Grande debutto all’estero nel 2026, in Estonia brilla la stella di Tara Dragaš (Asu): oro alla palla, argento alle clavette

Prima uscita internazionale della stagione ed è subito podio per Tara Dragaš. L’atleta dell’Associazione Sportiva Udinese, che veste la divisa delle Fiamme Oro, è stata una delle protagoniste del Grand Prix di Tartu 2026, andato in scena all’University of Tartu Sports Hall, nel fine settimana.
La diciannovenne friulana ha conquistato la medaglia d’oro alla palla, con uno splendido esercizio valutato 27.350, che l’ha collocata, appunto, sul gradino più alto del podio; e l’argento alle clavette con il punteggio di 28.300, alle spalle della polacca Liliana Lewinska. Mentre nel concorso generale individuale (all around), Dragaš ha chiuso al quarto posto con 107.000 punti complessivi. Determinanti, ai fini del podio, alcune imprecisioni e due errori significativi al nastro. Un risultato che, tuttavia, le ha garantito l’accesso a ben tre finali di specialità: cerchio, palla e clavette.
Un debutto internazionale che segna un ritorno importante dopo il periodo post-operatorio e che lascia intravedere prospettive incoraggianti per il prosieguo della stagione, come ha ricordato Magda Pigano, vicedirettrice dell’Asu e tecnica di ritmica che l’ha accompagnata in campo gara: «La gara di Tartu era complessa di per sé, con quattro attrezzi concentrati in un’unica giornata per l’all around. Nel generale Tara ha pagato alcune imprecisioni e due errori al nastro che hanno inciso sulla classifica finale – ha spiegato -, ma il quarto posto le ha aperto le porte di tre finali. Il bilancio totale è molto soddisfacente. Alla palla Tara ha eseguito un esercizio eccellente. Alle clavette ha confermato il valore del suo programma. Abbiamo ricevuto anche molti complimenti da diverse nazioni. Per lei – ha chiuso – era fondamentale rompere il ghiaccio dopo il periodo difficile post operatorio. È felice, e noi con lei. Questo è un inizio che fa ben sperare».
I complimenti a Tara sono arrivati anche dal presidente della polisportiva friulana, Alessandro Nutta: «Tara ha dimostrato carattere, qualità tecnica e una crescita importante. Le medaglie conquistate a Tartu rappresentano un segnale forte e positivo per l’intera stagione. Un risultato che è anche frutto delle condizioni ottimali di lavoro create in palestra grazie alla riorganizzazione della sezione e all’attivazione del CAT (ndr. i Centri di Allenamento Tecnico, delle strutture federali che offrono programmi di allenamento avanzato, individuati dalla FGI stessa) promosso dalla Federazione Ginnastica d’Italia, che ha dato nuovo impulso tecnico. A Tara e allo staff vanno i complimenti per aver portato ancora una volta i nostri colori sul podio internazionale». Tara Dragaš inaugura così il 2026 con un risultato che conferma il suo talento e rilancia le sue ambizioni azzurre nel circuito internazionale.

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In copertina, l’atleta friulana Tara Dragaš durante la premiazione in Estonia.

“Swirl and Twirl”, a Udine centinaia di atlete da 23 Paesi e 45 club: ancora podio esaltante per le padrone di casa Asu

A Udine in gara c’erano 360 atlete provenienti da 23 Paesi. Un appuntamento, l’International RG Tournament “Swirl and Twirl” organizzato da Asu, oramai imperdibile per le atlete dei piccoli attrezzi di ogni continente. Ancora una volta le ginnaste bianconere hanno conquistato ottimi piazzamenti portando in alto i loro due colori. Il torneo Internazionale di ginnastica ritmica è stato ospitato dalla sede dell’Associazione Sportiva Udinese, portando in città le atlete di 45 club.


«Mi congratulo non solo con le nostre ragazze per i risultati, ma anche con tutto lo staff impegnato nell’organizzazione che, ancora una volta, è stata ottima», ha commentato il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta, rimarcando come questo appuntamento sia oramai diventato una importante prova in previsione delle competizioni federali. Questa edizione sarà da ricordare per l’inserimento della sezione maschile: Gianni Ballardini e David Perez si sono sfidati sulla pedana dell’Asu, e ad averne la meglio è stato lo spagnolo di Torrepaterna, Perez, con 46.434.
Fra le molte classifiche da segnalare in particolare quella delle senior A (2008+) con Tara Dragaš (59.633) che ha sbaragliato la concorrenza. A seguirla la francese Lily Ramonaxto (53.266), una delle atlete dell’Accademia di Asu. Ottimo piazzamento per Isabelle Tavano quinta con 50.767, bronzo alla palla. Per il gruppo Senior A 2009, oro per la bianconera Gaia Zurlo (51.150), prima al cerchio e seconda alle clavette; 4° posto Matilde Marcon (argento al cerchio). Mentre nel gruppo Senior A 2010 con 51.666, Adele Asquini, non ha dato spazio alle avversarie lasciando sul secondo gradino del podio, Yseult Zavagno (Pole IL de France), atleta della nazionale di Francia, già atleta ASU nella stagione 2020-2021.
Più in generale è stato un Torneo positivo per tutte le atlete Asu: Adele Asquini, Elowen Chialastri, Stella Iacumin, Cristina Fabro, Chiara Bernardis, Nicole Efros, Giulia Grigolini, Eleonora Miraglia, Greta Lavaroni, Aurora Bicaku, Angela Antoniali, Elena Pilosio, Asia Basello, Carlotta Turcato, Sara Martinuzzi, Greta Martinuzzi, Greta Maria Suma, Lucia Calienno, Veronica Cosoli, Arianna Morotto, Chiara Francovigh, Sofia Bagatto, Giorgia Ridolfo, Sofia Barone, Melissa Bura, Rebecca Schiavone, Agata Moreale, Chiara Mariella, Matilde Nonino, Beltrame Martina, Lidia Secondi, Sophie Cosaro, Yasmina El Hajoui. In particolare per le ginnaste dell’Accademia, che continuano a dar prova del grande lavoro che svolgono quotidianamente sotto la guida di Špela Dragaš, Valeria Pysmenna e della coreografa Laura Miotti.
Da segnalare anche l’alto valore dei giudici. Assieme alla tecnica dell’Asu Špela Dragaš (Slovenia), giudice internazionale di 1° livello, sia per le gare individuali che per le gare di squadra, c’erano anche la sua connazionale Alena Yakubouskaya (RGI 1), il bulgaro Stefan Ivanov; (RGI2), il ceco Havel Krystof (RGI 3), lo spagnolo Soriano Jose David (RGI3) la montenegrina Vesna Radonjic (RGI 2), oltre che al Dtr del Fvg Luca Danesin (RGI3) e Magda Pigano (RGI 3).

