo attivato un laboratorio esponenziale. Invitiamo la cittadinanza, gli amministratori pubblici, i genitori, le figure educative e gli addetti ai lavori a partecipare».
All’incontro interverrà Chiara Gatta, vicesindaco di Gorizia con delega alle Politiche giovanili, che spiegherà come sia forte l’interesse del Comune per la tematica: «Nell’ambito del progetto Let’s Go gamers abbiamo affrontato la questione della dipendenza da gioco anche con l’aiuto di Asugi. Dopo la pandemia si è registrato un notevole incremento di adolescenti che si sono chiusi in casa e si sono isolati con giochi online. Noi, invece, riteniamo che i videogames possano essere uno strumento per aumentare la socialità e favorire il rapporto con gli altri, come dimostrato dalle attività proposte dal Punto Giovani. L’incontro promosso da Il Piccolo Principe sarà quindi un’occasione preziosa per portare la testimonianza su quanto si può fare per contrastare un fenomeno tanto preoccupante».
L’intento del progetto, a valenza regionale (gli incontri precedenti si sono svolti a Pordenone, Spilimbergo, Palmanova, Udine e Trieste) è sensibilizzare rispetto al tema del gioco d’azzardo, per imparare a distinguerlo dal gioco “sano” e prevenire e contrastare i comportamenti a rischio, specialmente quelli tra adolescenti. Si stima, infatti, che siano quasi due milioni in Italia gli adolescenti che soffrono di una dipendenza comportamentale (cibo, videogiochi, social network e paura dei rapporti sociali) e che il 52% dei minorenni (nella fascia 14-17 anni) riferisce di aver giocato almeno una volta nella vita d’azzardo. Molti di questi giovanissimi giocan0 d’azzardo online, anche in Friuli Venezia Giulia. Al riguardo, fra le diverse azioni del progetto, la cooperativa ha anche attivato a Pordenone, Udine e Monfalcone un laboratorio esperienziale, denominato “L’altra faccia del gioco” e rivolto in contesti extrascolastici a ragazzi dai 15 ai 20 anni, con l’obiettivo di far sperimentare le dinamiche del gioco sia fisico che online, per distinguerlo dall’azzardo e far riconoscere ai ragazzi quei meccanismi, in particolare nel mondo del gaming, che ammiccano a logiche vicine all’azzardo.
«Il nostro Servizio – spiega Elisa Paiero, del Piccolo Principe-, si è impegnato nel realizzare in tutto il territorio regionale iniziative di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo. La cooperativa dal 2014 gestisce progetti di sensibilizzazione rispetto alle problematiche collegate ai comportamenti conseguenti al gioco d’azzardo, sia nelle scuole superiori con percorsi validati rivolti ai ragazzi e agli insegnanti, che nel territorio, con azioni di sensibilizzazione per gli adulti e per i ragazzi appartenenti ad associazioni o gruppi o frequentanti centri di aggregazione giovanile».
Per informazioni, scrivere
a formazionedga@ilpiccoloprincipe.pn.it
oppure telefonare a 340.3421265
Gioco d’azzardo online, al via una strategia a difesa degli under 18: il primo incontro a Pordenone
Sono quasi 2 milioni in Italia gli adolescenti che soffrono di una dipendenza comportamentale (cibo, videogiochi, social network e paura dei rapporti sociali). Molti di questi giovanissimi (dai 14 ai 18 anni) giocano d’azzardo online. Anche in Friuli Venezia Giulia. Con “Ci puoi scommettere” la cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia in co-progettazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e con i Dipartimenti delle Dipendenze e della salute mentale delle tre aziende sanitarie Asfo, Asufc e Asugi vuole contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo con un progetto regionale rivolto ad adulti e giovani, che ha l’obiettivo di sensibilizzare rispetto al tema del gioco d’azzardo, per riconoscerlo e distinguerlo dal gioco “sano” e di prevenire e contrastare i comportamenti a rischio. Si parte con gli incontri in presenza il 30 gennaio a Pordenone (alle 20.30 in Biblioteca Civica).
Servizio Giovani del Piccolo Principe.

