La Ciclovia Pedemontana (32 Comuni da Sacile a Gorizia-Nova Gorica) promossa a pieni voti dai turisti in bicicletta che apprezzano anche la qualità dei servizi

Ha un’età compresa fra i 26 e i 55 anni e arriva prevalentemente dalla Lombardia (26,5%), dal Veneto (20%) o dal Piemonte (12,5%). È abituato a organizzarsi le vacanze in autonomia (99,5%) e ad associarle all’attività sportiva, viaggia prevalentemente in coppia (55%) o con amici (28,5%), si muove soprattutto su bici di proprietà, affittandole sul territorio solo nel 18,5% dei casi, e utilizza Google maps o altre app per orientarsi. Ma soprattutto giudica ottimamente l’offerta turistica in regione, dichiarando di alternare i chilometri in bici alla visita a borghi storici e patrimoni Unesco (Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane e Palù di Livenza) cantine, strade del vino, luoghi spirituali e di culto e botteghe artigiane: il punteggio è pari o superiore a 8 nel 92,5% dei casi (8 per il 74,5%, 9 per il 18%) e la cortesia e ospitalità della gente è stata giudicata con un punteggio da 7 in su dal 96,5%, la ristorazione e la qualità del mangiare e bere dal 98%,
La nuovissima indagine realizzata da Isnart per le Camere di Commercio di Pordenone-Udine e della Venezia Giulia, in collaborazione con PromoTurismoFvg, ci restituisce l’identikit del cicloturista che percorre la Ciclovia Pedemontana Fvg-3: la raccolta dei dati è stata effettuata tra novembre e dicembre 2024 su un campione rappresentativo di 200 turisti che l’hanno percorsa e che soggiornavano almeno una notte fuori dal proprio Comune di residenza. Le interviste sono state eseguite in punti diversi della ciclovia stessa, che solca la regione seguendo la linea immaginaria che delimita l’arco alpino regionale e copre una distanza totale di circa 180 Km, tra Sacile e Gorizia-Nova Gorica, attraversando 32 Comuni. Le domande miravano a rilevare le caratteristiche strutturali del turista e i comportamenti turistici, come tipologia di alloggio scelto, organizzazione della vacanza, canali di influenza, attività svolte, soddisfazione e valutazione della vacanza.

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Apprendistato per un giovane:
candidature entro il 13 febbraio

Un contratto di apprendistato di 36 mesi, con possibilità di trasformazione in tempo indeterminato alla fine del periodo. La Camera di Commercio Pordenone-Udine ha indetto un nuovo concorso pubblico per titoli ed esami per l’assunzione di un giovane, che abbia compiuto 18 anni ma di età inferiore ai 30 e inoltre, secondo quanto consentito dalla norma, residente o domiciliato in Friuli Venezia Giulia o Veneto o che in queste due regioni si sia laureato. La laurea richiesta è in materie giuridico-economiche, come specificato nel bando, e sono valorizzabili anche titoli di merito, quali titoli accademici o esperienze professionali. Il bando è pubblicato nelle News, all’Albo camerale on-line e nella sezione Amministrazione Trasparente/Bandi di concorso del sito istituzionale www.pnud.camcom.it. In queste sezioni del sito, il candidato trova il link al sito governativo InPa da cui, munito di Spid, Carta di Identità Elettronica (Cie) o con Tessera Sanitaria e Carta Nazionale dei servizi, potrà inoltrare la domanda in modalità telematica, entro le ore 23.59 del 13 febbraio prossimo. L’area di inquadramento è “Funzionari e dell’Elevata Qualificazione” secondo il contratto collettivo nazionale “Comparto funzioni Locali” del 16 novembre 2022 e il profilo professionale sarà “Funzionario processi organizzativi di supporto”, con posizione di lavoro “Esperto Amministrazione del personale, Organizzazione e Sviluppo – Gestione risorse umane, Sistemi controllo e performance”, posizione che, quanto a caratteristiche e attitudini richieste, viene descritta nel dettaglio all’interno del bando stesso, disponibile sempre sul sito camerale.

