Giubileo a Grado, pellegrinaggi sotto le stelle a Barbana. Ma anche tante altre proposte tra spiaggia, musica e cultura

Ultimi appuntamenti gradesi per l’anno del Giubileo. Si terranno, infatti, nelle date di lunedì 11-18 agosto e 1 settembre, i pellegrinaggi notturni al Santuario di Barbana. Lo storico edificio di culto dell’isoletta in mezzo alla laguna è stato infatti indicato dall’arcivescovo di Gorizia come uno dei luoghi giubilari dell’Arcidiocesi e monsignor Carlo Redaelli vi aveva aperto la “porta santa” il primo maggio scorso. E proprio prendendo spunto da questo evento, la Parrocchia arcipretale di Grado, in collaborazione con i monaci benedettini che da qualche anno curano la parte spirituale e liturgica della vita della famosa Chiesa mariana, ha organizzato una serie di pellegrinaggi giubilari notturni: un’opportunità davvero unica di vivere un’esperienza di fede intensa (con, anche, la possibilità di ricevere l’indulgenza) e suggestiva, in un luogo ricco di storia (le origini del Santuario risalgono al 582 d.C.) e spiritualità. Il programma delle giornate prevede alle 19.30 la partenza da Grado (apertura della biglietteria della motonave alle ore 19). Dopo l’arrivo a Barbana alle ore 20 è prevista la recita del Rosario con la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione. Alle 20.45 si celebrerà la Messa e, poi, ci sarà del tempo libero a disposizione dei pellegrini sino al momento della partenza per Grado prevista per le ore 22.15. In caso di maltempo i pellegrinaggi verranno sospesi. Nei prossimi giorni, comunque, l’Isola del Sole offre, a pellegrini e turisti, una lunga serie di eventi e occasioni di divertimento, cultura, natura, musica e teatro.

Martedì 12 agosto

Aperitivo in Riserva – Il Bus Natura parte da varie zone di Grado per raggiungere la Riserva naturale della Foce dell’Isonzo – Isola della Cona. L’escursione pomeridiana (a pagamento) prevede la visita guidata, l’ingresso alla Riserva e un aperitivo al tramonto presso il bar/ristorante della Riserva “Il Pettirosso”. Partenza da Grado ore 16.40, rientro ore 20.15.
“Amami”, martedì italiano in spiaggia – Presso lo stabilimento balneare Piper Beach (in spiaggia Costa Azzurra), tutti i martedì del mese, a partire dalle ore 22, con ingresso gratuito: DJ, musica dal vivo e aperitivo.
Laboratorio di ceramica con aperitivo – Lo stabilimento Git (ingresso 7, Top Bar) propone un aperitivo diverso dal solito, con buon cibo, drink freschi e un laboratorio creativo dove si può modellare e decorare un piccolo oggetto in ceramica (a pagamento), per scoprire il piacere di creare qualcosa con le proprie mani. I lavori verranno poi cotti nel laboratorio Asperitas e saranno pronti per essere ritirati dopo 10-15 giorni. Su richiesta possono essere spediti a casa. Dalle ore 17 alle 19.
Biagio Marin: l’infanzia perduta e ritrovata – Su testi di Biagio Marin, scelti e introdotti da Marina Bressan, lettura scenica di Tullio Svettini e Addis Brizi – Valsassina. Terrazza della biblioteca civica “Falco Marin”, alle ore 21.15. Evento gratuito a cura di: Associazione Grado Teatro APS e Centro ricerca turismo e cultura Odv.
SuperMegaShow – Evento gratuito interamente dedicato ai più piccoli che potranno divertirsi tra spettacoli di burattini, animazione, baby dance e giochi. In largo Punta Barbacale, a Grado Pineta, a partire dalle ore 21.15. Organizzato da: Andrea Mega.

Mercoledì 13 agosto

Estate in Piazza – A cura dell’Associazione “Grado Teatro”, alle ore 21.15, ai Giardini Marchesan, verrà presentato lo spettacolo, a ingresso libero: “Sconfinando lungo l’Isonzo” per GO2025, della Compagnia “Gianfranco Saletta” di Trieste.
Wine & craft tour – Giro (a pagamento) di assaggi e “cicchetti” nelle osterie del centro storico di Grado con un focus sui famosi vini friulani. Tra una tappa e l’altra è possibile visitare alcune botteghe artigiane locali. Ritrovo alle ore 16.45 e conclusione alle ore 19.20.
Scoprire Gorizia e Nova Gorica – Alla scoperta della Capitale europea della cultura transfrontaliera 2025. Grazie al progetto di promozione “Crocevia d’Europa”, ideato dal Comune di Gorizia, accompagnati da guide esperte, si parte da Grado (gratuitamente) in un viaggio tra storia, natura e cultura: Gorizia, Nova Gorica, l’Isonzo, il Collio e molto altro. Partenza ore 8.30, rientro ore 13.
Grado tra mare e meraviglia – Visite guidate alla scoperta del centro storico di Grado (a pagamento), con partenza alle ore 21.00. Per prenotarsi: www.turismofvg.it/it/scopri-e-prenota-le-esperienze/alla-scoperta-di-grado-tra-mare-e-meraviglia.

Giovedì 14 agosto

Yoga al tramonto – Presso lo stabilimento Tivoli (a pagamento), potrai portare in equilibrio il corpo, la mente e lo spirito grazie alla pratica yoga guidata. L’Hatha Flow è uno stile frizzante, aiuta la mobilità e la fluidità del corpo per poi finire con un rilassamento distesi sulla sabbia. Inizio ore 20.00, con prenotazione obbligatoria.
Disco Bike Night Grado – Autentica divertente novità dell’estate 2025. Scoprire i luoghi più iconici di Grado (a pagamento) pedalando al tramonto (per circa 11 chilometri), accompagnati da una guida cicloturistica e da un cargo-bike che diffonde vari generi musicali lungo il percorso. Partenza alle ore 20.30.