Il progetto prevede un percorso formativo rivolto in particolare agli insegnanti (con lezioni on-demand) e un ciclo di incontri in presenza e su diretta Youtube con esperti. In più, il progetto prevede la realizzazione di un percorso esperienziale rivolto ai giovani alla scoperta del gioco, in tutte le sue sfumature: da quello fisico a quello online.
«Per la seconda volta, dopo quello realizzato fra il 2021 e il 2022 – spiega Elisa Paiero, responsabile del Servizio per i Giovani della cooperativa sociale casarsese -, il nostro Servizio è impegnato nel realizzare in tutto il territorio regionale iniziative di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo. La cooperativa dal 2014 gestisce progetti di sensibilizzazione rispetto alle problematiche collegate ai comportamenti conseguenti al gioco d’azzardo, sia nelle scuole superiori con percorsi validati rivolti ai ragazzi e agli insegnanti, che nel territorio, con azioni di sensibilizzazione per gli adulti e per i ragazzi appartenenti ad associazioni o gruppi o frequentanti centri di aggregazione giovanile».
Il percorso formativo on-demand è rivolto in particolare agli insegnanti. Partito a dicembre 2023, prevede quattro incontri in video lezione. Al momento sta coinvolgendo ben 130 insegnanti del Friuli Venezia Giulia provenienti da 38 Istituti superiori, con possibilità di aumentare ancora i numeri visto l’interesse che sta riscuotendo. Oltre a questa formazione, partirà anche un ciclo di incontri dal titolo “Ci puoi S.comMettere – il gioco d’azzardo oggi fra nuove norme, spazi on line e i rischi in adolescenza” che prevede 6 lezioni con esperti.
La prima, come detto, si terrà martedì 30 gennaio, alle ore 20.30, in Biblioteca civica a Pordenone. Interverranno Cristina Meneguzzi, referente regionale Dipendenze, e Paolo Tomasin, sociologo, consulente e ricercatore, membro di Libera Fvg. Sarà possibile seguire gli incontri anche online collegandosi al canale Youtube del Piccolo Principe.
Gli incontri toccheranno un po’ tutto il territorio regionale grazie anche alla collaborazione con le cooperative sociali Aracon di Udine e Thiel di Fiumicello. Gli appuntamenti, tutti con orario 20.30, sono i seguenti: il 6 febbraio si parlerà delle caratteristiche delle dipendenze comportamentali a Spilimbergo, il 20 febbraio “Il gioco: possibilità di vincere o rischio di perdere?” a Palmanova, il 5 marzo “Giocare per scommettere su di sé” a Udine, il 19 marzo “Il cervello adolescente e le dipendenze” a Trieste e il 9 aprile “È possibile prevenire i danni del gioco d’azzardo problematico?” a Gorizia.
«Si tratta di 6 serate – ha specificato Elisa Paiero – realizzate su tutto il territorio regionale e condotte da prestigiosi esperti in materia di comportamento da gioco d’azzardo, con l’obiettivo di approfondire la tematica da diverse prospettive per metterne in luce le conseguenze sociali, le nuove norme di contrasto, la diffusione online, i rischi in adolescenza e le buone prassi di prevenzione validate. Un evento di pregio, ricco di spunti di approfondimento e rivolto alla cittadinanza, agli amministratori pubblici, a genitori, figure educative e addetti ai lavori».
Infine, l’ultima azione del progetto a contrasto dalla dipendenza da gioco d’azzardo riguarderà direttamente i giovani. Attraverso l’approccio della peer education (educazione tra pari), si cercherà di coinvolgere giovani dai 15 ai 20 anni in un percorso sul tema del mondo digitale. I ragazzi saranno formati sulle dinamiche degli spazi virtuali, le responsabilità on line anche rispetto agli aspetti legali e si rafforzeranno le life skills (pensiero critico, autostima, resilienza) in relazione agli aspetti di web reputation, rischi e abusi on line, comportamenti abituali e problematici che creano dipendenza.
Per informazioni scrivere a formazionedga@ilpiccoloprincipe.pn.it oppure contattare il numero 340.3421265.
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In copertina, immagine della Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze.
Ausili de Banfield nel nuovo magazzino: restituzioni sospese fino al 10 maggio
L’Associazione de Banfield segnala ai suoi utenti che è iniziato il trasloco del suo parco ausili nel nuovo magazzino che verrà ufficialmente inaugurato ai primi di giugno. In virtù di questo cambio di sede, pur proseguendo come di consueto l’attività di prestito, è momentaneamente sospesa la restituzione: a chi avesse ricevuto un ausilio, è quindi richiesto di attendere fino al prossimo 10 maggio per procedere con la restituzione.
L’attività di prestito degli ausili sanitari (carrozzine, letti ospedalieri, deambulatori e altro) è uno dei servizi maggiormente richiesti all’associazione triestina che da trentacinque anni opera per il sostegno delle persone anziane e fragili, basti pensare che riguarda oltre il 50% delle quasi 2.000 richieste complessive che l’associazione riceve ogni anno e che negli ultimi 10 anni sono aumentate del 97%.
Il servizio ausili si è imposto da subito quale domanda importante alla neo-nata associazione, a partire dal lontano 1998. Dal 1995, poi, il progressivo aumento della richiesta ha portato alla creazione di un piccolo parco ausili attraverso acquisti e donazioni. Risale quindi al 2007, a seguito dell’ulteriore aumento della richiesta, la strutturazione di un vero e proprio servizio di prestito ausili totalmente gratuito e con un magazzino dedicato. Nel 2015 l’attività di prestito ausili è in continua crescita, arrivando a toccare la metà degli interventi totali: la de Banfield diviene così punto di riferimento per Asugi. Grazie alla Fondazione Dorni, lo scorso anno si è reso disponibile un nuovo magazzino di dimensioni più grandi – capace quindi di contenere gli oltre 2000 pezzi che ormai fanno parte del parco ausili – e dedicato anche a nuovi servizi: diventerà ufficialmente operativo dal 10 giugno 2023. Si ricorda che il funzionamento del prestito gratuito di ausili comincia con la valutazione della richiesta da parte consulenti della de Banfield che non solo supportano la famiglia nella scelta dell’ausilio più idoneo, ma mettono in luce eventuali altre necessità di assistenza, eventualmente attivando una presa in carico. L’associazione organizza quindi la consegna, il ritiro, la sanificazione e la manutenzione di tutti gli ausili, anche durante il periodo di prestito. L’ausilio viene prestato a titolo totalmente gratuito fino ad un massimo di 10 mesi. Dopo questo termine, viene esaminata la necessità di prosecuzione del prestito.

