Arlef soddisfatta per i cartelli trilingui ritornati sulla ferrovia Udine-Cividale. Il progetto Anin e la polemica sulle mappe

Nelle stazioni ferroviarie della linea Udine-Cividale sono stati reinstallati i cartelli trilingui. La rimozione della segnaletica era stata determinata dai lavori di ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria, nel contesto del passaggio di gestione della linea da FUC – Ferrovie Udine-Cividale a RFI-Rete Ferroviaria Italiana, subentrata per legge nella gestione dell’infrastruttura e del servizio. «Questo importante successo è il risultato di un lavoro di gruppo portato avanti con costanza e puntualità e messo in opera in pochi mesi. RFI ha recepito rapidamente le richieste inviate da Arlef, attraverso una lettera formale, al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E la sua dirigenza ha rilanciato con idee anche per il futuro che contiamo di far diventare realtà», ha affermato Eros Cisilino, presidente dell’Agenzia regionale per la lingua friulana.
Con la posa dei nuovi cartelli, la stazione della città ducale – e con essa tutte le altre che fanno parte della linea – torna quindi a esprimere pienamente la propria identità linguistica e culturale. La presenza della segnaletica trilingue (friulano, italiano, sloveno) rappresenta infatti non solo un gesto di attenzione verso il patrimonio linguistico locale, ma anche uno strumento efficace di marketing territoriale. I cartelli trilingui tornano così a essere parte integrante del racconto del territorio: un elemento capace di accogliere viaggiatori e visitatori e di parlare loro, da subito, della cultura e dell’identità di quel luogo. Elementi, questi, che contribuiscono a valorizzare anche il patrimonio linguistico, da un lato, e la specificità del Friuli e della sua storia, dall’altro.

Intanto, il presidente Eros Cisilino, rispondendo all’intervento del consigliere regionale Enrico Bullian, ha ribadito la posizione dell’Arlef sulle mappe di Anìn, progetto pluriennale legato alla valorizzazione della lingua e dell’identità friulana. «Trovo che la polemica sollevata dal consigliere regionale del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, Enrico Bullian, non sia condivisibile perché la scelta di utilizzare proprio quella mappa, nell’ambito di un progetto pluriennale ampiamente voluto e condiviso, non è certo frutto di una libera interpretazione dell’Arlef ma di valutazioni collegiali approfondite», ha spiegato. Per fare chiarezza dopo quanto dichiarato da Bullian, l’Agenzia ha infatti diffuso un’immagine che pone, una accanto all’altra, con didascalie ben identificabili, due diverse mappe del Friuli. Come lo stesso Cisilino ha chiarito: «La mappa a sinistra, al momento sotto osservazione, è stata realizzata sulla base della definizione storico-geografica fornita da una fonte autorevole qual è la Treccani. A destra – ha proseguito il presidente dell’Arlef – è raffigurata la cartina che traccia i confini dell’area cosiddetta friulanofona. Come è facilmente apprezzabile, le due non coincidono perfettamente».
Approfondendo ulteriormente l’argomento, il presidente dell’Arlef ha ricordato ancora, citando la celebre e centenaria enciclopedia, che «il Friuli è descritto come il territorio che va dal fiume Livenza al Timavo. Un territorio (storico) in cui c’è chi parla italiano, friulano, sloveno, tedesco o veneto, bisiaco compreso. Detto ciò – ha rimarcato ancora Cisilino – c’è da dire che fra i Comuni di lingua friulana, c’è anche Monfalcone e pure Sagrado, che si trovano in Bisiacaria, ma chiesero specificamente di entrare in quella delimitazione in occasione della stesura della Legge 482 del 1999, anticipata dalla Legge regionale 15 del 1996. Non è, pertanto, un caso se anche dalla Bisiacaria arrivano domande per aderire alle celebrazioni annuali della Patria del Friuli, proprio perchè il Friuli non si limita all’area friulanofona ma a quella più ampia definita da criteri storici. Credo pertanto – ha chiuso – che Arlef nel realizzare le mappe di Anìn abbia agito con trasparenza e rigore, rispettando senza dubbio alcuno tutte le diversità che, come ricorda la norma, hanno pari dignità e non si escludono a vicenda».

—^—

In copertina, il cartello trilingue ricomparso nella stazione dei treni a Cividale.

“Fieste de Patrie dal Friûl 2026”: ecco il bando dell’Arlef per sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali. Ci sono quasi 70 mila euro

In previsione della 49ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, che sarà ospitata domenica 12 aprile a Montenars e Artegna, onorando il cinquantesimo anniversario del terremoto, l’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, come previsto dalla legge regionale 6 del 2015, ha pubblicato il bando volto a sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali per celebrare la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano, il 3 aprile 1077. Per il 2026 l’Agenzia, secondo quanto deliberato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha messo a disposizione 67.500 euro.
Potranno accedere ai fondi gli enti locali aventi la propria sede legale nei territori delle ex province di Gorizia, Pordenone, Udine e i sette Comuni friulani della Regione Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto). Come stabilito dal bando – disponibile, unitamente alla modulistica per la presentazione della domanda, nella sezione Pubblicità Legale del sito istituzionale dell’Agenzia www.arlef.it – saranno finanziate le attività che intendono celebrare la “Fieste de Patrie dal Friûl 2026”.
In particolare: eventi di qualità volti a far conoscere e/o approfondire le lingue, la storia e la cultura del Friuli; ma anche la realizzazione di libri, pubblicazioni, audiovisivi o prodotti musicali che abbiano il medesimo obiettivo; infine, l’allestimento di spettacoli teatrali o musicali in lingua friulana. Saranno escluse le domande il cui contributo richiesto sia di importo inferiore a 500 euro, oltre a quelle la cui spesa ritenuta ammissibile sia di importo inferiore a 555,56 euro. Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni di enti locali. Le domande dovranno pervenire entro il termine perentorio del 24 febbraio 2026, esclusivamente mediante invio via Pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it

Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432 555812, o scrivere a: arlef@regione.fvg.it

Friulano a scuola: aperte le adesioni dal 13 gennaio. Un vantaggio per bambini e ragazzi nell’apprendimento delle lingue

