A Fiume Veneto oggi Casa Facca apre al pubblico: invitante aperitivo in musica

Casa Facca a Fiume Veneto, struttura recentemente data in gestione all’Associazione Laluna con la Uet Nuovi Orizzonti, apre le sue porte alla cittadinanza per un evento musicale. Oggi, 27 settembre, alle ore 18.30 nella struttura di viale Trento, si terrà l’evento “Aperitivo in Musica – Fusioni Lunatiche”, organizzato dall’associazione Oltrelaluna Odv in collaborazione con Laluna. Destinata ad accogliere persone con disabilità in percorsi di crescita e autonomia, Casa Facca mira a diventare un punto di riferimento per tutta la comunità con i suoi spazi polifunzionali.

Un momento dell’inaugurazione.


«Siamo entusiasti di organizzare eventi come questi a Casa Facca – ha affermato Angelo Fabris, presidente di Oltrelaluna -, un luogo che vorremmo trasformare in un punto di riferimento per l’inclusione, offrendo servizi e attività per l’intera comunità. L’evento di oggi rappresenta un’occasione unica per conoscere da vicino le attività di Laluna e comprendere l’importanza di una rete di volontari attiva e solidale».
L’iniziativa, che si inserisce in un calendario di eventi che culminerà con una proiezione di film a Pescincanna tra ottobre e novembre, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della disabilità e dell’inclusione sociale, ma anche per presentare alla comunità la nuova realtà di Casa Facca. La serata sarà animata dalla musica live dei Magg (Music Always Gives Goosebumps) – Marco Bianchet alla chitarra e voce, Andrea Portolan al piano e cori, Gianni Costantini al basso e Guido De Santis alla batteria -, che proporranno un repertorio di brani cantautorali italiani e internazionali. Non mancherà un chiosco bevande gestito dai volontari di Oltrelaluna. «Invitiamo tutti a passare – conclude Fabris -, a conoscere il nostro progetto e siamo contenti di entrare nella comunità aperta e accogliente di Fiume Veneto. Siamo convinti che solo insieme possiamo creare nuovi orizzonti per tutti».
L’evento – che è inserito nell’ambito dell’iniziativa “Fusioni Lunatiche” che coinvolge sia la sede di San Giovanni di Casarsa che quella di Fiume Veneto – è realizzato con il patrocinio del Comune di Fiume Veneto e il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Oltre a Casa Facca, Laluna ha in atto anche un progetto di propedeutica all’abitare indipendente a Fiume Veneto dal giugno 2020.

 

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In copertina, un’immagine di Casa Facca a Fiume Veneto che oggi ospiterà un concerto.

Il Pollicino, oggi ci sarà una grande festa a San Giovanni di Casarsa per celebrare i bellissimi vent’anni del Centro gioco

Anniversario ventennale per il Centro gioco Il Pollicino, spazio di socializzazione pensato appositamente per i bambini fino ai 3 anni, ospitato da lungo tempo nella palestra dell’Associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa e nel giardino di fronte agli spazi di Ortoattivo. Il traguardo verrà celebrato oggi, 20 dicembre, alle 17 con una piccola festa organizzata nella Sala polifunzionale di via Runcis: si tratta di un momento aperto a tutti i frequentanti e i simpatizzanti per celebrare i 20 anni di attività e ringraziare tutti i referenti che in questi anni si sono succeduti, l’Amministrazione comunale che ha sostenuto fin da subito il gruppo, così come tutte le associazioni, enti e attività che negli anni hanno aiutato il centro gioco.
”Il centro Il Pollicino è uno spazio di aggregazione importante – fa sapere Nadia Casonato, la referente del gruppo -, permette ai bambini che ancora non frequentano gli asili e le scuole dell’infanzia di socializzare. Ma non solo è un momento importante per i più piccoli, lo è anche per gli accompagnatori cioè i genitori o i nonni di questi bambini che così possono ritrovarsi, fare gruppo e confrontarsi, passando qualche ora serenamente, il tutto nei bellissimi spazi messi a disposizione da Laluna che ringraziamo di cuore”.
Partito nel 2003, il centro oggi accoglie più di una trentina di bambini con i loro genitori che si trovano due volte alla settimana (il lunedì e il mercoledì pomeriggio) negli spazi messi a disposizione da Laluna, per giocare, intrattenersi e approcciarsi alle prime relazioni di amicizia. “Siamo davvero onorati, come associazione Laluna, di ospitare il centro gioco Il Pollicino – afferma Francesco Osquino, presidente dell’Associazione Laluna- e ringraziamo Nadia Casonato e i volontari del centro per il lavoro e l’impegno che mettono nel portare avanti questa iniziativa che ci permette di contribuire con un servizio importante che coinvolge i piccolissimi e le loro famiglie”. Nel corso di questi vent’anni, il Centro ha ospitato tantissimi bambini (arrivando anche a 60 bambini) e sono state realizzate anche numerose attività come laboratori, corsi di propedeutica musicale, pet therapy, feste di halloween piuttosto che di Natale e il gruppo ha anche partecipato attivamente a numerose iniziative locali: dai mercatini natalizi alle sfilate di Carnevale. “Siamo davvero felici di poter festeggiare questo importante traguardo – ha concluso Casonato – augurandoci che la storia del centro gioco Il Pollicino possa proseguire nel tempo perché è un bellissimo luogo d’incontro per sviluppare relazioni e favorire una rinnovata socializzazione. Rappresenta un’esperienza positiva, pensata in modo particolare per i piccoli che non hanno occasione di frequentare il nido d’infanzia. Un gruppo sostenuto nel tempo da tantissime persone, enti e associazioni a cui vorremmo dire un grande grazie”.

