Alzheimer, a Trieste riparte il Bus Viola. Vita-capolavoro, mostra alla Regione Fvg

Dopo aver già avviato da inizio settembre numerose iniziative nel segno della sensibilizzazione dell’intera popolazione sui temi della malattia di Alzheimer – che nel mondo colpisce, assieme ad altre forme di demenza, circa 58 milioni le persone più di 1 milione in Italia e oltre 20.000 nella nostra regione – l’Associazione De Banfield onlus di Trieste prosegue fino a fine mese le sue numerose attività ideate per il Mese Mondiale dell’Alzheimer, un mese che si tinge idealmente di viola, il colore di un fiore piccolo e delicato, comunemente chiamato “non ti scordar di me”, divenuto simbolo della malattia di Alzheimer. Oltre alla Panchina Viola, già presente all’inizio del Viale XX settembre, si sono moltiplicati quest’anno i segni viola nel centro di Trieste, grazie anche al supporto e al sostegno di numerose Istituzioni e associazioni di categoria (il Comune di Trieste, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Trieste Trasporti, Asugi, il Comune di Muggia, il Consiglio Regionale, la Fipe, la Confcommercio di Trieste).
Tra i fiori all’occhiello, la presenza di un Bus Viola che dall’inizio del mese sta percorrendo le strade cittadine e che oggomani, oggi, 28 settembre, sarà nuovamente protagonista dell’iniziativa “E se perdi il bus dei ricordi?”, realizzata con il contributo del Comune di Trieste, della Regione Fvg e di Trieste Trasporti. In programma due corse speciali, alle 18 e alle 19. L’itinerario è studiato per passare attraverso luoghi turistici, ma anche luoghi di vita quotidiana, che fanno parte delle normali giornate dei triestini. I passeggeri saranno accompagnati nel tour dalle descrizioni dei luoghi di cura di Francesca Pitacco, Presidente delle guide turistiche del Friuli Venezia Giulia, intervallate dai dialoghi in cuffia di una madre e una figlia, passeggere immaginarie di questo bus, interpretate dalle voci delle attrici Ariella Reggio e Marzia Postogna, che è anche autrice dei testi. Le corse partono da Piazza Oberdan lato tram. Il percorso dura circa 40 minuti e per partecipare non è prevista prenotazione. Sempre presente, poi, in oltre una ventina tra bar, caffè storici e locali di Trieste, la possibilità di degustare lo Spritz Viola e aderire ad una campagna di solidarietà a favore dei caregiver.
Ricordiamo, infine, che dopo essere stata allestita a CasaViola, è visitabile adesso nella sede del Consiglio regionale Fvg di Piazza Oberdan, a Trieste, la mostra “Ogni vita è un capolavoro”: 33 opere fotografiche riproducono alcuni dei dipinti più famosi della storia dell’arte dal 1400 ad oggi. Ciò che rende eccezionali queste foto sono i modelli e le modelle: persone con Alzheimer o altra forma di demenza che risiedono all’interno di una casa di cura e che posano davanti alla fotocamera con estrema naturalezza. La mostra allestita al secondo piano è visitabile dal pubblico ad ingresso libero.

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In copertina e qui sopra il Bus Viola e tre degli originali ritratti esposti nella mostra.

Alzheimer, malati modelli d’arte per dare avvio a Trieste a un mese tinto di viola

Prendono il via le iniziative messe in campo dall’Associazione De Banfield per il Mese mondiale dell’Alzheimer: un pieno di attività per tutto settembre nel segno della sensibilizzazione dell’intera popolazione verso le persone con demenza e Alzheimer, i loro caregiver e le loro famiglie. Si è aperto infatti questo pomeriggio nella sede di CasaViola (via Filzi 21/1) l’allestimento “Ogni vita è un capolavoro”, ideato dall’Israa di Treviso ed esposta adesso a Trieste grazie al patrocinio del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. In mostra 33 opere fotografiche che riproducono alcuni dei dipinti più famosi della storia dell’arte dal 1400 ad oggi. Ciò che rende eccezionali queste foto sono i modelli e le modelle: persone con Alzheimer o altra forma di demenza che risiedono all’interno della casa di cura che ha realizzato il progetto e che posano davanti alla fotocamera con estrema naturalezza. Si tratta di fotografie molto suggestive, curate nei minimi dettagli, che hanno lo scopo di mostrare come la vita, anche quando insorge una malattia come quella di Alzheimer, non perda il suo valore rimanendo un capolavoro degno di essere raccontato, non solo con le parole.

Altri tre pazienti in posa.