È tempo di iscrizioni scolastiche e di scelte educative che favoriscono il percorso di crescita dei bambini. Tra queste vi è la scelta di una didattica plurilingue, un’opportunità che in Friuli è da tempo ampiamente apprezzata dalle famiglie. Dal 13 gennaio al 14 febbraio, al momento dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia, alla primaria e alla secondaria di primo grado, i genitori potranno scegliere l’insegnamento della lingua friulana per i propri figli per l’intera durata del ciclo scolastico. Un’opzione di cui anche lo scorso anno si è avvalso il 78% delle famiglie, segno della grande consapevolezza dei vantaggi cognitivi, sociali e culturali legati a un’educazione plurilingue, largamente dimostrati dalla ricerca scientifica. Le bambine e bambini che studiano il friulano mostrano una maggiore facilità nell’apprendimento dell’inglese e di altre lingue, e sviluppano più solide competenze logico-matematiche e creative.
L’insegnamento del friulano prevede almeno 30 ore di studio all’anno e non sottrae tempo alle altre discipline. La normativa stabilisce infatti che rientri nel 20% del curriculum che ogni scuola può definire in autonomia. La scelta di avvalersi di questo insegnamento va indicata al momento dell’iscrizione online sul portale del MiM – Ministero dell’Istruzione e del Merito, unica.istruzione.gov.it , per la scuola primaria e la secondaria di primo grado, oppure tramite modulo cartaceo per la scuola dell’infanzia. In ogni caso, le segreterie degli istituti restano a disposizione delle famiglie per fornire chiarimenti e supporto.

__________________________________________

“Spiçut il Riçut” per i bimbi


Si chiama “Spiçut il Riçut” il nuovo cartone animato in friulano prodotto dall’Arlef: un tenero riccio – a tratti un po’ goffo – che assieme ai suoi inseparabili amici aiuta i bambini (dai 2 ai 4 anni) a scoprire, comprendere e condividere le proprie emozioni. Si tratta della versione in lingua friulana del pluripremiato cartoon “Happy the Hoglet”, realizzato dalla casa di produzione britannica Paper Owl Films e trasmesso su CITV (Children’s ITV). Il doppiaggio della versione in friulano del cartone animato – composta da 26 episodi – è stata curata da Delta Studios srl e Css – Teatro stabile di innovazione del Fvg, con il coordinamento generale di William Cisilino e la traduzione dello Sportel regjonâl pe lenghe furlane. Attraverso il divertimento, l’umorismo e un mondo di teneri personaggi, “Spiçut il Riçut” ispira i più piccoli ad affrontare i grandi sentimenti e a coltivare le emozioni positive, come ha sottolineato Grainne Mc Guinness, direttrice creativa di Paper Owl Films Ltd: «La pratica della felicità, ovvero fare cose che rendono felici noi e gli altri, è un’abilità che si può imparare. Siamo lieti che “Happy the Hoglet” (Spiçut il Riçut) stia ora trasmettendo il calore e la meraviglia della lingua friulana. In collaborazione con Aardman, ci impegniamo costantemente a creare contenuti che celebrino la diversità e promuovano l’amore per l’apprendimento nei bambini di tutto il mondo». Per conoscere le avventure di “Spiçut il Riçut” basta seguire la decima stagione della trasmissione televisiva Maman! in onda su Telefriuli tutti i venerdì alle 18.30 e in replica la domenica alle 7.00 e alle 13.00. Gli episodi sono inoltre disponibili sulla tv on demand di Telefriuli, su Telefruts, in onda dal lunedì al giovedì alle 17.45 così come sul canale YouTube e sul sito dell’Arlef.

__________________________________________

A sostenere il lavoro didattico in classe da alcuni anni c’è anche Anìn!, il manuale che accompagna gli alunni della scuola primaria alla scoperta della lingua e della cultura friulana. Si tratta di un investimento sul futuro della lingua, promosso dall’Arlef, l’Agenzia regionale per la lingua friulana e dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia in attuazione del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana. Il manuale è donato a tutti gli alunni che scelgono di studiare il friulano a scuola: il volume per le classi prima e seconda favorisce un avvicinamento graduale alla lingua, mentre il volume per le classi terza, quarta e quinta offre un percorso di approfondimento su storia e geografia del Friuli, sulla lingua e sulla letteratura. Il tutto è inserito in una dimensione plurilingue, grazie alla presenza dell’inglese e delle altre lingue parlate sul territorio regionale.
A chi ancora si chiede perché l’insegnamento del friulano a scuola rappresenti un’opportunità, va ricordato che a dimostrarlo è la ricerca scientifica. Gli studi evidenziano come i bambini bilingui imparino con maggiore facilità altri idiomi, come, appunto, l’inglese; sviluppino una maggiore capacità di apprendimento e una più rapida comprensione; abbiano competenze logico-matematiche e creative più marcate. Inoltre, hanno una migliore capacità di adattamento ai cambiamenti e una maggiore apertura verso gli altri. Non bisogna poi dimenticare i benefici per la salute del cervello: l’uso di più lingue contribuisce a mantenerlo giovane ed elastico, riducendo nel tempo i rischi legati a demenza e Alzheimer. Una risorsa cognitiva preziosa che è bene coltivare fin dai primi anni di scuola.

Il Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri per la quarta volta tradotto dall’Arlef in lingua friulana

Sono gli “Eroi quotidiani” i protagonisti del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri che, anche nel 2026, per il quarto anno, sarà disponibile in lingua friulana. Il “Calendari Storic de Arme dai Carabinîrs” intende essere un omaggio a coloro che, ogni giorno, sono al servizio del Paese, nelle città e nei piccoli Comuni, in Italia e all’estero. Donne e uomini dell’Arma silenziosamente a disposizione della comunità.
La quarta edizione della pubblicazione in versione lingua friulana (una delle dieci lingue in cui è stato tradotta, accanto all’inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese, arabo e sardo) è nata ancora una volta dalla collaborazione tra il Comando Legione Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”, la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e l’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, a cui si deve la traduzione. L’iniziativa è stata presentata nella sede della Legione, a Udine. Ad accogliere gli ospiti c’erano il generale di Brigata Gabriele Vitagliano e il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino. Molte le autorità presenti, tra cui il generale di Corpo d’Armata Luigi Federici, già Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale di Corpo d’Armata Maurizio Detalmo Mezzavilla, il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, il prefetto di Udine Domenico Lione, la consigliera con delega alla lingua friulana del Comune di Udine, Stefania Garlatti-Costa, il presidente di Ente Friuli nel Mondo, Franco Jacop.


