Il Piccolo Teatro Città di Sacile celebra la “Fieste dal Friûl” con le poesie di confine

Ci sarà anche il Piccolo Teatro Città di Sacile tra le numerose Associazioni del territorio impegnate nella celebrazione ufficiale della Festa della Patria del Friuli / Fieste de Patrie dal Friûl che nel weekend dal 3 al 6 aprile, giorno della grande festa popolare, si ritroveranno nella città del Livenza, scelta quest’anno dall’Arlef per ospitare questo importante evento ufficiale, in sinergia con l’Amministrazione cittadina.

Il trio protagonista domani a Sacile.

Grazie alla collaborazione della Biblioteca Civica “Romano Della Valentina”, il Piccolo Teatro ha scelto di proporre una serata di spettacolo con un reading poetico-musicale che andrà in scena domani, 5 aprile, alle ore 20.45 nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni (ingresso libero), di cui sarà protagonista un trio di artisti formato dalle attrici Caterina Comingio e Serena Ervas, con il musicista Romano Todesco alla fisarmonica. Il titolo “Poesie di confine. Tra Veneto e Friuli, tra ieri e oggi” restituisce già il senso di questo progetto, che ha ritrovato e in parte rielaborato una pièce che aveva visto il suo primo debutto qualche anno fa, quando la Regione Friuli Venezia Giulia ha puntato l’attenzione sull’anniversario del passaggio delle terre friulane dal Patriarcato di Aquileia alla Serenissima (1420/2020), aprendo nuovi ambiti di riflessione sul significato della Storia e sui rimandi tra il passato e il presente. A questo si aggiunge anche l’idea di giocare sull’idea del “confine” che proprio il territorio lungo il Livenza traccia ancora tra due regioni, ma che in realtà, come tutti i confini, fu sempre permeabile non solo a eserciti e popoli, ma anche a tradizioni, lingue e influenze culturali. Tutto ciò sta alla base di una ricerca letteraria che ci ha guidato a creare un ponte tra generazioni lontane, eppure legate proprio a quel territorio veneto-friulano che ancora oggi riconosciamo come forte segno di appartenenza.
L’idea del reading, che è partita da un confronto prima di tutto sulla lingua – il friulano e il dialetto veneto – ha così recuperato dall’oblio alcune poesie di Giovanni Battista Donato, un letterato del Cinquecento nato a Venezia, che, trasferitosi in Friuli nell’area tra Sesto al Reghena e Gruaro, non esitò a scrivere proprio in friulano testi che trovano corrispondenza emotiva tra il paesaggio agreste circostante, con le sue stagioni, e lo scorrere delle stagioni umane. Accanto a queste liriche, altre rime scelte di Ercole Carletti, scrittore e linguista vissuto a Udine tra Otto e Novecento, tra i fondatori della Società Filologica Friulana, di padre originario di Pordenone e madre istriana. E infine l’oggi, con i componimenti di Fabio Franzin, poeta contemporaneo dalla notevole, e pluripremiata, produzione, nato a Milano da famiglia veneta, che proprio nella parlata trevigiana tipica dell’area tra Oderzo e Motta di Livenza (sempre lungo lo stesso “confine”) trova il suo ideale mezzo espressivo. Dalle sue raccolte sono state scelte alcune poesie dove ancora una volta il territorio e la vita campestre, insieme alle riflessioni più personali sull’esistenza, lasciano nell’animo echi non distanti da quelli dei secoli precedenti. Segno che i poeti, al di là del Tempo e delle lingue, sanno sempre quali corde toccare per far vibrare ciò che di più profondo l’uomo custodisce dentro di sé.

Info sul web:
www.piccoloteatro-sacile.org – Facebook: @piccoloteatrosacile

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In copertina, Palazzo Ragazzoni fulcro di cultura che sorge dalle acque del Livenza.

“Marcho. L’ultima bandiera”, evento al Visionario di Udine con Franco Cardini per la Fieste de Patrie dal Friûl

Sarà una grande serata-evento quella ospitata dal Visionario di Udine il 3 aprile, dalle 19.30. In occasione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, celebrata proprio in quella data, è infatti in programma la proiezione speciale di “Marcho. L’ultima bandiera” – alle 19.30 nella versione in friulano e alle 21.30 nella versione in italiano – arricchita dall’intervento del professor Franco Cardini, uno dei più importanti storici medievisti italiani, volto noto del piccolo schermo e saggista di fama.

Franco Cardini


Il professore ha infatti dato voce agli approfondimenti presenti nel docufilm co-prodotto dall’Agenzia regionale per la lingua friulana e da Artevideo, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’audiovisivo del Friuli Venezia Giulia. Il film è stato girato in otto diverse location del Friuli con il coinvolgimento di oltre duecento persone. La pellicola vede inoltre gli importanti contributi di Alberto Travain, autore e curatore di vari saggi sulla figura di Marcho; Flavia Maria De Vitt, docente di Storia medioevale all’Università degli Studi di Udine; William Cisilino, direttore dell’Arlef e autore del soggetto assieme a Enrico Maso e al regista; Gianfranco Ellero, autore di numerose monografie sulla storia del Friuli.
Andato in onda su Rai Storia, in prima serata, all’interno della trasmissione “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, il docufilm del regista Marco Fabbro ha subito riscosso un ampio successo. Lo stesso conduttore della trasmissione, Giorgio Zanchini, lo ha definito come un’occasione straordinaria per scoprire aspetti poco noti della storia del Friuli che si è incrociata con importanti eventi europei. La vicenda narrata è quella di Marco di Moruzzo, l’ultimo portabandiera dello Stato patriarcale di Aquileia, l’unico nobile che si è opposto all’invasione di Venezia, attorno al 1420. Un avvenimento rimasto celato per 500 anni e tornato alla luce solo nel recente passato, nel 1986, durante un restauro, grazie a una lettera rinvenuta tra le pagine di un libro, conservato nella biblioteca della casa-forte Brunelde, a Fagagna.
In occasione delle giornate di celebrazione della “Fieste de Patrie”, anche molti studenti delle scuole superiori di primo e di secondo grado del Friuli assisteranno alla proiezione del docufilm e riceveranno in omaggio un opuscolo appositamente realizzato per loro, che illustra il contesto, i protagonisti e la storia di Marco di Moruzzo. Alcuni di loro avranno anche l’opportunità di conoscere dal vivo il professor Cardini in occasione del matinée loro riservato, sempre il 3 aprile, al Visionario.
Nei giorni che seguiranno la ricca giornata del 3 aprile, il film sarà nelle sale del Friuli, da Tolmezzo a Pordenone, da San Daniele a Gorizia, Codroipo e in molte altre, e anche a Roma, con una proiezione speciale in collaborazione con il Fogolâr Furlan.