*In tutto il mondo il mese di settembre è, dunque, dedicato a “chi dimentica”. Sono circa 58 milioni le persone che nel mondo sono affette di qualche forma di demenza: questa cifra è destinata quasi a raddoppiare ogni 20 anni, fino a raggiungere 82,5 milioni di persone nel 2030 e 152,2 milioni nel 2050. In Italia, si contano circa un milione di casi, e nel Friuli Venezia Giulia se ne stimano circa 20 mila, anche se si tratta certamente di un calcolo per difetto. L’incidenza della demenza aumenta, infatti, esponenzialmente negli anni, anche come conseguenza dell’allungamento dell’età media di vita.
Sono davvero tantissime le iniziative che l’Associazione De Banfield onlus di Trieste – impegnata da oltre trent’anni sul fronte delle demenze e dell’Alzheimer – organizza quest’anno per sensibilizzare la popolazione su una malattia come l’Alzheimer che colpisce un alto numero di persone e incide sulla vita di tantissime famiglie e caregiver.
Spicca tra le iniziative l’Autobus dei Ricordi, il Bus Viola, un mezzo di linea colorato di viola che girerà per le strade di Trieste e provincia per tutto il mese di settembre. Per la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, il 21 settembre, farà tre corse speciali (11.30, alle 18.00 e alle 19.00) con ospite la presidente delle guide turistiche del Friuli Venezia Giulia Francesca Pitacco che accompagnerà i passeggeri in un tour nei luoghi più caratteristici della città. A bordo si potranno ascoltare, in cuffia, anche i dialoghi di una madre e una figlia, a loro volta passeggere immaginarie di questo bus, interpretate dalle voci delle attrici Ariella Reggio e Marzia Postogna.

Il Bus Viola.


Ritorna poi anche quest’anno, moltiplicato in numerosi bar, caffè storici e locali di Trieste, lo Spritz Viola. Il tipico aperitivo incontra la solidarietà: grazie al supporto di tutti gli esercenti aderenti, tra caffè storici, bar e ristoranti. Il cocktail di colore viola, proposto in versione alcolica e analcolica, sarà affiancato da un materiale informativo e gli avventori potranno facilmente scegliere di fare una donazione a favore della De Banfield per supportare i caregiver di persone con Alzheimer. Il prossimo 13 settembre, inoltre, sarà presentato ufficialmente il libro “La Nonna sul Pianeta blu – Ancore di Salvezza”, esito dell’omonimo Concorso letterario nazionale organizzato dalla De Banfield. Alla presentazione (Libreria Minerva ore 17.30) saranno presenti l’attrice, scrittrice e conduttrice televisiva Daniela Poggi, vincitrice della scorsa edizione che quest’anno firma l’introduzione al volume. Il libro raccoglie i migliori 30 racconti scritti da caregiver di persone con Alzheimer o altra forma di demenza che sono stati selezionati da una giuria presieduta dalla filosofa, docente e scrittrice Michela Marzano.
È, intanto, aperta al Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” di Muggia – Comune e Museo sono entrambi già riconosciuti Dementia Friendly – la mostra “Il mio Carso. Si tratta di una rassegna che ha per fil rouge “Il mio Carso” di Scipio Slataper in cui il Carso è visto come luogo dell’anima, territorio poetico e problematicamente identitario. Saranno organizzate una serie di visite guidate espressamente costruite per accompagnare le persone con demenza. Sempre a Muggia prevista una serie di incontri e conferenze sulla Dementia Friendly Community. Poi, davanti al Duomo ci sarà un’installazione emotiva: 9 giochi di breve durata permetteranno ai passanti di mettersi nei panni di una persona con Alzheimer. Sempre in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer del 21 settembre, il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha deciso di mostrare la propria vicinanza alle persone che convivono con l’Alzheimer o altra forma di demenza illuminando di viola la facciata del palazzo del Consiglio regionale di piazza Oberdan. La stessa cosa farà il Comune di Muggia: con l’illuminazione della Biblioteca Comunale “Edoardo Guglia”.