Venerdì 15 agosto

Ferragosto, festa dell’Assunta – In occasione della solenne ricorrenza dell’Assunzione al Cielo di Maria, la Parrocchia arcipretale di Grado ripropone la tradizionale Giornata del Villeggiante. «Questa festa – ha sottolineato monsignor Paolo Nutarelli su Insieme, il bollettino settimanale in distribuzione da oggi – è anche occasione per dire grazie a quanti scelgono di trascorrere le vacanze tra noi: villeggianti ed ospiti che, con la loro presenza, arricchiscono la nostra Isola di incontri, amicizie e legami». Durante la Messa Internazionale delle ore 10.30, nella Basilica di Sant’Eufemia, la Corale Orchestrale “Santa Cecilia” eseguirà la “Missa Prima Pontificalis” di Lorenzo Perosi.

Per scoprire il programma completo e aggiornato degli appuntamenti è consigliata la navigazione del sito: www.grado.it/it/eventi-ed-escursioni.

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In copertina, il Santuario di Barbana in mezzo alla laguna di Grado; all’interno, la Basilica di Sant’Eufemia e ristorazione nel bellissimo centro storico.

Grande festa a Grado per il “Perdòn de Barbana”. Ma monsignor Nutarelli osserva: la Notte Bianca stona la vigilia del Sabo Grando, meglio anticiparla

(g.l.) «Anticipiamo la Notte Bianca al venerdì sera. Lasciamo libero il sabato, perché possa essere vissuto come Vigilia vera: quella che prepara con il cuore alla domenica del Perdòn. Festa e tradizione non devono scontrarsi. Possono camminare insieme. Ma servono ascolto, attenzione, rispetto». Sono le parole con cui monsignor Paolo Nutarelli, arciprete di Grado, chiude una sua breve riflessione all’indomani del “Perdòn de Barbana”, la grande festa che si è rinnovata ieri con la tradizionale processione di barche, che ha portato la statua della Madonna degli Angeli dal porto mandracchio all’isoletta in mezzo alla laguna, e la Messa solenne presieduta dall’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli. La giornata dello storico voto cittadino – ricorda Grado salvata da un terribile morbo nel 1237 – è stata preceduta dal famoso Sabo Grando, la festa della Vigilia fatta di riti preparatori nella Basilica di Sant’Eufemia, concerto sul sagrato della Banda civica, musica e canti tradizionali. Ma quest’anno il tutto si è incrociato con la più moderna e mondana Notte Bianca, a proposito della quale il parroco ritiene opportuna qualche osservazione.

Monsignor Paolo Nutarelli


«La Notte Bianca – afferma infatti don Paolo – è un’iniziativa contemporanea dove si vuole fare festa in maniera diversa. Non sono contrario alle feste, tutt’altro: la vita va celebrata, la Comunità va coltivata anche con la gioia e lo stare insieme. Ma credo sia giusto fermarsi un momento e riflettere sul quando e sul come. Scegliere il “Sabo Grando” – la vigilia del Perdòn di Barbana – per la Notte Bianca non è solo una sovrapposizione di eventi. È una scelta che, pur senza volerlo, toglie valore ad un momento che da sempre è vissuto con profondità, attesa e rispetto da tanti. Il Perdòn non è un evento “religioso” solo per i credenti: è parte della storia di Grado, è un gesto collettivo che unisce generazioni, che racconta chi siamo e da dove veniamo. Rompere il silenzio e il clima della vigilia con musica e divertimento fino a notte fonda non è solo una questione organizzativa: è una questione di rispetto. Il punto non è essere “contro”, ma cercare il giusto equilibrio. Le feste si possono spostare, le radici no. E allora, con spirito costruttivo e senza voler giudicare nessuno, sottovoce rilancio una proposta semplice: anticipiamo la Notte Bianca al venerdì sera». Per cui, conclude monsignor Nutarelli, «lasciamo libero il sabato, perché possa essere vissuto come Vigilia vera: quella che prepara con il cuore alla domenica del Perdòn».

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In copertina, la barca  ammiraglia vestita a festa che ha portato a Barbana la statua della Madonna degli Angeli.

Solstizio d’Estate, Messa e concerto nella bora dell’alba sul Lungomare di Grado. L’arcivescovo ai turisti e agli operatori: “Costruite legami di umanità e dialogo”

(g.l.) «Cari amici e ospiti della nostra terra, vi accolgo, con gioia, con le Comunità cristiane della nostra Diocesi, che in questo tempo si apre con rinnovato entusiasmo a chi, come voi, cerca insieme ad un meritato riposo, bellezza, cultura e spiritualità. Siete arrivati in un luogo in cui la meraviglia del creato incontra l’arte dell’uomo, dove le colline, il mare e le montagne sembrano cantare insieme la lode del Creatore». Si apre con queste parole il messaggio che l’arcivescovo metropolita, monsignor Carlo Redaelli, ha voluto rivolgere agli ospiti che in questo inizio d’estate cominciano a frequentare l’Isola di Grado e in particolare a coloro che stamane all’alba, nonostante il vento di bora impetuoso, non hanno voluto mancare al suggestivo incontro sul Lungomare Nazario Sauro dove era in programma l’annunciato e ormai tradizionale Concerto del Solstizio, preceduto dalla Messa per invocare dal Cielo una positiva stagione turistica, fatta di soddisfazioni economiche ma soprattutto di buona salute. Il rito è stato celebrato da monsignor Paolo Nutarelli che aveva accanto monsignor Mauro Belletti, amministratore parrocchiale di Fossalon e coadiutore nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia.

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Domani il Corpus Domini

E domani mattina Grado celebrerà solennemente la ricorrenza del Corpus Domini, festività soppressa che, come è noto, era in calendario giovedì scorso. In tutta la mattinata nella Basilica di Sant’Eufemia sarà celebrata soltanto la Messa cantata delle 9 perché al termine si snoderà la tradizionale processione eucaristica per le vie dell’Isola con la benedizione finale al rientro nella Chiesa patriarcale.

