La Bandiera del Friuli, simbolo d’identità: i valori riaffermati nella “Fieste” di Udine

Mentre l’Inno ufficiale del Friuli risuonava in piazza Libertà, cantato da ArteVoce Ensemble, una bandiera lunga 9 metri e larga oltre 4 è stata srotolata lungo la Torre dei Due Mori che sovrasta la loggia di San Giovanni. È cominciata così, ieri mattina a Udine, la cerimonia civile per la 44a edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Per sistemare sulla torre il grande drappo celeste con l’Aquila d’oro araldica, simbolo per Friulani di tutto il mondo, il Comune di Udine, che ha voluto l’iniziativa, ha fatto intervenire una squadra specializzata.


Organizzata quest’anno dal Capoluogo friulano, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia e dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la manifestazione è cominciata di buon mattino con l’esposizione della bandiera del Friuli sulla specola del Castello, a cui è seguita la celebrazione della messa in friulano, nella Cattedrale. In piazza Libertà, concluso l’Inno ed esposto il grande drappo celeste, è stata letta la Bolla dell’Imperatore Enrico IV, l’atto fondativo della Patria. A seguire, Stefano Ceretta, vicesindaco di Gorizia, città che aveva ospitato la Fieste nel 2019, ha simbolicamente consegnato la bandiera del Friuli nelle mani del primo cittadino di Udine, Pietro Fontanini, che parlando della manifestazione ha precisato: «Il fatto che questa edizione della Fieste de Patrie dal Friûl si tenga a settembre, anziché il 3 aprile, data della fondazione dello stato Patriarcale del 1077, dimostra chiaramente la determinazione del popolo friulano e la volontà di non arrendersi alla pandemia che ancora, seppur vedendo la luce in fondo al tunnel, stiamo attraversando. Anzi, l’idea di far confluire questa celebrazione all’interno di Friuli Doc rappresenta la nostra capacità di trasformare le difficoltà in opportunità, come fatto all’indomani del terremoto del Settantasei. Oggi la situazione è certamente diversa, non fosse altro per il fatto che la crisi è globale, ma credo che il popolo friulano possa ancora una volta fare la sua parte, insegnando al mondo come uscirne e dando ancora una volta una lezione di organizzazione, serietà ed efficienza attraverso la definizione di un nuovo modello Friuli. Con questa immagine rivolgo a tutti il mio più sincero augurio: buine Fieste de Patrie dal Friûl!».
Con questa edizione della Fieste gli organizzatori hanno voluto porre l’attenzione proprio sull’importanza della Bandiera del Friuli. E con l’obiettivo di valorizzare questo «simbolo di una condivisione di valori», come ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, proprio nella mattinata di celebrazioni, è stata inaugurata, nel Museo del Duomo, una riproduzione tattile del vessillo di Bertrando, il più antico conservato proprio nella struttura museale adiacente alla Cattedrale, ulteriormente valorizzata anche grazie a un testo descrittivo in Braille e a un nuovo allestimento, interno ed esterno. «La bandiera è un simbolo in cui tutti i friulani si riconoscono, ovunque si trovino nel mondo. La sua importanza, così come l’importanza che riveste la nostra lingua, devono essere quotidianamente preservati e certamente i sindaci, gli amministratori regionali, i componenti delle associazioni culturali, e soprattutto dei nostri insegnanti stanno facendo molto in tal senso. Ma la tutela arriva dall’iniziativa del singolo. Perché finché parleremo in friulano, potremo sentirci sempre più friulani. Il friulano è, metaforicamente, quel paio di occhiali, che ci permette di vedere la realtà a nostro modo, che è sicuramente prezioso, tanto quanto lo è quello degli altri, perché ci arricchisce, ci rende unici».


Hanno, poi, posto l’accento sull’importanza della lingua anche Markus Maurmair, presidente dell’Aclif, Assemblea delle comunità linguistiche friulane, e Roberto Pinton, rettore dell’Università di Udine, mentre Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, ha posto l’accento sull’importanza della bandiera, che vediamo sventolare ovunque, anche alle recenti Olimpiadi di Tokyo. Accorati anche gli interventi del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, e dell’Assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli.

Il presidente Zanin ha ringraziato il sindaco di Udine per la scelta di issare la bandiera friulana sul Castello della città capoluogo, ricordando come quella del Friuli sia una storia da conoscere e insegnare, sulle orme di don Francesco Placereani, e un’identità culturale da trasmettere, nelle aule dell’Università ma anche a teatro. L’assessore regionale alle finanze, invece, ha invitato con forza le famiglie a riappropriarsi della lingua friulana, insegnandola ai bambini, perché mantenere in vita il friulano significa dare valore a ciò che c’è stato nella storia e nella tradizione di questa terra, ma soprattutto potergli dare una certezza del futuro.
La cerimonia si è conclusa con la premiazione del concorso “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale e dall’Arlef, e rivolto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, seguito dalla proiezione dei video “Lamps di Friûl”, realizzati dai bambini che hanno preso parte ai Centri estivi del Comune di Udine.

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In copertina, la sistemazione della Bandiera del Friuli sulla Torre dei Due Mori; all’interno, due immagini della cerimonia in piazza Libertà a Udine.

Riecco la “Fieste de Patrie dal Friûl” che domani a Udine ritrova il suo splendore

La “Fieste de Patrie dal Friûl” torna finalmente in presenza, domani 12 settembre, nell’ambito di Friuli Doc. Sarà una festa nella festa, lungamente attesa, poiché lo scorso aprile era stato possibile organizzare solo una cerimonia simbolica e nel 2020 i festeggiamenti erano stati soltanto virtuali. Un’occasione per celebrare, in comunità, i valori culturali e linguistici in cui il popolo friulano si riconosce quotidianamente e attraverso i quali afferma la propria identità. Perché la Fieste, oltre a ricordare le origini del Patriarcato di Aquileia e della Patria del Friuli (istituita il 3 aprile 1077), fa proprio questo, sin dalla sua prima edizione, festeggiata ad Aquileia nel 1977 su iniziativa di don Francesco Placereani, da tutti conosciuto come “Pre Checo”. Organizzata quest’anno dal Comune di Udine, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia e dell’Arlef – Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la manifestazione dal 2015 è riconosciuta ufficialmente dalla Regione Fvg, con Legge regionale 6, per ricordare e valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano.

