Lingua friulana, anche Pinzano entra nell’Aclif: ora Destra Tagliamento tutta associata, giovedì assemblea a Udine

Il consiglio comunale di Pinzano al Tagliamento ha decretato, a larga maggioranza, l’adesione all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, l’organismo che riunisce le comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. Un passaggio importante non solo perché si tratta del 149° Comune ad aderire, ma anche perché con l’entrata di Pinzano si completa il quadro delle adesioni sulla riva destra del fiume Tagliamento, nel Friuli Occidentale. Infatti ora, da Vito d’Asio fino a San Michele al Tagliamento (passando appunto per Pinzano, Spilimbergo, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, Valvasone Arzene, Casarsa della Delizia, San Vito al Tagliamento e Morsano al Tagliamento) tutti i Comuni rivieraschi sono membri dell’Assemblea. Il sindaco pinzanese, Emiliano De Biasio, farà così il suo “esordio”, assieme agli altri colleghi friulanofoni, il prossimo 7 novembre, giovedì, a Udine nell’assemblea generale dell’Aclif. Durante i lavori avverrà la ratifica dell’adesione.


Molto soddisfatto il presidente dell’Aclif, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli. «Mi piace – ha sottolineato Sergon – ricordare sempre che far parte dell’Aclif è una libera scelta dei Comuni, una decisione che nasce e cresce dal basso. L’entrata di Pinzano è importante anche nel quadro della tutela e promozione della lingua friulana nel Friuli Occidentale: avere delle aree omogenee per adesione all’Aclif, come adesso accade per i Comuni rivieraschi della Destra Tagliamento, è un elemento positivo in più per instaurare collaborazioni. Coinvolgeremo Pinzano nei nostri progetti: convegni, corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, nonché campagna per implementare i programmi radiotelevisivi relativi al Friuli».
Nata nel 2015 per volontà di una cinquantina di Comuni “pionieri”, Aclif è andata crescendo molto velocemente negli anni: i Comuni erano già diventati 114 nel 2017, 138 nel 2021 e ora appunto è stata raggiunta quota 149. Comprende Comuni delle tre ex province di Udine, Pordenone e Gorizia, ma anche alcuni del territorio portogruarese, appartenenti storicamente al Friuli ma oggi inseriti nella città metropolitana di Venezia, dove ancora oggi si parla friulano.

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In copertina, ecco il fiume Tagliamento che scorre nei pressi di Pinzano.

Anche Cividale (con Manzano e Torreano) nell’Aclif. Sergon: un onore avere la “capitale longobarda” fra i nostri Comuni

A Cividale, si è riunito l’altra sera il direttivo dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, l’organismo che rappresenta i Comuni di lingua friulana: nato nel 2015, conta oggi quasi 150 soci, praticamente più dell’80% di tutte le comunità friulanofone di Udine, Pordenone, Gorizia e del Veneto orientale. La scelta di fare tappa nella città ducale è dovuta alla volontà di festeggiare la sua recente adesione, deliberata dal consiglio comunale nella seduta del 28 giugno scorso. All’incontro sono intervenuti, oltre al sindaco Daniela Bernardi, anche il primo cittadino di Manzano Piero Furlani e il vicesindaco di Torreano Giuliano Lesa, in rappresentanza del territorio. Per Aclif erano presenti, invece, il presidente Daniele Sergon di Capriva del Friuli, il vice Claudio Violino di Mereto di Tomba, la consigliera Ester Filipuzzi di Spilimbero e il presidente onorario Diego Navarria di Carlino.