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L’arciprete ha celebrato l’Eucarestia davanti al mare increspato e sotto un cielo aperto, già illuminato dal sole mattutino. «Un gesto semplice e profondo – ha raccontato don Paolo – per affidare al Signore l’Isola, i suoi abitanti e i tanti ospiti che la abitano in questi mesi». Le parole del sacerdote hanno ricordato che «la bellezza del creato non è solo uno sfondo, ma una chiamata: siamo parte dell’universo, non padroni ma custodi. All’uomo è stato affidato il creato – con le sue meraviglie, le sue fragilità, i suoi ritmi – perché lo custodisca, lo contempli, e ne riconosca il Creatore. Oggi davanti al mare che riflette il cielo – ha sottolineato -, riscopriamo che pregare all’aperto è anche un modo per rimettere Dio al centro del mondo. Un’estate benedetta comincia così: con gratitudine, stupore e responsabilità».
Al termine della Messa e prima dell’annunciato concerto è stato distribuito il citato messaggio dell’arcivescovo di Gorizia per l’estate 2025. Rivolgendosi ai turisti il presule ha detto: «Vi invito a lasciarvi toccare dalla bellezza dei nostri paesaggi, ma anche delle nostre Chiese, che non sono solo testimonianze artistiche e storiche, ma segni vivi di una Fede che attraversa i secoli e ci spinge, oggi e sempre più, ad attualizzare il Vangelo di Cristo. Ogni pietra, ogni affresco, ogni silenzio tra le navate è un anelito verso il Trascendente, un invito ad alzare lo sguardo, ad aprire il cuore». E ha aggiunto: «Quest’anno, Nova Gorica e Gorizia (Slovenia ed Italia) sono insieme Capitale Europea della Cultura: un evento che richiama l’anima profonda di questa terra di confine, dove i popoli si incontrano, i linguaggi si intrecciano e le culture si abbracciano. In questo contesto, la Fede cristiana continua ad offrire un contributo prezioso: quello della fraternità, della pace e della speranza che nasce dalla Risurrezione di Cristo. Un pensiero speciale va anche a tutti gli operatori del turismo, che con passione e dedizione accolgono, accompagnano e fanno conoscere le ricchezze del nostro territorio. Il loro lavoro è prezioso e contribuisce a costruire legami di umanità e dialogo». Monsignor Redaelli ha, quindi, concluso: «Vi auguro che questo tempo sia per tutti occasione di incontro, di arricchimento reciproco e di autentica gioia. L’anno giubilare alimenti nei nostri cuori la Speranza per un futuro di pace».

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In copertina e qui sopra due immagini della Messa celebrata all’alba davanti al mare di Grado da monsignor Nutarelli; all’interno, l’arcivescovo Redaelli.

I Marinai di Grado ricordano a Barbana il giovane Egidio Bullesi terziario francescano che Giovanni Paolo II quasi trent’anni fa dichiarò “venerabile”

di Giuseppe Longo

GRADO – “Viver d’amore è navigare ognora gioia spargendo e riso intorno a me”: è la scritta che si legge sotto il busto del venerabile Egidio Bullesi sorretto dal piccolo monumento che dal 1979 si incontra prima di entrare nel Santuario di Barbana. La frase è tratta dal diario del marinaio morto per tubercolosi a poco più di 23 anni: gli fu ispirata da una frase di Santa Teresa di Lisieux alla quale il terziario francescano era devoto. Da mezzo secolo, i suoi resti riposano nella cappellina che sorge ai limiti del sagrato della Chiesa mariana, tanto amata in tutto il Friuli Venezia Giulia, dove nel 1974 vennero trasferiti dal cimitero di Pola, la città istriana dove era pure nato nel 1905.


E al termine della Messa cantata per l’apertura della “porta santa” nel Santuario proclamato Chiesa giubilare – oltre che per rinnovare il voto dei pescatori di Grado ricordando la flotta che, un secolo fa, riuscì a salvarsi nell’Adriatico aggredito da un violentissimo fortunale proprio per intercessione della Madonna di Barbana -, è stato reso omaggio al giovane militare-religioso da parte della sezione isolana dell’Associazione nazionale Marinai d’Italia, presente l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli, che aveva celebrato il solenne rito, assieme a monsignor Paolo Nutarelli, titolare della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, e ad altri sacerdoti.
Proprio a quel ricordato 1974 risale l’avvio, nel capoluogo giuliano, della causa di beatificazione e tre anni dopo, il 7 luglio 1997, Giovanni Paolo II dichiarò Egidio Bullesi “venerabile”.  Poi, un quarto di secolo fa, l’allora vescovo di Trieste, Eugenio Ravignani, inviò alla Congregazione per le cause dei Santi i risultati del processo informativo su un presunto miracolo che sarebbe avvenuto l’anno stesso della morte, nel 1929, sulla motonave Vulcania.

Ecco, allora, un breve profilo della breve ed eroica vita di Egidio Bullesi tratta da una scheda del Calendario francescano secolare: «Nasce a Pola (diocesi di Parenzo), che allora appartiene all’Austria, terzo di nove figli. Nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, deve rifugiarsi con la famiglia a Rovigo. Poi si trasferisce a Szeghedin (Ungheria), Wagna (Stiria) e Graz (Austria). Alla fine di tale peregrinare, la famiglia ritorna a Pola, divenuta italiana, dopo il 1919. A 13 anni, Egidio comincia a lavorare come carpentiere nell’arsenale di Pola. Seguendo l’esempio della sorella Maria, il 2 luglio 1920 a 15 anni, si iscrive alla Gioventù di Azione Cattolica, vivendone il motto programmatico: “Preghiera, Azione e Sacrificio”, che lo accompagnerà per tutta la vita, sia militare che lavorativa. Nel 1921, quando si celebra a Roma il 50° della Gioventù Cattolica, Egidio viene inviato a rappresentare tutta la gioventù locale. Il 4 ottobre dello stesso anno, diventa Terziario francescano e assume il nome di Ludovico. A 19 anni è chiamato per il servizio militare e sceglie l’arruolamento nella Marina. Dopo tre anni, alla scadenza del servizio di leva, lascia la Marina e va a lavorare nel cantiere navale di Monfalcone (Gorizia). Qui continua la sua azione apostolica fra gli operai. Si dedica anche alla “Conferenza di San Vincenzo” e fonda una sezione di esploratori cattolici. Nel febbraio 1928, si ammala di tubercolosi. La malattia, che egli considera un “dono di Dio’, progredisce rapidamente per cui dopo solo due mesi, Egidio muore. Ha 24 anni. Nel 1973, le sue spoglie mortali vengono trasferite in Italia, nel Santuario dell’isola di Barbana, presso Grado».
Dicevamo che il processo di beatificazione attende ancora di veder completato il suo lungo iter, per cui se ne occuperà la Chiesa che sta per essere affidata al nuovo Papa. Della cui elezione, da parte dei cardinali riuniti da ieri pomeriggio in Conclave, tutto il mondo cattolico è in trepida attesa.