Il generale Vitagliano, sottolineando i molteplici significati racchiusi nelle pagine del Calendario 2026, ha rimarcato «come l’opera costituisca, pur nella sua semplicità, un simbolo tangibile della sintesi che si è realizzata, negli anni, tra l’Arma dei carabinieri, istituzione statale per antonomasia, e la cultura fr—^—iulana, patrimonio identitario di una comunità che è fiera, al tempo stesso, sia del proprio retaggio etico-morale, sia della sua integrazione nel più ampio contesto nazionale». Il presidente Cisilino ha voluto ricordare, invece, che «la collaborazione con l’Arma, giunta al quarto anno, rappresenta molto più di un progetto editoriale: è il riconoscimento di un legame profondo tra una delle più alte istituzioni e la comunità friulana. Tradurre nella nostra lingua i contenuti dell’iconico calendario dei Carabinieri, significa valorizzare profondamente il patrimonio culturale e identitario friulano. Come Arlef intendiamo dare un contributo tangibile affinché la vicinanza tra l’Arma e le nostre Comunità sia sempre più salda e si esprima nella lingua che da secoli connota il Friuli, testimoniando come il friulano sia un simbolo di unità territoriale e di appartenenza condivisa».
Il generale Federici ha, quindim voluto esprimere «l’apprezzamento a tutti coloro che si sono impegnati nel passato e nel presente per sostenere questa straordinaria iniziativa, che contribuirà a rendere sempre più forte il legame fra l’Arma e questo territorio eccezionale. Un territorio che è orgoglioso della propria cultura e della propria lingua. Ecco perché questo Calendario in lingua friulana è davvero importante».
Il presidente Bordin ha quindi rimarcato: «Il calendario può apparire una piccola cosa rispetto alle numerose attività dei Carabinieri, ma ha un forte valore simbolico: rafforza il senso di appartenenza all’Arma e la sua identità. Anche i piccoli gesti, giorno dopo giorno, contribuiscono a costruire legami importanti tra le istituzioni e la comunità. Il calendario dell’Arma dei Carabinieri in lingua friulana è qualcosa di straordinario, perché testimonia l’attenzione verso la nostra lingua e le nostre tradizioni. Proprio ieri abbiamo presentato lo stanziamento di 1,2 milioni di euro in manovra di bilancio per l’informazione televisiva e radiofonica in friulano: la lingua è fondamentale per conservare le nostre radici, soprattutto in una fase di profondo cambiamento. Alle Forze armate dobbiamo essere sempre grati e, in questo caso, simboli come il calendario contribuiscono a rafforzare ulteriormente il legame con la comunità regionale, rinsaldando una collaborazione istituzionale oggi più che mai necessaria. Dobbiamo continuare a fare squadra per difendere ciò che ci unisce».
Fabrizio Tomada, consigliere del Fogolâr Furlan di Roma, che assieme al generale Detalmo Mezzavilla ha contribuito alla nascita del Calendario in versione lingua friulana, ha poi aggiunto: «I Carabinieri, in oltre duecento anni di storia, hanno contribuito a mantenere la sicurezza del nostro Paese. Fanno parte di quell’elemento di pedagogia costituzionale che dà al nostro Paese la maturità per essere democrazia».
Impegno, professionalità e umanità delle donne e degli uomini dell’Arma vengono restituiti dal perfetto connubio tra arte e letteratura espresso dal Calendario. Un racconto di impegno e speranza realizzato dall’artista René (Luigi Valeno), considerato il maestro della nuova Pop Art italiana. Di tavola in tavola, l’artista è riuscito a raccontare il quotidiano dei Carabinieri evidenziando, attraverso le sue immagini – dal tratto unico e dai colori vivaci – la loro presenza costante fra la gente. Ogni tavola è associata a un momento di crescita personale e professionale, restituendo un’idea di dedizione e vicinanza al Paese: un salvataggio, un gesto di solidarietà, un’azione che riafferma la missione dei Carabinieri come presidio di legalità e vicinanza alla popolazione. Sullo sfondo, paesaggi naturali e luoghi simbolo della cultura italiana.
I testi che accompagnano le diciannove tavole sono affidati, anche per il 2026, alla penna di Maurizio De Giovanni (scrittore, drammaturgo e autore televisivo partenopeo noto per le collane di romanzi de “Il Commissario Ricciardi”, “I Bastardi di Pizzofalcone”, “Mina Settembre”). Il racconto si sviluppa attraverso la lettera che un giovane Carabiniere, da poco arruolato, spedisce ai suoi genitori, nella quale spiega le ragioni della sua scelta e l’esempio che ne trae. Accanto a De Giovanni la edizione 2026 del Calendario trova una prefazione firmata dal giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, che offre uno sguardo storico e valoriale sull’Arma. La postfazione è stata affidata a un altro importante scrittore e giornalista, Massimo Lugli, il quale racconta, attraverso un episodio vissuto in prima persona, la missione incarnata dai Carabinieri ogni giorno.
Il Calendario è una pubblicazione da sempre particolarmente ambita. Iniziata nel 1928, la sua pubblicazione, giunta alla 93^ edizione, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949, venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora è stata puntuale interprete delle vicende dell’Arma e, attraverso di essa, della Storia del Paese. La versione in lingua friulana del Calendario è acquistabile da tutti i Carabinieri dislocati in ogni luogo d’Italia, a partire da quest’anno.

—^—

In copertina e all’interno due immagini della presentazione del Calendario a Udine.

Udine, i Paesi Catalani con Lia Sampai vincono anche quest’anno a Suns Europe il festival delle arti in lingua minorizzata

Una voce di rara eleganza e dolcezza, quella di Lia Sampai (Paesi Catalani), che ha conquistato sia il pubblico che la giuria tecnica internazionale dell’undicesima edizione del concorso musicale di Suns Europe, il festival delle arti in lingua minorizzata organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, della Fondazione Friuli, dei Comuni di Udine e Codroipo, e la collaborazione di numerosi partner pubblici e privati, locali e internazionali (dall’Istituto Basco Etxepare al Wales Arts International, dal Faroe Music Export all’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi). Sognanti sonorità mediterranee e spunti di musica popolare dei Paesi Catalani sono il mix che la cantautrice ha portato sul palcoscenico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine nella serata conclusiva del Festival che ha portato in Friuli musica, letteratura e cinema nelle lingue minorizzate del Vecchio Continente. Soddisfatto Carlo Puppo, presidente della cooperativa Informazione Friulana, società editrice di Radio Onde Furlane, organizzatrice dell’evento: «Oltre alla grande qualità artistica di tutti i partecipanti e alla risposta entusiasta del pubblico, ciò che più ci riempie d’orgoglio è essere riusciti a creare un clima di forte condivisione tra tutti gli ospiti creando un piccolo esempio dell’Europa che vogliamo: fiera delle proprie diversità, libera, allegra, combattiva e solidale».

