Giornata Alzheimer: domani a Trieste la prima “panchina viola”

Piccolo e delicato, il fiore comunemente chiamato “non ti scordar di me” (Myosotis) è divenuto il simbolo, con il suo colore viola, della malattia di Alzheimer. E proprio questo è il colore portante del mese di settembre dedicato in tutto il mondo a “chi dimentica”, nato per sensibilizzare la popolazione su questa patologia.
Impegnata da oltre trent’anni sul fronte delle demenze e dell’Alzherimer, l’Associazione De Banfield onlus presenta domani, lunedì 21 settembre, Giornata mondiale dell’Alzheimer, un’inedita iniziativa realizzata con il Patrocinio del Comune di Trieste: alle 11 sarà ufficialmente consegnata alla città la prima panchina viola.
Si tratta di una delle panchine dell’inizio di viale XX settembre, davanti alla fontana del Giano bifronte: un segno visibile di una comunità che vuole essere amica delle persone con demenza, per ridare loro dignità, combattere i pregiudizi e affiancare chi se e prende cura.
Saranno presenti la vicepresidente dell’Associazione De Banfield, Teresa Squarcina, e l’assessore comunale alle Politiche sociali, Carlo Grilli.

Trieste, la quotidianità dell’Alzheimer nei brani in gara al concorso letterario

A Trieste, proseguono a CasaViola, la struttura dell’Associazione De Banfield dedicata ai familiari dei malati di Alzheimer, gli open-days e le attività legate a Esof 2020, tutte nel segno di una maggiore conoscenza di questa patologia.
“Itinerari della non-memoria: la quotidianità dell’Alzheimer”, questo il titolo della rassegna, presenta oggi alle 18, nella sede di via Filzi 21/1, il reading delle giovani attrici Eleonora Fois e Sofia Martinez dell’Accademia Musical Theatre di Trieste su alcuni brani scelti dai racconti in gara al primo Concorso Letterario Nazionale sull’Alzheimer promosso dalla De Banfield «La nonna sul pianeta blu», che ha visto una numerosa partecipazione con racconti che sono arrivati da tutto il territorio nazionale, e oltre. Per l’occasione, sono stati scelti tre racconti che portano, diretta, la voce dei caregiver: attraverso le loro parole si svela la sofferenza cruda di una diagnosi che non perdona, di rapporti familiari complessi e antichi che tornano in primo piano, ma anche il potere del prendersi cura gratuito, i tentativi, a volte fortunati a volte maldestri, di voler bene comunque, il mettersi in gioco ogni giorno. Per l’occasione, CasaViola collabora con l’Accademia di Musical Theatre di Trieste che offre corsi di formazione per tutti i livelli in canto, recitazione e danza ed è impegnata nel sociale attraverso le numerose iniziative a scopo benefico.
Si prosegue domani con un momento di approfondimento: dalle 11 attesa la tavola rotonda “Itinerari della non-memoria”, realizzato in presenza e online. Introdotti da Maria Teresa Squarcina (vicepresidente De Banfield) e Antonella Deponte (coordinatrice CasaViola), figure di rilievo come Michele Farina, giornalista al Corriere della Sera e organizzatore degli AlzheimerFest, Mario Possenti, segretario nazionale di Federazione Alzheimer Italia, e Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, massimo esperto italiano di priscogeriatria e di Dementia friendly Community (nonché consulente storico della De Banfield con cui ha curato l’apertura di Casa Viola), si confronteranno sul diritto a cure adeguate per i malati di Alzheimer e altre forme di demenza e sul loro diritto ad un ruolo ancora attivo nella comunità di cui fanno parte.

La partecipazione è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: telefono 040.362766 o casaviola@debanfield.it

(Photo Costanzo)

 

Trieste, gli itinerari della non-memoria: ecco il dramma Alzheimer

L’Associazione de Banfield, che in questi ultimi 30 anni ha affiancato centinaia di persone anziane non autosufficienti, e CasaViola, la struttura che ha espressamente pensato e dedicato quasi cinque anni or sono a chi si prende cura dei malati di Alzheimer, partecipano tra oggi e sabato a Esof 2020, con una serie di iniziative e incontri tutti incentrati sul tema dell’Alzheimer, anche in vista delle numerose attività programmate per settembre che è proprio il mese mondiale dedicato a questa grave malattia. La struttura di via Filzi, che da sempre è in dialogo costante con il mondo scientifico, sarà sede di una serie di appuntamenti dal titolo “Itinerari della non-memoria: la quotidianità dell’Alzheimer”.