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In copertina e all’interno le atlete dell’Asu sul podio delle gare udinesi.

Fioretto Asu, bronzo per Bertossi e Paoletti nella seconda prova nazionale di Brescia: livelli che a Udine non si vedevano dagli anni Novanta

Le pedane del Centro Sportivo “San Filippo”, a Brescia, hanno restituito all’Associazione Sportiva Udinese un risultato che mancava da oltre trent’anni. Alla Seconda Prova Nazionale Cadetti, Giovani e Assoluti di fioretto, Marco Bertossi ha conquistato il terzo posto nella categoria Cadetti (under 17), mentre Riccardo Paoletti ha raggiunto il bronzo nella categoria Giovani (under 20). «I risultati di Marco e Riccardo sono espressione diretta del lavoro svolto in palestra, del loro impegno quotidiano. Entrambi sono infatti mossi da serietà e determinazione. La crescita tecnica dell’uno e dell’altro, in questi anni, è stata evidente – ha chiarito il vicepresidente di Asu, Filippo Pesce, a sua volta fiorettista -, ma sono certo che c’è ancora un bel margine di miglioramento e, vista la loro giovane età, sono certo che avremo modo di vedere ancora importanti medaglie al loro collo, e in questo percorso Asu sarà sempre al loro fianco». Un doppio risultato di prestigio che riporta il fioretto Asu ai livelli che non si vedevano dai tempi di Margherita Granbassi e Stefania Vergente, protagoniste nazionali negli anni Novanta.
Un segnale forte per tutto il settore scherma della polisportiva udinese, che a Brescia si è presentato con numeri importanti e una presenza qualificata in tutte le categorie. A commentare la prestazione complessiva è stato l’allenatore Fabio Zannier, tecnico di Bertossi e Paoletti insieme al maestro Floriano Guizzardi. «Ci siamo presentati con numeri importanti: 14 atleti nella categoria Cadetti, 16 nei Giovani e 7 negli Assoluti. Nel complesso abbiamo visto un chiaro miglioramento delle prestazioni, segno che il gruppo sta lavorando bene, sia dal punto di vista tecnico sia in termini di affiatamento. Un ringraziamento va al maestro Floriano Guizzardi, il cui contributo ha portato progressi evidenti, e al preparatore Giovanni Tarantini per il prezioso lavoro atletico. Sono davvero molto soddisfatto e mi auguro, ci auguriamo, che la stagione possa proseguire lungo la strada fino a qui tracciata».

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“Swirl and Twirl”

Il palazzetto di Udine, casa dell’Associazione Sportiva Udinese, da oggi 30 gennaio e fino a domenica 1° febbraio, tornerà a ospitare alcune delle migliori atlete dei piccoli attrezzi a livello globale: ritorna infatti nel capoluogo friulano l’attesissimo Torneo internazionale per Club di Ginnastica Ritmica organizzato dalla società bianconera e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: l’International RG Tournament “Swirl and Twirl”, uno degli sponsor tecnici della società. Grande novità di quest’anno: per la prima volta io assoluto ci saranno anche due ragazzi a calcare la pedana, fra i primi esponenti della ginnastica ritmica maschile: l’italiano Gianni Ballardini del Club Atletico Faenza (classe 1999) e lo spagnolo David Perez della CGR Torrepaterna (2005), in programma con le senior A 2008. Sono attese nella sede dell’Asu 360 atlete (assieme a 45 tecnici e 28 ufficiali di gara) di 45 diversi club provenienti da 23 Paesi tra cui Spagna, Estonia, Cile, Cipro, Malta, Lituania, Slovacchia, Germania, Slovenia, Croazia, Moldavia, Ungheria, Andorra, Belgio, Repubblica Ceca, Grecia, Norvegia, Polonia, Montenegro e Francia. Il Torneo offrirà come di consueto la possibilità di gareggiare in 29 categorie diverse per fasce d’età (dagli 8 ai 25 anni) e tre livelli tecnici. Numerosi i club italiani presenti, assieme a diverse ginnaste che prenderanno parte ai prossimi campionati individuali gold. Saranno sempre presenti in forze le atlete bianconere pronte a portare in alto i colori dell’ASU in questi tre giorni all’insegna di nastro, clavette, cerchio e palla. Per la categoria Senior A – 2008 e precedenti – ci saranno Tara Dragaš, Isabelle Tavano, Matilde Marcon, Gaia Zurlo (nella foto) e Victoria Bruno nella categoria Junior 2012. Per la Senior A 2010, Adele Asquini mentre per la Junior A 2011, Giulia Facinoli. Ma l’elenco è ancora lungo: a scendere in pedana ci saranno anche Elowen Chailastri (2017), Giulia Grigolini (2014), Nicole Efros (2013), Chiara Bernardis (2012), Cristina Fabro e Stella Iacumin (2010), Greta Lavaroni (2011) e Eleonora Miraglia (2013) Per il livello C: Aurora Bicaku, Angela Antoniali, Elena Pilosio, Asia Basello, Carlotta Turcato, Sara Martinuzzi, Greta Martinuzzi, Greta Maria Suma, Lucia Calienno, Veronica Cosoli, Arianna Morotto, Chiara Francovigh, Sofia Bagatto, Giorgia Ridolfo, Sofia Barone, Melissa Bura, Rebecca Schiavone, Agata Moreale, Chiara Mariella, Matilde Nonino, Beltrame Martina, Lidia Secondie, Sophie Cosaro, Yasmina El Hajoui.

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Entrando nel dettaglio delle due medaglie, Zannier ha sottolineato la prova impeccabile di Marco Bertossi: «Marco ha disputato una gara eccellente. Non ha mai sofferto, né nei gironi né negli assalti diretti; al contrario, ha spesso dominato gli incontri, imponendo la propria scherma su tutti gli avversari. Si è fermato solo contro Di Martino, dopo un assalto di alto livello. Dal punto di vista tecnico, il lavoro svolto in sala è sempre più evidente».
Percorso diverso ma altrettanto significativo quello di Paoletti, capace di confermarsi ai vertici nazionali dopo il sesto posto della prima prova di Roma. «Riccardo ha dimostrato un grandissimo carattere. Ha centrato un ottimo risultato, dando continuità al buon piazzamento ottenuto nella prima prova nazionale. Questa medaglia conferma la sua duttilità, capace di esprimersi ad alto livello sia nel fioretto sia nella spada. Nel match decisivo ha messo in pedana una scherma di grande qualità per entrare tra i migliori otto, mostrando maturità e determinazione». Il doppio podio di Brescia riporta dunque il fioretto Asu in una dimensione nazionale di primo piano, con uno sguardo al futuro e una base solida di giovani atleti in crescita.