Eros Cisilino

«La Fieste – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – quest’anno si terrà nel cuore della capitale del Friuli, che racchiude due importanti simboli per il popolo friulano. Il primo è l’esemplare più celebre della Bandiera del Friuli, settimo vessillo più antico d’Europa, ufficialmente riconosciuto con la legge regionale nel 2001 e conservato nel Museo del Duomo. Il secondo è il Castello, con il Salone del Parlamento, in cui si riuniva il parlamento della Patria del Friuli, uno dei primi esempi al mondo. L’iniziativa celebra il concetto di autonomia che tutt’oggi è un valore per il nostro territorio e i suoi cittadini. E la festa in cui i friulani di tutto il mondo si riconoscono, è un momento di confronto e di arricchimento».
«Il fatto che questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl” venga svolta di nuovo in presenza, dopo l’edizione virtuale dello scorso anno, rappresenta non solo una ripartenza, ma una vera e propria rivincita del popolo friulano nella sua battaglia per il ritorno alla normalità – ha aggiunto Pietro Fontanini, sindaco di Udine –. Ma c’è di più, perché quest’anno la Fieste si svolgerà, arricchendolo, nell’ambito di uno degli appuntamenti più sentiti da parte della nostra comunità e maggiormente attrattivi nei confronti delle altre Regioni e dei Paesi a noi vicini: Friuli Doc. In questo modo, si creerà un binomio capace di unire due simboli del nostro territorio e di gettare un ponte ideale tra l’epoca d’oro del Patriarcato e un presente nel quale il Friuli sia sempre più proiettato nel futuro e centrale, non solo geograficamente, a livello europeo».

IL PROGRAMMA – L’edizione 2021 della Fieste de Patrie prenderà avvio in Piazza Libertà, alle 9.45, con l’esposizione della bandiera del Friuli sulla specola del Castello di Udine. Il Gruppo bandistico “Società Filarmonica di Pozzuolo del Friuli”, diretto dal maestro Paolo Frizzarin, accompagnerà poi il corteo verso la Cattedrale. Le Autorità renderanno quindi omaggio all’antica Bandiera del Friuli, esposta nel Museo del Duomo. Alle 10.30, sarà poi celebrata la messa in friulano dai delegati delle diocesi di Gorizia, Pordenone e Udine, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco. La celebrazione sarà accompagnata dal coro della “Cappella Musicale”, diretta da Davide Basaldella. Alle 11.45, sul terrapieno di piazza Libertà, la cerimonia civile sarà aperta dall’Inno del Friuli “Incontro al domani”, eseguito da ArteVoce Ensemble. Seguirà lo scambio della bandiera del Friuli, consegnata al sindaco di Udine da un rappresentante del Comune di Gorizia, che aveva ospitato la “Fieste de Patrie dal Friûl” nel 2019. Verrà quindi data lettura della Bolla dell’Imperatore Enrico IV, l’atto fondativo della Patria del Friuli. Dopo gli interventi delle autorità, la cerimonia si concluderà con la premiazione del concorso “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, promosso dall’Ufficio scolastico regionale e dall’Arlef, e rivolto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, seguito dalla proiezione dei video “Lamps di Friûl”, realizzati dai bambini che hanno preso parte ai Centri estivi del Comune di Udine.

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Dal 2015, in occasione dell’anniversario del 3 Aprile, Festa della Patria del Friuli, l’Ufficio scolastico regionale, assieme all’Arlef e – in origine anche alla ex Provincia di Udine -, indice il concorso a premi “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, per valorizzare e promuovere il patrimonio storico-artistico-culturale-naturale del Friuli. Il concorso è aperto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado delle ex province di Gorizia, Pordenone e Udine. Le scuole vincitrici ricevono in premio dei buoni per l’acquisto di materiale didattico, messi a disposizione dall’Arlef, e diversi strumenti e sussidi didattici in lingua friulana. Queste le scuole vincitrici e segnalate della X edizione del concorso, che saranno premiate nel corso della cerimonia civile della “Fieste de Patrie dal Friûl 2021”, in programma domani a Udine:

Vincitori
Primo premio – sezione Scuola dell’Infanzia: Scuola dell’Infanzia di Lignano Sabbiadoro
Primo premio – sezione Scuola Primaria: Scuola “Cristoforo Colombo” di Pantianicco
Primo premio – sezione Scuola Secondaria di primo grado: Rete di scuole “Collinrete”

Segnalati
Sezione Scuola dell’Infanzia: Scuola “Monsignor Beniamino Alessio” di Nimis
Sezione Scuola Primaria: Scuola “Maria Forte” di Avilla di Buja e Scuola “Collegio della Provvidenza” di Udine
Sezione Scuola Secondaria di primo grado: Scuola “Jacopo Pirona” di Faedis e Scuola “Pellegrini da San Daniele” di San Daniele

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In copertina, la bandiera storica del Friuli conservata nel museo del Duomo di Udine.