Nelle tre giornate CasaViola sarà aperta al pubblico tutto il giorno, dalle 10 alle 18, per far conoscere le sue attività e i risultati di questi anni di lavoro. Ogni giornata sarà, poi, caratterizzata da un particolare evento a partire dall’inaugurazione – oggi alle 10 – della mostra fotografica “Reflexus, sguardi sulla vecchiaia”. La mostra, visitabile anche nei giorni successivi, è composta dalle foto che Lisa Zanchettin fa parlare tra loro, tra ritratti di grandi vecchi e autoritratti, in un gioco di rimandi pieno di poesia e colore. Reflexus in latino vuol dire ripiegare e il ricercare una nuova visione del ripiegarsi dell’anziano sul proprio passato è il compito di questa mostra. Lisa Zanchettin di professione fa l’educatrice con i grandi vecchi e possiede una notevole sensibilità nel ricercare quanto di bello conservi quest’età ultima della vita in contrasto con l’immagine triste che viene solitamente associata alla senescenza. Lo fa rivalutando il termine vecchio, molto più incisivo del rassicurante “anziano”: la storia, infatti, è fatta di grandi vecchi, e non di grandi anziani, e si tengono in gran conto le cose vecchie e non quelle anziane. Lo fa ricercando la bellezza e l’eleganza che il tempo scolpisce sui volti e sulle mani per evidenziare la loro non perifericità. “La memoria del bello – spiega Zachettin – permane molto a lungo e crea un movimento emotivo: è l’anima in azione”. Domani, alle 18, l’open day di CasaViola sarà suggellata da un reading delle attrici Eleonora Fois e Sofia Martinez, dell’Accademia Musical Theatre di Trieste, su alcuni brani scelti dai racconti in gara al primo Concorso Letterario Nazionale sull’Alzheimer promosso dalla De Banfield «La nonna sul pianeta blu».


Sabato, dalle 11 alle 12.30, attesa la tavola rotonda “Itinerari della non-memoria”, realizzata in presenza e online. Introdotti da Maria Teresa Squarcina (vicepresidente De Banfield) e Antonella Deponte (coordinatrice CasaViola), figure di rilievo come Michele Farina, giornalista al Corriere della Sera e organizzatore degli AlzheimerFest, Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, massimo esperto italiano della specialità e di Dementia friendly Community (nonché consulente storico della De Banfield con cui ha curato l’apertura di Casa Viola), Mario Possenti, segretario nazionale di Federazione Alzheimer Italia, si confronteranno sul diritto a cure adeguate per i malati di Alzheimer e altre forme di demenza e sul loro diritto ad un ruolo ancora attivo nella comunità di cui fanno parte.
La partecipazione è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: 040.362766 o casaviola@debanfield.it


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In copertina e all’interno cinque opere della mostra di Lisa Zanchettin.

