Grado, ora il Presepe lagunare del Papa brilla anche a Gorizia: inaugurato ieri sera tra gli applausi ai volontari. La Natività protagonista anche nell’Isola con oltre 150 allestimenti per le festività

(g.l.) E ora il “Presepe del Papa” brilla anche a Gorizia. Nei Giardini pubblici del capoluogo isontino è stato infatti inaugurato, ieri pomeriggio, il grande “Presepe lagunare di San Pietro” che un anno fa la comunità di Grado aveva allestito nella Città del Vaticano, dove era stato ammirato da oltre un milione di visitatori oltre a essere visto in tutto il globo grazie ai collegamenti in Mondovisione per i riti natalizi e alla rete Internet che ha rilanciato ovunque le sue immagini. Le stesse che ora possono essere viste a Gorizia dove il Presepe dei bravissimi volontari dell’Isola – che, come è noto, ripropone un’immagine della Laguna di Grado di un secolo fa, con tanto di casone e barca di pescatori – è stato riproposto, come era più che opportuno, a conclusione dello straordinario anno di Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura.


Un allestimento che è stato subito salutato da tantissimi applausi e apprezzamenti, a cominciare da quelli dell’arcivescovo Carlo Redaelli, il quale si è complimentato con i volontari gradesi, capitanati da Antonio Boemo (al quale va il merito della brillante idea del “Presepe lagunare di San Pietro”), e accompagnati dal sindaco Giuseppe Corbatto e dal parroco Paolo Nutarelli. Il quale ha sottolineato: «Oggi i volontari hanno inaugurato il Presepe Lagunare a Gorizia. Da San Pietro a Gorizia un’opera che nasce dalla passione, dalla dedizione e dal tempo donato con gratuità. Grazie di cuore per la loro presenza. Grazie per aver scelto di spendere i vostri talenti, le vostre mani ed il vostro cuore per assemblare non solo una struttura, ma una vera opera d’arte che diventa occasione d’incontro tra l’Infinito e ciascuno di noi». E nella breve nota affidata al profilo di ChiesaGrado Insieme, lodando ancora l’opera preziosa dei volontari, si osserva: «In un tempo spesso distratto e frettoloso, hanno creato uno spazio che invita a fermarsi, a guardare, a lasciarsi interrogare. Grazie davvero. Che Dio benedica loro e la nostra comunità».
Questo, dunque, a Gorizia. Ma anche a Grado “l’Isola del Natale” i presepi sono grandi protagonisti. La loro rassegna propone oltre 150 installazioni artistiche, piccole e grandi, realizzate da privati, scuole, associazioni e artigiani del territorio e di Austria e Slovenia, in gran parte ospitate al Palazzo regionale dei Congressi, a Città Giardino. Molti, però, come da tradizione, sono esposti nelle vie del centro storico, nelle calli, nelle vetrine, lungo il porto mandracchio e nelle frazioni di Fossalon e Boscat, oltre che ad Aquileia e a Terzo. Il tradizionale presepe galleggiante ha lasciato il posto, sempre in porto, all’ammirazione di una suggestiva Natività allestita sull’ammiraglia dell’Associazione Canottieri Ausonia, una proposta che unisce tradizione, identità marinara e creatività locale. La rassegna, oltre durante tutte le feste,sarà visitabile fino al 1° febbraio. Giornate e orari di apertura: fino al 23 dicembre e dal 7 gennaio al 1° febbraio, lunedì e mercoledì dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17; martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30; dal 24 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, con orario continuato.
Intanto, le Chiese di Grado – a cominciare dalla Basilica patriarcale di Sant’Eufemia – si preparano ad accogliere i tanti riti previsti dalla liturgia natalizia. Programmi e orari sono dettagliatamente riportati su Insieme, l’apprezzato bollettino settimanale della Parrocchia in distribuzione proprio oggi. Un ricco calendario che nei giorni scorsi era stato inviato da monsignor Nutarelli anche agli operatori turistici dell’Isola. «Il Natale – ha loro scritto – è da sempre un’occasione preziosa per fare il punto sulla strada percorsa — personale e lavorativa — e per rinnovare uno sguardo di speranza sul futuro. Sono giorni in cui molte attività rallentano o chiudono temporaneamente, mentre altre si preparano a riaprire per le festività: un tempo “di soglia”, che invita tutti a respirare, riflettere e ripartire. A ciascuno di voi, e ai vostri familiari e collaboratori, giunga – ha concluso don Paolo – il mio augurio più sincero di un Natale sereno e luminoso, ricco di fiducia e di pace. Con stima e riconoscenza per il vostro servizio alla nostra isola».

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In copertina e all’interno due immagini del Presepe lagunare allestito da Grado a Gorizia a conclusione di Go12025.

(Foto tratte da ChiesaGrado Insieme)

Grado, il Museo Civico del Tesoro una bellissima proposta in più per le festività nell’Isola accanto ai tantissimi Presepi

(g.l.) Immacolata Concezione con una proposta in più per chi arriva a Grado. Dunque, oggi ma in tutto questo mese di dicembre e poi anche in gennaio: la visita al Museo Civico del Tesoro, aperto ufficialmente sabato mattina nella vecchia casa canonica della centralissima piazza Biagio Marin, edificio che sorge proprio di fronte al palazzo municipale. Infatti, accanto ai numerosi presepi la cui tradizionale rassegna è stata appena inaugurata – ne facciamo riferimento anche nel precedente articolo riguardante tutto il Friuli Venezia Giulia e quindi anche l’Isola del sole (oggi, peraltro, bellissimo!) -, potrà essere visitata anche questa ricca esposizione di reperti e preziose testimonianze della storia locale che si sviluppa su quasi due millenni, aperta nella giornata odierna festiva anche dalle 14.30 alle 17.30.
Sipario alzato, dunque, dall’altro pomeriggio sulla rassegna presepiale allestita, come ogni anno, al Palacongressi di Città Giardino: una mostra che dà inizio anche quest’anno al “Nadal de l’Isola”, la manifestazione di fine anno che trasforma Grado in un magnifico borgo colorato e ricco di oltre 50 diverse proposte di intrattenimento, spettacolo e cultura. E, come già riferito, tutti gli appuntamenti si snoderanno nell’arco di un ricchissimo mese di iniziative e manifestazioni che si è appena aperto e si concluderà il 6 gennaio con la solennità dell’Epifania.