IL PREMIO DELLA GIURIA TECNICA – Ammaliante ed evocativa, Lia Sampai si è aggiudicata i voti della giuria tecnica internazionale «per il suo standard musicale, la vocalità e gli arrangiamenti; per la sua originalità capace di unire tradizione e modernità, guardando, allo stesso tempo, a locale e universale». A premiarla, a margine delle esibizioni, il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, e il curatore artistico della manifestazione, Alessio Velliscig.

IL PREMIO DEL PUBBLICO – Ma la giovane cantautrice catalana ha stregato l’intero Teatrone, conquistando pure il “premio Guglielmo Tonelli”, assegnato dal pubblico e consegnato da Marianna, la sorella del giovane musicista prematuramente scomparso nel 2021, e a cui gli organizzatori hanno deciso di dedicare il riconoscimento.

IL PREMIO ALTRE EUROPE – Il terzo premio, Altre Europe, è stato invece dato al Centro europeo di ricerca sul multilinguismo Mercator di Leeuwarden, in Frisia, e consegnato dall’assessore alla cultura del Comune di Udine, Federico Pirone, e dal presidente della manifestazione, Carlo Puppo, al sociologo Cor Van der Meer, esperto nei campi delle lingue minoritarie e dell’apprendimento linguistico che, fino al 2023 ha coordinato i lavori del Mercator, ONG che raccoglie dati, sviluppa e diffonde ricerche sulla diversità linguistica in Europa. Questa la motivazione: «Per i suoi quasi quarant’anni di attività di ricerca, dedicata soprattutto alle lingue minoritarie del nostro continente; per la quantità e la qualità degli studi sulla situazione delle lingue minoritarie nell’educazione e sulla diversità linguistica che ha saputo sviluppare e mettere a disposizione di tutti; per essere un punto di riferimento per tutte le comunità minoritarie europee e per l’impulso dato alla promozione dei diritti linguistici».

GRUPPI IN CONCORSO – «È stata un’emozione continua. Una serata che ha trovato un riscontro positivo anche nel pubblico, pure nelle proposte più rischiose e, di questo, non posso che essere felice. Complessivamente il bilancio di questa 11^ edizione è molto positivo. Credo che chiunque tornerà a casa porterà con sé un ricordo importante di questa edizione di Suns Europe», ha commentato Alessio Velliscig, curatore artistico della sezione musicale di Suns Europe. Il concorso musicale anche quest’anno ha proposto la varietà musicale delle lingue minorizzate d’Europa grazie alla presenza di artisti provenienti da diverse aree linguistiche e culturali europee, capaci di intrecciare tradizione e contemporaneità. Dalla raffinatezza mediterranea della vincitrice, la cantautrice catalana Lia Sampai, all’energia pop della gallese Mali Hâf, passando dalle atmosfere sospese del faroese Marius Ziska e dalla forza espressiva dei friulani No Good meets Passion, la serata ha offerto un mosaico sonoro ricco e trasversale. Non sono mancati il pop cantautorale in ladino dei Popcorner, il rock metal intenso dei sardi Shardana e il percorso visionario di Verde Prato dal Paese Basco, contribuendo tutti a una competizione vibrante che ha trasformato il Teatrone in uno spazio di dialogo creativo tra lingue e identità diverse, arricchito dalla partecipazione straordinaria di due importanti ospiti – l’attrice Aida Talliente e il cantautore Lino Straulino – che hanno omaggiato il poeta Leonardo Zanier in occasione dei 90 anni dalla sua nascita.

INFO – www.sunseurope.com | Facebook | Instagram | Spotify

—^—

In copertina, la premiazione di Lia Sampai vincitrice a Udine di Suns Europe 2025.

È online il “SuperDizionari de lenghe furlane”: al via con l’Arlef la più potente piattaforma sulla lingua friulana

Ecco a voi il “SuperDizionari de lenghe furlane”, la nuova piattaforma digitale realizzata dall’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, che riunisce sul sito www.arlef.it i principali dizionari della lingua friulana. Uno strumento gratuito, moderno e accessibile a tutti, pensato per valorizzare e diffondere l’uso del friulano in ogni ambito. Un progetto realizzato in attuazione del Piano generale di politica linguistica per il friulano della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Il nuovo strumento linguistico e la relativa campagna di informazione sono stati presentati il 16 ottobre, nel corso di una conferenza stampa ospitata dalla sede udinese della Regione Fvg, alla quale sono intervenuti l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti; il presidente dell’Agenzia, Eros Cisilino e il direttore dell’Arlef, William Cisilino. Presente anche Giulio Pecorella di Ensoul, l’agenzia di web development che ha sviluppato il progetto.
Grazie a un’unica e semplice interfaccia, il SuperDizionari rende accessibili i contenuti e i risultati di tre preziose risorse digitali dedicate al friulano: il Grant Dizionari Bilengâl Talian-Furlan; il Dizionari de Lenghe Furlane (Monolingue); e il Dizionari dai Cognons. Quest’ultimo, in particolare, è una vera e propria enciclopedia dei cognomi del Friuli contenente nomi, riferimenti storici, spiegazioni etimologiche, studi geografici e altre informazioni e curiosità.