Una nuova rimessa
per le bici speciali

Un posto attrezzato dove mettere le proprie bici speciali che possono essere usate da persone con disabilità, anche in carrozzina. Si avvera il sogno del Centro socio-occupazionale della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa, grazie alla ditta Eredi Querin, attiva sul territorio sanvitese, che ha scelto di finanziare il progetto “Chi va piano va sano e lontano” a favore del servizio semi-residenziale per giovani e adulti con disabilità medio-gravi. L’azienda ha stanziato 10 mila euro. Della collaborazione con Eredi Querin è artefice il Consorzio di Cooperative Leonardo che ha lanciato nel 2021 questa idea di progetto di responsabilità sociale di impresa che ha coinvolto negli anni precedenti anche le cooperative Futura e Il Granello di San Vito al Tagliamento. Da alcuni mesi, infatti, al Cso si va anche in bici. Una volta a settimana alcuni utenti con disabilità utilizzano speciali biciclette a tre ruote per uscire dal centro e fare attività motoria. “Andare in bicicletta fa bene alla salute, anche di chi presenta una disabilità motoria. Il nostro progetto è pensato proprio nell’ottica di combattere l’obesità e contrastare il processo di invecchiamento – ha spiegato Sara Lenarduzzi, educatrice e referente del progetto – promuovere l’attività fisica e il benessere tra i nostri utenti, soprattutto quelli che gradiscono pedalare per il paese ed essere più attivi”.
Al momento, al centro casarsese di via Vittorio Veneto, le speciali biciclette sono parcheggiate nel sottoportico del centro ma c’è bisogno di un riparo protetto e sicuro per non lasciare i tricicli alle intemperie. “Si tratta di tricicli speciali – fa sapere Stefania Pavan, responsabile del Cso – ad esempio una bicicletta è studiata per permettere il movimento in sicurezza di una nostra utente che è in carrozzina. Quindi necessitiamo di costruire un posto attrezzato dove riporre comodamente le bici e facilmente tirarle fuori al bisogno. In futuro vorremmo potenziare questo progetto sperimentando ad esempio l’andare a fare la spesa in bicicletta. Per questo – ha aggiunto Luigi Cesarin, presidente della Cooperativa Il Piccolo Principe – ringraziamo di cuore Eredi Querin che grazie a questa cospicua donazione di 10 mila euro ci permetterà di potenziare questo progetto pensato anche nell’ottica di una mobilità più inclusiva”.
Attualmente al Cso partecipano una ventina di utenti a cui vengono proposte diverse attività manuali, ricreative e socializzanti per valorizzare le risorse di ciascuno e incrementare l’autonomia personale. Oltre alla bicicletta, viene proposta loro anche la passeggiata settimanale, le gite alla scoperta del territorio circostante, i laboratori di ceramica e cartonaggio, la cucina e molto altro. Alcuni prodotti realizzati nei laboratori del Cso, vengono venduti dalla Bottega Il Piccolo Principe di via Vittorio Veneto e sono perfetti come idee regalo etiche e solidali.