Lilt Trieste: possibile combattere i tumori, bisogna però anche saperli prevenire
Il 90% dei cancri del colon retto, il noto “big killer” che ogni anno miete migliaia di vittime, dipende dai cosiddetti fattori di rischio modificabili, che se vogliamo possiamo cambiare dall’oggi al domani, come ci spiegano gli specialisti: vita sedentaria, sovrappeso, alcol, fumo, cattiva alimentazione. Tra tutti, spicca la non partecipazione allo screening di ricerca del sangue occulto nelle feci, primo step del percorso di controllo, ma soprattutto arma formidabile di prevenzione precoce. Offerto a tutti i cittadini, uomini e donne, dai 50 ai 69 anni con regolare invito recapitato dalla Regione Fvg con Asugi, è facile da eseguire, è gratuito e si effettua nell’intimità della propria casa. In media, si è rilevato che su 100 persone che si sottopongono al percorso di screening per cancro colorettale, solo in cinque casi si rileverà il sangue occulto nelle feci, con conseguente richiesta di ulteriore approfondimento attraverso la colonscopia. Ogni anno grazie all’attività di screening sono circa 3mila i carcinomi identificati (3.061 nel 2017, di cui il 16% asportati endoscopicamente) e dai 15 ai 18mila i polipi avanzati scoperti grazie alla prevenzione (17.378 nel 2017). Dopo decenni di implementazione del percorso di screening organizzato, si è arrivati ad una riduzione dell’incidenza del tumore colorettale superiore al 20% e della mortalità superiore al 30%, ma l’adesione media nazionale all’invito si mantiene intorno al 40% e, distratti dal Covid, la percentuale si suppone sia ulteriormente peggiorata.