Previsto, sempre mercoledì 21 settembre, anche un appuntamento cinematografico per trattare i temi della demenza attraverso il cinema, realizzato con la Cappella Underground al Cinema Ariston di Trieste: il primo Cinema Dementia Friendly d’Italia. In programma alle 20.30 il film “Sanremo” di Miroslav Mandić che evoca dolci ricordi di gioventù dei due protagonisti, Bruno e Duša, entrambi affetti da Alzherimer e ospiti della stessa casa di riposo.
A suggello delle attività per il Mese Mondiale dell’Alzheimer – venerdì 30 settembre alle 11.30 – al Museo Sartorio sarà presentata la “Mappa Viola” di Trieste. Si tratta di una vera e propria mappa della città in cui sono indicati tutti i luoghi “Dementia Friendly” di Trieste, ovvero quelle realtà che hanno affrontato un percorso di formazione per imparare a conoscere la demenza e che hanno avviato, o stanno avviando, dei progetti pensati per supportare le persone con Alzheimer e i loro familiari. Dopo il riconoscimento Dementia Friendly Community di Muggia, il primo luogo dichiarato Dementia Friendly a Trieste è stato il Museo Teatrale Carlo Schmidl nel 2021. Da allora sempre più realtà hanno aderito ai progetti formativi dell’Associazione de Banfield. Nel marzo scorso tutti i supermercati Coop Allenza 3.0 di Trieste sono stati riconosciuti “Dementia Friendly”. Quest’estate ha risposto all’appello anche La Cappella Underground. È così che la Mediateca di via Roma ha ottenuto il riconoscimento di Federazione Alzheimer Italia, ma non solo: il Cinema Ariston è diventato il primo cinema Dementia Friendly del Paese. Alla presentazione della “Mappa Viola” parteciperanno non solo tutte le realtà che hanno avuto finora il riconoscimento, ma anche coloro che hanno già un progetto formativo in avvio, come il Centro Commerciale Torri d’Europa.

Tutte le informazioni
su www.debanfield.it

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In copertina, due malati di demenza che imitano volti famosi della storia dell’arte.

Alzheimer, quando la scrittura può avere anche un valore terapeutico

Un nuovo appuntamento a CasaViola – la struttura che l’Associazione De Banfield ha ideato per affiancare e sostenere i famigliari di persone con demenza, decadimento cognitivo e Alzheimer – con la conferenza mensile di Obiettivo Salute. In programma oggi, 15 giugno, alle ore 17.30, l’incontro “Scrittura e vita: elaborare la narrazione di sé”. Scrivere può essere terapeutico quando ci permette di riscrivere la nostra storia, di raccontarci una storia diversa, all’interno della quale c’è spazio per scelte nuove e per esiti non scontati. La sperimentazione di tecniche di narrazione e scrittura creativa e l’acquisizione di nuovi strumenti espressivi permettono di ri-costruire l’esperienza del contatto con la malattia e della perdita, aprendo possibilità di cambiamento, oltre il dolore, nella direzione della gratitudine e dell’incontro con doni nascosti e inaspettati.
Di questi temi si parlerà nell’incontro pubblico di CasaViola, aperto a tutti a ingresso libero, con la psicologa e psicoterapeuta Erica Costantini, con il formatore allo storytelling e curatore editoriale Marco Galati Garritto e con Federica Marzi autrice del romanzo “La mia casa altrove”. Domani, 16 giugno, ancora alle 17.30, un nuovo appuntamento con la D)Caregiver Academy, la “scuola” gratuita dei CuraCari, che ha l’obiettivo di sostenere i Caregiver di persone con demenze e Alzheimer. Si spiega cos’è la demenza, si impara a riconoscerne i primi sintomi e capire come si può comunicare con la persona affetta da queste patologie, fino ad approfondire gli aspetti di tutela personale e patrimoniale. Nell’incontro di domani si tratta il tema “Il benessere del Caregiver”.
Per informazioni e iscrizioni visitare la piattaforma www.caregiveracademy.it o informarsi direttamente a CasaViola (mail a casaviola@debanfield.it o chiamare il numero 040.362766).