Riconoscimento nazionale
all’associazione Laluna

L’associazione Laluna Impresa sociale di San Giovanni di Casarsa è stata invitata a Roma all’evento per i 60 anni di Iccrea Banca. All’interno della tavola rotonda “Storie di ordinaria eccezionalità: il ruolo delle Bcc nel sostegno all’imprenditoria italiana” l’associazione friulana è stata chiamata a presentare la propria attività insieme ad altre cinque eccellenze imprenditoriali italiane. Una presenza che si traduce in un riconoscimento a livello nazionale per il prezioso lavoro svolto in ambito sociale, riguardo i temi della disabilità e dell’inclusione.
“Abbiamo da sempre l’obiettivo di supportare le persone con disabilità – ha spiegato Erika Biasutti, direttrice de Laluna durante la cerimonia – per permettere loro di raggiungere il maggior grado di autonomia possibile e in questo cammino siamo stati affiancati da subito dalla BCC Pordenonese Monsile e dal Gruppo BCC Iccrea. Il sostegno della banca è stato fondamentale per le iniziative più strategiche, come Lalunanuova 2.0 che ha riguardato l’acquisto e la ristrutturazione di immobili per progetti di autonomia abitativa e cohousing. Per il futuro contiamo di consolidare questa forte partnership per continuare a essere presenti e incisivi sul territorio e promuovere innovazione sociale a beneficio della comunità”.
L’evento, tenutosi in Fiera a Roma, dal titolo “Il Gruppo Bancario Cooperativo: le opportunità e le sfide di un nuovo modello bancario. I 60 anni ‘differenti’ di Iccrea, da Istituto Centrale delle Casse Rurali e Artigiane a Capogruppo” ha voluto celebrare i 60 anni di operatività di Iccrea Banca, nata nel 1963 per assolvere il ruolo di Istituto Centrale delle Casse Rurali e Artigiane e dal 4 marzo 2019 Capogruppo del Gruppo Bcc Iccrea.

Dispersione scolastica
e disagi giovanili

Il rischio di dispersione scolastica e l’emarginazione dei minori non è più solo un problema presente nelle grandi metropoli, ma esiste anche nelle cittadine di provincia come Casarsa. Per evitare ciò ed essere al fianco dei minori a rischio è partito il progetto pilota Dritti a Zig Zag, avviato dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa con il sostegno di Fondazione Friuli. L’intento è sostenere ragazze e ragazzi in particolare nel secondo ciclo delle primarie e nelle secondarie di primo grado per contrastare il fenomeno del disagio collegato al mondo della scuola. “Il progetto – spiega Luigino Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe – prevede un supporto scolastico integrato ad altre attività. L’obiettivo è lavorare per costruire quella relazione di aiuto essenziale per favorire l’incremento dell’autostima e delle autonomie personali. Inoltre – aggiunge – si rileva come spesso i minori fragili che cominciano a manifestare situazioni di disagio sono anche quelli meno inseriti in contesti extrascolastici, nell’associazionismo della comunità sia esso sportivo, ricreativo, parrocchiale, andando così ad incrementare forme di esclusione e isolamento. Quello che il progetto Dritti a Zig Zag vuole fare è promuovere forme di socialità aperte al territorio e favorire la dimensione dell’appartenenza alla comunità, prendendosi cura anche delle famiglie”.
Ad oggi il progetto, che è stato avviato lo scorso 25 settembre, coinvolge 30 minori dagli 8 ai 13 anni. Tra le attività che sono partite: il supporto scolastico e socio educativo per evitare il rischio di dispersione scolastica, la promozione dell’inclusione dei minori a rischio in diversi contesti e della conoscenza del territorio, il supporto a famiglie e/ o genitori in base alle possibilità e nel riconoscimento delle diversità culturali ma anche del sistema scolastico del nostro Paese.
“Il progetto si chiama così perché – precisa Cesarin – “Dritti” sta ad indicare la possibilità di scoprire la strada, il percorso, il cammino possibile e più adatto ad ogni singolo destinatario. Mentre a “Zig-Zag” indica le “sbandate” che ci possono essere e che possono essere superate con l’apporto e l’affiancamento di adulti significativi e di una comunità attenta e capace di sostenere giovani e giovanissimi a riprendere il proprio percorso di vita. Si tratta di un progetto con una forte valenza preventiva che cerca il sostegno delle istituzioni e del territorio perché siamo fermamente convinti – conclude Cesarin – che “serve un intero villaggio per educare un bambino” per questo ringraziamo Fondazione Friuli che ci sostiene pensando al benessere delle nuove generazioni”. Il progetto si realizza nel territorio di Casarsa della Delizia che conta circa 1.061 minori, di cui, quelli riferiti all’età scolare, limitatamente alle primarie e secondarie di 1° grado è di 680 unità. Sul territorio si rileva anche una significativa presenza di alunni con bisogni educativi speciali, disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione e iperattività o disturbi comportamentali. Da qui la necessità del progetto Dritti a Zig Zag che prevede un’azione preventiva nei confronti di tutti quei minori ad alto rischio di emarginazione.