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«Con questo strumento di indagine – commenta il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo – per la prima volta andiamo ad analizzare nel dettaglio una porzione di turismo che è in forte crescita e che nella nostra regione potrebbe rappresentare un vero plus, vista la propensione a un turismo lento e green, che permette di godersi appieno un territorio molto ricco e variegato. Dai dati confidiamo che le nostre imprese del comparto possano trarre informazioni utili e ispirazione per sempre nuove opportunità di crescita».
«Il cicloturismo oltre a rappresentare un modo di fare turismo in modo sostenibile – aggiunge il presidente Cciaa Vg, Antonio Paoletti – è sempre stato visto dalla Camera di commercio Venezia Giulia, e dalla Camera di Gorizia prima, come strumento di promozione del territorio, delle sue bellezze paesaggistiche e dei tesori agroalimentari. Perciò l’Ente camerale goriziano con l’allora Provincia realizzò 25 km di percorsi cicloturistici attraverso il Collio, mentre ora la Cciaa Vg ha finanziato attraverso il Fondo Gorizia il programma per il collegamento della ciclovia del Collio con Grado. Percorsi che si integrano nell’offerta cicloturistica regionale che l’indagine giustamente promuove a pieni voti».
«La ciclovia si è recentemente aggiudicata il Green Road Award 2024, l’Oscar italiano del cicloturismo – ha ricordato infine l’assessore regionale al turismo Sergio Emidio Bini –. Un riconoscimento che attesta la qualità dell’offerta che il Fvg può mettere in campo sia dal punto di vista dell’accoglienza e dei servizi al turista sia sotto il profilo della segnaletica e della viabilità. Dopo la pandemia abbiamo assistito ad un cambiamento radicale nelle preferenze del turista, che ora cerca esperienze a contatto con la natura e le tradizioni locali. Perciò, Regione e PromoTurismoFvg puntano sulla valorizzazione del turismo lento e outdoor. L’Oscar del cicloturismo e l’apprezzamento di chi percorre il tracciato da Sacile a Gorizia, come attesta l’indagine condotta dalle Camere di commercio regionali, rappresentano un ottimo biglietto da visita in vista dell’avvio delle manifestazioni per la Capitale Europea della Cultura 2025».

E, ora, ecco gli altri dati rilevati. Il 69% dei cicloturisti intervistati è uomo, il 31% donna. Le fasce d’età più rappresentate sono la 36-45 anni (40% del totale), 46-55 anni (20,5%), seguono la 56-65 e la 26-35 (entrambe con il 19,5% del totale). Il 91,5% ha dichiarato di essere abituato a svolgere attività cicloturistiche e il 62% del totale associa abitualmente lo sport alle vacanze.
Tutti i cicloturisti intervistati sono arrivati da altre regioni d’Italia (solo il 4% era del Fvg), il 90,1% in auto, il 7,4% in treno. La tipologia di alloggio più utilizzata dai cicloturisti è l’hotel 3 stelle (30,4%), mentre il 25,5% ha soggiornato da amici o parenti, il 19,6% in B&B, il 6,4% in case private prese in affitto, il 5,4% in agriturismo. Il 48,5% degli intervistati ha soggiornato in regione una notte, il 28% due notti, il 15,5% tre notti. Se la coppia o gli amici sono il gruppo di viaggio prevalente, solo l’8,5% ha viaggiato da solo, il 7% con la famiglia (di cui il 5% con bambini oltre i sei anni, il 2% con bambini fino a sei anni) e solo l’1% con un gruppo organizzato.
La tipologia di bici più utilizzata su questo percorso è risultata quella classica, slow bike o city bike (37%) e a seguire la mountain bike (32,5%), mentre l’ebike è risultata scelta dal 10% degli intervistati. Per la “navigazione” il 48,9% degli utenti si è affidato a Google Maps, il 31,8% a Komoot, il 9% alle mappe cartacee, il 5,7% a Strava. Una quota minoritaria a un navigatore GPS, alla sola segnaletica stradale o altri strumenti. Il cicloturista è risultato piuttosto tecnologico: il 48,8% ha infatti conosciuto il percorso grazie a Internet, il 22,8% su suggerimento di conoscenti, il 16,8% grazie ai Social, il 10,4% per esperienza personale.
Le principali motivazioni della scelta di questo percorso (domanda con possibilità di risposta multipla) sono state il percorso ben tenuto (14,6% dei rispondenti), la bellezza del paesaggio (12,6%), la segnaletica chiara (9,9%), il contesto naturale (8,5%), l’ambiente sicuro per l’attività scelta (7,7%), la pista curata (6,1%). A seguire la possibilità di effettuare degustazioni enogastronomiche, di conoscere un nuovo territorio, la buona qualità dei servizi, le informazioni disponibili, ma anche il percorso non troppo affollato, la possibilità di rilassarsi e il fatto che l’itinerario preveda tappe intermedie. Le principali attività svolte o da svolgere durante la vacanza sono risultate escursioni in bici (25,1%), gite nei borghi (16,7%), escursioni varie (13,2%), visita dei centri storici (11,7%) e trekking (6,9%), ma anche degustazione di prodotti enogastronomici locali (5,4%).