Sergon, in apertura, ha ringraziato il sindaco Daniela Bernardi per la scelta fatta dall’amministrazione comunale e ha evidenziato che è proprio questa la forza dell’Assemblea Linguistica: «Aclif nasce dal basso, non con un atto imposto, ma con il voto dei consigli comunali, peraltro quasi sempre unanime, mettendo insieme forze di maggioranza e di minoranza. Nostro compito è portare avanti il tema della nostra identità culturale e linguistica». Il direttivo Aclif ha espresso la soddisfazione di accogliere Cividale, oltre che naturalmente Manzano e Torreano, anche per il grande valore simbolico che essa rappresenta, in quanto fu capitale del ducato longobardo del Friuli e per secoli anche sede patriarcale.
Daniela Bernardi ha espresso la sua soddisfazione per l’incontro e ha evidenziato le numerose iniziative legate alla cultura friulana che si svolgono a Cividale, facendo anche un richiamo alla figura del sindaco e senatore Guglielmo Pelizzo, grande friulanista, che fu per oltre dieci anni presidente della Società Filologica Friulana, subentrando a Tiziano Tessitori, il padre della Regione. Lesa, parlando di Torreano, ha ricordato la compresenza di due anime nel territorio, quella friulana e quella slava, che costituiscono una grande ricchezza sociale e culturale. Anche Furlani (Manzano) ha sottolineato lo stretto legame tra lingua e cultura e ha espresso la speranza che «una maggiore conoscenza della storia e della cultura del Friuli possa rafforzare l’identità della nostra terra».

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In copertina, il presidente Sergon con il sindaco di Cividale Daniela Bernardi; all’interno, Navarria, Furlani, Bernardi, Sergon, Lesa, Filipuzzi e Violino.

Prin Plan, un racconto audiovisivo del Friuli che con l’Aclif promuove la cultura e l’uso della “marilenghe”

L’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana ha lanciato una nuova iniziativa digitale per valorizzare e promuovere la “marilenghe” e la cultura del Friuli. Sul sito www.aclif.it, sul canale YouTube Aclif Cultura e sui propri spazi social ha pubblicato una serie di video dal titolo “Prin Plan”, realizzati interamente in lingua friulana dal Grup Comunicazion Lenghe Furlane – composto da Claudia Brunetta, Daniele Crosara, Jonathan Feruglio ed Eros Marcuz – che ora sono a disposizione di tutti.


I filmati offrono un affascinante viaggio alla scoperta del territorio friulano, dei suoi borghi caratteristici, delle aree naturalistiche e dei personaggi che ne hanno fatto la storia. Attraverso immagini suggestive e narrazioni coinvolgenti, i video permettono di immergersi completamente nella cultura e nelle tradizioni della regione. Solo per fare degli esempi: se a Casarsa si parla ovviamente di Pier Paolo Pasolini, a Zuglio spazio all’area archeologica. Se a Cavazzo si vanno a scoprire le attività sportive sul lago a Santa Marizza di Varmo ecco la figura Elio Bartolini e così via. In totale sono 28 i video girati in altrettante località friulane.
“Con questa iniziativa vogliamo avvicinare sempre più persone alla lingua friulana e far conoscere le ricchezze culturali del nostro territorio – ha spiegato Daniele Sergon, presidente dell’Aclif e sindaco di Capriva del Friuli -. I video sono uno strumento efficace e diretto per promuovere la nostra identità e per far sì che il friulano continui a essere vivo, parlato e trasmesso alle nuove generazioni. Averli messi a disposizione sulle principali piattaforme web aiuterà a diffondere questi prodotti audiovisivi davvero ben fatti: un vero e proprio racconto a più voci sulle eccellenze del Friûl. Tale progetto era già andato in onda sui canali Rai, e questo per ricordare la nostra ferma volontà di maggiore presenza del friulano nella Tv di Stato: c’è ancora margine per aumentare le ore di programmazione in friulano a budget esistente, magari per un telegiornale breve in marilenghe, come da tempo chiediamo tutti uniti come Comuni friulanofoni”.
L’Aclif, che riunisce 148 Comuni delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto dove è presente una comunità friulanofona, si impegna nella tutela e nella valorizzazione della lingua friulana. Con questa nuova iniziativa, l’Assemblea conferma il suo ruolo tra i soggetti di riferimento per la promozione della cultura friulana a livello regionale e nazionale.

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In copertina, la bandiera del Friuli storico; all’interno, Daniele Sergon presidente Aclif.