«Il Piano generale di politica linguistica vede fra i suoi punti cardine i giovani, i media e le nuove tecnologie. Il nuovo progetto dell’Arlef è capace di mettere insieme tutto questo in un unico strumento studiato, in più, per essere costantemente aggiornato. L’attenzione all’evoluzione tecnologica e alla rapidità con cui avviene sono infatti imprescindibili anche nella difesa delle lingue minoritarie. Il SuperDizionari rappresenta pertanto un importante nodo nella rete di azioni messe in campo per tutelare il friulano, un dispositivo tecnologico alla portata di tutti i cittadini che senz’altro riuscirà a coinvolgere le nuove generazioni, anche grazie a una campagna informativa dal linguaggio semplice ma accattivante e, soprattutto, disponibile nei “luoghi digitali” che abitualmente frequentano», ha affermato Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie locali con delega alle lingue minoritarie.
«”Il potenziamento delle tecnologie rappresenta una tappa fondamentale anche per la lingua friulana come per altre lingue di minoranza d’Europa”. Così si sono espressi i componenti della commissione del Consiglio d’Europa che hanno fatto visita qualche mese fa ai diversi gruppi linguistici della Regione. Il SuperDizionari è pertanto un prodotto atteso, frutto di un lavoro affascinante e complesso, che saprà connettere l’utente con un ambiente sconfinato. Le parole sono come foglie di un antico albero: con le loro declinazioni, la loro etimologia, la loro antichissima genesi, offrono al Friuli una folta chioma linguistica che trae linfa dalle culture mediterranee, slave e germaniche», ha ricordato Eros Cisilino, presidente dell’Arlef.
«Con il SuperDizionari, la nostra comunità compie un passo decisivo verso il futuro. Studenti, insegnanti, ricercatori, traduttori, ma anche comuni cittadini e appassionati della lingua, potranno finalmente trovare in un unico portale le principali risorse lessicografiche sul friulano. In particolare, con l’importante gruppo di lavoro che per anni si è dedicato al progetto, ci siamo impegnati a rendere la navigazione intuitiva e immediata, nonostante la mole di dati che la piattaforma riesce a gestire. Parliamo infatti di 70.000 voci italiane e più di 68.000 friulane nel Dizionario Bilingue; 7.000 lemmi, 37.000 accezioni e 51.000 frasi in quello Monolingue; oltre 8.000 cognomi con spiegazioni etimologiche e storiche nel Dizionario dei Cognomi. E stiamo già lavorando all’integrazione di nuovi dizionari e di ulteriori funzionalità», ha aggiunto il direttore dell’Agenzia, William Cisilino.
«Portare la lingua friulana nel futuro significa rinnovare, completare e consolidare la presenza degli strumenti linguistici disponibili. Il SuperDizionari de lenghe furlane nasce dalle esigenze di crescita e rinnovamento: è “Super” perché fa da cappello a tre importanti strumenti lessicografici. Ma anche perché ottimizzato, razionalizzato e portato a dei linguaggi che ne permetteranno non solo una mantenibilità costante ma una integrazione con nuove tecnologie. E infine è “Super” perché è stato pensato con criteri di utilizzo su computer e smartphone e che ne semplifichino lettura, consultazione e uso. Uno strumento moderno, efficace e di facile consultazione può solo che contribuire alla crescita e alla diffusione di una lingua forte ed ambiziosa, di capitale importanza per la storia e il futuro del nostro territorio», ha precisato infine Giulio Pecorella di Ensoul.
Per far conoscere al pubblico il SuperDizionari, l’Arlef ha previsto anche un’articolata campagna di informazione affinché tutti possano imparare a conoscerlo per utilizzarlo in ogni occasione e contesto. “Se no ti ven sù la peraule juste… cirile tal puest just!” è il titolo della campagna che si struttura attorno a un divertente video con protagonista SuperD, un supereroe con poteri straordinari che interviene per suggerire la parola friulana corretta a quanti sono in difficoltà nel ricordarla. A tutti, regala proprio ciò che stavano cercando. Lo vedremo “soccorrere” tre studenti impegnati in un’aula studio di Abaud Accademia di Belle Arti di Udine, una signora intenta a fare la spesa in un negozio di ortofrutta e un nonno al parco con i nipoti. Il video sarà veicolato sui canali social come TikTok, Facebook, ma anche Instagram e, in modalità Shorts, sul canale Youtube, senza dimenticare WhatsApp. Si potrà “incontrare” SuperD pure sul web: sulle principali testate online del territorio friulanofono saranno presenti banner animati, dal design accattivante che faranno un uso strategico della call-to-action. Infine, ma non in ultimo, sarà diffuso anche uno spot radiofonico che invita a consultare il SuperDizionari ogni qual volta… “ci manca la parola!”, ma anche a interrogare il Dizionari dai Cognons per scoprire significato, origine e curiosità sul proprio cognome.

—^—

In copertina, una pagina del SuperDizionari; all’interno, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti con gli animatori dell’importante iniziativa linguistica friulana.

“Tanti volti”, domani a Tolmezzo arriva Pia Valentinis con un laboratorio per i bambini durante la Festa della Mela

Dopo un’estate animata da incontri, workshop e visite guidate con alcuni degli oltre quaranta autori protagonisti della mostra di tanti volti, curata da Giovanna Durì e promossa dal Comune di Tolmezzo, le attività collaterali proseguono anche in autunno in occasione della Festa della Mela. Domani, 27 settembre, Pia Valentinis terrà un laboratorio sul ritratto dedicato a bambine e bambini dagli 8 anni in su, in programma alle 10.30 a Palazzo Frisacco. Con carta, forbici, colla e pennarelli, i partecipanti potranno sperimentare e divertirsi con il disegno, guidati dalla matita dell’autrice. Una mattinata all’insegna della creatività, per scoprire l’arte del ritratto e giocare con la fantasia. Il programma prevede anche due visite guidate con la curatrice Giovanna Durì: domani 27 settembre, alle 10.30, e domenica 28, alle 14.30, a Palazzo Frisacco. Per la Festa della Mela, sabato e domenica la mostra sarà aperta con orario continuato dalle 10 alle 18.

______________________________________

Anche la festa di Maman!

E sempre domani torna anche uno degli appuntamenti più attesi dai bambini alla Festa della Mela di Tolmezzo: il laboratorio creativo Maman!. In occasione della 29ma edizione della manifestazione che animerà il cuore della cittadina carnica per un intero weekend, i più piccoli saranno protagonisti di un pomeriggio speciale, all’insegna di giochi, fantasia e lingua friulana. Domani 27 settembre, alle 15.30, sotto la tensostruttura di piazza XX Settembre, prenderà il via il laboratorio ludico-didattico organizzato dall’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, in collaborazione con Telefriuli. L’iniziativa si intitolerà “Bon complean Maman!” e farà parte dei numerosi eventi con cui l’Arlef festeggerà i 10 anni della trasmissione televisiva in lingua friulana tanto amata dai bambini. La decima stagione prenderà avvio il prossimo venerdì 10 ottobre. Protagoniste di questa speciale “festa di compleanno” saranno la nota conduttrice Daria Miani e la sua “vicina di casa” Desiree Chiappo Debegnach. Insieme coinvolgeranno i più piccoli in un divertente laboratorio pensato per i bambini dai 4 ai 10 anni. Non mancheranno sorprese e gadget per tutti i piccoli partecipanti.

