Sanità e strutture private accreditate: Assosalute Fvg con il presidente Riccobon replica alla Lega sulle criticità

Botta e risposta sulla sanità in Friuli Venezia Giulia. Assosalute Fvg ritiene, infatti, che le considerazioni sulle strutture sanitarie private accreditate contenute in un documento della Lega «non colgano pienamente la complessità del settore e della realtà operativa». Per questo, l’associazione risponde punto per punto alle criticità sollevate attraverso la voce del presidente Claudio Riccobon. Ecco, pertanto, la sua posizione esposta nel comunicato che si riporta integralmente:

Claudio Riccobon

«Capacità di governo e controllo – Non c’è alcun indebolimento della capacità di controllo e di programmazione della Regione sull’operato dei privati accreditati: al contrario, essa risulta rafforzata. L’ultimo rinnovo dell’accordo triennale per il triennio 2026–2028 prevede infatti l’incremento del vincolo di individuazione delle attività erogabili dal privato accreditato, che passa dal 70% all’80%. In termini chiari, sul 100% del budget dedicato alle prestazioni erogabili: il 50% viene determinato dalla Regione; il 30% viene definito dalle Aziende sanitarie in base alle esigenze specifiche dei territori per un totale dell’80%. Solo il restante 20% è gestito dalla struttura, e comunque esclusivamente a completamento delle prestazioni erogate nell’ambito delle specialità accreditate».

«Monitoraggio esiti clinici – Le strutture sanitarie private convenzionate sono sottoposte dall’Azienda sanitaria a puntuali controlli semestrali sull’appropriatezza dei ricoveri e sugli esiti clinici degli stessi».

«Monitoraggio e contenimento dei costi – Da anni il privato accreditato chiede un confronto strutturato e l’apertura di un tavolo di lavoro sulla differenza dei costi sostenuti da pubblico e privato a parità di prestazioni. È facilmente verificabile come, sulle medesime prestazioni, i costi risultino in linea e frequentemente superiori nella sanità pubblica. Non solo: il nuovo nomenclatore nazionale sulle prestazioni ambulatoriali ha inopportunamente abbassato numerose tariffe, tanto da essere stato annullato a livello nazionale. Su questo tema, stiamo lavorando al tavolo con la Regione e, nel frattempo, stiamo lavorando sottocosto per numerose prestazioni per garantire alla comunità la certezza e la continuità del servizio».

«Liste d’attesa – L’apporto del privato accreditato alla riduzione dei tempi di attesa risulta chiaramente riscontrabile nelle prestazioni erogate ed è stato riconosciuto dalle Aziende sanitarie».

«Chirurgia oncologica – Realizziamo con rammarico che la Regione abbia deciso di non avere al proprio fianco un privato accreditato qualificato, come ad esempio in Veneto o in Emilia Romagna, che offra prestazioni di medio-alta complessità, che possa diventare utile confronto con gli erogatori pubblici e che contribuisca al miglioramento della qualità della chirurgia oncologica, contenendo anche i tempi d’attesa. È il caso, per esempio, del Policlinico Città di Udine, unica struttura in provincia di Udine ad aver raggiunto il valore soglia sul tumore alla mammella oltre all’Ospedale Santa Maria della Misericordia. Tuttavia, come privati accreditati, abbiamo ritenuto giusto facilitare la transizione della casistica verso il pubblico per applicare il piano oncologico. Se l’obiettivo è avere strutture valide, capaci e competenti, dobbiamo accettare di concentrare le casistiche in modo da garantire sicurezza e competenza al cittadino: tale risoluzione, però, va accolta anche dalle strutture pubbliche».

Nuove tariffe regionali nella sanità privata: da sabato in Fvg saranno bloccate le prestazioni in convenzione

Le Associazioni di categoria delle Strutture sanitarie private accreditate regionali, ovvero Aiop Fvg, Anisap Fvg, Aris Fvg e Assosalute Fvg, hanno depositato un ricorso contro alcune delle nuove tariffe sanitarie in vigore dal 29 dicembre scorso e hanno unitariamente deciso di sospendere, a partire da sabato primo marzo, le prenotazioni in regime di convenzione con il SSR (Servizio sanitario regionale) delle prestazioni che sono state oggetto di una drastica diminuzione del rimborso (come RX, TC, Risonanza Magnetica, riabilitazione e altro). Le associazioni, infatti, ribadiscono all’unisono la non sostenibilità delle nuove tariffe che hanno sostanzialmente prodotto una riduzione compresa tra il 20% ed il 60%, rendendo insostenibile l’erogazione delle prestazioni che, al momento, risultano al di sotto dei costi di produzione per gran parte di RX, Risonanze Magnetiche, TC, solo per citare alcune voci molto importanti, così come gli importi di quelle prestazioni che da ricovero sono ora classificate come ambulatoriali (ernie, varici, artroscopie, ecc.).

Una moderna attrezzatura radiologica.


«La decisione di congelare le prestazioni in convenzione è un grido d’allarme condiviso e rappresenta una scelta davvero sofferta – sottolineano i rappresentanti delle associazioni- perché siamo consapevoli del disagio che viene arrecato in primis agli utenti e alla comunità. Mentre le tariffe regionali non sono mai state aggiornate e adeguate negli ultimi 20 anni, dal 29 dicembre abbiamo dovuto applicare tariffe ulteriormente ribassate che non coprono nemmeno i costi vivi che dobbiamo sostenere né considerano minimamente gli investimenti che le strutture devono affrontare per poter garantire tecnologia e servizio qualitativamente adeguati. In questi due mesi abbiamo atteso pazientemente un dialogo con la Regione per trovare una soluzione che purtroppo non ha portato a nessun risultato. La decisione di bloccare le agende è quindi un gesto che vuole far capire la gravità della situazione, perché soprattutto le strutture sanitarie più piccole non possono sopravvivere con questi costi, mentre anche le più grandi saranno costrette a tagliare investimenti, forza lavoro e, conseguentemente, le prestazioni erogate».
Come è noto, negli ultimi anni vi è stato un incremento importante dei costi (mano d’opera, tecnologia, energia ecc.). Le Associazioni, quindi, ribadiscono come sia indispensabile la riapertura di un dialogo fattivo che porti ad un provvedimento dell’amministrazione regionale che ridefinisca le tariffe più critiche nell’ambito dell’esercizio della funzione di sanità pubblica che le strutture private concorrono a garantire sul territorio.

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In copertina, il servizio di accettazione in una struttura sanitaria privata.