Lingua friulana, l’Aclif è soddisfatta per la conferenza di verifica a Gorizia nel 2025

C’è anche il sostegno dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (Aclif) alla IV Conferenza di verifica e proposta sulla lingua friulana che, come da decisione della cabina di regia convocata dal presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, si terrà a Gorizia nel marzo 2025, nel periodo in cui la città assieme a Nova Gorica esordirà come Capitale europea della cultura.
Come è noto, la legge regionale 29/2007 (Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana) richiede che almeno una volta ogni cinque anni venga convocata una Conferenza per fare il punto sull’attuazione della legge stessa. L’ultima si tenne a Udine nel novembre del 2021.
«Accogliamo con piacere anche noi – spiega il presidente dell’Assemblea Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – l’invito del presidente Bordin per questi “stati generali” in una città come Gorizia dall’anima prettamente friulana, tanto che qui nacque la Società Filologica. Proprio il Comune di Gorizia è infatti uno dei nostri 148 membri. Quali Comuni friulanofoni porteremo durante i lavori le nostre esperienze e proposte, basandoci sulla nostra esperienza diretta nei rapporti con i cittadini. La Capitale europea della cultura sarà anche l’occasione per incontrare i rappresentanti delle altre lingue minoritarie del continente».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon che è anche sindaco di Capriva.

Europeada, la selezione del Friûl brilla agli Europei per le minoranze. Il plauso dell’Aclif con il presidente Sergon

Sedici gol realizzati, solo sei subiti, per tre vittorie nette e la qualificazione ai quarti di finale come prima del proprio girone: sta stupendo tutti la Selezione maschile del Friûl al torneo Europeada, campionati europei di calcio dedicati alle minoranze storiche in corso di svolgimento nella regione transfrontaliera dello Schleswig tra Danimarca e Germania. I ragazzi del mister Lizzi e Trangoni hanno superato nell’ordine i cugini degli Sloveni d’Italia nel derby regionale per 4-2, gli Ungheresi di Romania per 4-1 e infine i Tedeschi di Ungheria per 8-3.

Daniele Sergon

Proprio ieri è stato effettuato il sorteggio per i quarti: gli avversari della fase a eliminazione diretta saranno i giocatori dell’Alta Slesia (minoranza tedesca in Polonia a loro volta qualificatisi a punteggio pieno nel loro girone). March in programma oggi, alle 17.
Intanto, arriva il plauso dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana che riunisce 148 Comuni dove è parlata e riconosciuta la “marilenghe”. “Complimenti e un grande incitamento per il proseguimento del torneo – ha affermato il presidente dell’Aclif, Daniele Sergon, che è anche sindaco di Capriva del Friuli -: i friulani sono con voi per tenere in alto i nostri colori. Un torneo che non è solo un grande momento sportivo ma anche un’occasione di conoscenza reciproca e confronto tra le minoranze d’Europa, alle prese spesso con problematiche di tutela comuni. Lo sport è un veicolo importante di promozione e anche noi come Assemblea lo inseriremo sempre più nelle nostre attività. Nel frattempo, un grande Fuarce Friûl per incoraggiare ancora di più i nostri ragazzi!”.

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In copertina, ecco la squadra della Selezione maschile del Friûl.

Anche Manzano e Torreano nell’Aclif che ora conta 147 Comuni. Il presidente Sergon: li coinvolgeremo sul friulano

Salgono a 147 i Comuni aderenti all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, sorta nel 2015 e unica realtà istituzionale che unisce le comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. I nuovi ingressi sono del Comune di Manzano, centro noto a livello internazionale per la sua industria del legno e dell’arredo, e di quello di Torreano, realtà famosa per le sue cave da cui si estrae la pregiata pietra piasentina, nonché per le produzioni vinicole d’eccellenza (come anche Manzano). Adesioni avvenute qualche settimana fa ma che, per il rispetto del periodo elettorale, l’Assemblea annuncia solo ora.
“Diamo il benvenuto a Manzano e Torreano nella nostra grande “famee”- sottolinea il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, da poco rieletto sindaco di Capriva del Friuli -, a cui le amministrazioni comunali hanno scelto di aderire. Come non ci stancheremo mai di ricordare che, far parte dell’Aclif è una libera scelta dei Comuni, una decisione che nasce e cresce dal basso. Coinvolgeremo, come fatto già in passato con gli altri nuovi Comuni aderenti, anche Manzano e Torreano nei nostri progetti: convegni e corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, iniziative per aiutare i Comuni a diffondere l’uso della lingua friulana e la conoscenza della cultura, sostegno a programmi radiotelevisivi”.