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In copertina, Marco Bertossi e qui sopra Riccardo Paoletti dopo le gare di Brescia.

Sport, comunità e innovazione: a Udine grande chiusura per i 150 anni dell’Asu. Il ministro Abodi: “Una società gloriosa”

Per l’Associazione Sportiva Udinese è stato un anno di festeggiamenti, quello che idealmente si è chiuso ieri, con la tavola rotonda “Un modello che unisce. Sport, comunità e innovazione in Fvg”. Un appuntamento al quale ha partecipato anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e che ha riunito, al palazzetto sede di Asu, istituzioni locali, rappresentanti del mondo sportivo anche nazionale, dell’università, dell’impresa e del terzo settore, per riflettere sul ruolo dello sport come infrastruttura sociale, culturale ed economica del territorio, forze dell’ordine.
«Quella dell’Associazione Sportiva Udinese è una lunga storia, fatta di tutto ciò che oggi è stato raccontato e condiviso. Nelle parole ascoltate ritroviamo il senso più autentico dello sport: la celebrazione dell’utilità sociale e del bene comune che esso rappresenta, un valore che va promosso, incentivato e custodito. Valori che, però, – ha precisato Abodi – non basta proclamare, ma che vanno rappresentati nei fatti, attraverso collaborazione e relazioni umane, vero motore di ogni risultato», perché un atleta è conseguenza della sua famiglia, dei suoi allenatori e della sua società. Parlando ancora di Asu il ministro l’ha definita: «una società gloriosa, capace di rendere concreti questi valori», perché lo sport è un bene comune e infrastruttura sociale, culturale ed economica del territorio».


«Lo sport è un potente strumento educativo, capace di generare benessere e inclusione a ogni età. Un’eccellenza storica come Asu, che da più di un secolo è un punto di riferimento per il territorio e per il Paese, offre opportunità concrete di formazione e crescita per tanti giovani e le loro famiglie, contribuendo con le diverse attività a una comunità più attiva, consapevole e responsabile. La politica deve continuare a sostenere con continuità queste realtà, perché rappresentano un presidio fondamentale e un investimento sul futuro del territorio, in un momento, tra l’altro, di particolare attenzione che tutti noi vogliamo riservare soprattutto ai giovani», lo ha dichiarato l’onorevole Walter Rizzetto, coordinatore di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia e presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati.
«Continuo a sostenere che oggi serva un lavoro culturale profondo e strutturato. La riforma dello sport ci impone di ripensare i modelli organizzativi e formativi, occorre una visione complessiva. L’alto livello esiste e si sostiene solo se poggia su una base solida, fatta di attività di avviamento, formazione continua e crescita all’interno delle società sportive. Il percorso ideale è quello che permette a un giovane di entrare in una struttura, crescere come atleta, diventare eventualmente tecnico, formarsi nella gestione degli impianti e contribuire allo sviluppo della società. È questo il valore di un impianto sportivo moderno: non solo un luogo dove si pratica sport, ma un ecosistema che accompagna le persone lungo tutto il loro cammino. In questo senso ASU è una mosca bianca, in positivo: un’eccezione virtuosa e un punto di riferimento nazionale», ha dichiarato Andrea Facci, presidente della Federazione Ginnastica d’Italia.
«I 150 anni dell’Associazione Sportiva Udinese rappresentano non solo una ricorrenza storica di grande valore, ma anche la dimostrazione concreta di come lo sport possa essere un fattore di coesione, crescita e innovazione per l’intera comunità regionale, con uno sguardo ai giovani, alla valorizzazione del territorio e alla sostenibilità». È questo il concetto espresso oggi dal vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega a Cultura e sport, Mario Anzil, e dall’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro che assieme hanno partecipato alla giornata conclusiva dell’anno di celebrazioni per i 150 anni dell’Asu.
«Udine è una città che riconosce da sempre allo sport un ruolo centrale, non solo in termini agonistici ed economici, ma soprattutto come strumento di coesione e valorizzazione del territorio. È un elemento fondante dell’identità della nostra città. Oggi possiamo parlare a pieno titolo di Udine come città dello sport, grazie alla pluralità di discipline, associazioni, impianti e percorsi che convivono in un sistema aperto e radicato. Una rete che promuove salute, rispetto, sostenibilità e qualità della vita. L’Asu, con i suoi 150 anni di storia, è uno dei simboli più concreti di questo modello: un luogo che ha saputo unire la pratica sportiva con la dimensione educativa, il benessere psico-fisico, l’attenzione a temi come la disabilità, alla nutrizione e all’innovazione. Come amministrazione crediamo in uno sport che non si esaurisce nella competizione, ma che genera opportunità di crescita per tutti, a partire dai più giovani. È su questa visione che vogliamo continuare a investire, mettendo al centro le persone e i valori che fanno di Udine una città sportiva, viva e competitiva a livello ormai internazionale», ha rimarcato Alessandro Venanzi, vicesindaco del Comune di Udine.
«Asu rappresenta un’associazione d’eccellenza del nostro territorio, con cui la collaborazione è costante, proficua e di cui possiamo essere orgogliosi. Il lavoro che svolge ogni giorno non si limita alla pratica sportiva, ma ha una forte componente educativa e sociale: è un luogo in cui si promuove l’inclusione, e la crescita comunitaria a partire dai più giovani. Come Comune di Udine crediamo fortemente in questo modello e abbiamo scelto di investire con decisione negli impianti sportivi cittadini. Nei prossimi tre anni, l’Amministrazione ha programmato interventi per oltre 4 milioni di euro, distribuiti su strutture presenti in tutta la città. Tra questi, uno dei progetti più significativi riguarda proprio l’ampiamento, in collaborazione con l’ASU, della palestra, che diventerà uno spazio ancora più moderno, funzionale e aperto alla comunità. Lo sport per noi è una leva di coesione sociale, salute e partecipazione: investire in impianti significa rafforzare tutto questo», ha detto Chiara Dazzan, assessore allo Sport del Comune di Udine.
«Questo evento è stato fortemente voluto da ASU e da tutti i partner progettuali con cui lavoriamo per sviluppare iniziative innovative – ha dichiarato il presidente Alessandro Nutta -. È stato un anno particolarmente significativo, quello che idealmente chiudiamo oggi, con questo evento. Un anno nel quale sentiamo di aver rafforzato quel legame con il territorio e la sua comunità che ci ha sempre contraddistinti fino dal 1875. Oggi non chiudiamo una celebrazione, ma apriamo una nuova fase».
Una fase che, come ha ben spiegato il direttore generale di Asu, Nicola di Benedetto, «è possibile grazie al grande slancio progettuale che ci ha offerto il 2025, e a chi ha creduto in noi, scegliendo di camminare al nostro fianco. Poter lavorare in rete, con e per la comunità, dà un sapore unico a ogni nuovo progetto».