Tra le risposte, anche informazioni utili per le amministrazioni per controllare o implementare alcuni servizi. Ai cicloturisti è stato, infatti, chiesto (possibilità di risposta multipla) quali ritengano indispensabili e sono emersi punti di rifornimento di acqua (8,5% del totale dei rispondenti), segnaletica (8,4%), punti di primo soccorso (7,7%), punti di ristoro e riposo (6,3%) e mappe (6,2%). I punti di rifornimento acqua sono stati ritenuti sufficienti dal 45% dei rispondenti, ottimi dal 48,5%. La segnaletica ottima nel 73% dei casi, le mappe nel 63%. I punti di ristoro e riposo hanno ricevuto un giudizio ottimo dal 57% dei rispondenti. Anche il giudizio complessivo espresso sull’offerta turistica, come detto, è ottimo: è pari o superiore a 8 nel 92,5% dei casi (8 per il 74,5%, 9 per il 18%) e non sono stati riscontrati giudizi inferiori a 6.
Infine, le strutture di alloggio: i cicloturisti le hanno valutate prevalentemente tra il 7 e l’8 (79,5%) ed è stata giudicata buona anche l’offerta di intrattenimento e culturale, così come i trasporti. Si riscontrano commenti positivi anche sul costo dell’alloggio e della ristorazione. La quasi totalità dei rispondenti ha dichiarato che scriverà recensioni online (73,4% del totale), soprattutto su Trip Advisor e Booking.
Secondo le rielaborazioni del Centro Studi Cciaa Pordenone Udine, nei 32 Comuni attraversati dalla ciclovia risultano attive, al 30 settembre scorso, 2.035 localizzazioni di imprese turistiche, l’11,4% del totale delle imprese dell’area. Nella definizione di imprese turistiche sono ricompresi alloggio e ristorazione, trasporto, noleggio, agenzie di viaggio e altri servizi, attività ricreative. Nelle imprese turistiche attive in questi 32 Comuni sono impiegati circa 7 mila addetti totali.

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In copertina, uno scorcio del territorio attraversato dalla Ciclovia Pedemontana.

Scultura rinascimentale in Friuli: a Corno di Rosazzo una mostra dedicata all’artista Carlo da Carona

Carlo da Carona fu il maggiore degli artisti lombardi che operarono in Friuli nel ‘500: una tradizione che affonda le radici in epoca patriarcale e che successivamente fu favorita anche dalla Serenissima. Protagonista assoluto di questa lunga stagione friulana dei maestri cosiddetti “comacini”, l’opera di Carlo da Carona è ancora conservata in tanti luoghi di culto delle diocesi di Udine, Gorizia e Pordenone. Proprio in uno di questi luoghi, la Chiesa di San Michele Arcangelo nella frazione di Sant’Andrat del Judrio, a Corno di Rosazzo, venerdì 27 settembre, alle ore 18, verrà inaugurata la mostra fotografica che la Società Filologica friulana ha realizzato sull’opera dello scultore lombardo unitamente ad un ponderoso catalogo (“Carlo da Carona in Friuli. Guida alle opere”, 312 pagine), in collaborazione con la Regione Fvg e la Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia. Sarà proprio uno degli autori della pubblicazione, Vieri Dei Rossi, ad illustrare la figura e il patrimonio artistico attribuito allo scultore lombardo nella chiesetta che conserva una sua opera, la statua di San Michele, proprio a ridosso della festa liturgica dedicata all’Arcangelo che sarà celebrata nello stesso tempietto domenica 29 settembre dalla Parrocchia di Corno di Rosazzo.
La mostra sarà visitabile nei pomeriggi del 28 e 29 settembre, dalle 15 alle 18, sotto la guida del volontari del gruppo Fai di Cividale. La statua di San Michele di Visinale risale al 1545 ed è un manufatto emblematico dell’opera del Carona in Friuli. La Basilica di Aquileia, le Pievi di Moggio e Rosazzo, il Duomo di Udine e la Chiesa di Fiumicello sono alcuni dei tanti luoghi di culto che conservano importanti testimonianze dell’artista lombardo. L’iniziativa è promossa dal Circolo culturale Corno e dalla stessa Filologica Friulana con il patrocinio del Comune e della Parrocchia di Corno di Rosazzo.

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In copertina, la statua di San Michele Arcangelo a Sant’Andrat del Judrio.

Cinemambulante questa sera arriva in piazza del Pozzo a Collerumiz sulle tracce dell’antica via Julia Augusta