Si rinnova adesso anche a Trieste l’appuntamento con la campagna di sensibilizzazione che la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) ha istituzionalizzato dal 2001 per diffondere la cultura della prevenzione come metodo di vita, fondamentale per vincere il cancro. La Lilt, presente da 100 anni sull’intero territorio nazionale con 106 Associazioni provinciali e circa 400 ambulatori, ha l’obiettivo di informare correttamente e creare consapevolezza su quanto comportamenti e stile di vita possano incidere nella lotta per sconfiggere il cancro. Un impegno costante sui tre campi della prevenzione: primaria (rimozione dei fattori di rischio, sensibilizzando una corretta alimentazione, che trova in particolare nella dieta mediterranea la sua espressione più completa per contrastare l’insorgenza di tumori), secondaria (diagnosi sempre più precoce) e terziaria (il prendersi cura di chi abbia vissuto l’esperienza cancro: circa 4 milioni di italiani).
A sostenere e coordinare l’iniziativa per la Lilt a Trieste, dove in particolare l’adesione allo screening del cancro del colon retto continua ad essere piuttosto bassa, è la dottoressa Catrin Simeth, dirigente medico di Gastroenterologia di Asugi e vicepresidente Lilt Trieste, che ha realizzato un video-informativo sulla campagna di prevenzione in collaborazione con Aigo – Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri da diffondere sui canali social. In corso, inoltre, momenti di incontro con i cittadini davanti alle parrocchie: dopo la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di via del Ronco e la Chiesa di Valmaura, domani 27 marzo dalle ore 9.30 alle 12 sarà allestito un banchetto informativo davanti alla parrocchia di piazzale Rosmini a disposizione di tutti gli interessati. Attivi momenti di informazione anche all’iterno delle aziende, come nel caso della Illycaffè che giovedì 31 marzo vedrà coinvolti i suoi collabotatori in un appuntamento online con la presidente della Lilt Trieste, dottoressa Sandra Dudine, e con la dottoressa Catrin Simeth. Attive, inoltre, su appuntamento le visite gastroenterologiche di prevenzione nella sede della Lilt cittadina (piazza dell’Ospitale 2).

Per informazioni: telefono 040.398312 e www.lilt.it/dove/associazione/trieste
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In copertina, la dottoressa Catrin Simeth dirigente medico di Gastroenterologia di Asugi e vicepresidente Lilt Trieste.
Coronavirus, a Grado i contagi sono in aumento: il sindaco sollecita un incontro
(g.l.) «Abbiamo sollecitato con urgenza un incontro con la Prefettura, il vicegovernatore Riccardi e il Dipartimento di Prevenzione in ordine all’aumento dei casi di positività al Covid-19 nel Comune di Grado. Ho rinnovato le mie preoccupazioni circa l’andamento del contagio nel nostro Comune». Sono le parole del sindaco Dario Raugna in apprensione per l’aumento della positività al Coronavirus nell’isola, anche se nel contempo ha annunciato con soddisfazione che si avvicina l’ora per dare il via alle tanto attese vaccinazioni. E a tale riguardo, nella giornata di ieri l’amministrazione civica – come informa una nota – si è mossa su due fronti: il primo è stato quello dell’attivazione del Centro operativo comunale di Protezione civile con due funzioni, sanità e volontariato, per portare aiuto alle persone in isolamento o quarantena che si trovano in difficoltà a fare la spesa, a reperire farmaci o beni di prima necessità. Le modalità con cui accedere al servizio verranno comunicate a breve. Il secondo è stato il fronte istituzionale, appunto con la richiesta di un immediato incontro con gli organi competente del Friuli Venezia Giulia.
Il sindaco Dario Raugna.

«Il Dipartimento di Prevenzione di Asugi – continua il primo cittadino – ci ha informati che da almeno tre settimane nella nostra Provincia (Gorizia, ndr) si registra un trend in aumento con un’incidenza particolarmente alta sulla nostra località e si è ripromesso di fornirci a breve un’analisi maggiormente dettagliata, a cui eventualmente seguiranno delle disposizioni aggiuntive per meglio fronteggiare la pandemia. Nel corso della riunione abbiamo appreso con soddisfazione che nelle prossime settimane Grado sarà coinvolta per la somministrazione dei vaccini».
Il primo file sui contagi inviato ieri mattina al sindaco gradese riportava 168 isolamenti e 171 quarantene, ma poi con una rettifica ne è stato inviato un altro con 124 isolamenti (domenica 7 marzo, erano 160). «Attendiamo ora – conclude Raugna – l’analisi più approfondita del Dipartimento di Prevenzione».