Alzheimer, oggi la De Banfield in piazza spiega cosa fa per gli anziani fragili

L’Associazione De Banfield onlus scende in piazza. Come già negli ultimi due sabati, si rinnova anche nella mattinata di oggi, 4 giugno, dalle 9 alle 13 l’appuntamenti di incontro diretto con i cittadini per favorire l’informazione e la conoscenza delle attività che storicamente la onlus triestina mette in campo a favore degli anziani fragili, delle loro famiglie e dei caregiver di persone con demenza, decadimento cognitivo e malattia di Alzheimer. I volontari della De Banfield e di CasaViola – la struttura creata a supporto dei caregiver – saranno presenti al gazebo dietro la Chiesa di Sant’Antonio (come mostrano le foto di copertina e qui sotto).
Nel corso degli ultimi 12 mesi l’Associazione De Banfield ha preso in carico oltre 1800 persone con 1721 consulenze sociali e un totale di 9867 interventi. Ha prestato gratuitamente 1472 ausili sanitari a 861 persone, con un’incidenza della richiesta ausili in prima consulenza del 75%. Ha supportato oltre 200 caregiver di persone con demenza attraverso le attività di CasaViola e con la sua (D) Caregiver Academy ha offerto formazione sulla demenza a 142 caregiver provenienti da 31 province italiane. Sono dati che raccontano di persone che ogni giorno vivono, in prima persona o con un proprio caro, una vecchiaia difficile. L’assistenza a persone con demenza e con malattia di Alzheimer, come ormai attestato ufficialmente dai dati nazionali, è garantita, infatti, per almeno l’80% dai familiari o, in generale, dai cosiddetti “caregiver”, che dalle profilazioni risultano essere soprattutto donne over60, con uno stretto grado di parentela con il malato, mogli o figlie. Grande parte delle persone affette da decadimento cognitivo vive, infatti, in casa e queste patologie diventano condizioni che coinvolgono l’intera famiglia.
Proprio per questo, l’Associazione De Banfield ha deciso di favorire il rapporto diretto con le persone che potrebbero avere bisogno del suo supporto, a partire da quei cittadini “invisibili” chiamati appunto caregiver, e favorire così la conoscenza delle attività che la De Banfield e la struttura CasaViola mettono in campo lungo tutto l’arco dell’anno. Un’iniziativa che ha registrato già grande interesse e l’avvicinamento alla struttura di persone che potranno adesso usufruire dei servizi della onlus.

Foto Bruni

Trieste, sarà un weekend tutto all’insegna dell’antiquariato a Ponterosso e Cavana

Per la gioia degli appassionati, si profila a Trieste un weekend tutto all’insegna dei Mercatini dell’Antiquariato. L’Associazione Mericordo, propone, infatti, un doppio appuntamento con il recupero, domani 30 aprile, del Mercatino di Ponterosso (lungo il canale, sotto Palazzo Carciotti), slittato dalla scorsa settimana a causa del maltempo, mentre domenica 1° maggio – come ogni prima domenica del mese – è atteso il Mercatino di Cavana. Dalle 8 del mattino fino al tramonto si potranno visitare i banchi con oggetti d’altri tempi, porcellane antiche, quadri, vinili e curiosità introvabili. Tra pezzi di antiquariato artistico, oggetti da collezione, libri, e complementi d’arredo, il mercatino offre un vero e proprio tuffo nel passato, ma anche nell’attualità di oggetti senza tempo che attirano sempre l’interesse di collezionisti, così come di semplici curiosi che trovano a loro disposizione una ricchissima e diversificata tipologia di offerte. L’appuntamento con Cavana si rinnoverà, come detto, ogni prima domenica del mese, mentre si conferma per l’ultima domenica di ogni mese il Mercatino di Ponterosso.

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“La Nonna sul Pianeta blu”:
oggi i nomi dei vincitori

Raccogliere storie di memoria fragile e perduta, riunire testimonianze di chi è stato o si trova accanto a un malato di Alzheimer è al centro del Concorso letterario “La Nonna sul Pianeta blu”, avviato tre anni fa dall’Associazione De Banfield di Trieste, impegnata da oltre trent’anni nel sostegno e l’ascolto delle persone anziane e fragili. Sono giunti quest’anno al Concorso 95 racconti da 47 province italiane: 21 tra questi sono di origine regionale e 13 residenti a Trieste. La giuria del Concorso – presieduta dalla nota filosofa e saggista Michela Marzano e composta da Gioia Battista, Marinella Chirico, Tommaso Contessi, Francesco De Filippo, Cristiano Degano, Roberta Giani, Michela Morutto, Daniela Poggi, Ferdinando Schiavo e Ilaria Tuti – ha selezionato i migliori 30 racconti che saranno pubblicati in un libro in uscita a settembre in occasione del Mese mondiale dell’Alzheimer. Per la pubblicazione del libro – edito anche quest’anno da Edizioni Pendragon – viene anche lanciato quest’anno un crowdfunding all’interno del progetto “CiviCrowd” di Civibank per lo sviluppo sociale, culturale o sportivo della comunità. Nel pomeriggio di oggi 29 aprile, a partire dalle 18, in diretta online sul canale Youtube dell’Associazione De Banfield la proclamazione dei vincitori assoluti e dei 30 migliori autori selezionati per la pubblicazione 2022. A suggello dell’incontro la conversazione tra il condirettore del quotidiano Il Piccolo Roberta Giani e la presidente di giuria Michela Marzano. Come spiega la presidente della De Banfield Maria Teresa Squarcina «il concorso letterario che abbiamo ideato vuole essere un’occasione per dare voce ai familiari di persone con demenza, per raccontare le loro storie, ma anche per farli sentire meno soli. Abbiamo voluto attingere alla ricchezza e intensità di sentimenti che sappiamo connotare l’esperienza del rapporto con il malato di Alzheimer così che questa iniziativa letteraria diventi portavoce del mondo sommerso, silenzioso e poco riconosciuto dei caregiver». Il concorso può contare sul patrocinio della Federazione Alzheimer Italia, dell’Ordine dei Giornalisti Friuli Venezia Giulia e del Cooordinamento Associazioni Alzheimer Fvg.