“I fùrlans dal Frìul” che Dino Persello racconta oggi online con Treppo Grande

di Giuseppe Longo

«Un popolo non muore con il crollo delle case, e il Friuli è vivo, perché sono ancora vivi i valori che ne costituiscono… l’anima». Lo disse Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario per la ricostruzione di questa terra devastata dai terremoti del 1976. E, proprio con questo spirito, Dino Persello darà vita all’odierno incontro-spettacolo online (ovviamente, a causa della perdurante emergenza sanitaria) dal titolo “I fùrlans dal Frìul”, organizzato dal Comune di Treppo Grande in collaborazione con l’Arlef nell’ambito delle celebrazioni per la “Fieste de Patrie dal Friûl” che ricorreva sabato scorso, 3 aprile. L’evento si terrà proprio questa sera, alle ore 20.30, sulla piattaforma GoToMeeting, alla quale ci si può collegare dal proprio smartphone, tablet o Pc (sotto il link).
“I Fùrlans dal Frìul”, dunque. «Ovvero: esperienze, osservazioni, costumi, riflessioni, ironia, autoironia, ricerche… risate! Il Teatro – anticipa l’attore-regista di San Daniele, ma originario della vicina Dignano – è un fantasma in carne ed ossa, l’ultima barriera di una esperienza umana dove si incrocia il respiro degli attori a quello degli spettatori. Un monologo teatrale quando è interessante cattura l’attenzione del pubblico, diversamente diventa barboso. Se il monologo “funziona” si caratterizza soprattutto per la sconfinata libertà di raccontare, di rendere vivi e presenti i fantasmi dell’immaginazione. “…Il monologo teatrale è il regno dell’incontro, di quella seducente e non facilmente inimitabile intercettazione del senso, di quel senso che al di là dei significati che pure produce, aleggia per la scena, sul pubblico, e nel carisma dell’interprete, che assume su di sé il non comune compito di esprimere viva energia!”, diceva Pier Paolo Pasolini».
«Massima attenzione e rispetto – prosegue Persello – di fronte a questa elevata dimensione pasoliniana, ma non timore, nell’avventurarmi a scrivere questo “I Fùrlans dal Frìul”. Una serie di osservazioni sul nostro popolo, con i suoi difetti e le sue qualità, alla pari degli altri popoli di questo mondo. Da ultrasettantenne che ha visto abbastanza acqua passare sotto i ponti del Friuli sono andato a sfruculiare colori e sfumature, interpretando le radiografie di questa nostra gente. Non mi sono avventurato in ecografie, tac o risonanze magnetiche, non ne sarei stato all’altezza nel… “leggerle”. Non per questo l’analisi sarà superficiale (non amo per niente il pressapochismo), ma l’obiettivo è stato quello di bramare nello stesso tempo, di poter continuare a vivere la nostra vita di friulani possibilmente con dignitoso profilo, e perché no, anche con leale e genuina… ironia!”. Proprio perché, appunto come disse l’indimenticabile Zamberletti, il Friuli è vivo «perché sono ancora vivi i valori che ne costituiscono… l’anima».

di Dino Persello

Eco ca il popul Furlàn: ancjemô uè, no sin ne piês ne miôr dai tanç atris popui di chistu mont.
Nô Furlàns , i sin nô cu la nestra storia, cu la nestra cultura , la nestra lenga, i nestris difiets e les nestres cualitats!
Sôl che sciaguratamenti ancjemô massa spess, a samea chi si vergognini di chel chi sin, fin al punto di sintisi inferiôrs, debui e puers devant dal mont e a les atres cultures.
Chistu a me modest parê, parceche ancjemò no si conoscìn avonda: i savìn cuasi dùt riguart al mont, ma pôc o nuja da la nestra storia e da la nestra cjera.
E cussì cuant chi si confrontìn cun chei atris, i vin simpri puntos di riferiment, ca no son i nestris, e ca no fevelin mai di nò!
A lè cussì che par chei atris massa dispèss i deventìn i: “Fùrlans dal Frìul!?!”.
Il grant e periculosisim riscjo a lè chel che se i no cambìn di corsa diresiòn, la nestra cultura, la butin una volta par dutes tal fossâl, pierdint tal stess timp, ancja la nestra personâl identitât ca appartèn a duta l’umanitât, parceche ancja no, tant che duç i popui da la cjera, i sin part impuartant da la storia dal omp!
Pobèn a e ora di finila cul nestri orgoglio smisurât, cu la nestra stravagant agressivitât, e il nestri sei massa spess incomprensibilmenti…permalôs.
Ma ancja silensiôs, modesc, dignitos, in positîv chista volta.
No i sin chei dal’understaitment – low profile, profîl bass…una vora spess ancja massa!
No, no sin mai stâs boins di sglonfâ la nestra “bufula”, dulâ che a diferensa di atres bufules plenes di fun, la nestra a contèn ta la magjoransa dai câs, un arost squisît e profumât!
I ai scrìt chistu lavôr “Il Frìul dai Fùrlans”, cul gust di provâ a fa i ragios, no una tac o una risonança magnetica (no mi soi sintût al’alteça, al moment di interpretales) a chistu nestri popul, analizant i sie colors e les sfumadures, cirint tal stess timp di no cjapassi massa sul serio (e chi a nol sarà par nuja facil!), e fa in môt di podè continuà a vivi la nestra vita cul just profil e parcè no ancja cun tuna inteligjent…ironia!

Ci si può collegare dal proprio smartphone, tablet o Pc utilizzando il seguente link: https://global.gotomeeting.com/join/414215509

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In copertina e qui sopra Dino Persello durante uno spettacolo dedicato, come oggi, all’identità friulana.

 

La “Fiêste de Patrie” ridotta a Udine. Poi a Friuli Doc tutte le celebrazioni ufficiali

Quest’anno la “Fiêste de Patrie dal Friûl”, giunta alla sua 44a edizione, si sarebbe dovuta tenere a Udine con numerose iniziative culturali. Ma l’emergenza pandemica, per il secondo anno consecutivo, ha imposto un rinvio delle iniziative in programma a settembre, in occasione di Friuli Doc. Il Comune di Udine e l’Arlef hanno tuttavia convenuto sull’importanza di organizzare un incontro breve, ma simbolico, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin; dell’assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli, di Markus Maurmair, presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana; oltre che del sindaco di Udine, Pietro Fontanini; e del presidente dell’Agenzia Regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino.

Eros Cisilino, presidente Arlef.


Le autorità si sono incontrate prima sul piazzale del Castello di Udine, dove hanno assistito all’alzabandiera sulla specola, poi si sono spostate al salone del Parlamento, «uno dei primi d’Europa, quello del Friuli, anche se questi aspetti della storia locale restanto sconosciuti a troppi friulani, non venendo insegnati a scuola – ha detto Cisilino -. Ciò su cui vorrei porre l’accento è il grande senso di identità del popolo friulano. Un sentimento che quest’anno abbiamo cercato di raccontare con un video che ha già superato un milione e 200 mila visualizzazioni. Voglio però ricordare il valore fondamentale della trasmissione intergenerazionale, perché “dipende da noi”, come abbiamo detto in una campagna di qualche tempo fa. Oltre alle istituzioni sta a noi, singoli friulani, impegnarci, ogni giorno, a far crescere e vivere la nostra lingua. Per fare questo, dobbiamo insegnarla ai nostri figli. Sono i bambini e i ragazzi il nostro futuro. È a loro che dobbiamo guardare».