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Anche l’Albero di Natale

E per quanto riguarda ancora le prime iniziative di questo intenso mese di festa, oggi – giornata che celebra la più importante ricorrenza mariana prima di quella della Nascita di Gesù -, alle ore 17, in Campo Patriarca Elia, sul sagrato della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, ci sarà la tradizionale accensione dell’Albero di Natale a cura della civica amministrazione. “Un segno luminoso che apre simbolicamente il nostro Tempo di Natale”, ha sottolineato monsignor Poalo Nutarelli su Insieme. Nel foglio informativo settimanale della Parrocchia arcipretale si ricorda pure che, come ormai tradizione, anche quest’anno i bambini della Scuola dell’Infanzia Parrocchiale “Luigi Rizzo” porteranno un segno di luce per le vie del centro anticipando di due giorni la festa di Santa Lucia. Infatti, nella serata di giovedì 11 dicembre, a partire dalle ore 16.30, dal piazzale Patriarca Elia, i bambini offriranno, con il loro sorriso e con i loro canti, “un po’ di luce” a tutte le persone che incontreranno. “Un semplice gesto, capace di illuminare i cuori”, ha osservato ancora il parroco.

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La rassegna dei presepi coinvolge oltre 150 installazioni artistiche, piccole e grandi, realizzate da privati, scuole, associazioni e artigiani del territorio e di Austria e Slovenia, in gran parte ospitate al Palazzo regionale dei Congressi a Città Giardino. Molti, però, come da tradizione, saranno esposti nelle vie del centro storico, nelle calli, nelle vetrine, lungo il porto e nelle frazioni di Fossalon e Boscat, oltre che ad Aquileia e a Terzo di Aquileia. Il tradizionale presepe galleggiante lascerà il posto, sempre al mandracchio, all’ammirazione di una suggestiva Natività allestita sull’ammiraglia dell’Associazione Canottieri Ausonia, una proposta che unisce tradizione, identità marinara e creatività locale. La rassegna sarà visitabile fino al 1° febbraio. Sabato, come detto,è avvenuta l’inaugurazione, al citato Palazzo regionale dei Congressi. Giornate e orari di apertura: oggi e fino al 23 dicembre e dal 7 gennaio al 1° febbraio, lunedì e mercoledì dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17; martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30; dal 24 dicembre al 6 gennio tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, con orario continuato.

Tornando, invece, al Museo Civico del Tesoro di Grado, la sua inaugurazione ufficiale è avvenuta sabato mattina durante una bellissima e partecipata cerimonia- rallegrata dalle note della Banda cittadina -, alla quale hanno fatto gli onori di casa il sindaco Giuseppe Corbatto e l’arciprete Paolo Nutarelli. Per sottolineare l’importanza dell’evento è intervenuto anche l’arcivescovo Carlo Redaelli, assieme ad altri numerosi ospiti, tra i quali l’europarlamentare Anna Maria Cisint e i rappresentanti della Soprintendenza regionale dei beni storici, oltre che della Socoba, la società che gestisce la Basilica di Aquileia e che si occuperà anche del Museo gradese.  La presentazione dell’opera dedicata a monsignor Sebastiano Tognon, parroco dell’Isola all’epoca della Grande Guerra che si prodigò per la salvaguardia di questi beni storici dal valore incalcolabile, era cominciata all’interno della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia con la presentazione del Museo in tutti i suoi dettagli storico-scientifici (ne parla anche un ampio articolo pubblicato il 5 dicembre scorso su friulivg.com). Al termine, è seguito il tradizionale taglio del nastro nella ex canonica dei parroci di Grado, dove l’ultimo ad avervi dimorato è l’indimenticabile monsignor Silvano Fain. Il quale da Lassù sarà sicuramente felice di vedere come la casa che l’ha accolto per quarant’anni sia diventata un prezioso polo culturale per Grado e per tutta la nostra regione.

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In copertina, l’arcivescovo Carlo Redaelli benedice il Museo prima del taglio del nastro; all’interno, alcune immagini della cerimonia inaugurale con l’intervento in Basilica di monsignor Paolo Nutarelli e la visita alla esposizione permanente della storia di Grado, presenti il sindaco Giuseppe Corbatto e l’onorevole Anna Maria Cisint; infine, la Banda cittadina.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Con l’amata “Madonnina del Mare” l’ultimo saluto di Grado ad Arianna Cutti mamma di monsignor Paolo Nutarelli

di Giuseppe Longo

GRADO – Non deve essere facile, neanche per un sacerdote sostenuto da una fede forte e cristallina, pronunciare un’omelia dinanzi al feretro della propria madre. E, invece, monsignor Paolo Nutarelli ieri mattina ha trovato la forza per farlo, nella Basilica di Grado, fra le tantissime persone che hanno voluto rendere omaggio ad Arianna Cutti, molto conosciuta e apprezzata nell’Isola, anche per essere stata a lungo responsabile dell’Ufficio postale, che si è spenta a 88 anni. «L’arcivescovo Carlo – ha confidato all’assemblea – mi ha proposto di parlare in ricordo della mamma, ma inizialmente gli avevo detto che non me la sentivo. Poi ho riflettuto e ho accettato con gratitudine l’invito». E pur con la voce spesso rotta dalla commozione il parroco, gradese fra i suoi gradesi, è riuscito a offrire un’immagine affettuosa e puntuale di una donna che ha speso tutta se stessa per la famiglia – peraltro rimasta vedova in giovane età di Alberto Nutarelli, morto nel 1990 in seguito a un incidente stradale -, il lavoro e la comunità. Il tutto alla luce di un grande amore in Cristo, che non ha mai vacillato ma che si è rinvigorito quando uno dei due figli ha deciso in incamminarsi sulla impegnativa via del sacerdozio, con la guida preziosa di monsignor Silvano Fain. Una fede che don Paolo ha più volte sottolineato, attingendo anche a quelle parole del Vangelo di Luca che ci spronano a tenere sempre «la lampada accesa» per non trovarsi impreparati al momento del distacco dalla vita terrena.