Sacile, vita indipendente
per tre adulti disabili

Avviato a Sacile il nuovo progetto di vita indipendente per persone con disabilità cognitiva dell’associazione Laluna Impresa sociale di San Giovanni di Casarsa in partnership con Fondazione Well Fare di Pordenone. La collaborazione dei due enti permette di facilitare il reperimento di appartamenti idonei a prezzi calmierati, ma soprattutto garantisce le risorse necessarie per sostenere economicamente le persone con disabilità che intraprendono questo percorso verso l’autonomia abitativa, per il primo periodo di residenza. Ad entrare nel nuovo appartamento di Sacile di cui da poco è stato firmato il contratto, sono tre adulti con disabilità che così realizzeranno il loro sogno di vivere da soli dopo aver completato il proprio percorso di propedeutica dell’abitare avviato da Laluna.
“Un risultato che ci gratifica e per il quale dobbiamo ringraziare la determinazione e l’impegno di Fondazione Well Fare e dello staff del progetto “Vite da vivere” – afferma Erika Biasutti, Direttrice dell’Associazione Laluna – che hanno creduto e credono nella qualità dell’iniziativa intrapresa e, attraverso un grande lavoro direzionato sul territorio, hanno creato le condizioni perché questo specifico progetto potesse essere avviato con un abbattimento sensibile dei costi di locazione che per il primo triennio saranno a carico del progetto e del Comune di Sacile, che ringraziamo per il supporto”. “Siamo felici di aver realizzato il sogno di una vita indipendente per tre persone con disabilità – aggiunge Dino Del Savio direttore Fondazione Well Fare – e con convinzione continueremo ad impegnarci per il Fondo Vite da Vivere così da permettere a sempre più persone di poter avere una vita autonoma felice, sicura e appagante, credendo fermamente che un nuovo modo di abitare sociale sia possibile davvero per tutti”. L’associazione Laluna sviluppa progetti di autonomia che sfociano spesso nella vita indipendente, soluzioni abitative per persone con disabilità che scelgono di andare a vivere in autonomia e che lo posso fare grazie ad un percorso che ha fatto acquisire loro le capacità necessarie ad una vita indipendente. Al fine di raggiungere obiettivi sempre più concreti, Laluna è entrata a far parte del Progetto Vite da Vivere, promosso da Fondazione Well Fare con l’obiettivo di reperire risorse finanziarie ed immobili per agevolare questi percorsi.
Il Fondo Vite da Vivere, nato nel 2022, a cui viene affiancata l’omonima campagna di raccolta fondi, ha come obiettivo primario quello di aiutare a rendere disponibile una casa all’anno per le persone con disabilità in uscita dai percorsi formativi. Poi vi è il Tavolo Vita Indipendente e Abitare Sociale che si propone di coordinare le disponibilità abitative per le persone con disabilità coinvolte nei progetti di vita indipendente, ma non solo. Si adopera anche per tutelare i diritti essenziali della persona quali il diritto ad un abitare dignitoso, così come il diritto a vivere significative opportunità ed esperienze di inclusione formativa, lavorativa e sociale.
Ad oggi, Laluna di San Giovanni di Casarsa gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita una decina di persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna e diversi progetti di “abitare sociale” tra cui i percorsi di propedeutica all’autonomia abitativa “Via Colombo” a Sacile e “Casa Facca” a Fiume Veneto, ideati per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva, e i progetti di vita indipendente. Nel corso del 2023 questi progetti di vita indipendente sono aumentati: sono infatti 17 le persone che hanno intrapreso questo percorso tra Casarsa, Porcia e Sacile con 12 appartamenti abitati. Nella sede di San Giovanni è stato inoltre avviato il progetto di cohousing “Lalunanuova” in cui sono state introdotte due mediatrici di comunità. Oltre a questo l’associazione sangiovannese si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi.