I QUATTRO TALK – A moderare l’incontro è stato Andrea Marcon, presidente del CONI Fvg, che ha accompagnato il dialogo tra i diversi relatori mantenendo il filo conduttore della giornata: costruire reti, condividere visioni, generare impatto per la comunità. Il primo panel ha affrontato i percorsi di avvicinamento al lavoro sportivo per le persone con disabilità, con gli interventi di Paola Benini, presidente di Hattiva Lab, di Vincenzo Zoccano, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla disabilità, e di Paola Perabò, EVP Risorse Umane di Danieli & C. Un confronto che ha messo in luce come lo sport e la cooperazione sociale possano diventare strumenti concreti di inclusione, autonomia e dignità lavorativa.
A seguire, il focus si è spostato sul bilancio di sostenibilità integrato, con il contributo del professor Paolo Fedele dell’Università degli studi di Udine e del direttore generale di ASU Nicola Di Benedetto. È stato illustrato il percorso che ha portato ASU a diventare la prima associazione sportiva a dotarsi di un Bilancio sociale integrato di sostenibilità, strumento capace di misurare non solo i risultati sportivi, ma anche gli impatti ambientali, sociali e di governance.
Il tema degli investimenti negli impianti sportivi è stato al centro del terzo momento di confronto, con gli interventi di Mario Anzil, vicepresidente e assessore regionale alla Cultura e allo Sport, di Andrea Facci, presidente della Federazione Ginnastica d’Italia, e di Chiara Dazzan, assessora allo Sport del Comune di Udine. È emersa con forza la necessità di considerare gli impianti non solo come luoghi di pratica sportiva, ma come presidi educativi, culturali e comunitari.
L’ultimo panel ha approfondito l’educazione alla sostenibilità nella vita sportiva, grazie agli interventi di Fabio Scoccimarro, assessore regionale all’Ambiente ed Energia, di Anna Maria Zuccolo, vicepresidente di CAFC Spa, e di Claudio Siciliotti, presidente di Net Spa. Un dialogo che ha evidenziato il ruolo dello sport nella diffusione di comportamenti responsabili, nella sensibilizzazione ambientale e nella costruzione di una cittadinanza consapevole. Le conclusioni sono state affidate al dialogo tra il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e il vicepresidente regionale Mario Anzil, che hanno riconosciuto il valore dell’esperienza ASU come modello replicabile di integrazione tra sport, politiche pubbliche, welfare e sviluppo territoriale. La giornata si è chiusa con il pranzo a cura di Eat Ethic della Cooperativa Sociale Hattiva Lab.

IL 150° DI ASU – La tavola rotonda ha segnato il punto di arrivo di un anno straordinario per Asu, che nel 2025 ha celebrato i suoi 150 anni attraverso un percorso articolato e variegato che ha visto la polisportiva essere la prima polisportiva ad adoperarsi per un proprio Bilancio integrato ESG. Ma tutto è cominciato con la cena di gala e la serata delle vecchie glorie. C’è anche stata la Gallery digitale dedicata alla storia della polisportiva, sempre disponibile sul sito di ASU; e la mostra fotografica alla galleria Tina Modotti, lo spettacolo teatrale di Anà-Thema Teatro ispirato alla vicenda dell’associazione, un l logo celebrativo e la riqualificazione della sede, impreziosita dalle opere del Liceo Artistico Sello. Un cammino nel quale ritroviamo anche il Premio Eccellenza di Friuli Doc, che ha riconosciuto il valore sportivo, sociale e culturale di ASU nel panorama regionale.

UN SITO TUTTO RINNOVATO – In occasione della tavola rotonda è stato inoltre presentato il nuovo sito web dell’Associazione Sportiva Udinese, online con un menù riorganizzato, una veste grafica aggiornata e uno spazio ancora più ampio dedicato alle attività per la disabilità, alla persona, al territorio e alla sostenibilità. Uno strumento pensato per rendere visibile e accessibile l’identità di ASU e il suo impegno quotidiano verso una comunità sempre più inclusiva.

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In copertina, un’atleta dell’Asu e all’interno i partecipanti all’incontro con il ministro Andrea Abodi.

Ginnastica per tutti, grande successo per Eisi Play una innovativa rassegna. Inaugurato da Asu il primo Parkour Fvg

Oltre 30 partecipanti, tra atleti con disabilità e non, hanno dato vita alla prima rassegna “Eisi Play – Ginnastica per Tutti”, ospitata al PalaPrexta e organizzata dall’Associazione Sportiva Udinese su mandato dell’Ente Italiano Sport Inclusivi, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Un appuntamento che ha rappresentato il primo vero banco di prova per il nascente codice di gara inclusivo sviluppato da Eisi. Un progetto innovativo che punta a ridefinire le modalità di partecipazione e valutazione nelle competizioni di ginnastica.
La giornata si è aperta con gli interventi della presidente Eisi, Sira Miola, e del presidente Asu, Alessandro Nutta, seguiti da un momento conviviale e da un confronto tecnico che ha permesso a dirigenti, allenatori e referenti di analizzare gli elementi chiave del futuro regolamento. Nel pomeriggio, alla presenza delle autorità, le squadre provenienti da diverse regioni italiane (Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia) hanno portato in pedana coreografie costruite insieme negli scorsi mesi, dimostrando quanto la collaborazione tra persone con e senza disabilità possa generare qualità tecnica, creatività e coesione. Le esibizioni, seguite dalle premiazioni, hanno restituito il senso più autentico del progetto: unire le differenze trasformandole in valore condiviso. Nell’occasione erano presenti anche un delegato del Cip – Comitato Italiano Paralimpico e l’assessore allo sport del Comune di Udine, Chiara Dazzan.
La rassegna si conclude dunque con un bilancio più che positivo, segnando l’inizio di un processo condiviso che proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori momenti di confronto e sperimentazione: «Con Eisi Play abbiamo inaugurato un percorso che vuole portare alla definizione di un vero codice di gara inclusivo. Questa prima sperimentazione ci offre indicazioni preziose, sia tecniche che educative, e conferma che la strada intrapresa è quella giusta. L’entusiasmo delle squadre, la qualità del lavoro svolto e la grande partecipazione dimostrano che l’inclusione, quando è pensata e strutturata, diventa una risorsa per tutti», ha sottolineato Sira Miola, presidente di Eisi.
A farle eco Nicola di Benedetto, direttore generale di Asu: «Questa rassegna rappresenta un passo fondamentale nel percorso di inclusione che ASU da tempo sostiene con convinzione. Vedere in pedana atleti così diversi tra loro, capaci di unirsi in un’unica coreografia, ci ricorda quanto lo sport possa essere uno strumento straordinario di crescita sociale. Siamo orgogliosi di aver contribuito a costruire, insieme a EISI, un modello che guarda al futuro e che può ispirare molte realtà sul territorio nazionale». Udine e il PalaPrexta si confermano una volta in più un luogo aperto, accogliente e capace di valorizzare lo sport come motore di comunità e innovazione sociale.