Lo schermo itinerante di Cinemambulante continua il suo viaggio per la nona edizione della rassegna che porta il cinema all’aperto nei piccoli centri del Friuli, riscoprendo il piacere di ritrovarsi davanti ad uno schermo. Oggi fa tappa a Collerumiz di Tarcento: appuntamento alle 18 in piazza del Pozzo per la passeggiata cinenaturalistica e picnic “Sulle tracce della via Julia Augusta a Collerumiz” con il regista Martin Turk e la guida naturalistica Nicola Ceschia.
Nella splendida cornice di Collerumiz, in una semplice e piacevole passeggiata, si scopre un territorio ricco di storia e bellezze naturalistiche dove tra freschi boschi e preziosi prati stabili un tempo passava la via romana Julia Augusta che collegava Aquileia all’antica regione del Norico. Alle 21 in piazza del Pozzo proiezione all’aria aperta di “Don’t Forget to Breathe” di Martin Turk (2019), alla presenza del regista. Klemen, quindici anni, vive con il fratello maggiore Peter e la madre single in una cittadina rurale slovena. La loro routine, fra il campo da tennis o i bagni nel fiume, viene interrotta dall’inattesa storia d’amore di Peter con la sua splendida coetanea Sonja, che scatena in Klemen una serie di emozioni contrastanti.
Preceduto dal corto girato in pellicola di Annalisa Doriguzzi. Nei mesi scorsi, infatti, i Comuni hanno ospitato altrettanti giovani registi che in questi piccoli centri hanno trovato “residenza” e lavorato per realizzare un corto in pellicola: si tratta di giovani professionisti under35 provenienti da diverse regioni del Centro-nord Italia e che, in ogni serata della rassegna, potranno mostrare alla comunità il “ritratto in pellicola” del comune che li ha accolti.

Informazioni utili. L’ingresso ai film è libero fino ad esaurimento posti disponibili e non è soggetto a prenotazione. Le passeggiate e i picnic hanno, invece, posti limitati con prenotazione su cinemambulante.eventbrite.com
Sono previste delle sedute, ma è consigliato portare una coperta per i picnic e le proiezioni.
I menù dei picnic, realizzati da Mamm Ciclofocacceria di Udine, sono vegetariani ed è sempre possibile chiedere una versione vegana.

Per info:
eventi@videomante.it
Pagine FB Cinemambulante e IG @cinemambulante_fvg

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In copertina e all’interno due serate con il Cinemambulante in Friuli e una passeggiata.

A Grado con la “Domenica del Mare” il sigillo sulla grande settimana della tradizione: Perdòn di Barbana e Patroni

di Giuseppe Longo

GRADO – Bella, calda e piena di sole, la “Domenica del Mare” che anche l’Isola di Grado oggi ha celebrato, registrando addirittura il sold out per la spiaggia “imperiale”. La ricorrenza è fissata proprio la seconda domenica di luglio e nell’occasione le comunità cattoliche, non solo italiane ma di tutto il mondo, pregano per coloro che lavorano nel settore marittimo e pure per quanti beneficiano della loro importante opera, vale a dire i turisti. Tant’è che la celebrazione della Messa “Granda” di stamane nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, celebrata da don Gianni Medeot assieme ad altri due sacerdoti (uno dei quali ortodosso), è stata conclusa dalla lettura, con il suggestivo sottofondo creato dall’organo, di una toccante preghiera composta per l’occasione. Prima che l’assemblea cristiana si sciogliesse tra le note tanto amate di “Madonnina del Mare”.

La processione di barche…

… l’arciprete e il sindaco di Grado.

(Foto Laura Marocco)

E la “Domenica del Mare” ha concluso una settimana memorabile per l’Isola d’Oro, strettamente legata alle sue tradizioni più sentite: il “Perdòn de Barbana” con la bellissima processione di barche in laguna per rinnovare il voto cittadino che risale al lontano 1237, quando Grado fu risparmiata da una terribile pestilenza che aveva già devastato l’entroterra, e la Festa dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato. Ricordare i martiri – che sono protettori anche della vicina Aquileia, di Udine e dell’intero Friuli Venezia Giulia – «significa riscoprire la bellezza dell’evangelizzazione e la forza della testimonianza», ha sottolineato monsignor Paolo Nutarelli, il quale ha poi aggiunto: «L’evangelizzazione è un “cercare”. Non è, difatti, un’operazione esclusivamente vocale, ossia fatta solo di parole; anzitutto, piuttosto, l’evangelizzazione è fatta di gesti: di ricerca, di misericordia e di tenerezza». Nell’occasione, l’arciprete ha salutato il nuovo sindaco di Grado, Giuseppe Corbatto, uscito dalle recenti elezioni che hanno concluso la gestione commissariale, rinnovando lo spirito di intesa tra Chiesa e Civica amministrazione.
La festa religiosa dei Santi Patroni è stata seguita dalla tradizionale sagra in campo Patriarca Elia dove ha preso vita la gustosa “sardelada” organizzata dall’Associazione Portatori della Madonna di Barbana, col sostegno di Comune e Parrocchia. Cosa che si è ripetuta con successo ieri e che si concluderà nella serata odierna, ponendo così il sigillo non solo sulla “Domenica del Mare” ma anche, come detto, su una settimana strettamente legata alle tradizioni di Grado e molto sentita dai “graisani” e pure dai turisti che scelgono l’Isola per le loro vacanze. Una grande domenica di metà luglio coronata, infine, dal suono delle Bande che dopo aver rallegrato diverse vie cittadine con le loro note festose, si sono riunite nei giardini di viale Dante dove hanno tenuto un applaudito concerto concludendolo poi tutte insieme. Protagoniste sono state le Bande di Cormons, Monfalcone, Doberdò del Lago e ovviamente Grado.

