Le dolcissime note di “Madonnina del mare” hanno fatto da sfondo in Vaticano all’inaugurazione del grande Presepe realizzato da Grado in due anni di lavoro

di Giuseppe Longo

Le dolcissime note di “Madonnina del mare”, quelle che a Grado ogni domenica chiudono con un fragoroso applauso la Messa solenne nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, sono risuonate ieri sera, per la prima volta, anche in Piazza San Pietro, concludendo la cerimonia di inaugurazione del grande Presepe che l’Isola d’oro ha offerto alla Città del Vaticano allestendolo, con una decina di giorni di frenetico lavoro, sotto l’obelisco e accanto al gigantesco Albero di Natale donato dalla trentina Ledro. La cerimonia è stata presieduta dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, responsabile del Governatorato del piccolo Stato, alla presenza di suor Raffaella Petrini, segretario generale. Erano presenti le delegazioni provenienti dalla due città donatrici, dal Friuli Venezia Giulia e dalla Provincia autonoma di Trento, oltre all’arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, e quello di Trento, monsignor Lauro Tisi, tutti ricevuti nella mattinata in udienza dal Papa. Della folta delegazione isolana – arrivata nella Capitale con tre pullman – facevano parte anche l’arciprete Paolo Nutarelli, il sindaco Giuseppe Corbatto e il cavalier ufficiale Antonio Boemo, ideatore della riuscitissima iniziativa che ha anche coordinato la quarantina di volontari. Per la Regione Fvg c’erano il presidente del Consiglio Mauro Bordin, il vicegovernatore Mario Anzil e l’assessore Fabio Scoccimarro.

L’ambiente lagunare – Il Presepe di Grado è ambientato nella grande nella Laguna ricca di oltre un centinaio di “mote”, cioè di piccoli isolotti, con la Natività che trova spazio all’interno di un “casón”, la caratteristica costruzione di canne palustri che un tempo era abitata dai pescatori. L’ambientazione che è stata scelta è, appunto, quella dei primi anni del secolo scorso quando in Laguna abitavano ancora diverse centinaia di gradesi. L’ambiente proposto è ricco di tanti dettagli, anche con la vegetazione autoctona e l’avifauna locale. Tutto è stato costruito pazientemente a mano in mesi e mesi di certosino lavoro da parte dei tantissimi e generosi volontari: tutti professionisti, artigiani, maestri d’ascia, pescatori e naturalmente artisti per la realizzazione delle statue. Volontari in buona parte appartenenti a diverse associazioni isolane con capofila i Portatori della Madonna di Barbana. In mondovisione, è stata svelata la grande struttura di quattordici metri per trenta che, per la prima volta nella piazza più importante della Cristianità riproduce l’ambiente lagunare con tanto di bacino contenente ben 35 metri cubi di acqua, isolotti, spiagge, casoni, tra cui quello che ospita la Sacra Famiglia. Fanno da sfondo fauna e flora tipici gradesi e imbarcazioni come la batela, a fondo piatto, che all’Epifania porterà i Re Magi a destinazione.

L’illustrazione di Antonio Boemo – Il cardinale Vergez Alzaga ha osservato che Presepe e Albero «aiutano a introdurci al Natale, a quella Nascita che ha sconvolto il mondo. Il Presepe racconta anche quanto accade nell’Isola del Sole dove, nel periodo natalizio, oltre cento presepi sono esposti. Conosco molto bene il Santuario di Barbana nel quale tante volte ci sono stato con amici». Al porporato, ha fatto eco l’arcivescovo Redaelli: «Questa è la fede di Grado che, con Aquileia, è antichissima sede patriarcale. Un Gesù che nasce in un casone povero come tante abitazioni oggi di poveri in tanti luoghi del mondo». Antonio Boemo ha quindi illustrato l’opera al folto pubblico, esprimendo un grazie ai numerosi volontari, agli artisti Lorenzo e Francesca Boemo, oltre che all’architetto Andrea de Walderstein. «La laguna riprodotta in questa Natività – ha spiegato il giornalista – riporta uno spaccato della vita del primo Novecento, quando gli isolotti erano abitati da centinaia di persone che vivevano in povertà soltanto di pesca. Anche le statue riprendono i colori della Laguna, della terra e della vegetazione. Sono stati due anni di lavoro con una squadra di quaranta persone, tutti professionisti e volontari. Questo è il Presepe della comunità di Grado». E ha concluso: «Questo è un Presepe che rappresenta la Laguna agli inizi del Novecento, ma anche la nostra comunità integralmente perché è stata un’opera di circa quaranta volontari di diverse associazioni. Questo è un sogno che è stato condiviso dai volontari e dalle proprie famiglie diventando il sogno della comunità di Grado e dell’intera regione». Festosi gli interventi della Banda cittadina di Grado, diretta dal maestro Nevio Listuzzi, che ha eseguito anche la tanto amata “Madonnina del mare”, integrandoli con quelli dei gruppi musicali di Ledro.