La Messa esequiale è stata celebrata dall’arcivescovo Carlo Redaelli che ha voluto esprimere tutta la vicinanza della Chiesa isontina al parroco di Grado, al fratello Sergio e ai loro familiari. Con lui all’altare di Sant’Eufemia, oltre allo stesso don Nutarelli, il nuovo vicario generale Paolo Zuttion (che è subentrato a monsignor Armando Zorzin, già arciprete isolano), i concittadini monsignor Mauro Belletti e don Gianni Medeot, cappellano militare, oltre a numerosi sacerdoti e religiosi della Diocesi e del vicino Santuario di Barbana. Come detto, tantissimi coloro che hanno gremito – con il sindaco Giuseppe Corbatto e altre autorità cittadine – le storiche navate della Basilica che per Arianna Cutti, arrivata dall’istriana Albona nel lontano 1950, era come una “seconda casa”. Tante le persone giunte per il funerale anche da Cormons, il paese del Collio dove l’anziana è spirata, assistita amorevolmente dalle suore della Divina Provvidenza, e dove aveva seguito, una volta lasciato il lavoro, il figlio sacerdote, parroco per diciassette anni di quella popolosa comunità in cui era nato il citato don Fain. All’uscita del feretro, il coro diretto dal maestro Anello Boemo, dopo il canto con cui la liturgia finale affida l’anima nelle braccia del Padre celeste, ha intonato la suggestiva “Madonnina del Mare”, tanto amata da Arianna come da tutti i gradesi e pure dai tanti turisti che, frequentando l’Isola, si sono avvicinati alle sue bellissime tradizioni.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli pronuncia l’omelia dinanzi al feretro della mamma Arianna Cutti; all’interno, l’arcivescovo Carlo Redaelli mentre incensa la salma e il momento del commiato sul sagrato della Basilica di Sant’Eufemia.

Santi, Defunti e Dedicazione della Basilica nella prossima agenda liturgica di Grado dopo la bellissima festa delle Cresime con l’arcivescovo Redaelli

(g.l.) La solennità di Tutti i Santi e la commemorazione dei Defunti sono le feste che pure la comunità cristiana di Grado si prepara a celebrare nei primi giorni di novembre. Ricorrenze che poi, appena una settimana più tardi, vedranno anche il ritorno della festa della Dedicazione della Basilica patriarcale, il massimo Tempio dell’Isola. «Il 3 novembre del 579 – ricorda, infatti, l’arciprete Paolo Nutarelli – veniva consacrata la Basilica di Sant’Eufemia in Grado, cuore spirituale e identitario della nostra Comunità. Da secoli essa custodisce la Fede, la storia e la bellezza della nostra isola, ed è segno vivo di una Chiesa che continua a raccontare la presenza di Dio tra le case degli uomini. Come ormai da tradizione, la festa della Dedicazione viene celebrata nella domenica successiva al 3 novembre, che quest’anno cade il 9 novembre. La Basilica è molto più di un edificio: è il segno visibile della comunità, la casa di tutti, il luogo in cui la fede diventa incontro e appartenenza».


Il parroco, pertanto, informa: «Pure quest’anno abbiamo invitato le associazioni della nostra cittadina» alla celebrazione del 9 novembre, quando alle 10 ci sarà la Messa solenne proprio in Basilica. Sono invitate, in particolare, «le Associazioni che operano nel campo della cultura e del volontariato sociale della nostra Grado! Coinvolgere le Associazioni in questa festa significa riconoscere il valore del tessuto vivo della nostra città, di quelle donne e quegli uomini che, con il loro impegno quotidiano, tengono viva la passione per il bene comune e trasmettono alle nuove generazioni un’eredità fatta di valori, solidarietà e bellezza. La celebrazione della Dedicazione diventa così anche un’occasione per rinnovare il senso di appartenenza: alla Chiesa, alla città, alla storia che ci ha preceduti e che siamo chiamati a continuare. Insieme, come pietre vive di un’unica casa».
Importanti appuntamenti, dunque, legati al calendario liturgico universale e più propriamente a quello della comunità gradese, ricco di consuetudini plurisecolari, come la recente festività della Madonna del Rosario, con la tradizionale “Benedizione del Mare”, celebrazione che è stata seguita pochi giorni dopo dalla bellissima festa delle Cresime. Ad amministrare il sacramento della Confermazione è stato l’arcivescovo Carlo Redaelli, ritornato nell’Isola dopo l’antico “Perdon de Barbana”, nel cui Santuario il primo maggio aveva aperto la “porta santa” in quanto la Chiesa mariana è stata proclamata “giubilare”, come poche altre nell’Arcidiocesi isontina. Il rito è stato celebrato in Basilica, ma a renderlo ancora più suggestivo e partecipato è arrivato da Città Giardino il Coro Don Luigi Pontel – dedicato al sacerdote, ricordato a Grado con affetto, del quale in questi giorni ricorrevano i quindici anni della scomparsa – che ogni domenica accompagna la Messa in San Crisogono, la Chiesa di tutti i bambini e ragazzi che frequentano la catechesi, vista anche la presenza del dirimpettaio Ricreatorio Spes. Mentre all’altare con il presule c’erano lo stesso parroco Nutarelli e monsignor Mauro Belletti. Nell’occasione, sono stati battezzati una bambina e un suo coetaneo che poi si sono accostati anche alla Prima Comunione. Durante l’omelia, l’arcivescovo ha voluto rivolgere ai ragazzi parole di grande incoraggiamento e fiducia: «Voi valete tantissimo. Il Signore vi vuole bene e vi apprezza più di quanto voi stessi vi apprezziate. Siete consapevoli della vostra scelta di fede, e questo è molto bello. Avete tanti doni: la capacità nello sport – molti di voi sono anche campioni a livello agonistico – e la capacità nello studio… ma soprattutto avete nel cuore la voglia di fare del bene». Monsignor Redaelli ha poi invitato i ragazzi a credere nei propri sogni, a ricercare la felicità vera e a vivere nella gratitudine.
«È stato un momento di intensa emozione e di gioiosa appartenenza, vissuto insieme ai genitori, ai padrini e madrine, ai catechisti e a tutta la comunità parrocchiale. Lo Spirito Santo accompagni questi giovani nel loro cammino, perché custodiscano la fede ricevuta e diventino testimoni di amore, di speranza e di gratitudine», ha commentato dopo il rito monsignor Nutarelli. Il quale ha avuto parole di sincera e affettuosa gratitudine anche per il gruppetto di persone che si dedicano con tanta disponibilità e generosità alla catechesi dei ragazzi, come quelli che, appunto, hanno appena ricevuto il sacramento della Cresima che li ha fatti diventare “soldati di Cristo”.