Intanto, l’Associazione Sportiva Udinese ha arricchito i propri spazi con una grande novità: l’installazione, nell’area esterna della sede, del Parkour Wall@by® di Geogym®: il primo impianto di questo tipo in Friuli Venezia Giulia. Un progetto innovativo, reso possibile grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che conferma il proprio impegno concreto nella promozione dello sport e nel sostegno alle discipline emergenti. «Con questa installazione — ha spiegato Nicola Di Benedetto, direttore generale di Asu — proseguiamo nel percorso di innovazione. Il parkour rappresenta una forma di movimento libera, creativa e profondamente educativa, capace di attrarre giovani e adulti. Grazie al sostegno della Regione Autonoma FVG, possiamo offrire ai nostri atleti e alla comunità un nuovo spazio di allenamento e socialità, che arricchisce il patrimonio sportivo del nostro territorio», oltre a essere una perfetta integrazione delle numerose attrezzature già disponibili nella palestra di Asu.
Il Parkour Wall@by® di Geogym® rappresenta una vera e propria rivoluzione per la pratica del parkour e delle discipline acrobatiche. Si tratta del sistema progettato per offrire sicurezza, versatilità e performance. Tutti i moduli sono conformi alla Normativa UNI EN 16899:2017 e progettati in riferimento all’Apparatus Norms della Fédération Internationale de Gymnastique (FIG), rendendo così l’impianto idoneo allo svolgimento di competizioni ufficiali. I moduli Parkour Wall@by® nascono per ricreare gli elementi dell’ambiente urbano in forma più sicura, stabile e funzionale. «Avere a disposizione una struttura di questo tipo consentirà alle atlete e agli atleti di cimentarsi nel parkour esplorando davvero tutte le possibilità di movimento e di espressione. È uno spazio che consentirà loro di variare continuamente approcci, salti, transizioni e, anche, di sperimentare modi per collegare i gesti tra loro. Potranno costruire con facilità, all’aria aperta, sequenze dalla più semplice, fino a quelle più avanzate, sempre in piena sicurezza, stimolando creatività e voglia di migliorare», ha precisato Eros Colavizza, tecnico di parkour dell’Asu.

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In copertina, un’immagine del riuscitissimo evento dell’Aus; all’interno,  l’inaugurazione dell’innovativo Parkour.

Sicurezza e autodifesa, nuovo progetto dell’Asu per tesserati, scuole e cittadini: domani al PalaPrexta un incontro per trattare il preoccupante tema delle truffe

Diffondere una cultura della sicurezza che sia concreta, accessibile e capace di generare consapevolezza. Con questo obiettivo l’Associazione Sportiva Udinese ha lanciato il progetto “Sicurezza e autodifesa”, reso possibile grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, sviluppato in collaborazione con MD Systems Spa e inserito nell’ambito delle attività di welfare sviluppate da Asu all’interno del proprio progetto di bilancio sociale. Soddisfazione arriva dalla presidenza dell’Asu: «Questo progetto rappresenta in pieno la nostra missione sociale – ha commentato Nicola Di Benedetto, direttore dell’Associazione Sportiva Udinese -. Grazie alla Regione Fvg, a MD Systems possiamo proporre attività che rafforzano il nostro ruolo educativo verso i soci e verso la comunità. Investire sulla sicurezza dei giovani significa investire sul futuro». Domani 20 dicembre, alle 15 (via Lodi 1, PalaPrexta), ci sarà una conferenza pubblica dedicata ai temi delle truffe, della sicurezza e della difesa personale. L’ingresso sarà gratuito, ma la prenotazione online è obbligatoria su https://form.jotform.com/253442448398366

IL PROGETTO – Una progettualità articolata, rivolta da un lato ai tesserati Asu, dall’altro alle scuole del territorio e anche alla cittadinanza. L’obiettivo univoco: offrire strumenti utili alla prevenzione, alla gestione delle situazioni critiche e alla costruzione di un atteggiamento responsabile nei confronti della propria e altrui sicurezza. L’intero percorso sarà condotto dallo staff tecnico della Scuola del Gunjin Ryu, che sotto la guida del Maestro Veronese integrerà competenze tecniche, educazione comportamentale e consapevolezza personale. Per il maestro Roberto Veronese, il nodo centrale è culturale oltre che tecnico: «L’autodifesa non è solo tecnica. È un percorso di responsabilità, educazione e consapevolezza. Con questo progetto vogliamo offrire ai ragazzi strumenti utili e pratici, ma soprattutto la capacità di leggere le situazioni e di agire con lucidità e rispetto».

NUOVE TELECAMERE– Il progetto comprende inoltre un intervento di tutela degli spazi dell’Associazione attraverso l’installazione di cinque nuovi sistemi di videosorveglianza, realizzati grazie alla collaborazione tecnica di MD Systems Spa, che andranno a rafforzare la sicurezza interna: «Siamo orgogliosi di sostenere Asu in un’iniziativa che mette al centro la protezione dei giovani e della comunità – ha dichiarato Marco Cavalli di MD Systems -. Il nostro contributo tecnologico vuole diventare parte di un sistema più ampio, in cui formazione, prevenzione e innovazione dialogano per creare ambienti realmente sicuri. I centri sportivi dotati di videosorveglianza e anche dei più moderni sistemi informativi di videoanalisi sono senz’altro luoghi sicuri per tutti coloro che li frequentano, minori e non».

PER I GIOVANI – Entrando nelle pieghe del progetto, “Sicurezza e autodifesa” prevede, per i giovani tesserati Asu (dalla 2^ media alla 5^ superiore), l’organizzazione di un Camp dedicato, il 29 e 30 dicembre: due giornate di formazione intensiva e gratuita che mirano a fornire conoscenze pratiche.

PER I CITTADINI – Come detto, domani alle 15, invece, è previsto un appuntamento pensato per gli adulti e per la cittadinanza: una conferenza pubblica dedicata ai temi delle truffe, della sicurezza e della difesa personale. Sarà un momento divulgativo aperto a tutti, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità su rischi, prevenzione e comportamenti adeguati nei contesti quotidiani. L’ingresso sarà gratuito, ma la prenotazione online sarà obbligatoria su www.asu1875.it (pulsante verde prenotazioni).