La bandiera del Friuli.


Quella di ieri è stata «una cerimonia molto contenuta», come sottolineato da Fontanini. Il sindaco ha ricordato l’importanza di celebrare la giornata del 3 aprile, che nel 1077 decretò la nascita dello Stato Patriarcale friulano, l’istituzione che riunì fino al 1420 il Friuli e molti altri territori in un unico organismo statuale, che per l’epoca raggiunse forme di organizzazione civile molto avanzate. «Per noi friulani questa data è significativa – ha precisato -. Rappresenta l’inizio di una storia e l’identità di un popolo, che ha mantenuto, per tanti secoli, i tratti distintivi della sua identità che sono in primis la lingua friulana – che è ancora, parlata, tutelata, insegnata e, io dico, anche amata – e poi la storia».
Un sentimento identitario che supera anche i confini del Friuli e che si ritrova anche nei Comuni, come Sappada, che hanno chiesto di entrare a far parte della Regione Fvg, come ricordato da Maurmair. Il presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana ha fatto sapere che «con Arlef stiamo lavorando affinché tutte le risorse che la Regione mette a disposizione della nostra Comunità vengano utilizzate per far crescere sempre più la coesione economica e sociale dei friulani».
Anche Zanin ha ricordato che «questa lingua va tutelata, essa ci unisce dentro il Friuli, ma anche in giro per il mondo perché è veicolo di identità, di valori e di sentirsi una cosa sola. Non c’è Friuli senza friulano». Ricordando la complessa fase che stiamo attraversando, l’assessore Zilli ha poi concluso invitando tutta la popolazione «a superare assieme questo difficile momento sotto questa bandiera che è fatta di solidarietà, lavoro e impegno. Ed è con questo spirito che dobbiamo dare insegnamento ai nostri ragazzi continuando a parlare friulano e, come istituzioni pubbliche, sostenendone la sua divulgazione e la sua conoscenza, a partire dalle scuole».

Le autorità intervenute in Castello.

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In copertina, un momento della semplice cerimonia presenti Zanin, Zilli e Fontanini.

“Fieste de Patrie”, un video dell’Arlef dedicato al senso d’identità dei friulani

«In ogni parte del mondo, la nostra aquila ci tiene sempre uniti». È questa la frase di chiusura scelta per il nuovo video con cui l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane ha deciso di celebrare la odierna ricorrenza del 3 aprile, la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Un filmato che, in meno di due minuti, accompagna gli spettatori in un vero e proprio giro del mondo: Udine, New York, Parigi, Los Angeles e poi di nuovo il Friuli, con le sue meravigliose montagne (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filhttps://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filo rosso che conduce da un luogo all’altro del globo è Lei, la bandiera del Friuli: uno dei simboli inconfondibili di questa terra, oltre che la settima più antica d’Europa.

Eros Cisilino, presidente di Arlef.


Il video, per la regia di Giorgio Milocco (Quasar), ci fa vedere scorci di vita quotidiana soprattutto dei giovani friulani che si trovano a vivere lontani dalla terra d’origine, alla quale restano però uniti da un legame potente e indissolubile. «Un video breve e intenso – ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – che riesce a narrare bene l’importanza delle radici, della storia e delle relazioni famigliari. Anche se lontani fisicamente, i suoi protagonisti sono vicini al Friuli, e questo legame è metaforicamente rappresentato proprio dalla bandiera della Patrie», la celebre aquila dorata su campo azzurro.
L’origine della bandiera risale ai tempi dello Stato patriarcale, che governò il Friuli dal 1077 al 1420 e istituì uno dei primi Parlamenti d’Europa (e la Fieste si riferisce proprio all’istituzione di quello Stato, il 3 aprile 1077). L’esemplare più celebre e antico del vessillo (XIV secolo) si può ammirare ancora oggi al Museo del Duomo di Udine. La bandiera friulana è stata ufficialmente riconosciuta con la legge regionale 27 del 2001.
La manifestazione principale della Fieste, inizialmente programmata per l’11 aprile nel capoluogo friulano, sarà invece rimandata. Una decisione sofferta ma inevitabile, quella presa di concerto fra l’Arlef e il Comune di Udine. L’appuntamento è per settembre, in occasione di Friuli Doc. «Anche quest’anno festeggeremo la Fieste de Patrie dal Friûl in modalità “virtuale” – ha concluso Eros Cisilino -. L’impennata nella curva dei contagi ci ha imposto, per il secondo anno consecutivo, di cambiare i nostri piani. Abbiamo però deciso di fare un regalo a tutti i friulani, con questo video. Inoltre, nelle scorse settimane, è stata effettuata la distribuzione della bandiera a tutti i Comuni friulani che ne hanno fatto richiesta. Le Amministrazioni potranno così spiegare le bandiere il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro e giallo i luoghi simbolo del Friûl. Un invito che naturalmente Arlef rivolge anche a tutti i friulani».