La tutela degli anziani fragili: va ripensato il sistema di welfare

«L’emergenza dovuta al Coronavirus ha reso più che evidente come, a protezione degli anziani fragili, sia necessario investire sul potenziamento di un’efficace organizzazione di servizi domiciliari e di territorio: è il buon senso – spiegano all’Associazione De Banfield -, ancor prima della pandemia, che ci insegna come questo sistema garantisca una qualità di vita migliore». In meno di due mesi la onlus triestina – da anni impegnata sul fronte dell’assistenza agli anziani, in particolare quelli fragili, non autosufficienti e con demenza – ha seguito e sostenuto da sola più di 600 famiglie di anziani in difficoltà, avuto 3.500 contatti con richieste di consulenza, consigli e supporto, prestato 250 ausili, evitando così molti ricoveri ospedalieri.
Numeri davvero considerevoli per non suscitare una riflessione: già da molto tempo c’è un grande bisogno – ora più che mai in crescita – di sostegno alle cure domiciliari e da molto tempo è necessario un ripensamento, una nuova programmazione che coinvolga tutte le realtà che da decenni lavorano nel campo della domiciliarità, intesa come soluzione da privilegiare nella cura degli anziani. Anche quelle del volontariato, su cui sempre più, pesano gravosi fardelli portati in solitudine.
Anche le leggi hanno un loro rilievo: quei 3.500 contatti sono richieste arrivate da caregiver – ovvero le persone, quasi sempre familiari, che si occupano in prima linea di anziani con fragilità, demenza o Alzheimer – in difficoltà. Caregiver su cui, nell’emergenza della pandemia, è ricaduto tutto il peso dell’assistenza, ancora e più di prima. I dati nazionali sono chiari: l’89% dei caregivers ha riferito che, durante il Covid, il proprio carico di assistenza è diventato più gravoso. E il 70% ha denunciato una condizione di salute diventata patologica, con carico di stress e ansia.
Questa emergenza ha dunque messo in luce come sia più che mai necessario riprogettare il sistema di welfare e fare in modo che sia centrato anche sul riconoscimento del ruolo del caregiver familiare e sul suo sostegno, attraverso un percorso di innovazione e potenziamento dei servizi per la cura e l’assistenza domiciliari. Per non lasciare le famiglie, ancora una volta, da sole.
«Per questo da anni chiediamo – spiegano ancora alla De Banfield – insieme ad un coordinamento di 9 associazione regionali, una legge regionale che, come già avvenuto in altre regioni, riconosca finalmente l’importante ruolo del caregiver. Strumento necessario anche per potersi allineare con la normativa nazionale, e magari ricevere contributi dedicati».
Un altro pezzo importante del nostro welfare è ormai risaputo basarsi sulle assistenti familiari. A loro va data altrettanta attenzione e soprattutto adeguati strumenti di sostegno e formazione per saper affrontare una realtà di assistenza sempre più complessa e gravata da imprevedibili emergenze come quella del Coronavirus.
La nostra Regione – osserva infine la De Banfield -non si è ancora dotata, ed è tra le poche in Italia a non averlo fatto, di un piano regionale demenze. Sarebbe uno strumento di grande utilità perché finalmente riconoscerebbe una malattia, l’Alzheimer, e lo spettro delle demenze, di cui soffrono 20 mila persone in Friuli Venezia Giulia (un numero più che sottostimato, perché spesso molte persone non hanno una diagnosi). Malati che, come l’associazione triestina ha potuto spesso riscontrare nell’emergenza, sono state tra quelli che, chiusi nelle rsa o nelle loro case, hanno maggiormente patito questa terribile epidemia.

Alzheimer, la memoria smarrita: da tutt’Italia a Trieste 150 racconti

Raccogliere storie di memoria, in particolare quella fragile e perduta, riunire testimonianze di chi è stato o si trova accanto a un malato di Alzheimer è al centro dell’iniziativa letteraria avviata nei mesi scorsi dall’Associazione de Banfield di Trieste con la collaborazione di Alzheimer Italia e con il coordinamento Associazioni Alzheimer Fvg. Il Concorso Letterario “La nonna sul pianeta blu”, unico nel suo genere a livello nazionale, era aperto in questi mesi a chiunque volesse inviare un breve racconto dedicato alla “memoria smarrita”. L’Associazione de Banfield, impegnata da oltre trent’anni nel sostegno e l’ascolto delle persone anziane non autosufficienti, è in prima linea, infatti, anche nel sostegno a chi si prende cura dei malati di Alzheimer, i cosiddetti caregiver, e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica su una problematica che solo in Italia coinvolge circa 1 milione e 200 mila persone. L’Associazione ha aperto, inoltre, quattro anni or sono una struttura completamente dedicata alla malattia di Alzheimer e ai caregiver.

Michela Marzano

In questo contesto è nato il Concorso letterario “La nonna sul pianeta blu”, un titolo ispirato ad una frase pronunciata proprio da una caregiver nel gruppo di sostegno che frequenta nella struttura triestina: quando le parlo mi guarda senza capire e mi sembra se ne stia là, sul suo pianeta blu… La giuria del concorso – composta dai giornalisti Enrico Grazioli, Enzo D’Antona, Leopoldo Petto e Cristiano Degano (presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia), dalla docente di letteratura Maria Cristina Benussi, dalla scrittrice Carla Carloni Mocavero e dal geriatra Gabriele Toigo – è presieduta da Michela Marzano. Filosofa, accademica, saggista italiana, già vincitrice del premio letterario Bancarella (“L’amore è tutto. È tutto ciò che so dell’amore”), il suo ultimo romanzo, “Idda”, parla proprio di memoria perduta e di vite rimesse in discussione dopo la comunicazione della diagnosi di malattia di Alzheimer.