PER LE SCUOLE – La terza linea del progetto riguarda il mondo della scuola. Gli studenti dell’Itg “Marinoni” di Udine – che frequentano le palestre Asu per le ore di scienze motorie – stanno frequentando un modulo dedicato alle tecniche di autodifesa e alla gestione della sicurezza individuale, un’opportunità che coinvolgerà complessivamente circa 400 ragazze e ragazzi in un percorso integrato all’interno dell’orario scolastico. Il valore formativo è sottolineato anche dalla dirigente scolastica del Marinoni, Alberta Pettoello: «La scuola ha il compito di accompagnare gli studenti nella costruzione di competenze utili per la vita. Lavorativa e non. Questo progetto risponde perfettamente a questa necessità: offre strumenti, sviluppa consapevolezza, aiuta i ragazzi a comprendere e ad affrontare la complessità del mondo che li circonda. È un’opportunità preziosa».

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In copertina, il direttore Nicola Di Benedetto durante la presentazione dell’importante iniziativa.

Ritmica nazionale, Asu protagonista assoluta. Ok anche Ginnastica in Festa

È stato un fine settimana da incorniciare per la ginnastica dell’Associazione Sportiva Udinese che ha chiuso il 2° Campionato nazionale d’Insieme Gold di Ritmica con un ottimo risultato e tracciato un bilancio più che positivo anche nella partecipazione a Ginnastica in Festa 2025 – Winter Edition, tra ritmica e artistica, maschile e femminile. «I risultati ottenuti tra Ancona, Riccione e Rimini credo restituiscano l’immagine di un progetto sportivo solido – ha commentato il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta -, fatto di lavoro quotidiano in palestra, qualità tecnica degli staff e su una visione di lungo periodo che continua a portare ASU ai vertici della ginnastica nazionale. Un bilancio – ha chiuso – che chiude questo 2025, anno del nostro 150°, nel migliore dei modi e che rappresenta una base importante per le sfide future».

INSIEME GOLD – Al PalaPrometeo di Ancona, nel contesto del Campionato, Asu ha conquistato per la quarta edizione consecutiva il “Trofeo Andreina Sacco Gotta”, riconoscimento che ogni anno rende omaggio alla figura dell’allenatrice e docente di educazione fisica. Il Trofeo, assegnato sulla base della somma dei due esercizi d’insieme e di un esercizio individuale, ha visto ASU imporsi grazie a un rendimento complessivo di squadra di altissimo profilo: il gruppo ha centrato il titolo nazionale di specialità alle 5 palle, grazie all’esercizio di Adele Asquini, Victoria Bruno, Tara Dragaš, Giulia Facinoli, Ginevra Finotto, Isabelle Tavano e Gaia Zurlo, salite sul gradino più alto del podio con il punteggio di 23.883. Decisivo anche il contributo individuale di Tara Dragaš al nastro, che ha completato il quadro, consentendo alla compagine bianconera di aggiudicarsi ancora una volta il Torneo.
Nella Categoria Open, ASU ha inoltre sfiorato il podio all around, chiudendo al quarto posto con 45.483 punti. Un risultato che conferma quella bianconera come una delle realtà di riferimento della ginnastica ritmica italiana, capace di coniugare talento individuale, lavoro di squadra e continuità nel tempo.

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Crescere nello sport

L’Associazione Sportiva UdCrescere nello sportinese ha dato avvia ad “Asu Lab – Crescere nello Sport”: un progetto innovativo che ridefinisce il modo di intendere la formazione sportiva. Non un semplice programma di aggiornamento, ma un vero e proprio percorso integrato pensato per tecnici, atlete, atleti e famiglie, con l’obiettivo di costruire un linguaggio educativo comune e, soprattutto, una comunità che cresce insieme. Da sempre l’Asu (che proprio nel 2025 celebra i suoi 150 anni) promuove lo sport come strumento di crescita personale, educativa e sociale. Con ASU LAB, questo impegno si concretizza in un modello formativo capace di mettere in relazione le diverse anime del mondo sportivo: chi insegna, chi pratica e chi accompagna. La palestra diventa così uno spazio educativo, dove la crescita tecnica si affianca a quella personale, emotiva e relazionale, in un percorso che unisce competenze, consapevolezza e collaborazione. Il progetto nasce da un’osservazione concreta, come ha spiegato Roberto Cian, consigliere di ASU: «Per far crescere davvero i giovani atleti, è necessario lavorare su tre piani paralleli e interconnessi. Da un lato la formazione dei tecnici, chiamati a essere non solo allenatori ma anche figure educative competenti e consapevoli; dall’altro il sostegno agli atleti nella gestione mentale, emotiva e fisica della pratica sportiva; infine, il coinvolgimento attivo delle famiglie, affinché possano accompagnare i figli in modo consapevole e costruttivo nel loro percorso sportivo. Con questo progetto ambiamo a fare tutto questo». La programmazione di “ASU LAB” si sviluppa lungo l’intero anno sportivo, da ottobre 2025 a maggio 2026, con lezioni frontali, laboratori esperienziali e incontri pratici condotti da psicologi dello sport, nutrizionisti, fisioterapisti e formatori specializzati in comunicazione. Al centro della proposta vi sono i temi della psicologia dello sport, della nutrizione, della medicina e della comunicazione, affrontati in chiave trasversale attraverso incontri aperti a tutti e momenti di approfondimento mirati per specifici gruppi di atleti e tecnici. Particolarmente significativa è anche l’introduzione dei Campi di Formazione Tematici, che offrono ai partecipanti la possibilità di approfondire argomenti specifici legati al benessere psico-fisico, all’alimentazione consapevole e alle dinamiche relazionali tra allenatore, atleta e famiglia. A completare il percorso vi sono iniziative dedicate ai gruppi agonistici di ginnastica e scherma e un modulo speciale per l’Accademia di Ginnastica Ritmica, organizzato grazie al supporto di Promoturismo Fvg.

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WINTER EDITION – Ma anche la partecipazione dell’Associazione Sportiva Udinese a Ginnastica in Festa 2025 – Winter Edition, svoltasi a Rimini, si chiude con un bilancio estremamente positivo e restituisce l’immagine di una società protagonista anche a livello nazionale nelle competizioni FGI Silver di ginnastica artistica, femminile e maschile, e ginnastica ritmica.
Complessivamente, le tre discipline ASU hanno conquistato 45 medaglie —^—e 11 trofei, confermando l’eccellenza tecnica e organizzativa del lavoro svolto durante tutta la stagione, dalla base giovanile fino ai livelli più avanzati.
In particolare, nelle Finali Nazionali Silver di ginnastica artistica femminile, ASU ha raccolto numerosi podi individuali e di squadra, con diverse prime e seconde posizioni. Di rilievo anche i risultati nelle competizioni Duo Winter, dove le coppie bianconere hanno più volte conquistato il gradino più alto del podio. Particolarmente significativo il percorso della squadra Allieve Gold di ginnastica artistica femminile, capace di vincere il proprio girone nella Finale Nazionale a squadre Gold 2 e di conquistare l’accesso alla finalissima, chiudendo l’esperienza tra le prime dieci squadre più forti d’Italia. Un traguardo che testimonia la crescita tecnica e la maturità competitiva del gruppo.
Non da meno i risultati della ginnastica artistica maschile, che ha saputo distinguersi nelle rispettive categorie nazionali, contribuendo in maniera significativa al medagliere complessivo e confermando un settore in crescita.