E ora in lingua friulana:

«In ogni bande dal mont, la nestre acuile nus ten simpri dongje». E je cheste la frase che e siere il gnûf video che la Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – ARLeF e à decidût di doprâ par celebrâ il 3 di Avrîl, Fieste de Patrie dal Friûl. Un filmât che, in mancul di doi minûts, al compagne i spetatôrs intun zîr dal mont fra Udin, New York, Parîs, Los Angeles e po dopo di gnûf in Friûl, cu lis sôs monts maraveosis (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il fîl ros che al mene di un puest a chel altri in chest viaç al è la bandiere dal Friûl: un dai simbui inconfondibii di cheste tiere, che e je ancje la setime plui antighe in Europe.
Il video, cu la regjie di Giorgio Milocco (Quasar), nus mostre tocs de vite di ogni dì soredut di zovins furlans che si cjatin a vivi lontan de lôr tiere di divignince, ma che dut câs a restin simpri leâts a jê in maniere fuarte e insolubile. «Un video curt e penç – al à marcât il president de ARLeF, Eros Cisilino – che al rive a contâ ben la impuartance des lidrîs, de storie e des relazions familiârs. Ancje se lontans cul cuarp, i protagoniscj a son dongje cul cûr al Friûl, e chest leam al è rapresentât in maniere metaforiche propit de bandiere de Patrie», la innomenade acuile di aur in cjamp celest.
Lis origjins de bandiere a rimontin ai timps dal Stât patriarcjâl, che al guviernà il Friûl dal 1077 al 1420 e che al istituì un dai prins parlaments in Europe (e la Fieste si riferìs propit ae istituzion di chel Stât, ai 3 di Avrîl dal 1077). L’esemplâr plui cognossût e antîc dal standart (secul XIV) si pues amirâ inmò vuê intal museu dal Domo di Udin. La bandiere furlane e je stade ricognossude in maniere uficiâl cu la leç regjonâl 27 dal 2001.
La manifestazion principâl de Fieste, programade intun prin moment ai 11 di Avrîl a Udin, e je rimandade. Une decision grivie ma che no si podeve evitâ, cjapade in cunvigne fra la ARLeF e il Comun di Udin. L’apontament al è par Setembar, in ocasion di Friuli Doc. «Ancje chest an o fasarìn la Fieste de Patrie dal Friûl in modalitât “virtuâl” – al à sierât Eros Cisilino -. La fuarte incressite de curve des infezions nus oblee, pal secont an di file, a cambiâ i nestris plans. O vin dut câs decidût di fâ un regâl a ducj i furlans, cun chest video. Cun di plui, intes setemanis passadis, o vin distribuît la bandiere a ducj i Comuns furlans che le vedin domandade. Lis aministrazions a podaran cussì meti fûr lis bandieris ai 3 di Avrîl cu ven, piturant di celest e zâl i lûcs simbul dal Friûl. Un invît che, clâr, la ARLeF e indrece ancje a ducj i furlans».

Il video è su: https//www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0

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In copertina, la bandiera del Friuli oggi sventola per la festa del 3 aprile.

Dalla Giornata friulana dei diritti alla Bandiera dell’Arlef ai Comuni

Quella di domani, 27 febbraio, è una data importante nella storia del Friuli. In quel giorno del 1511, giovedì grasso, prese avvio la più grande rivolta popolare friulana, il “riviel de Joibe Grasse”. Quella sollevazione, soprattutto nelle campagne, assunse un carattere di rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali friulane. Per questa ragione, ormai da un po’ di anni, Radio Onde Furlane ha scelto di celebrare il 27 febbraio come “Zornade Furlane dai Dirits” (Giornata friulana dei diritti). Anche nel 2021 per la “radio libare dai furlans” quell’anniversario sarà l’occasione per ricordare quei fatti e per stimolare la riflessione sui diritti fondamentali e sulle battaglie in atto per difenderli, in Friuli e altrove nel mondo, con una programmazione speciale, tra selezioni musicali a tema e rubriche di approfondimento. In particolare, per quest’anno, la programmazione dell’intera giornata sarà dedicata al rapporto tra pandemia e diritti e al modo in cui la diffusione del Covid-19, la sua gestione e il suo contrasto hanno influito sull’esercizio dei diritti fondamentali, in Friuli ed altrove in Europa e nel mondo. La giornata sarà introdotta alle 9 dal direttore responsabile dell’emittente, Mauro Missana, e dal caporedattore, Carli Pup.

La rivolta friulana del 1511.

A partire dalle 9.30 l’attenzione sarà puntata in primo luogo su diritti, lavoro e pandemia, questione affrontata in uno speciale curato e condotto da Mauro Missana, in cui è previsto un confronto a più voci su questo tema particolarmente complesso e articolato. A seguire, dalle 10.30 saranno affrontati altri temi chiave e saranno dedicati spazi specifici alle diverse declinazioni del rapporto tra diritti fondamentali e pandemia, a partire dallo speciale a cura di Paolo Cantarutti dedicato a diritti, pandemia, istruzione ed educazione. Seguirà, alle 11, lo speciale condotto da Giorgia Zamparo riguardante diritti, pandemia e salute, che a sua volta lascerà spazio alle 11.30 all’impatto della pandemia su giovani e anziani, argomento affrontato nello speciale dedicato a diritti, pandemia e società curato e condotto da Margherita Cogoi.
Tra le 12 e le 13 ci saranno altri due approfondimenti, dedicati rispettivamente ai diritti civili e ai diritti linguistici ai tempi del Covid-19. il primo è affidato alla conduzione di Carli Pup, mentre il secondo, con inizio alle 12.30, è curato da Marco Stolfo. Seguirà, alle 13, lo speciale curato e condotto da Marta Savorgnan, in cui il tema generale del rapporto tra pandemia e diritti sarà declinato in relazione con l’ambiente.
Dalle 13.30 alle 14 sarà lasciato spazio alla musica e nella mezz’ora successiva sarà protagonista la storia, con la voce di Barbara Minen che rievocherà la rivolta della Joibe Grasse del 1511, mentre dalle 15 alle 16 è prevista una puntata speciale di Tunnel, la rubrica curata e condotta da Giorgio Cantoni, per l’occasione dedicata ai diritti in musica.
Dalle 16 alle 19 saranno riproposti gli speciali già presentati durante la mattinata, con un ordine diverso: si comincerà dal programma di Mara Savorgnan sull’ambiente, seguito da quelli di Marco Stolfo e Carli Pup, rispettivamente dedicati ai diritti linguistici e ai diritti civili, e quindi dagli approfondimenti su società, salute e istruzione, a cura di Margherita Cogoi, Giorgia Zamparo e Paolo Cantarutti. Dalle 19 alle 20 il tema dei diritti in musica sarà affrontato da Gabriella Mattioli all’interno di una puntata speciale de La Gabi teRAPia, al quale farà seguito al replica dello speciale dedicato al lavoro, a cura di Mauro Missana. Dalle 21 alle 23,la Zornade Furlane dai Dirits si chiuderà in musica con le selezioni a tema di Adrianus e Checo Tam, all’interno di una puntata speciale di Indigo/Symphony of Silence. Il tutto sarà proposto sulle frequenze di Radio Onde Furlane – i 90 Mhz in gran parte del Friuli e i 90.200 Mhz in Carnia – e sarà diffuso in tutto il mondo in streaming (www.ondefurlane.it/player). La programmazione della Zornade Furlane dai Dirits potrà essere seguita anche su tablet, smartphone, iPad e iPod attraverso la App, che permette a chiunque e dovunque di ascoltare la “radio libare dai furlans”.