I Comuni aderenti all’Aclif sono: Aiello del Friuli, Amaro, Aquileia, Arba, Arta Terme, Artegna, Aviano, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buja, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino Casarsa della Delizia, Cassacco, Castelnovo del Friuli, Castions di Strada, Cavasso Nuovo, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Cinto Caomaggiore, Claut, Clauzetto, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Cordovado, Cormòns, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Dolegna del Collio, Fagagna, Fanna, Farra d’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Frisanco, Gemona del Friuli, Gonars, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Lauco, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Majano, Maniago, Manzano, Mariano del Friuli, Martignacco, Medea, Meduno, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Monfalcone, Montenars, Moraro, Morsano al Tagliamento, Mortegliano, Moruzzo, Mossa, Muzzana del Turgnano, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pocenia, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Ragogna, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano Teor, Romans d’Isonzo, Ronchis, Ruda, Sagrado, San Daniele del Friuli, San Giorgio della Richinvelda, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Martino al Tagliamento, San Michele al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sauris, Sedegliano, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teglio Veneto, Terzo di Aquileia, Tolmezzo, Torreano, Torviscosa, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Trasaghis, Travesio, Treppo Ligosullo, Treppo Grande, Tricesimo, Udine, Valvasone Arzene, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villesse, Visco, Vito d’Asio, Zoppola, Zuglio.

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In copertina, il presidente di Aclif Daniele Sergon, riconfermato sindaco di Capriva.

Anche l’Aclif interverrà a Tarcento per la “Patrie dal Friûl”: l’invito a esporre il 3 aprile la bandiera con l’aquila patriarcale

Anche l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana invita a esporre la bandiera della Patria del Friuli in occasione del 3 aprile, giornata in cui ricorre la Fieste de Patrie dal Friûl. Non solo: quest’anno l’Aclif sarà anche tra i protagonisti dell’evento ufficiale per la Fieste organizzato dall’Arlef a Tarcento il 7 aprile assieme all’amministrazione comunale. L’Assemblea avrà un suo punto informativo in cui racconterà i suoi progetti e obiettivi.

Daniele Sergon


«Siamo una realtà – spiega il presidente dell’Aclif, Daniele Sergon, sindaco del Comune di Capriva del Friuli – che racchiude 145 Comuni del Friuli Venezia Giulia e del vicino Veneto, nell’area del Friuli storico, dove è consuetudine parlare friulano. Da questa prospettiva interregionale invitiamo amministrazioni comunali e cittadini a esporre la bandiera con l’aquila patriarcale: un modo per ricordare il giorno del 3 aprile che nel 1077 vide la costituzione dello Stato del Patriarcato del Friuli e per omaggiare l’identità friulana che da allora è ancora viva nei nostri territori. Ma attenzione, non diamola mai per scontata: le lingue, per continuare a vivere, vanno coltivate. Da qui l’impegno dell’Aclif tutti i giorni dell’anno per promuovere e valorizzare l’utilizzo della lingua friulana non solo in ambito familiare ma anche istituzionale. Confidiamo presto di poter andare a Roma per incontrare, rappresentando 145 Comuni friulanofoni, il Governo ed esporre le nostre proposte riguardanti la presenza in Rai di programmi in lingua friulana: programmazione che va aumentata non solo per quanto riguarda l’intrattenimento e l’approfondimento ma anche l’informazione. Le emittenti private lo fanno già da tempo; ma ora il momento è maturo per un tg in friulano anche sulla rete istituzionale».

Lingua friulana, Cinto Caomaggiore nell’Aclif: tre i Comuni veneti. Entrano anche Manzano, Pocenia e Buja

Salgono a 145 i Comuni aderenti all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, sorta nel 2015 e unica realtà istituzionale che unisce le comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. Tra i nuovi aderenti anche Cinto Caomaggiore, Comune della Città metropolitana di Venezia facente parte del Friuli storico. Una presenza che si va ad aggiungere a quelle di altri due municipi di fuori regione, ovvero San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto. Inoltre, sono entrati i Comuni di Manzano, Pocenia e Buja.

