A Trieste dopo 100 anni chiude “Vita Nuova”: vertici Stampa solidali

Brutto momento per il giornalismo del Friuli Venezia Giulia. Dopo cento anni di storia, chiude il settimanale diocesano di Trieste, “Vita Nuova”, come riferiscono Assostampa Fvg e Ordine regionale dei giornalisti che assicurano di essere “al fianco della redazione e del personale tecnico della storica testata dei cattolici triestini” che appunto da un secolo, festeggiato proprio di recente, racconta la vita del territorio e che con questa settimana – come annunciato dall’editore, la Diocesi di Trieste – interromperà le pubblicazioni.
“Scoprire da un giorno all’altro – affermano i vertici regionali della Stampa – che un periodico che ha attraversato tutto il Novecento e questi primi decenni del nuovo millennio, dando conto delle ore più buie e drammatiche della nostra città ma anche del tanto bene che non fa rumore, sempre dalla parte degli ultimi, cessi l’attività senza prima tentare altre strade fa male alla città, all’informazione, alla democrazia, ai lettori, alle lavoratrici (5), a cui il sindacato e l’Ordine regionali esprimono solidarietà e vicinanza, auspicando il massimo impegno da parte dell’editore per garantire tutte le tutele possibili. E assicurando ovviamente il proprio sostegno, rendendosi sin d’ora disponibili ad affiancare la redazione in qualsiasi azione possa modificare la prospettiva della chiusura sic et simpliciter“.

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In copertina, la storica testata diocesana di Trieste e qui sopra la Cattedrale di San Giusto.

A Trieste stamane una panchina per la libertà di stampa in Fvg

Raccogliendo l’appello rivolto a tutti i sindaci d’Italia di adottare una “Panchina della libertà di stampa” che richiami l’importanza dell’articolo 21 della Costituzione Italiana (Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure), anche Trieste ne avrà una, che sarà presentata ufficialmente stamane 5 giugno, alle 10.30, nel giardino di piazza Hortis, davanti alla Biblioteca Civica e all’emeroteca comunale, dove abitualmente i cittadini possono consultare gratuitamente tutti i giornali. Interverranno, fra gli altri, il sindaco Roberto Dipiazza, i presidenti di Ordine e Assostampa Fvg, Cristiano Degano e Carlo Muscatello, e il presidente del Rotary Club Trieste Nord Fabio Radetti.

“Panchine della libertà di stampa” sono già state inaugurate a Ronchi dei Legionari, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Matthew Caruana, figlio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese assassinata per le sue inchieste nel 2017; a Torre Annunziata, in collaborazione con la famiglia di Giancarlo Siani; nel ghetto ebraico di Roma, dedicata ai tipografi e ai giornalisti ebrei uccisi nei campi di concentramento. Infine, nei giorni scorsi, in occasione del 40° anniversario dell’assassinio di Walter Tobagi, è stata annunciata la posa di una panchina anche a Milano, nel parco Solari.

Nel capoluogo Fvg l’idea è stata rilanciata dal Rotary Club Trieste Nord, trovando subito il sostegno dell’Ordine dei giornalisti e dell’Assostampa regionali nonché del Comune di Trieste. L’annuncio era stato dato già il 9 dicembre scorso, in occasione dell’incontro fra il sindaco Dipiazza e il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna.

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In copertina, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg Cristiano Degano.

Domani ad Aviano il decimo “Premio Simona Cigana”

Domani, martedì 10 dicembre, si chiuderà ufficialmente la 10ª edizione del Concorso giornalistico nazionale, annuale, multimediale, multilingue “Premio Simona Cigana”. L’evento è in programma alle 10.30, ad Aviano, a Palazzo Carraro-Menegozzi. Nell’occasione, saranno presentate l’11ª edizione, 2019-2020, e due manifestazioni collegate con il “Premio”: il libro sulla vita di Simona Cigana e la seconda edizione di “Futuro Contemporaneo”, il festival della scienza, del pensiero e della cultura. Quella di domani sarà una grande occasione di festa e di riflessione sul futuro della stampa italiana, proprio nel nome della giovane giornalista mancata improvvisamente nel 2007 durante il proprio lavoro.
«Come sempre – spiega Pietro Angelillo, presidente del Circolo della Stampa di Pordenone, che organizza la importante manifestazione -, le graduatorie saranno rese note soltanto nel momento della premiazione. I vincitori sono stati scelti fra 37 finalisti, su un centinaio di concorrenti di tutta Italia che si sono confrontati volontariamente e, in parte, su indicazione di lettori, spettatori e social, in un evento unico nel suo genere. Unico, perché non è facile individuare l’interesse diffuso dei media verso un territorio come il Friuli Venezia Giulia, il cui ruolo è di alto livello negli aspetti positivi e meno esposto agli aspetti negativi della cronaca». Del resto, il tema collaudato del concorso è a senso unico ed è declinato nelle cinque categorie previste dal bando (Inchiesta, Sport, Economia/Artigianato, Turismo, Sociale/Infortuni sul lavoro), con il Friuli Venezia Giulia trattato in chiave nazionale e internazionale su testate regionali, nazionali e internazionali, in lingua italiana e nelle lingue minoritarie della nostra regione.

All’evento del decennale parteciperà Carlo Verna, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. «È un grande onore – commenta Angelillo – avere tra noi Carlo Verna –, per questo gli conferiremo il titolo statutario di “Socio Onorario”. La sua è una presenza di grande significato, perché per la prima volta un presidente nazionale dei giornalisti interviene ufficialmente nella provincia di Pordenone, ma anche per la sua figura professionale e umana. Una presenza significativa, perché Verna è il massimo esponente di una categoria che sta lottando per la sopravvivenza del giornalismo come garanzia della vita democratica del nostro Paese».
Con Verna interverranno il presidente regionale dell’Ordine e Socio Onorario del Circolo della Stampa di Pordenone, Cristiano Degano, e il presidente di Assostampa Fvg nonché consigliere nazionale Fnsi, Carlo Muscatello, anch’egli Socio Onorario del sodalizio guidato da Pietro Angelillo.