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In copertina e all’interno immagini dei Mercatini dell’Antiquariato di Ponterosso e Cavana, in centro a Trieste.

 

Alzheimer, al via a Trieste una nuova proposta per il benessere dei caregiver

L’assistenza a persone con demenza e con malattia di Alzheimer, come ormai attestato ufficialmente dai dati nazionali, è garantita per almeno l’80% dai familiari o, in generale, dai cosiddetti “caregiver”, che dalle profilazioni risultano essere soprattutto donne over 60, con uno stretto grado di parentela con il malato, mogli o figlie. Grande parte delle persone affette da decadimento cognitivo vive, infatti, in casa e queste patologie diventano condizioni che coinvolgono l’intera famiglia. Proprio per questo, l’Associazione de Banfield onlus ha creato CasaViola, struttura a supporto di quei cittadini “invisibili” chiamati proprio “caregiver”, che riunisce un gruppo di professionisti da cui imparare cos’è la demenza, come si può comunicare con il familiare, far fronte all’isolamento sociale e al carico di stress derivante dall’accudimento.
Proseguono anche per la primavera le attività messe in campo a favore del benessere dei “caregiver” con un nuovo corso che si affianca a quelli già esistenti. Da oggi 31 marzo, infatti, partono i dodici incontri di due ore ciascuno (dalle 15.30 alle 17.30) dedicati all’Arte-Terapia, un progetto promosso con Acli provinciali e sostenuto dalla Regione Fvg. Condotto da Franca Vaccaro, il nuovo appuntamento “Fuoco Amico” si pone l’obiettivo di creare benessere nei partecipanti a partire dal processo creativo. “Il cammino interiore è simile al lavoro che una volta facevano gli esseri umani per accendere il fuoco”, spiega l’insegnante, che aggiunge: “il principale strumento di questa disciplina sono i materiali, sempre diversi, che vengono utilizzati per creare un’immagine”.
Dal 7 aprile prende avvio anche il terzo modulo della (D)Caregiver Academy, vera a propria Accademia del CuraCari, che è già un’eccellenza a livello nazionale, accogliendo la partecipazione di “caregiver” da tutta Italia – oltre che dal nostro territorio – grazie alla piattaforma online www.caregiveracademy.it, con lezioni nella duplice veste, in presenza e online. Si parte proprio giovedì prossimo con l’incontro a cura della coordinatrice di CasaViola Antonella Deponte su “Cos’è la demenza”, un’introduzione al tema delle demenze, ai molti aspetti coinvolti e ciò che comportano per le famiglie, per dare un inquadramento a di chi, più o meno all’improvviso, si trova catapultato nel mondo del disturbo cognitivo grave. Il modello di riferimento è bio-psico-sociale, considera cioè l’ampio ventaglio di fattori che contribuiscono all’esordio e allo sviluppo della demenza. È possibile partecipare sia in presenza, presso la sede di via Fabio Filzi 21/1, sia su Zoom, attraverso la piattaforma digitale www.caregiveracademy.it (le attività sono a partecipazione gratuita ma è richiesta iscrizione telefonando allo 040-362766 o scrivendo a casaviola@debanfield.it).

 

L’Associazione De Banfield ha appena lanciato la campagna per il 5×1000 “Proprio come un bambino” in cui immagine eloquente racconta le similitudini tra i primi passi dei più piccoli a quelli spesso incerti e faticosi dei più anziani. Il ciclo della vita talvolta porta a dover imparare nuovi gesti quotidiani: uno sforzo che trova sempre la De Banfield accanto a chi richiede il suo sostegno.

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In copertina, la dottoressa Antonella Deponte coordinatrice di CasaViola.