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In copertina, l’arcivescovo Redaelli con  i sacerdoti Nutarelli e Belletti; all’interno, momenti del rito, il Coro di San Crisogono e il gruppo catechistico con il parroco.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

A Grado Giornata del Ringraziamento e Benedizione del Mare con una preoccupata riflessione di monsignor Nutarelli: rischiamo di diventare un’isola di “seconde case”, una città che purtroppo invecchia senza giovani

di Giuseppe Longo

La comunità cristiana di Grado ha vissuto una importante settimana, cominciata domenica scorsa con la solennità della Beata Vergine del Rosario e culminata ieri pomeriggio con la grande festa delle Cresime amministrate a venticinque ragazzi dall’arcivescovo Carlo Redaelli, oltre alla celebrazione di due Battesimi. Ma tornando, alla ricorrenza di otto giorni fa – che ha visto anche lo snodarsi della processione pomeridiana con la tradizionale “Benedizione del Mare”, dopo la Supplica alla Madonna di Pompei -, meritano d’essere ricordate le preoccupate riflessioni che monsignor Paolo Nutarelli ha fatto nell’omelia pronunciata durante la Messa solenne celebrata in latino nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, rito accomunato all’annuale festa che conclude la stagione estiva e che è stato reso ancora più festoso e partecipato dalla presenza della Corale orchestrale “Santa Cecilia”, diretta da Anello Boemo. Mentre alla processione pomeridiana ha suonato, come al solito, la Banda cittadina di Grado, guidata da Nevio Lestuzzi.

«Questa domenica – ha detto, infatti, l’arciprete – coincide con la nostra Giornata del Ringraziamento. Ringraziamo per l’estate vissuta, per il lavoro che tanti hanno svolto, per le famiglie che hanno trovato qui riposo e serenità, per i volontari e per gli operatori turistici che con impegno e sacrificio hanno reso possibile un’accoglienza degna della nostra tradizione. È bello ricordare che la vocazione di Grado è l’accoglienza: il turismo non è solo un settore economico, ma diventa per noi una vera vocazione pastorale. Accogliere chi viene in vacanza, per noi Parrocchia, significa annunciare con gesti concreti la bellezza del Vangelo. Ma con il “grazie” – ha proseguito don Paolo – è giusto anche tentare di capire la nostra storia e dove stiamo andando, quale direzione stiamo percorrendo. Come ho ricordato recentemente alla presentazione di un libro su Grado e la sua storia, rischiamo di diventare una comunità di sole “seconde case”, una città svuotata della sua identità, che invecchia senza giovani». E ancora: «In questi anni ho potuto conoscere tante giovani coppie che vorrebbero “fare famiglia qui”, ma non ne hanno la possibilità. Senza nuove famiglie, senza ragazzi che crescono, senza la presenza viva di chi abita stabilmente l’isola, il nostro tessuto comunitario si impoverisce. Questo grande problema deve essere affrontato. Non so come… ma sarebbe bello — e lo auspico — se potessimo insieme iniziare una riflessione concreta. Abbiamo bisogno di visioni, e soprattutto del coraggio di fare scelte che sappiano mettere insieme sia l’aspetto economico che quello sociale, per tentare così di invertire la rotta. Credo, proprio, che sia urgente andare a scuola dalla Vergine Maria: per imparare sempre più a custodire e contemplare i misteri della nostra storia… a custodire il passato, a vivere con gratitudine il presente, ed a progettare il futuro con fiducia». Monsignor Nutarelli aveva, invece, esordito facendo riferimento anche «alle tragedie della nostra storia contemporanea – penso all’Ucraina, a Gaza e a tutti i luoghi del mondo dove si combatte – sembra che la violenza spenga la speranza, e non ci sia mai una fine: violenza chiama violenza, vendetta chiama vendetta… e la brutalità della guerra sembra non finire mai». Ma per fortuna, proprio durante questa settimana, è stata raggiunta una importante intesa quale solida premessa affinché il Medio Oriente, come tutti auspichiamo, possa ritrovare la pace. «Maria – ha poi aggiunto il celebrante – ci indica una strada: la preghiera. Una preghiera che forse non cambia la storia, ma cambia il nostro cuore con cui ci confrontiamo con essa. È da un cuore credente e rinnovato che può nascere anche un mondo nuovo. Ed è proprio da questa Fede, piccola ma vera, che può nascere anche il nostro ringraziamento. Solo chi crede riesce a dire “grazie”. Solo chi riconosce tutto come dono riesce a guardare con gratitudine alla vita. Ed a ciò che ha vissuto».
Nel pomeriggio, come dicevamo, l’arciprete Nutarelli, accompagnato dal vicario Mauro Belletti e da don Gianni Medeot, ha guidato la solenne processione con l’antica statua della Madonna degli Angeli – non quella che viene portata annualmente al Pellegrinaggio di Barbana, ma quella che è conservata tutto l’anno nella Chiesa di San Crisogono a Città Giardino e che viene portata in Basilica soltanto per la festa del Rosario -, attraversando diverse vie cittadine fino a raggiungere la diga Nazario Sauro dove si è ripetuto il suggestivo rito della “Benedizione del Mare”, invocando protezione sulla prossima stagione turistica. Come dire che la Giornata del Ringraziamento per la Stagione 2025 s’intreccia con un auspicio di positività per quella che verrà, nell’estate 2026.