Per giungere a una giornata come questa ci è voluto – ricorda infine Angelillo con riconoscenza – il consueto impegno del Circolo della Stampa, un’associazione di volontariato culturale impegnata a favore dei giornalisti e dei destinatari delle notizie, con il supporto degli sponsor: Bcc Pordenonese, Fondazione della Bcc Pordenonese, Famiglia Cigana, Comuni di Aviano e di San Vito al Tagliamento, Confartigianato Pordenone, Anmil Pordenone, Confcooperative Pordenone, Domovip Europa. Il concorso si avvale anche di importanti patrocinatori: Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Assostampa Fvg, Unione stampa sportiva Fvg, Consiglio regionale Fvg, Giunta regionale Fvg, Coni Fvg, Comune di Pordenone, Coldiretti Pordenone, Carta di Pordenone, Associazione per le antiche vie e altri ancora.

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In copertina, una bella immagine della giornalista Simona Cigana.

Una nuova piazza di Trieste ricorderà il sacrificio a Mostar di Luchetta, Ota e D’Angelo

(g.l.) A Trieste, nello slargo esistente tra Sala Tripcovich e Silos, nei pressi della stazione ferroviaria, sono in corso importanti interventi di riqualificazione. Ebbene questa nuova area, che continua piazza Libertà nota per il monumento dedicato alla imperatrice Elisabetta d’Austria (Sissi), sarà intitolata alle tre vittime di Mostar, i giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo. Lo ha annunciato il sindaco Roberto Dipiazza nel corso della cerimonia commemorativa ospitata l’altra mattina nella solenne sala consiliare del municipio.

Sono trascorsi, infatti, venticinque anni dalla tragedia avvenuta nella città della Bosnia, famosa per il caratteristico ponte sul fiume che l’attraversa, nella quale persero la vita i tre operatori dell’informazione della Rai, tutti triestini, colpiti da una granata mentre stavano realizzando uno speciale per il Tg1 sui bambini vittime della guerra che allora stava insanguinando i Balcani.

I giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo uccisi a Mostar.

Accanto ai familiari, alla commemorazione tenutasi nel palazzo di piazza Unità d’Italia erano presenti anche l’assessore regionale Pierpaolo Roberti, che ha portato il saluto del governatore Massimiliano Fedriga, il presidente della Fnsi, Beppe Giulietti, l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, il direttore della Tgr Rai, Alessandro Casarin, il presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti Cristiano Degano e il presidente dell’Assostampa Fvg Carlo Muscatello. Gli interventi sono stati presentati e coordinati da Giovanni Marzini che alla emittente di Stato lavorava fianco a fianco con i tre colleghi morti a Mostar. Il giornalista è anche segretario del Premio Luchetta, importante riconoscimento che fu promosso nel 2003 dalla Fondazione Luchetta, Ota, D’Angelo, Hrovatin per i bambini vittime della guerra, fondata nel 1994.

La lapide che li ricorda in corso Italia.


“Non ho conosciuto di persona Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo, se non attraverso le cronache, così come non ho conosciuto Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ma so che sono tutte persone che ci hanno lasciato il bene della Rai, bene che dobbiamo custodire gelosamente”, ha detto Salini. “Dobbiamo avere rispetto per la Rai. Grazie a queste vittime che hanno sacrificato la loro vita, la Rai oggi può dirsi migliore – ha aggiunto l’ad – La Rai sta provando a cambiare, a migliorare, non sarà facile ma sono sicuro che ognuno si impegnerà al massimo”.

“E’ doveroso ricordare Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo attraverso cerimonie ufficiali, come quella di oggi. Ma l’omaggio migliore è offrire sostegno 365 giorni all’anno alla Fondazione benefica, che si occupa di bambini, nata nel nome e nella memoria dei tre giornalisti uccisi a Mostar”, ha detto l’assessore Roberti. Il quale ha osservato come fare il giornalista sia una responsabilità enorme, quella di raccontare i fatti. E quello che è accaduto 25 anni fa dimostra quanto si debba grande rispetto a chi ha scelto di fare questo mestiere, fino al punto di recarsi in zona di guerra e perdere la vita.  Riferendosi poi alla Fondazione che porta il nome dei tre giornalisti uccisi, Roberti ne ha lodato l’attività, parlando di una realtà che da amministratore pubblico ha avuto l’onore di conoscere. “E’ stato un vero piacere – ha evidenziato – vedere il sorriso sui volti dei tanti bambini aiutati ed accuditi dai volontari della Fondazione”.

Nel pomeriggio, nel Salone degli Incanti (ex Pescheria), sulle Rive, a margine della Mostra “Un secolo di storia di cento primavere”, è seguito l’incontro “Ricordando Marco, 25 anni dopo”. L’evento ha visto alternarsi sul palco amici e colleghi di Marco Luchetta, giornalisti e personaggi dello sport, rappresentanti delle istituzioni e quanti hanno lavorato e vissuto al suo fianco per ricordare i suoi mille volti: irrequieto studente, giocatore di volley, giornalista, conduttore televisivo, uomo di spettacolo, calciatore amatoriale e forse (prima di tutto) grande tifoso della Triestina.

Gremita la sala consiliare nel palazzo municipale di Trieste.

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In copertina, parla l’assessore Roberti durante la commemorazione.