Il calendario completo delle proiezioni è consultabile sul sito www.arlef.it

Con l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine.

Sacile nell’abbraccio del Livenza ospiterà la “Fieste de Patrie dal Friûl” ricordando la Costituzione del Patriarca Marquardo

Nell’abbraccio delle calme e limpide acque del fiume Livenza e circondati dai suoi splendidi palazzi, sarà Sacile, il prossimo 6 aprile, a ospitare la 48ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. La cerimonia religiosa e quella civile, nel 2025, ricorderanno i 948 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077, come è stato sottolineato durante la presentazione del sempre ricco programma. L’iniziativa è organizzata quest’anno da Comune di Sacile, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”.
Alla presenza dell’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, del sindaco Carlo Spagnol, intervenuto con l’assessore alla cultura Ruggero Spagnol, e del presidente dell’Istitût Ladin Furlan, Geremia Gomboso, è stato ricordato come la scelta di Sacile per celebrare il Friuli sia particolarmente simbolica in quanto, l’8 novembre 1366, il Patriarca Marquardo von Randeck – lo stesso che si ricorda con la Messa dello Spadone e la successiva rievocazione storica nell’Epifania di Cividale – scelse proprio la città del Friuli Occidentale per promulgare la Constitutiones Patriae Fori Iulii, ovvero il “codice” del diritto friulano, rimasto in vigore fino al 1797.

«Con Arlef, durante tutto l’anno, lavoriamo intensamente per la tutela e la promozione della lingua friulana – ha detto Roberti – obiettivo su cui la Regione investe con convinzione e continuità. Lo facciamo con progetti che spaziano dalla scuola al cinema, come dimostra anche il recente contributo alla realizzazione di un film in friulano. Ma ci sono momenti, come quello della Festa della Patria del Friuli, in cui ci si concentra anche sull’identità, non solo linguistica, bensì culturale e storica». L’assessore ha, infine, ribadito l’importanza di sostenere questo tipo di celebrazioni: «Il Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto – è una regione composita, per geografia e per cultura, ma capace di trovare valori comuni e condivisi. La Festa della Patria del Friuli celebra proprio questo: l’unità di un popolo che ha radici profonde. Il 6 aprile la bandiera del Friuli sventolerà su tutti gli edifici dell’Amministrazione regionale, da Trieste a Sacile, in un gesto simbolico ma potentemente identitario. La Regione continuerà a sostenere con convinzione questa ricorrenza, non per autocelebrazione, ma perché sono gli stessi Comuni e i cittadini a chiederci di farlo, con entusiasmo e partecipazione».
«Il fulcro delle celebrazioni per la Fieste si terrà a Sacile: città in cui il dualismo friulano e veneziano si sono scontrati, ma hanno anche collaborato, permettendo alla cittadina sul Livenza, di prosperare nel rispetto delle identità, ancora ben vive e radicate. Il programma è ricchissimo di eventi anche di notevole spessore e di questo ringrazio la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia per il costante supporto, le tante Amministrazioni comunali e le associazioni, ma soprattutto i tanti friulani, che pervicacemente valorizzano la nostra identità e la nostra lingua con idee e iniziative di impareggiabile valore che si estendono lungo tutto il corso dell’anno», ha ricordato il presidente Cisilino, ponendo l’accento sui moltissimi eventi collaterali in programma quest’anno: «È con viva soddisfazione che l’Agenzia regionale per la lingua friulana conta circa 200 eventi sul territorio regionale in occasione delle celebrazioni per la Patria del Friuli: si tratta di un dato che sottolinea il crescente interesse verso la nostra identità da parte delle Amministrazioni locali, delle associazioni e della cittadinanza».
«La città di Sacile è onorata di accogliere questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, evento che assume un particolare significato, un passaggio importante per la storia di tutti noi: era il 1366, precisamente l’8 novembre, quando proprio a Sacile furono promulgate le Constitutiones Patriae Foriiuli. Una iniziativa molto importante in quanto Sacile sarà, per un giorno, la capitale del Friuli, richiamando il popolo friulano per celebrare i 948 anni dalla nascita della Patria, offrendo l’occasione per coinvolgere tutti nella promozione di quei valori che la Fieste porta con sé: ricordare e valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano», ha sottolineato il sindaco Spagnol.
Entrando nel dettaglio del programma della giornata di celebrazioni, l’assessore Spagnol ha quindi ricordato che “Sacile ha messo, in questa “scommessa”, tutte le sue risorse, in primis quelle umane, in particolar modo il personale della Biblioteca civica, che ha trovato in Arlef un prezioso supporto”. L’assessore ha anche fatto sapere che per la giornata del 6 aprile tutti i presenti saranno omaggiati con dei piccoli gadget realizzati dall’associazione “I Petali Onlus”, una realtà storica della città che si occupa di disabilità.