Al Concorso, che aveva chiuso i termini di partecipazione lo scorso 31 gennaio, sono giunti circa 150 racconti da tutta Italia. La giuria ha scelto i 20 racconti vincitori che saranno pubblicati il prossimo settembre in un libro editato in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer. I racconti selezionati provengono da persone residenti su tutto il territorio nazionale, tra Milano, Torino, Rho, La Spezia, Trieste, Udine, Alba, Como, le province di Lucca e Chieti, per citare quelle rappresentate dai vincitori.
Nell’ambito di questi 20 scritti, 4 racconti hanno ricevuto anche una menzione speciale. La presidente Marzano ne ha scelti 3, si tratta degli scritti: “Lei” – di Nausica Manzi di Motedorisio in provincia di Chieti; “Senza nome”, di Serena Barsotelli proveniente da Camaiore, in provincia di Lucca; e “La patente nel cassetto delle posate”, di un’autrice, Martina Lusi, ancora della provincia di Chieti (Mozzagrogna). La stessa Marzano ha espresso queste motivazioni: Lei: “Mi ha colpito per la delicatezza con cui viene raccontato il rapporto tra la voce narrante e Linda, la scrittura tersa, l’inno all’amore”, Senza nome: “Sono rimasta colpita dallo sforzo di narrativizzare soprattutto attraverso i dialoghi, che sono spesso una sfida per chiunque scriva”; La patente nel cassetto delle posate: “bello e intenso l’intreccio familiare tra padre, nipote e nonna, in cui si cercano di mostrare le reazioni diverse di fronte alla malattia di una persona cara”. L’Ordine regionale dei giornalisti, in giuria appunto con il presidente Degano, ha selezionato, invece, per la menzione speciale il racconto “Rosalba”. della triestina Patrizia Sorrentino.
Dei 20 racconti vincitori, altri 4 appartengono ad autori regionali: le triestine Erica Bonanni con “Questione di percezione”, Lucia Catalano con “Sempre bellissima” e Lulù Jacini con “Io e te”, e l’udinese Annarosa Di Guida con il racconto “Nina dammi la mano”.

Patrizia Sorrentino

 

Alzheimer e Covid-19: CasaViola diventa una App per smartphone

CasaViola, aperta dall’Associazione De Banfield di Trieste, nel 2016, in pochi anni è diventata un punto di riferimento per i caregiver, le persone che si trovano ad affrontare, spesso all’improvviso, tutte le complesse attività necessarie per prendersi cura di un familiare con demenza. Dalle consulenze individuali, al supporto psicologico, alle attività per il benessere del caregiver, ai gruppi di autoaiuto, alla formazione: nessuna dimensione del prendersi cura è trascurata.
CasaViola collabora ad ampio raggio con enti di ricerca e istituzioni, locali, nazionali ed europei, per diffondere una cultura dementia-friendly e per migliorare costantemente la qualità dei servizi che offre. In questi tempi di isolamento forzato, si sono sospese di necessità le attività in sede, ma contemporaneamente si è lavorato per offrire la continuità dei servizi attraverso webinar, consulenze telefoniche o in videochat, articoli e video postati sui canali social dell’Associazione. In questo contesto matura l’ultima novità di CasaViola, un’applicazione per smartphone che rappresenta un ulteriore mezzo di contatto fra le famiglie e gli operatori, ma non solo.
L’idea di un’App era sorta già qualche tempo prima del lockdown grazie al supporto di un giovane sviluppatore triestino per alleggerire almeno un po’ la vita dei caregiver, con piccoli servizi dedicati. La pandemia ha portato un’accelerazione, e in poche settimane è già pronto il lancio di una prima versione. Per il momento sarà riservata agli utenti di CasaViola, con una sezione per le notizie generali che riguardano il mondo dell’Alzheimer e delle demenze, all’interno della quale è attiva una sezione “Covid-19” per la gestione degli aspetti legati alla pandemia. C’è un promemoria che si può personalizzare per ricordare visite mediche, assunzione di farmaci o qualsiasi altro evento, un calendario che ricorda le attività di CasaViola con la possibilità di iscriversi direttamente e una sezione dedicata a semplici esercizi per ridurre lo stress e regalarsi qualche minuto di benessere.
Un tutor informatico sarà a disposizione di chi avrà bisogno di aiuto per l’installazione e la messa in opera, anche se è stata pensata per utilizzo molto semplice: non si vuole certo che la App rappresenti un ulteriore stress!