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In copertina, la squadra Asu che ha partecipato al Campionato nazionale Insieme Gold.

Asu, Stella Iacumin a Caorle è la regina italiana del cerchio. Ma l’associazione udinese festeggia anche due campioni del mondo master (Bahrein) per la scherma

La stagione agonistica della sezione ritmica dell’Associazione Sportiva Udinese si è aperta con una serie di medaglie che dimostrano la crescita tecnica e la maturità agonistica delle atlete più giovani e promettenti della polisportiva bianconera: «Sono davvero felice per le mie ginnaste – ha detto la tecnica dell’Asu, Magda Pigano -, hanno saputo conciliare sport e studio in modo eccellente, dimostrando maturità e impegno. Iacumin e Fabro hanno ottenuto risultati straordinari, passando dai campionati Silver al Gold. Chialastri, classe 2017, ha esordito affrontando ginnaste più grandi e ha centrato subito un podio, mostrando carattere. Grigolini, rispetto al 2024, è migliorata in modo evidente, passando da metà classifica a un podio sfiorato. Sono orgogliosa di tutte loro».
Protagonista assoluta è stata Stella Iacumin, che ha conquistato il titolo di Campionessa nazionale al cerchio, a Caorle. Non è tutto, perché la ginnasta bianconera si è anche laureata Campionessa Regionale al cerchio e alle clavette. Inoltre, nella Zona Tecnica 2 di Montegrotto Terme ha ottenuto il secondo posto alle clavette e il terzo al cerchio, confermandosi una delle migliori ginnaste italiane della categoria Junior 2. Ha dimostrato la pasta di cui è fatta anche Cristina Fabro Nuwanga che si è aggiudicata la Zona Tecnica 2 al cerchio e un terzo posto al nastro, mentre nelle prove regionali si è classificata quarta sia al cerchio sia alle clavette. Al Campionato Nazionale di Caorle ha poi raggiunto una positiva sesta posizione al cerchio, confermandosi stabilmente tra le migliori della sua categoria.
Nella categoria Allieve, l’Asu ha raccolto risultati altrettanto prestigiosi. Elowen Chialastri (Allieve 1) ha conquistato un magnifico bronzo al Campionato Nazionale di Alba Adriatica, la più giovane della sua categoria. La giovanissima ginnasta si è inoltre laureata Campionessa Regionale e ha ottenuto un terzo posto nella Zona Tecnica 2, dimostrando talento e determinazione. Anche Giulia Grigolini, nella categoria Allieve 3, ha ottenuto quarto posto al Campionato Nazionale di Alba Adriatica, dopo aver vinto il titolo di Campionessa Regionale. Nella prova della Zona Tecnica 2 di Caorle ha invece ottenuto un importante secondo posto, confermandosi ai vertici della sua categoria.
Da segnalare anche i risultati di Victoria Bruno, Allieve 5, che ha chiuso il Campionato Nazionale con una convincente quarta posizione. Victoria si è inoltre laureata Campionessa Regionale e ha ottenuto il secondo posto nella Zona Tecnica 2 di Caorle. Dopo un grave infortunio e un lungo stop dalle gare, l’atleta dell’Accademia internazionale di ginnastica ritmica dell’ASU ha dato prova di essere tra le migliori atlete del suo anno.

Filippo Pesce

Intanto, Filippo Pesce e Umberto Spanò hanno conquistato il Bahrein. Impegnati nel Campionato nel mondo di scherma master i due atleti dell’Associazione Sportiva Udinese hanno vinto un oro nel singolo di fioretto e un argento nella stessa specialità, ma in squadra (Pesce); oltre che un argento sempre nella gara a squadre, ma di spada (Spanò).
Pesce è stato protagonista assoluto della competizione: una progressione impeccabile che lo ha visto superare, uno dopo l’altro, avversari di altissimo livello. Dopo il successo su Kondoh (10-1), ha imposto la propria scherma contro Gerli (9-7), poi contro Suarez in un assalto tiratissimo chiuso 10-9 e, in semifinale, contro Beaurenault (10-5). In finale, Pesce ha dominato l’assalto decisivo contro Sirenko, imponendosi con un netto 10-4 e conquistando un oro mondiale che ha confermato il suo stato di forma. Il risultato è stato ancora più significativo se si considera la sua storia sportiva: dopo decenni lontano dalle pedane, Pesce è tornato alla scherma solo da pochi anni, ritrovando passione e ambizione fino a raggiungere il vertice iridato, come lui stesso ha spiegato ai microfoni della Federazione Italiana Scherma: «È stata una sensazione strepitosa – ha raccontato visibilmente emozionato. – Molti sanno che ho ricominciato a fare scherma da pochi anni, dopo trent’anni di stop, e arrivare a una medaglia d’oro è stato qualcosa di incredibile. È stata una gara durissima, mi sono scontrato con avversari davvero forti e questo ha reso tutto ancora più speciale». A impreziosire ulteriormente il medagliere della polisportiva, oltre che dell’Italia tutta, sono arrivati due argenti nelle gare a squadre. La compagine di fioretto maschile Veteran, composta sempre da Filippo Pesce, assieme a Ugo Balestrieri, Jacopo Invernizzi, Fabio Di Russo e Lorenzo Richiardi è arrivata al secondo gradino del podio dopo la Francia.
Umberto Spanò, invece, reduce da un’influenza maturata pochi giorni prima della gara, non è riuscito a esprimere al meglio il proprio potenziale nella prova individuale, conclusa anticipatamente nello scontro diretto con il compagno di squadra Riccardo Bonsignore, poi salito sul podio con il terzo posto. Il riscatto è però arrivato nella competizione a squadre. Dopo un agevole successo per 45-14 contro Hong Kong, il team azzurro — composto da Riccardo Bonsignore, Luca Magni, Giuseppe Marino, Giuliano Pianca e dal già citato bianconero — ha superato la formazione polacca con 43-30. In semifinale gli italiani hanno avuto la meglio anche sull’Ungheria. La finale ha visto gli azzurri arrendersi soltanto alla Germania per 45-40, sfiorando il titolo iridato per poche stoccate.
«É stata una trasferta dolceamara – ha commentato Spanò -. Mi ero preparato molto bene e puntavo a un risultato migliore nell’individuale, ma la febbre non mi ha permesso di rendere al massimo. La delusione è stata però attenuata dalla gara a squadre: tornare a casa con un argento mondiale è una grande soddisfazione. Rientro dal Bahrain con la determinazione di qualificarmi nuovamente in nazionale per i Mondiali del prossimo anno, che si svolgeranno a Tbilisi, in Georgia». Due medaglie d’argento che hanno impreziosito ulteriormente una mondiale nel segno dei colori del Friuli.