IL PROGRAMMA – Le celebrazioni avranno inizio in Piazza Sant’Odorico, antistante la Chiesa di Sant’Ulderico, alle 9.30. Qui è previsto il ritrovo dei partecipanti e, alle 9.45, il tradizionale alzabandiera della bandiera del Friuli, con l’accompagnamento del Gruppo Alpini di Sacile e dell’Istituto Filarmonico Città di Sacile. Seguirà, alle 10, la Santa Messa celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli, con letture e preghiere in friulano, sloveno, tedesco e veneto. La funzione sarà accompagnata dal Gruppo Corale Spengenberg di Spilimbergo. Terminata la messa, alle 11, partirà il corteo con l’accompagnamento dell’Istituto Filarmonico Città di Sacile. Si dirigerà verso la Loggia del Municipio, in piazza del Popolo, dove, alle 11.15, è previsto il saluto di benvenuto agli ospiti e alla cittadinanza, con l’accompagnamento del Coro Livenza. Alle 11.45, al Teatro Ruffo (Piazzetta Antonio Pasqual 22), avranno inizio le celebrazioni civili: sarà eseguito l’Inno del Friuli, cantato dalla talentuosa mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza, e sarà data lettura della Bolla imperiale, a cura della Pro Castello di Caneva e con la partecipazione della Schola Tamburi storici di Conegliano. Dopo il tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco del Comune che ha ospitato la manifestazione l’anno precedente (Tarcento) e quello ospitante, seguiranno i saluti delle molte autorità presenti. Chi vorrà seguire l’evento da casa, potrà farlo grazie allo speciale “Fieste de Patrie” di Telefriuli (canale 11), che dalle 9.45 trasmetterà in diretta sia la liturgia che, a seguire, la cerimonia civile. Dopo il pranzo, proposto nei ristoranti del centro storico con menù a prezzo concordato, sarà possibile prendere parte alle visite guidate a cura dell’Associazione Guide Nord-Est. Dalle 15.00, con ritrovo alla Loggia del Municipio (in Piazza del Popolo), partiranno gli itinerari alla scoperta di Palazzo Ragazzoni, del Duomo di San Nicola, della Chiesetta della Pietà, dell’Antico Ospitale e della Ex Chiesa di San Gregorio. Sarà inoltre possibile visitare in autonomia l’importante mostra d’arte “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, ospitata a Palazzo Ragazzoni (aperta dalle 15 alle 19). Per maggiori informazioni sul programma della Fieste de Patrie è possibile contattare la Biblioteca Civica di Sacile, chiamando lo 0434.787235, o consultare il sito www.arlef.it

EVENTI SUL TERRITORIO – Come di consueto, nell’occasione della Fieste è previsto un fitto programma di eventi collaterali su tutto il territorio friulano. Spettacoli teatrali, eventi musicali, presentazione di libri, laboratori per i più piccoli e molto altro. Quest’anno sono tantissimi, ben il doppio rispetto alla passata edizione. Sono promossi da oltre 100 Comuni, anche grazie al bando per il sostegno delle manifestazioni che accompagnano la ricorrenza, promosso dall’ARLeF in attuazione alla Legge n. 6/2015. Il calendario degli eventi sul territorio è consultabile sul sito www.arlef.it

EVENTI COLLATERALI – A Sacile, nel percorso di avvicinamento al 6 aprile, sono previsti anche una serie di eventi collaterali. Giovedì 3 aprile, nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni, alle 18, ci sarà la conferenza “Gli antichi Statuti di Sacile”, con il prof. Ludovico Mazzarolli dell’Università degli Studi di Udine e i ricercatori Stefania Miotto e Alessandro Fadelli. Gli Statuta Comunis Sacili attestano l’ampia autonomia e l’elaborata struttura amministrativa che hanno favorito il rilevante sviluppo economico e culturale della città nel tardo Medioevo.
Venerdì 4 aprile, a Palazzo Ragazzoni, alle 18, sarà inaugurata la mostra “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, curata da Magalì Cappellaro e Alberto Vidissoni dell’Università degli Studi di Udine. Un “viaggio” che offre uno sguardo d’insieme sulla ricchezza e la diversità dell’arte friulana, attraverso le opere di 8 diversi artisti, ciascuno con il proprio peculiare linguaggio espressivo.
Quello stesso giorno, sempre nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni, alle 20.45, andrà in scena “Poesie di confine: tra Friuli e Veneto, tra ieri e oggi”, rime sparse di G. Battista Donato, letterato del Cinquecento, e Fabio Franzin, poeta di oggi, interpretate da Caterina Comingio e Serena Ervas, con improvvisazioni musicali alla fisarmonica di Romano Todesco, su ideazione del Piccolo Teatro Città di Sacile.
Sabato 5 aprile, sarà invece la piazza della chiesa di Sant’Ulderico, alle 15.30, a ospitare “Sacile e la Patria del Friuli”, laboratorio creativo per bambini con l’associazione Playground APS.
Per maggiori informazioni è possibile contattare la Biblioteca Civica di Sacile, chiamando lo 0434.787235.

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In copertina, una bella immagine di Sacile bagnata dal Livenza; all’interno, gli intervenuti alla presentazione: da sinistra, Geremia Gomboso, Ruggero Spagnol, Carlo Spagnol, Pierpaolo Roberti, Eros Cisilino e William Cisilino.

Certificazione del friulano, consegnati i primi dieci attestati dopo gli esami

Sono stati consegnati i primi attestati di certificazione della conoscenza della lingua friulana. La cerimonia è stata ospitata dalla sede dell’Agenzia regionale per la lingua friulana e ha visto la partecipazione del suo presidente, Eros Cisilino, del direttore dell’Agenzia, William Cisilino, e di Massimo Duca, presidente della commissione d’esame.

I diplomati con i dirigenti Arlef.