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In copertina e all’interno alcune belle immagini della processione mariana e della “Benedizione del Mare” rito che era cominciato in Basilica con la Supplica alla Madonna di Pompei.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Grado, il Ricreatorio Spes struttura di particolare rilevanza pubblica e sociale a favore della gioventù isolana: ok della Giunta alla convenzione quinquennale fra Comune e Parrocchia per il suo utilizzo

di Giuseppe Longo

«Oratorio, luogo di incontro, di relazioni e di crescita condivisa»: è il profilo dello Spes di Grado, il Ricreatorio di Città Giardino, oggetto ultimamente di un importante progetto di riqualificazione che ha reso più moderna e funzionale la struttura edificata negli anni Novanta. Caratteristiche e funzioni, quello dello Spes – che in latino significa “speranza” -, sottolineate nella convenzione siglata, a suo tempo, tra il Comune di Grado e la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia per l’utilizzo degli impianti a favore di tutta la comunità. E ora, con una delibera adottata il 23 settembre scorso, la Giunta municipale, sotto la presidenza del sindaco Giuseppe Corbatto, ha approvato la stessa convenzione con durata quinquennale (2025-2030), appunto tra Comune e Parrocchia, per la «valorizzazione e la gestione condivisa delle attività educative, sportive, sociali e culturali del Ricreatorio Spes». Per cui, con questo atto comunale, si porta a compimento il percorso avviato lo scorso anno con il protocollo d’intesa firmato dall’allora commissario straordinario – che aveva retto il Municipio prima delle elezioni che hanno portato alla scelta dell’attuale amministrazione -, confermando «la particolare rilevanza pubblica e sociale che il Ricreatorio riveste per la città di Grado».

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Al via i riti del Rosario

La comunità parrocchiale di Grado si prepara a celebrare domenica prossima, prima di ottobre, la grande festa della Madonna del Rosario, la quale coincide tradizionalmente con la Giornata del Ringraziamento per la stagione estiva. In vista dell’importante appuntamento, è stata accolta stamane nella Basilica di Sant’Eufemia l’Antica Immagine della Madonna degli Angeli, che durante l’anno è venerabile nella Chiesa di San Crisogono a Città Giardino. Per cui con domani inizierà una settimana di preghiera in preparazione alla solennità del 5 ottobre, quando ci sarà anche la tradizionale Supplica alla Madonna di Pompei seguita dalla processione sulla diga Nazario Sauro con la benedizione del mare. Al mattino ci sarà, invece, la Messa solenne animata dalla Corale orchestrale “Santa Cecilia”

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Il parroco, monsignor Paolo Nutarelli, ha espresso la sua riconoscenza all’esecutivo isolano: «Desidero ringraziare l’Amministrazione comunale per avere reso possibile questo traguardo. Da una parte la nostra gratitudine va al commissario straordinario Augusto Viola che aveva avviato il percorso, dall’altra al sindaco Giuseppe Corbatto e alla sua Giunta per averlo portato a compimento. Il Ricreatorio è, e rimane, un polmone educativo e aggregativo per la città: luogo di crescita per bambini e ragazzi, ma anche spazio a servizio delle famiglie, delle associazioni e delle diverse generazioni». «Siamo soddisfatti di questo accordo – ha affermato a sua volta il primo cittadino -, che riconosce e sostiene la funzione sociale del Ricreatorio Spes. La collaborazione con la Parrocchia è per noi un segno di fiducia reciproca e di impegno comune: investire nei giovani, nell’educazione e nell’aggregazione significa investire nel futuro di Grado».
«La convenzione, nel solco del carisma educativo di San Giovanni Bosco – ha concluso l’arciprete Nutarelli -, riconosce dunque il valore dello Spes come oratorio, luogo di incontro, di relazioni e di crescita condivisa. In questo senso, Comune e Parrocchia riaffermano congiuntamente l’impegno a valorizzare e sostenere questa realtà, a beneficio dell’intera comunità gradese». Come si diceva, il Ricreatorio è stato oggetto in questi ultimi anni di un’ampia opera di ammodernamento della struttura che volle edificare per i giovani e i ragazzi dell’Isola l’indimenticabile monsignor Slvano Fain, del quale si sono appena ricordati i ventisette anni dalla scomparsa. Un lavoro complesso, inaugurato poco più di un anno fa con una festosa cerimonia presieduta dall’arcivescovo Carlo Redaelli. Un lavoro complesso che ha comportato anche una spesa notevole per la Parrocchia, la quale ha fatto fronte – e continua a farlo – anche grazie alla generosissima risposta della comunità al suo appello per un aiuto economico.

 

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In copertina e all’interno alcune immagini del Ricreatorio Spes di Grado Città Giardino e il suo protettore San Giovanni Bosco.

Grado, un festoso grazie a don Anton (che ritorna nel suo Sri Lanka) durante la benedizione degli zaini a Città Giardino

(g.l.) Festoso saluto e ringraziamento a don Anton Gavasker che lascia Grado, dove la sua opera per quattro anni è stata molto preziosa e apprezzata. La riconoscenza dell’Isola del sole gli è stata espressa durante la Messa che è stata celebrata domenica scorsa nella Chiesa di San Crisogono, a Città Giardino, in occasione della ricorrenza dell’Esaltazione della Santa Croce. Una data del calendario liturgico che, come da tradizione consolidata, è diventata occasione propizia per affidare al Signore l’anno scolastico appena cominciato: i ragazzi, infatti, sono stati invitati a portare con loro gli zaini, segno concreto del cammino che li attende fino al prossimo giugno tra studio, amicizie e nuove esperienze di crescita. Il rito a è stato presieduto proprio da don Anton, affiancato da monsignor Paolo Nutarelli, che ha tenuto anche l’omelia, da monsignor Mauro Belletti e dal vicario episcopale don Giulio Boldrin, intervenuto a nome dell’arcivescovo Carlo Redaelli. Nella sua riflessione, don Paolo ha preso spunto proprio dagli zaini: «Oggi sono vuoti – ha detto – perché è giusto non venire a Messa già appesantiti. Ma nel corso dell’anno scolastico si riempiranno: non solo di libri, ma di esperienze, incontri, fatiche e gioie che aiuteranno i ragazzi a crescere». Il parroco ha ricordato come la scuola sia una vera “palestra di vita”, dove non sempre si incontrano le persone desiderate, ma dove si impara a costruire relazioni autentiche e di sostegno reciproco.