Il presidente del Consiglio Fvg – «Nel giro di pochi anni, il Friuli Venezia Giulia torna ad essere protagonista in Piazza San Pietro: prima con il presepe di Sutrio, ora con quello di Grado. I visitatori provenienti da ogni angolo del mondo avranno l’opportunità di ammirare una Natività che incarna la maestria e il talento degli artisti della nostra terra, autentici ambasciatori delle peculiarità del Friuli Venezia Giulia. Questo straordinario legame con la comunità regionale esprime sempre il principio ispiratore che guida i nostri artisti, capaci di distinguersi ovunque», ha detto il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.

E il vicegovernatore – «L’intero Friuli Venezia Giulia è orgoglioso per il meraviglioso presepe di Grado allestito in piazza San Pietro. Un’opera di grande bellezza che riesce a coniugare perfettamente la Natività con l’ambiente naturale della Laguna gradese e, attraverso un’attenta ricostruzione ricca di dettagli, trasporta idealmente una porzione della nostra regione nel cuore di Roma. Un lavoro impressionante per il quale dobbiamo ringraziare gli artisti, le associazioni coinvolte e tutti i volontari che hanno partecipato alla realizzazione del progetto e, ovviamente, il suo curatore Antonio Boemo», ha detto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, intervenuto in rappresentanza del presidente Massimiliano Fedriga. E ha aggiunto: «La Regione è fiera di aver sostenuto questa magnifica iniziativa che dà lustro all’intero Friuli Venezia Giulia replicando il successo del presepe ligneo di Sutrio del 2022 e facendo conoscere in tutto il mondo la bravura degli artisti e degli artigiani del nostro territorio. Un successo che rappresenta il punto più alto del percorso avviato nell’Isola del sole con l’organizzazione di una delle più importanti rassegne presepiali della regione, che calamita ogni anno l’attenzione di moltissimi visitatori e appassionati. Oltre a essere motivo d’orgoglio per la nostra regione, il presepe di Grado in Vaticano è quindi anche una importante occasione di promozione della cultura e delle tradizioni del Friuli Venezia Giulia. L’impegno, la tenacia, la professionalità, la maestria e la bravura di tutti coloro che hanno preso parte a questa straordinaria avventura provano tutta la forza di una comunità coesa e legata alle proprie tradizioni e ancora una volta dimostrano quanto poliedrica e ricca di particolarità ed eccellenze sia la nostra regione».

Fino al 12 gennaio – La meravigliosa opera realizzata dai volontari di Grado resterà in visione, assieme al grande abete del Trentino, fino a domenica 12 gennaio, dopo la solennità epifanica che conclude il lungo ciclo delle feste natalizie. E in questo mese saranno centinaia di migliaia le persone che potranno ammirarla giungendo alla Basilica di San Pietro, anche perché la Notte di Natale Papa Francesco aprirà la “Porta Santa” dando il via alle celebrazioni del Giubileo che si protrarranno per tutto il 2025.

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In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia inaugurale di ieri sera in piazza San Pietro a Roma; tra i presenti, il presidente Mauro Bordin, il sindaco Giuseppe Corbatto, la Banda cittadina di Grado con il direttore Nevio Listuzzi, Antonio Boemo ideatore e coordinatore del grande Presepe.

(Foto Ottica Marocco Grado)

(Vatican Media)

Che bella festa a Grado al compleanno della Basilica. Con monsignor Nicola Ban protagonista il volontariato isolano

(g.l.) Doveva essere soltanto la festa della Basilica patriarcale di Grado, con le celebrazioni per ricordare il 1445° anniversario della sua dedicazione a Sant’Eufemia di Calcedonia. Ma oltre a uno sguardo, doveroso, al passato – è sempre bello e importante sapere da dove siamo arrivati! -, la giornata rievocativa si è rivelata anche un tributo al presente, con un segno di riconoscenza alle espressioni di volontariato che costantemente, e senza stancarsi mai, animano l’Isola.