La “sardelada” e le Bande musicali.

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In copertina, la spiaggia “imperiale” di Grado in questo bellissimo pomeriggio.

A Grado sta per ritornare il Cinebike all’insegna della ecologia: per tutte le proiezioni energia dai pannelli solari

Cinema all’aperto, incontri con i protagonisti, tour in bicicletta alla scoperta del territorio, degustazioni e concerti: la seconda edizione di Cinebike Festival è stata presentata ieri al GO Center di Gorizia e si accende con un programma ricco di film, eventi ed incontri dedicati a tutta la famiglia. Appuntamento pertanto a Grado dal 15 al 22 giugno con una speciale serata di anteprima a Cormons venerdì 14.
L’arena bike-in resta il cuore del festival, ovvero la versione su due ruote del celebre drive-in statunitense: posizionata all’interno del Parco delle Rose, l’arena sarà accessibile gratuitamente in bicicletta per poter guardare i film in cartellone comodamente seduti sotto le stelle. Un’esperienza di cinema diversa ed emozionante e soprattutto ecologica.

Tutte le proiezioni, infatti, sono realizzate con il Solar Cinema di Euganea Movie Movement, un furgone con dei pannelli solari sul tetto che, attraverso un inverter e delle batterie, accumula energia pulita per la realizzazione delle proiezioni all’aperto in assoluta autonomia energetica. Cinebike identifica un nuovo modo per vivere cultura, arte e creatività e per promuovere il turismo sostenibile, coinvolgendo il territorio, i Comuni limitrofi e le comunità, sfruttando la rete di piste ciclabili e le aree pedonali in circolo virtuoso. Come nella prima edizione, Cinebike trova il proprio fulcro nelle proiezioni per poi allargarsi agli eventi disseminati nei Comuni sul territorio che quest’anno sono cinque: Capriva, Medea, Aquileia, San Floriano e Cormons che, come detto, ospiterà l’anteprima.

“La seconda edizione di Cinebike – sottolinea Silvia Moras, curatrice del festival – fa parte delle iniziative di avvicinamento all’evento internazionale Go!2025, contribuendo a delineare i tre grandi filoni della rassegna 2024: il cinema ovviamente, la mobilità sostenibile e il tema del confine. Il titolo di ogni serata giocherà, infatti, con le diverse declinazioni della definizione di confine, non solo geografico, ma del tempo, del mito, dell’avventura. Come l’anno scorso, la programmazione unirà film storici e materiali d’archivio a novità e anteprime, potremo vedere, per esempio, sia un grandissimo classico come “Totò al Giro d’Italia” sia il recente “Io Capitano”. Ci tengo a sottolineare come due film del cartellone di Cinebike saranno proiettati anche all’interno della Casa di riposo di Grado, per coinvolgere anche i fruitori più fragili che, altrimenti, non avrebbero la possibilità di partecipare al festival”.
Cinebike comprende anche una mostra dedicata al mondo della biciletta visto attraverso i fumetti e il programma di eventi che uniscono il piacere di andare sulle due ruote alla scoperta del territorio con incontri, presentazioni, concerti e degustazioni per incontrare i gusti di tutti. Eccolo! Il Furgon Furlan resterà parcheggiato nell’arena di Cinebike a Grado per tutte le otto serate di proiezioni con un’offerta di cibo da strada, bibite e birre artigianali che possono essere consumate prima o durante le proiezioni in tutta libertà, così come i pop-corn. E anche il bookshop del festival viaggia su bicicletta, precisamente su una cargo bike che sarà parcheggiata nell’arena prima delle proiezioni con una selezione di libri dedicati al tema della bici, del viaggio e del territorio Fvg.
Il contest di cortometraggi Cinebike Shorts quest’anno ha una formula differente: non hacoinvolto le scuole, ma autori under 35 che, attraverso un bando, si sono aggiudicati un corso di formazione per la scrittura di un soggetto originale legato al tema della mobilità sostenibile. Una giuria interna, composta da membri di Cinebike e della Cross-border Film School di Gorizia, assegnerà 3.000 euro per la realizzazione del cortometraggio sceneggiato durante la premiazione di sabato 22 giugno.