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In copertina, uno scorcio del porto di Grado e qui sopra una bella panoramica dell’Isola del Sole.
Emergenza medici di base a Grado. Il sindaco: no all’aumento dei pazienti
(g.l.) A Grado non c’è soltanto l’emergenza sanitaria da Coronavirus, che ancora non vuole allentare la presa, ma anche quella dei medici che devono contrastarla affrontando nel contempo tutte le altre patologie della popolazione isolana. Un problema, quello delle recenti dimissioni di due sanitari e quindi della conseguente carenza di operatori di medicina generale – cioè quelli di base o di famiglia che dir si voglia -, che sta molto a cuore alla civica amministrazione, tanto che ieri mattina il sindaco Dario Raugna ha voluto accertarsi di persona come stanno effettivamente le cose. Come informa una nota, si è recato, infatti, al distretto sanitario di via Fiume per verificare la presenza delle file che si erano create all’esterno, a causa dei pazienti che si sono trovati nella condizione di dover cambiare medico per la seconda volta in poco tempo.
Dopo un colloquio telefonico tra il primo cittadino e il dottor De Vuono, responsabile del distretto di Grado, l’Asugi, vale a dire l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, ha provveduto a garantire l’estensione dell’apposito sportello, inizialmente previsto per soli due giorni, per tutta la settimana, tranne il sabato. Lo sportello sarà pertanto attivo ogni giorno fino a venerdì, osservando i seguenti orari: dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 16, per far fronte alle tante richieste dei cittadini. Nella nota municipale si ricorda che chi è provvisto dello Spid può cambiare medico anche online sul portale Sesamo per evitare di recarsi in distretto.
Il sindaco Dario Raugna.

«Sono molto preoccupato – afferma Raugna – per il fatto che presto resteremo scoperti di ben due medici e che l’ambulatorio di Fossalon resterà nuovamente sguarnito». La soluzione messa in campo da Asugi al momento è stata l’aumento del numero massimo di pazienti che ciascun medico può avere in cura portando questo limite da 1200 a 1500 pazienti, ma per il sindaco di Grado questa soluzione non è adeguata alle esigenze di cura dei concittadini. «I tre medici che continueranno ad operare a Grado dovranno farsi carico ciascuno di 300 pazienti in più – afferma il capo dell’amministrazione isolana –: è del tutto evidente che si verrà a creare un ulteriore disservizio a scapito della salute dei cittadini, vieppiù che Grado vanta una popolazione molto anziana e che stiamo ancora attraversando una pandemia con tutto quello che ciò comporta in termini di tempistiche per l’accesso alle prestazioni». Un altro problema riguarda il fatto che ad oggi non esistono un’interpretazione univoca e un protocollo che imponga una condotta al medico uscente rispetto al medico entrante relativamente all’accesso ai dati personali dei pazienti, e questo ha inevitabilmente prodotto una serie di lungaggini.
«Adesso pare che si stia andando verso una soluzione e che le procedure si siano velocizzate – afferma ancora il sindaco gradese –. Il diritto alla privacy non dovrebbe mai contrastare con il diritto alla cura. Non è ammissibile che la problematica venga scaricata sul paziente, quando basterebbe il click del mouse di un operatore a far risparmiare un sacco di tempo e di peripezie ai cittadini». E Raugna conclude: «Nei giorni scorsi ho interessato il direttore generale di Asugi, il dottor Poggiana, e spero che anche assieme all’assessore Riccardi si faccia parte attiva per risolvere il problema. Stiamo attraversando una pandemia e tanto più in questo momento la medicina di base non può assolutamente venir trascurata».

Opi Trieste in visita a Natale nei reparti Covid. In gennaio altri incontri
Nel conto alla rovescia per il Natale 2020, si è conclusa a Trieste la prima parte dell’intenso tour di visite promosse dall’Ordine delle professioni infermieristiche al personale sanitario attivo nei reparti Covid. Ultime tappe al Dipartimento di Salute mentale alla presenza della presidente Opi Trieste, Cristina Brandolin, accolta dalla dirigente infermieristica Gabriella D’Ambrosi, e al Distretto 2 e Rsa San Giusto dove la dirigente infermieristica Claudia Rusgnach, la coordinatrice Bianca Lenardon e la coordinatrice Fiorella Brandolisio hanno accolto Manuel Cleva e Silvia Montagner. Clima sereno e grande collaborazione del personale sono emersi dal sopralluogo, e i colleghi incontrati hanno sottolineato l’importanza di un poter contare sull’Ordine per confronto e ascolto. Grande interesse è stato manifestato da parte dei colleghi under 35 per la neo-costituita Consulta Opi Giovani di Trieste.