«Cogliamo i primi importanti frutti di un ambizioso percorso iniziato alcuni anni fa e che era particolarmente atteso dal territorio: la certificazione linguistica per il livello B, ovvero il livello che maggiormente si interfaccia con il mondo del lavoro, con l’amministrazione pubblica e con la scuola. La certificazione è uno degli obiettivi principali ed essenziali delle leggi cardine su cui si fonda la promozione e la tutela della lingua friulana. Per questo primo successo desidero ringraziare la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, con la brillante operosità dell’Assessorato guidato da Alessia Rosolen, e l’Università del Friuli, con il rettore Roberto Pinton che, in prima persona, ha messo in campo tutte le alte capacità del nostro ateneo. Non di meno vanno ringraziati i docenti e i partecipanti che hanno dimostrato una grande dedizione e un grande desiderio di conoscenza della nostra lingua. Con questo primo traguardo, si consolida la prospettiva verso la fascia alta delle migliori politiche linguistiche europee», ha sottolineato Eros Cisilino, in occasione della cerimonia di consegna degli attestati di certificazione.
I dieci candidati che hanno superato l’esame – svoltosi lo scorso 27 novembre all’Università degli Studi di Udine – hanno affrontato quattro prove: innanzitutto la comprensione orale, fatta dall’ascolto di un audio a cui è seguito un test a risposta multipla; quindi è stata la volta della comprensione scritta, composta da tre diversi esercizi in cui i candidati hanno dovuto completare frasi con la parola corretta o fare dei collegamenti; in seguito si sono misurati con la produzione scritta di un tema di 500 parole su un argomento estratto a sorte; in conclusione hanno sostenuto un breve colloquio orale con i certificatori. Il buon esito dei test ha consentito loro di ricevere la certificazione per il livello B, ovvero “intermedio” secondo il Qcer, il quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue, scritta e parlata, adottato con Risoluzione del Consiglio d’Europa del novembre 2001, e che viene riconosciuto a livello internazionale per la valutazione delle competenze e capacità linguistiche. I livelli per la lingua friulana sono quattro: A, elementare; il già citato B; C1, avanzato; C2 padronanza in situazioni complesse.

“Feminis furlanis fuartis”, a Martignacco domani il libro di Erika Adami per festeggiare la Giornata della Donna

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Comune di Martignacco, in collaborazione con Arlef e Club per l’Unesco di Udine, presenterà il libro “Feminis furlanis fuartis” (La Patrie dal Friûl). L’incontro si terrà domani, 8 marzo, alle ore 18.30 nella Sala Caduti di Nassiriya, situata in via Delser 33, nel capoluogo. L’evento letterario vedrà la partecipazione dell’autrice Erika Adami, che dialogherà con Walter Tomada, Marco Stolfo e Martina Campagnolo. Inoltre, saranno presenti Elisa Copetti e Donatella Nonino, che arricchiranno il dibattito con i loro preziosi contributi.
“Feminis furlanis fuartis” è un’occasione unica per celebrare le donne e la loro forza attraverso la letteratura e il dialogo. L’incontro offrirà, infatti, spunti di riflessione e momenti di condivisione, mettendo in luce le esperienze e le storie delle donne friulane.
L’evento a ingresso libero, accessibile anche a persone con disabilità e con mobilità ridotta, rappresenta un’opportunità imperdibile per tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della cultura e della letteratura friulana, nonché per celebrare la Giornata Internazionale della Donna in modo significativo. Una serata, insomma, all’insegna della cultura, del dialogo e della celebrazione dell’universo femminile.

Arlef, assegnata la borsa di studio sul friulano e le sue lingue “sorelle” (romancio e ladino) a Sophie Mangutsch grazie all’intesa con Bolzano

È Sophie Mangutsch la vincitrice della borsa di studio per un dottorato di ricerca in Linguistica, promossa dalla Libera Università di Bolzano e dall’Agenzia regionale per la lingua friulana, in cooperazione con l’Università degli Studi di Verona. “Analisi comparata delle misure di tutela della lingua romancia grigionese, ladina brissino-tirolese e friulana” è il titolo della borsa. L’area tematica è dunque quella della sociolinguistica, con focus sulla tutela giuridica e le politiche linguistiche pubbliche inerenti alle tre lingue di minoranza prese in esame dal progetto: il romancio grigionese, il ladino dolomitico e il friulano. Il corso di dottorato si articolerà sui tre anni accademici 2024/25-2026/27 e comprenderà una specifica attività di ricerca che Sophie Mangutsch svolgerà all’Arlef per un periodo di almeno due mesi.
L’annuncio ufficiale è stato dato nella sede udinese della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, alla presenza dell’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino; di Paul Videsott, professore ordinario di filologia romanza e direttore della Sezione ladina della Libera Università di Bolzano, nonché responsabile scientifico dell’Istituto Sudtirolese dei Gruppi Etnici (SVI) e della stessa Sophie Mangutsch.
«La presentazione odierna del dottorato è la dimostrazione che dietro le iniziative che la Regione porta avanti con Arlef, per la promozione e la tutela della lingua friulana, ci sono tanto studio e importanti collaborazioni, in questo caso specifico con il Trentino Alto Adige – ha chiarito l’assessore Roberti -. Sappiamo quanto bene si è lavorato in quel territorio per la salvaguardia della lingua di minoranza ladina e siamo convinti che importando buone pratiche che hanno permesso a loro di mantenere vivo il ladino sul territorio potremmo fare un ottimo lavoro anche in Friuli Venezia Giulia. Vogliamo continuare e anzi implementare sempre di più queste collaborazioni, soprattutto in vista della costruzione del nuovo Piano generale di politica linguistica che dovrà entrare in vigore il prossimo anno».

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“Marcho” premiato negli Usa

Il docufilm “Marcho. L’ultima bandiera”, presentato recentemente su RaiStoria in prima serata, ha già conquistato due riconoscimenti internazionali. Nell’ambito del “New York International Film Awards” ha ricevuto il premio come “Best Historical Film”. Sempre negli Usa, ma a San Diego, in occasione del XX “Accolade Global Film Competition”, gli è stato assegnato l’“Award of Excellence Special Mention”, al pari di documentari che vedono protagonisti attori hollywoodiani del calibro di Hugh Jackman ed Eric Roberts. “Un documentario creativo, realizzato ad arte, con ricostruzioni coinvolgenti ed esperti moderni che si muovono attraverso le scene. Nel 1400, Rizzardo nasconde la tragica storia di Marcho di Moruzzo, un ribelle che sfidò la conquista di Venezia. La storia di tradimento e sfida rimase nascosta per 500 anni fino alla sua scoperta, nel 1986”, questa la motivazione della giuria. Due ottimi risultati per questa pellicola che narra una pagina importante della storia friulana, un unicum di grande valenza civile e umana. Girato interamente in Friuli, il docufilm è il frutto della co-produzione Arlef e Arte Video, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.