Don Anton con la targa ricordo di Grado.

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Ricordo di monsignor Fain

(g.l.) Il 19 settembre scorso ricorreva il 27° anniversario della improvvisa scomparsa di monsignor Silvano Fain, amato arciprete di Grado per oltre quarant’anni. Il sacerdote, originario di Cormons, è già stato ricordato nel giorno in cui ricorreva la sua “chiamata al Cielo”, ma alla sua memoria sarà reso omaggio anche oggi durante la Messa delle 10.30, come sempre accompagnata dalla corale diretta da Anello Boemo. Il rito sarà presieduto da monsignor Paolo Nutarelli, attuale arciprete che ha raccolto l’eredità spirituale di don Silvano e alla cui “scuola” si era formato abbracciando la strada del sacerdozio. Ma prima di lui avevano seguito le orme dell’illuminato e indimenticabile pastore monsignor Amando Zorzin, oggi vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia, e monsignor Michele Centomo.

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Don Boldrin, portando invece il saluto del presule isontino, ha voluto esprimere un particolare ringraziamento a don Gavasker per i quattro anni di servizio nella Parrocchia di Grado e nell’Arcidiocesi di Gorizia: «La tua presenza silenziosa, il sorriso e la grande disponibilità hanno fatto del tuo ministero un dono prezioso per la nostra Chiesa». Le sue parole, concluse da un caloroso applauso, hanno commosso l’assemblea e lo stesso don Anton. Nel suo saluto, il sacerdote asiatico ha ringraziato i gradesi con emozione: «Sono venuto in Italia per studiare diritto canonico, ma a Grado ho imparato molto di più che nei libri». Ha voluto, pertanto, riconoscere il ruolo paterno di don Paolo Nutarelli, definito «un papà nel silenzio e nella presenza discreta», e quello di don Belletti, «vero padre spirituale, anzi un nonno qui in Italia». Non sono mancati i ringraziamenti alla stessa Diocesi e a don Boldrin per il sostegno costante ricevuto dalla Chiesa isontina. «Riparto per lo Sri Lanka con gratitudine e con il cuore gonfio di emozioni», ha concluso. La celebrazione è terminata con la benedizione degli zaini, seguita dal canto gioioso del coro delle 11.30 che ha animato l’intera liturgia. Un momento semplice e profondo al tempo stesso, che ha intrecciato la festa della Croce con la vita concreta della scuola, ricordando a tutta la comunità che attorno ai ragazzi si muovono tante persone.

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In copertina, don Gavasker festeggiato da monsignor Nutarelli, don Boldrin e monsignor Belletti a Città Giardino.

A Grado dopo il Corpus Domini ecco le grandi festività dell’estate con “Perdòn de Barbana” e ricorrenza dei Santi Patroni

(g.l) Con la celebrazione del Corpus Domini, a Grado hanno preso il via le grandi festività che nell’Isola del Sole scandiscono lo scorrere dei due mesi centrali dell’estate, luglio e agosto, con il tradizionale “Perdon de Barbana”, la ricorrenza dei Santi Patroni Ermagora e Fortunato e la solennità dell’Assunta, a Ferragosto, vissuta anche come “Festa del villeggiante”. E proprio in vista di queste importanti scadenze, peraltro molto sentite non solo dai residenti ma anche da tantissimi ospiti che si sono affezionati ai ritmi delle tradizioni isolane, l’arciprete Paolo Nutarelli ha inviato agli operatori turistici una nota informativa in cui, oltre a riportare il messaggio per la nuova Stagione dell’arcivescovo Carlo Redaelli – che, come si ricorderà, era stato reso pubblico durante la Messa celebrata all’alba del 21 giugno sul Lungomare Nazario Sauro, in occasione dell’ormai tradizionale Concerto del Solstizio d’Estate -, ricorda anche la grande Festa di “Avvenire”, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, cominciata con successo venerdì scorso e che si concluderà martedì prossimo, la Sagra dei Portatori della Madonna di Barbana dall’11 al 13 luglio e alla fine del prossimo mese la Sagra di mezza estate. Ma andiamo con ordine.

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“Avvenire”, subito successo

Pienone nella serata di avvio della grande Festa di “Avvenire”, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Campo Patriarca Elia era, infatti, gremito per l’incontro con don Alberto Ravagnani, il “prete influencer-youtuber” con quasi 250 mila follower su Instagram. Il gran finale martedì prossimo, 1 luglio, con Beppe Vessicchio, il famoso direttore dell’Orchestra del Festival di Sanremo. Ecco, pertanto, due immagini della serata di apertura.