_____________________________________

Pia Valentinis è un’illustratrice e autrice italiana tra le più note nel mondo dell’editoria per l’infanzia. Ha illustrato libri per bambini per le più importanti case editrici italiane e internazionali. Suoi libri sono stati pubblicati anche in Corea, Svizzera, Portogallo, Austria, Finlandia, Grecia, Messico. Nel 2014 è uscita la sua prima graphic-novel, Ferriera, edita da Coconino Press-Fandango, premiato come Miglior libro a fumetti al Premio Andersen 2015. Conduce laboratori di arte visiva per i più piccoli.
Per partecipare ai laboratori e alle visite guidate è obbligatoria la prenotazione contattando Palazzo Frisacco a: candonifrisacco@gmail.com o allo 0433 41247. L’attivazione dei laboratori e delle visite guidate è soggetta al raggiungimento del numero minimo di 5 partecipanti. Posti limitati, quota di partecipazione euro 10. Info: www.comune.tolmezzo.ud.it

—^—

In copertina, il volto di Simone Weil realizzato da Pia Valentinis.

Oggi Udine festeggia il suo “compleanno” ricordando gli 802 anni di storia e identità come città capoluogo del Friuli

Il 13 settembre 1223, tra le mura del Castello e la Villa di Udine (ovvero tra le mura castellane e il fossato), il patriarca di Aquileia Bertoldo di Andechs istituì il mercato che avrebbe dato vita al primo nucleo urbano della città di Udine: capitale del Friuli storico. A distanza di 802 anni da quell’atto fondativo, la ricorrenza viene ricordata e celebrata grazie all’iniziativa del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” e del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, guidati dal professor Alberto Travain, con il sostegno dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane che, in occasione del “compleanno”, oggi dedica idealmente ai friulani – e non solo – un breve richiamo alla ricorrenza anche grazie alla distribuzione di alcuni dépliant sul tema, realizzati dall’Agenzia con la collaborazione del Fogolâr Civic, e che saranno disponibili in occasione delle celebrazioni in programma. Ricordiamo che la manifestazione odierna avviene con l’adesione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.


Quella del 13 settembre non è, però, soltanto una data storica che vide la nascita di Udine come città-mercato, con governo autonomo e con un ruolo centrale nel Friuli patriarcale, «ma un momento chiave per l’identità di un intero popolo e di uno spazio di civiltà al crocevia dell’Europa», ha ricordato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino. Udine fu il più potente e intraprendente Comune urbano in una Patria del Friuli feudale, inquieta frontiera di civiltà, sistemi di governo e istanze sociali. Una vicenda appassionante cui senza dubbio il 13 settembre impresse una svolta significativa, assicurando ai friulani, nel bene e nel male, nuovo e disinvolto interlocutore nella loro storia, anche con precoci stagioni di democrazia e partecipazione che parlano all’oggi.
Dal 2001, il “Compleanno della Città” è ricordato ogni anno come manifestazione popolare spontanea. La celebrazione è un rito laico e popolare che riporta alla luce anche simboli evocativi: dalla “scraçule”, per richiamare i cittadini, al cuore con impresso lo stemma della città. È una ricorrenza che trova le sue radici nel popolo friulano. L’iniziativa è infatti partita da un piccolo gruppo di cittadini appassionati e ha saputo coinvolgere via via l’intera comunità udinese, costruendo un calendario di appuntamenti che anche quest’anno vengono riproposti da stamane, con partenza da piazza XX Settembre. Nel 2005, inoltre, il Comune ha issato per la prima volta la bandiera civica sul Castello in occasione della ricorrenza, una presenza oramai permanente. «Ritorniamo alle origini e al sogno che a ogni momento fondativo si associa. Quando nasce una città, in fondo, una piccola nuova speranza di umanità si accende nella Storia. Sogni e progetti di matrice antica affidati a popolo e istituzioni», ha ricordato il professor Travain, parlando dell’iniziativa.

—^—

In copertina e all’interno il Castello di Udine simbolo della città e del Friuli storico.

“Rimossi in Stazione a Cividale i cartelli trilingui”. Arlef con Cisilino alza la voce e scrive al Capo dello Stato: atto gravissimo contro il friulano identità di un popolo

La rimozione dei cartelli trilingui dalla Stazione di Cividale del Friuli da parte di Rfi è un fatto gravissimo, compiuto senza alcun preavviso né confronto con Arlef, che da anni svolge una funzione di promozione della lingua friulana sul territorio. Togliere ciò che già esisteva è un gesto che va ben oltre la negligenza tecnica: è un atto di rifiuto culturale e istituzionale nei confronti di una lingua tutelata dalla Costituzione»: così Eros Cisilino, presidente dell’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, commenta con fermezza quanto accaduto.
«Non si tratta di una nuova installazione: quei cartelli c’erano già. Sono stati rimossi unilateralmente, senza interpellare l’Arlef, senza rispetto per il territorio e per le comunità che lo abitano. Un comportamento tanto più grave se si considera che Rfi è ben consapevole delle lingue minoritarie presenti sul territorio. Rientrano, infatti, come altri enti operanti in Friuli, nella rete di monitoraggio dell’ARLeF per l’attuazione del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana, approvato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Sanno cos’è e dov’è l’Arlef, e ogni anno ci rispondono alle attività di monitoraggio, da cui già risulta che in vari anni non sono riusciti ad apporre nemmeno un cartello bilingue. Ora siamo al salto di qualità in negativo».
«Vorrei anche ricordare che ArlefF ha sottoscritto un protocollo di intesa con Fuc (Ferrovie Udine Cividale), dimostrando come la collaborazione istituzionale sia possibile e virtuosa. Ma con Rfi, purtroppo, assistiamo all’opposto, anche se non è una novità, soprattutto quando abbiamo a che fare con enti statali. Infatti, questo avviene non solo con Rfi, ma anche con altri enti statali, come la RAI nazionale, al contrario della sede regionale, che invece collabora in modo costruttivo».
«Lo ribadiamo con forza: l’articolo 6 della Costituzione Italiana garantisce la tutela delle minoranze linguistiche. Questo è un principio di rango superiore. E quando si ignorano questi principi, si viola il patto democratico alla base del nostro Stato.” Per questo motivo, Arlef ha indirizzato una lettera formale al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché si faccia garante dell’applicazione effettiva dei principi costituzionali in materia di tutela linguistica. “La lingua friulana – conclude Cisilino – non è un orpello decorativo né una concessione simbolica: è parte integrante dell’identità di questa terra ed è tutelata dalla nostra Costituzione. Chiediamo con forza che si ponga fine a questi comportamenti, che ledono non solo la dignità dei friulani, ma la credibilità delle istituzioni. Pretendiamo rispetto. E continueremo, con determinazione, a far valere i diritti linguistici della nostra comunità».