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«La collaborazione con la Libera Università di Bolzano ci offre l’opportunità di comprendere e indagare il profondo rapporto che lega le lingue retoromanze. Rappresentando una delle fondamentali componenti identitarie e culturali dei nostri popoli, le nostre lingue identificano un patrimonio immateriale di eccezionale valore sia di livello locale che, soprattutto, internazionale. Il ceppo linguistico retoromanzo si estende su un ampio territorio che collega due Stati e la collaborazione tra l’Università di Bolzano e l’Arlef si colloca tra i lavori di ricerca sociolinguistica con maggior valore scientifico in Europa», ha precisato il presidente dell’Agenzia regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino ringraziando tutte le realtà coinvolte nel progetto.
Con una certificazione trilingue (ladino, italiano e tedesco), livello C1, la dottoressa Mangutsch parla anche inglese e conosce il russo. Nel suo curriculum si legge che è già stata assegnista di ricerca, sempre nella Libera Università di Bolzano, per un progetto che si proponeva di indagare l’insegnamento delle lingue minoritarie storiche in Italia con particolare attenzione al friulano, al ladino dolomitico e al sardo. «Sono molto soddisfatto per l’interesse che il bando ha suscitato e per la qualità del progetto vincitore. La dottoressa Mangutsch intende affrontare la questione del rapporto tra la politica linguistica e la sua efficacia in un contesto di minoranza, come lo sono le tre aree ladine dei Grigioni, della Ladinia dolomitica e del Friuli. Un approccio che considera anche l’efficacia delle misure è di grande attualità e la sua utilità non si limiterà alle realtà investigate. Sono grato all’Arlef che, mediante la sua collaborazione con Unibz, ha reso possibile questa borsa», ha sottolineato il professor Paul Videsott, sotto la cui supervisione sarà condotto il progetto di ricerca.
A entrare più nel dettaglio è stata la stessa dottoressa Mangutsch, la quale ha chiarito come si articolerà il suo progetto: «Esso prevede di censire e confrontare la politica linguistica e i regolamenti di pianificazione linguistica in vigore nelle tre regioni, valutandone l’efficacia ex post. La stima del loro impatto si concentrerà quindi principalmente sui criteri di efficienza, efficacia ed equità, grazie a dati quali-quantitativi. È inoltre prevista un’analisi della percezione di queste norme da parte dei parlanti e il grado di influenza che essi stessi possono esercitare sulla politica linguistica. Il tutto sarà suddiviso in tre fasi: nel primo anno di dottorato condurrò un’indagine con la raccolta e l’interpretazione delle disposizioni in materia di politica linguistica, con soggiorni in Friuli e nei Grigioni; il confronto e l’interpretazione dei dati qualitativi e quantitativi rilevanti e la raccolta di dati empirici mediante interviste e osservazione sul campo sono previste per il secondo anno; il terzo, infine, sarà dedicato all’elaborazione della tesi di dottorato». Nel corso della sua ricerca la dottoranda potrà usufruire di metodologie, strumenti e risultati sviluppati in importanti progetti di ricerca (Prin, Dfg, Snf, Pnrr).

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In copertina e all’interno, la dottoressa Sophie Mangutsch con i vertici dell’Arlef, il professor Paul Videsott e l’assessore regionale Pierpaolo Roberti.

 

“Fieste de Patrie dal Friûl”, l’Arlef ha pubblicato il bando per gli enti locali

Iniziato il conto alla rovescia per la 48ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, come previsto dalla legge regionale 6 del 2015, ha pubblicato un bando volto a sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali per celebrare la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano, il 3 aprile 1077. Per il 2025 l’Agenzia, secondo a quanto deliberato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha messo a disposizione 50 mila euro.
Potranno accedere ai fondi gli enti locali aventi la propria sede legale nei territori delle ex province di Gorizia, Pordenone, Udine e i sette Comuni “friulani” della Regione Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto). Come stabilito dal bando – disponibile, unitamente alla modulistica per la presentazione della domanda, nella sezione Pubblicità Legale del sito istituzionale dell’Agenzia www.arlef.it – saranno finanziate le attività che intendono celebrare la “Fieste de Patrie dal Friûl”. In particolare: eventi volti a far conoscere e/o approfondire le lingue, la storia e la cultura del Friuli; ma anche la stampa e diffusione di pubblicazioni, libri, audiovisivi o prodotti musicali che abbiano il medesimo obiettivo; infine, l’allestimento di spettacoli teatrali o musicali in lingua friulana. Saranno escluse le domande il cui contributo richiesto sia di importo inferiore a 500 euro, oltre a quelle la cui spesa ritenuta ammissibile sia di importo inferiore a 555,56 euro.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire entro il termine perentorio del 12 febbraio 2025, esclusivamente mediante invio via pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it; per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432 555812, o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