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«Con la traslazione, dalla nicchia posta nella navata laterale al presbiterio, dell’immagine della Madonna degli Angeli, inizia la Settimana della Madonna di Barbana che culminerà nella celebrazione della prima domenica di luglio. È una settimana importante – sottolinea monsignor Nutarelli sul numero di Insieme diffuso proprio oggi, ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo – nella quale Fede e tradizione si mescolano per ricordarci chi siamo e per chiederci di attualizzare, oggi, la nostra Fede: “senza memoria non c’è futuro”, specialmente nella dimensione religiosa. Ogni giorno, in preparazione alla grande festa di domenica prossima, alle ore 8 ed alle ore 18, vivremo la preghiera meditata del Santo Rosario». Ecco, quindi, i programmi della Settimana del Perdòn. Giovedì 3 luglio, alle 21, nella Basilica di Sant’Eufemia, Canti Mariani a Grado, serata in onore della Madonna, a cura della Corale orchestrale “Santa Cecilia”. Il 5 luglio ci saranno le manifestazioni della vigilia del pellegrinaggio con barche e pescherecci all’isoletta di Barbana, nell’ambito del cosiddetto “Sabo grando”. A mezzogiorno, in località Pampagnola, dinanzi alla bricola che in mezzo alla laguna regge la statua mariana sarà recitata la Preghiera dell’Angelus con l’omaggio alla Madonnina del Mare. Alle 18, invece, in Basilica Rosario e Messa con il canto delle “Litanie della Madonna”. Dalle 20.30 nel centro storico, il “castrum”, via alla lunga nottata del “Sabo grando”, con la musica vera protagonista a cominciare da quella della Banda civica “Città di Grado”.
Tutto questo nell’attesa della “Domenega del Perdòn”, che comincerà alle 8 con la Messa in Sant’Eufemia seguita dalla processione che, con la Madonna degli Angeli in testa, raggiungerà il porto mandracchio, da dove muoverà il pittoresco corteo di barche pavesate a festa con le tradizionali bandierine e ortensie. Raggiunta l’isola di Barbana, sarà celebrata la Messa solenne. A mezzogiorno seguirà l’Angelus e subito dopo si risalirà sulle barche per il ritorno in città: al rientro in Basilica sarà cantato il Te Deum di Ringraziamento nella suggestiva cadenza della liturgia isolana. «La processione del Perdòn – ricorda al riguardo il parroco di Grado – quest’anno si inserisce nel cammino giubilare della Chiesa: sarà un giorno di particolari grazie. Sappiamo che nei pescherecci non si potrà trovare posto per tutti, ma ricordiamo che domenica 6 luglio fin dalle ore 7, partendo dall’Imbarcadero, si potrà raggiungere il Santuario. Alle ore 9.20 i traghetti della Società Motoscafisti partiranno (sempre dal’Imbarcadero) e si accoderanno al corteo raggiungendo così, insieme, Barbana».
Conclusa questa grande e sentita celebrazione, appena una settimana dopo ecco la ricorrenza dei Santi Patroni che quest’anno sarà festeggiata la domenica, anziché il giorno 12 come indicato dal calendario. Per cui la Messa solenne sarà celebrata al consueto orario delle 10.30 in Basilica, al termine della quale seguirà la benedizione della Città in onore proprio di Ermagora e Fortunato. Come già detto, tre i giorni di festa in questa particolare occasione, durante i quali la tradizionale “sardelada” sarà la proposta sicuramente più gettonata.

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In copertina, la tradizionale processione del Corpus Domini nel centro di Grado guidata da monsignor Paolo Nutarelli.

Grado, domani con il Fai di Trieste a Barbana (che si prepara al “Perdon”) tra i preziosi ex voto del Santuario mariano

(g.l.) Un Santuario tra storia, fede e natura: è quello di Barbana, in mezzo alla stupenda Laguna di Grado, che si appresta a ricevere una visita del Fai per ammirare gli ex voto conservati all’interno della Chiesa mariana che la prima domenica di luglio riceverà il tradizionale pellegrinaggio con le barche in occasione dello storico “Perdon de Barbana”. La delegazione Fai di Trieste ha, infatti, organizzato per domani, 20 giugno, una speciale visita in uno dei luoghi più antichi e simbolici del Friuli Venezia Giulia: partenza alle 14.40 dall’imbarcadero della Schiusa. Da ricordare che Barbana è un’isoletta con più di millequattrocento anni di storia che continua a parlare, in silenzio, a chi sa ascoltare. Non è solo un sito turistico, ma un vero “luogo della gratitudine”, immerso nella natura e nella memoria.

Il quadro di Josef Maria Auchentaller.


I pescatori sono l’anima ed il cuore delle più antiche e radicate tradizioni di Grado: il forte carattere di indipendenza e la libertà che li caratterizza, e ancor di più il forte senso religioso che li anima, sono le testimonianze vive del passato isolano. Attraverso queste testimonianze, domani si andrà pertanto a scoprire l’isola di Barbana che, oggi, sempre più si va identificando come un luogo dove il “visitatore” decide di trovare spazio per le proprie meditazioni e riflessioni. Particolare attenzione verrà data, appunto, alla visita degli ex voto conservati all’interno del Santuario, che raccontano ancora oggi uno spaccato particolare della società locale. Tra questi, l’ex voto dipinto dall’artista viennese Josef Maria Auchentaller, nel 1925, a ricordo del salvataggio in mare, durante una tremenda tempesta, di 315 pescatori e 56 barche avvenuto lo stesso anno: l’Isola di Grado aveva pregato intensamente l’intercessione della Madonna di Barbana.
Barbana è luogo di culto mariano, quest’anno anche giubilare – la “porta santa”, come si ricorderà, era stata aperta il primo maggio dall’arcivescovo Carlo Redaelli -, ma è anche un incantevole sito naturalistico immerso nel suggestivo ambiente lagunare. Dopo la visita a Barbana, il Fai proporrà un altro appuntamento a Grado il 27 giugno prossimo con una visita alla chiesetta del Sacro Cuore di via Roma, uno dei tesori nascosti, e quindi poco conosciuti, dell’Isola del Sole.

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria a questo link: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/barbana-un-santuario-tra-storia-fede-e-natura-34150/ Contributo richiesto di 15€ per gli iscritti FAI e 20€ per i non iscritti, comprensivo del traghetto a/r. Ritrovo ore 14.40 presso l’imbarcadero in Riva Sebastiano Scaramuzza – Partenza con il vaporetto alle ore 15.00, rientro con partenza da Barbana ore 17.30
In loco possibilità di iscriversi al FAI o rinnovare. Per informazioni: trieste@delegazionefai.fondoambiente.it, tel.3482436200. Per aggiornamenti seguire i contatti social su Facebook: FAI Friuli Venezia Giulia e Instagram: @fai.fvg

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In copertina, una suggestiva immagine dell’isoletta di Barbana nella laguna.