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In copertina, il busto che ricorda Egidio Bullesi; all’interno, la cerimonia commemorativa presente l’arcivescovo Redaelli, un ritratto del marinaio “venerabile” e la  cappellina che a Barbana ne custodisce le spoglie.

Mentre Grado era invasa dai primi turisti Barbana ha festeggiato l’apertura della “porta santa” ricordando quella tremenda notte dei pescatori un secolo fa

di Giuseppe Longo

GRADO – Mentre Grado era impegnata nelle iniziali “prove” d’estate – veramente un pienone per il Primo Maggio che, come sempre, dà avvio alla nuova stagione turistica! -, a Barbana si è vissuta ieri mattina una giornata speciale con un triplo evento: l’apertura della “porta santa” nel Santuario mariano in occasione dell’anno giubilare e della ricorrenza di San Giuseppe Lavoratore, il rinnovo del voto dei pescatori a un secolo da quella tempesta in mare che li risparmiò, il ricordo del giovane Egidio Bullesi. Nel contempo, non potevano mancare un omaggio alla memoria di Papa Francesco e una preghiera per l’elezione del suo successore. Una mattinata che ha anticipato di un paio di mesi il tradizionale “Perdon” della prima domenica di luglio, ma che ha offerto una simile emozione per la bella opportunità, in una magnifica giornata di sole, di raggiungere l’isoletta in mezzo alla Laguna tanto cara ai gradesi e a tutto il Friuli. Come pure ai turisti, anche stranieri, soprattutto di lingue tedesca, presenti ieri in gran numero.


Lasciato il porto mandracchio, alcuni pescherecci – presente anche l’arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli -, hanno raggiunto in località Pampagnola la briccola con la statua della Madonnina del Mare che volle innalzare l’indimenticato monsignor Silvano Fain. E dopo il “saluto” alla Beata Vergine, hanno attraversato il ponte girevole, la cui breve chiusura aveva tuttavia creato lunghe file di autovetture in entrata e in uscita dall’Isola del sole, tanto era il movimento turistico di ieri mattina e poi per tutta la giornata. Tanto che la stessa cosa si è ripetuta al rientro del corteo di barche, prima del nuovo omaggio alla Vergine in Pampagnola.
I pellegrini con una folta rappresentanza dei pescatori di Grado e dell’Associazione marinai d’Italia, presente anche il sindaco Giuseppe Corbatto, sono quindi arrivati a Barbana dove, con una processione guidata dallo stesso presule, presenti l’arciprete di Grado Paolo Nutarelli, intervenuto con monsignor Mauro Belletti, che si occupa soprattutto della comunità di Fossalon, altri sacerdoti della zona, tra cui il parroco di Cervignano Sinuhe Marotta, e i benedettini brasiliani che da qualche anno si occupano del complesso monastico con il loro priore, Ângelo Alves de Oliveira. Dinanzi al portale del Santuario, proclamato Chiesa giubilare, è avvenuta, appunto, la suggestiva cerimonia di apertura della “porta santa” da parte dell’arcivescovo Redaelli. Poi, all’interno, è seguito il rinnovo della devozione dei pescatori gradesi per lo scampato pericolo di cent’anni fa. È stato Leonardo Tognon, con la consueta efficacia, a rievocare quella drammatica notte in mare raccontata dal grande quadro che venne realizzato dal pittore secessionista Joseph Maria Auchentaller: dopo aver invocato la Madonna di Barbana, ebbero salva la vita tutte le 315 persone che facevano parte della flotta di 56 barche da pesca. Un altro quadro dedicato al centenario è stato donato al Santuario dalla Cooperativa pescatori di Grado. Quindi, la celebrazione della Messa solenne, non solo per ricordare quella tremenda esperienza rinnovando il grazie a Maria, ma appunto per celebrare l’inizio dell’Anno Santo isolano che durerà, con la concessione delle indulgenze, fino a settembre, quindi tutti i mesi estivi che registrano il maggior afflusso di pellegrini e turisti.
Al termine del rito – accompagnato dalla Corale Santa Cecilia che, con la direzione di Anello Boemo, oltre a cantare la sempre bella Messa gregoriana, ha eseguito vari inni tra cui il Regina Coeli post-pasquale e il tanto amato Madonnina del Mare – sul sagrato è seguita, come detto, una breve ma significativa cerimonia per commemorare il venerabile Egidio Bullesi, il giovane marinaio di Pola, dell’Ordine francescano secolare, morto ad appena 23 anni nel 1929 a causa di una grave malattia.

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In copertina, l’arcivescovo Carlo Redaelli e monsignor Paolo Nutarelli al rito sul sagrato presente il sindaco Giuseppe Corbatto; all’interno,  la processione a Barbana, l’apertura della “porta santa”, l’arciprete di Grado, Leonardo Tognon durante la rievocazione, il rappresentante della Cooperativa pescatori e l’omaggio all’altare della Vergine Maria; infine, la Madonnina del Mare in Pampagnola.