Lingua friulana a scuola – Con il nuovo anno torna puntuale l’appuntamento con l’iscrizione a scuola dei bambini. Proprio in quel frangente, si tratti di adesione alla scuola dell’infanzia, alla primaria oppure alla secondaria di primo grado, fino al 10 febbraio, i genitori potranno decidere di aderire all’insegnamento del friulano per i propri figli, per tutta la durata del ciclo scolastico. Una scelta che, lo scorso anno, è stata presa da ben il 78% delle famiglie, grazie a una sempre maggiore consapevolezza sui vantaggi linguistici, cognitivi e culturali di un’educazione plurilingue. Un’opportunità vera e propria in Friuli, se si pensa che una bambina o un bambino che studia il friulano impara meglio anche la lingua inglese, acquisisce maggiori abilità logico-matematiche e creative. Non è dunque un caso se la scuola, e la formazione in generale, sono uno dei nodi centrali del “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”.
Il percorso didattico del friulano è di almeno 30 ore di studio all’anno e non sottrae ore ad altre materie. La legge prevede infatti che sia inserito nel 20% del curriculum individuato dalle scuole in autonomia. La scelta da parte dei genitori di avvalersi dell’insegnamento della lingua friulana andrà espressa al momento dell’iscrizione online sul portale del MIUR www.istruzione.it/iscrizionionline (nel caso della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado) o su un modulo cartaceo (nel caso della scuola dell’infanzia). Ma le segreterie dei singoli istituti sono sempre a disposizione per maggiori delucidazioni.
A supporto dell’attività didattica in classe c’è Anìn!, il manuale che accompagna gli alunni della scuola primaria alla scoperta della lingua e della cultura friulana. Un investimento per il futuro della lingua promosso dall’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana e dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, donato a tutti gli alunni che scelgono di imparare il friulano a scuola. Per le classi 1a e 2a, è stato realizzato un volume di avvicinamento graduale alla lingua. Per le 3a, 4a e 5a uno con approfondimenti sulla storia e geografia friulana, sulla lingua e sulla letteratura. Il tutto in una dimensione plurilingue, grazie all’inserimento dell’inglese e delle altre lingue parlate sul territorio regionale.
A chi ancora si chiede perché l’insegnamento del friulano a scuola sia un’opportunità, va ricordato che a dircelo è la scienza, la quale sostiene come crescere con più lingue, già dalla tenerissima età, permetta di imparare con maggiore facilità altri idiomi, come, appunto, l’inglese, ma non solo. Insomma, una vera e propria risorsa cognitiva di cui fare tesoro. Le evidenze scientifiche dimostrano, inoltre, come i bambini bilingui maturino una più alta capacità di apprendimento e velocità di comprensione, maggiori abilità logico-matematiche e creative, e ancora, si adattino con più naturalezza ai cambiamenti, oltre ad avere una più ampia apertura verso l’altro. E poi c’è la salute del cervello: utilizzando più lingue si mantiene giovane ed elastico, rallentando i rischi di demenza e Alzheimer.

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In copertina, la bandiera del Friuli (la prima a destra) esposta nel Municipio di Udine.

Da 25 anni la legge che tutela il Friulano. Sergon con Aclif (anche in Valle d’Aosta): ma bisogna lavorare ancora facendo rete

L’esperienza passata e i progetti futuri nella difesa e valorizzazione della lingua friulana sono usciti dai confini regionali in occasione dei 25 anni dalla promulgazione della legge 482 del 1999 che in Italia definì le “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche-storiche” (in tutto 12 tra le quali anche il friulano). Infatti, in occasione di questo importante anniversario in Valle d’Aosta, a Gressoney-Saint Jean, si è tenuta una giornata di lavori tra esperti all’interno della “Giornata internazionale della montagna”. Tra i relatori il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, che riunisce 149 Comuni friulanofoni tra la nostra regione e il Veneto orientale.
Presenti il presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin e il sindaco del Comune di Gressoney-Saint Jean Mattia Alliod e, tra i numerosi illustri relatori, tre protagonisti dell’opera legislativa che vide la nascita della 482: Luciano Caveri ora assessore regionale valdostano, ma all’epoca sottosegretario del governo, e i tecnici governativi Domenico Morelli e Annibale Salsa che contribuirono alla stesura della legge. Per il Friuli Venezia Giulia è intervenuto nei vari panel anche Marco Torresin, assistente amministrativo dell’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane.
«Un palcoscenico davvero significativo – ha commentato il presidente Sergon – che ci ha permesso, a un quarto di secolo dalla legge 482, di raccontare ai rappresentanti delle altre minoranze linguistiche italiane cosa abbiamo fatto e stiamo facendo per la lingua friulana nei nostri Comuni e con la Regione. Inoltre, è stata l’occasione per fare rete con queste altre minoranze, in un’ottica di azione che come Aclif abbiamo deciso di ampliare sempre di più: uscire dai confini regionali per portare a conoscenza degli altri la nostra realtà. Vogliamo che anche nel resto d’Italia e non solo in Friuli Venezia Giulia ci sia attenzione per i nostri progetti. In tal senso, ben venga fare “massa critica” anche con la minoranza slovena e tedesca della regione, con le quali vorremmo sempre più sviluppare un dialogo per presentarci assieme ai vari appuntamenti come quello valdostano. Lo stesso vale per le altre minoranze linguistiche della Penisola, con le quali vogliamo collaborare sempre di più. A Gressoney-Saint Jean il friulano è stato preso a modello da altre realtà per la strutturazione delle sue politiche di tutela, tra istituzioni e associazioni: ci ha fatto molto piacere ma non dobbiamo sentirci arrivati, c’è ancora molto da fare soprattutto per far parlare sempre più la lingua friulana ai giovani».