—^—

In copertina, il presidente dell’Arlef Eros Cisilino protesta per l’episodio di Cividale.

Nel segno dell’Aquila, il Friuli ricorda il Patriarca Bertrando a 675 anni dalla morte: eventi al via a Udine, Martignacco e San Giorgio della Richinvelda

A 675 anni dalla sua tragica morte, avvenuta il 6 giugno 1350 a San Giorgio della Richinvelda per mano di una congiura orchestrata da alcuni nobili friulani, si rinnova la memoria di uno dei più illustri e amati protagonisti del Patriarcato di Aquileia: Bertrando di Saint Geniès. Per celebrare la figura del riformatore ecclesiastico, diplomatico e uomo di cultura, tanto caro al popolo friulano, da oggi a domenica, tra Martignacco, San Giorgio della Richinvelda e Udine, sono in programma una serie di eventi commemorativi realizzati dal Comune di Martignacco, dal Comune di San Giorgio della Richinvelda e dal Fogolâr Civic di Udin, con la collaborazione dell’Agenzia regionale per la lingua friulana. Il cartellone congiunto “In memoria di Bertrando” è stato presentato nella sede udinese della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, alla presenza del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino; del sindaco del Comune di Martignacco, Mauro Delendi; e del sindaco del Comune di San Giorgio della Richinvelda, Michele Leon. A intervenire, con un video messaggio, anche l’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti.

Cisilino tra i sindaci Delendi e Leon.


«Il Patriarca Bertrando è forse il più amato e il più riconosciuto dai friulani – ha ricordato il presidente Cisilino -. Della sua figura colpiscono la tenacia, l’energia (nonostante l’età), la laboriosità e la capacità di saper dialogare tra le diverse classi sociali. Sotto la sua guida, il Patriarcato di Aquileia raggiunse livelli al tempo molto alti sia di rappresentanza sociale, tramite riforme istituzionali innovative, che di autorevolezza internazionale, grazie alle sue spiccate doti diplomatiche e militari. Una delle caratteristiche salienti di Bertrando fu la carità verso i meno fortunati, che permeò tutto il suo mandato anche nei periodi meno facili. Promotore delle arti, è grazie a lui che ora identifichiamo l’aquila dorata nel cielo azzurro come nostra bandiera. Desidero ringraziare i Comuni di Martignacco e di San Giorgio della Richinvelda, oltre a tante altre realtà come il Fogolâr Civic di Udin, Glesie Furlane, il Circolo Culturale Beato Bertrando, il Comitato Unesco di Udine, e tanti altri, per il grande lavoro di valorizzazione che oggi segna un ulteriore punto di partenza, anche sotto l’egida di Go!2025».
Alla conferenza stampa è intervenuto anche l’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti che, impossibilitato a essere presente per impegni istituzionali improrogabili, ha voluto portare i suoi saluti con un video messaggio nel quale si è congratulato per questa nuova iniziativa, ricordando come il movimento a tutela e valorizzazione del friulano sia sempre più presente e più importante sul territorio. «La serie di eventi programmata dal 6 all’8 giugno, che vedono al centro la figura di Bertrando, sono ancora più significativi, non solamente perché è un patriarca simbolo e una figura fortemente riconosciuta, che contribuisce allo spirito identitario del popolo friulano», ma perché in programma in un anno particolarmente significativo per il friulano. Proprio il 9 giugno è in programma la IV Conferenza regionale sul friulano.
«Le celebrazioni in programma affondano le radici in una intuizione del consigliere Stefano Buongiorno che già lo scorso anno si era impegnato ad attivarla. Un’iniziativa che l’Amministrazione comunale ha voluto sostenere e valorizzare fin da subito – ha rimarcato il sindaco del Comune di Martignacco, Mauro Delendi -, riconoscendone il profondo valore storico e culturale che ha per Martignacco e non solo. Proprio nel parco comunale di Nogaredo di Prato sorge da secoli una croce che la tradizione locale (leggenda fusa con la storia) indica come luogo in cui il Patriarca Bertrando spirò dopo essere stato ferito a San Giorgio della Richinvelda: un segno tangibile e silenzioso di un legame antico e significativo tra il nostro territorio e questa figura di grande rilevanza per il Friuli tutto e non solo. Consolidare questa memoria contribuisce a mantenere viva una storia che già in passato ha rischiato di perdersi. Un valore riconosciuto anche da studiosi come il professor Travain, che da tempo segue e sostiene con attenzione questi percorsi di riscoperta culturale».
«Ricordare la memoria di Bertrando significa onorare le nostre radici e rinnovare la nostra identità – ha sottolineato il sindaco Leon -. Nell’occasione di queste celebrazioni per i 675 anni dalla morte del Beato, noi cittadini di San Giorgio della Richinvelda possiamo definirci come custodi della sua memoria e testimoni della sua eredità. Così, oltre agli eventi in programma, non lontano dal luogo in cui sventola la bandiera del Friuli, installeremo stabilmente un cartello trilingue nel quale si ricorda quanto è accaduto ma, in particolare, che in queste terre Bertrando ha mosso gli ultimi passi di una vita che viene ancora ricordata, a significare quanto sia stato uomo di coraggio. Una guida per la gente di quel tempo, ma anche un riferimento per il Friuli, dove ha lasciato un’impronta indelebile, pur non essendo friulano».