Alzheimer, quando può essere d’aiuto anche uscire e “andare a fare la spesa”

Presentato, alla Coop di Largo Barriera a Trieste, il progetto “Un negozio amico” realizzato per iniziativa dell’Associazione De Banfield – CasaViola con Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste. La presidente della onlus triestina da oltre trent’anni anni impegnata sul fronte della tutela agli anziani fragili, Maria Teresa Squarcina, con la responsabile di CasaViola Antonella Deponte, il consigliere di Coop Alleanza 3.0 Nico Costa e Stefano Minin, coordinatore della direzione politiche sociali di Coop Alleanza 3.0, hanno illustrato il progetto che si inserisce nell’ambito delle iniziative che stanno costituendo a livello mondiale la rete della Dementia Friendly Community. Iniziate in Giappone e in Gran Bretagna, le Comunità amiche delle persone con demenza sono ormai una realtà in molti Paesi del mondo e continuano ad affermarsi anche in Italia. L’idea è semplice: tutti possono fare qualcosa – anche di piccolo – per migliorare la vita delle persone con demenza e delle loro famiglie. La Dementia Friendly Community ne promuove la piena cittadinanza, sviluppando la capacità di accoglienza a livello personale e interpersonale da parte della comunità civile. Rendere le comunità più capaci di accogliere le persone con demenza permette di diminuire la paura e lo stigma che questo tipo di patologie porta con sé, restituendo dignità e autonomia alle persone e ponendo le basi per la costruzione di una società più sana e vivibile per tutti.

La presentazione del progetto.

In Italia si stima che la demenza colpisca 1.241.000 persone (che diventeranno 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050), di cui oltre 600 mila con malattia di Alzheimer. I costi per il sistema sociale e sanitario sono elevatissimi e destinati a salire progressivamente. Sono circa 3 milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro familiari. In questo contesto, gli esercizi commerciali rivestono un ruolo molto importante, poiché sono luogo di frequentazione di tutti: “andare a fare la spesa” è una vera e propria occasione sociale. Quando tutto ciò viene compromesso dall’insorgere di una condizione invalidante come la demenza, molte cose possono essere fatte per mantenere alla persona almeno un certo grado di autonomia. Coop Alleanza 3.0, per la capillarità della distribuzione dei suoi punti vendita, ma anche per la sua natura e per la sua organizzazione, è stata individuata dall’Associazione De Banfield quale primo partner ideale nell’avvio di un lavoro di sensibilizzazione nei confronti delle necessità quotidiane delle persone con demenza.

Una ricerca ha messo recentemente in evidenza che l’83% delle persone con demenza considera piacevole fare la spesa. È una delle attività che rimangono più a lungo nella lista delle cose che ancora si riescono a fare, nonostante la malattia. Molte persone, però, si trovano in difficoltà per i disturbi di percezione e di cognizione legati alla demenza: gli ambienti familiari sfumano, la ricca stimolazione dei sensi diventa eccessiva e provoca disagio, disorientamento, agitazione. Piccole strategie e semplici accorgimenti alla portata di tutti possono invertire questo processo, contribuendo alla costruzione di un ambiente “amico” dove tutti stanno meglio. Per l’avvio del progetto si sono identificate le sedi di Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste, città che può rappresentare un vero e proprio laboratorio, visto che la popolazione degli over 65 rappresenta il 30% del totale. Divenire una “realtà amica della persona con demenza” è un processo di trasformazione che parte dall’aumento di consapevolezza e comprensione nello staff: e proprio da questo è partito il lavoro dell’Associazione De Banfield – CasaViola.

È stato creato un materiale formativo specifico per una prima fase di formazione online (luglio 2021) sulla piattaforma di e-learning dell’Academy di Coop Alleanza 3.0. A questa, nel corso dell’autunno, si sono affiancati gli incontri in aula virtuale per piccoli gruppi. La formazione ha interessato complessivamente 88 dipendenti di Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste. La provenienza rappresentava bene la diversità dei punti vendita, sia per tipologia (iper vs. negozio rionale) sia per collocazione territoriale (centro, periferia, altipiano).
È indubbio che il percorso effettuato abbia portato tutto il personale coinvolto ad una maggiore consapevolezza sulla demenza e sulle problematiche ad essa associate e l’acquisizione di strumenti per migliorare i propri atteggiamenti davanti ai clienti fragili e disorientati. Il livello di preparazione raggiunto è sufficiente per garantire a tutti i partecipanti la qualifica di “amico delle persone con demenza” secondo i criteri di Federazione Alzheimer Italia. La presenza di persone qualificate all’interno dei punti vendita dà diritto al riconoscimento di “Realtà amica della persona con demenza”.
L’obiettivo generale del progetto è quello di aumentare il benessere della comunità, offrendo gli strumenti per una comunicazione accogliente ed efficace con la persona affetta da demenza e una buona gestione dell’interazione. Ma anche rendere i luoghi di frequentazione abituale, come il supermercato, più accoglienti e più “facili”. Un ambiente attento, gentile, premuroso mette a suo agio e rende possibili, normali, le abituali azioni quotidiane.

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In copertina, uno scorcio di Largo Barriera Vecchia a Trieste dove ha sede la Coop.