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Ma, anche nella nostra regione, la ricorrenza dei primi 25 anni dalla promulgazione della legge 482 ha fornito l’occasione per riflettere su quella che sarà l’azione di promozione e tutela del friulano nel prossimo quarto di secolo. É quanto avvenuto a Villa Russiz di Capriva nel convegno “Il friulano rinasce”, inserito nel programma della rassegna “Mosaici d’Europa”. Il ciclo di eventi è stato incentrato sul multiculturalismo e il plurilinguismo di una città, Gorizia, in cui il friulano è stato nei secoli una lingua franca per chi era di madrelingua italiana, slovena, tedesca ed ebraica.
La rassegna è stata organizzata dal Teatri Stabil Furlan con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Carigo e del Comune di Gorizia. Il tutto con la collaborazione organizzativa di Antonio Devetag mentre è stata promossa anche dall’Arlef, dall’Aclif e in collaborazione con i Comuni di Cormons e Capriva del Friuli, nonché di Vila Vipolže e Kulturni Dom di Gorizia, con la media partnership di Rai Fvg e Tele Friuli. Daniele Sergon, presidente della stessa Aclif, è intervenuto al convegno “Il friulano rinasce” assieme a Elena D’Orlando dell’Università degli studi di Udine e presidente della Commissione Paritetica Stato-Regione; Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana; William Cisilino, direttore Arlef, e Lorenzo Zanon, presidente del Teatri Stabil Furlan. A rappresentare la Regione Fvg, con il suo intervento, il consigliere Diego Bernardis.
«I loro interventi – ha spiegato Sergon – sono stati tutti di livello e hanno lasciato alcuni concetti davvero utili per capire sia quanto si è fatto finora per la promozione e tutela della lingua friulana sia quanto si dovrà fare da qui in poi. Innanzitutto, che questa richiesta di tutela debba sempre più partire dal basso, dagli stessi parlanti che inquadrati come minoranza dalla legge 482 in realtà, qui sul territorio regionale, sono di fatto una maggioranza. In tal senso, proprio l’Aclif può avere sempre più un ruolo fondamentale in quanto espressione diretta dei Comuni che la compongono, con le proprie scuole, associazioni e vita comunitaria incentrata anche sulla lingua friulana. In aggiunta, l’identità friulana va fatta conoscere sempre più anche fuori dal Friuli: e anche qui l’Aclif, in quanto ente istituzionale riconosciuto, può agire a fianco della Regione in tale missione, dialogando con gli enti delle altre minoranze. Infine, come suggerito dalla professoressa D’Orlando, il plurilinguismo del Friuli Venezia Giulia potrebbe essere incardinato ancora più in profondità nello Statuto regionale, con un aggiornamento che lo istituzionalizzi. È il plurilinguismo regionale il vero motivo per cui, in futuro, potremmo essere una Regione a statuto speciale, e valorizzare ancora di più l’autonomia su più funzioni amministrative. Uno spunto di riflessione che trova riscontro nell’interessante programma di “Mosaici d’Europa”, per il quale rinnovo i complimenti al Teatri Stabil Furlan capace di realizzare un progetto, diffuso felicemente nell’ambito del Goriziano, che ha valorizzato appieno il rapporto tra le quattro lingue parlate nel nostro territorio regionale: friulano, italiano, sloveno e tedesco».

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In copertina, il presidente Daniele Sergon in Valle d’Aosta e qui sopra a Villa Russiz.

Ecco Agenda Friulana 2025, Chiandetti la presenta stasera con Federfarma a Udine

(g.l.) Sempre bella, interessante e curata in ogni dettaglio “Agenda Friulana” che Chiandetti Editore, di Reana del Rojale, pubblica puntualmente ogni anno dall’indomani del terremoto che nel 1976 sconvolse il Friuli. La presentazione ufficiale avverrà, come è tradizione, proprio oggi ricorrenza di Santa Lucia. L’appuntamento è, alle 18, nella sede di Federfarma Udine in via Divisione Julia (laterale di via di Toppo). Federfarma è, infatti, uno degli enti patrocinatori della pubblicazione, assieme ad Arlef, Confartigianato Udine e Friuli nel Mondo. L’Agenda 2025 beneficia, altresì, della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine.
«Siamo grati che l’Agenda Friulana 2025 di Chiandetti sia dedicata alle farmacie che operano sul territorio, questa pubblicazione che dal 1976 rappresenta un appuntamento imperdibile per gli appassionati della cultura e della terra friulana, ci consente di riscoprire il lavoro che viene svolto quotidianamente da tanti colleghi farmacisti», scrive in un saluto Luca Degrassi, presidente di Federfarma Udine. Quest’anno, infatti, «Agenda Friulana – aggiunge – vuole far conoscere i valori della farmacia così ben radicati nella cultura della nostra terra».
Come sempre, molto ampio e variegato il ventaglio degli argomenti trattati da una fola schiera di collaboratori, all’interno del quale storia, cultura e tradizioni del nostro Friuli hanno, ovviamente, la massima visibilità.

“Strumîrs e Zambarlans”, la rivolta in Friuli del 1511 questa sera in prima assoluta al Teatro Giovanni da Udine

Un cast composto da alcuni degli attori più apprezzati del territorio (Paola Aiello, Manuel Buttus, Serena Costalunga, Flavio D’Andrea, Alessandro Maione, Paolo Mutti, Nicoletta Oscuro, Jacopo Pittino, Federico Scridel, Maurizio Fanin) assieme a un coro altrettanto di livello (Juliana Azevedo, Caterina Di Biaggio, Laura Giavon, Alba Nacinovich, Danilo Favret, Stefano Monino, Pierluigi Manzoni, Simone Zoletto) saranno i protagonisti di “Strumîrs e Zambarlans”, nuova importante produzione del Teatri Stabil Furlan, realizzata in collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, che ospiterà la prima assoluta questa sera, alle 20.30. Lo spettacolo è stato presentato al foyer ridotto del Teatrone alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, del consigliere del Comune di Udine, con delega al Friulano, Stefania Garlatti-Costa; del presidente del Tsf, Lorenzo Zanon; del direttore artistico, Massimo Somaglino, assieme al regista, Ferruccio Merisi, e al compositore Marco Maiero. Per l’occasione erano presenti anche il presidente della V commissione della Regione Fvg, Diego Bernardis; il presidente dell’Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean, Geremia Gomboso; la vicepresidente della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, Diana Barillari; mentre in rappresentanza dell’Arlef c’era Rossella Dosso.
«ll teatro, ancora una volta, si dimostra strumento vivo di memoria e coscienza collettiva, capace di interrogare il nostro presente attraverso il racconto del passato. La rappresentazione acquista ulteriore forza e autenticità grazie all’uso del friulano, che non solo valorizza la nostra lingua e cultura, ma rende ancora più coinvolgente una pagina cruciale della storia della nostra terra – ha sottolineato il presidente Bordin -. Ritengo importante, oggi più che mai, riflettere su quanto questo spettacolo evidenzi i meccanismi di potere, tematiche che, seppur storiche, mantengono un forte valore simbolico. Un ringraziamento agli artisti, agli organizzatori e a chi ha creduto in questa produzione che ha riportato alla luce una pagina così significativa dell’identità friulana. Non perdiamo, quindi, questa occasione per immergerci in uno spettacolo che unisce storia, cultura e profonda riflessione sociale». «Ringrazio il Tsf per essere diventato un vero laboratorio culturale e artistico, che è ciò che serve per portare avanti la lingua e l’identità friulana e renderla interessante alle nuove generazioni. Ringrazio anche per averlo fatto con questa opera di Alviero Negro, un dei grandi friulani e udinesi del Novecento», ha affermato invece Stefania Garlatti-Costa.