Alzheimer, a Trieste oggi riparte online l’attività di sostegno

Nata dall’esperienza di CasaViola – Associazione de Banfield e dal rapporto continuo con i caregiver e i loro bisogni, dallo scorso anno a Trieste ha preso corpo la “Caregiver Academy” percorso formativo/informativo che si rivolge alle persone che si prendono cura di un familiare con demenza. Questa “Accademia dei Curacari” riparte adesso con una programmazione online, proponendo sei moduli di intervento che tracciano una panoramica dei diversi aspetti coinvolti nell’assistenza alla persona con demenza: dalle informazioni iniziali sulla malattia, alle strategie per affrontare i disturbi psicologici e comportamentali più frequenti, alla modalità più adatta di comunicazione, a consigli pratici per la cura della persona, fino alla definizione di strumenti di tutela giuridica come l’amministrazione di sostegno. Non si trascura neanche l’argomento centrale nel lavoro di CasaViola, il sostegno ai caregiver nella gestione dello stress.

Nel tempo, questo percorso ha dimostrato tutta la sua utilità, tanto che viene ripetuto ciclicamente nel corso dell’anno, per dare a più persone possibili l’accesso a informazioni pratiche, complete, importanti. L’emergenza sanitaria in atto da alcuni mesi ha interrotto momentaneamente questa ciclicità, anche se non si è fermata mai l’attività di sostegno individuale. È stato adesso necessario ripensare, assieme a tutto il corpo docente, i tutor e i collaboratori, i contenuti e la forma della “scuola” per venire incontro alle richieste dei tanti caregiver. Ha preso così forma la Caregiver Academy on line che conserva intatta la sua programmazione e lo staff docente coinvolto.

Il terzo ciclo di quest’anno si svolgerà interamente su piattaforma digitale mantenendo la sua struttura e gli argomenti trattati. Oggi 11 maggio, alle 17.30, in programma il primo webinar introduttivo, dal titolo “Alzheimer e demenze: sintomi e cause”. Sarà possibile seguire gli interventi via smartphone o via computer in una formula di videoconferenza interattiva per permettere un dialogo tra relatori e partecipanti.
Chi fosse interessato a partecipare può prenotarsi via posta elettronica mandando un messaggio a casaviola@debanfield.it o telefonando allo 040 362766 dalle 10 alle 12. Verrà subito contattato per l’accesso alla piattaforma, con tutte le istruzioni necessarie. Per chi ne avesse la necessità, è possibile rivolgersi al “tutor informatico” che potrà seguire passo passo l’attivazione del servizio.

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In copertina e all’interno, mostra sull’Alzheimer nelle foto di Lisa Zanchettin e Costanzo.

A Trieste i giovani di InterAct-Rotary club a fianco degli anziani

Non si è mai fermata l’attività quotidiana che l’Associazione De Banfield mette in campo a Trieste per le persone anziane, quelle fragili, pluripatologiche, non autosufficienti: un impegno che si è quanto mai rafforzato in queste settimane di domiciliazione forzata a causa del Coronavirus. Da anni la onlus giuliana sta affrontando una crescita costante della domanda d’aiuto e questa emergenza ha aggravato una situazione già molto complessa per la gestione domiciliare degli anziani, soprattutto quelli con patologie di demenza. Solo nell’ultimo anno, sono state 1610 le persone seguite dall’Associazione: 293 quelle affette da demenza e Alzheimer che, con i loro caregiver, hanno usufruito dei servizi a loro dedicati, mentre 118 sono state le persone che hanno usufruito del servizio quotidiano di assistenza domiciliare e gli ausili sanitari prestati hanno ampiamente superato il migliaio.