Cinebike Festival è organizzato da Videomante con il contributo di Regione FVG, Comune di Grado, Fondazione Carigo, Fondazione Pittini, Comune di Cormons. Con la partecipazione di Comune di Aquileia, Comune di Capriva del Friuli, Comune di Medea, Comune di San Floriano del Collio, Paff! International Museum of Comic Art, Cross-Border Film School, Kino-Otok.
Partner: Bike-in, Bisiachi in bici, Brumat azienda agricola, Ciclocinema, Circo all’incirca, Cineteca del Friuli, Cussigh bike, Ediciclo Editore, Enoteca di Cormons, Eccolo!, Euganea Movie Movement Fun Active Tours, Giancargo, Hotel Astoria, Kinoatelje, Komjanc Alessio, Mauro bike, Odòs, Osteria Vinars, Panificio Iordan, Rodaggio Film, SOCIAL TEAM, Vini Brojli, Visioni a catena, Založništvo tržaškega tiska.

Per il programma completo, orari, informazioni e prenotazioni: www.cinebikefest.it

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In copertina e all’interno immagini della scorsa edizione a Grado e della presentazione del festival a Gorizia.

Opus Loci, il podcast sui 5 siti Unesco Fvg ora anche in inglese, tedesco e sloveno

In inglese, tedesco e sloveno. Si può ora ascoltare anche in queste lingue il podcast “Opus Loci”, voluto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine per portare i visitatori alla scoperta di percorsi unici all’interno dei cinque siti Unesco del Friuli Venezia Giulia. Le nuove versioni in lingua arrivano dopo la prima in italiano, lanciata all’inizio di quest’anno con la voce di David Angeli e primo podcast in assoluto dedicato ai Patrimoni dell’umanità della regione. Le nuove versioni sono state tradotte e prodotte nell’ultimo mese e sono ora pubblicate sempre su Spotify, per permetterne una più ampia diffusione, a partire dai primissimi Paesi di riferimento, cioè quelli che con il Fvg confinano. L’inglese permette poi la fruizione più generale al pubblico internazionale «che confidiamo possa trovare in questi racconti spunti preziosi per visitare in modo originale il nostro territorio, partendo dai nostri “magnifici cinque”: Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti friulane e Palù di Livenza», commenta il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo.
Anche la versione nelle tre lingue è stata realizzata con la collaborazione dell’Agenzia Aipem di Udine. I podcast in lingua sono già disponibili come playlist autonome, consultabili sia approdando sul canale Spotify dell’ente camerale Pordenone-Udine sia cercando Opus Loci tra i podcast dell’app. Opus Loci, lo si ricorda, nasce alcuni anni fa come originale progetto che mette in sinergia le bellezze storico-culturali dei Siti Unesco Fvg con alcune aziende che rappresentano eccellenze produttive e di servizi legati al turismo. Sul sito www.opusloci.it, in questi anni, sono stati sviluppati percorsi sostenibili tra vestigia storiche e realtà produttive, da percorrere a piedi o in bici, scaricabili direttamente dal sito. Questi percorsi, nel 2024 sono diventati appunto anche un racconto da ascoltare, quasi un’audioguida con cui farsi accompagnare alla scoperta delle cinque località e delle loro aree contermini.

Grado fa il pieno di… solidarietà con centinaia di Caritas che portano una benefica “invasione” nell’Isola

(g.l.) Grado fa il pieno di… solidarietà. Da ieri, infatti, nell’Isola c’è una “invasione” pacifica di oltre duecento Caritas diocesane, con più di 600 delegati, che partecipano al loro 44° Congresso nazionale in programma, come già annunciato, fino a giovedì 11 aprile. Tema dell’importante appuntamento “Confini, zone di contatto e non di separazione”. Al centro dei quattro giorni di lavori il Palacongressi di Città Giardino, anche se sono previste puntate a Gorizia, Nova Gorica e in altre località, come nella lagunare isoletta del Santuario di Barbana e nella vicina Aquileia per la visita alla Basilica poponiana.


Confini, dunque, zone di contatto e non di separazione. Come dimostra con efficacia anche quello tra Italia e Slovenia ormai pressoché inesistente, considerato che proprio Nova Gorica e Gorizia formano praticamente una “città unica” in Go!2025, il progetto che le vede affiancate per la Capitale europea della cultura del prossimo anno. “Se non ci fossero i confini saremmo tutti più poveri, privi di punti di vista diversi. I confini sono anche positivi, perché garantiscono una diversità e un approccio complesso al mondo”, ha sottolineato, infatti, l’arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana, Carlo Roberto Maria Redaelli. Il quale poi – come informa Sir – ha aggiunto: “Dobbiamo riconoscere che a volte ci sono confini tra uffici e servizi della Curia con il rischio di una pastorale frammentata e iniziative non coordinate che piovono sulle Parrocchie. Ci sono però tentativi interessanti di lavoro condiviso”. Ma il confine più arduo – secondo monsignor Redaelli – è “tra operatori e volontari Caritas e gli ultimi, perché siamo in due situazioni diverse, chi aiuta e chi ha bisogno di aiuto. Ma è un confine che va superato”. Per cui il presule propone di capovolgere i ruoli e invita a pensarci noi stessi “come gli affamati, gli assetati, gli stranieri che hanno bisogno di aiuto”.
Alla giornata inaugurale è intervenuto anche monsignor Francesco Moraglia, patriarca di Venezia – città che con Grado ha un legame storico speciale – e presidente della Conferenza episcopale del Triveneto, il quale ha sottolineato che “la Chiesa è immersa in una dinamica d’amore concreto e senza confini”. Ieri hanno parlato anche padre Luciano Larivera, direttore del Centro culturale Veritas di Trieste, e don Matteo Pasinato, docente di Teologia morale alla Facoltà Teologica del Triveneto.
Giorni importanti, dunque, per Grado, non solo come immagine proiettata all’esterno in quanto punto di riferimento di una manifestazione nazionale di grande rilevanza, ma anche per la sua economia in questo periodo ancora di bassa stagione, considerato pure che le recenti festività pasquali sono state ostacolate dal maltempo, causando un danno che il sole dell’Ottava non è certamente riuscito a sanare. Una boccata d’ossigeno, insomma, preziosa per i valori che incarnano le Caritas, ma anche per gli effetti positivi  che questa “invasione” benefica porta all’Isola d’oro.