Il presidente Daniele Sergon.


«Diamo il benvenuto a questi Comuni che hanno aderito di recente. Adesioni – sottolinea il presidente dell’Assemblea Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – che testimoniano come la lingua friulana sia ancora un forte elemento identitario per le comunità che risiedono sul nostro territorio, non solo in Friuli Venezia Giulia ma anche in quella parte di Friuli storico, compreso nel fu Mandamento di Portogruaro, che ora fa parte del Veneto. Come non ci stancheremo mai di ricordare, far parte dell’Aclif è una libera scelta dei Comuni, una decisione che nasce e cresce dal basso. Questa dimensione interregionale allarga ulteriormente i nostri orizzonti di promozione e tutela dell’uso della lingua friulana. Coinvolgeremo i nuovi aderenti nei nostri vari progetti: convegni e corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, iniziative per aiutare i Comuni a diffondere l’uso della lingua friulana e la conoscenza della cultura, sostegno a programmi radiotelevisivi ecc.».
Per coinvolgere tutti i territori friulanofoni, l’Aclif riunisce il suo consiglio direttivo in modalità itinerante. «E uno dei prossimi consigli – conclude Sergon – sarà in programma proprio in uno dei 7 Comuni del Veneto in cui la lingua friulana è tutelata. Sarà un importante momento d’incontro e dialogo». Oltre a San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto e Cinto Caomaggiore, infatti, fanno parte dell’area tutelata pure i Comuni di Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro e Portogruaro: tutti e quattro potranno liberamente, con una decisione dei rispettivi consigli comunali, aderire all’Aclif.

I Comuni aderenti all’Aclif sono Aiello del Friuli, Amaro, Aquileia, Arba, Arta Terme, Artegna, Aviano, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buja, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino Casarsa della Delizia, Cassacco, Castelnovo del Friuli, Castions di Strada, Cavasso Nuovo, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Cinto Caomaggiore, Claut, Clauzetto, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Cordovado, Cormòns, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Dolegna del Collio, Fagagna, Fanna, Farra d’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Frisanco, Gemona del Friuli, Gonars, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Lauco, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Majano, Maniago, Manzano, Mariano del Friuli, Martignacco, Medea, Meduno, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Monfalcone, Montenars, Moraro, Morsano al Tagliamento, Mortegliano, Moruzzo, Mossa, Muzzana del Turgnano, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pocenia, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Ragogna, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano Teor, Romans d’Isonzo, Ronchis, Ruda, Sagrado, San Daniele del Friuli, San Giorgio della Richinvelda, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Martino al Tagliamento, San Michele al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sauris, Sedegliano, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teglio Veneto, Terzo di Aquileia, Tolmezzo, Torviscosa, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Trasaghis, Travesio, Treppo Ligosullo, Treppo Grande, Tricesimo, Udine, Valvasone Arzene, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villesse, Visco, Vito d’Asio, Zoppola, Zuglio.

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In copertina, la Chiesa parrocchiale di Cinto Caomaggiore nel Veneziano.

Messale in lingua friulana bocciato. Appello dei 141 Comuni dell’Aclif alla Cei: “Ripensateci, difende i nostri valori!”

Anche l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (Aclif, che conta 141 Comuni aderenti) esprime il suo disappunto per la mancata approvazione del Messale in lingua friulana da parte della Conferenza Episcopale Italiana. Inoltre, il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, si mette a disposizione ed a fianco del governatore della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e dei tanti, anzi tutti, rappresentanti istituzionali e civili della friulanità per sostenere qualsiasi percorso ed azione tale da poter raggiungere l’obiettivo di arrivare all’approvazione del Messale in friulano.