Grado, c’è anche il Santuario di Barbana fra gli otto “luoghi giubiliari” della Diocesi. Epifania, oggi la benedizione dei bambini e poi l’arrivo delle “Varvuole”

(g.l.) Anche il Santuario di Barbana sarà un “luogo giubilare” nell’Anno Santo appena cominciato. L’ha scelto l’arcivescovo di Gorizia assieme ad altre sette Chiese della Diocesi, tra cui la vicina Basilica patriarcale di Aquileia. Sull’odierno numero di Insieme – il notiziario settimanale della Parrocchia arcipretale di Grado – monsignor Paolo Nutarelli informa, infatti, che «per disposizione di Papa Francesco, le Porte Sante saranno solo quelle delle quattro Basiliche papali maggiori (San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura) e quella del carcere romano di Rebibbia. Nelle Diocesi ci saranno invece dei “luoghi giubilari”, che saranno meta di pellegrinaggio». Anche in questi luoghi sarà concessa l’Indulgenza secondo le indicazioni del Pontefice.

Il Presepe della Basilica di Grado.


A Barbana, che tutti conoscono se non altro per la tanto partecipata tradizione del “Perdòn” della prima domenica di luglio – quando la statua della Madonna degli Angeli viene accompagnata nell’isoletta con la suggestiva processione di barche – il periodo indicato da monsignor Carlo Redaelli è quello che va dal 1° maggio al 15 settembre, mentre ad Aquileia le disposizioni scattano proprio oggi, 5 gennaio, e le indulgenze saranno possibili fino al 24 dicembre, vigilia del prossimo Natale. Gli altri sei “luoghi giubilari” della Diocesi isontina sono, ovviamente, la Cattedrale di Gorizia, il Santuario della Rosa Mistica di Cormons, il Santuario della Marcelliana di Monfalconee, la Chiesa dell’Ospedale e quella di San Giusto, sempre a Gorizia, e il nuovo Cammino da Aquileia a Monte Santo.
Intanto, oggi, vigilia epifanica – in vista della solennità di domani 6 gennaio che chiuderà il lungo ciclo delle feste natalizie – bambini, ragazzi e famiglie sono attesi alle 16 nella Basilica di Sant’Eufemia per la tradizionale benedizione. Al termine della Messa, durante la quale sarà anche benedetta l’acqua (che poi ognuno potrà portare a casa) tutti si trasferiranno al porto mandracchio per il tanto atteso arrivo in barca delle “Varvuole”, le famose streghe del mare.
Ultimi giorni per poter ammirare anche i tanti presepi disseminati nell’Isola, dal Campo dei Patriarchi al Palazzo del Congressi di Città Giardino dove c’è anche una riproduzione, ovviamente in formato ridotto, del Presepe monumentale che i volontari gradesi hanno donato alla Città del Vaticano (dove sarà visitabile fino al 12 gennaio), allestendo in Piazza San Pietro una originale Natività ospitata all’interno di un “casòn” della Laguna, che in queste settimane ha suscitato un enorme interesse, facendosi conoscere ovunque – assieme alla stessa località di Grado – grazie ai collegamenti in Mondovisione, soprattutto in occasione della solenne apertura, a Natale, della Porta Santa e della Benedizione Urbi et Orbi. E in questi giorni dinanzi al Presepe “graisano” si è fermato in preghiera anche Papa Francesco.

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In copertina, una splendida panoramica del Santuario di Barbana in mezzo alla Laguna con sullo sfondo la città di Grado.

Il Presepe di Grado lodato anche dal Papa. E non poteva esserci regalo migliore per i bravissimi volontari

di Giuseppe Longo

«All’ombra del grande abete, poi, il Presepe riproduce un “casone” della Laguna gradese, una di quelle case di pescatori che venivano costruite con fango e canne e dove gli abitanti delle “mote”, le piccole isolette lagunari, condividevano, durante il duro lavoro della pesca, le gioie e i dolori della vita di ogni giorno. Anche questo simbolo ci parla del Natale, in cui Dio si fa uomo per aver parte fino in fondo alla nostra povertà, venendo a costruire il suo Regno sulla terra non con mezzi potenti, ma attraverso le deboli risorse della nostra umanità, purificate e fortificate dalla sua grazia». Sono le parole che Papa Francesco ha pronunciato sabato mattina nell’Aula Paolo VI, prima dell’inaugurazione pomeridiana, vigilia dell’Immacolata, del grande Presepe che Grado ha offerto alla Città del Vaticano allestendolo in Piazza San Pietro. E non poteva esserci regalo migliore per i bravissimi volontari, artigiani e artisti, ma anche per i loro coordinatori, Adelchi Felice Quargnali, dei Portatori della Madonna di Barbana, e Antonio Boemo, che è stato anche l’ideatore della riuscitissima iniziativa e che ha quindi visto realizzato quel sogno meraviglioso che inseguiva da anni: quello che fosse anche l’Isola d’oro fra le località scelte per dar vita, quando possibile, alla scena della nascita di Gesù sotto l’obelisco più famoso del mondo. Parole che hanno riempito di gioia e di orgoglio anche la folta delegazione arrivata a Roma dal Friuli Venezia Giulia – circa cinquecento persone! – e che era guidata dall’arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli, dall’arciprete e dal sindaco di Grado, Paolo Nutarelli e Giuseppe Corbatto. Ma, come già riferito, c’erano anche, per la Regione Fvg, il presidente del Consiglio Mauro Bordin, il vicegovernatore Mario Anzil e l’assessore Fabio Scoccimarro.