Radio Onde Furlane.

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La bandiera del Friuli storico.

Sta per cominciare la consegna delle bandiere del Friuli ai Comuni che ne hanno fatto richiesta. L’iniziativa promossa dall’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane è stata accolta con entusiasmo dalle amministrazioni locali che in occasione del prossimo 3 aprile, giornata in cui si celebra la “Fieste de Patrie dal Friûl”, potranno così vestire a festa i propri Comuni. L’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, nei mesi scorsi, ha contattato tutti i Comuni friulani mettendosi a loro disposizione per la distribuzione del vessillo – ufficialmente riconosciuto con legge regionale – che riporta, in campo azzurro, la celebre aquila araldica d’oro con le ali spiegate. «La risposta dei sindaci è stata molto positiva – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino -. La macchina organizzativa è già in moto da un po’ e a breve cominceremo con la distribuzione, che terminerà in tempo per poter celebrare tutti insieme il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro i luoghi simbolo della Patria». La bandiera del Friuli è il settimo vessillo più antico d’Europa (1334). La sua origine risale ai tempi del Principato patriarcale di Aquileia, detto anche Patria del Friuli o Stato patriarcale friulano, il quale dal 1077 al 1420 governò come Stato sovrano il Friuli e a periodi alterni altri territori. L’esemplare più celebre e antico del vessillo patriarcale è esposto nel Museo del Duomo di Udine. L’iniziativa dell’Arlef arriva un anno dopo i festeggiamenti “virtuali” del 2020: «Quella passata è stata una festa diversa dal solito – ha spiegato infine Cisilino -, ma che ci ha mostrato tutta la straordinaria passione, il sentimento di unione e identità dei friulani». Seppur nel segno di #iorestoacasa, così come richiedeva il momento che stavamo vivendo, in moltissimi hanno risposto all’appello lanciato dall’Arlef, tanto che sono state ben oltre 500 le foto di bandiere giunte all’Agenzia da ogni angolo del Friuli, ma anche dai friulani fuori regione e dall’estero».

Eros Cisilino presidente Arlef.

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In copertina, la Joibe Grasse del 1511 illustrata da Luigino Peressini.

 

“Fieste de Patrie dal Friûl”: bando Arlef per i Comuni, domande entro l’8 marzo

L’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – Arlef sosterrà, per una somma totale di 25 mila euro, gli enti locali che vogliano realizzare eventi collaterali alla celebrazione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Giunta alla sua 44a edizione, la “Fieste” ricorre il 3 aprile e ricorda la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano nel 1077. Quest’anno l’evento principale si svolgerà l’11 aprile e vedrà quale sede principale Udine. Potranno accedere ai fondi gli enti aventi la propria sede legale nei territori delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Udine, ma – per la prima volta – anche i Comuni “friulani” del Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto) in forza di un accordo sottoscritto tra Regione Friuli-Venezia Giulia e Regione Veneto lo scorso 17 settembre.
Come previsto dal bando, disponibile su www.arlef.it, sezione “Bandi, gare e avvisi 2021”, saranno finanziate le attività tese a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. In particolare: eventi di qualità, da realizzarsi online, che rendano partecipi soprattutto le generazioni più giovani e volti a far conoscere e/o approfondire la lingua, la storia e la cultura friulane; così come stampa e diffusione di pubblicazioni che abbiano il medesimo obiettivo; infine realizzazione e posa in opera di lastre, targhe o insegne turistiche allo scopo di commemorare personalità che hanno contribuito in modo determinante alla conservazione e allo sviluppo dell’identità friulana.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire, entro il termine perentorio dell’8 marzo prossimo, esclusivamente mediante invio via Pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it. Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432.555910 o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

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In copertina e qui sopra la bandiera del Friuli che sventola sulla specola del Castello di Udine.

(Foto Petrussi)

Lingua friulana online con Arlef e Filologica: i corsi dall’8 febbraio

Nuova versione per i corsi pratici di lingua friulana realizzati dalla Società Filologica Friulana e sostenuti dall’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana. L’attività formativa gratuita, quest’anno, sarà caratterizzata da un’importante novità: le lezioni di alfabetizzazione (al via l’8 febbraio), destinate a un massimo di 90 partecipanti, si terranno interamente online, sulle piattaforme Moodle e Zoom, come chiarito in occasione della conferenza stampa di presentazione alla quale sono intervenuti l’assessore alle autonomie locali della Regione Autonoma Fvg, Pierpaolo Roberti, Eros Cisilino, presidente dell’Arlef e Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana.
«Rafforzare l’uso della lingua friulana è importante: il corso che Arlef e Filologica organizzano insieme per garantire continuità alla formazione in marilenghe, anche in tempi di pandemia, darà il suo valido aiuto per fornire prime basi di grammatica per incrementare la conoscenza e uso della lingua e per continuare a coltivare l’orgoglio di essere friulani», ha sottolineato l’assessore Roberti, ricordando come «mentre stiamo vivendo una crisi sanitaria ed economica che influisce direttamente sulle casse della Regione, chiunque avrebbe potuto giustificare dei tagli: noi non li abbiamo fatti e non c’è nessuna intenzione di applicarli al settore delle lingue minoritarie che, ribadiamo, sono essenziali per la natura stessa della Regione Fvg».