 

“Il tempo rimasto”, oggi a Trieste la vecchiaia raccontata da Gaglianone

La Cappella Underground di Trieste e l’Associazione De Banfield onlus ancora insieme per riflettere sui temi della terza età e della vecchiaia attraverso il linguaggio della settima arte. Oggi, alle 18, al Cinema Ariston di Trieste presentazione del documentario “Il tempo rimasto” (Italia 2021), firmato dal regista Daniele Gaglianone, atteso ospite in sala: una produzione di Andrea Segre per Zalab, presentato fuori concorso al 39° Torino Film Festival.


L’appuntamento rappresenta un evento speciale all’interno del ciclo mensile di conferenze “Obiettivo Salute” di CasaViola, ed è realizzato in collaborazione con Zalab e con Pordenone Docs Fest – Le voci del documentario. Il film è il risultato di un lungo viaggio che il regista – particolarmente conosciuto proprio per i suoi lavori nell’ambito del cinema del reale – ha intrapreso nelIn copertina e all’interno tre fotogrammi del film del regista Daniele Gaglianone. 2019 lungo tutta la penisola per raccontare il rapporto con la vita, con il passato e con il futuro di un gruppo di uomini e donne nella terza età. Il vero protagonista di questo lavoro è proprio il tempo. È un film su dei bambini e dei giovani che ora, con le rughe disegnate sul viso, ritornano indietro, a volte come se fossero di nuovo là dove sono stati. In questa distanza che cerca di annullarsi abita il confronto fra il tempo che resta e quello che resterà.

Il film realizza un viaggio dentro questa dimensione, raccontando cosa significa attraversare questa soglia e restarci in bilico fra lacrime inattese e risate improvvise. Una riflessione sulla vecchiaia e su cosa si può scoprire guardandosi in questo specchio. I frammenti di vita lontana si inanellano e scivolano uno dentro l’altro legando fra loro persone lontane, ma procedendo per il sentiero si riconosce il filo leggero e solido che può guidare chi percorre questo labirinto.
«Realizzare Il tempo rimasto è stata un’opportunità di ascoltare parole che sembra che la nostra società non voglia più ascoltare; osservare e scrutare volti che la nostra società sembra non voler più vedere – spiega Gaglianone -. Mai come in questi due anni di pandemia si è parlato di chi ha molti anni sulle spalle e vive una condizione di fragilità; ma nello stesso tempo la vecchiaia è sparita dalla nostra quotidianità. Nel film non si parla di emergenze sanitarie e l’attualità non domina il procedere del racconto, tutt’altro. Dopo aver fatto questo lungo viaggio in decine e decine di storie, penso di aver vissuto il privilegio di incontrare un mondo prezioso. Farebbe bene al nostro mondo bulimico, sempre più schiacciato su un presente scivoloso perdersi in questo tempo sospeso», conclude il regista.
La proiezione sarà introdotta dalla presidente di Cappella Underground, Chiara Barbo, e dalla vicepresidente dell’Associazione De Banfield onlus, Mariella Magistri De Francesco. A conclusione l’intervento del regista Daniele Gaglianone.

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In copertina e all’interno tre fotogrammi del film del regista Daniele Gaglianone.

Demenza e Alzheimer, Loredana Civita insegna ai “caregiver” a battere la noia

Un nuovo appuntamento a CasaViola – la struttura che l’Associazione de Banfield ha ideato a Trieste per affiancare e sostenere i familiari di persone con demenza, decadimento cognitivo e Alzheimer – con la conferenza mensile di Obiettivo Salute. In programma oggi, 17 febbraio, alle ore 17.30, c’è infatti l’incontro con Loredana Civita, animatrice nelle case di riposo e alla Dementia Friendly Community di Muggia.
Nel complicato compito di assistenza alla persona con disturbo neurocognitivo, una delle difficoltà più grandi con cui i parenti e gli assistenti familiari si scontrano riguarda le attività da svolgere insieme, cosa fare o cosa proporre per combattere la noia. Partendo, quindi, dalla più tipica delle domande in questo caso, “Che si fa oggi?”, che, non a caso, fa da titolo all’incontro, Loredana Civita illustrerà alcune delle attività più indicate da proporre alla persona di cui ci si prende cura.
Vedremo cosa è più opportuno scegliere tenendo conto delle sue capacità cognitive e facendo in modo di stimolare le cosiddette competenze residue, vale a dire, quelle che la persona è ancora in grado di gestire in autonomia e che vanno stimolate affinché si preservino per il maggior tempo possibile, promuovendo un senso di indipendenza e utilità personale. Proporre delle routine giornaliere, suggerire attività stimolanti, piacevoli e mai frustranti, è un ottimo modo, non solo per combattere la noia e per far trascorrere il tempo più velocemente impiegandolo in maniera proficua, ma rappresenta anche un valido antidoto contro l’insorgenza di sintomi comportamentali, quali irritabilità, comportamento oppositivo, irrequietezza psicomotoria.
Questo incontro sarà un’occasione per scambiare, in modo informale e partecipativo, consigli e idee sulle attività da svolgere in gruppo o in coppia per promuovere una convivenza felice con la persona con disturbo neurocognitivo. È possibile partecipare all’incontro sia in presenza, nella sede di via Fabio Filzi 21/1 (accesso consentito con green pass), che su Zoom, attraverso la piattaforma digitale www.caregiveracademy.it. Per partecipare in presenza è necessaria la prenotazione, telefonando allo 040.362766(2) o scrivendo a casaviola@debanfield.it