In tempi di Coronavirus il volontariato si sta facendo carico di buona parte dei servizi e delle iniziative di aiuto alle persone più deboli, con il preciso obiettivo di proteggere la fascia più colpita da questa epidemia e mettere in campo servizi che evitino il ricorso all’ospedalizzazione. In particolare, l’Associazione de Banfield si cura della fascia drammaticamente più colpita da questa epidemia: quella degli anziani. Si tratta di far fronte ad una emergenza non solo sanitaria ma anche sociale di enorme portata che richiede risposte di medio e lungo periodo. È un momento in cui è particolarmente importante poter contare sulla solidarietà di tutti, così come ci racconta la splendida collaborazione tra la De Banfield e i giovanissimi volontari di InterAct-Rotary club, che da molte settimane ormai si occupano della consegna di spesa, farmaci, giornali e il disbrigo di piccole commissioni.

Proprio da queste premesse si rileva quanto mai utile per l’Associazione l’aiuto concreto arrivato in queste ore da parte del Rotary Club Trieste Nord, presieduto da Fabio Radetti, che ha espresso il suo supporto con una donazione in denaro: accanto all’elargizione in favore della Comunità di Sant’Egidio, infatti, 1500 euro sono stati devoluti a favore della De Banfield che li tradurrà in 88 ore di assistenza domiciliare professionale. Se già i giovani del Rotary si erano mossi col loro personale impegno a favore dei “nonni” di Trieste, dunque, arriva ora anche il sostegno concreto del Club Trieste Nord ad affiancare l’impegno della onlus che al motto #Noipervoicisiamo mantiene la sua sede aperta per far fronte alle numerose richieste che giungono al numero 040.362766, attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13.

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In copertina, i giovanissimi volontari di InterAct-Rotary club di Trieste.

A Trieste le pinze della solidarietà pasquale agli anziani soli

Non si fermano le attività che l’Associazione De Banfield sta portando avanti per le persone anziane e fragili in queste settimane di “domiciliazione forzata” a causa del Coronavirus. Le festività sono un momento in cui la solidarietà diviene quanto mai necessaria per non far sentire troppo solo chi non ha nessuno vicino, o comunque non può incontrare i parenti e le persone amiche. “Crediamo che la vecchiaia meriti sostegno e dolcezza – spiegano i responsabili della De Banfield – e volevamo rendere più dolce la Pasqua delle persone anziane che già seguiamo quotidianamente, ma che richiedono ancor più vicinanza in questa situazione di emergenza che ha reso le loro vite più difficili”.
Immediato il pensiero al più tradizionale dei dolci, che ogni anno accompagna le tavole pasquali dei triestini, la pinza. Un’idea accolta e supportata con entusiasmo da Massimo Ferigutti, proprietario della pasticceria Zenzero e Cannella, che ha impastato e sfornato decine di piccole pinze, una cinquantina in tutto, per poi recapitarle personalmente in dono alla sede dell’Associazione.

Ancora una volta i giovani volontari di InterAct-Rotary – i ragazzi e le ragazze tra i 14 e i 18 anni che stanno collaborando con la De Banfield al motto “#Noi per i nonni di Trieste ci siamo” – hanno offerto il loro aiuto per impacchettare i dolci in un sacchetto solidale che è stato consegnato l’altro giorno a tutti i nonni e le nonne assistite dalla Onlus: un piccolo momento di festa e serenità accolto con sorpresa e perfino con un po’ di commozione, come nel caso dell’ultracentenaria Camilla, curata da tempo con professionalità e dolcezza dall’operatrice Doriana.
La solidarietà davvero non ha età, e questo piccolo gesto si aggiunge all’attività che il gruppo di volontari già svolge quotidianamente con la consegna della spesa, di presidi sanitari, di medicine e giornali, il tutto accompagnato da un bigliettino con un loro saluto personale. “Un messaggio di solidarietà intergenerazionale che speriamo possa essere tra le cose buone che ci porteremo nel futuro – spiegano ancora alla De Banfield -, nella consapevolezza che un pensiero d’affetto può far sentire meno soli”.

L’Associazione naturalmente non smette anche in questi giorni di festività di offrire il proprio sostegno ai “caregiver”, quei familiari che assistono le persone colpite da demenza e Alzheimer, con il servizio di supporto telefonico e online, mentre sui social network e sul canale YouTube vengono puntualmente caricati nuovi video con consigli per l’attività motoria in casa e con piccoli esercizi, giochi di enigmistica, calembour, anagrammi per tenere allenate le menti, soprattutto quelle più fragili, ideati dall’anagrammista Giorgio Dendi, che da diversi anni affianca l’Associazione come volontario.
#Noipervoicisiamo: l’Associazione De Banfield mantiene aperta la sede con turni di personale controllati su appuntamento, nel massimo rispetto delle norme anti-contagio. Il numero per contattare l’Associazione è il 333/1817326 (attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16 alle 18).