_____________________________________________

Ecco la sua grande spada

Si intitola “Medioevo scoperto/Medioevo pellegrino” la diciannovesima edizione del ciclo di “Incontri di musica arte e storia”, promossi dalla Parrocchia di Santa Maria Annunziata e dal Museo del Duomo di Udine. Il calendario, che gode del patrocinio del Comune di Udine, è ricco di eventi e momenti di approfondimento, inseriti nel programma di Udine Estate. Nel corso dei mesi di giugno e luglio saranno proposte conferenze, concerti, esposizioni, visite guidate in preparazione alla festività dei Santi patroni Ermagora e Fortunato, al fine di dedicare attenzione alle realtà storiche e artistiche conservate nella Cattedrale, nelle chiese della Parrocchia e nel museo del Duomo, imprescindibili fonti per la conoscenza degli stessi Patroni e della storia della chiesa friulana. “Incontri di musica arte e storia” si protrarrà poi con ulteriori iniziative fino al prossimo ottobre.
E sarà la giornata di oggi, 6 giugno, ad aprire il calendario delle iniziative di spicco della manifestazione, data in cui ricorre la morte del Beato Bertrando, Patriarca di Aquileia a cui il Museo del Duomo è dedicato. L’evento d’eccezione è senza dubbio la visita guidata alla spada del Patriarca Bertrando (secolo XIV) che verrà esposta in esclusiva fuori dalla sua vetrina. Durante la visita al Museo del Duomo, alle ore 16, saranno illustrate le caratteristiche di questo esemplare unico al mondo e di eccezionale manifattura, permettendo al pubblico di osservarla da vicino prima del restauro a cui sarà sottoposto nei prossimi mesi. La visita è a numero chiuso e la prenotazione è obbligatoria scrivendo a: museo@cattedraleudine.it; la visita sarà proposta anche domani, negli orari 10.30, 16.30 e 17.30, sempre con prenotazione obbligatoria. Gli appuntamenti odierni prevedono, alle ore 11, al Museo del Duomo, la presentazione di Cammini inclusivi: dal Museo del Duomo alla Cappella della Purità, gli itinerari inclusivi realizzati dagli allievi dell’indirizzo Turismo dell’IT “A. Zanon”, in collaborazione con la direzione del Museo del Duomo e Willeasy srl. Fruibili tramite QRcode, sono stati realizzati nell’ambito del progetto didattico ArteWeb in Tour – “Turismo Accessibile e Inclusivo: Creare Esperienze Culturali per Tutti” e arricchiscono l’offerta del portale percorsiinclusivi.it. Grazie ad una comunicazione “easy to read”, vengono veicolati con semplicità ed efficacia le informazioni necessarie per pianificare una visita ed immergersi nella storia e nell’arte di uno dei luoghi più interessanti della città di Udine. Interverranno la dirigente dell’IT “A. Zanon”, Elena Venturini, e la coordinatrice del progetto Laura Chinellato.
Alle ore 17.30, nella Chiesa della Beata Vergine della Purità seguirà invece l’importante conferenza “Sulla spada del Beato Bertrando”. Dopo l’introduzione a cura di monsignor Luciano Nobile e Maria Beatrice Bertone, Tommaso Vidal, docente di storia medioevale all’Università di Bergamo, interverrà sul tema “Per far la spada, ci vuole il ferro. La produzione siderurgica nel Friuli medievale”. Seguiranno poi gli interventi di Giovanni Sartori, ricercatore nei settori dell’archeologia sperimentale, dell’archeometallurgia e delle armi antiche, e di Florian Messner, dell’Università di Innsbruck, sul tema “La spada del patriarca Bertrando: indagini e studio”.

_____________________________________________

Ecco, dunque, il programma delle celebrazioni che si terranno da oggi a domenica a Martignacco,  San Giorgio della Richinvelda e Udine:

MARTIGNACCO – Oggi, alle ore 18.30, nella suggestiva cornice della Chiesa di Faugnacco, lo storico e scrittore Angelo Floramo condurrà il pubblico in un “Viaggio nel Medioevo”, attraverso la narrazione della storia dei Patriarchi d’Aquileia. A seguire, Daniele Bertossio presenterà “La natura che ci circonda”, un approfondimento dedicato alla biodiversità del Parco del Beato Bertrando. L’intervento illustrerà il monitoraggio della fauna locale e le iniziative di tutela ambientale che si stanno portando avanti sul suo territorio. L’ingresso è libero.
Domani 7 giugno: a Nogaredo di Prato, a partire dalle 16.00, è in programma una passeggiata naturalistica nel Parco del Beato Bertrando guidata da Daniele Bertossio (ritrovo presso l’ingresso del Parco). Alle 17.30, alla Croce del Beato Bertrando, il professor Alberto Travain proporrà una riflessione su “Vita e mito del Beato Bertrando”, seguita alle 18.30 dalla celebrazione della Santa Messa, nello stesso luogo. Gli eventi saranno accessibili senza necessità di prenotazione.

SAN GIORGIO DELLA RICHINVELDA – Domani 7 giugno: alle ore 20.30, nella Chiesetta di San Nicolò si terrà la presentazione del libro “Fantasticant” di Pre Antoni Beline. All’evento interverrà pre Romano Michelotti, presidente di Glesie Furlane, che patrocina l’evento, con letture a cura delle poetesse Luigina Lorenzini e Alida Pevere. Anche questo appuntamento sarà a ingresso libero.
Domenica 8 giugno: sarà celebrata la Messa nei Prati del Bertrando, alle ore 9 in italiano e alle 10.30 in friulano, quest’ultima con successiva processione al cippo commemorativo. In caso di maltempo, le Messe saranno celebrate nella chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, in piazza Beato Bertrando.

UDINE – Oggi: alle ore 19, nel Duomo di Udine, sarà celebrata la Messa cantata dal coro dell’Associazione musicale Bertrando di Aquileia di San Giorgio della Richinvelda, in collaborazione con il Comune di San Giorgio della Richinvelda.
Domani 7 giugno: alle ore 11, nel Museo del Duomo si terrà la visita guidata “Alla scoperta delle opere d’arte del Beato Bertrando”. L’iniziativa è organizzata dal Circolo Culturale Beato Bertrando di Martignacco in collaborazione con il Comune di San Giorgio della Richinvelda. Info e prenotazioni al nr. 338 4051342.
Domenica 8 giugno: alle ore 18, ai piedi della storica Loggia del Lionello, ci sarà il Palio delle rose o del Beato Bertrando, a cura del Fogolâr Civic di Udin. Si tratta di un palio di tiro al bersaglio con arco e balestra, che riporterà in vita lo spirito medioevale e comunitario del tempo del Patriarca.
Una serie importante di iniziative, dunque, nel capoluogo friulano ma anche a Martignacco e a San Giorgio della Richinvelda, che rappresentano un’occasione preziosa per riscoprire le radici e per rendere omaggio a una figura che ha segnato in modo profondo la storia del Friuli.

—^—

In copertina, il ritratto del Patriarca Bertrando; all’interno, le sue spoglie nella Cattedrale di Udine e la bandiera del Friuli.