«Circa il Presepe – ha osservato ancora il Santo Padre -, c’è un altro segno che vorrei evidenziare: i “casoni” sono circondati dall’acqua e per andarci ci vuole la “batela”, la tipica imbarcazione a fondo piatto che permette di spostarsi sui fondali bassi. E anche per giungere a Gesù ci vuole una barca: la Chiesa è la barca. Non lo si raggiunge “in solitaria” – mai –, lo si raggiunge insieme, in comunità, su quel piccolo-grande battello che Pietro continua a guidare e a bordo del quale, stringendosi un po’, c’è sempre posto per tutti. Nella Chiesa sempre c’è posto per tutti. Qualcuno può dire: “Ma per i peccatori?”. Questi sono i primi, sono i privilegiati, perché Gesù è venuto per i peccatori, per tutti noi, non per i santi. Per tutti. Non dimenticatevi questo. Tutti, tutti, tutti dentro». E una bella riproduzione della “batela” è stata donata al Vescovo di Roma dagli stessi Boemo e Quargnali.
Le parole del Pontefice sono state, dunque, il suggello di questo grande impegno che ha visto lavorare per un paio d’anni – e soprattutto in queste ultime settimane – una quarantina di volontari con tanta disponibilità ed estro creativo non comune, dando vita a un’opera che in questi giorni – ma fin dal momento in cui sabato sera sono stati accesi i riflettori – ha ottenuto unanimi apprezzamenti sia fra coloro che l’hanno ammirata di persona, sia fra le migliaia di persone che l’hanno potuta vedere attraverso i mezzi di comunicazione che hanno dato grande risalto alle realizzazioni di Grado e di Ledro, la cittadina del Trentino che ha portato nella piazza più conosciuta della Cristianità un Albero di Natale davvero gigantesco. E tantissime saranno quelle che potranno ammirare queste opere fino al 12 gennaio prossimo, in particolare durante le imminenti festività che saranno avviate la Notte di Natale dalla solenne apertura della “Porta Santa” che inaugurerà il Giubileo 2025.

«Grande onore l’attenzione
di Papa Francesco per Fvg»

«Incontrare il Santo Padre e omaggiarlo con il volume dedicato al Monte Lussari, una delle meraviglie della nostra regione, è una fortissima emozione che si accompagna all’entusiasmo per l’ormai imminente scopertura del Presepe di Grado in Piazza San Pietro. Per la seconda volta nell’arco di pochi anni un Presepe realizzato in Friuli Venezia Giulia viene scelto per abbellire la più importante piazza della Cristianità in occasione delle festività natalizie: un grande onore che ripaga gli sforzi compiuti da tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del magnifico Presepe dell’Isola del sole, a partire dal curatore del progetto Antonio Boemo». È quanto ha affermato il vicegovernatore con delega alla Cultura, Mazio Anzil, al termine dell’udienza con Papa Francesco avvenuta nell’Aula Paolo VI del Vaticano, durante la quale l’esponente della Giunta Fedriga ha omaggiato il Pontefice con il volume “Il monte inondato di luce: Lussari” di Helmut Tributsch. Anzil ha rimarcato che «quest’anno il Santo Padre ha dimostrato un’attenzione particolare per il Friuli Venezia Giulia: a gennaio è stata annunciata ufficialmente la sua visita a Trieste di luglio, in occasione della cinquantesima Settimana sociale dei cattolici e ora il 2024 si chiuderà con il Presepe di Grado in Piazza San Pietro. Non possiamo quindi che esserne fieri e ringraziare il Pontefice a nome di tutti i cittadini della nostra regione». All’evento, che anticipava l’inaugurazione del Presepe prevista per il pomeriggio, hanno preso parte, tra gli altri, anche l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, sviluppo sostenibile ed energia, Fabio Scoccimarro,e il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, oltre a numerosi rappresentanti istituzionali del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, Antonio Boemo spiega a Papa Francesco come è fatto il Presepe realizzato da Grado prima di donargli una riproduzione della tipica “batela”. All’interno, il Pontefice dialoga con monsignor Nutarelli, il sindaco Corbatto e il presidente Bordin; infine, il Santo Padre durante il suo discorso e l’arciprete gradese con i generosi volontari isolani.

Qui sopra, il vicegovernatore Anzil dona il libro sul Monte Lussari al Santo Padre; l’assessore con il presidente Bordin e il collega Scoccimarro, e poi dinanzi al Presepe; la delegazione Fvg con il cardinale Alzaga, responsabile del Governatorato Vaticano.

Foto Ottica Marocco Grado
Enrico Cester
Regione Fvg

Le dolcissime note di “Madonnina del mare” hanno fatto da sfondo in Vaticano all’inaugurazione del grande Presepe realizzato da Grado in due anni di lavoro

di Giuseppe Longo

Le dolcissime note di “Madonnina del mare”, quelle che a Grado ogni domenica chiudono con un fragoroso applauso la Messa solenne nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, sono risuonate ieri sera, per la prima volta, anche in Piazza San Pietro, concludendo la cerimonia di inaugurazione del grande Presepe che l’Isola d’oro ha offerto alla Città del Vaticano allestendolo, con una decina di giorni di frenetico lavoro, sotto l’obelisco e accanto al gigantesco Albero di Natale donato dalla trentina Ledro. La cerimonia è stata presieduta dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, responsabile del Governatorato del piccolo Stato, alla presenza di suor Raffaella Petrini, segretario generale. Erano presenti le delegazioni provenienti dalla due città donatrici, dal Friuli Venezia Giulia e dalla Provincia autonoma di Trento, oltre all’arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, e quello di Trento, monsignor Lauro Tisi, tutti ricevuti nella mattinata in udienza dal Papa. Della folta delegazione isolana – arrivata nella Capitale con tre pullman – facevano parte anche l’arciprete Paolo Nutarelli, il sindaco Giuseppe Corbatto e il cavalier ufficiale Antonio Boemo, ideatore della riuscitissima iniziativa che ha anche coordinato la quarantina di volontari. Per la Regione Fvg c’erano il presidente del Consiglio Mauro Bordin, il vicegovernatore Mario Anzil e l’assessore Fabio Scoccimarro.

L’ambiente lagunare – Il Presepe di Grado è ambientato nella grande nella Laguna ricca di oltre un centinaio di “mote”, cioè di piccoli isolotti, con la Natività che trova spazio all’interno di un “casón”, la caratteristica costruzione di canne palustri che un tempo era abitata dai pescatori. L’ambientazione che è stata scelta è, appunto, quella dei primi anni del secolo scorso quando in Laguna abitavano ancora diverse centinaia di gradesi. L’ambiente proposto è ricco di tanti dettagli, anche con la vegetazione autoctona e l’avifauna locale. Tutto è stato costruito pazientemente a mano in mesi e mesi di certosino lavoro da parte dei tantissimi e generosi volontari: tutti professionisti, artigiani, maestri d’ascia, pescatori e naturalmente artisti per la realizzazione delle statue. Volontari in buona parte appartenenti a diverse associazioni isolane con capofila i Portatori della Madonna di Barbana. In mondovisione, è stata svelata la grande struttura di quattordici metri per trenta che, per la prima volta nella piazza più importante della Cristianità riproduce l’ambiente lagunare con tanto di bacino contenente ben 35 metri cubi di acqua, isolotti, spiagge, casoni, tra cui quello che ospita la Sacra Famiglia. Fanno da sfondo fauna e flora tipici gradesi e imbarcazioni come la batela, a fondo piatto, che all’Epifania porterà i Re Magi a destinazione.