 

Alzheimer a Trieste, oggi a Obiettivo Salute parlerà il dottor Pietro Vigorelli

Proseguono in queste settimane le numerose attività messe in campo per il nuovo anno da CasaViola, la struttura che l’Associazione de Banfield ha espressamente ideato per affiancare e sostenere i familiari di persone con demenza, decadimento cognitivo e Alzheimer. In programma oggi, 27 gennaio, alle 17.30 – da seguire tanto in presenza nella sede di via Filizi 21/1 che sulla piattaforma www.caregiveracademy.it – un nuovo appuntamento con il ciclo di conferenze mensili “Obiettivo Salute”, che propone incontri condotti da professionisti ed esperti provenienti da tutta Italia, su temi rilevanti nell’ambito dell’invecchiamento. Atteso l’incontro con uno dei massimi esperti nazionali del settore, il dottor Pietro Vigorelli, medico, psicoterapeuta, promotore dell’Approccio Capacitante per comunicare con la persona con demenza. Autore di numerose pubblicazioni sulla demenza, ha fondato nel 2005 l’Associazione Gruppo Anchise, un luogo d’incontro e scambio tra esperti per promuovere la ricerca e la formazione in ambito geriatrico, con particolare attenzione per gli anziani con difficoltà di comunicazione a causa di disturbi cognitivi.

Pietro Vigorelli


L’appuntamento odierno prende spunto dal suo ultimo libro: si parlerà, infatti, di “Dialoghi imperfetti” e di comunicazione possibile con gli anziani smemorati e disorientati. Vedremo quali sono i principi dell’approccio capacitante, ponendo un particolare accento sull’importanza dell’accettazione dell’altro quale “interlocutore valido”, capace di relazionarsi, parlare e comunicare: anche attraverso un dialogo imperfetto, «L’approccio capacitante invita a fare attenzione», spiega Vigorelli «La rinuncia alla parola e il ricorso esclusivo al linguaggio non verbale può avere conseguenze negative. Il linguaggio dei baci e delle carezze è gradito e rassicurante in qualche caso, ma può avere un effetto infantilizzante che sminuisce la persona e tende a farla regredire. L’anziano con demenza è fragile, si lascia influenzare, tende ad adattarsi. Se il caregiver lo tratta come un bambino impara a reagire da bambino, diventa davvero come un bambino. Perde la sua dignità di adulto e si spegne la spinta naturale verso una vita autonoma e responsabile». Attraverso il coinvolgimento di chi vorrà intervenire, partendo da esempi di dialoghi reali, l’incontro si pone l’obiettivo di offrire ai partecipanti l’acquisizione di nozioni utili, a cui ricorrere nelle relazioni di tutti i giorni e non limitatamente al Mondo Alzheimer. Si potranno ricevere importanti suggerimenti per trasferire gli elementi della comunicazione felice con l’anziano smemorato nella normale vita quotidiana, migliorando così la nostra capacità di ascolto e di comunicazione.
«Spesso, quando ci si trova di fronte ad una persona con demenza, si ha l’impressione di sapere già tutto, prosegue Vigorelli, perché quando conosciamo la diagnosi sappiamo che sarà smemorato, disorientato, che non ci riconoscerà, che farà delle bizzarrie. Come se avere la malattia di Alzheimer o un’altra forma di demenza ci dica tutto sulla persona. Niente di più falso. Tutto quello che io faccio è cercare di vedere oltre la diagnosi, dietro la diagnosi. Io cerco di vedere la persona che c’è nonostante la malattia. Ed è anche quello che insegno e voglio fare nell’appuntamento di CasaViola».

La partecipazione alla conferenza è libera e gratuita. Per partecipare in presenza è necessaria la prenotazione, telefonando allo 040.362766 o scrivendo a casaviola@debanfield.it