Grado, trent’anni fa la prima pietra del Ricreatorio Spes il sogno di quel giovane prete sceso in laguna da Cormons

di Giuseppe Longo

Era il 2 ottobre 1994, appena quattro anni prima che la morte improvvisa, e dolorosa, privasse Grado della indimenticabile guida spirituale di monsignor Silvano Fain, che l’Isola ha ricordato il 19 settembre nel 26° anno della scomparsa esponendo nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia una bella immagine che ritrae l’arciprete mitrato e in paramenti solenni. E quel 2 ottobre di trent’anni fa l’illuminato sacerdote, sceso dai colli di Cormons – «Benedictus qui venit in nomine Domini!», esclamò Biagio Marin vedendolo arrivare il 28 aprile 1957, vestito come un vescovo, nel porto mandracchio -, coronava il sogno che accarezzava dal suo esordio in laguna, in quel nuovo incarico che aveva assunto a 36 anni: un giovane prete che pensava ai suoi giovani parrocchiani, ai bambini, ai ragazzi. Quello di costruire un Ricreatorio – da altre parti, si chiama anche Oratorio – che aiutasse a crescere con il buon esempio le nuove generazioni isolane: non a caso lo aveva immaginato, e progettato, a Città Giardino, il quartiere più giovane di Grado. E il sogno è stato portato a termine grazie alla passione e alla completa dedizione di don Bruno Sandrin.


Proprio quel 2 ottobre 1994, l’arcivescovo di Gorizia, padre Antonio Vitale Bommarco, benediceva la prima pietra di quello che sarebbe diventato lo “Spes” – in latino significa Speranza – con l’auspicio che potesse diventare «un eloquente punto di incontro per tutta la città di Grado, in modo particolare per tutti i giovani che, da tempo, sentivano l’esigenza di un luogo di riferimento e di aggregazione» (così si leggeva nella pergamena deposta nella prima pietra, di cui una copia è conservata in Spes). «Sono passati, quindi, trent’anni e, dopo gli ingenti lavori di ristrutturazione – afferma monsignor Paolo Nutarelli, attuale arciprete, che ebbe proprio in don Silvano il suo sicuro riferimento spirituale -, verrà vissuto un evento per celebrare questo importante traguardo che ci si augura diventi un punto di partenza per l’avvenire». Chiaramente, i lavori di ristrutturazione non sono ancora conclusi – di recente, come si ricorderà, è stato inaugurato il campo giochi -, per cui la Parrocchia si affida ancora al buon cuore dei “graisani”, finora rivelatosi veramente grande e generoso, per completare l’opera e dare nuova luce e dimensione al sogno di monsignor Fain.


È stato, pertanto, annunciato un ricco programma di festeggiamenti – di cui ha dato notizia oggi anche “Insieme”, il foglio settimanale della Chiesa gradese -, messo a punto dal Coordinamento del Ricreatorio Spes, e sostenuto dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, che comincerà giovedì 17 ottobre e si svilupperà con varie proposte nelle giornate successive per concludersi solennemente domenica 20, quando nella moderna Chiesa di San Crisogono – che pochi giorni fa ha visto la bella e suggestiva cerimonia della benedizione degli zainetti scolastici dei ragazzi dell’Isola – sarà celebrata una Messa presieduta da don Matteo Marega. Al termine seguirà nel dirimpettaio Ricreatorio Spes una Preghiera di Ringraziamento con l’arcivescovo Carlo Redaelli, coronata dal pranzo comunitario.
«Per me è un grande onore portare avanti questo sogno. Ed era bello ricordare l’evento di trent’anni fa – afferma don Paolo – non come un ancoraggio al passato, ma come occasione per rilanciare l’Oratorio oggi. Negli anni, grazie alla passione di sacerdoti e volontari, qui sono state vissute bellissime esperienze (penso al teatro ad esempio, alle attività aggregative, allo strumento straordinario ed educativo dello scoutismo che nel prossimo anno compirà 45 anni di presenza a Grado). Oggi siamo chiamati ad interrogarci sul ruolo educativo di questo spazio che deve essere contemporaneamente aggregativo e poi, nel tempo, formativo. Mi piace pensare a don Bosco… quando ricordava che l’Oratorio è casa, Chiesa, scuola e cortile. È cortile perché si gioca, ci si diverte, la noia non deve esistere. È casa perché si sta in famiglia e ci si deve sentire liberi di essere se stessi. È scuola perché si impara a vivere lì, non solo teoricamente ma sul campo. E poi è Chiesa perché è formata da tutti noi, che siamo Comunità che cerca di vivere secondo lo stile di Cristo».


Ma monsignor Nutarelli non poteva esimersi dal fare un riferimento anche agli oneri dei lavori richiesti per dare un nuovo volto, più moderno e funzionale, al Ricreatorio. «L’impegno finanziario di questa ristrutturazione – afferma l’arciprete – per molti è stata una pazzia… ma bisognava investire nello Spes perché abbiamo bisogno di sentirci Comunità. Lo Spes è uno strumento per aiutare i bambini a diventare adulti secondo uno stile che per noi, lo ripeto, è quello di Cristo… interiorità, accoglienza, servizio, farsi prossimo etc. Diventato adulto vivrà la sua vita con lo stile che qui avrà imparato, nella speranza che poi ogni adulto sappia mettersi a servizio dei più piccoli! Colgo l’occasione di questi festeggiamenti per ringraziare chi ha creduto in questo progetto lasciando la sua offerta e mi auguro che altre persone e anche istituzioni pubbliche e private possano dare il loro contributo… ne abbiamo bisogno, ma sono certo che la Provvidenza ci aiuterà. La cosa bella di questi mesi? Lo Spes vivo e pieno di allegria».

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In copertina, il campo per il basket al Ricreatorio Spes; all’interno, una sala-gioco, il ricordo di monsignor Silvano Fain e don Paolo Nutarelli alla benedizione degli zainetti scolastici.