Daniele Sergon


Spedita anche una lettera al al presidente della Conferenza Episcopale italiana e per conoscenza al presidente della Conferenza Episcopale del Triveneto, agli arcivescovi di Udine e Gorizia, e al vescovo di Concordia-Pordenone, al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, al presidente della Regione Veneto, al presidente della Agenzia Regionale per la Lingua Friulana ed ai 141 Sindaci aderenti all’Aclif per sostenere tale posizione.
“Le nostre Comunità – spiega Sergon – sono molto legate all’uso liturgico nella nostra lingua. È un legame intimo, forte e vero che sta a rappresentare anche la nostra storia, una storia che è stata di forti sofferenze e che la Cei conosce bene: non c’è forse territorio nazionale che abbia testimonianza di un susseguirsi continuo di momenti ed eventi tragici come la nostra. Il legame tra la lingua friulana e la santa liturgia è un qualcosa che rappresenta il nostro essere Friuli, un rapporto che lega la nostra gente alla sua lingua, e alla sua fede, insieme. Non c’è giorno in cui i fedeli delle nostre Comunità non chiedano e si rassicurino, nel sentire le sante liturgie nella Lingua Madre, in marilenghe. Il Padre Nostro nella nostra Madre Lingua è La preghiera che unisce valori, radici, storia e popolo del Friuli”.
“Proprio nell’ambito legato alla fede – sottolinea Sergon – la lingua friulana trova una delle sue radici storiche, risalenti alla cristianizzazione partita da Aquileia e consolidatasi con il Patriarcato del Friuli. Il tutto senza dimenticare l’opera di numerosi sacerdoti che durante i secoli hanno preservato l’uso della lingua nei paesi, fino ad arrivare al rifiorire in ambito ecclesiastico a partire dal secondo Novecento. Per questo anche da parte nostra la massima collaborazione con la Regione e le altre realtà friulaniste per dialogare con la Cei in modo che si posso rivedere la sua decisione, a vantaggio non solo dei credenti ma di tutta la comunità friulana, per la quale il Messale è un importante strumento non solo religioso ma anche di veicolazione della lingua”.
“Concludo – chiosa infine il presidente di Aclif – dicendo che proprio oggi, in particolare oggi, abbiamo l’onere di dare esempi di salvaguardia, valorizzazione e rispetto delle diversità, anche e soprattutto linguistiche, perché si possano perseguire i principi più alti e profondi espressi dalle istituzioni religiose e civili internazionali (Unione europea, Consiglio d’Europa, Onu, Alto Commissario dell’Osce) del vivere tutti quanti assieme, in pace, legati saldamente alle nostre culture, radici e lingue”.

Pari nestri, che tu sês tai cîi,
che al sedi santificât il to non,
che al vegni il to ream,
che e sedi fate la tô volontât
come in cîl, cussì in tiere.
Danus vuê il pan che nus covente,
parinus jù i nestris debits
come che nô ur ai parìn jù ai nestris debitôrs
e no sta molânus te tentazion,
ma liberinus dal mâl.
Amen

Con l’arrivo di Camino, Visco e Travesio salgono a 141 i Comuni dell’Aclif impegnati a valorizzare l’identità friulana

Salgono a 141 i Comuni aderenti all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (Aclif), sorta nel 2015 e unica realtà istituzionale che unisce le Comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. Dopo la recente adesione in estate di Camino al Tagliamento, sono ora arrivate a fine settembre quelle di Visco e Travesio. In soli otto anni quindi il numero è quasi triplicato, visto che al momento della costituzione i Comuni membri erano una cinquantina. Da ricordare come i Comuni stessi siano distribuiti sui territori delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Udine, più due nel vicino Veneto dove si parla storicamente il friulano: San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto.