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In copertina, l’arcivescovo di Gorizia e presidente della Caritas Italiana Carlo Roberto Maria Redaelli; all’interno un settore del Palacongressi di Grado nella giornata inaugurale di ieri.

Opus Loci, oggi su Spotify il podcast dedicato alle Dolomiti Friulane un altro dei cinque Siti Unesco Fvg

Le guglie e i campanili dolomitici dell’ultimo tratto occidentale della nostra montagna, tutelato nell’ambito del Parco Naturale Dolomiti Friulane, rientrano tra i siti montuosi riconosciuti Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2009. E a essi è dedicata la terza puntata del podcast Opus Loci, prodotto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, che ogni venerdì, per cinque venerdì, sta accompagnando gli ascoltatori su Spotify alla scoperta dei cinque Siti Unesco del Fvg. Dopo Aquileia e Cividale, pubblicate nelle scorse settimane e sempre ascoltabili sul canale Spotify, è ora la volta di andare alla scoperta delle Dolomiti friulane, di valli punteggiate da tanti piccoli borghi intrappolati nel tempo, alla ricerca di specialità e produzioni tramandate di generazione in generazione.
I podcast Opus Loci, realizzati in collaborazione con Aipem, sono stati registrati ai Delta Studios di Vittorio Vella. A condurre il racconto è la voce del giornalista e autore friulano David Angeli. Per ascoltare gli episodi, basta cercare Opus Loci su Spotify o il canale della Camera di Commercio Pn-Ud.

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In copertina, il famoso Campanile di Val Montanaia sulle Dolomiti Friulane.

Anche “La Riviera Friulana” ora fa parte del Club per l’Unesco di Udine: uno stimolo in più a valorizzarne i richiami

Anche La Riviera Friulana ora fa parte del Club per l’Unesco di Udine. Una decisione che fa seguito a quella, unanimemente presa dal sodalizio, di aderire alla stessa Associazione culturale che fonda il suo impegno sulla valorizzazione della cultura del territorio, delle peculiarità, delle eccellenze e dei principali elementi che caratterizzano l’area compresa tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive friulane e il litorale adriatico. Ma è conseguente anche alle recenti dichiarazioni della presidente del Club, Renata Capria D’Aronco, la quale ha lanciato la candidatura della Riviera Friulana tra i siti e le realtà che sono Patrimonio dell’umanità.
L’Associazione culturale presieduta da Carlo Morandini sostiene l’importanza di valorizzare e porre in sinergia le terre rivierasche, ricche di attrattive tra le quali vi sono due dei cinque siti Unesco del Friuli Venezia Giulia, e cioè Aquileia e Palmanova, con i richiami del litorale e le grandi realtà balneari della regione. Una interazione che, se riconosce la ricchezza di elementi di interesse esistente, mira a esaltare i contenuti culturali, storici, artistici, tradizionali dell’area, anche per farli conoscere al pubblico sempre più qualificato ospite ormai per tutto l’arco dell’anno nella realtà considerata.
«Il riconoscimento dell’Unesco – commenta il presidente Morandini – sarà un’opportunità unica per far sviluppare ulteriormente un’area che negli ultimi anni sta vivendo una fase di crescita qualitativa anche grazie alla ritrovata consapevolezza delle potenzialità di un impegno comune da parte dei suoi animatori, degli operatori, delle realtà di pregio. Riviera Friulana è, infatti, un termine che mira a stimolare la crescita del territorio attorno a un livello omogeneo di qualità e di quella che gli studiosi chiamano “reputation”, ovvero il livello di considerazione per l’esistente, cioè proprio la “reputazione”. Un percorso già concretizzato in altre realtà analoghe come la Riviera delle Palme, la Riviera dei Fiori, la Riviera del Conero, la Riviera romagnola, la Riviera del Salento, la Riviera amalfitana, ma anche, in Croazia, la Riviera del Quarnaro e altre ancora. Riviera Friulana è anche un marchio registrato soggetto a tutela; questo per evitare lo sfruttamento commerciale del termine e possibili distorsioni a un percorso trasparente, condiviso e solare che è partito con il mio libro “La Riviera friulana».
«Il Club per l’Unesco di Udine – gli fa eco la presidente Capria D’Aronco – è convinto che l’Associazione culturale “La Riviera Friulana”, capitanata dall’ottimo scrittore e giornalista Carlo Morandini e ora socio collettivo del Club, operi in maniera eccellente e sia un partner fondamentale nel valorizzare la cultura del territorio con le sue peculiarità, i suoi pregi e gli straordinari elementi che caratterizzano il comprensorio tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive e il litorale. In maniera sinergica, si è tesi a fare sì che l’eccezionale ambito possa aspirare ad essere annoverato fra le magnificenze premiate dall’Unesco in seno al Patrimonio mondiale, in quanto possiede un sublime valore universale (“Outstanding Universal Value”) per l’umanità intera. Questo grazie ad avvenimenti, tradizioni, idee, credenze, opere artistiche e letterarie singolari, fenomeni naturali strepitosi e aree di superbe bellezze naturali di rilevanza estetica: il tutto dotato di un significato universale stupefacente».