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In copertina, al Pollicino di San Giovanni di Casarsa s’insegna la musica giocando.

Come si cucina e si ricevono gli ospiti: a Laluna di San Giovanni di Casarsa questa sera il libro di Cristina Amirante

Autunno di eventi per l’Associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia. Dopo il successo della Maratona 2023 che ha visto la partecipazione record di oltre 700 persone alla camminata, stasera alle ore 20.30, nella Sala polifunzionale dell’Associazione (in via Runcis 59), verrà presentato il libro di Cristina Amirante “Primavera – Cucinare, organizzare e ricevere gli ospiti”, edito dalla Biblioteca dell’Immagine (ingresso libero). Sarà presente l’autrice, che è anche assessore regionale a Infrastrutture e Territorio, la quale dialogherà di cucina, ricette e bon ton del ricevimento assieme all’editrice Paola Tantulli. Un’occasione da non perdere per tutti gli amanti della gastronomia e per chi desidera conoscere i segreti di un’ospitalità più inclusiva.

Francesco Osquino


“Siamo felici di ospitare nella nostra sala polifunzionale – ha afferma Francesco Osquino, presidente de Laluna – la presentazione del libro dell’assessore Cristina Amirante, la quale oltre a scrivere tante ricette offre spunti interessanti su come si intrattengono gli ospiti. È anche questo un modo per parlare di inclusione e ospitalità. D’altra parte, Laluna da sempre apre le sue porte per organizzare eventi, raccolte fondi, come la nostra iniziativa Gusto Solidale che ci porta a fare il giro dell’Italia in tavola e che ora arriverà alla sua terza tappa con una cena dedicata alla regione della Calabria in programma per venerdì 27 ottobre, un evento che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per la nostra associazione”.
“Sono orgogliosa di poter presentare al pubblico di Casarsa e San Giovanni il mio libro – ha aggiunto Cristina Amirante -, e di poter farlo proprio qui a Laluna che non solo si occupa di autonomia e dignità delle persone con disabilità, ma che ha anche un forte legame con il tema del cibo visto che grazie ad un laboratorio di pasticceria inclusiva si producono i biscotti Scur di Luna realizzati dalle mani di persone con disabilità”.
Scur di Luna è un progetto di pasticceria artigianale etica e sociale che promuove la sostenibilità e l’inclusione sia nella scelta delle materie prime sia nel processo produttivo incentrato sulla persona. Infatti, fin dalla sua nascita, l’associazione Laluna impresa sociale si contraddistingue per l’approccio innovativo al tema della disabilità: al centro delle progettazioni educative c’è la visione della persona in quanto tale, nel suo complesso, senza negarne le fragilità ma investendo con un approccio metodologico mirato su mantenimento e sviluppo dei punti di forza e delle abilità.

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In copertina, Cristina Amirante con il suo libro ci insegna le regole del bon ton a tavola.

Casarsa, alla stazione ferroviaria presto spariranno le barriere architettoniche

Da Casarsa della Delizia fino al Governo: la segnalazione di barriere architettoniche alla stazione ferroviaria di Touhami Outbaazit, costretto con la sua sedia a rotelle a grandi difficoltà per raggiungere i binari – grazie anche al sostegno dell’associazione LaLuna, del Comune e dei deputati Emanuele Loperfido e Gerolamo Cangiano – ha raggiunto Roma. E dalla Capitale la viceministro Vannia Gava ha dato l’annuncio che Rete ferroviaria italiana procederà con le opere per rendere la stazione di Casarsa, importante snodo ferroviario, a misura di persone con disabilità ma non solo, visto che il problema riguarda anche anziani, persone con ridotta mobilità e famiglie con passeggini.