L’arciprete Paolo Nutarelli – all’altare con il cervignanese monisgnor Nicola Ban, ritornato fra gli amici “graisani” per ricordare i suoi 25 anni di sacerdozio – ha sottolineato, infatti, come la Basilica richiami la bellezza di essere Comunità ed ha ringraziato tutte le Associazioni presenti in presbiterio che, appunto, testimoniano l’importanza del volontariato. «Mettendo i propri talenti al servizio del prossimo e con sentimento di appartenenza – ha osservato don Paolo -, ognuno può essere mattone per edificare la Comunità che in questo luogo loda il Signore». Tutti i sodalizi isolani erano intervenuti con i loro labari e gonfaloni offrendo un’immagine suggestiva nella sobria solennità del massimo tempio cittadino. A far festa con loro anche il sindaco Giuseppe Corbatto con altre autorità dell’Isola e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Capitaneria di Porto.
Intenso e molto partecipato il rito, reso ancora più bello dai canti della Corale orchestrale “Santa Cecilia” che, con la direzione del maestro Anello Boemo, ha eseguito la monumentale “Missa Prima Pontificalis” di Lorenzo Perosi: ospite graditissimo il Coro “In Dulci Jubilo” di Reana del Rojale e Paluzza. Come detto, la Messa è stata presieduta da monsignor Nicola Ban, presbitero da un quarto di secolo e che proprio a Grado si impegnò molto come seminarista. «È bello pensare che il suo fruttuoso cammino pastorale è iniziato proprio nella nostra Comunità», ha osservato don Nutarelli. Tanti i gradesi che hanno voluto fare festa con monsignor Ban, il quale era accompagnato anche dai genitori che sempre gli sono stati vicini nel suo cammino di fede al servizio della Chiesa e del prossimo. Alla fine, quella di domenica scorsa si è trasformata in una bellissima, triplice festa: della Basilica e del volontariato isolano, appunto, ma anche di un sacerdote che proprio a Grado ha sperimentato, fruttuosamente, il suo mettersi a disposizione di una comunità.

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In copertina e all’interno tre bellissime immagini della celebrazione in Basilica.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Con musiche di Bruckner e Schubert stasera riparte la stagione concertistica nella storica Basilica di Grado

(g.l.) La Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, a Grado, è il fulcro della vita cristiana dell’Isola, ma è anche un prestigioso punto di riferimento per la vita culturale e artistica, nella quale eccelle l’attività musicale, sempre molto apprezzata dagli ospiti che in questi giorni cominciano a frequentare la cittadina balneare. Maggio, tradizionalmente, segna infatti l’avvio della nuova stagione turistica, nella quale, come sempre, non si contano gli appuntamenti concertistici, siano essere orchestrali, solistici, con piccole formazioni o corali, e che, se ospitati in Chiesa, sono ovviamente soprattutto incentrati sulla musica sacra. E proprio oggi, alla vigilia appunto dell’esordio dell’Estate 2024, ci sarà un concerto da non perdere, peraltro con ingresso libero.

Orchestra e coro a Castelfranco.


Orchestra giovanile Filarmonici Friuliani e Kairos Vox saranno protagonisti, alle 20.30, in una serata dal titolo “Bruckner & Schubert”, come dire che il programma sarà tutto incentrato sulle opere dei due grandi musicisti d’Oltralpe. Con la formazione sinfonica, diretta da Alberto Pelosin, si esibirà appunto il coro citato, mentre le parti soliste saranno sostenute da Sara Fanin, soprano, Arlene Miatto Albeldas, mezzosoprano, Jacopo Pesiri, tenore, e Askar Lashkin, baritono. Il concerto, già presentato con successo domenica sera nel Duomo di Castelfranco Veneto, e che il 3 maggio sarà replicato nel Castello di Godego, è rivolto alla musica sacra del Romanticismo, per cui saranno eseguiti alcuni mottetti di Anton Bruckner e la Messa n.1 in Fa maggiore di Franz Schubert.
Poi, sempre in Basilica, altri appuntamenti concertistici sono previsti il 25 e il 30 maggio. Ma c’è ancora tanto tempo per questi due appuntamenti, per cui ne riparleremo al momento opportuno. Per ora godiamoci il concerto, davvero promettente, in programma questa sera. Ricordiamo che l’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti, per cui il consiglio è quello di presentarsi per tempo sulla porta della storica Chiesa, gioiello storico-artistico di cui la comunità di Grado è giustamente gelosa, e che l’arciprete Paolo Nutarelli mette ben volentieri a disposizione anche per queste importanti iniziative che ben si integrano con le annuali celebrazioni. E che l’anno scorso, come si ricorderà, avevano raggiunto il punto più alto con la brillante esecuzione del “Requiem” di Mozart dedicato alla memoria dell’indimenticabile monsignor Silvano Fain.

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In copertina e qui sopra due suggestive immagini della Basilica di Sant’Eufemia a Grado.