La presidente Brandolin ha anticipato che «gli incontri con i colleghi dei servizi Asugi impegnati nei reparti Covid riprenderanno da metà gennaio, mentre si stanno individuando le modalità più idonee di incontro con gli infermieri impegnati nelle numerose Case di riposo, nelle Rsa e in tutti gli ambiti della Libera professione. Siamo, inoltre, in attesa dell’incontro con la direzione Ircss Burlo per eventualmente concordare le visite ed incontro con i colleghi impegnati nei reparti dell’ospedale Burlo Garofolo”.
Nelle giornate precendenti erano stato visitati i reparti Pneumo ed Arta Covid dell’Ospedale di Cattinara, nei quali la presidente Brandolin e la vice Donatella Radini avevano rilevato “un ambiente sereno e accogliente, con grande collaborazione fra il personale dei diversi setting assistenziali, e spiccata professionalità nella gestione degli assistiti in carico». E inoltre il reparto Riabilitazione Infettivi, con visita a cura dei colleghi Opi Manuel Cleva e Silvana Schreiber, il reparto Medicina del lavoro visitato da Fabio Cimador e Chiara Silvano, e il Reparto infettivi visitato da Lorena Castellani e Cinzia Decorti. Anche in questi casi si è registrata grande collaborazione e sostegno fra gli operatori sanitari.




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In copertina e all’interno ecco alcune immagini delle visite nei reparti Covid.
Covid, è intesa fra Asugi e Opi Trieste sull’apertura dei servizi sanitari
Piena intesa a Trieste fra Asugi e Opi sull’apertura dei servizi sanitari in questo delicato momento determinato dalla pandemia da Coronavirus. I vertici di Asugi, l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina, hanno infatti incontrato quelli di Opi, Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Trieste, che ha da poco rinnovato cariche e direttivo in seguito alle elezioni dello scorso settembre. Nella sede di Villa Renner, che accoglie la direzione generale Asugi, sono intervenuti, con la nuova presidente Opi Trieste, Cristina Brandolin, la vicepresidente Donatella Radini, il segretario Cinzia Decorti e il tesoriere Lorena Castellani, mentre per la direzione strategica di Asugi erano presenti il direttore generale Antonio Poggiana, il direttore sanitario Andrea Longanesi, il direttore amministrativo Eugenio Possamai, il direttore dei Servizi Socio-sanitari Maria Chiara Corti e la dirigente della Direzione infermieristica e ostetrica Consuelo Consales.
Decisamente strategico il confronto di Asugi con la nuova squadra dell’Ordine infermieristico triestino: un primo tavolo di lavoro che si è sviluppato su aspetti determinanti affinché sia garantita ai cittadini l’ottimale assistenza in queste settimane ad alta criticità pandemica. Va certamente in questa direzione la collaborazione che si è sviluppata due settimane fa in occasione della laurea in infermieristica di 66 giovani professionisti, subito immessi nelle “prime linee” sanitarie: proprio dai vertici Asugi è arrivato il ringraziamento all’Ordine di Trieste per aver supportato la velocizzazione delle lauree e l’apprezzamento per la rapidissima attivazione di Opi, che ha iscritto a tempi record 52 neolaureati di propria pertinenza, in modo da consentire l’immediato inserimento negli organici dell’Azienda sanitaria. Un passaggio che, come ha sottolineato la dottoressa Consales, ha contribuito in modo significativo ad allentare la grande pressione ed il carico generale della macchina sanitaria triestina e isontina.
Il nuovo direttivo di Opi Trieste.