«Crediamo molto in questa nuova proposta formativa, che aderisce perfettamente al contesto in cui attualmente ci troviamo – ha precisato il presidente dell’Arlef -. La pandemia ha radicalmente modificato molte nostre abitudini, comprese le tradizionali modalità della didattica. Con la scelta di portare sul web i corsi di friulano stiamo cogliendo l’occasione di rivolgerci a un pubblico sempre più ampio, a coloro che per le più svariate ragioni non sarebbero stati in grado di partecipare alle lezioni in presenza, ma che potranno invece cogliere questa opportunità grazie alla possibilità di fruirne dei contenuti delle lezioni secondo le loro esigenze di tempo».
«Queste azioni rappresentano il comune impegno e la continuità d’azione che da sempre anima tanto la Società Filologica Friulana, quanto l’Arlef – ha sottolineato il presidente di Sff-. Una collaborazione che negli ultimi anni ha trovato strade sempre nuove e migliori per ottenere comuni risultati. In questo senso, dobbiamo leggere con grande favore l’impegno comune per la promozione del friulano anche attraverso i nuovi strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione e che il momento ci impone di adottare. Per le lezioni abbiamo scelto una piattaforma che dà assoluta garanzia, e già ampiamente sperimentata, con ottimi risultati, per la didattica universitaria, ma facilmente fruibile anche dagli utenti meno esperti».

Una scelta dovuta, quella dei corsi online, visto il contesto in cui versa il Paese, e già adottata, parzialmente, alla fine del 2020. Dopo la sospensione delle attività in presenza a fine febbraio, a seguito di una breve ripresa e un secondo stop, i 12 corsi, organizzati anche grazie alla collaborazione delle Amministrazioni comunali, sono proseguiti in modalità online e si sono conclusi a dicembre.
I corsi pratici di lingua friulana ritornano nel 2021, dunque, con una nuova veste e una struttura ancor più articolata e votata a fornire strumenti sempre più pratici e utili agli iscritti, che se frequenteranno almeno il 70% delle lezioni, riceveranno un attestato di partecipazione: un titolo culturale per accedere alla lista regionale degli insegnanti con competenze in lingua friulana.
La nuova opportunità formativa si basa sui contenuti del primo volume della Collana “Lenghe e culture” dedicato alla formazione degli adulti. Il piano dell’opera prevede la realizzazione di 3 fascicoli di 112 pagine ciascuno: ognuno corrisponde a un’annualità del corso (I, II e III) ed è suddiviso in 12 unità didattiche. Ciascuna unità presenta una lettura con i relativi esercizi di comprensione del testo, focus grammaticali e relativi esercizi, con difficoltà graduali sia nel lessico che nella morfologia verbale. Il manuale si basa dunque sulla progressione e sulla gradualità nello sviluppo delle abilità linguistiche. Il volume, in forma cartacea, è disponibile gratuitamente nelle sedi dell’ARLeF e SFF; in versione digitale su www.arlef.it e www.filologicafriulana.it

In quanto al corso in partenza in questi primi giorni di febbraio, sono in programma 10 lezioni asincrone, su Moodle (ogni settimana sarà pubblicato del materiale nuovo, che resterà sempre fruibile), che privilegiano la riflessione, lo studio autonomo e rimandano ai tre incontri sincroni per chiarimenti e confronti, su Zoom, ciascuno della durata di un’ora circa. Per le iscrizioni è possibile rivolgersi a Elena De Sanctis telefonando allo 0432.501598, o scrivendo a formazione@filologicafriulana.it

 

Dal friulano all’inglese: una guida Arlef in vista delle imminenti iscrizioni a scuola

Il 76% dei genitori, lo scorso anno, ha detto di sì al friulano a scuola per i propri figli, come mostrano i dati dell’Ufficio Scolastico Regionale. Qualcuno potrebbe domandarsi il perché di questa scelta, fatta oggi, in un mondo globalizzato. La risposta, secondo l’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana,  è semplice: è sempre più radicata la consapevolezza dei vantaggi cognitivi, sociali e culturali di un’educazione plurilingue, come peraltro dimostra la ricerca scientifica. Un esempio su tutti? Un bambino che studia il friulano impara meglio anche l’inglese. Da non trascurare, poi, una maggiore capacità di apprendimento e velocità di comprensione, maggiori abilità logico-matematiche e creative, ma pure di adattamento, una più ampia apertura verso l’altro e molto ancora.
In Friuli, tutti i bambini – osserva ancora l’Arlef – hanno l’opportunità di apprendere la lingua del territorio in maniera naturale. Al momento dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, si può scegliere l’insegnamento del friulano per tutta la durata del ciclo scolastico: parliamo di almeno 30 ore all’anno, secondo quella che a livello europeo è riconosciuta come la metodologia didattica più efficace e all’avanguardia, l’Insegnamento Integrato di Lingua e Contenuto e senza sottrarre ore ad altre materie. La legge prevede infatti che sia inserito nel 20% del curriculum individuato dalle scuole in autonomia. La scelta viene fatta al momento dell’iscrizione sul portale del Miur https://www.istruzione.it/iscrizionionline/ ma è possibile rivolgersi anche alla segreteria della scuola per maggiori delucidazioni.
Proprio in vista della scadenza dell’ormai imminente iscrizione scolastica, il prossimo 25 gennaio, per meglio illustrare i vantaggi di questa scelta, l’Arlef ha realizzato un’utile guida: “Crescere con più lingue”, scaricabile dal sito www.arlef.it, arricchita dalla testimonianza di docenti e di importanti esperti, tra cui Luca Melchior, linguista e professore dell’Alpen-Adria Universität di Klagenfurt specializzato proprio in plurilinguismo. Dai dati raccolti emerge come un bambino che cresce studiando il friulano impara prima a leggere, dispone di una grande attenzione selettiva e ha maggiore facilità nel passare da un compito all’altro. Ma non solo. Il plurilinguismo contribuisce alla salute del cervello (che si mantiene giovane ed elastico, ritardando i rischi di demenza e Alzheimer) e migliora opportunità per la vita privata e per il successo professionale (per le loro competenze linguistiche e le abilità gestionali e relazionali, i lavoratori plurilingui sono più ricercati e guadagnano di più dei monolingui). Un altro aspetto da non trascurare è poi l’importanza di sostenere la scelta anche in famiglia. Anche di questo parla la guida che offre molti utili consigli sulle strategie linguistiche più idonee da usare, quale il metodo “una persona-una lingua” (quando un solo genitore conosce il friulano, ciascun genitore parlerà al figlio sempre e solo nella lingua che conosce) e il metodo “lingua della famiglia” (quando tutti e due i genitori conoscono il friulano, parleranno al figlio sempre in friulano, passando all’italiano solo quando necessario).