Daniele Sergon


«Diamo il benvenuto a questi Comuni che hanno aderito di recente. Questa crescita – sottolinea il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – è avvenuta perché 141 consigli comunali hanno deliberato in maniera volontaria l’adesione all’Assemblea. Far parte dell’Aclif è quindi una libera scelta, una decisione che nasce e cresce dal basso. Penso che questo sia un elemento molto importante da ricordare, visto che aiuta a comprendere immediatamente come la nostra attività parta da un vivo interesse da parte delle singole realtà friulane».
Attività che attraverso vari progetti (convegni e corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, iniziative per aiutare i Comuni a diffondere l’uso della lingua friulana e la conoscenza della cultura, sostegno a programmi radiotelevisivi) puntano all’obiettivo dell’unità identitaria. «Unità che è alla base del mandato iniziato con la mia presidenza a giugno – aggiunge Sergon -, ma che non è da intendersi in maniera monolitica, anzi tutt’altro. Amo sempre ricordare, nelle mie visite ai Comuni aderenti, come il Friuli sia un unico grande mosaico formato da tante tessere quante sono le diverse sfumature della lingua friulana e il modo di vivere questa cultura da parte dei friulani stessi. Sfumature che vanno valorizzate e accolte, senza “barriere” all’entrata, dal Livenza al Timavo».
Altro elemento significativo nell’azione dell’Aclif quello della salvaguardia della specialità regionale. «La quale – conclude il presidente – passa proprio attraverso la tutela e valorizzazione delle quattro lingue ufficiali del Friuli Venezia Giulia, riconosciute anche dall’Unione europea: italiano, sloveno, tedesco e friulano. Con le nostre iniziative vogliamo rendere sempre più consapevole la società del fatto che la presenza e tutela di queste lingue non è solo una ricchezza culturale ma anche un modo di mantenere lo status di Regione autonoma, senza il quale il futuro della nostra terra sarebbe sicuramente più povero in tutti i sensi. Dobbiamo far entrare nel Dna della nostra Comunità regionale a tuti i livelli la consapevolezza che siamo unici e speciali nel mondo per la nostra multiculturalità».

Camino al Tagliamento

Visco

I Comuni aderenti all’Aclif sono Aiello del Friuli, Amaro, Aquileia, Arba, Arta Terme, Artegna, Aviano, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino Casarsa della Delizia, Cassacco, Castelnovo del Friuli, Castions di Strada, Cavasso Nuovo, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Claut, Clauzetto, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Cordovado, Cormòns, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Dolegna del Collio, Fagagna, Fanna, Farra d’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Frisanco, Gemona del Friuli, Gonars, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Lauco, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Majano, Maniago, Mariano del Friuli, Martignacco, Medea, Meduno, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Monfalcone, Montenars, Moraro, Morsano al Tagliamento, Mortegliano, Moruzzo, Mossa, Muzzana del Turgnano, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Ragogna, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano Teor, Romans d’Isonzo, Ronchis, Ruda, Sagrado, San Daniele del Friuli, San Giorgio della Richinvelda, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Martino al Tagliamento, San Michele al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sauris, Sedegliano, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teglio Veneto, Terzo di Aquileia, Tolmezzo, Torviscosa, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Trasaghis, Travesio, Treppo Ligosullo, Treppo Grande, Tricesimo, Udine, Valvasone Arzene, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villesse, Visco, Vito d’Asi, Zoppola, Zuglio.

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E ora la traduzione dello stesso testo in lingua friulana.