«Opi proseguirà nella sua collaborazione e confronto con Asugi, a tutela della qualità e sicurezza delle cure fornite ai cittadini, così come dei propri iscritti e dei valori professionali», ha dichiarato le neoeletta presidente Cristina Brandolin, sottolineando anche «il grande impegno profuso dal personale dei servizi distrettuali, ambulatoriali e dipartimentali per garantire una risposta ai bisogni di salute dei cittadini, siano essi Covid positivi che affetti da altre patologie. La speranza – hanno osservato ancora le altre rappresentanti di Opi, – è che l’Azienda possa mantenere aperta l’attività specialistica ambulatoriale delle diverse discipline anche nelle prossime settimane». Un auspicio subito accolto dal direttore generale Antonio Poggiana, che ha confermato l’impegno di Asugi per tenere aperti i servizi rimasti chiusi nella prima fase pandemica, riconoscendone l’importanza sia in ambito ospedaliero che territoriale.
«Gli infermieri sono da molti mesi impegnati a fronteggiare la pandemia – ha ricordato la presidente Brandolin –. L’Opi di Trieste vede oggi iscritti oltre 2200 infermieri. A tutti va la nostra vicinanza, senza dimenticare quanti operano fuori dai reparti, nelle strutture per anziani extraaziendali presso le quali sono state accolte le persone con maggiore fragilità. Il nuovo Opi Trieste – ha spiegato la Brandolin – è costituito da 30 infermieri attivamente impegnati in diverse realtà e setting assistenziali: sono rappresentati gli infermieri, gli infermieri pediatrici e la libera professione. Tra i nostri obiettivi, l’incontro con i colleghi che operano nelle diverse sedi aziendali, inclusi i reparti “Covid”, la calendarizzazione delle presenze sarà preparata di concerto con Asugi».
Fra i temi di confronto anche quelli legati alla necessaria valorizzazione del capitale umano e professionale impegnato nell’assistenza diretta e nell’organizzazione sanitaria, la formazione del personale neoassunto e neo assegnato, la garanzia delle adeguate forniture di Dpi (Dispositivi di protezione individuale) e cambi vestiario aziendale, la sicurezza dei percorsi “Covid” e non. «Siamo lieti di apprendere – ha concluso la presidente Opi, Cristina Brandolin – che Asugi ha già provveduto a garantire una fornitura adeguata dei Dpi per i prossimi 3 mesi e sta valutando di estendere la disponibilità a 4 mesi». Il direttore generale Poggiana ha anche anticipato il prossimo allestimento di aree di detensione all’interno dei nuovi reparti Covid oltre alla già presente offerta di supporto psicologico di Asugi a cui a breve andrà ad aggiungersi anche l’offerta di Opi Trieste con progettualità rivolte ai propri iscritti. Nei prossimi mesi Opi Trieste e Asugi saranno impegnati insieme anche nella promozione di una formazione che permetta ai professionisti di mettere a frutto le esperienze e le competenze innovative testate nell’emergenza pandemica, anche attraverso eventi formativi congiunti, da estendere al personale delle case di riposo. Aggiornamenti sul sito www.opitrieste.it Info telefono 040.371244.
Disponibile online
la Borsa che Dona

Da ieri sono disponibili le borse della solidarietà ottenute da preziose stoffe e foulard inutilizzati, donati da numerosi benefattori, che le sapienti mani artigiane di un gruppo di volontarie hanno trasformato, realizzando una gamma di borse, principalmente rivolte alla donna, ma alcune adatte anche all’utilizzo maschile, dal nome La Borsa che Dona. Una storia di solidarietà tutta al femminile, ideata e promossa a Trieste dall’Associazione Goffredo de Banfield, la onlus che da più di trent’anni si occupa di assistenza e cura delle persone anziane fragili, o affetti da Alzheimer, e delle loro famiglie. Le borse realizzate per l’iniziativa – 146 in tutto, pezzi unici uno diverso dall’altro -, tutte denominate “La Borsa che Dona”, sono state rese disponibili online appunto da ieri 1 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale del Dono, fino ad esaurimento sul sito della onlus: www.debanfield.it. Si possono anche visionare su appuntamento presso la sede di via di Casa Viola di via Filizi. Ad accompagnare il progetto tre volti noti della scena triestina, e non solo: l’attrice Ariella Reggio, celerata protagonista del palcoscenico così come nota per le numerose partecipazioni a fiction tv e film, Barbara Franchin, ideatrice di ITS – il contest internazionale di moda “International Talent Support” che si svolge ogni anno a Trieste – e il presidente della regata velica triestina “Barcolana” Mitja Gialuz. Tutti e tre hanno deciso di sostenere il progetto donando il loro tempo e “mettendoci la faccia”: a ritrarli in una serie di foto dove indossano la Borsa che Dona, la fotografa Lisa Zachettin che ha donato all’iniziativa il suo talento.
I testimonial dell’iniziativa.

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In copertina, la nuova presidente di Opi Trieste Cristina Brandolin.