Polizia locale, bilancio ed encomi alla Giornata regionale celebrata a Grado

«Ringraziamo le donne e gli uomini della Polizia locale che rappresentano un punto di riferimento in grado di dare risposte sempre più varie, complesse e articolate alle nostre comunità. Il Friuli Venezia Giulia è un territorio che presenta standard elevati di sicurezza che i cittadini, giustamente, pretendono siano preservati e migliorati. Per questo la Regione sta continuando a potenziare con convinzione questo ambito fondamentale della nostra vita migliorando i nostri interventi amministrativi e finanziando l’acquisizione di strumenti innovativi, l’ammodernamento delle strutture, i progetti di educazione stradale e i percorsi di formazione necessari ad affrontare i comportamenti criminosi e le nuove emergenze di carattere sociale». Lo ha affermato ieri a Grado l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, durante la Giornata regionale della Polizia locale, organizzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Grado. Un’iniziativa itinerante, giunta ormai alla sua quattordicesima edizione, divenuta un’occasione preziosa per fare un bilancio sull’attività svolta nell’anno trascorso e per delineare i prossimi obiettivi. Dopo la Messa nella Basilica di Santa Eufemia, celebrata dall’arciprete Paolo Nutarelli, suggestiva è stata la cerimonia sul Lungomare Nazario Sauro, quando le autorità con il sindaco Claudio Kovatsch hanno passato in rassegna i reparti. La Festa  ha visto anche la consegna da parte dell’assessore Roberti degli encomi della Regione (10 solenni e 33 semplici) a 43 operatori che si sono distinti in 12 operazioni.

«Abbiamo raggiunto questi importanti risultati grazie alla stretta sinergia tra tutte le altre istituzioni e forze dell’ordine – ha sottolineato Roberti -. Tutti noi siamo certamente interessati alla qualità del servizio e al livello di sicurezza che il nostro sistema è capace di garantire. Al tempo stesso non possiamo trascurare, però, la percezione del fenomeno da parte dei cittadini. Tematiche che non devono essere oggetto di scontro di carattere ideologico e politico».
Nel 2022 i finanziamenti messi in campo dalla Regione Fvg per il potenziamento dei corpi di Polizia locale del Friuli Venezia Giulia hanno superato i 4 milioni di euro.
Nel corso della Giornata si è parlato anche della legge 5 del 2021 che ha declinato sul territorio la definizione di sicurezza integrata, rafforzando il ruolo stesso della Regione nel raccordo tra le politiche nazionali e locali e innovando i modelli organizzativi e gli strumenti operativi delle Polizie locali del Friuli Venezia Giulia. Un provvedimento che, promuovendo un innalzamento uniforme degli standard qualitativi dei servizi di Polizia locale, non si limita a normare “il presente”, ma intende rispondere alle problematiche future. «Il fenomeno del disagio giovanile, l’aumento degli incidenti stradali e i temi della solitudine e dell’abbandono sono le sfide che oggi abbiamo davanti. La Polizia locale, che opera ovunque sul territorio, si conferma la realtà più adatta a intercettare sia le situazioni di degrado che le diverse attività criminose».
Tra gli elementi di forza della legge 5 del 2021 che saranno implementati vanno ricordati l’Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana e sull’attuazione delle politiche integrate di sicurezza; la creazione di nuclei specialistici in grado di operare sull’intero territorio in caso di esigenze particolari; il concorso unico regionale per agenti e ufficiali; l’interazione degli interventi della Regione e degli enti locali con le politiche statali di contrasto alla criminalità; la formazione specialistica e l’individuazione di standard di servizio per tutti i corpi di Polizia locale del Friuli Venezia Giulia.
Durante la cerimonia sono stati presentati anche i numeri degli interventi effettuati dalla Polizia locale nel 2022. In Friuli Venezia Giulia sono stati rilevati 13 incidenti mortali e 1450 con feriti, mentre sono state ritirate 729 patenti e 791 carte di circolazione, sequestrati 1391 veicoli ed effettuati 2104 controlli sui mezzi pesanti. Il personale del corpo ha impiegato anche 1214 ore per i progetti di educazione stradale che hanno coinvolto classi dalla scuola primaria all’Università. Sono stati accertati anche 440 abusi edilizi e scoperte 180 discariche abusive. 2076 sono stati invece gli abbandoni illegali di rifiuti. In crescita infine l’attività di Polizia giudiziaria. Sono 62 le persone arrestate, mentre sono state inviate 3822 informative di reato ed effettuati 501 sequestri ordinari.

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In copertina e all’interno alcune immagini della festa della Polizia locale a Grado.

(Foto Regione Fvg)