L’illustrazione di Antonio Boemo – Il cardinale Vergez Alzaga ha osservato che Presepe e Albero «aiutano a introdurci al Natale, a quella Nascita che ha sconvolto il mondo. Il Presepe racconta anche quanto accade nell’Isola del Sole dove, nel periodo natalizio, oltre cento presepi sono esposti. Conosco molto bene il Santuario di Barbana nel quale tante volte ci sono stato con amici». Al porporato, ha fatto eco l’arcivescovo Redaelli: «Questa è la fede di Grado che, con Aquileia, è antichissima sede patriarcale. Un Gesù che nasce in un casone povero come tante abitazioni oggi di poveri in tanti luoghi del mondo». Antonio Boemo ha quindi illustrato l’opera al folto pubblico, esprimendo un grazie ai numerosi volontari, agli artisti Lorenzo e Francesca Boemo, oltre che all’architetto Andrea de Walderstein. «La laguna riprodotta in questa Natività – ha spiegato il giornalista – riporta uno spaccato della vita del primo Novecento, quando gli isolotti erano abitati da centinaia di persone che vivevano in povertà soltanto di pesca. Anche le statue riprendono i colori della Laguna, della terra e della vegetazione. Sono stati due anni di lavoro con una squadra di quaranta persone, tutti professionisti e volontari. Questo è il Presepe della comunità di Grado». E ha concluso: «Questo è un Presepe che rappresenta la Laguna agli inizi del Novecento, ma anche la nostra comunità integralmente perché è stata un’opera di circa quaranta volontari di diverse associazioni. Questo è un sogno che è stato condiviso dai volontari e dalle proprie famiglie diventando il sogno della comunità di Grado e dell’intera regione». Festosi gli interventi della Banda cittadina di Grado, diretta dal maestro Nevio Listuzzi, che ha eseguito anche la tanto amata “Madonnina del mare”, integrandoli con quelli dei gruppi musicali di Ledro.

Il presidente del Consiglio Fvg – «Nel giro di pochi anni, il Friuli Venezia Giulia torna ad essere protagonista in Piazza San Pietro: prima con il presepe di Sutrio, ora con quello di Grado. I visitatori provenienti da ogni angolo del mondo avranno l’opportunità di ammirare una Natività che incarna la maestria e il talento degli artisti della nostra terra, autentici ambasciatori delle peculiarità del Friuli Venezia Giulia. Questo straordinario legame con la comunità regionale esprime sempre il principio ispiratore che guida i nostri artisti, capaci di distinguersi ovunque», ha detto il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.

E il vicegovernatore – «L’intero Friuli Venezia Giulia è orgoglioso per il meraviglioso presepe di Grado allestito in piazza San Pietro. Un’opera di grande bellezza che riesce a coniugare perfettamente la Natività con l’ambiente naturale della Laguna gradese e, attraverso un’attenta ricostruzione ricca di dettagli, trasporta idealmente una porzione della nostra regione nel cuore di Roma. Un lavoro impressionante per il quale dobbiamo ringraziare gli artisti, le associazioni coinvolte e tutti i volontari che hanno partecipato alla realizzazione del progetto e, ovviamente, il suo curatore Antonio Boemo», ha detto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, intervenuto in rappresentanza del presidente Massimiliano Fedriga. E ha aggiunto: «La Regione è fiera di aver sostenuto questa magnifica iniziativa che dà lustro all’intero Friuli Venezia Giulia replicando il successo del presepe ligneo di Sutrio del 2022 e facendo conoscere in tutto il mondo la bravura degli artisti e degli artigiani del nostro territorio. Un successo che rappresenta il punto più alto del percorso avviato nell’Isola del sole con l’organizzazione di una delle più importanti rassegne presepiali della regione, che calamita ogni anno l’attenzione di moltissimi visitatori e appassionati. Oltre a essere motivo d’orgoglio per la nostra regione, il presepe di Grado in Vaticano è quindi anche una importante occasione di promozione della cultura e delle tradizioni del Friuli Venezia Giulia. L’impegno, la tenacia, la professionalità, la maestria e la bravura di tutti coloro che hanno preso parte a questa straordinaria avventura provano tutta la forza di una comunità coesa e legata alle proprie tradizioni e ancora una volta dimostrano quanto poliedrica e ricca di particolarità ed eccellenze sia la nostra regione».

Fino al 12 gennaio – La meravigliosa opera realizzata dai volontari di Grado resterà in visione, assieme al grande abete del Trentino, fino a domenica 12 gennaio, dopo la solennità epifanica che conclude il lungo ciclo delle feste natalizie. E in questo mese saranno centinaia di migliaia le persone che potranno ammirarla giungendo alla Basilica di San Pietro, anche perché la Notte di Natale Papa Francesco aprirà la “Porta Santa” dando il via alle celebrazioni del Giubileo che si protrarranno per tutto il 2025.

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In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia inaugurale di ieri sera in piazza San Pietro a Roma; tra i presenti, il presidente Mauro Bordin, il sindaco Giuseppe Corbatto, la Banda cittadina di Grado con il direttore Nevio Listuzzi, Antonio Boemo ideatore e coordinatore del grande Presepe.