Il testo in lingua friulana

Il 76% dai gjenitôrs, l’an passât al à dit di sì al furlan a scuele pai propris fîs, daûr di ce che a mostrin i dâts dal Ufici Scolastic Regjonâl. Cualchidun al podarès domandâsi il parcè di cheste sielte, fate in dì di vuê, intun mont globalizât. La rispueste e je semplice: la cussience dai vantaçs cognitîfs, sociâi e culturâi di une educazion plurilengâl, cemût che e dimostre la ricercje sientifiche, e je simpri plui inlidrisade. Un esempli su ducj? Un frut che al studie il furlan al impare miôr ancje l’inglês. Di no trascurâ, po dopo, une plui grande capacitât di aprendiment e une velocitât di comprension, plui abilitâts logjichis e matematichis e creativis, ma ancje di adatament, une viertidure plui largje par chei altris e pal mont e tant altri di plui.
In Friûl, ducj i fruts a àn la oportunitât di imparâ la lenghe dal teritori in maniere naturâl. Tal moment de iscrizion ae scuele de infanzie, primarie e secondarie di prin grât, si pues sielzi l’insegnament dal furlan par dute la durade dal cicli scolastic: o fevelìn di almancul 30 oris ad an, daûr di chê che a nivel european e je ricognossude tant che la metodologjie didatiche plui eficace e ae avanvuardie, o ben l’Insegnament Integrât di Lenghe e Contignût e cence gjavâ oris a altris materiis. La leç e previôt di fat che al jentri tal 20% dal curriculum individuât in autonomie des scuelis. La sielte e ven fate tal moment de iscrizion sul portâl dal Miur https://www.istruzione.it/iscrizionionline/ ma al è pussibil indreçâsi ancje ae segretarie de scuele par vê plui informazions.
Propit in viste de scjadince de iscrizion a scuele, ai 25 di Zenâr, par sclarî miôr i vantaçs di cheste sielte, la Arlef – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane e à realizât une vuide utile: “Cressi cun plui lenghis”, che si pues discjamâ dal sît www.arlef.it, insiorade de testemoneance di docents e di esperts impuartants, tra chescj Luca Melchior, linguist e professôr de Alpen-Adria Universität di Clanfurt specializât propit in plurilinguisim. Dai dâts cjapâts sù al ven fûr cemût che un frut che al cres studiant il furlan al impare adore a lei, al dispon di une atenzion seletive plui grande e al passe cun plui facilitât di un compit a di chel altri. Ma no dome: il plurilinguisim al jude la salût dal cerviel (che si manten zovin e elastic, ritardant i risis di demence e di Alzheimer) e al puarte in miôr lis oportunitâts pe vite privade e pal sucès professionâl (i lavoradôrs plurilengâi a son plui ricercjâts e a vuadagnin di plui di chei monolengâi par vie des lôr competencis linguistichis e des abilitâts gjestionâls e relazionâls). Un altri aspiet di no lassâ di bande al è, po dopo, la impuartance di sostignî la sielte ancje in famee. Ancje di chest e fevele la vuide che e ufrìs conseis une vore utii su lis strategjiis linguistichis plui justis di doprâ, tant che il metodi “une persone-une lenghe” (cuant che dome un dai gjenitôrs al sa il furlan, ogni gjenitôr al fevelarà al fi simpri e dome inte lenghe che al cognòs) e il metodi “lenghe de famee” (cuant che ducj i doi i gjenitôrs a san il furlan, a fevelaran al fi simpri par furlan, passant al talian dome cuant che al covente).

Arlef, scuole e salute: una rana e una mosca contro il Coronavirus

Il progetto educativo ”Free&Ulli e lis besteatis”, realizzato dall’Arlef in collaborazione con la Protezione civile, cresce ancora e raggiunge le scuole friulane. Dopo il cartone animato (pubblicato sui social e disponibile sul canale YouTube dell’Arlef) e la scheda a fumetti (distribuita nei centri estivi comunali), è ora la volta del poster, che proprio in questi giorni è stato recapitato a tutte le scuole primarie e dell’infanzia, affinché venga affisso in ogni aula e nei corridoi dell’istituto. In questo modo, seguendo l’esempio della rana Free e della mosca Ulli, che si lavano le mani al ritmo della nota filastrocca “Ursule parussule”, i bambini impareranno a scacciare in modo sicuro e divertente le “bestiacce”. E quindi anche il Coronavirus.
«Abbiamo voluto mettere il poster a disposizione di tutte le classi di lingua friulana del territorio – spiega il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – nella certezza che una volta appeso in aula, e grazie alla collaborazione degli insegnanti, esso possa rappresentare un utile supporto ludico e didattico nell’educazione alla salute dei più piccoli. Abbiamo già ricevuto molti riscontri positivi a questa campagna educativa, perché rappresenta uno strumento efficace nell’incoraggiare i bambini ad assimilare molte abitudini corrette. La promozione della salute per mezzo della lingua friulana è uno degli interventi specifici su cui Arlef si sta adoperando attivamente fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, in stretta collaborazione con la Protezione civile e la Direzione Salute della Regione».
Free & Ulli – che i bambini hanno imparato ad amare anche attraverso la trasmissione televisiva “Maman!” (in onda ogni venerdì alle 18.30 su Telefriuli) – nascono dalla fantasia dell’illustratrice Patrizia Geremia e animano le vicende della collana di libri edita da Futura Edizioni di San Vito al Tagliamento.

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In copertina e qui sopra una scolaresca friulana con il poster distribuito dall’Arlef.