“Una conquista per tutti quelli che come me si muovono su una carrozzina – ha commentato Touhami Outbaazit che per primo aveva segnalato a Laluna e al Comune le difficoltà presenti in stazione -, molti saranno felici della notizia: finalmente potremmo prendere un treno senza accompagnatori e ostacoli”. Come Giovanna De Caro, utente de Laluna che risiede in uno degli appartamenti di vita indipendente in via Runcis, a San Giovanni. “Finalmente potrò anche io – ha spiegato – prendere un treno a Casarsa in autonomia, prima avevo sempre rinunciato perché sapevo che la stazione per me era totalmente inaccessibile”. Infatti, a Casarsa per raggiungere i binari non vi sono sollevatori, rampe, scivoli o pendenze che permettano a chiunque si muova con il supporto di una carrozzina di fruire in autonomia dei servizi offerti dal Gruppo Rfi. Alla persona con disabilità risulta a tutti gli effetti impedito l’accesso in autonomia ai binari (tutti tranne che il primo, che però vede un ridotto passaggio di treni, mentre sui successivi passa il grosso dei convogli passeggeri soprattutto sulla tratta Venezia-Udine e poco oltre su quella Casarsa-Portogruaro).
Per questo l’associazione Laluna si era fatta portavoce di alcune testimonianze dirette di persone con difficoltà motorie – coinvolgendo l’amministrazione comunale – e aveva inviato due lettere, una a Rete Ferroviaria Italiana e l’altra a Trenitalia per chiedere lumi su quali fossero gli interventi previsti per la rimozione delle barriere architettoniche in stazione. Alle due missive, si era aggiunta l’interrogazione parlamentare presentata da Loperfido e Cangiano all’indirizzo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in cui si chiedeva di risolvere le criticità esistenti.
Grazie a questo gioco di squadra e alla sensibilità dimostra dal Governo, finalmente la risposta è arrivata. Presto tutte le persone con disabilità o con scarsa mobilità potranno beneficiare di una stazione ferroviaria accessibile. Infatti la stazione casarsese è stata inserita nel piano commerciale di Rfi 2022-2026 per la rimozione delle barriere architettoniche e lo scalo sarà inserito nel circuito Sala Blu di Rfi che consentirà ai viaggiatori con disabilità o ridotta mobilità di ricevere assistenza diretta ed immediata. “Un risultato importantissimo – affermano i deputati Loperfido e Cangiano -: siamo davvero soddisfatti per l’attenzione che il Governo ha dato a questo fondamentale intervento in uno snodo ferroviario così importante come quello di Casarsa. Un obiettivo raggiunto grazie al dialogo tra gli enti, ciò dimostra che una buona collaborazione tra le parti permette di ottenere ottimi successi per il bene di tutti. Porre attenzione all’inclusione delle persone con disabilità e alla loro indipendenza è un dovere e allo stesso tempo un segno di rispetto. Siamo vicini a Laluna e alle altre realtà che operano per le persone con disabilità e felici di aver contribuito a migliorare l’accessibilità ed inclusione non solo per la città di Casarsa ma per tutto il territorio della provincia di Pordenone, le cui necessità insieme al Governo ascoltiamo con costanza”.
“Abbiamo messo molta energia nel denunciare la situazione delle barriere architettoniche in stazione a Casarsa, interdetta alle persone con disabilità – ha spiegato Francesco Osquino, presidente de Laluna -. Una denuncia nel segno della civiltà che abbiamo condotto anche, con il sostegno dell’amministrazione comunale di Casarsa della Delizia, con il sindaco Claudio Colussi che ha dato un impulso decisivo per lo sblocco della vicenda e agli onorevoli Loperfido e Cangiano che ci hanno sostenuti con convinzione, portando la problematica all’attenzione del Governo, in cui la viceministro Vannia Gava ha infine completato questo lavoro di squadra per il bene di un’intera comunità. Siamo davvero soddisfatti che i nostri appelli per l’eliminazione delle barriere architettoniche siano andati a buon fine perché la mobilità sostenibile e inclusiva può davvero fare la differenza per permettere alle persone con disabilità di condurre una vita autonoma e indipendente. Continueremo a batterci al fianco di tutte le persone con disabilità per sensibilizzare sull’importanza dell’inclusività e accessibilità di tutti i servizi”.

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In copertina, un utente disabile in difficoltà alla stazione ferroviaria di Casarsa.