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In copertina, la ultracentenaria Camilla assistita dalla De Banfield.

 

I ragazzi di InterAct: “Noi per i nonni di Trieste ci siamo”

Prosegue a pieno ritmo la quotidiana attività che l’Associazione De Banfield mette in campo per le persone anziane, quelle fragili, pluripatologiche, non autosufficienti: un impegno quanto mai necessario in queste settimane di “domiciliazione forzata” a causa del Coronavirus. La solidarietà non ha età e questi anziani, nonne e nonni, hanno trovato molti nuovi “nipoti” nei giovani ragazzi e ragazze di InterAct – la realtà presieduta da Ginevra Garlatti Costa – che hanno offerto la loro collaborazione per dare un aiuto concreto agli anziani della città assistiti dalla De Banfield. Al motto “Noi per i nonni di Trieste ci siamo”, Ginevra, Margherita, Mia, Arturo, Tommaso, Vladimiro, Luisa – solo per citarne alcuni -, tutti tra i 14 e i 18 anni, si sono messi a disposizione dei tanti nonni in difficoltà.

Per tutti un unico obiettivo: far sì che gli anziani – che nella quasi totalità sono over 80 pluripatologici, dunque maggiormente a rischio – possano vivere al meglio, nella propria casa, questo grave momento. Il gruppo è attivo tutti i giorni nella consegna della spesa, di presidi sanitari, di medicine, di giornali e altre necessità. Ma fanno anche una piccola cosa in più: ogni consegna è accompagnata da un loro personale pensiero. Un biglietto su cui ognuno di loro ha scritto un messaggio di fiducia e speranza, pensato proprio per rendere un po’ più lievi questi giorni. “Non vi auguro tempi facili, ma vi auguro che qualsiasi difficoltà possiate avere, siate in grado di superarla”, recita uno dei bigliettini scritti dai ragazzi, e, ancora, “anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza”. Una gentilezza in più, un messaggio di solidarietà intergenerazionale che speriamo possa essere tra le cose buone che ci porteremo nel futuro, nella consapevolezza che un pensiero d’affetto può far sentire meno soli. E i nonni continuano a chiamare gli uffici della De Banfield per ringraziarli.

L’Associazione prosegue anche nelle attività di sostegno ai “caregiver”, quei familiari che assistono le persone colpite da demenza e Alzheimer, con il nuovo servizio di supporto telefonico e online da parte delle psicologhe, mentre sui social network e sul canale YouTube viene caricata con cadenza settimanale, a partire da sabato scorso, una nuova serie di video. In particolare, il noto anagrammista Giorgio Dendi, ha realizzato appositamente per la De Banfield, di cui è volontario da diversi anni, nove video con piccoli esercizi, giochi di enigmistica, calembour, anagrammi per tenere allenate le menti, soprattutto quelle più fragili.

Alle tante storie che attraversano in queste settimane la vita della De Banfield quella di Lucia, un’infermiera che lavora in Associazione da molti anni. Affianca alla sua azione professionale una particolare attenzione alla soddisfazione di quei piccoli desideri che rendono la vita un po’ migliore alle tantissime persone anziane costrette al proprio domicilio. Un piatto che si desiderava mangiare da tempo, la videochiamata con il parente lontano, il libro che si desidera rileggere. Ma a mancare di più in questi momenti sono l’aria aperta, la vista del verde, ricevere o coltivare i fiori, anche solo sul balcone. E così i fiori ha cominciato a produrli lei, di carta. Bellissimi fiori di stagione, tulipani e narcisi soprattutto, che ha iniziato a portare ai suoi assistiti amanti delle piante: ora ogni visita domiciliare di Lucia è accompagnata da un fiore, che rallegra le case in attesa di poter presto essere sostituito da un bel mazzo fresco.

#Noipervoicisiamo: l’attività della De Banfield prosegue mantenendo aperta la sede con turni di personale controllati su appuntamento, nel massimo rispetto delle norme anti-contagio. Il numero per contattare l’Associazione è il 3331817326, attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16 alle 18.

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In copertina e qui sopra alcuni dei ragazzi che si prodigano per aiutare gli anziani di Trieste.