Il cast dello spettacolo teatrale.

LA PRODUZIONE DI PUNTA DELLA STAGIONE – Come ha precisato il presidente Zanon, “Strumîrs e Zambarlans” sarà «la produzione più importante di questa stagione» per lo Stabil, non solo per l’alto numero di maestranze coinvolte, ma anche per l’impegno profuso per realizzarlo: “Questa pièce è stata voluta dal cda con forza. L’obiettivo è quello di valorizzare una pagina della storia del Friuli, ancora poco conosciuta (peraltro, quello di favorire anche conoscenza storia oltre che della lingua e della cultura, è uno degli obiettivi statutari). Si tratta di un lavoro impegnativo sotto ogni profilo, ma che abbiamo voluto realizzare convintamente».

UNA VICENDA STORICA CHE NON MOLTI CONOSCONO – “Strumîrs e Zambarlans”, testo scritto, in friulano, nel 1978, da Alviero Negro, racconta quella che è considerata la rivolta popolare più vasta e tragica del Rinascimento italiano, passata alla storia come “la crudel zobia grassa”: le violenze del Giovedì Grasso del 1511 che, dalla città di Udine si estesero a tutto il Friuli con massacri e saccheggi ai danni della nobiltà locale, già divisa in due fazioni in lotta, parte con i veneziani (gli Zambarlani, capeggiati da Antonio Savorgnan), parte con gli Asburgo (gli Strumieri della famiglia della Torre e di tutta la nobiltà solidale a essa), ai tempi della calata in Friuli di Massimiliano d’Austria. Nel testo sono contrapposti la classe nobiliare e il sottoproletariato rurale. Da un lato vengono analizzate le trame del potere nobiliare nel contesto amministrativo e nella paventata situazione di pericolo per l’invasione straniera, dall’altro viene fatto rilevare come il popolo rimanga escluso dalla storia, patendone eventualmente solo le conseguenze.

METAFORA VALIDA IN OGNI TEMPO – Ravvedendo in questa vicenda una metafora valida in ogni tempo e luogo, il direttore Somaglino, ha ricordato come «Il tratto di attualità di “Strumîrs e Zambarlans” sta nel rapporto che c’è tra classi superiori e subalterne. Mentre i primi discutono delle opportunità di stare da una parte o dall’altra, il popolo si sente autorizzato a compiere misfatti e delitti. Un sistema che possiamo rintracciare anche oggi, con chi sta al potere che è troppo impegnato a decidere quale sia l’opportunità migliore, dimenticando il ruolo di faro per un popolo confuso e che pensa di poter agire, dunque, in qualunque modo, anche il peggiore».

UN FRIULI CAPACE DI RAPPRESENTARE L’INTERA UMANITÀ – Il regista, Ferruccio Merisi, che ha curato anche l’adattamento del testo originale di Negro, ha invece raccontato come «L’idea è quella di un oratorio civile corale, che rivive e medita la scrittura di Alviero Negro. Ad essa ho voluto dare un sapore contemporaneo, con una riduzione rispettosa e insieme però ritmica e contrastata, appoggiata sui valori del testo stesso, che sono: la lingua, armonica, ben risonante, a tratti poetica e non banalmente popolaresca; il gioco teatrale dei personaggi; la pregnanza dei riferimenti storici che, ben misurati e confrontati con le vicende umane del gruppo protagonisti, producono una progressione dolente e commossa verso il precipitare del dramma. Un gruppo di ottimi attori molto solidale e creativo, e un coro di otto elementi per le musiche originali del Maestro Marco Maiero, costituiscono l’ambiente umano di questo rito di meditazione, che ritrae, ieri come oggi o meglio ieri “per” oggi, un Friuli capace di rappresentare l’intera umanità. Siamo, ieri per oggi, all’inizio di una guerra di invasione, o di un “sconfinamento “, e andiamo a osservare come la guerra finisce per ammalare anche la piccola comunità che la subisce».

IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA MUSICA – È dunque chiaro come la musica abbia un ruolo cruciale nella messa in scena. Lo ha spiegato Marco Maiero, che ha curato sia la stesura, originale, del testo che della musica: «È un rafforzamento della narrazione, un preludio agli eventi, alle dinamiche drammaturgiche. I canti del coro – sempre presente in scena – nascono direttamente da ciò che viene raccontato nel copione, diventando parte integrante dello svolgimento dell’azione teatrale».

La presentazione a Udine.

I biglietti saranno disponibili in prevendita esclusivamente online, sul circuito VivaTicket. Nei giorni di spettacolo, la biglietteria sarà aperta un’ora prima dell’inizio dell’evento nel luogo dove si svolge la rappresentazione per l’acquisto dei biglietti fisici. Si ricorda inoltre che il Teatri riconosce un ingresso omaggio all’accompagnatore che assiste persone diversamente abili.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Teatri Stabil Furlan www.teatristabilfurlan.it, 392.3273719, Facebook, Instagram

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In copertina, la “crudel zobia grassa” raccontata da Tonino Cragnolini.