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In copertina, Renata Capria D’Aronco (Club per l’Unesco di Udine) con Carlo Morandini.

I Cantori del Papa sono ospiti in Fvg per la festa dei Patroni Ermacora e Fortunato

«La proposta culturale in Friuli Venezia Giulia sta crescendo moltissimo ed è un onore ospitare nuovamente, dopo trent’anni la Cappella Musicale Pontificia Sistina con una rassegna che è anche occasione per fare rete tra città che sono simbolo della storia e della cultura religiosa della nostra regione». L’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha accolto con queste parole la presentazione della rassegna di sei appuntamenti che la prestigiosa formazione vaticana porterà in Friuli Venezia Giulia in occasione della Festività dei Santi Ermacora e Fortunato, patroni della Regione Fvg, di Udine e di Aquileia, oltre che della vicinissima Isola di Grado. «La festività dei Santi Patroni un appuntamento molto sentito nelle nostre comunità – ha aggiunto Bini -, un momento denso di cultura, valori e tradizioni, che richiamano la storia di fede su cui si fonda la nostra terra. Per questo la Regione sostiene questa iniziativa, che vedrà protagonista un’istituzione di grande prestigio, che solitamente accompagna le liturgie del Papa».

La Cappella Musicale Pontificia Sistina sarà protagonista di un ciclo di concerti tra oggi e il 15 luglio: questa sera, alle 20.45, ad Aquileia nella Basilica di Santa Maria Assunta; il 13 luglio alle 20.30 nella Cattedrale di Udine; il 14 luglio alle 20.30 a Trieste nella Cattedrale di San Giusto; e infine il 15 luglio alle 20.30 a Spilimbergo nel Duomo di Santa Maria Maggiore. Inoltre, domani la Cappella Pontificia accompagnerà due liturgie proprio in occasione della festività dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato: alle 10.30 sarà a Udine nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata per la solenne Messa Pontificale presieduta dal cardinale Dominique Mamberti, invece alle 20 sarà nuovamente nella Basilica patriarcale di Aquileia per la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze.
La Cappella Musicale Pontificia Sistina, diretta da monsignor Marcos Pavan, ha una storia di quasi 1500 anni ed è il più antico coro del mondo in attività. Attualmente è composta da 24 cantori adulti e da circa 30 ragazzi. Assieme al Coro sarà presente anche Josep Solé Coll, primo organista della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e organista per le celebrazioni liturgiche del Pontefice.
Gli eventi sono organizzati dalla Fondazione Cardinale Domenico Bartolucci, istituzione culturale nata nel 2003, con l’obiettivo di diffondere la musica sacra e in particolare conservare e promuovere l’opera del maestro cardinale Domenico Bartolucci (1917-2003), compositore, accademico di Santa Cecilia e direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina per oltre 40 anni.
Alla presentazione nella sede della Regione Fvg a Udine sono intervenuti, oltre all’assessore regionale Bini, anche Alessandro Biciocchi, segretario generale della Fondazione Bartolucci, i sindaci di Udine Pietro Fontanini, di Aquileia Emanuele Zorino e di Spilimbergo Enrico Sarcinelli, monsignor Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi Udine, monsignor Ettore Malnati, vicario generale dell’Arcidiocesi di Trieste, e il neo presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo.

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In copertina e all’interno tre immagini della Cappella Musicale Pontificia Sistina.