A cressin a 141 i Comuns aderents a l’Assemblee di Comunitât Linguistiche Furlane (Aclif), nassude intal 2015 e uniche realtât istituzionâl che met adun lis Comunitâts dulà che e je fevelade e ricognossude la marilenghe. Dopo l’adesion che nol è tant in Istât di Cjamin, a son rivadis difat su la fin di Setembar ancje chê di Visc e di Travês. In dome 8 agns il numar al è duncje cuasi triplicât, parcè che al moment da la costituzion i Comuns a jerin un 50. Di ricuardâ che i Comuns aderents a son sparniçâts sui teritoris da lis vecjis provinciis di Gurize, Pordenon e Udin, e doi ancje intal vicin Venit dulà che si fevele storicamentri il furlan, tant che San Michêl dal Tiliment e Tei.
«O din il benvignût a checj Comuns jenrtâts ch’al è pôc. Cheste incressite – al met in evidence il president da l’Assemblee Daniele Sergon, sindic di Caprive – e je stade parcè che 141 conseis comunâi a àn deliberât in maniere volontarie l’adesion a l’Assemblee. Fâ part da l’Aclif e je duncje une libare sielte, une decision ch’e nas e ch’e cres dal bas. O pensi che chest al sedi un element une vore impuartant di tignî a ments, parcè che al jude a capî daurman che la nestre ativitât e partìs di un vivarôs interès di bande di ogni ugnule realtât furlane».
Ativitâts che traviers diviers progjets (cunvignis e cors di formazion pai ents locâi, scambi di esperiencis cun chês altris minorancis linguistichis di Italie, iniziativis par judâ i Comuns a pandi l’ûs da la lenghe furlane e la cognossince da la culture, poie a programs radiotelevisîfs) a smirin al obietîf da l’unitât identitarie. «Unitât ch’e je la fonde dal mandât scomençât cu la mê presidence in Jugn – al zonte Sergon – ma che no si à di intindi in maniere monolitiche, anzit, par contrari. Mi plâs simpri ricuardâ, cuant ch’o voi intai Comuns aderents, che il Friûl al è un unic grant mosaic formât di tantis tessaris tropis ch’a son lis diviersis sfumaduris da la lenghe furlane e la maniere di vivi cheste culture di bande dai friulans stes. Sfumaduris ch’a van valorizadis e acetadis, cence “stangjis” a la jentrade, da la Livence al Timau».
Altri element significatîf inta l’azion da l’Aclif al è chel da la tutele da la specialitât regjonâl. «Che – al finìs il president – e passe juste traviers la tutele e valorizazion da lis cuatri lenghis uficiâls dal Friûl Vignesie Julie, ricognossudis ancje da l’Union europeane: talian, sloven, todesc e furlan. Cu lis nestris iniziativis o volìn rindi simpri plui cussiente la societât dal fat che la presince e tutele di chestis lenghis no je dome une ricjece culturâl, ma ancje une maniere di mantignî il status di Regjon autonome, che cence di chel l’avignî da la nestre tiere al sarès dal sigûr plui puaret in ducj i sens. O vin di fâ jentrâ dentri tal Dna da la nestre Comunitât regjonâl a ducj i nivei la cussience che o sin unics e speciâl intal mont, par la nestre multiculturalitât».
I Comuni aderents a l’Aclif a son: Dael, Damâr, Aquilee, Darbe, Darte, Dartigne, Davian, Basilian, Bertiûl, Bicinins, Buri, Cjamin, Cjampfuarmit, Cjamplunc Tapoian, Caprive, Cjarlins, Cjasarse, Cjassà, Cjastelgnûf, Cjasteons di Strade, Cjavàs, Cjavaç, Çurçuvint, Çarvignan, Cjopris e Viscon, Scluse, Claut, Clausêt, Codroip, Colorêt di Montalban, Comelians, Cordovât, Cormons, Cuar di Rosacis, Cosean, Dignan, Dogne, Dolegne dal Cuei, Feagne, Fane, Fare, Flumisel Vile Visentine, Flaiban, Forgjarie, For Davôtri, For Disot, Frisanc, Glemone, Gonars, Gurize, Gardiscje, Lauc, Listize, Lignan, Maian, Manià, Marian, Martignà, Migjee, Midun, Merêt di Tombe, Mueç, Muimans, Monfalcon, Montenârs, Morâr, Morsan da lis Ocjis, Mortean, Murùs, Mosse, Muçane, Osôf, Davâr, Pagnà, Palaçûl, Palme, Paluce, Pasian di Prât, Paulâr, Pavie, Pontêbe, Porpêt, Paulêt, Puçui, Prissinins, Premariâs, Prepot, Ruvigne, Raviei, Reane dal Roiâl, Remanzâs, Resiute, Rigulât, Rivis Darcjan, Rivignan Teôr, Romans dal Lusinç, Roncjis, Rude, Segrât, San Danêl, San Zorç da la Richinvelde, San Zorç di Noiâr, San Zuan dal Nadison, San Lurinç dal Lusinç, San Martin dal Tiliment, San Michêl dal Tiliment, San Quarin, San Vît dal Tiliment, San Vît de Tor, San Vît di Feagne, Sauris, Sedean, Secuals, Siest, Spilimberc, Talmassons, Tarcint, Tarvis, Tavagnà, Tei, Tierç di Aquilee, Tumieç, Tor di Zuin, Tramonç Disore, Tramonç Disot, Trasaghis, Travês, Trep Liussûl, Trep Grant, Tresesin, Udin, Voleson Darzin, Vildivar, Vençon, Verzegnis, Vile di Cjargne, Vilès, Visc, Vît, Çopule, Zui.

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In copertina, il Castello di Toppo a Travesio in una foto di Claudio Romanzin.