(Foto Ottica Marocco Grado)

(Vatican Media)

Il grande giorno di Grado è arrivato: stasera in Piazza San Pietro luci accese sul mega Presepe donato dall’Isola al Papa e che ricostruisce la Laguna

(g.l.) E alla fine il grande giorno è arrivato. Oggi, vigilia dell’Immacolata, a Grado, ma non solo, c’è infatti molta attesa per la solenne inaugurazione del mega Presepe allestito in Piazza San Pietro da una foltissima schiera di volontari isolani, capitanati dal giornalista Antonio Boemo, ideatore della bellissima iniziativa, e dal parroco Paolo Nutarelli. Dopo l’udienza concessa stamane da Papa Francesco a tutti i protagonisti della straordinaria impresa – che abbina alla ricostruzione di un suggestivo angolo di Laguna il gigantesco albero di Natale fatto arrivare in Vaticano dalla trentina Ledro -, nel pomeriggio alle 17, al calare della sera, ci sarà la cerimonia di inaugurazione e di illuminazione su uno spettacolo che si annuncia davvero emozionante. La cerimonia, come ha informato Vatican News, sarà presieduta dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
Uno spettacolo, dunque, sicuramente di grande impatto visivo che sarà sotto gli occhi del mondo intero, considerato pure che la Notte di Natale il Pontefice aprirà la Porta Santa dando il via alle celebrazioni del Giubileo che si snoderanno durante tutto il 2025. Ricordavamo nei giorni scorsi che il grande Presepe donato da Grado al Papa è ambientato nella bellissima Laguna ricca di oltre un centinaio di mote, cioè di piccoli isolotti, con la Natività che trova spazio all’interno di un casóne, la caratteristica costruzione di canne abitata un tempo dai pescatori. L’ambientazione che è stata scelta è quella dei primi anni del secolo scorso quando in Laguna abitavano ancora diverse centinaia di gradesi. Nel Presepe è stato, dunque, riprodotto l’ambiente attraverso la collocazione di una mota con il casóne, realizzato con elementi di legno, rivestito con canne palustri e protetto da lunghi argini, questi ultimi modellati a mano, pezzo per pezzo. Il Presepe è stato realizzato interamente da una quarantina di volontari, tutti professionisti, con capofila i Portatori della Madonna di Barbana. Hanno lavorato per lunghi mesi nell’Isola per preparare tutto l’occorrente e a metà della scorsa settimana sono scesi a Roma per la complessa operazione del montaggio sotto l’obelisco più famoso del pianeta. E ora sono stati raggiunti da una folta delegazione di gradesi guidati dallo stesso monsignor Nutarelli. Ma con loro c’è anche l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli, la cui presenza dà il giusto rilievo a questa importantissima iniziativa per Grado, ma anche per l’intero Friuli Venezia Giulia, che segue quella di due anni fa proposta dagli artigiani mobilieri di Sutrio, che ora fanno tifo per gli amici di Grado.
Sarà un grande spettacolo, dunque, la Natività ambientata in un “casòn” della laguna che si ispira a quello che da tanti anni viene allestito nel porto mandracchio con il suo ruolo di leader dei tantissimi presepi, pubblici e privati, che vengono allestiti nell’Isola d’oro e che hanno reso celebre Grado. In questi giorni sono circolate sui social delle “anticipazioni” ovvero delle immagini dei lavori top secret, davanti alla più importante Basilica della Cristianità, colte attraverso i droni. Ma è meglio aspettare di vedere l’allestimento in tutto il suo splendore nelle luci del tardo pomeriggio. Un vero e proprio fattore sorpresa atteso da tutti con trepidazione.

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In copertina, il presepe del porto mandracchio al quale si ispira quello realizzato dai gradesi in Vaticano.

Don Matteo Marega oggi torna a Grado per i 30 anni del Ricreatorio Spes: anche l’arcivescovo di Gorizia alla grande festa con i ragazzi e il giovane sacerdote

(g.l.) Giovane fra i giovani. Ritorna, oggi, per un giorno a Grado don Matteo Marega e sarà proprio lui a celebrare, alle 11.30 a Città Giardino, la Messa per i 30 anni del Ricreatorio Spes, la struttura per i ragazzi e i giovani voluta nel 1994 da monsignor Silvano Fain, quattro anni prima che la morte lo cogliesse improvvisa, e oggetto in questi mesi di importanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento che hanno richiamato una generosa partecipazione alle spese da parte della popolazione isolana.
«Don Matteo, nato a Monfalcone nel 1995 – riferisce “Insieme” in distribuzione oggi -, è stato ordinato presbitero il 19 maggio scorso. Per un anno pastorale, da novembre 2021 ad agosto 2022, Matteo è stato in servizio nella nostra Parrocchia affiancando don Paolo nell’attività liturgica e dell’oratorio. Sebbene sia stato in mezzo a noi per poco tempo, don Matteo si è fatto voler bene e siamo sicuri che la breve esperienza gradese lo abbia aiutato nel percorso verso il presbiterato». «Con gioia, “formalmente ed ufficialmente”, lo avremo con noi nella Santa Messa del Trentesimo dello Spes: sarà l’occasione per salutarlo e stringerci a lui», aggiunge monsignor Paolo Nutarelli, annunciando che al termine del rito, che sarà celebrato in Ricreatorio, «alla presenza dell’arcivescovo e delle autorità locali, vivremo la benedizione dello Spes ed il successivo pranzo comunitario al quale tutti sono invitati. Un grazie di cuore ai tanti volontari che hanno permesso la realizzazione dei singoli eventi».
Il foglio setttimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia annuncia poi che «nelle prossime settimane andrà a costituirsi, in modo formale, il “Direttivo dello Spes” per coordinare le varie attività del Ricreatorio e la sua gestione. Chi volesse dare il proprio contributo può chiedere informazioni e/o dare la propria adesione comunicandola a don Paolo». Ma per ora fermiamoci alla grande festa che fra poco si terrà a Città Giardino per celebrare l’importanza che la bellissima struttura – tirata a lucido in questi ultimi giorni da decine di persone, generose e disponibili – ha per i giovani dell’Isola. Una festa animata proprio da don Matteo Marega, giovane fra i giovani.

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In copertina, don Matteo Marega il giovane sacerdote monfalconese che stamane celebrerà la Messa al Ricreatorio Spes di Grado.