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In copertina, ecco Stella Iacumin e Cristina Fabro, dell’Asu, sul podio di Caorle.

Udine oggi accoglie al PalaPrexta Asu la “Festa dello Sport Inclusivo” con un ricco parterre di campioni paralimpici

La “Festa dello Sport Inclusivo” torna oggi al PalaPrexta di Udine, sede dell’Asu, per regalare una giornata di emozioni e condivisione all’insegna dell’inclusione. Organizzata dall’Associazione Sportiva Udinese, Csen Fvg e Special Olympics Fvg, in collaborazione con l’associazione di promozione sociale IO CI Vado e Willeasy, con il contributo della Regione Autonoma Fvg, Fondazione Pietro Pittini e Fondazione Friuli, e il patrocinio di Coni Fvg, Scuola dello Sport del Coni e CIP Fvg, l’iniziativa sarà come di consueto gratuita. Tutte le persone con disabilità dovranno essere accompagnate da genitori o tutori.
Un appuntamento che nella sua edizione settembrina Festa la presenza di testimonial d’eccezione. Fabio Vida, atleta e tecnico paralimpico del Friuli Venezia Giulia, porterà l’esperienza straordinaria maturata dal tennis in carrozzina al nuoto pinnato, fino alla pallanuoto, testimoniando come lo sport saprà essere sempre strumento di crescita e resilienza. Con lui ci sarà Alessandro Michelizza, instancabile promotore dello sport come veicolo di salute e inclusione, oggi impegnato nel paraciclismo e come Informatore paralimpico Cip-Inail Fvg. Non mancherà Elisa Zoratto, vicecampionessa italiana di disco e peso nel 2025, capace di eccellere anche nella pesistica e di diventare un esempio di forza e determinazione. Sarà presente anche Luca Da Prato, giovane talento del nuoto paralimpico e Tedoforo Ambasciatore dei Valori Olimpici per Milano-Cortina 2026, simbolo di inclusione e passione. A portare la sua esperienza arriverà Riccardo Favaro, campione del mondo di nuoto pinnato paralimpico e campione nazionale di kayak, capace di ispirare con i suoi risultati e la sua dedizione. Infine, il pubblico incontrerà Stefano Miolo, atleta non vedente che, dopo aver perso la vista, intraprenderà un percorso sportivo straordinario nel ciclismo e nel podismo, fino alla prossima sfida della Maratona di New York 2025.
I partecipanti con disabilità e non potranno vivere, insieme, una mattinata ricca di attività a circuito, in cui sperimentare diverse discipline sportive guidate da tecnici esperti, con l’occasione unica di mettersi in gioco, divertirsi e scoprire nuove passioni. Durante la mattinata sarà anche possibile assistere a performance di atleti agonisti, che mostreranno la forza e la bellezza del loro percorso sportivo.
La giornata inizierà alle 8.30 con l’apertura degli spazi e proseguirà dalle 9.30 con l’avvio delle attività sportive, fino alle premiazioni di tutti i partecipanti alle 12. A seguire, dalle 12.30, si svolgerà una tavola rotonda con operatori e autorità, accompagnata da un pranzo a buffet. Contestualmente saranno attivi gli stand delle associazioni e degli operatori del settore, che presenteranno i loro progetti e il loro lavoro a favore dello sport inclusivo. Quest’anno, inoltre, la Festa dello Sport Inclusivo collaborerà con “Accessibility For Future”, l’evento internazionale ospitato alla Fiera di Udine dal 18 al 20 settembre, che unirà innovazione, formazione, cultura e sport per trasformare l’accessibilità in un motore di cambiamento.
Chi vorrà vivere questa esperienza potrà iscriversi scegliendo la propria modalità: come atleta per le prove sportive, come operatore per partecipare al confronto professionale, o come associazione per presentare le proprie attività. La Festa dello Sport Inclusivo sarà un’occasione unica per scoprire quanto lo sport potrà unire, abbattere barriere e regalare nuove opportunità di incontro e crescita.

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In copertina, un’immagine della passata edizione della Festa dello Sport Inclusivo.

Tara Dragaš conquista 5 medaglie al Grand Prix di Brno dopo l’emozionante debutto ai Mondiali di Rio

Dopo l’emozionante debutto ai Mondiali di Rio, dove da senior ha mostrato personalità e qualità tecniche, Tara Dragaš, agente delle Fiamme Oro e ginnasta dell’Associazione Sportiva Udinese che veste la maglia azzurra, ha saputo confermare tutto il suo talento anche al Grand Prix di Brno, andato in scena dal 12 al 14 settembre. A Rio, Tara aveva centrato due finali di specialità: 6a nella palla con un’ottima esecuzione da 28.050 punti e 4a nel nastro con 28.800, a soli tre decimi dal podio. Piazzamenti che, al suo primo Mondiale, hanno dato il segnale chiaro di una carriera pronta a spiccare il volo.
A distanza di poche settimane, in Repubblica Ceca, grazie a delle esecuzioni pulite e di alto livello, è arrivata la conferma delle sue qualità tecniche con ben cinque medaglie. «È stata una gara davvero sofferta – ha spiegato Magda Pigano, vicedirettrice dell’Asu e in trasferta in veste di ufficiale di gara – perché Tara ha affrontato la pedana con un forte raffreddore e qualche linea di febbre. Nonostante questo, ha dimostrato una grande tenacia e determinazione, riuscendo a conquistare ben cinque medaglie. Un risultato che premia il suo impegno e la sua forza di volontà».
Tara, accompagnata in campo gara dalla tecnica Cristina Polito, ha conquistato l’oro al nastro (29.400), l’argento nell’all around con 114.100, dietro solo a Taisiia Onofriichuk, e al cerchio (29.700). Un attrezzo, quest’ultimo, nel quale l’atleta friulana ha ottenuto lo stesso punteggio di Onofriichuk la quale, però, è stata premiata per l’esecuzione strappandole l’oro. A queste medaglie, poi, si aggiunge il bronzo alla palla (27.950) e nelle clavette (27.450). Un risultato importante che conferma la sua crescita, e che l’ha vista, ancora una volta, fra le protagoniste di una gara internazionale.

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In copertina, Tara Dragaš con Magda Pivano e Cristina Polito a Brno.